Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...eventi aisnapoli

Archivio del mese di marzo, 2011

Di Karen Phillips

Lo chef Francesco Parrella di ‘A Taverna Do’ Re sapeva esattamente cosa stava facendo quando ha abbinato questo
antipasto stupefacente antipasto con un bicchiere di Asprinio D’Aversa Spumante Metodo Martinotti di Grotta del Sole. Una mozzarella friito con un pesto di acciughe e basilico. Ecco la ricetta sorprendentemente semplice:

Ingredienti:

50 g di Mozzarella di Bufala Campana Dop, pasta di pane, olio extra vergine di oliva (per friggere), pinoli, basilico e acciughe.

Procedura:
Avvolgere la mozzarella nella pasta di pane e friggere in olio d’oliva. Preparare un pesto con il basilico, pinoli, acciughe e olio d’oliva. E il gioco è fatto.

‘A Taverna Do’ Re
2, Supp. Fondo Separazione,Napoli

081 5522424

Versione in Inglese

Il Sorriso del Trebbiano Valentini del 1981

Pubblicato da aisnapoli il 30 - marzo - 2011Versione PDF

Di Tommaso Luongo

L’espressione ilare dell’araldo, impolverato dalla lunga sosta in cantina, mi mette  -confesso- un po’ a disagio. Mi sembra quasi di vivere quell’imbarazzo che si prova quando si è costetti a destare bruscamente dal riposo una persona cara…Con soggezione mi accosto, reverente, al bicchiere.

Si concede alla vista con sconcertante luminosità. Un giallo orgogliosamente  fiero, a dispetto di tanti lustri passati pazientemente in bottiglia.

Naso dai tratti materni, per come sa accarezzarti con garbo, infondendo una sensazione di intima serenità. La prima carezza che ti sfiora è un’algida nota di amaretto che si insinua in un quadro aromatico definito da pennellate floreali. Con il passare dei minuti l’abbraccio olfattivo diventa sempre più profondo e accogliente. A fatica riesco a divincolarmi per assaggiarne un sorso.

Al palato è pulsante, per come si espande spavaldo in bocca fino a rimanere sospeso per un attimo, per poi contrarsi, raccogliersi su se stesso e ripartire di slancio spinto da un’esplosiva tensione verticale che sprigiona nell’allungo finale solari nuances fruttate. Una dinamica gustativa vitale ed emozionante.

Ripenso all’araldo sull’etichetta e finalmente comprendo il perché di quel sorriso.

Mi inchino, commosso, e mi scopro a sorridere anch’io.

La Campania riparte dai territori

Pubblicato da aisnapoli il 29 - marzo - 2011Versione PDF

Ritorna a Napoli il Mercato del Contadino: il Programma

Pubblicato da aisnapoli il 29 - marzo - 2011Versione PDF

“Mercato del Contadino: Sapore di Campania in Tavola”, la mostra-mercato dei prodotti agroalimentari campani di qualità, a partire da domenica 13 marzo p.v. torna nelle piazze di Napoli, sul territorio della Seconda Municipalità.

L’iniziativa, partita ad agosto 2009, ha dato ampiamente prova di essere un servizio utile per i cittadini, oltre che strumento di crescita per le aziende agricole della Regione Campania. Gli appuntamenti domenicali rappresentano, infatti, un’opportunità unica per i cittadini di acquisto diretto di prodotti certificati, come verdura, frutta, vino, formaggi, insaccati, trasformati e olio extravergine d’oliva, direttamente dai produttori.

Un appuntamento fisso, e non un’iniziativa sporadica, che offre l’opportunità di stabilire una relazione di fiducia costruita nel tempo tra produttori e consumatori, che favorisce la diffusione tra i cittadini di una sana cultura del consumo critico di produzioni autoctone di qualità e, allo stesso tempo, permette agli imprenditori agricoli una più opportuna pianificazione della loro produzione.

Per poter offrire un’ampia scelta di prodotti sono state coinvolte ben 20 aziende agricole, tutte certificate dal marchio “Sapore di Campania”, valido strumento di valorizzazione delle aziende agroalimentari di qualità, promosso dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania.
L’uso del marchio coinvolge direttamente l’Assessorato e, in particolare, il Settore S.I.R.C.A., nel rapporto di fiducia tra produttori e consumatori, grazie all’impegno di tecnici regionali con lo specifico compito di assistere le imprese aderenti nel difficile percorso di qualificazione, che si conclude con l’autorizzazione all’uso del marchio.

