Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Archivio del mese di marzo, 2010

I Sommelier dei campi flegrei da “Il cancelliere”

Pubblicato da aisnapoli il 31 - marzo - 2010Versione PDF

 Di Enrico Nugnes

Prologo
Siamo alle battute finali del corso di Sommelier. La tensione dell’esame è alta e come ragazzi alla prova di maturità non ci sentiamo abbastanza preparati per affrontare il grande momento. La nostra Michela Direttrice Guadagno ci sprona e ci impartisce ripetizioni. Il morale è sulle montagne russe, depresso dal Sud Africa, tonificato dalla criomacerazione e di nuovo depresso dallo spostamento di data e di sede (dobbiamo lasciare i nostri amati Campi Flegrei). Il gruppo però si compatta siamo tutti fortemente legati nel momento del bisogno e in men che non si dica iniziamo a parlare come innamorati: “non ci lasceremo mai più”, “la nostra storia durerà in eterno”, “io e te per l’eternità”. Poi l’esame. Lo scritto, l’orale……. Quasi tutti promossi qualche caduto tra le bottiglie di Champagne e qualche ferito tra quelle di Vernaccia di Serrapetrona…….Il legame resta forte, in estate i primi incontri all’Abraxas di Nando Fazenderos Salemme, poi alla Cantina dell’Abbazia di Procolo Lino Di Bonito, poi da CiaoVino di Fabrizio Erbaggio poi il gruppo si restringe e si consolida nasce così la formazione tipo (in ordine alfabetico) :Alessandro Scrivo; Davide Romanelli; Elisabetta Betty Marasco; Enrico Giaguaro Nugnes; Laura Dramis; Lucia Peraino; Michela Direttrice Guadagno; Mimmo 1° Sommelier non Professionista Brasiello; Nando Fazedenderos Salemme; Procolo Lino Di Bonito; Rosario Presidente Mattera ; Viviana Brenda Migliaresi

Il Cancelliere.
Solita confusione su orario e luogo dell’incontro poi genio e fantasia ci regalano: “passaggio a livello di Via Diocleziano” e il consolidato “Autogrill tra Avellino Ovest e Avellino Est”. Si parte, quasi tutti puntuali: 1° appuntamento e 2° appuntamento poi uscita ad Avellino Est poi sbagliamo strada (solo una volta e questo è record) e finalmente siamo nelle terre de Il Cancelliere. Ci accolgono il capostipite Soccorso Romano con la moglie, la figlia Nadia e la nuora Rita: gentilissimi. Facciamo un giro tra le vigne dove ci mostrano il metodo di potatura a cordone speronato con una particolare variante, ci spiegano che ogni impianto e più in generale ogni vigna va condotta in maniera differente così come facciamo con i nostri figli, penso: li seguiamo attentamente ma in maniera diversa e speriamo che il tempo ci dia ragione. La giornata è primaverile, l’umore è ottimo, il sole ci bacia, sembriamo più belli! Saliamo, per avere un migliore vista del panorama, tra gli impianti che producono l’uva che tutti gli anni viene conferita a Cantina Giardino che in collaborazione con la famiglia Romano cura questa vigna. La vigna è su un terreno esposto a nord, il panorama è bellissimo, succhiamo fiori dolci “Sucamieli” e siamo felici. Qui il terreno è più avaro e gli impianti hanno naturalmente una produzione minore rispetto alle vigne più a valle dove la produzione generosa costringe spesso i Romano ad una potatura verde. Poi scendiamo, ci aspetta il momento clou: l’assaggio.
Ci accomodiamo su una terrazza, dove sostano ad asciugare le barrique di 4° e 5° passaggio dopo essere state lavate per accogliere il nuovo vino. La filosofia in azienda è quella di utilizzare legno che cede poco o niente al vino mantenendo intatte le caratteristiche del terroir. Visitiamo la cantina dove è ancora in fermentazione il mosto che darà vita ad una novità per l’azienda: un passito di Aglianico con il metodo del “ripasso”.La moglie di Soccorso ci prepara una uno spuntino con pancetta (buonissima), salame, capicollo, formaggio e una marmellata di Aglianico (ottima con il parmigiano) tutti prodotti dalla famiglia Romano. Assaggiamo i vini e ne discutiamo, c’e’ chi ne parla subito, chi sta zitto e pensieroso e chi butta li la prima cosa che gli viene in mente…La giornata è bellissima siamo seduti al sole a parlare di vino con i Romano e non vorremmo più andare via ma arriva il caffè e capiamo che il momento è giunto.

