Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...eventi aisnapoli

Archivio del mese di luglio, 2009

Just Married…Stefania e Alessandro

Pubblicato da aisnapoli il 3 - luglio - 2009Versione PDF

just-married-oggi-sposi.pngOggi BIG EVENT…Stefania e Alessandro, amici e colleghi dell’Ais Napoli, coronano il loro sogno d’amore convolando a nozze….Auguri e figli maschi (e femmine…) da parte di tutti noi! (T.L.)

Andrea Gori, sommelier informatico ci presenta Microsoft Wine Surface…il futuro della comunicazione del vino è qui? (T.L.)

Fonte: Burde 73

Foto di Donato Milella

ipsoa.jpgAlla Sala Convegni della Camera di Commercio di Campobasso in Piazza della Vittoria, 1 il giorno 7 Luglio Master si terrà il Convegno “Il mercato del vino: attuali scenari e nuove frontiere: Management, marketing e comunicazione del vino”, che sarà l’occasione per presentare il Master in Management, marketing e comunicazione del vino, che nasce dalla collaborazione tra la Scuola di Formazione IPSOA e l’Azienda Speciale FAI. Il Master è un percorso di specializzazione ed approfondimento per chi intende acquisire una formazione a 360°, dalla conoscenza della qualità intrinseca del prodotto fino alla realizzazione di un valido business plan mirato.Un percorso ideato per rispondere alle esigenze attuali e future di un mercato in crescita. Una metodologia didattica dall’approccio scientifico e dal taglio pratico e operativo e lo studio di case history di successo fa si che il Master si proponga come la porta d’ingresso ad un mondo dal fascino irresistibile. Per informazioni: Scuola di Formazione IPSOA Tel. 02/82476.889-316-812 formazione.ipsoa@wki.it

Programma dei lavori

Ore 15.30 – Apertura dei lavori
Arch. Paolo di Laura Frattura – Presidente di Unioncamere Molise

Ore 15.45 – L’importanza della formazione per competere ed eccellere (in videoconferenza)
Bruno Gambacorta – Giornalista televisivo, conduttore e coordinatore di “Eat Parade” (rubrica del Tg2 dedicata all’Enogastronomia), Direttore Scientifico del Master

Ore 16.00 – Presentazione, obiettivi e caratteristiche del Master “Management, marketing e comunicazione del vino”
Alessandro Apolito – Giornalista e consulente di Comunicazione e Marketing

Ore 16.30 – Il Master e il territorio
Paolo Spina – Presidente Azienda Speciale F.A.I.

Ore 16.45 – Workshop “Il mercato del vino 2009: comunicazione e marketing nell’ottica della nuova OCM vino”
Alessandro Apolito – Giornalista e consulente di Comunicazione e Marketing

Ore 17.40 – Workshop “Il territorio come strumento di marketing. Il Molise tra tradizione e innovazione: le nuove frontiere”
Carmen Parmentola – Consulente d’azienda nelle aree marketing, logistica e pianificazione produzione, Docente in numerosi corsi di formazione professionale e master.

Ore 18.30 – Quesiti e chiusura dei lavori

Mauro ci parla del terzo appuntamento della Cantina dei Sogni dedicato al Riesling e di “the day after”: una indimenticabile maratona etilica lunga due giorni e 22 bottiglie…un racconto emozionante ed appassionato di ben 21.000 battute!  P.S. Per gli amanti del Riesling…Save the date! Prossimo appuntamento il 29 Luglio con Ais Napoli. Ci abbiamo preso gusto! (T.L.)
Di Mauro Erro

