Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Archivio del mese di novembre, 2010

Gran fermento a Radici Wines Experience

Pubblicato da aisnapoli il 23 - novembre - 2010Versione PDF

Grande fermento a Radici Wines Experience

Cala il sipario sul tradizionale appuntamento enogastronomico tra gli applausi convinti dei partecipanti.

I riflettori, ora, si accendono sul comune progetto futuro degli addetti ai lavori: Radici del Sud 2011.

Oltre 500, tra visitatori e operatori del settore, sia locali che internazionali, hanno condiviso il clima di appassionato entusiasmo che l’evento ogni anno è in grado di suscitare. Sotto l’egida della Regione Puglia, degli Assessorati al Turismo e alle Politiche Agricole nonchè dell’APT – Bari, l’Associazione ProPapilla, nella persona del suo presidente, Nicola Campanile, ha presentato le coinvolgenti iniziative in programma nella giornata che ha concluso la manifestazione.

La verticale comparativa ha registrato il tutto esaurito e ha offerto importanti spunti di confronto  circa i vini tradizionali del Sud.

Molto apprezzate le tre guide bilingui che sono state illustrate sottolineando con forza la funzione che si ripropongono di promuovere anche all’estero i territori e i sapori unici della Puglia. Assoluta novità Pizzaviaggiando, alla prima edizione, che ha premiato le eccellenze del comparto delle pizzerie: Le Vecchie Cantine di Taranto, Bella Napoli di Cerignola e Il Borbone di Gioia del Colle.

A seguire è stata la volta di Dolce Guida – Percorsi enogastronomici di Puglia e dintorni; l’ottava edizione, presentata da Vincenzo Rizzi e Nicola Campanile, ha premiato, nelle varie categorie, chef ed operatori che quest’anno si sono distinti meritando la speciale menzione: Dona Flor di Bari (“Enoteca con cucina”), Le Vecchie Cantine di Taranto (“Ricerca qualità e ospitalità”), U’Vulesce di Cerignola  (Ristorante tipico”), Galeone Cosimo del ristorante La Barca di Ciro di Pulsano (TA) (categoria”Giovane Chef dell’anno”), Ristorante Modò (Novità dell’anno) di Nardò, Taverna Bio Mediterranea Le Rune (Ristorante atipico dell’anno) di Bari e La Bul (Ristorante dell’anno) di Bari. E’ apparso evidente come anno dopo anno sempre meglio, attraverso le indicazioni spassionate che riesce a offrire, la rinomata guida vada incontro alle aspettative del pubblico, anche straniero, che ricerca non solo l’originalità ma anche l’autenticità delle esperienze in questo settore.

Infine, ha avuto la sua ribalta l’impegnativa rendicontazione dell’omonimo festival che da cinque anni premia, in Giugno, i migliori vini prodotti da uve di vitigni autoctoni pugliesi, Radici Wines – Guide on Apulia Wines for experts and lovers. La guida, alla sua seconda edizione, contiene il minuzioso lavoro delle recensioni di tutti i vini in concorso nell’edizione 2010 del Festival, quest’anno redatto dall’autorevole penna di Franco Ziliani e impreziosito dall’appassionato apporto di Vincenzo Rizzi.

In occasione del convegno conclusivo condotto dal giornalista Luciano Pignataro ha preso corpo tra l’approvazione generale il progetto che estenderà a tutto il Sud il festival del vino da vitigno autoctono, Radici del Sud 2011. La ferma volontà di collaborazione tra le regioni coinvolte è stata caldamente auspicata da Elena Martuscello che, insieme a Alessia Perrucci, ha garantito per l’iniziativa un significativo contributo in termini logistici da parte dell’Associazione delle Donne del Vino che rappresentano rispettivamente a livello nazionale e regionale. Il nuovo appuntamento si avvarrà anche della pregiata collaborazione di Franco Ziliani e Luciano Pignataro.

Il presidente dell’Associazione ProPapilla, Nicola Campanile, ha voluto evidenziare la necessità, in un presumibile scenario di ridimensionamento di fondi destinati alla promozione da parte di istituzioni pubbliche e dei privati, di aggregare e coordinare al meglio le iniziative di promozione di più associazioni per non incorrere nel rischio di disperdere in isolate iniziative importanti risorse. Anche la stampa straniera, nelle persone di Kerin O’Keefe, Charles Scicolone, Gregory Dal Piaz (U.S.A.) e Marek Bienczyk (Polonia) e i buyers internazionali, invitati da Franco Ziliani a un eductour organizzato da Radici Wines, Associazione ProPapilla, ha dimostrato trasporto e consenso per l’iniziativa di questi giorni e Radici del Sud 2011.

