Archivio del mese di maggio, 2010
Ais Campania TV: Speciale Vitigno Italia 2010 prima parte
AnarcoDegustazioni…si parte con i racconti!
Di Claudio Tenuta
Qui la Premessa…
La porta si apre ed ecco il primo ospite-anarchico, è una new entry: il passional luca, un amico conosciuto in tante degustazioni. Alla spicciolata si compone il gruppo massonico della serata, ognuno entra con entrambe le mani occupate: una bottiglia più un manicaretto.Lo snack è ormai ricco non solo di bicchieri ma anche delle compagne bottiglie e già Fosca, Lucio e Salvatore sono alle prese con la scaletta.Mentre aspettiamo Titti e Virna qualcuno scalpita: “allora si inizia?”
Per dare un minimo di scientificità all’anarchia del bere e del mangiare ci sediamo al tavolo, il citofono suona: “sono arrivate!”Saluti di rito e si apre con Astro di Cantina degli Astroni una Falanghina metodo Charmat abbinata alla pizza rustica egregiamente eseguita dalla moglie di Luca. Abbinamento perfetto: la dolcezza della pasta frolla e della ricotta in contrapposizione alla pulizia delle bollicine e alla sapidità dei Campi Flegrei insieme a serbevolezza e fragranza, un’ottima scoperta per tanti, invece di un anonimo Valdobbiadene o un costoso Cartizze.Si passa al Rubinrosa vino fiore da uve Aglianico di Paternoster del ’68, l’anno di nascita di Lucio, si tratta di un rosato con naso ossidato ma non sgradevole e bocca magra ma non privo di acidità e sapidità, un bicchiere didattico! E’ l’ora delle risate nel confronto tra lo stato evolutivo del vino e quello di Lucio e Salvatore che non risparmia fendenti!E’ la volta del Roero Arneis 09 di Bruno Giacosa su gratin di finocchi preparato da Gaia, quest’ultima è stata in grado di stemperare il sapore forte dei finocchi e l’Arneis è sconvolgentemente sapido, tagliente nella freschezza, con profumi netti di fiori e di frutta fresca. Il vino ha colpito positivamente tutti, tanto da spingere qualcuno all’abbinamento con la parmigiana di melenzane ma mi sembra onestamente troppo, l’accoppiata perfetta è col roast-beef agli agrumi e carote preparato da Teresa, una finezza!
Bussa la porta è l’ultimo componente, Marilena, molto anarchica e in evoluzione enoica.Si stappa Agnanum Per e Palumm 08, colore impenetrabiile, rubino-violaceo, fragrante di frutta, morbida tannicità, con alcol misurato, un bel vino che non disdegnerebbe in nessuna cena tra amici, molti sostengono che l’azienda sta facendo passi da gigante, a me viene in mente la Falanghina e concordo.Entra in gioco la Sicilia o meglio l’Etna con Terre di Trente Nerello Mascalese 06, colore granato, naso aristocratico e lavico , evoluzione olfattiva data più dal vitigno che dal suo affinamento, al gusto è minerale, di grande beva e buona persistenza, un’altra piacevole scoperta anche se difficile da reperire.
E’ l’ora del Carpino Garda Merlot 05 dell’A.A. Ricchi, tutti pensiamo all’internazionale di taglio moderno e non veniamo smentiti: colore concentrato, profumi di vaniglia e tabacco, bocca rotonda ma non stucchevole, forse con poca anima ma anche di semplice abbinamento a tavola, non disdegna infatti un’arista di maiale con patate al rosmarino.
