Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Archivio del mese di dicembre, 2009

Buon 2010 dall’Ais Napoli: Un anno di…vino!

Pubblicato da aisnapoli il 30 - dicembre - 2009Versione PDF

lopa-farro.jpgAi festeggiamenti per il nuovo anno con lo spumante campano. Cosi son intervenuti questa mattina, il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, Rosario Lopa, e il Vicepresidente della Cabina di Regia regionale per i Vini, Michele Farro. Presentantando: BRINDA ITALIANO-BEVI CAMPANO-STAPPA PARTENOPEO. Facciamo in modo che per i festeggiamenti per l’inizio dell’anno nuovo i cittadini napoletani e tutti i campani, stappino bottiglie di spumante prodotto dai vitigni campani. Durante queste festività, oltre 40 milioni di italiani hanno brindato, o brinderanno, con bollicine Made in Italy. Bisogna, hanno sottolineato Lopa e Farro, difendere e valorizzare l’agricoltura campana e in primo luogo i vitigni di qualità. In queste festività la vendità di spumante campano è aumentata, ora bisogna sempre più far conoscere ai consumatori le nostre aziende e la qualità dei prodotti dei nostri territori. Il settore della spumantistica in Provincia di Napoli può dunque offrire grande visibilità alla Campania.La sfida che ci attende, ha concluso Lopa, si realizza su due livelli: valorizzare il territorio e entrare sempre più nella coscienza del consumatore di tutto il mondo. Oggi lo spumante campano può competere con lo champagne perché è un prodotto flessibile e intercetta fasce di mercato più ampie.Tra gli spumanti si segnalano:Asprinio di Aversa,Falanghina Spumante,Lacryma Christi del Vesuvio Spumante….

La Mensa di Natale

Pubblicato da aisnapoli il 30 - dicembre - 2009Versione PDF

Di Franco De Luca

Ogni anno il 25 dicembre è un giorno speciale per la comunità di Sant’Egidio e non solo perché è Natale. È il giorno delle mense destinate ai meno fortunati. Sono diversi anni che vi partecipo e vi assicuro che ogni occasione (e così ogni blog ed ogni vetrina) è buona per raccontare lo sforzo di queste persone che senza nessun secondo fine si adoperano per sostenere i più bisognosi in un momento così particolare dell’anno, quando chi è solo sente con ancor maggior peso la propria solitudine.In questi giorni particolari, però, ai membri della comunità si uniscono “orde” di volontari. Molti sono della mia specie, quelli cioè che vi partecipano occasionalmente e che qualche volta finiscono per procurare più fastidio che aiuto, ma che, sempre come me, sono comunque mossi da una genuina voglia di rendersi utile… e questo può essere anche semplicemente un sorriso a chi ne ha urgenza, anche solo una o due volte l’anno.I pranzi organizzati sono diversi, solo a Napoli e per tutte le festività se ne contano almeno 25. Per avere un’idea di cosa muove la comunità il 25 dicembre in tutto il mondo basta affacciarsi un attimo a questa finestra: http://www.santegidio.org. A Napoli la tradizione, così come a Roma, è particolarmente radicata. La madre di tutte le mense è allestita nella monumentale Chiesa dei Santi Severino e Sossio. Nella navata principale vengono sistemati i tavoli e servito il pranzo. Tutti i volontari si preoccupano dell’organizzazione e del servizio che viene svolto con attenzione ed accuratezza e coordinato dai membri della comunità. Poi c’è un momento particolarmente toccante. Verso la fine del pranzo, quando ormai tutti si preparano ad andare via, c’è una bella sorpresa: alle spalle dei commensali si apre il portone della chiesa ed in controluce appare un Babbo Natale speciale, con tanto di slitta, che porta doni “ad hoc”: indumenti caldi a coloro che vivono per strada, dolci e sorprese agli anziani soli, una carezza ai malati ed un abbraccio agli stranieri che vivono in solitudine ed angoscia in una terra che non li ha generati e che spesso non li accoglie. Sono tutti piccoli pensieri offerti per lo più dai volontari ma è comunque un momento magico, vedere i loro occhi pieni di festosità in quei particolari istanti rende tutti molto piccoli davanti all’immensità del bisogno ed alla fatalità della vita. Quest’anno i miei amici della comunità, sapendo della mia attività di sommelier nel gruppo servizi e sopravvalutandomi in maniera smodata, mi hanno strategicamente destinato al pranzo per gli stranieri della scuola Messignon (organo della comunità che da 14 anni aiuta l’integrazione dei lavoratori stranieri in Italia con rilascio di un riconosciuto diploma di partecipazione) che si è tenuto presso il chiostro della Basilica di San Lorenzo Maggiore. Gli stranieri sono stati particolarmente fortunati sia per la bellezza della struttura che li ha ospitati e sia perché hanno mangiato e bevuto benissimo. Loro non avevano problemi di salute, si tratta per lo più di persone che vivono e lavorano in Italia ma che non hanno dove andare in un giorno tanto particolare, per cui non c’erano restrizioni di menù. Hanno potuto godere anche dei vini e tra i tanti a disposizione spiccavano quelli di Frescobaldi, in particolare Remole (Sangiovese e Cabernet Sauvignon) e Pater (Sangiovese) oltre a tante altre etichette miste offerte dalle varie enoteche del territorio. Lo chef Giuliano Migliaccio (nella foto) è uno dei titolari della società Spazio Sapori che ha offerto il servizio di catering ed ha impiegato tre giorni a preparare per 250 persone, poi si è preoccupato di allestire un forno, di riscaldare, di sporzionare, senza perdere mai il sorriso e la voglia di scherzare. Ha avuto la fortuna di avermi come suo assistente, gli ho preparato un tavolo di appoggio con le cassette dell’acqua minerale che nemmeno Leonardo Da Vinci… per me è stata una bella conoscenza.
Nel salutarvi vi chiedo venia se ho sfruttato lo spazio del blog per raccontare di un evento che non è legato direttamente alla tematica di questo sito, ma mi piaceva ringraziare in particolare Giuliano per il suo spirito, per la sua generosità e soprattutto per la leggerezza con cui ha voluto esser generoso, e Carmen e Mercede, mie care amiche della comunità (nella foto) in rappresentanza di tutti coloro che in silenzio, senza fare rumore, riempiono (loro si in maniera assidua e costante) i cuori dei più umili e soli.