Epilogo
Via, tutti in macchina, tra scherzi, battute e risate quando arriva inaspettato l’incidente: il Fazenderos mi distrae e io a marcia indietro con la GiaguaroMobile colpisco di striscio la vettura (appena ritirata dal carrozziere!!!) dell’agronomo nonché figlio di Soccorso, Enrico Romano: TRAGEDY! Tutti fuori dalle macchine, ma non è niente, ci si accorda subito. Poi tutti sulla via di ritorno, qualcuno continuerà la serata dal Tarantino, qualcun altro aspettando le figlie alle 2:00 fuori discoteca: la vita è una ruota e a volte ci si sta sotto….!

Note di degustazione di Mimmo Brasiello
Gioviano IGT 2008:Colore rubino intenso è vivacità in evidenza che ben mi predispone all’assaggio. Al naso si mostra subito intenso, con le note fruttate che la fanno da padrone (ciliegia e prugna su tutte) rendendolo quasi monotematico, ma non coprente. Resisto dall’assaggiarlo subito come da cattiva consuetudine vedo spesso fare(ahi,ahi)…..mi dice bene…s’inizia ad aprire in un leggero sottofondo balsamico con le note speziate che fanno da contorno(qualcuno mi suggerisce liquirizia… concordo). Non resisto più…bevo! In bocca esprime tutto il frutto di cui è capace, la nota alcolica si fa sentire, ma non è sbilanciata. Tannino perfettamente fuso e acidità in evidenza che ne determina la giusta lunghezza. Vino che nasce pronto ma in grado di regalare soddisfazione nel tempo.
Taurasi Nero Ne 2005:Colore impenetrabile e trama fittissima, al naso è intenso con frutta polposa a maturazione spinta (non ancora marmellata per fortuna), più marasca che ciliegia.Elegante e fine pur essendo TERRAIOLO. Le note speziate qui sono più nette, chiodi di garofano in primis e sottofondo balsamico più marcato. In bocca è suadente con la nota alcolica ben stemperata anche in questo caso dalla buona freschezza. Tannino elegante e bella persistenza. Taurasi di nuova interpretazione, uno dei migliori (a mio avviso) provati quest’anno,assieme a quello di Tecce (stessa annata 2005). Intelligente uso dei legni, con botti grandi di Slavonia. L’ideale sarebbe riprovarlo tra qualche anno per quello che ha ancora da esprimere…..Cancelliere permettendo. Solo 3000 bottiglie all’anno è tutte numerate…..meditate gente,meditate.

C’era due volte il signor Taurasi.