Quando entra in scena il Sagrantino di Montefalco 06 di Lungarotti, Rino trema per i ricordi dei bicchieri bevuti al Sagrantino Day, vini maledettamente ruvidi e difficili da deglutire, invece ci troviamo di fronte ad un prodotto di generosa alcolicità, ricco di sensazioni fruttate miscelate a sentori terziari di evoluzioni e con tannino perfettamente levigato, la parmiggiana di melenzane molto untuosa non cercava compagno migliore, Fosca taglia corto: “il vino è ben fatto ma non dà emozioni!”Sono le 23,00 e si toglie il cappotto un Barolo ’86 di Cordero di Montezemolo servito in decanter per la rottura del tappo e per la presenza di particelle in sospensione, il colore è mattone, il naso è non immediatamente piacevole e concentrato su sensazioni di sottobosco che virano con l’ossigenazione verso note più gradevoli di cioccolato, in bocca si esprime meglio ma di scarsa PAI, da riprovare forse con qualche anno in meno. E’ l’ora della filosofia: si discute sulla vita media di un buon Barolo ma non se ne esce.Si ritorna al Sud col Patriglione ’96 di Taurino, Negroamaro surmaturo affinato in legno grande, un vino complesso, persistente, emozionante e per niente pesante, anzi godibile fino all’ultimo sorso se non fosse per il prezzo, subito verificato sulla guida AIS, che lo rendono troppo esoso.Si giunge al Sessantanni ’06 Primitivo di Manduria di Feudi S. Marzano e si mette al centro tavola una Toma Piemontese affinata in foglie di tabacco con miele di millefiori biologico provenienza Asiago entrambi portati da Titti che parla poco ma sceglie sempre prodotti di grande carattere nell’enoteca Di Leva.Il vino è un vinone: rubino-violaceo, profumi inebrianti di frutta in confettura e fiori essiccati e con l’affinamento in legno il tutto si fonde e diventa masticabile, tannini rotondi e altissima persistenza, un prodotto da godere nelle fredde serate invernali magari davanti a un polposo arrosto o a un agnello in riduzione dello stesso Negroamaro.Per finire il dolce di Fosca: torta al cioccolato inframezzato di amarene e panna che fà da traino al bianco da uve surmature di Giardini Arimei un blend di varieta autoctone Ischitane delicatamente dolce con spiccate note erbacee, mi ricorda il Nasco di Sardegna, si abbina una favola alla Toma Piemontese ma anche col Partagas Short Corona non è stato niente male!Ormai si è superata la mezzanotte e tutti ci salutiamo aspettando un prossimo incontro.
Dagli spaghetti alle zuppe, lo stop alle telline mette a rischio un milione di piatti
(Bad) News…reduce dalla tradizionale (e forse ultima) frittura di paranza domenicale…Sigh! (T.L.)
Roma, 30 mag. (Adnkronos) – Lo stop alle telline mette a rischio oltre un milione di piatti, dagli spaghetti alle zuppe, serviti ogni anno con il gustoso mollusco nelle case e nei ristoranti soprattutto nel Lazio, ma anche in Puglia, Campania ed in altre regioni. E’ quanto stima la Coldiretti in riferimento all’entrata in vigore del Regolamento comunitario Mediterraneo che introduce dal primo giugno nuove norme per la pesca che di fatto rischiano di far sparire dalle tavole degli italiani le telline, tutelate e festeggiate con sagre nel litorale romano, ma anche i cannolicchi ed altri pesci. Si tratta degli effetti delle nuove norme che -precisa la Coldiretti- prevedono tra l’altro distanze per la pesca dalla costa a non meno di 1,5 miglia per le reti gettate sotto costa, che diventano 0,3 per le draghe usate per la cattura dei bivalvi, impedendo di fatto la raccolta di telline e cannolicchi. E’ importante l’avvio della procedura comunitaria per la richiesta di una deroga per salvare una tradizione gastronomica nazionale molto radicata, evitare gravi perdite economiche ai circa 1000 pescherecci coinvolti dove trovano possibilità di lavoro circa tremila persone, per i quali vanno individuate misure adeguate. Le nuove norme peraltro, riducendo la produzione nazionale rischiano – continua la Coldiretti – di aggravare la già pesante dipendenza italiana dall’estero da dove arriva ogni anno circa il 60 per cento del pesce consumato a livello nazionale. La Coldiretti ha recentemente ampliato il proprio ambito di rappresentanza delle imprese singole e associate al settore della pesca e dell’acquacoltura attraverso la costituzione di ”Impresa Pesca” (Associazione Nazionale della Pesca e dell’Acquacoltura) che fara’ da punto di riferimento per le imprese singole in sinergia con l’Unci Pesca che tutela gli interessi delle cooperative di settore. Dura la reazione della senatrice della Lega Nord, vicesindaco di Lampedusa con delega alla pesca, Angela Maraventano. ‘I nostri marinai e pescatori chi li sfamerà la Comunità Europea? – chiede -. Con tutta la disoccupazione che abbiamo, ci vuole pure il settore pesca. Ma cosa si sono messi in testa a Bruxelles, la colla di pesce?”. Maraventano, figlia di pescatori, ritiene che il divieto di pesca dell’Ue di calamaretti, seppioline, moscardini, lattarini, telline e bianchetti per tutelare i pesci grossi del Mediterraneo ”servirà solo a dare il colpo di grazia alla nostra economia marinara, basata anche sulla pesca di queste specie che hanno fatto della ristorazione italiana nel mondo un must di prelibatezza”. Ristoratori preoccupati, da Roma a Napoli, per il nuovo regolamento comunitario. ”Se entrerà in vigore saremo costretti a cambiare il nostro menu - dice all’Adnkronos Monica Spalletta, chef di ‘Mastino’, storico ristorante romano di Fregene -. I nostri clienti sono preoccupati, non potranno più gustare piatti della tradizione come le bruschette o gli spaghetti con le telline, frutti di mare tipici della costa laziale”. Più cauto il titolare di ‘Giuseppone a Mare’, lo storico ristorante partenopeo a Marechiaro. ”Stiamo cercando di capire bene di cosa si tratta e quali pesci effettivamente non potranno più essere pescati - dice il titolare, Silvio Della Notte – Il problema maggiore riguarderà i cosiddetti ‘cicinielli’, che fanno parte della nostra tradizione culinaria e che saranno quelli che mancheranno di piu’ ai clienti”.”Noi siamo pronti a variare il nostro menu, anche se dispiace per i clienti – conclude -. La sconfitta più grande sarebbe se dovessimo finire per lavorare solo con prodotti allevati”.
