Di Marina Alaimo
Carissimi auguri di buona fine e buon principio a tutti,auguroni all’AIS Napoli che ha presentato un programma 2009 ampio ed interessantissimo,anche se,ahimè,non prevede alcun evento che leghi il vino alla musica,perme invece connubio piacevolissimo e molto stimolante.Auguri ai corsisti che sempre più numerosi si iscrivono ai corsi AIS manifestando fiducia ed entusiasmo verso la nostra associazione ed auguri a coloro che hanno il compito di iniziarli alla degustazione ed al fantastico mondo del vino.Sulla mia tavola questa sera ci sarà un gemellaggio tra la cucina partenopea ed i vini valdostani che sempre di più mi affascinano per finezza e forte personalità. Il 2008 è stato per me l’anno della Valle d’Aosta che con la sua produzione di nicchia e di forte identità raccoglie sempre più consensi e appassiona gli intenditori.In breve tempo questa regione ha fatto passi da gigante nonostante le grandi difficoltà dovute al clima ed al territorio,qui il terreno viene strappato con gran fatica alla montagna ed al fiume,gli inverni sono tremendamente rigidi,ma l’impegno,la testardaggine e la grande passione per la propria terra è stata la carta vincente dei produttori valdostani.La forte identità di questa gente ha salvato nel tempo numerosi vitigni autoctoni Fumin,Petit Rouge,Cornalin, Petit Arvine,Priè Blanc,Malvoisie di Nus,Mayolet,ma anche i vitigni internazionali danno ottimi risultati come lo Chardonnay Cuveè bois di Les Cretes, il Pinot Noir Vigne Tzeriat di Grosjean,il Pinot Gris Elevè en Barriques di Lo Triolet o La Syrah sempre di Lo Triolet.
Data la vicinanza al Piemonte anche il nebbiolo è molto amato dai produttori,specie quelli della bassa valle dove la vite è protetta dal freddo da caratteristici pilastri e muretti di pietra e regala vini strepitosi che a differenza del carattere rude dei valdostani sono sottili,delicati e fini,insomma ne sono entusiasta anche se è piuttosto difficile procurarseli in quanto la produzione è alquanto limitata.E voi cosa berrete e sopratutto con quale spumante accompagnerete il fatidico brindisi della mezzanotte?
Archivio del mese di dicembre, 2008
Libiam nei lieti calici…Buon 2009!
Dedicato a Tonino Aversano…
Di Michela Guadagno
Antonio Aversano non c’è più. Stamattina (16 Dicembre, NdR) i funerali nella Chiesa di Santa Maria del Parto, di fronte al mare della “sua” Mergellina, a pochi passi dal ristorante Don Salvatore. Finisce così la sua storia terrena, ma come ha detto il sacerdote nell’omelia della celebrazione funebre, per chi ha fede termina la vita materiale, terminano le sofferenze; rimane la storia che lui lascia. La storia dell’Associazione Italiana Sommeliers a Napoli comincia con lui, insieme a quelli che sono stati i pionieri dell’Associazione in Campania, quello che abbiamo oggi è frutto di chi ha lavorato per noi nel passato, a rendere un’immagine pulita e presente sul territorio. L’ultima volta che l’abbiamo visto è stata un anno fa, la sera della Cena di Natale, quando accompagnato dal figlio ricevette dalle mani di Antonio Del Franco l’attestato per i trenta anni di fedeltà all’Associazione. Ci raccontò l’Ais dei primi tempi, quando si riunivano nel suo ristorante i pochi iscritti, animati dalla voglia di fare bene, dallo spirito di squadra: non c’era la possibilità di distribuire compensi, e i ruoli erano paritari. Si discuteva perchè un vino potesse essere promosso, e in quegli anni i vini in Campania erano davvero contati. Poi i corsi, esisteva un solo livello per diventare sommelier, alla Camera di Commercio, o dopo nel suo ristorante, che era anche sede territoriale di Napoli. Ricoprì la carica di Fiduciario dell’Associazione in Campania tra gli anni ’80 e i primi anni ’90.Ne ho un ricordo personale, tante le cene di famiglia nel suo ristorante: fu lui a propormi di seguire un corso per diventare sommelier; molti anni dopo quando gli dissi, al mio primo livello, che ero iscritta all’Ais, mi fece gli auguri. Oggi lo salutiamo e lo ringraziamo in mezzo a una folla commossa e partecipe di ristoratori, rappresentanti di aziende vinicole, amici comuni.