riesling.jpgÈ il gioco degli equilibri, dei contrappesi, delle contraddizioni a rendere i Riesling tedeschi affascinanti. La loro capacità di sfidare il tempo, ma di rendersi al contempo bevibili e gradevoli anche da giovani. L’indiscussa seduzione capace di far capitolare semplici appassionati, occasionali bevitori e i più bravi e capaci degustatori. La purezza cristallina delle sensazioni, la multidimensionalità dello spettro olfattivo, la capacità di raccontare anche il più piccolo e remoto pezzettino di terra, il connubio perfetto tra la vite, il territorio e l’intervento dell’uomo. Un equilibrio sempre presente e che si rinnova in divenire tra le sensazioni zuccherine, l’opulenza e la pienezza della bevuta, la tensione gustativa e le sferzate d’acidità che invogliano a rinnovare continuamente il sorso, i bassi gradi alcolici che spingono a svuotare bottiglie su bottiglie con nonchalance. Un gioco fiabesco la cui trama si snoda nella bellezza di luoghi incantati, di vigne sormontate da boschi che a strapiombo si gettano nei fiumi, di personaggi eccentrici, di una viticoltura millenaria epica, se non eroica, che s’aggrappa a terreni scoscesi di ardesia blu, rossa o grigia, il cui epilogo, felice e contento, racconta di nitida mineralità e genuina gaiezza.

La Mosella

La regione segue il corso del fiume Mosella da Coblenza fino al confine con la Francia a sud: include i vigneti dei due affluenti maggiori del tratto meridionale del fiume, il Saar e il Ruwer. La Mosella ha più anse e meandri di tutti i fiumi tedeschi e crea pendii con ogni tipo di esposizione; le valli hanno pareti molto ripide e i vigneti hanno le maggiori pendenze che si registrino in Europa. L’origine della Mosella risale al periodo Devoniano, 300 milioni di anni fa, quando estreme forze tettoniche portarono alla metamorfizzazione dei terreni sedimentari in ardesia. Il tratto alto della Mosella è caratterizzato da terreni di natura arenaria, calcare fossilifero e marna rossa. I terreni della Mittlemosel, della Saar e della Ruwer, invece, sono di ardesia (grigia, azzurra, blu, nera, ma a causa d’inclusioni di ossidi di ferro può anche presentare un colore rosso) la cui formazione risale al periodo devoniano – 400 milioni di anni fa ca. – a seguito della compattazione dei depositi marini stratificati che in seguito hanno subito fenomeni di elevazione e depressione, generando le “pareti” di ardesia entro le quali i fiumi hanno poi scavato i loro alvei, creando le ampie anse. I vigneti, sormontati da ricchi boschi che non solo forniscono un’ottima riserva idrica, ma li proteggono dai venti freddi della regione dell’Hunsrück, godono dell’effetto termico dell’ardesia che accumula calore di giorno e del riflesso dei raggi solari sul fiume. Nel tratto basso della Mosella l’ardesia diviene di natura argillosa e si accompagna a pietra grigia. Sabbia alluvionale e strati di ghiaia si trovano nei siti più bassi. La Mosella è marginalmente toccata dalla presenza di terreni vulcanici – l’ Űrziger Würtzagarten è una notevole eccezione – che invece sono sempre più diffusi ma mano che ci si sposta ad est, nella regione della Nahe e successivamente nel Pfalz (Palatinato) nel quale invece sono predominanti. Il vitigno incontrastato re della Mosella è il Riesling renano.
Da questa zona nascono vini di mineralità assoluta che si esprimono con straordinaria differenziazione secondo il terroir, spaziando per esempio dal punto di vista aromatico da toni più caldi, tropicali o di spezie a timbri più freddi, minerali e d’agrumi. Se avrete il buon gusto e la pazienza di dimenticarli in cantina e attendere qualche decennio prima di berli, avrete modo di trovarvi innanzi a uno spettro aromatico di tale ampiezza e varietà che poche volte si ha occasione di conoscere. Per quanto ora vi possano apparire brutti, cacofonici e incomprensibili, tenete a mente questi nomi: Scharzhofberg, l’Abtsberg, il Karthauserhofberg, il Sonnenhur, il Prälat, il Doctor, il Würzgarten, l’Uhlen, il Domprobst. Definiscono i migliori vigneti, e quando avrete bevuto il vino abbracciato dalle etichette che recano questi nomi, il sentirli pronunciare in seguito da qualcuno sarà musica soave e ricordi emozionanti.