Pubblicato da aisnapoli il 29 - marzo - 2010Versione PDF

Di Rosy Lo Giudice
mappa-taurasi.jpgNascere vecchi e vivere a ritroso, ringiovanendo man mano che passano gli anni è un sofisticato esercizio di stile che ha ispirato opere di grandi autori come Gianni Rodari in “C’era due volte il barone Lamberto”, e F. Scott Fitzgerald con il suo racconto breve “Il curioso caso di Benjamin Button”, dal quale il regista David Fincher ha tratto di recente un film con Brad Pitt e Cate Blanchett.
M. Twain sosteneva convinto che: “La vita sarebbe infinitamente più felice se potessimo nascere già ottantenni e gradualmente diventare diciottenni”. Ma è proprio così? Sarebbe davvero migliore o semplicemente più facile, l’esistenza di una persona che inverte il naturale scorrere della storia rispetto a tutti quelli che gli stanno intorno. Difficile, insomma, sciogliere con decisione l’enigma, eppure c’è un caso in cui possiamo affermare con certezza che questa paradossale vita al contrario dà frutti preziosi ed entusiasmanti, come abbiamo scoperto alla Città del Gusto Napoli Wine Lab Sezione G-Zona, giovedì 18 marzo, in una sera ad alto tasso di contenuti e di approfondimenti, completamente dedicata all’ “Irpinia, prove tecniche di Gran Cru”.Paolo De Cristofaro ha accompagnato tutti i partecipanti in un viaggio lungo la Valle del Calore, alla scoperta delle sottozone del Taurasi, in cui si producono vini capaci di ringiovanire con il trascorre degli anni.
Il viaggio enologico è iniziato con una degustazione orizzontale coperta di dodici vini dell’annata 2005 di altrettante aziende dislocate in alcuni dei diciassette comuni individuati dal disciplinare del Taurasi e che compongono le macro-sottozone taurasine, cui è seguito l’abbinamento vino – aziende con la descrizione delle zone di produzione, gli interventi dei viticoltori e degli enologi presenti. Il tutto è stato valorizzato dai sapienti e squisiti abbinamenti culinari, curati dallo chef della Città del Gusto.
Risalendo il fiume Calore, lungo la riva sinistra, nei comuni di Venticano, Pietradefusi, Torre le Nocelle, si collocano le aziende Colli di Lapio con il suo Vigna Andrea, fine, strutturato ed elegante, con un olfatto caratterizzato da caffè, rabarbaro e chiodi di garofano, e I Favati, il cui Taurasi Terzo Tratto si identifica con un quadro aromatico complesso disposto su sensazioni intense di eucalipto, terra bagnata, mora e ribes nero e al gusto con ritorni speziati e ottima persistenza.
Passando alla riva destra, nell’area collinare che comprende i comuni di Bonito, Mirabella Eclano, Fontanarosa, Sant’Angelo all’Esca, Luogosano, s’incontra l’azienda di Mastroberardino, con la più grande collina vitata della Campania, protagonista assoluta della storia dell’Aglianico, di cui abbiamo gustato il Radici 05, dai complessi aromi fruttati di ciliegia e mora, sentori selvatici e note di tabacco, caldo, persistente e bilanciato dall’ottima trama tannica in equilibrio con la giusta freschezza. Fanno parte della stessa sottozona, altri due interpreti del Taurasi: la cantina di Pasqualino Di Prisco, con il suo vino caratterizzato da nette note animali, fruttate e minerali, succoso e intenso al gusto e la Tenuta Ponte, il cui Taurasi, dai sentori selvatici, potenti e vigorosi, si contraddistingue per una notevole sapidità.
Ovviamente le più numerose protagoniste di questo viaggio nel mondo dell’Aglianico, sono le cantine presenti nel Comune di Taurasi, che, del resto, dà il nome alla Docg. Di questa particolare zona, sono stati assaporati il Taurasi 05 di Contrade di Taurasi, che spicca per un’elegante speziatura di pepe nero e cacao amaro e per un piacevole equilibrio tra tannini e acidità e il Vigna Macchia dei Goti, delle Cantine Antonio Caggiano, con i suoi profumi eleganti di viola appassita, foglie secche, frutti rossi sciroppati, sentori balsamici e un gusto raffinato dalla prolungata persistenza.
Il cammino lungo le strade del Taurasi è terminato nell’alta Valle del Calore, con i vigneti che uniscono Castelvetere a Paternopoli, passando per Montemarano e Castelfranci. Da Montemarano provengono il Vigna Cinque Querce di Salvatore Molettieri, dagli intensi profumi di terra umida, essenze minerali, frutta rossa appassita, grande acidità e tannicità vigorosa, il Nero Né de il Cancelliere dagli aromi di ginepro ed amarene, di gran temperamento e fine; a Castelfranci, invece, operano Michele Perillo, il cui vino è ricco di sentori speziati di pepe e cacao, connotato al gusto da una grande succosità e note evolute, nonché la giovane azienda di Raffaele Boccella che ha esordito con il Taurasi proprio con la vendemmia 2005, caratterizzato, senza dubbio, da intense sensazioni fruttate e speziate e al gusto equilibrato da una energica tannicità compensata da una piacevole freschezza; infine, approdiamo a Paternopoli, nell’azienda del giovane Luigi Tecce, con il Poliphemo 05, dagli intensi profumi minerali e dal sapore sapido e succoso.
Al termine di questo affascinante viaggio alla scoperta del signor Taurasi, indugia in noi il desiderio, negli anni che verranno, di scoprire come, questo vino dalla già lunga storia, riuscirà ancora a sorprenderci con la vivacità della sua energia emozionale e con la vigoria della sua esuberante giovinezza.

E’ Primavera con… L’Enolaboratorio®!

Pubblicato da aisnapoli il 26 - marzo - 2010Versione PDF

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

Con l’arrivo della Primavera ricominciano gli appuntamenti dell’ Enolaboratorio®

Il progetto ideato da Fabio Cimmino, Mauro Erro e Tommaso Luongo

Presenta

I primi quattro incontri della stagione primaverile!