Gli appuntamenti si terranno tutte le domeniche fino al  26 giugno e vedranno coinvolte tre aree territoriali della Seconda Municipalità.
Le 3 location, proprio per la loro vicinanza a punti di snodo cittadino, ben serviti dai mezzi pubblici, presentano il vantaggio di essere facilmente raggiungibili con autobus, metro e funicolari, in modo da limitare il più possibile l’uso dei mezzi privati.

Nel dettaglio, l’iniziativa sarà realizzata:
Dal 13 marzo al 26 giugno 2011 tutte le domeniche (ad esclusione del 24 aprile, pausa per la festività di Pasqua), dalle ore 09.00 alle 13.00, secondo il seguente CALENDARIO:

  • 13 marzo; 3 aprile; 1 e 22 maggio; 12 giugno – Piazza Carità
  • 20 marzo; 10 aprile; 8 e 29 maggio; 19 giugno – Piazza Dante
  • 27 marzo; 17 aprile; 15 maggio; 5 e 26 giugno – Largo Ponte di Tappia (Via Toledo – nei pressi della libreria Feltrinelli).

La trasversalità del vino (grazie Armando).

Pubblicato da aisnapoli il 29 - marzo - 2011Versione PDF

Di Franco De Luca

Ad alcuni di noi è senz’altro capitato di dover spiegare un grande vino su un blog o comunque  per iscritto. Sappiamo bene quanto sia difficile già di per sè descrivere la risposta che i nostri sensi hanno di fronte a nobili sollecitazioni, ma la cosa diventa addirittura innaturale se l’interlocutore non si trova immerso nello stesso contesto. Lo facciamo comunque perché talvolta dobbiamo garantire il dovere della cronaca ma sempre consapevoli del grosso limite che ha in sè questa azione. Allo stesso modo io non posso raccontare oggi la performance che sabato mattina Armando Castagno ha tenuto in occasione del seminario di apertura del “Primo Corso di Aggiornamento per Sommelier, Degustatori e Relatori” organizzato dall’AIS Campania ed a cura della Commissione Didattica che mi pregio di coordinare. Posso solo limitarmi a descrivere per grandi linee le sue scelte divulgative.

Molti non conoscevano il relatore, io invece lo conoscevo bene, Tommaso Luongo lo aveva avuto come docente al Master Class Bibenda in Analisi Sensoriale che si tiene a Roma e lo aveva già invitato a Napoli in occasione del La Cantina dei Sogni  (un progetto nato da un’idea di Tommaso e Mauro Erro) per affrontare l’entusiasmante tema dell’Alto Piemonte.

Castagno è la prima persona a cui ho pensato  quando abbiamo deciso, io con Giannantonio Aiuolo e Giovanni Ascione, di instaurare un nuovo e serio percorso di aggiornamento a cadenza annuale. Armando accetta subito l’incarico che gli affidiamo e ci lavora per mesi costruendo una lezione che rimarrà addosso a molti di noi per sempre. Sceglie l’alfabeto (esteso) come canovaccio e per ogni lettera esplora un concetto legato alla comunicazione del vino. E’ illuminante, entusiasmante, ci incolla per quattro ore alle sedie rendendoci un disturbo perfino la pausa caffè. Ci avvolge la sua cultura orizzontale, che spazia cioè in anti ambiti, ci tocca con la poesia, con l’ironia, ci fa conoscere scrittori ed aneddoti, ci ubriaca ancora prima delle degustazioni.

Ci porta tre vini che probabilmente non assaggeremo mai più, il sorprendente trebbiano di Valentini del 1981, il nobile Fiorano Rosso Botte 30 del 1988 – Principe Boncompagni Ludovisi  (da non credere la sua eleganza), il vino fantasma che non esiste più ormai da anni, ed una Vernaccia di Oristano che l’azienda Contini ha imbottigliato per il nostro seminario e che la cui uva base risale ad una vendemmia di circa 80 anni fa.

No, non proverò a raccontarvi questi vini, lo faranno se vogliono i lettori presenti all’evento nei commenti di questo post, io non mi azzarderò a cercare di rievocare quello che solo lui ha saputo fare, non posso rischiare di corrompere una tela tanto complessa, un intarsio così pregiato. Posso solo garantire che ci saranno altre occasioni di sentirlo, poiché  anche Armando è stato stregato dalla passione che ha mostrato la  straordinaria platea.

