Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Archivio del mese di giugno, 2008

Giovin Re 2006 di Michele Satta: Viognier di Toscana

Pubblicato da aisnapoli il 2 - giugno - 2008Versione PDF

Verrebbe da dire ”Simposiarchi vicini e lontani giù il cappello, questo qui è un gran vino, punto e a capo! “ Ma andiamo per gradi, partiamo dal colore…
Fin dalla vista colpisce per uno smagliante oro zecchino dai radiosi riflessi che illuminano il cristallo del bicchiere. Straripante è la ricchezza aromatica della finissima trama olfattiva: prima esplodono le note fruttate di albicocca, ananas e pesca gialla; poi è il turno della cannella accompagnata da incenso e miele d’acacia. Intensi e continui sono i profumi che giocano con le nostre narici, nascondendosi uno dietro l’altro: diventa estremamente piacevole immergere il naso nel bicchiere e verificare come il ventaglio aromatico si dispieghi ad ogni olfazione, disegnando una complessità di rara definizione che chiude con un tocco soffuso di crema inglese dal quale emerge con chiara precisione il baccello di vaniglia.
Un corpo estremamente sensuale ed avvolgente, arrotondato da una morbidezza che pervade il palato con un incedere lento e flessuoso sostenuto ad ogni passo da una acidità rimarchevole, che nella dinamica gustativa accompagna il Giovin Re verso l’armonia nonostante l’importante ricchezza in estratti; con il passar del tempo, dopo la deglutizione, dimostra di sapersi vestire anche di sapidità per un interminabile finale di regale eleganza.
Mi lancio, stile “viandante bevitore”, in un abbinamento musicale e mi vien subito da pensare alle evocative atmosfere di Habibi ya nour el di Alabina. Buona danza del ventre…

Tommaso Luongo

Enolaboratorio: I vini di Lopez de Heredia

Pubblicato da aisnapoli il 2 - giugno - 2008Versione PDF

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

Continuano gli appuntamenti dell’ Eno-Laboratorio: un luogo di discussione e di confronto dove sperimentare la degustazione di vini “diversi” e, tra una chiacchiera e l’altra, percorrere nuovi virtuosi sentieri di conoscenza ”etilica”.

L’Evento impossibile: i vini di López de Heredia Viña Tondonia,

Viña Tondonia Rosado Gran Reserva: 1995 – 1997

Viña Tondonia Blanco Gran Reserva: 1981 – 1988

Giovedi 5 Giugno ore 20,30 Euro 25

Enoteca Divinoinvigna, via S.Freud n.33/35

Info e Prenotazioni: 081.3722670 mail: divinoinvigna@libero.it

Chi si spinge nel cuore della Rioja, nei dintorni di Haro, per visitare la casa vinicola López de Heredia Viña Tondonia, resta colpito dal fatto di trovare all’interno di una delle bodegas più tradizionaliste della Spagna (anno di fondazione 1877) una sala di degustazione dall’avveniristica silhouette disegnata dall’architetta iraniana Zhara Hadid. Il contrasto è forte se pensiamo che per tutto il resto il tempo sembra essersi veramente fermato: secolari tini di fermentazione, grandi botti di rovere che vengono prodotte ancora oggi direttamente in azienda, cantine scavate nella roccia che si snodano attraverso ben quattro chilometri di gallerie… Questa apparente contraddizione non è certo l’unica stravaganza di questa antica bodegas riojana che produce vini dichiaratamente “borderline”, immessi in commercio solo quando hanno già parecchi anni sulle spalle, dopo aver giocato a lungo con l’ossidazione nobile. E questo vale non solo per i rossi ma anche e soprattutto per i bianchi ed i rosati…
Tante saranno le sorprese che animeranno la serata dell’Enolaboratorio, non ultima la presenza dell’eclettico Bruno De Conciliis che assieme a Fabio Cimmino ci accompagnerà in questo affascinante viaggio tra bianchi e rosati “d’antan“, e forse anche qualche rosso…Con questa inedita coppia di degustatori le sorprese non finiscono mai…

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

 

Ponte di “servizi” e riflessioni…

Pubblicato da aisnapoli il 2 - giugno - 2008Versione PDF

In questo ponte che ha abbracciato il week-end di fine maggio e la festa della Repubblica l’Ais Napoli è stata in piena attività: sugli scudi il gruppo servizi, con oltre sessanta sommelier impegnati con il coinvolgimento dei colleghi delle altre delegazioni regionali. Quale miglior viatico per il “Concorso miglior sommelier della Campania 2008”, che si terrà il giorno 16 Giugno 2008 presso il Palazzo Del Genio a Cerreto Sannita in provincia di Benevento. (info e prenotazioni:0823.345188).

Intanto registriamo sul Corriere della Sera di sabato 31 maggio l’articolo di Christopher Hitchens dal titolo “Bevitori unitevi. Rivolta a tavola”(qui). L’autore britannico si scaglia contro la figura del sommelier, e in genere tutti quei personaggi rei, secondo lui, di praticare un’alquanto strana “consuetudine barbarica…come intrufolarsi e versare le libagioni di propria iniziativa”, riferendosi a coloro che con solerzia, non trovando di meglio da fare, passano il tempo saltellando tra un tavolo e l’altro, ed appena scorgono un bicchiere vuoto piombano come falchi ad interrompere “i lieti conversari e l’ allegro banchetto”. Certo il tono scanzonato smorza un pò la polemica, se non rincarasse la dose Aldo Grasso (qui), giornalista di casa nostra, che parla addirittura di battaglia di civiltà e della necessità di sostenere questa crociata per restituire ai commensali il piacere di versarsi da bere da soli …Solo una provocazione?