Avevamo già segnalato la novità di quest’anno con la nascita della nuova rassegna dal nome Luoghi Comuni che ha avuto un notevole successo tra i nostri affezionati partecipanti.Il nostro viaggio attraverso gli uomini e i luoghi del vino ricomincia a partire da Mercoledì 31 Marzo con gli incontri dell’ Enolaboratorio® per raccontare le storie umane e culturali delle persone che hanno segnato il mondo del vino attraverso le verticali delle singole etichette, e con la rassegna Luoghi Comuni per dedicarci ai luoghi, cercando di approfondire le zone vitivinicole italiane e straniere. In entrambi i casi, naturalmente, partendo da calici colmi di vini accompagnati dalle preparazioni culinarie di Adele Chiagano.Per questi primi quattro come per i prossimi appuntamenti, noi che amiamo andare controcorrente, abbiamo pensato anche ad un percorso tra i grandi vini da vitigni internazionali: d’Italia e non solo!

Primo appuntamento da segnare in agenda è:
Mercoledì 31 Marzo con la Doppia Mini/Verticale
Dolcetto di Ovada del Dott. Giuseppe Ratto Vignaiolo in Roccagrimalda…

PRIMI QUATTRO APPUNTAMENTI ENOLABORATORIO E LUOGHI COMUNI
Marzo/Aprile

Mercoledì 31 Marzo
Enolaboratorio: Doppia Verticale Dolcetto di Ovada
Azienda Agricola Giuseppe Ratto

Costo della serata € 35 – ore 20,30
Le Olive 1987 / Le Olive 1993 /Gli Scarsi 1997/
Le Olive 1997/Gli Scarsi 2001/Gli Scarsi 2004

Giovedì 15 Aprile

Luoghi Comuni: un tuffo tra i filari di Pinot Nero del Mazzon
Costo della serata € 35 ore 20,30

Cantina Nals Margreid / Alto Adige Mazzon Pinot Nero 2007
Azienda Agricola Gottardi /Alto Adige Pinot Nero Mazzon 2006
Viticoltore F. Carlotto/ Alto Adige Filari di Mazzon Pinot Nero 2007
Fam. Kurt Rottensteiner, Brunnenhof-Mazzon /Alto Adige Pinot Nero Riserva Mazzon 2006
Tenuta J. Hofstätter/ Alto Adige Riserva Mazzon Pinot Nero 2007.

Giovedì 22 Aprile

Enolaboratorio: Verticale Vigna del Vassallo dell’Azienda Vitivinicola Colle Picchioni di Paola Di Mauro
Costo della serata € 40 ore 20,30

Colle Picchioni Vigna del Vassallo 1989
Colle Picchioni Vigna del Vassallo 1992
Colle Picchioni Vigna del Vassallo 1993
Colle Picchioni Vigna del Vassallo 1995
Colle Picchioni Vigna del Vassallo 1998
Colle Picchioni Vigna del Vassallo 2001

Giovedì 29 Aprile
Luoghi Comuni: I migliori Cru di Barbaresco
Costo della serata € 40 ore 20,30

Azienda Agricola Castello di Neive /Barbaresco Vigneto Santo Stefano 2004
Cantina dei Produttori di Barbaresco /Barbaresco Vigneto Asili 2005
Cantina dei Produttori di Barbaresco /Barbaresco Vigneto Moccagatta 2005
Azienda Agricola Giuseppe Cortese /Barbaresco Vigneto Rabajà 2004
Azienda Vinicola Ugo Lequio / Barbaresco Vigneto Gallina 2001.