Una per tutte vi riporto solo una voce, quella relativa alla lettera K, solo questa perché nella sua semplicità mi ha colpito profondamente: Krasì.

Krasì in greco vuol dire vino e la slide gialla conteneva nel suo centro  solo questo termine, poi pian piano la slide si è animata e sono apparsi gli altri vocaboli che esprimono lo stesso concetto in ogni lingua. Tante parole che non si assomigliano per nulla, che non si possono ricondurre a radici comuni, e questo a ulteriore (quanto mai efficace) testimonianza di quanto quello del vino sia un processo parallelo ed autonomo, nato in maniera spontanea e non induttiva nella cultura di ogni popolo del mondo, forse l’unico processo con questa peculiarità, come se il vino fosse l’unico vero elemento di sintesi di un territorio.

Questo mi ha fatto pensare che, allo stesso modo, il processo del vino nasce con altrettanto spontaneità ed autonomia nel cuore di ogni uomo, prima o poi tutti sono rapiti da questo mondo. Quasi in maniera ineluttabile la scintilla ci tocca e ci porta a frequentare corsi e percorsi fino ad arrivare ad un seminario di 80 persone diverse per sesso, per età, per formazione culturale,  per condizione sociale, per credo politico etc… e questa è l’incredibile trasversalità del vino.

Ringrazio Armando per l’emozione che ci ha donato, ringrazio coloro che credono nel progetto di migliorarsi sempre, che ritengono l’aggiornamento un dovere verso se stessi, una insostituibile occasione di crescita, ringrazio il presidente Nicoletta Gargiulo (Presidente AIS Campania) che ha sempre creduto nel progetto e Tommaso Luongo (Delegato AIS Napoli) che ci ha aiutato nell’organizzazione. Ringrazio, inoltre Mauro Erro per il suo interessantissimo contributo sui “blog a tema” (lettera W) e Francesco d’Alena del ristorante Nautilus di Varcaturo per le sue ormai celebri “castagnole” che hanno lasciato senza parole tutti i partecipanti, compreso Armando e Monica Coluccia, redattrice di Bibenda e compagna di Armando, presente con noi al corso. Ringrazio infine tutti i partecipanti, seri ed appassionati come mai, a cui rinnovo l’appuntamento per il 2 aprile per un seminario molto più tecnico ma altrettanto necessario che ci chiarirà le idee sulla nuova legislazione del vino. Arrivederci quindi a sabato prossimo.

Vintage Porto all’Enolaboratorio®

Pubblicato da aisnapoli il 28 - marzo - 2011Versione PDF

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS Delegazione di Napoli

ENOLABORATORIO® 2010/2011

Divinoinvigna Enoteca e AIS Napoli

presentano

Degustazione Vintage Porto

Croft Vintage Porto 1977 / Graham’s Vintage Porto 1980

Taylor’s Vintage Porto 2000 / Quinta da Ervamoira Ramos Pinto

Porto Vintage Porto 1994

Giovedì 31 Marzo, ore 20.30. Costo della serata € 45

Enoteca Divinoinvigna – Via S. Freud, 33/35 – Napoli
Info e prenotazioni:
 divinoinvigna@libero.it – 081 3722670 – 329 6467600

Giovedì 31 Marzo prende il via la nuova serie di appuntamenti con una serata interamente dedicata al vino simbolo del Portogallo: il Porto. Famoso in tutto il mondo, il vino portoghese – la cui storia è fortemente legata a quella dei mercanti inglesi – prende il suo nome dalla città di Oporto, situata alla foce del fiume Douro. Qui vengono coltivate le uve che compongono l’assemblaggio (ben 15 varietà tra cui Touriga Nacional e Tinta Carvalha) del Porto, vino liquoroso conciato, la cui fermentazione viene bloccata, più o meno velocemente (a seconda del grado di dolcezza desiderato) per aggiunta di acquavite. Tra le diverse tipologie di Porto il Vintage sta a indicare un vino prodotto con uve di una sola annata classificata “eccellente” che affina in botte prima di essere sottoposto ad un secondo affinamento in bottiglia. Conduce la serata Mauro Erro. I calici verranno accompagnati dagli abbinamenti culinari di Adele Chiagano. 