Comunque, cari colleghi, mala tempora currunt… e meno male che almeno Francesco Arrigoni (qui) ci viene in soccorso ricordando che per il sommelier lasciare un cliente con un bicchiere vuoto sia “un affronto alle regole delle buona cortesia e il mancare al proprio dovere professionale”. Equilibrato e centrato l’intervento di Antonio Santini, patron del Pescatore di Canneto sull’ Oglio, che afferma: “il vino deve essere servito da un sommelier. Non è un optional, fa parte di un servizio di qualità…sempre rispettando ciò che il cliente desideraA voi il commento…(T.L.)

Come si votano i vini?

Pubblicato da aisnapoli il 1 - giugno - 2008Versione PDF

Di Elisabetta Tosi

Correva l’anno 1978 – esattamente 30 anni fa, dunque – e nel mondo della critica enologica, così come in quelli del retail e del consumo, stava per verificarsi una piccola-grande rivoluzione.Su Wine Spectator, un certo Robert Parker commetteva l’ardire di dare i voti ai vini.Nasceva così ufficialmente uno dei molti sistemi di valutazione delle bottiglie: quello in centesimi.
Niente di particolarmente originale o nuovo, a ben guardare: semplicemente, i vini venivano giudicati in base ad una scala che altro non era che l’adattamento del sistema di voti in uso nelle High School statunitensi. Come si può vedere dallo schema in apertura, negli USA gli studenti a scuola non ricevono dei voti in numeri, ma in lettere dell’alfabeto: A corrisponde al nostro “ottimo”, B possiamo tradurlo con “distinto”, C con “buono”, D è “sufficiente”, F è “insufficiente”. Parker non ha fatto altro che ri-tradurre questa scala in numeri, ragion per cui un vino valutato 50/100 non vale niente (o è addirittura difettoso), mentre uno tra i 90 e 100 è un capolavoro dell’enologia.Tralasciando i notevoli e altrettanto interessanti aspetti filosofici che pure sottendono a questo genere di valutazione, sappiamo tutti com’è andata a finire: ancora oggi, un vino che negli USA non riesca a strappare un rating compreso tra gli 80 e i 100 punti, rischia seriamente di restare sullo scaffale.Allo stesso tempo però, negli anni si sono cercate delle alternative a questo sistema: ecco pertanto la scala in ventesimi di scuola francese, o quella in stelle, variamente interpretate.Per non parlare delle valutazioni in bicchieri, soli, bottiglie, pallini, chioccioline, grappoli, cuoricini, faccine…Tutto questo, nel bene e nel male, qualche effetto l’ha prodotto: ha aiutato il consumatore a orientarsi nella giungla di etichette, categorizzando e ordinando i vini, e determinando la fortuna o l’insuccesso – a torto o a ragione – di moltissimi prodotti e aziende.Ciò, è bene sottolinearlo, nel mondo della carta stampata e dei media tradizionali.
Ovvero in un sistema di informazioni fortemente vincolato ai tempi (di creazione, realizzazione e diffusione del medium stesso) e alle modalità di fruizione che ben conosciamo.Domanda: tutto questo è valido anche nel web 2.0? In un mondo in cui possiamo avvalerci di nuovi e più dinamici sistemi per scambiarci informazioni, abbiamo ancora bisogno di un qualsivoglia sistema di valutazione dei vini per orientarci nella scelta?I critici del vino universalmente riconosciuti come “autorevoli” – da R.Parker a Jancis Robinson, a Stephan Tanzer, per citarne solo qualcuno – questi sistemi li usano con la massima disinvoltura (e a volte ne abusano).E se a farlo sono i wine blogger, cambia qualcosa? E’ un interrogativo che ogni tanto si affaccia sulla rete.

Fonte:Vino Pigro 

Copio ed incollo, su gentile concessione, di Elisabetta Tosi alias VinoPigro un interessante post sulla “vexata quaestio” dei giudizi sui vini: un argomento foriero sempre di vivaci scambi di opinione. Nei commenti ho raccolto, in ordine sparso, i contributi alla discussione di Mauro Erro e Luigi Metropoli, Fabio Cimmino, Giampiero Nadali alias Aristide Blog e le riflessioni di Tom Wark (blog Fermentation) e Robert McIntosh (blog Wine Conversation) tratte dalla puntuale rassegna delle WineWebNews di Franco Ziliani sul sito dell’Ais nazionale. Buona lettura: chi resta a casa per il prossimo ponte ha trovato come passare il tempo…(T.L.)

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 15 gen 2012 al 15 ott 2013 alle ore:

      Aspiranti vigneron alla riscossa! Sei Incontri in vigna con l'Ais Napoli

      Mancano: 00:00 ore.
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    • dal 19 mag 2012 al 19 mag 2012 alle ore:19:00

      19 Maggio, "Cioccolato e Fiori" un corso per i soci Ais con Perugina

      Mancano: 2 giorni e 05:59 ore.
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    • dal 21 mag 2012 al 21 mag 2012 alle ore:15:30

      21 Maggio, l'AIS Campania a Vitignoitalia 2012

      Mancano: 4 giorni e 02:29 ore.
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    • dal 24 mag 2012 al 21 giu 2012 alle ore:20:30

      Ais Napoli, Tre Appuntamenti con la Primavera dell'Enolaboratorio da Divinoinvigna

      Mancano: 7 giorni e 07:29 ore.
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