Segnaliamo (qui) nei commenti ad un precedente post scritto in occasione della scomparsa del Maestro Aversano il ricordo personale di Enzo Irlante che ben interpreta il sentimento di tutti noi sommeliers della Campania. (T.L)
Puglianello: tra “Foro e … Historia”
Di Pasquale Brillante
Puglianello è diventato ormai un punto di riferimento per i simposiarchi , ma lo è ancor di più per la famiglia d’Addio che a questo paesino da lustro con il ristorante “Il Foro dei Baroni” magistralmente condotto in cucina dallo chef Raffaele ed in sala da Pasquale Marzano. Oltre al noto ristorante che è ormai affermato e riconosciuto sulle grandi guide, la famiglia d’Addio ha anche un altro luogo di elezione.E’ l’Historia Birreria, dove Mario con i supporto di Giuseppe Lese ,porta avanti la sua passione e la cultura per la birra nel locale a pochi passi dal ristorante nell’antico castello baronale del 1700. Aperto dal 2004 offre ai suoi frequentatori un selezione di dieci birre di cui sei alla spina e quattro in bottiglia,oltre ad un’accurata scelta di prodotti in degustazione che spaziano dai tipici wurstel, brezel e crauti ad una ricca offerta di formaggi e salumi tipici. Non poteva mancare un momento d’incontro tra le due realtà,con lo stinco di maiale rivisitato dallo chef Raffaele ed inserito nel menù a disposizione dei clienti del locale in abbinamento con le birre. Le birre alla spina ,che si possono assaggiare variano anche in base alla stagionalità sono :ROTHAUS pils, HB TEGERNSEE, lager KARMELIET triple, KWAK strong ale, ST. BERNARDUS barley wine, BUSH 12 AMBRE extra strong ale e la birra stagionale GOLDEN CAROLUS, beer de Noel.In bottiglia in degustazione ci sono tre weiss bier e una speciale che sono :AUGUSTINER, AVENTINUS doppelbock, SCHLENKERLA rauchbier, DEUS birra speciale 75cl.Prima dell’ultimo simposio di Natale, abbiamo avuto il piacere di essere ospitati all’interno della birreria per un’aperitivo nel quale Mario ci ha fatto degustare 2 birre alla spina, illustrandone anche le tecniche di spillatura. Come la decantazione per i grandi vini, la spillatura è un’arte perché rappresenta un momento molto importante per una corretta degustazione e per poter cogliere tutte le sensazioni aromatiche e i profumi. La prima birra assaggiata era una ROTHAUS pils a bassa fermentazione di provenienza bavarese. Per questo tipo si usa il classico bicchiere lungo a calice. Dopo la corretta sgrassatura del bicchiere ed il lavaggio, si può iniziare la spillatura per la quale sono necessari 3 step. Servono a fare in modo che la birra perda tutti i gas presenti nella birra dovuti al sistema di spillaggio ,di illimpidirsi (Vedi foto con 2 bicchieri ,il piu’ limpido è quello che ha subito il corretto processo di spillatura) ed infine permettere al bianco cappello di spuma di evidenziare i profumi conferiti dal luppolo quali :erba tagliata,crosta di pane,malto. Tutta l’operazione ci viene spiegato può durare anche venti minuti prima di servire la birra. Questo tipo di birra va servita ad una temperatura tra i 6-8 gradi.
