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Le nozze di Bacco e Armonia

Pubblicato da aisnapoli il 13 - gennaio - 2011 Versione PDF

Di Luca Massimo Bolondi

Il relatore ha appena parlato della tecnica di degustazione del vino. Ha introdotto le prime definizioni dei termini di analisi alla vista, all’olfatto, al gusto e al tatto. Ha spiegato cos’è la valutazione, l’uso tecnico dei sensi, il sistema dei parametri per riconoscere e descrivere le caratteristiche del campione che si trova nel calice. Dalla semplicità del riconoscimento di un singolo valore sensoriale – per il quale bastano attenzione, esperienza e memoria – alla difficoltà della valutazione impiegando i termini di sintesi – per cui bisogna impegnare capacità critiche, prontezza e acume, declinando concetti come la qualità e l’armonia.

Come per l’opera dell’artigiano lo strumento preciso pulito e affilato è fondamentale ma è solo un inizio, le doti di sensibilità abilità ed esperienza sono indispensabili ma fanno solo il bravo artigiano e non il grande, è con la visione interiore lunga e profonda che l’uomo supera i limiti del contingente e approda allo stile come manifestazione visibile dello spirito. Ad esempi la musica di Johann Sebastian Bach, la pittura di Caravaggio e di Matisse… facile, ma anche la canzone di Battisti e il brano di Skunk Anansie, la scultura di Brancusi e di Paladino, poiché non conta la “classicità” ma la capacità di sintesi. Il rispetto del canone non è garanzia di arte, tanto che i grandi produttori di opere di arte hanno sempre travalicato i canoni. Ma il vino può essere un’opera di arte? Prego osservare una forchetta di Sambonet, una teiera di Alessi, una bicicletta Bianchi, una patera ellenica da vino del quinto secolo. Arte per uso quotidiano. Obiezione: musica pittura scultura e singoli pezzi d’acciaio o terracotta sono indeperibili e possono essere custoditi per sempre (quasi), mentre il vino il cibo e consimili no. Salvo imbattersi in sculture commestibili, come nella cucina futurista. Arte per uso e consumo quotidiano, quindi. Si consideri inoltre il fatto che innumerevoli frutti d’arte non ci sono pervenuti, non ci sono noti o non sono riconosciuti per tali. Nulla è per sempre, la mortalità delle opere della memoria e del nome dell’autore non sono un ostacolo alla tensione alla grandezza. Il mondo non offre garanzie di immortalità, la questione è più banalmente di continuità tra aspetto spirituale e aspetto materiale in ciascun produttore e in ciascun fruitore. Qualità come sintesi di valori in un giudizio di valore, armonia come concorso di alti valori qualitativi in sinergia: le parti insieme generano un risultato superiore alla loro somma.

Il relatore ha appena parlato all’aula della tecnica nella degustazione del vino e il termine armonia ha innescato un delirio: la vita può essere un’opera d’arte? Fior di pensatori da Epicuro a Mishima lo sostennero fino alla morte, guidati da un concetto di godimento dei beni materiali intimamente legato alla disciplina delle arti e della conoscenza. Le nozze di Bacco e Armonia vengono celebrate da un officiante che è insieme sacerdote, dottore e gaudente. Un filo sottile lega gli artisti i filosofi i goliardi e i sommelier.

3 Commenti a “Le nozze di Bacco e Armonia”

  1. Antonio Fico dice:

    Trovo la colta riflessione di Luca Massimo Bolondi intrigante e affascinate, in particolare nell’immagine del sommelier come officiante sacro e gaudente delle nozze tra Bacco e Armonia. Condivido pienamente e trovo in questa probabilmente quella che dovrebbe essere la vera filosofia del sommelier…..
    Vorrei, molto brevemente, cercare di dare un mio parere sulla domanda posta a base della riflessione e cioé “il vino può essere un’opera d’arte?”
    Se le idee, più o meno interessanti, possono definirsi arte, se un involtino con le foglie di timo, marinato per sette giorni, è un capolavoro… della culinaria, se artisti considerano arte la voce, il cibo, i gesti, il tempo e magari farsi a fette con una lametta……allora si, una grande bottiglia di vino può assurgere senza dubbio ad opera d’arte. A monte di questa creazione artistica c’è la sintesi di una storia e una cultura antichissime, di una scienza enologica all’avanguardia, di una grande idea e di grande passione e competenza.
    Il dubbio si pone, però, quando l’arte non viene ridotta a semplice teoria estetica o a pura idea (per quanto geniale possa essere) ma elevata a qualcosa capace di suscitare nel fruitore sensazioni magiche, dovute alla contemplazione e alla consapevolezza dell’unicità dell’opera. Io sono tra questi e, quindi, penso che il vino non sia arte ma uno dei più riusciti prodotti della cultura, della passione e del genio umano…

  2. luca massimo dice:

    il commento di antonio fico è stuzzicante più di un vassoio di involtini al timo.
    se è vero che l’arte è nel pieno dell’epoca della sua riproducibilità tecnica (arti figurative, design, architettura, …) ritengo superato il valore dell’unicità dell’opera e che la carica emozionale e conoscitiva che un’opera dell’arte può esprimere scaturisca dai suoi valori intrinseci e non necessariamente dal singolo tocco irripetibile dell’autore. eppoi, amico mio, se non è arte un riuscito prodotto della cultura della passione e del genio umano allora cosa rimane?
    brindiamo insieme, alla prima occasione di incontrarla davanti a un vino armonico, che teste come la sua non abbondano, purtroppo…

  3. Antonio Fico dice:

    sono meravigliato e, soprattutto, lusingato dei complimenti di luca massimo…..i quali, più di un involtino al timo, mi stuzzicano a una nuova piccola considerazione. E’ vero che l’avvento della società industriale e la riproducibilità tecnica delle opere, hanno portato alla dissoluzione dell’aura artistica e gioco forza ad una nuova definizione del concetto stesso di arte. Uno degli aspetti più interessanti di questa rivoluzione è senz’altro di tipo socio-politico e cioé la ridefinizione dei rapporti tra l’arte e la cultura di massa, con la possibilità quindi di una fruizione estetica collettiva liberata da qualsiasi sostrato sacrale e religioso.
    Ora, mi domando e Le domando: un grande vino armonico e quindi con valori emozionali che in sinergia tra loro tendono al concetto di arte, è a disposizione veramente della crescita e miglioramento della cultura popolare? Che rapporto hanno i vari Robert Parker o Michel Rolland di turno con il concetto di arte? Un vino è artistico solo se viene prodotto in Borgogna o a Bolgheri?……colgo il suo invito per parlare di queste ed altre amenità davanti a un buon vino sinceramente armonico…..

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