Fonte: Adnkronos
Al via Radici 2010 Festival dei vitigni autoctoni
6-7-8 giugno 2010 a Monopoli
Al via Radici Festival dei Vitigni Autoctoni
Cinque anni di attività dedicate a promuovere vini e territori
Anche quest’anno tutto è pronto per dare il via alla quinta edizione di RADICI – Festival dei vini da vitigni autoctoni che si terrà dal 6 all’8 giugno 2010 presso il R&C Il Melograno di Monopoli, organizzato dall’Associazione ProPapilla e sotto l’egida degli Assessorati alle Polite Agricole e al Turismo della Regione Puglia.Tre giorni di intensa attività dedicati ad incontrare, conoscere, esplorare, degustare, valutare l’entusiasmante Puglia vitivinicola, quella che ha scommesso sul carattere dei suoi inconfondibili terroir, della sua cultura e dei suoi vitigni. 100 cantine confermano l’adesione al concorso e affidano oltre 160 etichette alle valutazioni delle due giurie internazionali, degli Esperti e degli Appassionati e al competente e selezionato pubblico che parteciperà al Congresso finale, martedì 8 giugno. I giurati, giornalisti e opinion maker provenienti da Europa, Stati Uniti e Giappone, saranno impegnati anche nella conoscenza diretta dei territori, oltre che in esperienze di approfondimento sulla storia dei vitigni e la loro evoluzione attraverso verticali in cantina.“Il Festival Radici è la punta scintillante di un grande iceberg fatto di meticoloso lavoro che dura tutto l’anno, mai banale, per cercare o realizzare gli eventi e creare le migliori opportunità per promuovere e valorizzare i vini pugliesi in Italia e presso i mercati esteri più attenti alle esperienze del buon vino e del buon cibo”, dicono gli organizzatori Nicola Campanile, Pasquale Porcelli ed Enzo Scivetti.Lo sostiene anche Dario Stefàno, Assessore alle Politiche Agricole della Regione Puglia, che non fa mancare la sua partecipazione alle iniziative organizzate sotto le insegne di Radici e che interverrà durante il Congresso conclusivo: “E’ fondamentale nutrire il dibattito, alimentare il confronto fra i produttori, estenderlo a realtà oltre regione per condividere esperienze e rafforzare le singole identità/autenticità. Noi abbiamo un’anima da difendere, fatta di piccole e varie produzioni. Non possiamo disperdere il senso della nostra viticoltura per inseguire solo le grandi quantità. Dobbiamo imparare a fare sistema, a rendere riconoscibile il brand Puglia sotto cui si racchiudono ricchezza e diversità di prodotti con antiche origini e moderne sensibilità. Gli eventi di Radici perseguono questa mission”. Insieme a Stefàno contribuiranno al dibattito sul tema del “Branding territoriale” anche Marina Cvetic Masciarelli e Santi Planeta, che hanno reso riconoscibili nel mondo, rispettivamente, i vini abruzzesi e quelli siciliani. Attese anche le impressioni sul Festival da parte dei produttori pugliesi.I vini iscritti al Concorso saranno recensiti, da esperti ed appassionati, ed inseriti nel volume edito in italiano ed inglese: Radici Wines – Guide on Apulia wines for experts and wine lovers, inoltre, saranno presto protagonisti dell’importante borsa commerciale del World Wine Meetings di Chicago, dall’11 al 13 giugno, per proseguire con la partecipazione al Summer Fancy Food di New York e ad altre importanti manifestazioni internazionali
I Sangiovese dimenticati…in slideshow
5-6 Giugno, Il diVINO FORMAGGIO:Onaf Napoli in collaborazione con Ais Napoli all’Hotel Oriente
IL diVINO FORMAGGIO si terrà i giorni sabato 5 e domenica e 6 giugno, seguendo questo programma:
GRAND HOTEL ORIENTE
via Armando Diaz n.44 Napoli
Sabato 5 giugno
Ore 17: presentazione dell’evento
Ore 18: degustazione guidata di formaggi e salumi campani in abbinamento a vini piemontesi
Ore 19: seminario sulla mozzarella d.o.p.