Si ringraziano per i preziosi consigli Alessandro Masnaghetti e Armando Castagno

Credits
www.enolaboratorio.it

www.aisnapoli.it

www.ilviandantebevitore.blogspot.com

Enoteca Divinoinvigna – Via S. Freud, 33/35 – Napoli

Info e prenotazioni: divinoinvigna@libero.it; 081 3722670 – 329 6467600

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

L’Arga Campania, associazione regionale dei giornalisti agricoli e per l’ambiente, intitolata a Francesco Landolfo, presidente del gruppo di specializzazione della Fnsi fino alla scomparsa prematura nel 2006.
La decisione ratificata durante la riunione del direttivo, a un anno dal suo rilancio.
Il direttivo dell’Arga della Campania “Francesco Landolfo” si è riunito in occasione del compimento del primo anno di attività dalle elezioni del 2009.Nel corso dell’incontro, svoltosi presso l’Assostampa di Napoli, la decisione di intitolare l’associazione al giornalista Francesco Landolfo, già vice direttore del Roma, promotore dell’Arga in Campania e presidente dell’associazione fino alla sua scomparsa nel 2006.La presidente Geppina Landolfo, figlia di Francesco, nel ringraziare i soci per la costante attività svolta, che ha permesso all’Arga di inserirsi tra le associazioni che più attivamente si occupano delle problematiche del comparto agricolo campano, ha tracciato un bilancio delle cose fatte e un programma di massima per l’anno in corso.
Geppina Landolfo si è poi soffermata sull’acquisizione di nuovi soci e delle partecipazioni a convegni e conferenze di settore, alcuni già programmati per il mese di aprile; si è complimentata con i giornalisti Arga distintisi nel loro lavoro ricevendo premi e riconoscimenti prestigiosi che fanno dell’associazione un punto di riferimento per le professionalità iscritte.
Ha ringraziato, in particolare, il vicepresidente Luciano Pignataro che ha contribuito a far conoscere l’Arga nelle numerose occasioni in cui è stata richiesta la sua presenza nella qualità di esperto enogastronomo, complimentandosi per il gruppo di giornalisti Arga che ha chiamato a collaborare con lui in qualità di responsabile del settore vino della Guida di Slow Food Sud.Si è poi soffermata sul programma che punta soprattutto ad incrementare i contatti con le associazioni di categoria del mondo agricolo e con le istituzioni pubbliche e private. Ciò al fine di diffondere sul territorio regionale quante più informazioni sul mondo agricolo. Ha ricordato che l’Arga tra i suoi obiettivi ha anche quelli di fornire competenze specializzate ai corsi e alle scuole di giornalismo, nonché di collaborare con enti e realtà istituzionali pubblici e privati nella promozione dei settori agricoli e dell’ambiente. Ed è su queste prerogative che la presidente intende dirigere l’attività dell’associazione per l’anno in corso ed in futuro.

