Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Archivio del mese di giugno, 2011

Nel ventre di Rionero in Vulture – Cantine del Notaio

Pubblicato da aisnapoli il 5 - giugno - 2011Versione PDF

Di Mimmo Gagliardi (*)

L'Ingresso

Cantine Aperte 2011, voglia di evadere dalla normalità. Voglia di evadere dalla città. Punto il navigatore su Rionero in Vulture per andare a trovare l’amico Gerardo Giuratrabocchetti di Cantine del Notaio e poter finalmente ammirare le sue antiche cantine.L’ingresso La giornata è calda e quasi estiva. Il paesaggio gradatamente cambia mentre valico il confine tra Campania e Basilicata passando dal boscoso e verdeggiante alle campagne sterminate in cui le spighe di grano si agitano al vento imitando il movimento del mare. La primavera lucana è un tripudio di colori e profumi unici. Profumi di terra, di fiori, di aria pulita. Gerardo ci accoglie personalmente alla porta del wine shop e subito posiamo per la foto ricordo della visita. Decidiamo di fare subito la degustazione dei vini per poi passare alla visita delle cantine. Nella rustica e calda sala di degustazione sono in proposta tutti i vini della gamma dell’azienda. Poichè sono alla guida decido di degustare solo i rossi e il passito, giusto un goccio accompagnato da salumi e formaggi locali. I vini in degustazione L’Atto” Basilicata I.G.T. Rosso da uve Aglianico annata 2009 è il primo: per essere un vino base che fa poco legno (6 mesi) è un ottimo prodotto con aromi di frutta matura erbe aromatiche e speziatura anche in bocca, dove è ricco ed abbastanza equilibrato con un tannino arrotondato ma ancora giovane. “Il Repertorio” Aglianico del Vulture DOC annata 2007 è il secondo vino: più evidente qui al naso il prolungato passaggio in botte (12 mesi) anche se il vino resta fresco e ricco di sentori di frutta appena raccolta, mentre in bocca l’impatto è potente con dei tannini giovani ma ben levigati. Senza dubbio un vino che promette di poter godere di una discreta vita. “La Firma“ Aglianico del Vulture DOC annata 2008 è il terzo vino: Stesso passaggio in botte del precedete (12 mesi), stessa potenza espressiva. Al naso è più complesso e la frutta è decisamente più matura, così come le spezie che si dirottano sulle note dolciastre dei rametti di liquirizia e vaniglia, mentre in bocca è un vino che da soddisfazione e riempie il palato con il suo aroma. Abbastanza equilibrato, giovane, destinato ad una lunga vita. “Il Sigillo“ Aglianico del Vulture DOC annata 2006 è la chicca finale: Ottenuto dalla surmaturazione delle uve su pianta (vendemmia fine novembre) fa un doppio passaggio in botte, il primo in botti nuove di rovere

I vini in degustazione

francese e il secondo in botti usate al secondo o terzo passaggio. Il naso ha una splendida complessità di confettura di frutta, a tratti di frutta candita, le immancabili spezie dolci, liquirizia, cacao, vaniglia. In bocca è strepitosamente gradevole al gusto, morbido, equilibrato e lunghissimo. Chiudo con un assaggio de “L’Autentica“ Basilicata I.G.T. Bianco, che è ottenuto da uve Malvasia e Moscato del Vulture maturare in barriques di rovere francese per 12 mesi: Colore dorato, naso pieno, elegante e complesso di frutta candita, spezie dolci, caramello e bocca morbida, fresca e gusto delicato. Dopi i vini Gerardo ci guida alla visita delle sue cantine, che sono situate sotto il casolare e si ramificano in circolo passando al di sotto delle strade circostanti intorno ad un singolare cortile chiamato Facìle  Il facìle (derivazione dialettale del bacino) veniva definito così poichè vi si raccoglievano le acque piovane provenienti dalle sovrastanti strade.. Le cantine vennero scavate con i picconi dai monaci francescani nel 1600 e la solennità del luogo ci pervade appena ne varchiamo la soglia. L’umidità ed il freddo della cantina sono assolutamente equilibrati e costanti. Guardo Gerardo e lui intuisce la mia domanda e mi anticipa dicendo che è assolutamente il luogo migliore per consentire la maturazione di vini adatti al

