Foto: Accademia Aeronautica
Il 31 gennaio e il 1 febbraio nei locali dell’Hotel Columbus, in via Conciliazione a Roma, a poche centinaia di metri dalla basilica di San Pietro, si riuniranno per la prima volta più di 60 produttori di vini biodinamici e naturali. Presenti aziende aderenti a Vini Veri, Vin Natur e Triple A, Renaissance Italia, oltre a numerosi produttori indipendenti. Ideatrice dell’evento è Tiziana Gallo, già collaboratrice di Porthos, che è riuscita nell’impresa di far convergere in un’unica manifestazione produttori che, pur muovendosi nella direzione del rispetto della natura e del territorio, sposano filosofie talvolta assai diverse. La manifestazione prevede la degustazione a banchi d’assaggio con il seguente orario: sabato 31 gennaio dalle 15,30 alle 20,00; domenica 1 febbraio dalle 10,30 alle 20,00.
Qui l’elenco dei produttori partecipanti (fra i quali segnaliamo le campane Cantina Giardino e Picariello…ma meritano una menzione anche Beppe Rinaldi, Baldo Cappellano, i fratelli Cavallotto, Castello dei Rampolla, Radikon, Renato Keber, La Castellada, Elisabetta Foradori, e l’elenco potrebbe continuare…) e tutte le informazioni sui biglietti e su come raggiungere l’hotel.
Di Michela Guadagno
La data ce l’ho segnata sul calendario da tempo, giorno mese e ora, per l’evento a cui non posso mancare in prima fila: stasera alla libreria Feltrinelli di Napoli la presentazione della Guida completa di Luciano Pignataro & Co. ai Vini della provincia di Napoli. I motivi? Perchè Napoli è la mia città, e ovunque vado nei miei giri le mie radici me le tengo ben salde. Perchè i vini della provincia di Napoli sono storicamente i primi che tutti noi napoletani dovremmo conoscere. Perchè le aziende esposte nella guida sono quelle di tanti amici conosciuti nel tempo. E perchè tra gli “& Co.” c’è Giulia Cannada Bartoli, opera prima per lei e grande soddisfazione, alla sua esposizione spettano le schede tecniche delle aziende dei territori vulcanici quali i Campi Flegrei.ed il Vesuvio. Al tavolo dei relatori, i coautori della guida Francesco Aiello che ha seguìto le aziende della Penisola Sorrentina e Capri e Ciro Cenatiempo per l’isola d’Ischia, mentre le strade del vino sono rappresentate dai rispettivi Presidenti, in quote rosa Carolina Lubrano Lo Bianco (Campi Flegrei) e Vittoria Brancaccio (Penisola Sorrentina); Michele Romano per il Vesuvio, e Vito Iacono per Ischia; Elena Martusciello in veste di Presidente delle Donne del Vino della Campania, commossa e coinvolgente ricorda gli inizi dell’azienda di famiglia; Luciano D’Aponte rappresenta il Sesirca per la parte istituzionale regionale; tutti moderati da Monica Piscitelli, ottimamente, che detta i tempi giusti agli interventi. Per ultimo la parola all’autore Luciano Pignataro: con entusiasmo e vivacità racconta quanto è cambiato dalle prime visite nelle poche aziende esistenti al tempo dei suoi esordi, quando aveva a disposizione appena quindici righe settimanali per descriverle. Ad ascoltarli e ad intervenire un folto pubblico da grandi occasioni, la sala davvero gremita di tanti del mondo del vino, da Napoli e non solo: la Napoli del vino, stasera, ha mostrato il suo cuore migliore.
Foto: Marina Alaimo
A.I.S. – Associazione Italiana Sommeliers – Sezione Campania
Formazione-Formatori
La “sintonia” del formatore A.I.S.
Programma 2009 – atto terzo
Coordinatore della didattica: Nicola Matarazzo
Premessa:
Il programma 2009 consentirà di strutturare la professionalità dei relatori, degustatori e direttori AIS Campania, intorno all’acquisizione di competenze, abilità, saperi.