Un milione…di accessi per il blog dell’Ais Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 28 - dicembre - 2009Versione PDF

bonaventura.jpgBellissimo regalo di fine anno: superata la fatidica soglia del milione di accessi per il nostro blog. Festeggiamo con il Signor Bonaventura, fumetto cult del Corriere dei Piccoli. Piccoli blog crescono! (T.L.)

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

AIS Napoli e Enoteca Ciao Vino

Presentano

Last Minute al BAG…Il Brindisi con i COCK ‘O’DRILLS

29 Dicembre 2009 ore 21.30 Ingresso Libero
BAG Piazzetta Adriano n.5 – Bacoli (NA)
Info e Prenotazioni:081.5233802 – 081.5090425 – 3337267080
www.bacoliartgallery.it

Salutiamo l’anno che verrà a ritmo rockabilly…

cockodrill.jpgCorrevano gli anni ‘80, ma 5 giovanottoni puteolani non riuscivano a non pensare ai mitici anni ‘50 : nacquero cosi’ i COCK ‘O’DRILLS.La loro cifra stilistica fu immediatamente chiara: più del mandolino li incuriosivano quelle strane chitarre elettriche e semiacustiche, più del pop li attirava il rock’n’roll, più di Roberto Murolo li entusiasmava Carl Lee Perkins. Fu altrettanto chiaro che non si limitavano ad un puro esercizio didascalico : tutta la cultura rock’n’roll ed hillybilly veniva comunque filtrata attraverso le loro radici flegree, l’ironia dell’interpretazione iniziava a dare una chiave di lettura tutta napoletana a brani come Blue Suede Shoes, Mistery Train, All Shook Up,Be-Bop-A-Lula,ecc. Vestiti di tutto punto secondo un preciso stile Fifties i COCK ‘O’DRILLS, salendo sul palco, si presentano chiamandosi JOHNNY B. SCOTT, PAUL PET, SONNY DOOR, BRUCE CAT, BILLIS BLACKBIRD. Nasce così il piccolo mito dei COCK ‘O’ DRILLS, le loro esibizioni nel nascente circuito dei clubs rappresentavano degli eventi. A distanza di qualche anno, i COCK ‘O’ DRILLS ritornano ! Non lasciatevi sfuggire l’occasione di un loro concerto!Solo perditempo e allegroni.