Letterina di Natale
Di Luca Massimo Bolondi
Caro Barbo Natale,
quest’anno ti chiedo di portare la pace. E se non puoi portarla nel mondo degli uomini almeno portala in quello dei vini, che ne ha tanto bisogno. Come nel mondo degli uomini, anche qui ci sono i nobili che come due secoli fa cambiano le cose affinché nulla cambi e i grandi cattivi possano fare la voce grossa coi piccoli e coi buoni. Ti sembra giusto? Vedo tante cose brutte, raccontate anche nelle riviste che mi mandano i miei compagni di scuola sommelier. Perfino i più ricchi e famosi, quelli che non avrebbero bisogno di nulla, si mettono a fare i cattivi per un pugno di dollari, come nel film e nelle favole. Prendi ad esempio il più famoso di tutti. Il Bruttello di Montarcigno, una vera rarità. Quest’anno se ne sono prodotte 107.246.321 bottiglie dai pochi ettari dell’areale vocato. Vocato l’areale e invocato l’aiutino da parte di 124.216 ettari vitati a sangiovese grosso, anzi grossissimo, che avvolgono l’areale piccolino come una calda coperta. Il primo che ride lo uccido, in nome dei padroni delle vigne, del figlio vino e dello spirito (santo!) in esso contenuto. La situazione è grave ma non è seria. Mezza regione si chiede se sia meglio produrre un nuovo disciplinare o disciplinare di nuovo i produttori. Nel mentre scampanano i campanili prospicienti la Piazza del Teatro dei Deja Vues. L’arguto vignaiolo poliziano ride sotto i baffi (i baffi della moglie) al pensiero della rivalsa sui montarcigni. Qualcuno affila i coltelli, aspettando la notte. Bianchi contro Rossi, morelli contro biondi (santi). Si preannuncia una ennesima strage degli innocenti, con gli anziani al posto degli infanti.
Davanti allo scaffale ancora pieno – siamo in tempi difficili – il bevitore festeggiante si chiede cosa convenga comprare. Visti i precedenti alla fine sceglie un Sangue di Giuda. Hodie tantum – siamo in tempi di nemesi – esso vino è sincero. Inoltre, rispetto a un supertuscan non incide sul bilancio familiare tanto da dover portarne i libri in tribunale. Caro Barbo, è Natale e siamo tutti più buoni; naturalmente è una tregua non un armistizio.
PS: ho gradito molto la BdM magnum 2000 numero 145 che mi hai fatto avere per mano di un amico, che mi ricorda che non è tutto piombo quello che non luccica…
Gli auguri dell’Enolaboratorio…
Consigli per la lettura…e
di Pasquale Brillante
Il Natale è le feste sono il momento della scelta dei regali. E’ sempre più difficile cercare cose utili che abbiano un costo accessibile e che non siano banali.Il momento del regalo, non dovrebbe mai un semplice scambio di cose materiali.Io trovo che la cosa migliore da regalare alle persone sia un libro. Saper interpretare in qualche modo il gusto delle persone che ti circondano andando a scegliere qualcosa che possa interessarli e piacergli, è una delle cose che mi piace di più in questo periodo. Ogni libro porta con sé un messaggio occulto che l’autore vuole trasmettere aldilà della storia o dell’argomento che tratta. Nessun libro è scritto e pensato per piacere a tutti.In ogni libro ci si può ritrovare o non ritrovare , appassionarsi o non appassionarsi. A questo proposito il primo libro che vi segnalo è di Daniel Pennac :
“ I Diritti imprescindibili del lettore” per chiarire le idee a chi ricevesse in dono un libro.
