Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...eventi aisnapoli

Archivio del mese di aprile, 2008

Dizionario Minimo di Vinicultura Vol.1 A-L

Pubblicato da aisnapoli il 30 - aprile - 2008Versione PDF

A cura di Luca Massimo Bolondi
vocabolario.bmpPrefazione. Nell’accingersi alla compilazione dell’opera l’autore ha inteso realizzare un dizionario moderato, ovvero contrario agli eccessi (cfr. M. Strasi, “arte e sintesi nella compilatio verbis”, Aetas Libri 1984). Ha affrontato così una duplice sfida. Da una parte la sfida all’enciclopedismo, ovvero a quella malattia delle parole che colpendo una semplice sillaba porta inevitabilmente a clonare la Treccani. Dall’altra parte la sfida alla specializzazione, ovvero quell’altra malattia che attacca le semplici parole comuni e trova il modo di trasformarle in tecnicismi per addetti agli addetti ai lavori. L’autore ha inteso vincere tutte e due le sfide con un unico atto di mirabile sintesi (i detrattori dicono ispirato a sordida pigrizia mentale). È nato così il dizionario minimo, in due volumi (A-L e M-Z), con una sola voce per lettera dell’alfabeto.

Ampelografia:stile di scrittura ampolloso, pieno di riccioli e abbellimenti, usato per descrivere dove trovare i migliori vitigni del mondo.
Bidule: diminutivo dal francese bidet, designa un recipiente che raccoglie i residui lavati via dalle nobili parti del vino.
Champagne: formula di rito da esclamare per rompere il ghiaccio o per uscire da situazioni di stallo (“Signore e signori, …Champagne!”).
Degustazione: de gustibus non est disputandum. Citare a proposito del dibattito sulle migliori annate dei vini, nonché durante una bevuta tra amici intenditori, soprattutto se non si ha chiara la differenza tra ossigenazione e ossidazione (cfr. Vol.2 M-Z).
Enologia: secondo il Maligni il termine deriva dall’unione di eno (όυηοσ, vino) e logìa (λόγοσ, un gran parlare); significherebbe quindi “un gran parlare di vino”.
Fillossera: “se il vitigno non è più quello di una volta, la colpa è della fillossera!” e ancora “fa più danni quell’enologo che la fillossera!”. Fa chic mostrare di conoscere anche l’Oidio.
Globalizzazione: s.m. – sinonimo di stile internazionale, contrario di originalità. In enologia vede contrapposti gli anglofoni (winemaking) e i francofoni (terroir).
Heritage: trad. it. patrimonio. Mentre il solo nominare il patrimonio rimanda a notai, liti ereditarie e solo al vago ricordo di una marca di vini, nell’ambiente dei sommelier fa molto chic parlare di heritage (es. “l’heritage ampelografico bordolese”, un classico della sfida all’umana comprensione).
Iniziazione: percorso dell’aspirante intenditore attraverso liturgie specifiche dal vago sentore carbonaro (primo-secondo-terzo livello, verticali, servizi, pratiche di cantina…). L’intenditore che abbia superato l’iniziazione può fregiarsi dell’appellativo di sommelier.
Lambiccato: mentre tre quarti dell’umanità si è lambiccata il cervello per qualcosa almeno una volta nella vita (distillando il succo delle meningi), il sommelier per sua fausta sorte il lambiccato non lo subisce ma lo gusta (vinificato dal succo di dolci uve).

E’ la genetica a determinare quali vini si preferiscono!

Pubblicato da aisnapoli il 30 - aprile - 2008Versione PDF

smell1.jpgDan Berger sul sito Appellation America riferisce (in americano…cercasi traduttore, ndr) degli interessanti risultati di una lunga serie di ricerche scientifiche condotte negli Stati Uniti ed in Australia secondo le quali sarebbe il Dna di ognuno di noi a determinare il nostro gusto e quali vini ci possano piacere di più o di meno. Dimmi cosa bevi e ti dirò chi sei…

