Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Presentazione Attività Delegazione di Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 1 - febbraio - 2007 Versione PDF

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER DELEGAZIONE DI NAPOLI

 

vino.jpgCaro Socio,

Giovedi 8 Febbraio alle ore 19.00

presso il Grand Hotel Oriente,via Diaz n.44

verranno presentati:

• il Programma delle Attività per il 2007;

• la Squadra della Delegazione Ais di Napoli.

Non mancare.

Il Presidente Ais Campania
Antonio Del Franco

Seguirà Seminario-Degustazione con il seguente tema:

“Sua Maestà il Tannino: Nebbiolo, Sagrantino ed Aglianico.”

Capace di graffiare con le sue irruenti asperità ed accarezzare con la sua setosa eleganza, il Tannino è il Carattere di un vino, la Personalità, l’Anima più profonda…

L’ enologo Vincenzo Mercurio guiderà questa interessante degustazione di tre grandi vitigni autoctoni dall’inconfondibile trama tannica.

 

Un commento alla serata…

 

IL GIOCO DEI TANNINI di Monica Piscitelligse_multipart16698.jpg

Tannini di uva (di buccia, di vinacciolo e di raspo) e di legno – più o meno tostato, poroso e giovane – offerti in degustazione puri, in una concentrazione di 2-4 grammi per litro. Non è proprio come bere un Nebbiolo, un Sagrantino di Montefalco o un Taurasi, ma è un’esperienza veramente unica ed esclusiva che l’Ais Campania presieduta da Antonio del Franco, sotto la guida dell’enologo Vincenzo Mercurio, ha proposto agli associati diplomati, e non, all’hotel Oriente di Napoli.

“Sua maestà il tannino”. Questo il titolo dell’incontro che ha suscitato interesse ed un attimo di “senso di allappato sconforto” fra i presenti, combattuti tra l’approfittare o meno dell’inedita occasione di buttar giù un goccio di “un ottimo e raffinato tannino”, come da tecnico appassionato, lo ha definito Vincenzo Mercurio. Scelta obbligata, tuttavia, per via dell’estrema rarità dell’evento: assaggiare e descrivere le sensazioni di astringente, di amaro, i profumi più o meno piacevoli. Decisamente improponibile, tutti concordi, l’esame visivo di un tannino nudo, spogliato dell’uva! I tannin di cui tanto si parla, o meglio si straparla, sono stati protagonisti della serata con la quale il Presidente Del Franco ha illustrato la squadra al momento al lavoro sulla delegazione di Napoli, in attesa delle nomine; gruppo che sta conducendo avanti, in questi mesi, l’attività didattica e di programmazione a fronte di una richiesta pressante da parte degli eno-appasionati del capoluogo campano e di quanti vogliono intraprendere la professione di sommelier.

Il programma regionale di fresca stampa, che riunisce l’offerta dell’Ais sulle cinque province, vede una consistente parte delle iniziative essere dedicate all’aggiornamento dei relatori, all’affinamento di un comune modo di comunicare all’esterno e all’approfondimento di tematiche estremamente specialistiche .

In tal senso la serata di ieri, che ha visto protagonisti tre rossi di note case vinicole del Paese.

Ad anticipare la loro degustazione guidata, una relazione dettagliata, ed estremamente tecnica, dell’ enologo sul complesso mondo dei tannini, sulle sensazioni gustative, o addirittura tattili, che questi trasmettono a chi approccia un vino.

Un mix di formule di chimica, definizioni teoriche e sensazioni organolettiche per una serata che rappresenta a buon titolo un saggio dei seminari specialistici che l’Ais Campania mette in campo per dare ancora maggiore spessore alla sua offerta formativa, con particolare riguardo a quella destinata ai professionisti del settore.

Astringenza ed amarezza: così i tannini si manifestano, in maniera più o meno persistente. La sensazione che dà un cachi non maturo che prosciuga la saliva e quella di un cioccolato nero al 100%.

E si, il vino di qualità ci si presenta anche così. E in molte altre forme, in un incredibile gioco di inseguirsi di co-fattori: il vitigno da cui proviene, l’annata, il grado alcolico, e così via.

Una tale complessità di parametri e variabili da verificare, da condurre alla follia chi lavora in vigna, prima, e in cantina un vino, poi.

Di fronte a questa complessità sul lato produttivo, ci si chiede, chi è, allora, il degustatore di professione e il sommelier? Sappiamo cosa è di certo: uno armato di un cavatappi, elegante nel portamento ed incline ai rapporti umani, profondo conoscitore del prodotto e di ciò che vi è dietro. Uno che rifugge dall’oscurità e ama i colori, che non mette il profumo o il rossetto, che non si lava i denti e non mangia cipolla prima di una degustazione. Uno che studia il vino con metodo scientifico, con il pallino della chimica, ma anche uno che si sporca le scarpe di terra per andare in vigna. Di certo è un soggetto animato da una grande passione, un essere umano che ha riscoperto il senso dimenticato dell’olfatto, che torna ad assaporare con tutta la bocca, gengive incluse, che sputa all’occorrenza .

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