• Il diritto di saltare le pagine
• Il diritto di non leggere
• Il diritto di non finire il libro
• Il diritto di rileggere
• Il diritto di leggere qualsiasi cosa
• Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
• Il diritto di leggere ovunque
• Il diritto di spizzicare
• Il diritto di leggere ad alta voce
• Il diritto di tacere
Un altro libro che segnalo a chi ama la magica fusione dei profumi e degli aromi con i nostri sensi è : “La Maga delle spezie” di Chitra Banerjee Divakaruni. Attraverso le parole del libro scoprirete con la protagonista “Til” ,che in indiano è il nome che si dà al seme del sesamo che macinato insieme al legno del sandalo cure le malattie del “Cuore” e del fegato, l’intreccio delle storie delle persone che frequentano il suo negozio di spezie e la magia che ognuna di esse evoca.
o Curcuma ,polvere d’ala di farfalla per la bellezza ,giorno speciale la Domenica.
o Trigonella ,spezia del Martedì, che ridona freschezza al corpo.
o Finocchio,la spezia del Mercoledì, che purifica l’alito e facilità la digestione.
o Peperoncino , la spezia più potente del rosso Giovedì.
o Poi pepe nero,Chiodi di garofano ,Cardamono ,Cannella.
Alla lettura di questo libro, abbinerei un Eiswein Tedesco , o un Icewine Canadese. Leggi tutto »
Un anno da incorniciare
Di Michela Guadagno
Continuano le mie gite per le manifestazioni natalizie, ma quest’ultima ha una particolarità che la rende più speciale, è l’occasione per incontrarci tutti, alla fine di un anno laborioso, proficuo, ricco di eventi, e per brindare insieme al prossimo e scambiarci gli auguri. Sfoglio l’agenda dell’anno trascorso, si comincia da Caserta a gennaio con le degustazioni di Pinot Nero, e a febbraio il 7 la presentazione di 100 etichette coronate dei Vini Buoni d’Italia; ad Avellino lezione sui tannini mentre a Napoli l’Enolaboratorio riparte con la Cantina Ippolito e il suo Ripe del Falco, e poi dalla Calabria alla Sicilia il passo è breve, la verticale di Faro Palari; sempre ad Avellino riprendono gli incontri della Formazione formatori, e il Gruppo Servizi Regionale si riunisce a Bacoli; mese bisestile, il 29 febbraio al Vairo al Volturno con Feudi di San Gregorio e le bollicine Dubl. Marzo è il mese di “Le radici del sud”, manifestazione che si svolge alla Reggia vanvitelliana il 28 e 29, il 27 nasce Ais Costa d’Amalfi con una serata di presentazione all’Hotel Villa Cimbrone di Ravello alla presenza del Presidente e del Consiglio Nazionale, a Sorrento il pranzo pasquale è nel Resort Villa Caprile, a Napoli il 13 cena francese al ristorante Mascagni con Gocce di Vino francese e la sua autrice e il 26 Enolaboratorio con verticale di Taurasi Campoceraso di Struzziero. Ad aprile per Vinitaly si parte per Verona dal 3 al 6, e dal 17 al 20 viaggio nello Champagne a Reims; in più i grandi friulani a Caserta, mentre a Napoli ritornano gli incontri settimanali alla Fnac con enologi, giornalisti e degustatori ufficiali; a Paestum l’Ais Cilento guida le degustazioni per il Salone della mozzarella di bufala; il 21 è il giorno del Sagrantino Day a Montefalco e in molte città italiane, per la Campania la sede è l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli; ad Avellino l’evoluzione dei vini rossi con degustazione di Naturalis historia Taurasi 2003 Mastroberardino, mentre a Sorrento l’approfondimento per il concorso regionale per il miglior sommelier campano prevede una seconda puntata anche nel mese di maggio. Un appuntamento personale per il matrimonio di un’amica per tutti noi, e poi presentazione del libro Le ricette di Terra di Lavoro a Caserta, a Salerno l’Antica Masseria Venditti di Castelvenere presenta