Tommaso Luongo

Delegato Ais Napoli

www.aisnapoli.it

 

Report: Verticale “Produttori del Barbaresco”

Pubblicato da aisnapoli il 28 - dicembre - 2009Versione PDF

 Alessandro Marra, il nostro inviato “meneghino” ci racconta di una verticale di Barbaresco organizzata dai colleghi dell’Onav di Milano. (T.L.)

Di Alessandro Marra
produttori-del-barbaresco.bmpLa verticale dello scorso 15 dicembre ha chiuso il 2009 della delegazione ONAV di Milano, regalando – è proprio il caso di dirlo – ai numerosi appassionati e soci presenti un interessante momento di approfondimento sul vino Barbaresco che – come giustamente ricordato ad inizio serata dal delegato provinciale Vito Intini – si è da tempo scrollato di dosso l’etichetta ingenerosa di “fratello minore del Barolo” conquistando, anzi, un ruolo di primo piano sulla scena enologica nazionale ed internazionale.La zona di produzione individuata dal disciplinare comprende il comune omonimo, quelli vicini di Neive e Treiso, più la frazione di San Rocco Seno D’Elvio del Comune di Alba, tutti in provincia di Cuneo. Se nel Comune di Barbaresco non raggiungono i 300 metri e a San Rocco non superano i 180 metri d‘altezza, i vigneti di Neive sono situati a 320 metri e quelli di Treiso a 400. Con sostanziali differenze dei vini prodotti che a Barbaresco mostrano – generalmente – maggiori complessità aromatica ed eleganza, a Neive maggiori equilibrio e dolcezza d’espressione e a Treiso una spiccata componente terrosa unità a vigoria, mineralità e tannicità. Presente anch’egli alla serata, l’enologo Aldo Vacca – un passato a bottega da Gaja – ha ripercorso le tappe storiche della Produttori: “negli anni ’50 il territorio di Barbaresco era molto arretrato rispetto, ad esempio, a Barolo. La famiglia Gaja era pressoché sola in un momento particolare per l’intero mondo del vino italiano; soltanto agli inizi degli anni ’80 sono comparse nuove realtà produttive”.Il 1958 è l’anno di fondazione della Produttori del Barbaresco, “la prima cantina sociale ad aver intrapreso un discorso basato sulla qualità”, obbligando i soci (sono 56 i conferitori attuali) ad “allevare soltanto nebbiolo e a portare in cantina tutte le uve prodotte, promuovendo un sistema di remunerazione che valorizzasse quelle di maggiore qualità”. “Gaja ha fatto conoscere il Barbaresco nel mondo, i Produttori del Barbaresco l’hanno fatto bere”. E, in effetti, i prezzi sono di molto inferiori: €16 per il prodotto “base”, tradizionale blend di uve nebbiolo provenienti da diversi vigneti, €25 per i crus (prezzi franco cantina).
I crus della Produttori (i primi 5 sono usciti sul mercato nel 1997) sono 9 attualmente (Asili, Moccagatta, Montefico, Montestefano, Ovello, Pajè, Pora, Rabajà e Rio Sordo) e vengono prodotti soltanto nelle annate favorevoli (niente riserve nel 2002 e 2003). Ma se di fatto erano ben note e già ampiamente utilizzate in etichetta, soltanto nel febbraio del 2007 le “menzioni geografiche aggiuntive” sono state mappate e recepite ufficialmente nel disciplinare. Alle 65 già riconosciute se ne aggiungerà presto un’altra: la menzione Ronchi del comune di Barbaresco; anche se, in realtà, ce ne sarebbero altre 6 che, tuttavia, non sono state inserite nel Disciplinare perché mai utilizzate sinora da nessuna azienda. “I crus esprimono una maggiore complessità dovuta alla particolarità del singolo terroir”. Nello stesso Comune di Barbaresco si possono individuare due crinali: uno che percorre la zona centrale del territorio comunale, dal fiume Tanaro verso est, lungo cui troviamo i vigneti Pora, Asili, Martinenga e Rabajà, dove i terreni sono più sciolti e fertili, i vini – di conseguenza – meno tannici e, generalmente, più eleganti; l’altro che va da sud-ovest a nord-est, lungo il quale troviamo i vigneti Niccolini, Rio Sordo, Martinenga, Asili, Rabajà-Bas, Paiè, Cole, Montestefano, Montefico e Ovello, dove i terreni sono più calcarei e i vini – di conseguenza – più tannici e minerali. Montestefano e Montefico, in particolare, sono ‘vigneti gemelli’, perché entrambi ripiegano lungo dei piccoli crinali laterali con esposizione a sud, sud-est”.Dopo l’assaggio del Barbaresco 2005 (circa 250000 bottiglie prodotte dopo 20 mesi di invecchiamento in botte, in vendita dall’autunno del 3°anno successivo alla vendemmia), la serata è continuata con la degustazione di 6 annate della Riserva Montestefano uno dei crus più famosi, menzionato per la prima volta già in alcuni documenti del 1878: invecchiamento complessivo di 4 anni, 3 anni in botte di cui il primo in botti da 25 hl, il secondo e il terzo in botti da 50 e 75 hl, tutte di rovere di slavonia, vendita en primeur come accade in Francia.Una verticale eccezionale tenuto conto che i vini proposti – fatta eccezione per il Barbaresco 2005 (attualmente in vendita) e per il Barbaresco Riserva “Montestefano” 2005 (in commercio dal febbraio del prossimo anno) – sono già tutti esauriti. Leggi tutto »