Obiettivi:
Il percorso formativo consentirà di sviluppare e/o perfezionare le capacità di:
Conoscere il meccanismo di funzionamento degli organi di senso
coordinare le analisi su descrittori e parametri di valutazione condivisi
capacità di comunicare un’esperienza sensoriale
Destinatari: Relatori, degustatori ufficiali, direttori corso
Moduli:
4 moduli da 2,5 ore
Timetable:
1 Sabato 31 gennaio 2009 Tecnica abbinamento cibo vino Panel test vini spumanti
Avellino Hotel de la Ville 15.00/17.30
2 Sabato 28 marzo 2009 Tecnica abbinamento cibo vino Panel test vini rossi
Avellino Hotel de la Ville 15.00/17.30
3 Sabato 9 maggio 2009 Tecnica abbinamento cibo vino Panel test vini bianchi
Avellino Hotel de la Ville 15.00/17.30
4 Sabato 26 settembre 2009 La nuova normativa vitivinicola e classificazione vini Panel test vini passito/liquoroso Avellino Hotel de la Ville 15.00/17.30
di Luca Massimo Bolondi
I
nutile cercare in terre lontane significati al mondo, se non li si sanno cogliere dietro la collina di casa. Anche se le esperienze che si possono fare, animati dallo stesso spirito, sono affatto diverse. Come dire che tra Giacomo Leopardi e Lord Byron si può sempre scegliere Bruce Chatwin. L’esercizio della sensibilità ai luoghi ne presuppone il possesso, e la disposizione che ci fa comprendere e apprezzare l’ermo colle è sostanzialmente la stessa nel Peloponneso o in un arcipelago dell’Atlantico tropicale. Ho la ventura di scrivere da Sao Vicente, Capo Verde, ex colonia portoghese, dove un soggiorno di lavoro si svolge a ritmo africano, quindi rarefatto al punto giusto da offrire spazi allo studio, alla riflessione e alla degustazione. Sullo scaffale delle Mercearias locali, fortunatamente climatizzate e in penombra, si possono trovare un centinaio di etichette lusitane di vini bianchi e rossi, una scelta quasi completa di vini di Porto, una mezza dozzina di presenze italiane che è meglio sottacere, la solita distilleria internazionale da sbarco e, dulcis in fundo, la produzione di vino e distillati autoctoni. Per quanto le chicche non manchino mai, anche negli spigoli del mondo, la eventuale Associazione Caboverdiana Sommelier un domani ne avrà di lavoro da fare…
Nel frattempo affido agli endecasillabi e alla posta elettronica questa esperienza.
Trovammi dell’atlante in su la terra
che dall’oceano mare è circondata,
che dell’umanità rifugge guerra,
che dalla creola gente è popolata.
Sono isole di roccia e rena rossa
che gli alisei carezzan tutto l’anno,
cui il tropico del Cancro scalda l’ossa,
cui pioggia è rara, ché se dà fa danno;
ricca di gente povera ma vera,
che il giogo lusitano un dì ha provato,
ma che, d’africo orgoglio resa fiera,
sola l’indipendenza ha conquistato
e dal quel cinque luglio d’anni orsono
pian piano ha costruito il suo destino.
Non tutto è stato sempre bello e buono
e ancora lungo assai pare il cammino
ma ognun creolo, bedju o figlio d’altrove
lavora e del buon dio attende le prove.
Ognuna delle dieci terre attive
ha forma e vocazion particolare;
le unisce un nome, un popolo le vive
e le separa solo il grande mare.
Una si chiama Sale, un’altra Fuoco
e ben puoi immaginarne la ragione,
l’una fu una salina ed oggi è un loco
ove il turista passa per padrone;
l’altra è un vulcano attivo, coltivato
da bravi vignaioli che l’altura
sfidano ed insieme la natura,
per fare un vino forte e profumato:
Vinho do Fogo Cha de la Caldera,
denso d’oro il color, oppure rosso,
da uva che là solo cresce, nera
tra lava, nubi e mare sempre mosso.
Un vino che negli anni fortunati
stupisce per l’aroma di passito,
per il calore morbido e tornito,
per i tannini lievi e arrotondati. Leggi tutto »
Di Giannantonio Aiuolo
Un nutrito ed interessato gruppo di sommeliers ed appassionati si è ritrovato Martedì 27 Gennaio all’Hotel Cerere di Paestum per una “Full Immersion” nella realtà vitivinicola dell’affascinante Alsazia. Ad illustrare, con la consueta competenza,gli usi,i vitigni e lo stile inimitabile di quell’area c’era Lucia Pintore.