La serata è proseguita in un piacevole momento conviviale e nel vivace confronto di tutti i partecipanti che hanno potuto godere della cena e degustare i vini vincitori di Radici 2010. I sette chef che con grande perizia hanno realizzato i piatti, Mario Ottaviano di Trabucco di Peschici(FG), Peppe Zullo di Orsara di Pugli (FG), Vito Netti del Ristorante La Strga di Palagianello (TA), Domenico Minervini (Masseria San Giovanni), Franco Rizzuti dell’Osteria Marconi di Potenza, Pietro Lecce della Tavernetta di Camiliatello Siliano (CS) e Raffaele Vitale di Casa del Nonno 13 di Mercato San Severino (SA) hanno mirabilmente reso omaggio allo spirito che anima la manifestazione e all’idea che essa intende promuovere, coniugare al futuro talento, creatività e tradizione del Sud.

Nella soddisfazione e ottimismo generali, infine, i partecipanti si sono congedati e ripromessi di dare incoraggianti riscontri in merito alla distribuzione dei tre prodotti editoriali presentati.

I Mercoledi da Beoni…in slideshow

Pubblicato da aisnapoli il 22 - novembre - 2010Versione PDF

Ais CampaniaTV in Cilento, seconda parte

Pubblicato da aisnapoli il 22 - novembre - 2010Versione PDF


La seconda parte della puntata di Tastevin Ais CampaniaTV dedicata al Cilento. Interviste a Maria Sarnataro, delegata Ais Cilento; Bruno De Conciliis, azienda De Conciliis; Vincenzo Di Donna, sommelier hotel Cerere; Luciano Pignataro, giornalista de Il Mattino; Silvia Imparato, Azienda Montevetrano; Barbara Guerra e Albert Sapere.

Di Karen Phillips

Muffa Nobile…. Ho sentito queste parole per la prima volta durante una lezione di primo livello di sommelier Ais. Parole latine … Botrytis Cinerea, una muffa che si forma all’interno dell’ acino, ed è l’obiettivo di qualsiasi azienda che voglia produrre un passito, un vino da dessert. Un paio di paragrafi nel nostro libro di testo, una fotografia a pagina 164.

Volevo vedere da vicino e di persona … volevo visitare un vigneto con l’uva ancora sulla vite durante il periodo di sviluppo della Muffa Nobile . E volevo camminare attraverso i filari di viti e cogliere questo frutto dolce direttamente dalla pianta, come un bambino in un negozio di caramelle. Volevo tornare a Montemarano … Volevo davvero un’altra visita ai vigneti di Aglianico di Mastroberardino.

Sabato pomeriggio, 13 novembre. Di nuovo nel SUV di Antonio Dente, dopo una settimana di vento e pioggia in Irpinia. Pioggia che ha trasformato il terreno di questo vigneto in un pasticcio fangoso. In nessun modo un trattore potrebbe essere utile nella vendemmia prevista fra una settimana, Antonio annuisce. Wow … Sono stata qui circa tre settimane prima. Che differenza. Prima di tutto, la metà delle uve erano state raccolte da circa 10 giorni. Hanno deciso di lasciare sulle piante i grappoli più spargoli.. le uve che avevano più spazio per respirare. Un’altra importante differenza è che una grande quantità di foglie era stata strappata dalla pianta a causa del maltempo di inizio settimana. Da lontano, però, mi godevo la vista dello spettacolare Autunno d’Irpinia.

Ma sono venuta per uno sguardo da vicino. Per vedere, toccare e assaggiare l’uva insieme ad Antonio che ha cercato di spiegarmi quello che il mio libro non è riusciuto. Ci ha tenuto a sottolineare come l’uva fosse profondamente cambiata. I grappoli che sono stati lasciati sono diventati più scuri, più asciutti, più concentrati. Ne abbiamo scelto alcuni dalla vite e li abbiamo degustati. Dolci, sweet. Il supplemento di tempo concesso ai grappoli in vigna, alle giuste condizioni e on la cura adeguata ha dato il risultato che Mastroberardino auspicava.

La mia lezione continua. Queste uve sarebbero state  raccolte, e messe ad asciugare in una cella a temperatura e umidità controllata. Qui le uve continueranno a perdere acqua ed a  diventare più concentrate, più dolci. Qui le uve trascorreranno almeno 1 mese e mezzo prima di continuare il loro viaggio e diventare uno dei due passiti Aglianico che l’azienda Mastroberardino ha in mente di realizzare. Questo Aglianico, un vitigno molto sensibile, stava sulla giusta strada per dare all’Aglianico Irpinia DOC Passito la dolcezza desiderata, i profumi simili all’ aceto balsamico ed ai  fichi secchi. Antonio sembrava soddisfatto.