Le 3 regioni a confronto: Lazio, Campania e Puglia (su prenotazione).
Ore 20: degustazione di formaggi Siciliani abbinati a grappe (a cura di ONAF e AIS).
Ore 21: buffet di chiusura con prodotti tipici campani.
Il buffet sarà allietato dall’esibizione di un gruppo di danze popolari che coinvolgeranno i presenti in tammurriate, pizziche e tarantelle.
Domenica 6 giugno
Ore 18: I prodotti d.o.p. piemontesi. Degustazioni di formaggi Castelmagno, Bra, Raschera e Robiola di Roccaverano (a cura delll’ONAF).
Ore 19: Erborinati a confronto, abbinati a vini passiti; degustazione di salumi campani
Ore 20: Il conciato romano: Storia, tecnica di produzione e degustazione (a cura dell’ONAF).
ore 21: Buffet di chiusura con dolci tipici napoletani e bollicine piemontesi.
Nel corso della serata di domenica sarà organizzata, per i soci ONAF, una gara di conoscenza del gusto di alcuni formaggi Italiani. Il vincitore avrà in premio un provolone del monaco d.o.p. L’evento IL diVINO FORMAGGIO è aperto a tutti.Il prezzo di partecipazione è di € 20 a serata e di € 35 per entrambe. I soci ONAF e AIS in regola con l’iscrizione 2010 pagheranno € 20 per entrambe le serate. Per informazioni e prenotazioni (sempre gradite!), contattare il Segretariodella Delegazione, Salvatore Varrella, al numero di cellulare 329 2040 760 o all’indirizzo di posta elettronica salvatore.varrella@libero.it ; oppure ancora presso La Stanza del Gusto, tel. 081 40 15 78, info@lastanzadelgusto.com
Le notti della Falanghina…gli chef!
LE NOTTI DELLA FALANGHINA
Dolce o salato ma sempre Falanghina!
Giovedi’ 3 giugno dalle ore 20:30 in poi
Degustazioni guidate a cura degli chef, con abbinamenti piatti-vini.
Salvatore Accietto e Alessandro Russo del Ristorante Le Tre Arcate di Piano di Sorrento (Na)
Francesco e Giuseppe D’Errico de La Locanda del Mare di Paestum (Sa)
Giuseppe Ruotolo del Ristorante L’Accartocciato di Cava dei Tirreni (Sa)
Giuseppe Francese della Cucina Antichi Sapori di Tramonti (Sa)
Ingresso solo su prenotazione con numero limitato di posti, il costo a persona per le degustazioni dei quattro chef è di 20,00 euro (scrivere a comunica@lafabbricadeisapori.it indicando nome, cognome e recapito telefonico e attendere e-mail di conferma – info: 347 4689312).
Venerdi 4 Giugno dalle ore 20:30 in poi
Degustazioni guidate a cura degli chef, con abbinamenti piatti-vini.
Nando Melileo del Ristorante La Cantinella sul Mare di Villammare di Vibonati (Sa)
Tommaso Di Meo dell’Osteria Abraxas di Pozzuoli (Na)
Matteo Ragone del Ristorante Del Golfo di Salerno
Pasquale Torrente del Ristorante Al Convento di Cetara (Sa)
Ingresso solo su prenotazione con numero limitato di posti, il costo a persona per le degustazioni dei quattro chef è di 20,00 euro (scrivere a comunica@lafabbricadeisapori.it indicando nome, cognome e recapito telefonico e attendere e-mail di conferma – info: 347 4689312).