Auguri di Natale dall’Ais Napoli…

Pubblicato da aisnapoli il 24 - dicembre - 2009Versione PDF

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Sorrento, la Cenauguri 2009

Pubblicato da aisnapoli il 24 - dicembre - 2009Versione PDF

Di Giannantonio Aiuolo

Ospitiamo sul nostro blog il report della Cenauguri 2009 organizzata dalla delegazione sorrentina… ne approfittiamo per fare un caloroso in bocca in Lupo alla neo delegata Nicoletta Gargiulo! (T.L.)
Tempo di Auguri e di allegri convivi. In ogni Delegazione ci si organizza per poter fare in modo che anche il Natale possa essere buona occasione per discussioni enoiche. Anche a Sorrento il rinnovato Consiglio di Delegazione ha pensato bene di coinvolgere un po’ di amici per preparare una serata da incorniciare,e questo per tanti motivi. Era poco facile traghettare un adeguato numero di persone verso la Collina di Casarlano a Sorrento dove all’Antico Frantoio si è tenuto il festoso incontro tra i Soci;traffico veicolare impazzito sulla martoriata SS 165,frenesia natalizia che distraeva anche i più interessati e il meteo che non invogliava certo a spedizioni fuori porta. L’appuntamento previsto per le ore 20 è stato onorato solo dal gruppo della Costa d’Amalfi guidato da Antonio Amato e dopo circa un’ora e mezzo la sala era ancora semi deserta e cosa più grave i vini previsti per la serata giacevano in qualche portabagagli bloccato nel traffico. Non erano certamente sereni i volenterosi organizzatori:Nicoletta Gargiulo era in perfetta simbiosi con il cellulare ed il sottoscritto faceva calcoli mentali su tempi di percorrenza e distanze;Elvira Coppola portava un po’ di ottimismo con la sua verve…meno male.Poi lentamente volti noti e non incominciavano a riempire i tavoli …..e i vini prendevano posto in luoghi più consoni. L’Avv. Minniti, graditisima presenza prendeva posto tra persone mai conosciute prima, Francesco Aiello de Il Mattino,incontrava persone non più viste per anni, neo Sommeliers si ritrovavano con la luccicante testimonianza all’occhiello.Molti cercavano di capire dal menù dove si andava a parare;ma cosa fondamentale per lo spirito che doveva animare la serata è che si parlava di vino e questo ci faceva essere soddisfatti e soprattutto capire che la serata era in parte già riuscita. Prologo con consegna Diploma di III° Livello da poco concluso e si aprono le porte della cantina e della cucina.
Piccole cocotte, impreziosite dall’essenza del mare sprigionata dall’ Ostrica in gelatina,limone candito e panna acida,destano stupore tra i presenti attratti dal profumo netto di alga e salsedine che guidati da Elvira provano l’abbinamento con La Linda di LaTunella;sorso di grande caratterizzazione territoriale e di buona spalla acida che bene reggeva le sorti dell’incontro con il Baccalà visto dallo chef prima come Spuma su Tortino,poi con Pomodoro e olive e infine Fritto in Pastella al Basilico. L’impatto olfattivo del pesce è ridotto a soffio gentile e percezioni gustative pur persistenti e fini…..ed era proprio baccalà.