Palazzo Petrucci un anno dopo

Pubblicato da aisnapoli il 26 - marzo - 2010Versione PDF

Di Adele Chiagano (Testo e Foto)
L’atmosfera è rilassata, dieci amici si danno appuntamento nel cuore del centro storico di Napoli, la città dalla bellezza pornografica (come la definì una volta un caro amico) dai mille colori e dalle mille chiese che pullula di gente come di vicoli, in Piazza San Domenico Maggiore, una delle più caratteristiche piazze della città, circondata da bellissimi palazzi nobiliari, che di giorno gode dell’andirivieni di studenti e professori universitari e di una miriade di altre persone.
Il ristorante, per chi non ci fosse mai stato, accoglie piacevolmente i suoi ospiti con un’eleganza minimal ma calda: è tutto ben curato, dall’allestimento in tavola ai particolari, al colore delle pareti spoglie, ma in linea con l’arredamento sobrio del luogo sino alla cucina a vista. Le aspettative per chi come me, ci ritornava dopo la stella Michelin, erano alte, ma sono state ben ripagate, oltre che dalla conferma delle doti di Lino Scarallo chef del ristorante, dalle novità che abbiamo riscontrato.
La presenza in sala di Ciro Potenza, giovane sommelier, un servizio sempre più attento, i lavori in via di compimento della futura cantina all’interno del palazzo nelle sale che un tempo erano destinate alle stalle e alla quale si accederà attraverso l’ampio cortile comunicante, le stanze ormai funzionanti per gli ospiti che vogliono trattenersi per la notte e la splendida notizia della ormai prossima inaugurazione, prevista con l’arrivo della primavera, della terrazza panoramica. Non è fantastico avere la possibilità di gustare piatti freddi su comode poltroncine ammirando la bellezza, tutta, dominandola dall’alto, della suggestiva piazza?
E lo chef?A un anno dalla fatidica stella, annunciata all’epoca della sua esperienza avellinese al ristorante La Maschera e ottenuta qui a Napoli, la sua città d’origine, dimostra di avere un’unica e grande dote: saper approfittare dei riconoscimenti ottenuti per crescere e migliorare. Appassionato come sempre e rispettoso del suo lavoro, a dispetto di alcuni suoi colleghi, non si è fatto sopraffare dal clamore del successo, ma ha continuato ad andare avanti con l’umiltà che lo contraddistingue. Il buon Lino non perde occasione per parlar bene dei suoi colleghi, ha sempre una parola affettuosa per ognuno senza celare una candida tenerezza anche verso chi ultimamente sembra, invece, aver preso delle belle sviste. E’ evidente la sua ritrosia ai complimenti come alle fotografie al pari della voglia di crescere sempre e di più nell’avventura napoletana, manifestando un autentico interesse per i nuovi progetti e un’invidiabile complicità mista a rispetto nei confronti del suo patron, l’imprenditore Edoardo Trotta.
In cucina ha mantenuto il suo standard qualitativo ed è riuscito ad elargire ai suoi piatti un maggiore equilibrio nel gioco dei contrasti e delle consistenze, nella scelta delle materie prime alla ricerca dei sapori del passato affinati dall’eleganza del presente. Si confermano alcuni piatti che possiamo definire ormai un cult, come la lasagnetta di mozzarella di bufala campana e crudo di gamberi su salsa di cavolo broccolo, dove la dolcezza dei gamberi crudi ben si sposa con la sapidità e la consistenza della mozzarella di bufala, un connubio per me disarmante per quanto riuscito (nonostante qualcuno ultimamente disapprovi l’abbinamento crostacei/latticini.
Sempre più gradita la scelta di inserire le zuppe nel menù degustazione per spezzare la nostra tradizionale propensione alla pasta che quasi sempre, se non giustamente equilibrata e bilanciata, è causa di appesantimento nel percorso gustativo. Ottima, infatti, la zuppetta di cipolle gialle napoletane profumata all’alloro con uovo e pecorino di Carmasciano stagionato in grotte, dagli odori coinvolgenti tra sussurri di alloro e chiodi di garofano, la cui dolcezza accentuata dall’incontro con l’uovo cotto a bassa temperatura viene mitigata dal Carmasciano che le rende la giusta sapidità. Perfetta la cottura, sempre a bassa temperatura, della guancia di vitello, con puntarelle (divine), pomodori confit e maruzzielli mentre la classe dello chef viene premiata dal trancio di pesce stella con insalatina di finocchio su salsa d’arancia: l’elogio dell’essenziale. La cottura (stavolta in sottovuoto) è a dir poco sublime tale da mantenere il cuore del trancio tenero e l’esterno più consistente e capace di far apprezzare il sapore del pesce nella sua totalità. Gradevolissima l’insalatina di finocchio con, alleluia, agrumi dosati sapientemente in modo da non coprire i sapori ma utili solo a chiudere il piatto con la giusta dose di freschezza. Un super cult, per concludere, con la stratificazione di pastiera che ci auguriamo non abbandoni mai la carta dei dolci del ristorante.
Carta dei vini arricchita rispetto alla nostra ultima visita, ma si può sempre migliorare soprattutto con qualche scelta fuori dai soliti schemi ed un’appropriata proposta al bicchiere.
Unico neo della serata (ma ahimè la nostra ultima visita è capitata di sabato e, come scritto prima, eravamo in dieci) il menù unico per tutti i componenti del tavolo, con opzione di scelta solo tra due secondi e due dessert, mentre una grande nota di merito è non aver gonfiato i prezzi del menù degustazione, come spesso succede. Gran bella esperienza, vale il viaggio per chi non è di Napoli e il ritorno per chi manca da parecchio, a me non resta che testare le nuove poltroncine per godere il risveglio della primavera dalla nuova postazione all’aperto!

Giornata di esame per i neo-patentati ANAG

Pubblicato da aisnapoli il 26 - marzo - 2010Versione PDF

 Di Anna Ciotola (Testo e Foto)

Giornata di esame per i neo-patentati della Sezione ANAG di Avellino. Si è concluso il secondo livello ANAG con un corso Master (La Regionalità della Campania) diretto dal Presidente Nazionale Silvano Facchinetti che da anni attraverso l’ANAG Associazione degli Assaggiatori di grappa e acquavite si adopera per valorizzare questo prodotto tipicamente italiano.Presso la distilleria Antonellis di Avellino, approfittando di una distillazione in atto il Presidente ha illustrato in modo esaustivo sia le caratteristiche dell’impianto che le varie fasi della produzione.Il Presidente ha inoltre evidenziato quanto sia importante il ruolo degli esperti assaggiatori di grappa e acquaviti che oltre a divulgare l’apprendimento dell’arte dell’assaggio , promuove iniziative per incrementarne e valorizzarne l a qualità e la tipicità , soddisfacendo i gusti che richiede il mercato.Dopo la visita studio in distilleria il presidente e il gruppo hanno pranzato da Mattia – Masserie del nonnoconcludendo cosi la giornata con la degustazione di 4 grappe tipiche della nostra regione.