Fonte: Sommelier.it

Wine Hotels Collection…

Pubblicato da aisnapoli il 30 - aprile - 2008Versione PDF

estacia_colome.jpgTempo di ponti…perchè non pensare ad un soggiorno in un esclusivo hotel dove tutto ruota intorno al divino nettare.
Arriva dall’Argentina il “Wine Hotels Collection”, il primo club esclusivo dei Wine Hotels & Wine Resorts del mondo. “Wine Hotels Collection” è stato creato con l’intento di riunire gli hotel di alta ed altissima qualità (dove il servizio, l’attenzione al dettaglio, l’architettura e i decori sono al massimo livello), che hanno come proposta di soggiorno principale il vino.
L’obiettivo di “Wine Hotels Collection” è quello di supportare queste particolari strutture ricettive nel posizionamento della loro offerta e nella costruzione di un’immagine coerente e di grande impatto a livello mondiale. Un “Wine Hotel” è una sorta di boutique situata fra i vigneti e non infrequentemente parte di una azienda vitivinicola, ma può anche rappresentare un punto di riferimento di una strada del ivno o un luogo in cui è possibile trovare una grande scelta di etichette e dove l’attività ricreativa spazia dalla vinoterapia alle degustazioni e ai tour nei territori del vino.
“Wine Hotels Collection” (info: www.winehotelscollection.com) ha cominciato la sua attività in Argentina e Cile, ma oggi ha acquisito una dimensione globale, contando fra i suoi membri anche hotel di Spagna, Italia, Francia Sud Africa e Stati Uniti. Tra i prossimi aderenti, il Wine Hotel Haciendas de España (Spagna), Chateau Franc Mayne (Francia), Villa Mangiacane Hotel (Italia), Lares de Chacras e Huentala Vineyard Hotel (Argentina).Per vedere alcune immagini degli hotel cliccare qui (la foto sopra è dell’Estacia Colomè a Salta, Argentina)

Fonte:winenews.it, vino24.tv

Professione Enologo: Antonio Di Gruttola

Pubblicato da aisnapoli il 29 - aprile - 2008Versione PDF

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

Quattro enologi accomunati dalla fedeltà nell’interpretazione del terroir ci racconteranno il loro modo di “vivere il vino”, nella diversità delle rispettive esperienze professionali e dei differenti percorsi di ricerca. Terroir non come mero esercizio di stile ma sostanza e contenuto di una scelta consapevole nata dall’interazione di suolo, clima e vitigno, con l’apporto fondamentale ed insostituibile dell’uomo; in altre parole pensiero ed anima: l’unica strada percorribile per fare di ogni bottiglia un unicum capace di esprimere con sincerità ed orgoglio la propria concezione del “mestiere” di far vino…Un’iniziativa Ais Napoli e Fnac. Gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito previa iscrizione presso il Punto Informazioni della Fnac. L’ingresso è consentito ad un massimo di 30 persone. Dopo Vincenzo Mercurio, Fortunato Sebastiano e Maurizio De Simone concludiamo con Antonio Di Gruttola.

Professione Enologo: La nouvelle vague dell’enologia made in Campania.

30 Aprile ore 18.00 Antonio Di Gruttola.

“Una nuova agricoltura espressione del terroir.”

Spazio Eventi Fnac 30 Aprile ore 18.00
Via Luca Giordano n.59 Ingresso libero e gratuito
Prenotazione obbligatoria presso Punto informazioni Fnac

Il terroir è una realtà complessa, difficile da afferrare nel suo significato più profondo ed impossibile da riassumere con schemi semplicistici. Per produrre un alimento di terroir come il vino occorre una lunga catena di fattori che vanno dalla vite al microclima, alla geologia del suolo e sottosuolo, alla popolazione microbica del suolo fino alla fermentazione del succo delle uve. Una nuova agricoltura può rigenerare se stessa solo partendo dal rispetto della complessità dei processi biologici.

In degustazione:

T’ara ra’ IGT Campania Greco 2006 – Cantina Giardino

Intervista live di Fabio Cimmino, giornalista e sommelier; per l’Ais Vittorio Cioffi, degustatore ufficiale.

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

Alla Fnac con Maurizio De Simone…le foto!

Pubblicato da aisnapoli il 28 - aprile - 2008Versione PDF

Maurizio De Simone…l’intervista

Pubblicato da aisnapoli il 27 - aprile - 2008Versione PDF

Di Adele Chiagano

Maurizio De Simone è un giovane enologo, ma con alle spalle una ricca e ben maturata esperienza. Oltre ad essere amministratore unico della società PRO. VIT.E. (professionisti per la viticoltura e l’enologia) segue attualmente circa 14 cantine che operano in differenti territori d’Italia: dal beneventano, infatti, si passa all’isola di Ponza, da Napoli a Catania, Montalcino, e ancora Caserta e Irpinia. Differenti ambienti, vitigni e territori nei quali Maurizio De Simone riesce ad applicare uno stile di vinificazione contrassegnato dalla consapevole adozione di una “enologia di non intervento” supportata da una continua ricerca, applicazione e sperimentazione. Ciò che caratterizza il suo lavoro è soprattutto un grande rispetto per quello che noi definiamo terroir, parola che Maurizio traduce con il termine “origine”, concetto che ha ampiamente approfondito nel corso della chiacchierata, necessario per stabilire il giusto equilibrio con l’elemento natura nel pieno riguardo del luogo dal quale l’uva proviene. Dopo la piacevole conversazione abbiamo degustato con il supporto del sommelier Franco De Luca l’Agostinella IGT Beneventano Bianco di Vigne Sannite e il Lentisco IGT Lazio Bianco dell’azienda Terre delle Ginestre.Quali sono le aziende che segue attualmente?