L’Alsazia è la regione vinicola più settentrionale della Francia e una delle più fredde del mondo e ciò può far capire gli sforzi e la bravura dei vigneron per riuscire a produrre quei capolavori che conosciamo. Racchiusa praticamente tra la catena dei Vosgi ed il corso del fiume Reno,la Regione nel corso dei secoli è passato dal dominio francese a quello tedesco più volte e questo ha determinato una similitudine di piattaforma ampelografica tra le due sponde del grande fiume ma con risultati finali molto diversi. La Regione è divisa in due Dipartimenti:Bas Rhin ed Haut Rhin rispetto appunto al corso del Reno;i vini più ricchi di struttura e caratteristiche tipiche vengono prodotti per la maggior parte a Sud nella zona che fa riferimento alla città di Colmar.I terreni alsaziani sono tra i più variegati tra le aree vinicole;sono presenti diverse formazioni che vanno dalle creste silicee su roccia granitica dei Vosgi,alle colline di sabbia povera su substrato calcareo,ai depositi alluvionali delle pianure adiacenti il fiume Ill. Clima freddo in l’Alsazia. Regione che però gode dell’effetto riparante dei Vosgi che frenano le freddi correnti oceaniche e che grazie alla presenza di grandi masse d’acqua,alla sapiente esposizione dei filari e ed un’autunno relativamente poco freddo, si riesce a far maturare le uve. I vitigni maggiormente coltivati sono: Riesling,Gewurztraminer,Pinot Gris,Muscat blanc à petits grains;ma sono presenti anche Pinot Blanc,Sylvaner,Muscat Ottonel,Chasselas ed il versatile Chardonnay utilizzato in uvaggio nello spumante Cremant d’Alsace. Anche il Pinot Noir ha la sua quota di vigna ma i risultati non particolarmente memorabili lo relegano all’uso locale nelle Weinstuben.Sono denominati “Grand Crù” 51 località da cui si produce il 2,5% del vino dell’AOC Alsace.
NASCE LA “SCUOLA” DI POTATURA D’ITALIA: L’IDEA E’ DEGLI AGRONOMI, SIMONIT E SIRCH, PER INSEGNARE AI VITICOLTORI A PREVENIRE LE MALATTIE E ALLUNGARE IL CICLO DELLA VITE
Marco Simonit e Pierpaolo Sirch sono due agronomi “preparatori d’uva”: hanno recuperato un antico sistema di potature, che previene le malattie del legno e allunga il ciclo di vita della vite, applicandolo alla viticoltura moderna. L’approccio è individuale, fatto di interventi mirati pianta per pianta, con potature sul legno giovane e con il risultato di rendere produttivo un vigneto per almeno 50 anni. Le cause delle devastanti infezioni delle viti, come il mal d’esca e l’eutipiosi, sono da ricercare infatti nelle potature errate, indotte dal fenomeno della meccanizzazione agricola.Dopo una sperimentazione durata 20 anni, dal 2005 i due agronomi friulani hanno cominciato a divulgare il metodo della potatura “soffice” in importanti aziende vitivinicole nazionali: Gaja a Barbaresco, Ferrari E San Leonardo in Trentino, Bellavista in Franciacorta, Biondi Santi a Montalcino sono alcuni dei grandi nomi del vino italiano ad aver introdotto il loro sistema di gestione dei vigneti.Il progetto di Simonit e Sirch di restituire longevità alla vite adesso fa un ulteriore passo avanti con la nascita della prima “scuola di potatura” d’Italia, che sarà inaugurata in febbraio nel cuore del Chianti Classico, a Castelnuovo Berardenga (Siena), nel centro studi Enzo Morganti, ed a Pollenzo, nell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. L’obiettivo è di recuperare l’antico mestiere del potatore, che come un chirurgo decide il destino della vite con interventi il più possibile rispettosi della salute della pianta.Dalle sperimentazioni dei due agronomi friulani, condotte a partire dal 1988, è emerso che il segreto della longevità della vite dipende in particolare da una potatura corretta, che non provochi ferite sulle porzioni vitali della pianta. Il sistema di coltivazione ad alberello, ad esempio, tipico dell’area mediterranea è particolarmente longevo grazie a potature sul legno giovane, fino ai 2 anni di età.”Con il taglio sui rami giovani la pianta si cicatrizza bene, resistendo meglio alle malattie e conservando la salute della vite. Al contrario il taglio sul legno vecchio, dai 3 anni di vita in su, lascia – precisa Marco Simonit – una piaga che compromette la vascolarizzazione della pianta favorendo inoltre un più probabile ingresso dei funghi responsabili delle malattie del legno. La maggiore difficoltà delle nostre ricerche è stata quella di trasferire le vecchie tecniche di taglio nella moderna viticoltura, rappresentata in particolare dai più intensivi sistemi di coltivazione a spalliera, come il guyot e il cordone speronato”.La scuola di potatura: il primo corso è in programma a Castelnuovo Berardenga, dal 3 al 5 febbraio, ma subito dopo è il turno di Pollenzo, dal 19 al 21 febbraio; il corso si articola in due fasi: 20 ore in inverno, che iniziano con la parte teorica tenuta dal professor Attilio Scienza e da Marco Simonit, per proseguire con la parte pratica in vigna per gli interventi sul legno in fase di potatura; altre 8 ore in primavera, per la gestione del verde.
Per saperne di più: Winenews
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