Cambio di vino che i puntuali Sommeliers di Servizio Alfonso Esposito e Massimo De Simone effettuano velocemente per presentare,con la voce di Salvatore Correale, il Moscato Giallo di Alois Lageder il Vogelmeier,che si presenta subito con grande naso aromatico e insolita sapidità,pronto ad incontrare la fusion di profumi e sapori dei Cannelloni broccoli e alici su fonduta di mozzarella e colatura che strappano eloquenti consensi dai commensali per la riuscita amalgama di profumi e sapori con i quali il vino degnamente si misura grazie alla buona PAI;segue il Dentice che praticamente guizza….. nel guazzetto di vongole dall’inebriante rimembranza dell’azzurro elemento coronata dalla morbida avvolgenza del Flan di Carciofi. Il buon Giovanni Starace illustrava un piatto per molti già vuoto ed era interessante questa nuova metodologia di degustazione a memoria…la rifaremo. Piccola sosta per un Momento Sociale con la descrizione del Programma Attività per il 2010 che vede alcune interessanti proposte didattiche per ritornare subito ai piatti. Portata di carne che Luigi Tramontano e Saverio Gargiulo hanno elaborato per la serata: Filetto di Maiale su letto di scarole e Costine con Ragù:il primo rassicurante nella rosea veste e dal morbido morso aromatizzato dal lardo e completato nella complessità gustativa dalla amaricante oliva; insolita la bianca costina scomposta dal rosso sugo ne attende il bacio per spigionare la vellutata sensazione tattile. Nicoletta spende le giuste parole per il piatto e soprattutto per il Barolo Cannubi ’04 di Marchesi di Barolo dando a tutti il giusto input per leggere bene un vino che si mostra ancora troppo giovane per raccogliere queste sfide. E’ tardi e chi ha varcato (con epica pazienza) le Colonne d’Ercole (Vico Equense) immagina cos’altro può capitare su questi tavoli dove anche il Panettone viene trasformato in Tortino dal cuore liquido di mandarino. Tocca a me raccontare del contrasto tra l’abbraccio caldo della pasta e il gelido cuore di mandarino che racconta di serate piovose,di braci ardenti e di succosi spicchi che riempivano l’aria di spiritosi profumi;misto di note speziate esotiche dovute alla leggera salsa di vaniglia che permettono al Moscato d’Asti Zagara ancora dei Marchesi,si poter esprimere senza sembrare esuberante,le note fresche e fruttate ben esaltate dalla non eccessiva effervescenza,e giustamente dolce. Lo Struffoletto con i variopinti confettini ci riporta alla tavola natalizia con il filante miele che imprigiona le dorate sfere che si smaterializzano in bocca liberando i beneamati aromi della nostra tradizione che anche quando mette un abito diverso si fa smascherare subito. Colpa del cuore che a Natale batte ancora più forte. AUGURI DI TUTTO ..a TUTTI!!

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 15 gen 2012 al 15 ott 2013 alle ore:

      Aspiranti vigneron alla riscossa! Sei Incontri in vigna con l'Ais Napoli

      Mancano: 00:00 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 27 feb 2012 al 27 feb 2012 alle ore:20:00

      Corso di Primo Livello Sommelier con l'AIS Napoli. Si parte il 27 Febbraio

      Mancano: 4 giorni e 14:23 ore.
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    • dal 01 mar 2012 al 15 mar 2012 alle ore:20:00

      Barolo e Barbaresco a Napoli con Masnaghetti e i Cru di Enogea

      Mancano: 7 giorni e 14:23 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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