CECAS S.C. (VIGNE SANNITE) Castelvenere (BN), TORRE DEL PAGUS Paupisi (BN)
I BORBONI Lusciano (CE), PORTO DI MOLA Rocca D’evandro (CE), Az Agr. ALE.PA. Caiazzo (CE), CONTRADE DI TAURASI LONARDO Taurasi (AV), PICARIELLO Summonte (AV), Az.Agr. MOCCIA RAFFAELE (NA), Az. Agr. IOVINO (NA), ANTICHE CANTINE MIGLIACCIO Ponza (LT), TERRA DELLE GINESTRE Spigno Saturnia (LT), COMPAGNIA DI ERMES Olevano Romano (Roma), PIOMBAIA Montalcino (SI), ROCCA D’API Zafferana Etnea (CT)

Che cos’è Pro.Vi.te nello specifico?

Pro. Vit. E. s r l è la mia società unipersonale che indica:Professionisti per la Viticoltura e l’Enologia, alla quale collaborano, il dott. Gianluca Tomaselli (Tecnologo Alimentare) per i piani HACCP e produzione Dott Saulle Umberto (Agronomo) per la gestione e controllo delle tecniche colturali in vigna.

Qual è il suo rapporto con i produttori cui presta consulenza?

Con molti di loro collaboro da 15 anni e, anche con i più recenti si è instaurato un rapporto umano di profonda amicizia, anche perché vedrà che spiegando il mio modo di interpretare “L’ORIGINE” più che TERROIR e indispensabile far esprimere la personalità del produttore per ottenere dei vini unici, anche in condizioni similari.

Come fa, seguendo più cantine che operano in territori tanto diversi a conciliare il rispetto dell’identità territoriale di un vino con le aspettative dei produttori e le esigenze di mercato?

E’ proprio questa l’essenza della chiacchierata che faremo. Comunque in due parole, solo la profonda conoscenza di tutti i fattori che direttamente o indirettamente influenzano le fasi produttive e trasformazione e l’assoluto rispetto di essi senza interventi drastici, consente il pieno recupero dell’espressione di quel vino, in quel luogo, e di quel produttore, applicando la tecnologia per imparare la potenzialità e vocazione del prodotto adattando il “progetto vino” ad esso e non modificarne le caratteristiche per la sola esigenza di mercato. Il lavoro più lungo e difficile è prima di produrre. CONOSCERE PER GESTIRE!

Mi parla della sua esperienza con Roberto Cipresso?

Con Roberto ho collaborato dal 2000 al 2006. WINEMAKING nasce dalla fusione del mio studio a Napoli con quello di Roberto a Montalcino dove ho vissuto in quel periodo e dove ho portato le mie attrezzature di laboratorio perché all’epoca Roberto era in forte espansione e aveva bisogno di completarsi tecnicamente, quindi nacque la collaborazione che ci ha portato ad avere in consulenza 42 aziende nel mondo dove lui si occupava principalmente della comunicazione ed io gestivo lo stuff tecnico, poi, stanco di prendere aerei e di non avere più luogo di riferimento di vita ho deciso di “tornare alle origini” sono nativo di Napoli (Fuorigrotta), e adesso vivo tra Benevento Formia e Ponza, almeno per spostarmi non ho più bisogno di aerei.

Si fa un gran parlare di terroir, frutto del naturale equilibrio tra territorio, vitigno e uomo
oppure alla Dubourdieu, “capacità accertata di un territorio, grazie all’opera dell’uomo, di produrre un vero gusto caratteristico apprezzato dal mercato”. Mi darebbe una sua definizione di terroir?