Dinner da…Marennà with Chef Paolo Barrale
Di Karen Phillips (testo e foto)
Thursday May 27. Around 6:30 pm. Paolo Barrale leisurely walks into Feudi di San Gregorio’s waiting room. I, along with my friend, Kate, have an informal appointment with the chef. Una chiacchierata, a little bit of conversation with him, about him, Marennà, (Feudi’s Michelin rated restaurant), and food in general. I had been looking forward to this appointment for some time. Besides being a big fan of Feudi di San Gregorio, I have also been following Paolo’s career. Paolo Barrale, 36years old, Sicilian and Ligurian, has been ‘in the biz’ since he was about 14 years old. Helping out with his family’s pasta making business, then la scuola alberghiera (cooking/hotel school), various trattorias, hotels and resorts. Eventually hooking up with the acclaimed Chef Heinz Beck of La Pergola, l’Altro Mastai in Rome, and La Torre del Saracino in Vico Equense. The last five years, he has called Marennà home.Paolo showed us around his ‘home’ instantly making us feel welcome. From the terrace of Marenna’s restaurant, we looked down on an immaculately kept herb garden. A chef’s dream with lavender, 2 types of sage, 2 types of rosemary, mint (wild and ‘domestic), blueberries, lavender, and spring onions to name a few. He pointed out the rosebushes, mentioning that this was the best time of the year to witness them in bloom.We chatted about a wide variety of topics…from a recent street fair in Vico Equense where he prepared a delicious brioche with mandarin ice cream topped with mascarpone, to his love for quality products. And here we go…Paolo loves using local products. The prosciuttos, cheeses and salamis…local. The bread, cotto a legno…local. Fresh vegetables, meats, you name it,all have strong ties to the local community. And with these products, Chef Paolo and his kitchen staff (about 10) perform their perfect little miracles.Kate and I were introduced to the dining room staff headed by sommelier Angelo Nudo who, along with Mario Ferrante, treated us to an appertivo with DUBL, a spumante made with Greco di Tufo. We enjoyed lightly aged pecorino cheese and salami before Mario led us down to a visit in the cantina. Here order is the name of the game. Classical music accompanied our tour, relaxing the wine, and ourselves as well. A passaggiata among the wine barrels and spumante bottles. Aglianicos aging, waiting to see what their next phase will be —bottle or hang out a while longer and become a Taurasi DOCG. Spumantis-Greco di Tufo, Aglianico rosè, and Falanghina also awaiting ‘the next stage’. Back upstairs, time for dinner.We began with a ‘potato cappuccino’ made with mushrooms and truffles.A variety of breads; plain, with black olives, dried tomatoes, and chicory sat beside our plate. I tried the offering with the pomodorini secchi, dipped in a little olive oil….buono.Then another plate joined us. Baccalà on creamy caprino cheese, lemon peas, topped with a pea foam, lavender, and saffron. This one -a beauty to look at. I loved the presentation of all the dishes, actually, and before ‘digging in’, I would look at each dish, take a photo, perform a mini visual examination. Accompaniment-DUBL Greco di Tufo.Two first courses-Fettuccelle with saffron, toasted pine nuts, fennel, and anchovies. Next, tortelli stuffed with polenta, topped with fresh asparagus and truffles. With these dishes, Angelo brought out Feudi di San Gregorio’s newest Falanghina, Serrocielo 2009. Fresh, smooth, with a light aroma of white flowers and fruit.The next dish was a pleasure to observe…examine… look at from all angles. A mini tower of pork and pancetta with a lemon marmalade. Beside it on the dish were spring onions. Great flavor; a combination of crispy/croccante while tender/moist. Perfect. For this dish, a red was needed and a red was given. Piano di Montevergine Taurasi DOCG 2002. Smooth, balanced tannins. Aromas of red fruits such as plums and black cherries made this wine made with my Aglianico a perfect match.From time to time, I would observe Paolo and his staff through the large glass windows that enclosed his immaculate kitchen. He always seemed calm, serene, composed. Every now and then we would exchange a smile, but then he was back to work. His team worked very well together, an obvious demonstration of his leadership as a chef.Our desserts came, and yes, my eyes were bigger than my stomach. Kate and I were served a dish of Schiuma di latte, topped with passion fruit ice cream and white chocolate. Visually it was divertente, because it resembled a dish of bacon and eggs. Afterwards, pistachio ice cream on a warm, creamy hazelnut/chocolate pie and various mini pastries. Two shot glasses of latte di buffalo and a sweet wine Privilegio 2007 helped us relax as the meal came to an end.Meal over, un caffè with Paolo where I was able to express my appreciation for the entire evening. I stated how I was impressed how his sleekly designed restaurant, with excellent gourmet dishes, made me feel at home. From the attention to detail in the kitchen to the friendliness of the staff…Paolo’s response was that many of his clients come a long way to have a meal at Marennà…it is their pleasure to make their guests feel comfortable and appreciated. And they did…and we did…In fact, I am looking forward to the summer when Paolo will have cooking classes in Feudi’s Japanese garden. Or who knows? Maybe bump into him in Naples…
Now that would be nice…
Marennà
Località Cerza Grossa
83050 Sorbo Serpico (Avellino)
Open for lunch and dinner Wednesday through Saturday. Lunch only on Sunday.
To make a reservation, call 0825-986666 – 348.3639531.










