Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Archivio del mese di novembre, 2008

Falanghina Felix a Roma!

Pubblicato da aisnapoli il 30 - novembre - 2008Versione PDF

logo_2008.jpgDopo il successo di Napoli e Sant’Agata de’ Goti (Bn), Roma ospita il banco d’assaggio di Falanghina Felix, rassegna dei vini da uve falanghina della Campania. All’evento, senza precedenti, parteciperanno 62 aziende del Sannio, Irpinia, Terra di Lavoro, Vesuvio e Campi Flegrei, con circa 100 etichette del vitigno più diffuso della Campania.

L’appuntamento è per il 1° dicembre dalle ore 16 alle 21.30 al Rome Cavalieri the Waldorf Astoria.

Dalle ore 17.30 alle 18.30 si terrà un Seminario degustazione (su prenotazione) sul tema “I tempi lunghi della Falanghina in Campania” (in degustazione millesimi 2001/2002/2006).

Condurranno:

Luciano Pignataro - giornalista de Il Mattino e Premio Veronelli 2008;
Franco Ricci – presidente AIS Lazio
Antonio Del Franco – presidente AIS Campania
Nicoletta Gargiulo – miglior sommelier d’Italia 2007.

Alle ore 19, Bruno Vespa presenterà all’interno della rassegna, il suo libro “Viaggio in un’Italia diversa”.
Ore 16.00 – 21.30
Banco d’assaggio per operatori e professionisti del settore, enoappassionati

Happy birthday: Il blog dell’Ais Napoli compie 1 anno…

Pubblicato da aisnapoli il 29 - novembre - 2008Versione PDF

tortaprimocompleanno.gifPiccoli blog crescono: siamo on line dal 29 Novembre 2007 ore 22.33…Un anno è passato: Tanti Auguri Ais Napoli.it, festeggiamo superando la fatidica soglia dei 300.000 accessi!  Ad Maiora. (Chi l’avrebbe mai detto… T.L.)

Il Piedirosso del Vesuvio

Pubblicato da aisnapoli il 29 - novembre - 2008Versione PDF

Di Marina Alaimo
In tempi molto remoti l’uomo si è insediato sulle falde del Vesuvio attratto dall’estrema fertilità del terreno vulcanico e dal clima temperato, fattori che hanno permesso lo sviluppo di un’agricoltura fiorente.Il territorio in origine era costituito da estesi querceti che nel corso del tempo sono stati sostituiti da vigneti e frutteti. Fra i prodotti più conosciuti si citano le albicocche, qui dette monacelle, le ciliegie, i famosi pomodorini del piennolo,ma l’area vesuviana è soprattutto terra di vini.Pare che Spartaco,Trace della tribù dei Maidi, stanco delle inumane condizioni di vita che Lentulo Batiato imponeva a lui ed agli altri gladiatori, nel 73 a.C. insieme a 200 compagni decise di ribellarsi scappando.Si fermò ai piedi del Vesuvio e attaccò le città limitrofe. Fu raggiunto dall’esercito romano che sconfisse riuscendo ad aggirarlo alle spalle, ma i ribelli si ritrovarono costretti tran dirupi dalle pareti lisce ed a picco che riuscirono a discendere intrecciando forti tralci di vite selvatica che qui cresceva rigogliosa. Come tutti sappiamo alla fine i Romani sconfissero i ribelli e con grande crudeltà crocifissero i sopravvissuti alla Battaglia del Vesuvio. Centocinquanta anni dopo ci fu l’eruzione del 79, forse la più violenta che distrusse totalmente le fiorenti città sorte alle pendici del vulcano. Lo Sterminator Vesevo nel corso dei secoli ha regalato terreni particolarmente fertili in quanto ricchi di potassio,fosforo e magnesio. Nel 1983 viene riconosciuta la doc Vesuvio, grazie al grande impegno di Antonio Mastroberardino,ance se i vini di questa zona sono conosciuti principalmente come Lacryma Christi, sorta di sottodenominazione che questi possono assumere quando raggiungono almeno i 12 gradi ed una resa in vino non superiore al 65%.I Lacryma Chrysti rosso e rosato sono prodotti con almeno l’80% di Piedirosso, qui detto Palombina o Per ‘e Palummo, da solo o con lo Sciascinoso a sua volta detto Olivella,il restante 20% prevede l’utilizzo di uve aglianico. Leggi tutto »