Weingut Jos. Christoffel Jr. (Christoffel-Prüm)

L’azienda ha sede a Űrzig, villaggio della parte centrale della Mosella, dove la presenza della famiglia Christoffel è sincerata sin dal XVII secolo. Tradizionalmente l’azienda aveva vigneti a Űrzig e Erden, ma aggiunse ottimi terreni in Wehlen e Graach attraverso il matrimonio, nel 1955, di Kurt, primogenito di Josef, con Anna Katharina Prűm, figlia di Sebastian Alois Prüm. Kurt ha gestito con suo fratello Kajo l’azienda per 40 anni, fino alla morte, nel 1995, lasciando a suo fratello e alla moglie l’eredità della conduzione aziendale. Dopo la morte di Kurt, si è deciso nel 1996 di affittare all’azienda S.A. Prüm i due grandi vigneti di Wehlen e di Graach. Benché non più prodotte, si possono ancora acquistare in azienda le vecchie annate.
L’azienda ha alcune delle più belle parcelle dei grandi vigneti della grande ansa, con esposizione sud, nella zona della Mosella, a Űrzig e Erden. Le viti vanno dai 30 ai 100 anni di età, piantate su piede franco. La coltivazione è quella tradizionale a palo singolo (Einzelpfahl). Solo le nuove parcelle del Treppchen e del Domprobst sono state impiantate a filari.
Non viene praticato il controllo delle rese nel vigneto al di là delle limitazioni che la veneranda età delle vigne di per se impone, e si può perciò raggiungere i 70 – 80 hl / ha. Kajo è un adepto della raccolta tardiva e normalmente è uno degli ultimi a raccogliere. La totale dimensione delle sue vigne (poco più di due ettari) gli permette una più che flessibile gestione degli stessi e del momento ottimale per la raccolta di ogni singola parcella.Tutto viene essenzialmente fatto da un uomo solo, Kajo, con qualche aiuto di manodopera Polacca (come la maggior parte dei produttori in Mosella) durante la stagione, e di amici e familiari durante la vendemmia.La vinificazione è estremamente tradizionale ed rimasta essenzialmente la stessa negli anni. Le uve sono pressate immediatamente (cioè senza macerazione pre-fermentativa come invece fanno altre aziende) usando una pressa gravitazionale e il mosto viene fatto fermentare con i suoi lieviti naturali in botti tradizionali, chiamate “fuder”, da 1000 litri. Non vengono usati né enzimi né altri additivi per favorire la fermentazione. La fermentazione viene fermata con solfitaggio , una volta raggiunta la dolcezza e il grado alcolico desiderato, e il vino viene lasciato sulle fecce fini fino all’ aprile, maggio successivo alla vendemmia. Dopodichè i vini vengono chiarificati con bentonite, e successivamente passano attraverso una classica filtrazione con Kieselguhr prima di essere imbottigliati.

Le Vigne: Űrziger Würzgarten

Il giardino delle spezie (questo e’ il significato di Würzgarten), è un vigneto forse unico in Mosella. Situato accanto al Erdener Treppchen ed il Erdener Prälat, copre 56 ettari, contiene ardesia rossa e grigia, con arenaria rossa, e minerali di provenienza vulcanica, atipici per la Mosella centrale. Ha un’elevata pendenza, con esposizione sud-est e sud. Probabilmente per la composizione minerale atipica e per la presenza di terreno vulcanico, i riesling del Würzgarten hanno uno spettro aromatico diverso dai cru di ardesia grigia o blu. Il nome del vigneto connota questa ricchezza aromatica. Il vigneto è una grande parete vitata e come tale la qualità delle parcelle, pur nei livelli dell’eccelenza espressi dal vigneto, è molto varia. L’azienda possiede in totale 1,8 ettari, da quattro parcelle: due vicine al Prälat, delle quali una è adiacente alla grande meridiana (Sonnenuhr) con esposizione sud piena, l’altra nella parte vecchia del Würzgarten. Delle altre due parcelle, una si trova nella parte Maxberg del vigneto (che apparteneva fino alla sua secolarizzazione all’Abbazia St-Maximin), l’altra è proprio sopra Űrzig (orientamento sud-est).