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Report Borgogna secondo atto: il Sapore della terra…

Pubblicato da aisnapoli il 19 - aprile - 2008Versione PDF

Di Tommaso Luongo e Claudio Tenuta
In ogni dove in Borgogna si respira un’atmosfera agreste, profondamente rustica e di rurale semplicità. Vignaioli caparbi ed ostinati che zappano la terra, vigne attempate che non celano le proprie rughe, vini virili dalla scontrosa eleganza e cantine che profumano di mosto dove, ancora, ci si inzacchera le scarpe con la terra battuta… Tutto questo può sembrare forse un pò troppo naif, ma questa è l’anima più verace della Borgogna, che non si nasconde dietro artifizi o alchimie mostrandosi con dignità e fierezza per quello che autenticamente è. Qui la natura esplode, rigogliosa, nelle mille essenze e nei profumi cangianti dei suoi vini, e nel palato che si esalta e si entusiasma ad ogni sorso. I vigneron borgognoni sono prima di tutto dei profondi conoscitori della propria terra, degli agricoltori “artigiani”di poche parole e dai modi piuttosto spicci. Gente schiva, riservata, non adusa alle pubbliche relazioni, “geneticamente” refrattaria ai fasti e alle solennità dei pomposi Chateâu bordolesi. Qui è un altro mondo, si preferisce non ostentare la propria grandezza e far parlare soltanto il vino; spesso però, magari dopo qualche piccolo mugugno che è eredità della loro ancestrale diffidenza, quegli stessi vignaioli sanno accoglierti con genuina e spontanea cordialità. Un frutto turgido e vitale declinato nelle sfumature di ciliegia nera, amarena e lampone è il filo conduttore della nostra degustazione; passando da un comune all’altro della Cote de Nuits, questa nota fruttata, perfino semplice nella sua immediatezza, si impreziosisce degli umori dei singoli terroirs esaltando anche la più insignificante delle differenze pedoclimatiche, facendo di ogni vino un’emozione unica e irripetibile. I vini sono sfuggenti, riflessivi ed emozionali; vini che sanno raccontarti, senza lustrini, gli umori del proprio terroir, ma che chiedono in cambio di essere degustati con assaggi meditati e non frettolosi, e per questo con calma sediamoci e iniziamo il nostro piccolo viaggio nella grande terra di Borgogna in compagnia delle schede di degustazioni a cura del “nostro” Claudio Tenuta.
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Professione Enologo alla Fnac: Maurizio De Simone

Pubblicato da aisnapoli il 18 - aprile - 2008Versione PDF

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

 

Quattro enologi accomunati dalla fedeltà nell’interpretazione del terroir ci racconteranno il loro modo di “vivere il vino”, nella diversità delle rispettive esperienze professionali e dei differenti percorsi di ricerca. Terroir non come mero esercizio di stile ma sostanza e contenuto di una scelta consapevole nata dall’interazione di suolo, clima e vitigno, con l’apporto fondamentale ed insostituibile dell’uomo; in altre parole pensiero ed anima: l’unica strada percorribile per fare di ogni bottiglia un unicum capace di esprimere con sincerità ed orgoglio la propria concezione del “mestiere” di far vino…Un’iniziativa Ais Napoli e Fnac. Gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito previa iscrizione presso il Punto Informazioni della Fnac. L’ingresso è consentito ad un massimo di 30 persone. Dopo Vincenzo Mercurio e Fortunato Sebastiano è il turno di Maurizio De Simone.

Professione Enologo: La nouvelle vague dell’enologia made in Campania.

23 Aprile ore 18.00 Maurizio De Simone.

“Un Vino di Origine è espressione di…”

Spazio Eventi Fnac 9 Aprile ore 18.00
Via Luca Giordano n.59 Ingresso libero e gratuito
Prenotazione obbligatoria presso Punto informazioni Fnac

Territorio, Ambiente, Varietà, Tradizione, Uomo: fattori indispensabili per l’adozione consapevole di una “enologia di non intervento” che diventa sempre di più ragione di vita e punto di riferimento, grazie alla continua ricerca ed applicazione. La firma dell’enologo, sintesi di filosofia e stile di vinificazione, non si sostituisce alla qualità intrinseca del luogo dal quale l’uva proviene ma ne sottolinea e valorizza l’intima essenza.

In degustazione:

“Agostinella” IGT Beneventano Bianco – Vigne Sannite
“Lentisco” IGT Lazio Bianco – Terre delle Ginestre

Intervista live di Adele Chiagano, giornalista e blogger Violamelanzana; per l’Ais Franco De Luca,degustatore ufficiale.

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 15 gen 2012 al 15 ott 2013 alle ore:

      Aspiranti vigneron alla riscossa! Sei Incontri in vigna con l'Ais Napoli

      Mancano: 00:00 ore.
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    • dal 27 feb 2012 al 27 feb 2012 alle ore:20:00

      Corso di Primo Livello Sommelier con l'AIS Napoli. Si parte il 27 Febbraio

      Mancano: 4 giorni e 14:07 ore.
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    • dal 01 mar 2012 al 15 mar 2012 alle ore:20:00

      Barolo e Barbaresco a Napoli con Masnaghetti e i Cru di Enogea

      Mancano: 7 giorni e 14:07 ore.
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