Scusate il ritardo

Pubblicato da aisnapoli il 29 - novembre - 2008Versione PDF

Di Michela Guadagno
scusate-il-ritardo.jpgScusate il ritardo Sono mancata da un po’ di giorni, per vostra fortuna?, mi viene fatto notare che dovevo raccontare di Falanghina Felix e Sapori dell’Autunno Cerretese: ho avuto da fare e me ne sono ahimè dimenticata….riparo con ritardo. Ondata di gelo sull’Italia in un week-end di fuoco nel Sannio, arrivo a S. Agata dei Goti infreddolita e mi rintano nel chiostro di San Francesco del Palazzo del Comune, al piano superiore Pino Savoia nella Sala delle Adunate conduce la degustazione guidata delle falanghine presenti nei banchi d’assaggio disposti sotto i portici del chiostro. I colleghi battono i denti, ammirevole la professionalità di Nicola Pica, Pasquale Brillante, Cristian Vicinanza, Enzo Falcone, Paola Picillo, Sofia Aliberti, Lorenzo Cerulo, Rossano Laiacona, Maria Grazia Sapatiello impeccabili in condizioni di disagio, soprattutto del sommelier Pasquale Di Nardo che è al primo banco entrando nel chiostro. Il vantaggio è che almeno non c’è bisogno del ghiaccio per tenere i vini in fresco… Una chiacchera con Nicola Matarazzo, Sandro Tacinelli, Luigi e Tina Di Meo con figli al completo, rivedo Vincenzo dopo anni, è diventato enologo e si appresta a vinificare in Argentina. Le falanghine sono tante, dai Campi Flegrei al Sannio, quelle più note e quelle meno diffuse, si fa presto a dire Falanghina; mi colpisce una in particolare, per mia ignoranza non la conoscevo, capsula ed etichetta giallo uovo, una “f” nera come logo: è Falanghina Secreta Beneventano igt delle Cantine Foschini a Guardia Sanframondi, bel naso, bel corpo, buona beva. Con piacere la consiglio a Enrico Nugnes, che ormai incontro dovunque, aiutata da Tommaso, stavolta non il Delegato dell’Ais di Napoli, prima o poi mi imbatto sempre in un Tommaso….. è uno dei ragazzi della pro loco di S.Agata addetti allo stoccaggio dei vini, mi spiega soddisfatto che lui li conosce i fratelli Foschini, ed è contento della mia scoperta.La manifestazione chiude i battenti alle 23, dopo tanto vino c’è tempo per una birra a Puglianello, nella birreria Historia dei fratelli D’Addio, Mario e Raffaele, con Sofia, Pasquale e Pino, wurstel e specialità bavaresi in tutte le salse, l’atmosfera è calda e simpatica.Mi fermo a Telese, all’albergo di Miriam Maiorano, evito di rientrare a Napoli, la mia macchina, come me, perde colpi; domani l’appuntamento è a Cerreto Sannita per la prima delle due giornate dedicate all’olio. Leggi tutto »

Un piatto di vino

Pubblicato da aisnapoli il 28 - novembre - 2008Versione PDF


di Luca Massimo Bolondi

La cornice: verticale di Chianti Classico Morganti.
Il quadro: rosa di pietanze sul tema del suddetto Chianti.
La mia lettura: come nasce un quadro in funzione della cornice.