Erdener Prälat

Il venerabile vigneto del “Prelato” (che appare in molte delle etichette con tanto di calice di vino, ma non in quella di Jos Christoffel Jr.), è leggendario per gli amanti del vino. In soli due ettari, questo vigneto raccolto fra pareti di ardesia rossa, a picco sulla Mosella, con esposizione sud-ovest, ha saputo costruirsi la sua fama. La conformazione, che permette di raccogliere al meglio il calore del sole, ha prodotto vini ricchi di aromi e struttura, grassi, molto opulenti, dalle ottime dotazioni zuccherine. L’azienda possiede 0,12 ettari, nella zona cosiddetta “Neuer Prälat”, adiacente all’Űrziger Würzgarten. La parcella è di proprietà dell’azienda da generazioni, tuttavia i Christoffel sono riusciti nel 1980 ad acquistare dalla tenuta Ewald Pfeiffer una parcella adiacente, vicino a quella del Dr. Loosen (che e’ il proprietario della parcella più ampia del vigneto).

Note di degustazione

Di seguito troverete le note di degustazione di due verticali: 7 annate del vigneto Würzgarten e 15 del vigneto Prälat, entrambi predicati Auslese. La prima degustazione è stato l’oggetto, venerdì scorso presso la sala Lauro dell’hotel Romeo, del terzo appuntamento della Cantina dei Sogni, introdotta e guidata da Francesco Agostini, che voglio ringraziare per aver accettato il mio invito e non solo. Personalmente devo a lui, e all’amico e compagno di bevute Fabio Cimmino, l’alzata del sipario qualche anno fa sulla fiabesca storia dei riesling tedeschi, con la conseguente lettura fatta di numerosi e ripetuti incontri amorosi con bottiglie emozionanti, che non trova e mai troverà fine. Gran parte delle informazioni qui contenute mi sono state trasmesse da lui nel tempo, grazie anche ai puntuali reportage dei suoi viaggi che potete trovare sul sito, da lui fondato, enodelirio (http://www.enodelirio.it/). Per completezza d’informazione e per chi volesse maggiori nozioni circa le classificazioni dei vini tedeschi rimando ad un mio precedente scritto su questo sito (http://www.aisnapoli.it/archives/689), segnalandovi, anche, due bellissimi resoconti firmati dall’amico Giovanni Ascione, sui numeri 28 e 31 della rivista Bibenda. Voglio altresì ringraziare la delegazione Ais di Napoli per tutto il supporto, nella fattispecie nelle persone di Franco De Luca e Tommaso Luongo, compagno di questa e di altre avventure; Massimo Florio e il gruppo servizi di Napoli per l’impeccabile lavoro.
La seconda degustazione è stata effettuata il giorno seguente presso la mia enoteca, divisa in tre batterie da cinque vini partendo dal più giovane al più vecchio con l’esclusione del 2006 goldkapsel servito per ultimo. Il giorno dopo, ho avuto modo di assaggiare i vini in maniera inversa, dal più vecchio al più giovane, lasciando sempre per ultimo il 2006. Avendo già ringraziato Francesco Agostini, Fabio Cimmino e Tommaso Luongo, aggiungo a loro Giovanni Ascione, Roberto Erro, Salvatore Di Carluccio, Lucio Grande e Teresa Radassao per aver condiviso con me le emozioni e le osservazioni circa i vini, per una degustazione più unica che rara e molto impegnativa. Infine, ringrazio Adele Chiagano, il cui estro culinario, tra maiale allo zenzero, tortino di patate e hummus di ceci, ha dimostrato la capacità dei vini di farsi apprezzare anche a tavola.
È bene sottolineare, come considerazioni di carattere generale, che i vini di Christoffel Junior sono di stampo tradizionale, sottili per certi versi, leggiadri ed eleganti, cosa che si è manifestata, in maniera anche più tangibile, nella seconda degustazione, dove la potenza del Prälat, a chi abituato ad alcune interpretazioni come quelle di Weins Prüm o Dr. Loosen, non c’era. In entrambe le degustazioni i vini dal 2004 a scendere fino alla prima metà degli anni novanta hanno alternato nel profilo olfattivo fasi di chiusura a fasi di supposta bellezza, come spesso capita. In quelle più vecchie, dopo 15, 20 anni dalla vendemmia, riaprendosi, l’austerità, la complessità e l’eleganza che a questi vini si attribuisce, si è fatta palese. Leggi tutto »

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