i suoi vini, di nuovo a Caserta il Barolo e il Brunello di Montalcino a confronto, e riprendono le Prove Tecniche di Simposio per Ais Napoli all’Hotel Terme Manzi di Ischia; ad Avellino visita guidata all’azienda agricola dell’Istituto Tecnico Agrario e all’Hotel De La Ville seminario su vinificazione e invecchiamento dei vini bianchi, mentre l’Ais Cilento propone visite guidate alle aziende della costiera amalfitana Marisa Cuomo, Apicella e Reale, e a Napoli all’Enolaboratorio si parla di Barolo Borgogno Riserva e di Vini d’Anfora; sempre a Napoli, Vitigno Italia vede la partecipazione attiva dei sommelier campani nei laboratori di degustazione e nella selezione del Vino Perfetto, premiato il pallagrello bianco Le Serole 2007 di Terre del Principe. Leggi tutto »
Al Foro dei Baroni con Il Simposio…
Di Michela Guadagno
Cosa succede se Pino Savoia, Francesca Martusciello e Fabrizio Erbaggio si mettono in testa di ritornare dove tutto ha avuto inizio? Che il 12° Simposio coincide con quello di Natale, che anche quest’anno lo chef Raffaele D’Addio stupisce i simposiarchi convenuti, e che la cabala insiste perchè la cena per gli auguri di Natale sia preparata da lui. E porta bene! Andiamo per ordine: nel gennaio 2007 il trio di Prove Tecniche di Simposio targato Ais Napoli inaugura un format, alta cucina e vini rigorosamente alla cieca, dove i commensali possono sbizzarrirsi nelle ipotesi più disparate per riconoscere quello che c’è nel bicchiere e per discutere sulla validità degli abbinamenti proposti. Siamo tutti alla pari, nessuno sa cosa viene servito, e spesso le risposte più azzeccate vengono da chi ha un’esperienza meno condizionata sul vino, più libera da schemi di degustazione precostituiti. Infatti le sorprese non mancano. Con cadenza più o meno mensile questi incontri si susseguono, tanti i ristoranti d’elite visitati finora, e tanti i vini scoperti per meravigliare i nostri palati e le nostre conoscenze in materia. Ma evidentemente c’è un sentimento di affezione che lega al “luogo del delitto”, il Foro dei Baroni a Puglianello. E così il 18 dicembre torniamo di nuovo a farci coccolare dalle cure di Raffaele D’Addio e del maitre Pasquale Marzano, e in più…. Prima sorpresa, il sommelier che serve il vino è Savio Basilio, che ci fai qui? E il primo vino ha sentori aromatici e dolci, la bocca conferma, un vino da dessert per iniziare. Ma sono impazziti? Il tema di stasera è “provocazione“, dice Pino, “non mancheranno le sorprese, il gioco è intervallare pietanze tradizionali rivistate a piatti più arditi, il percorso sarà lungo, non mangiate pane“. E come si fa, quando a centro tavola ci sono ciriole di farina di segale e cumino, pani al latte con cipolle, e baguette fragranti, e alla sinistra del piatto grissini alle olive, all’origano e al pomodoro confit caldi di forno? Il vino aromatico somiglia a un Sauternes, su crème brulè di fegato di vitello al caffè e spuma di fegato d’oca e sale al cacao è la piacevolezza. Si tratta, dopo molte illazioni, di Chenin Blanc 100%, Bonnezeaux 2003 Chateau de Fesles.Seconda sorpresa: piccione, petto e coscetta cotta confit con riduzione all’Aglianico, e da bere bollicine ossidate e pungenti. Marina Alaimo ritiene che la pungenza sia dovuta a un blanc de noir, è giusta l’osservazione, però qualcosa non convince, che razza di spumante ci avete dato? Pinot nero, coltivato a piede franco, della Montaigne de Reims, vite prefillosserica, vinificato in legno, prodotto in quantità limitata e solo nelle annate particolarmente favorevoli, Champagne extra brut Les Francs de Pied 1er Cru millesime 2003 Maillart, Francesco Martusciello è estasiato.