Adele Chiagano (alias Violamelanzana) parla delle sue preparazioni, protagoniste nell’enolaboratorio di una ricerca svolta in cucina e raccontata al palato. Lo fa con garbo, riserbo e quasi schernendosi; riconosce un ruolo importante alle collaborazioni da parte della sua famiglia (la santa mano genitoriale…) e tende a distribuire il merito. Già questa è di per sé una dote.
L’opera: Adele parte dalle caratteristiche del vino che andrà in degustazione e su queste si confronta con l’esperto. Per l’enolaboratorio ha Fabio Cimmino. Il confronto le permette di stabilire quali sono i limiti e i vincoli delle preparazioni, la possibile composizione di ingredienti, le cotture, i complementi (salse, guarnizioni), le sequenze o le sincronie di presentazione. Ogni pietanza è quindi frutto di un progetto basato sulle caratteristiche del vino cui si accompagna. Questi i principi generali. Veniamo alla serata. Il Chianti di Giovanna Morganti è un vino che ricorda Primo Carnera se bevuto da solo, per merito delle ampie spalle acide da lottatore, dell’aspetto e del colorito da eterno ragazzo e della statura aromatica. Ha le ruvidezze gentili di un pugilatore. Comunica con un vocabolario ricco, da chi ha studiato, ma con un forte accento di terre natali nella voce. Nei cibi in accompagnamento ciò suggerisce di evitare ingredienti vegetali verdi (insalate, spinaci, verdura in foglia o in gambo con molta clorofilla), privilegiando invece aromi decisi, succulenze e grassi (ingredienti con robusta componente proteica e catene peptidiche lunghe). Adele sceglie di evitare un facile percorso di intingoli ma puntare sull’uso adeguato di materie prime.
Da cui: la proposta di un carrè di pollo con inserti di salsiccia e crema di guarnizione, un assaggio di funghi stufati e un tortino monoporzione che osa l’impiego di ricotta e latticini ma riesce a giocare di complemento con gli aromi pieni e vasti del Chianti sfidandone le durezze. A dimostrazione che il vino di Giovanna Morganti pur passando tanto tempo nelle grandi botti da solo in cantina non ha la vocazione monastica alla meditazione ma quella sensuale all’accoppiamento sul tavolo.
Per sintetizzare in metrica:

ruvido come un lino di campagna
forte ma con schiettezza si accompagna
al piatto che sul desco saprai porre
per ingannare il tempo rio che corre…
è il rosso sangiovese che Giovanna
produce per chi gode e non si affanna
sul dono di delizia e di poesia
che Adele ha preparato con maestria.

Alla prossima.

Qui Giovanna Morganti nella versione del Viandante Bevitore

Io, Giovanna e basta!

Pubblicato da aisnapoli il 28 - novembre - 2008Versione PDF

 Di Lello Del Franco

io-chiara-e-lo-scuro.jpgChiedo scusa a tutti i presenti all’enolaboratorio dedicato al Chianti Classico le Trame di Giovanna Morganti. Sono veramente mortificato. Solo alla fine mi sono accorto di essermi fatto il laboratorio da solo. Un faccia a faccia con la signora Morganti della durata di 2 ore e oltre. Non ho la benchè minima idea se gli altri commensali abbiano sentito i nostri discorsi. Le mie domande, le sue risposte (più interessanti le seconde delle prime, lo so!). Il nostro viaggio mentale attraverso il suo vino, ma soprattutto attraverso il suo territorio. Il suffisso “In Chianti”, il caldo di Castelnuovo Berardenga, le rocce, le pietre e il limo del suo vigneto, gli alberi dei boschi del Chianti Classico e quelli più piccoli delle sue vigne, i suoi viaggi in langa e sulla cima dell’Etna, il suo passato da consulente enologa, insomma, la sua vita. Mi auto eleggo biografo ufficiale della signora di cui sopra. Le sooo tutteeee!! Chiedete, chiedete pure; volete sapere la prima annata prodotta delle Trame? 1990. Volete sapere l’annata più fredda e tardiva che Giovanna abbia mai prodotto? 1995. Volete sapere l’annata presentata, in cui ha capito che il vinitaly non faceva per lei? 1998. Volete sapere perché ha paura nell’approcciare il suo vino? Ve lo dico io. E’ una donna con il cuore limpido e il cervello allimato. Perché lavora tanto, e con estrema conoscenza, in vigna, perché in cantina c’è il minimo indispensabile, ma ci mette il massimo impegno consentibile. Volete sapere la definizione che dà delle Trame 2003? “Noooo! (di meraviglia) Si sente il frutto”. Volete sapere perché il suo secondo vino, venduto solo in cantina, si chiama 5? Perché gli stanno simpatici gli alunni che sono da 5 solo per la mancanza di impegno non per mancanza di capacità. Parlare dei singoli vini che c’erano in degustazione è sciocco, ma parlare dei “fili rossi” che uniscono tutte le annate non lo è. Rubo una frase di Fabio. “Nelle Trame non c’è frutto in primo piano”. Il vino si caratterizza per una spiccata mineralità e le affascinanti note floreali (da Sangiovese con le palle, parere personale), che sovrastano il frutto turgido che si stampa solo all’orizzonte. In bocca traspare la forza del terreno, forti acidità e una vivace complessità. Della capacità di tenere nel tempo non nutro nessun dubbio, almeno un decennio per le annate più calde come la 2000 e la 2003 ma per la 1995 e la 2001 lascio il più ampio margine di immaginazione temporale.
Grazie Giovanna, il resto è stato, solo, piacevole contorno.
PS: per le note di degustazione delle singole annate lascio spazio a tutti il resto dei partecipanti, nei commenti.