Sommelier in Action: Una giornata a Villa Nozzole

Pubblicato da aisnapoli il 26 - marzo - 2010Versione PDF

 Di Enrico Nugnes

Appuntamento alle 6 precise, Lino scende alle 6:30, veloce rimprovero, non c’e’ tempo, punto il navigatore: Greve in chianti, via Nozzole, si parte.Siamo di ottimo umore nonostante la (mia) levataccia l’autostrada scorre tranquilla, cappuccino e sigaretta, caffè e sigaretta, sigaretta, Lino fuma io guido.Usciamo dall’autostrada e dopo qualche curva quello che immaginavamo è sotto i nostri occhi: colline, vigne, boschi, ancora colline ulivi e vigne. Non c’e’ un ettaro che non sia coltivato a vigna o a ulivo, notiamo qualche forzatura: qualche vigna (a nostro modestissimo parere) dove sarebbe meglio non fosse allevata.

La strada sale, superiamo pensionati ciclisti, gli autovelox ci minacciano, le curve ci cullano e Lino mi dorme pacioso.

Avete raggiunto la vostra destinazione” gracchia il dannato navigatore, siamo in mezzo alle vigne, bello! Ma Villa Nozzole non si vede manco in lontananza. Continuiamo a salire, vigne, ulivi, e i boschi che ci raccontano di chi ci ha preceduto e che sapeva che l’uva non cresce bene dappertutto.
La strada si stringe e perde l’asfalto, ora è bianca e la polvere ci segue.

Finalmente un’indicazione, ci siamo…. a destra poi a sinistra e poi: la mitica Villa Nozzole di Tenuta Folonari dove (grazie agli acquisti della Cantina dell’Abbazia) siamo invitati ad una degustazione di Armagnac Marquis de Montesquiou.

Siamo accolti dal maggiordomo (!) in livrea bianca che ci mostra la stanza dove potremo pernottare e poi ci accompagna in un salottino, dove si potrebbe tranquillamente organizzare una coppa Davis. Insieme ad altri ristoratori scambiamo i convenevoli. L’atmosfera, nonostante Villa del ’400, maggiordomo e camerieri in livrea, è rilassata: siamo tutti un po’ amici…

Poi ci invitano fuori per l’aperitivo, usciamo, il giardino è a strapiombo sulle vigne, siamo circondati da colline e vigne: “io da qui non me ne vado più”, mentre formulo questa idiozia di pensiero qualcuno mi porge il primo calice della giornata è il Cabreo La Pietra 2007 uno Chardonnay in purezza con una bella nota minerale e una bocca che non puoi confondere con altri vitigni è chiaro che strizza l’occhio agli Chablis.
Mentre il cameriere affetta a mano Jambon Serrano e il Parmigiano ci invita a nozze continuiamo a bere e a bearci di quello che vediamo, sarà il Cabreo La Pietra ma a noi pare di stare in alto, molto in alto, quasi lassù.
Poi il pranzo, a tavola ci raggiunge Marco Sabellico, al fianco di Lino siede Messieur Bruno Gazaniol (President Directeur Général di Marquis de Montesquiou) che dopo guiderà la degustazione di Armagnac e … non credo alle mie orecchie Lino chiacchiera amabilmente in inglese con Messieur Bruno con un leggero disappunto del Dott. Folonari che non riesce ad inserirsi nella serrata discussione…

Nei due calici vengono versati Chianti Classico 2007 e Cabreo il Borgo 2006 mentre alla ribollita succede un arrosto di Chianina (praticamente un costato intero), cantucci e poi il primo Armagnac, il VSOP e poi subito un “ohhhhh” in mezzo a quel fior fiore di esperti degustatori, ristoratori e giornalisti Messieur Bruno intinge il cantuccio nell’Armagnac: SACRILEGIO!

Poi ci si sposta (toscaneggio) nella sala degustazione, tutti gli Armagnac sono già versati e la sala (quadratura da campo di calcetto) è piacevolmente satura dei profumi che salgono dai calici, da non credere…..

Eh si è dura, ricapitoliamo: aperitivo un tre calici di Chardonnay, a tavola tre/quattro calici di Sangiovese e davanti alle nostre postazioni 6 calici di Armagnac… è dura ma noi siamo durissimi e andiamo avanti.
Le President Directeur Général tradotto da un graziosa ragazza con inflessioni tosco/francesi ci esalta le proprietà organolettiche degli Armagnac Millésime 1904, Millésime 1914, Millésime 1934, Millésime 1973, Louis I (assemblaggio dei migliori millesimi del XX secolo) e Pier De Motesquiou Conte D’Artagnan (assemblaggio dei migliori millesimi dal 1865 al 1974).
Bevo tutto, non posso farne a meno, tutto.