C’era un altro vigneto che Antonio voleva farmi vedere. Santo Stefano, Fiano di Avellino. Ho pensato che queste l’uve erano già state raccolte, ma Antonio mi ha svelato un piccolo ‘segreto’. Un esperimento. Tre file di Fiano erano state lasciate dopo il raccolto del  29 Ottobre. Abbandonate consapevolmente per innescare lo sviluppo della muffa nobile. Qui è stato più facile verificare quello che stava succedendo dentro l’uva. Qui le uve stavano diventando marroni e sembravano decisamente più dolci. E dopo qualche acino degustato, lo abbiamo constatato.

Si stava facendo buio, quindi di nuovo nel SUV. Sul viaggio di ritorno verso la cantina, stavo cercando di fissare le numerosi informazioni che Antonio aveva generosamente condiviso con me quel pomeriggio. Ora che ho capito meglio il fenomeno della muffa nobile, sono molto curiosa di sapere cosa tutto questo duro lavoro porterà in un bicchiere … i colori, i profumi, il gusto…

“Magari la prossima volta che torni ti faccio provare …”

Ok Antonio…Ci vediamo la prossima volta ..

Versione in Inglese

26 Novembre, al PDM i vini di Vincenzo Mercurio

Pubblicato da aisnapoli il 21 - novembre - 2010Versione PDF

I Favati, Masseria Felicia e Fattoria La Rivolta al Temporary Cafè Store di Piazza dei Martiri.

Ais CampaniaTV in Cilento, prima parte

Pubblicato da aisnapoli il 21 - novembre - 2010Versione PDF

La prima parte della puntata di Tastevin Ais CampaniaTV dedicata al Cilento. Interviste a Maria Sarnataro, delegata Ais Cilento; Bruno De Conciliis, azienda De Conciliis; Vincenzo Di Donna, sommelier hotel Cerere; Luciano Pignataro, giornalista de Il Mattino; Silvia Imparato, Azienda Montevetrano; Barbara Guerra e Albert Sapere.

Dello Champagne Juglar ritrovato nel mar Baltico

Pubblicato da aisnapoli il 21 - novembre - 2010Versione PDF

Il governo delle isole di Aland, piccolo arcipelago indipendente situato tra la Svezia e la Finlandia, il 17 novembre scorso ha presentato a Mariehamn, la capitale, le 168 bottiglie di Champagne ritrovate sui fondali del mar Baltico durante il mese di luglio scorso.La maggior parte di queste bottiglie porta il marchio Juglar, che all’epoca apparteneva alla Maison Jacquesson. François Félix Juglar, cugino di primo grado di Memmie Jacquesson, fondatore della Maison, in effetti si era associato con lui nel 1804 per aiutarlo a sviluppare l’azienda in crescita. Per tale motivo una parte della produzione era commercializzata con il nome di Juglar.

Uno Champagne vecchio di due secoli

Questa straordinaria scoperta conferma la strategia commerciale decisa da Memmie Jacquesson : all’epoca, avendo giudicato la concorrenza esistente sul mercato inglese troppo rude, aveva preferito concentrare gli sforzi commerciali sulla Scandinavia, la Polonia e la Russia. Questa decisione, fatale a almeno un carico spedito via il Baltico, ci ha permesso di vivere un’esperienza indimenticabile, la degustazione di uno Champagne vecchio quasi due secoli. La forma delle bottiglie e la storia di F.F. Juglar al fianco di Memmie Jacquesson, ci aveva fatto datare queste bottiglie inizio 1820. La scoperta, di questi giorni, della presenza di qualche bottiglia di Veuve Clicquot al fianco della bottiglie di Juglar, ha permesso di incrociare le informazioni, la maison di Reims data le proprie bottiglie inizio 1830.

Degli aromi ancora intatti

« Il vino della bottiglia di Juglar ha una tinta arancione, gli aromi sono incredibilmente potenti, evocano il cuoio, il tabacco, ma anche la frutta secca e quella molto matura. In bocca risentiamo immediatamente un dosaggio molto elevato, senza dubbio di circa 70 grammi / litro di zucchero, corrispondente, tra l’altro, alle abitudini di consumo dell’epoca. Ma quello che colpisce di più è la sorprendente freschezza del vino, ha conservato tutta la sua acidità e mostra un immenso allungo al palato »

Questo vino, dalla qualità senza dubbio eccezzionale all’origine, che gli ha permesso di passare i secoli, ci ha dato l’occasione di rendere omaggio al nostro lontano predecessore.

Oggi, Jacquesson è rimasta una Maison familiare e indipendente che produce vini tra i più prestigiosi della Champagne. E una delle sei marche di Champagne che si è vista attribuire tre stelle ( il massimo punteggio )  nella Guida dei migliori vini di Francia 2011 redatto da La Revue du Vin de France.

Jean-Hervé & Laurent Chiquet

Proprietari

Champagne Jacquesson

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