BBB…ovvero Bollicine in Birreria da Babette

Pubblicato da aisnapoli il 27 - novembre - 2008Versione PDF

Grande successo per l’Anteprima di Vitignoitalia 2009

Pubblicato da aisnapoli il 27 - novembre - 2008Versione PDF

Host unlimited photos at slide.com for FREE!Vitignoitalia, il salone del vino da vitigno autoctono e tradizionale italiano, si prepara alla sua quinta edizione: a Napoli dal 17 al 19 maggio 2009.Al suo quinto anno di vita l’evento enologico piùqualificato del centro sud, organizzato dalla Hamlet srl, si presentacon un format del tutto nuovo e di grande appeal: lascia il quartiere fieristico della Mostra d’Oltremare ed entra nel cuore della città.Location dell’edizione 2009 sarà infatti il trecentesco Casteldell’Ovo sul lungomare partenopeo.Un forte cambiamento che segna una svolta decisiva per Vitignoitalia: non più fiera tout court, ma evento, salone boutique in una prestigiosa cornice storica, icona indiscussa della città.A completare il percorso espositivo saranno lesale dei grandi hotel del lungomare: il Grand Hotel Vesuvio e lo storico Excelsior. Il castello ospiterà le aziende – non più di 200 dislocate nei vari ambienti del maniero – i grandi alberghi ospiteranno tutti gli enti istituzionali e saranno il palcoscenico di workshop OneToOne, degustazioni tecniche e incontri con buyers nazionali ed internazionali. Da una parte la vetrina, dall’altra il business all’insegna di un unico grande villaggio del vino. Vitignoitalia raccoglie il successo della scorsa edizione e si rinnovaancora: entra in città, si avvicina agli operatori e punta al “grande evento enologico”, senza dimenticare la propria vocazione al winebusiness implementando risorse e strategie volte alla promozione eall’incoming di operatori dall’estero. Il 24 Novembre Andrea Cozzolino, assessore regionale all’Agricoltura e alle Attività Produttive, ha presentato alla stampa le novità della prossima edizione di Vitignoitalia. La conferenza stampa, presieduta da Chicco De Pasquale presidente del salone, con Luigi Cremona e Antonio Del Franco, presidente AIS Campania e moderata da Bruno Gambacorta, ha illustrato nei dettagli motivazioni e significato del cambio di location. “ La nuova sede – ha detto Cozzolino – rappresenta l’inizio di un rapporto molto più diretto tra il mondo del vino e la città”.Al termine della presentazione, oltre 1000 invitati, tra appassionati ed addetti ai lavori hanno partecipato alla degustazione di circa 500 etichette che si è svolta nelle sale del Grand Hotel Excelsior.

La Nuova Location: Il Borgo e il Castello e le Sale Espositive

Fonte:Vitigno Italia.it

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 15 gen 2012 al 15 ott 2013 alle ore:

      Aspiranti vigneron alla riscossa! Sei Incontri in vigna con l'Ais Napoli

      Mancano: 00:00 ore.
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    • dal 27 feb 2012 al 27 feb 2012 alle ore:20:00

      Corso di Primo Livello Sommelier con l'AIS Napoli. Si parte il 27 Febbraio

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    • dal 01 mar 2012 al 15 mar 2012 alle ore:20:00

      Barolo e Barbaresco a Napoli con Masnaghetti e i Cru di Enogea

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