Io e Lino a questo punto siamo in balia degli eventi, ci propongono la visita in cantina e noi: “siiiii”. La barricaia e immensa, mai vista una cosa simile, in un’altra sala altrettanto immensa ci sono le bottiglie in evoluzione e le bottiglie degli anni precedenti: “chiudete: dormiamo qui!”.
Sono le 18:00 andiamo a rinfrescarci in camera, ci si vede alle 19 per l’aperitivo e poi la cena.
Sono le 20:00 e da qualche minuto bussano alla porta: sono già tutti giù in salotto a bere l’aperitivo, stavolta Champagne!
Ci scusiamo, beviamo an flute de Champagne e poi tutti in macchina, destinazione: la macelleria di Dario Cecchini o più precisamente l’ Officina della carne.

L’Officina ha un tavolo centrale lunghissimo per quasi tutti gli avventori e un tavolo laterale. Al lato della tavolata c’e’ la brace dove l’istrionico Cecchini dagli occhi luciferini dopo averci servito un pinzimonio (sedano, finocchio e carote) cuoce in successione la Panzanese, la Costata e la Fiorentina e guai a chiamarle bistecche: ti caccia dal locale e non è un eufemismo. Poi ci spiega che utilizza carne spagnola che risulta ugualmente saporita ma più leggera della Chianina (non posso che dargli ragione). Tra una portata e l’altra fagioli all’occhiello. Del resto della serata ricordo poco: vagamente un Chianti Classico, un Nobile di Montepulciano, un Brunello di Montalcino, Cecchini che declama “To beef or not to beef”, le foto di Lino con Cecchini, un ristoratore altoatesino che mi diceva cose incomprensibili…. poi la macchina che scivolava nel buio tra le stelle e al termine una stella che si spegne contemporaneamente alla voce di Lino: “Errì buonanotte”.

alimentaria-2010.jpgL’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania attraverso i Settori SIRCA e TAPA CEPICA di Napoli, parteciperà  ad  ALIMENTARIA  in  programma  a  Barcellona  dal 22  al 26 marzo 2010.La manifestazione rappresenta una delle fiere agroalimentari strategiche a livello internazionale, contando circa  5.000 aziende leader nella produzione e distribuzione degli alimenti e delle bevande e 150.000 visitatori professionisti provenienti dai cinque continenti, la mostra si prepara ad essere ancora una volta uno scenario economico internazionale per gli operatori del settore agroalimentare. La Regione Campania parteciperà all’edizione 2010   presentando l’intera gamma delle produzioni tipiche e a marchio regionale.Durante la prossima edizione, la diciottesima, Alimentaria tornerà a essere la fiera spagnola più importante del settore, un autentico manifesto a favore dei marchi e della loro qualità. Aspetto inedito sarà lo svolgimento di tutte le manifestazioni di Alimentaria all’interno del parco espositivo Gran Vía de Fira de Barcelona. Alimentaria 2010 concentrerà le proprie attività e tutta l’offerta commerciale nei padiglioni del parco espositivo a disposizione, tenendo in considerazione la “rinnovata richiesta degli espositori e dei visitatori, e assumendo una prospettiva realista adeguata alla congiuntura economica attuale” spiega J. Antonio Valls, direttore del salone e direttore generale aggiunto dell’Organizzazione Alimentaria Exhibitions. L’apertura all’estero si dimostra imprescindibile per contrastare gli effetti della crisi economica e per garantire una posizione salda all’industria agroalimentare spagnola, con un mercato interno maturo e consolidato. E proprio a questo scopo Alimentaria sta portando avanti un piano di promozione ambizioso ed efficace.
Fonte: Gdoweek.it

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 15 gen 2012 al 15 ott 2013 alle ore:

      Aspiranti vigneron alla riscossa! Sei Incontri in vigna con l'Ais Napoli

      Mancano: 00:00 ore.
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    • dal 27 feb 2012 al 27 feb 2012 alle ore:20:00

      Corso di Primo Livello Sommelier con l'AIS Napoli. Si parte il 27 Febbraio

      Mancano: 4 giorni e 14:04 ore.
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    • dal 01 mar 2012 al 15 mar 2012 alle ore:20:00

      Barolo e Barbaresco a Napoli con Masnaghetti e i Cru di Enogea

      Mancano: 7 giorni e 14:04 ore.
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