 

Foto: Valle del Douro

Tommaso Luongo

Delegato Ais Napoli

www.aisnapoli.it

Luigi’s Calypso

Pubblicato da aisnapoli il 28 - marzo - 2011Versione PDF

Di Karen Phillips

Ho un amico di nome Luigi. Luigi Tecce. E lui fa un Taurasi che sta sulla bocca di tutti; Poliphemo. Un vino fatto con uve Aglianico provenienti dalla sua vigna di Paternopoli (Av), vigneti che hanno almeno 85 anni. Ho assaggiato il suo 2006 per la prima volta la scorsa estate durante una manifestazione nel centro storico di Taurasi. Ed e’ stato perfetto in compagnia di un panino con la salsiccia alla brace che ho gustato sotto le stelle. Ho bevuto il suo 2005, diverse volte, l’ultimo in occasione dello scorso fine settimana durante Parlano I Vignaioli. Svariate volte, ho assaggiato il suo 2007, non ancora uscito, ma che ha portato ad Ariano Irpino il mese scorso. Lo abbiamo bevuto al tavolo dei giurati, mentre mangiavamo ben 12 piatti di soffritto piccante. Il suo Aglianico … il suo Taurasi… il suo Poliphemo.

Luigi è pieno di sorprese. Gli piace fare esperimenti nella sua cantina. Quindi, appena ho intravisto Luigi durante la Disfida di soffritto con una misateriosa bottiglia verde scuro senza etichetta, la mia curiosità ha vinto. Questa bottiglia custodiva uno dei vini che il buon Luigi fa per se stesso in piccole quantità. Mi sorride e mi versa un bicchiere.

I brillanti e dorati raggi di sole hanno lasciato la bottiglia e brillavano nel mio bicchiere. Al naso aromi dolci di frutta matura e di spezie. Il palato, con mia sorpresa, è stata scosso da una sensazione leggermente frizzante.

Luigi … Allora? Ho chiesto … Che cosa abbiamo qui?

Lui sorrise di nuovo … e mi ha spieghato tutto. Coda di Volpe (che ero in grado di indovinare), Bombino, Trebbiano e (ah ecco!). Ma non è tutto. Tutto questo si aggiunge al passito di vinacce, un vino da dessert, realizzato con Fiano, Coda di Volpe, Greco di Tufo, e Malvasia. Quindici giorni di macerazione in legno, poi 6 mesi di lenta fermentazione in una damigiana. Questa creazione era stata messa in bottiglia dal 20 di agosto del 2010.

Ha un nome? Ho chiesto.

Non proprio, stavo pensando a Calypso … Lui risponde.

Un nome non era importante. Non ha bisogno di avere un nome. Questo vino non era in vendita. Era quello che era. Un prodotto di diverse tecniche enologiche, una combinazione di diversi vitigni, una serie di prove ed errori. Uno sbocco per la sua creatività, per la sua curiosità. Per sé e per i suoi amici.

Grande, Luigi … e grazie.

Versione in Inglese

Luigi Tecce
Via Trinita n.6 83052, Paternopoli (Av)
telefono 082771375

Cerasuolo di Vittoria in slideshow

Pubblicato da aisnapoli il 28 - marzo - 2011Versione PDF

 

In slideshow la serata dell’Enolaboratorio dedicata al Cerasuolo di Vittoria. In degustazione Pithos 2008 – Cos; Cerasuolo di Vittoria 2008 – I Gulfi; Cerasuolo di Vittoria Classico 2008 – Cos; Cerasuolo di Vittoria Classico Poggio di Bortolone 2008 – Poggio di Bortolone; Frappato 2008 – Azienda Agricola Arianna Occhipinti.

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 15 gen 2012 al 15 ott 2013 alle ore:

      Aspiranti vigneron alla riscossa! Sei Incontri in vigna con l'Ais Napoli

      Mancano: 00:00 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 27 feb 2012 al 27 feb 2012 alle ore:20:00

      Corso di Primo Livello Sommelier con l'AIS Napoli. Si parte il 27 Febbraio

      Mancano: 4 giorni e 13:56 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 01 mar 2012 al 15 mar 2012 alle ore:20:00

      Barolo e Barbaresco a Napoli con Masnaghetti e i Cru di Enogea

      Mancano: 7 giorni e 13:56 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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