Il Facìle

lungo invecchiamento. Una leggera musica di sottofondo con note di Bach e Chopin ci guida alla scoperta di questi luoghi. Le botti dove riposano i vini vengono coccolate in questi luoghi. La cantina I segni delle picconate dei monaci sulle pareti ci parlano di duro lavoro e grande ingegnosità ed operosità occorsa per strappare al banco tufaceo questo antro magico. Lungo il percorso Gerardo ci mostra un presepe allegorico sul mondo del vino contadino inteso come parabola del mondo originale, con i suoi pregi, i suoi mali, i suoi vizi e le sue virtù. Il presepe è stato fatto a mano ed è suggestivamente animato. Dietro il presepe allegorico, in una nicchia ricavata in un anfratto di roccia, c’è il presepe religioso che nella sua semplicità ci riconduce alla  essenzialità della vita attraverso la religiosità.  Il presepe allegorico sul vino concepito dal Gerardo e realizzato da un mastro dell’arte presepiale locale. Concludiamo il giro nelle cantine e usciamo a malincuore esattamente dalla parte opposta da cui siamo entrati. Il sole del Vulture ci coglie impreparati dopo tanta semioscurità, ma è troppo bello per rinunciarvi. Salutiamo Gerardo Giuratrabocchetti con la promessa di ritornare a trovarlo nel suo mondo, magari con più tempo per poterci raccontare le sue storie. Paesaggi Lucani Ora ci aspetta ancora tanta, ma tanta, ma tanta campagna lucana da attraversare per fare ritorno a casa, ovviamente viaggeremo a velicità slow e con i finestrini abbassati per godere a pieno dei profumi di questa terra meravigliosa.

 

(*) aspirante sommelier con la Delegazione AIS Napoli

De Cerevisiae le Birre artigianali a Salerno

Pubblicato da aisnapoli il 4 - giugno - 2011Versione PDF

Per il terzo anno consecutivo si rinnova a Salerno l’appuntamento con “De Cerevisiae”, la grande degustazione di birre artigianali del Sud Italia, organizzata dalla delegazione AIS di Salerno.

Per quanto la cultura brassicola non appartenga all’Italia in egual misura rispetto a quella enoica, è indiscutibile che il movimento dei microbirrifici artigianali italiani stia prendendo sempre più forza e consistenza, meritando quindi un’attenzione crescente da parte di consumatori ed esperti di settore.
Per venire incontro a queste esigenze, l’AIS di Salerno organizza la manifestazione De Cerevisiae, il cui nome fa riferimento al passaggio del RegimenSanitatisSalernitanum (testo della Scuola Medica Salernitana) in cui si tratta appunto l’argomento Birra.
E la scelta della location è infatti legata a doppio filo alla storica Scuola Medica: infatti la manifestazione avrà luogo nei giorni 4 e 5 Giugno 2011 presso il Quadriportico S. Maria delle Grazie, nei pressi del Giardino Della Minerva, vero orto botanico dei medici dell’epoca.
Aprirà inoltre ogni giornata della manifestazione una visita guidata del Giardino della Minerva per scoprire le erbe officinali ed aromatiche, un tempo usate anche per migliorare la conservazione della Birra nel tempo.
Sono 7 quest’anno i Birrifici che aderiscono alla manifestazione, ognuno con il proprio banco di assaggio; ad ognuno di essi verrà inoltre dedicato un laboratorio tematico, che offrirà ai produttori la possibilità di approfondire le proprie scelte stilistiche e produttive per una platea selezionata.
Sarà inoltre presente un banco di assaggi gastronomici a cura del Ristorante Antichi Sapori di Giffoni Valle Piana.
Non mancherà inoltre un momento celebrativo, in cui verranno consegnati i Diplomi di Sommelier ai neo diplomati della Delegazione Salerno e partecipanti al Corso di Approccio al Vino.

Qui di seguito il programma della manifestazione:

Sabato 4 Giugno:
Ore 18.30: Apertura degli Stand di assaggio;
Ore 18.45: Visita guidata del Giardino della Minerva;
Ore 19.45: I Laboratorio (su prenotazione, max 30 partecipanti);
Ore 20.45: Consegna dei Diplomi AIS;
Ore 21.15: II Laboratorio (su prenotazione, max 30 partecipanti);
Ore 24.00: Chiusura della prima giornata.

Domenica5 Giugno:
Ore 18.30: Apertura degli Stand di assaggio;
Ore 18.45: Visita guidata del Giardino della Minerva;
Ore 19.45: I Laboratorio (su prenotazione, max 30 partecipanti);
Ore 20.45: Consegna dei Diplomi AIS;
Ore 21.15: II Laboratorio (su prenotazione, max 30 partecipanti);
Ore 23.30: Chiusura della manifestazione.

Le Donne del Vino della Campania

“Sorsi di Lune” per il 150^ Anniversario dell’Unità d’Italia: cultura, ambiente e territorio.

Napoli, 29 giugno 2011, Villa Domi

Storia, cultura, artigianato artistico ed enogastronomia: Le Donne del Vino della Campania celebrano i 150 anni dell’Unità d’Italia con l’evento “Sorsi di Lune. Il ruolo delle donne nel comparto enogastronomico dal 1860 ad oggi”. Una serata di festa, ma anche di riflessione, di impegno e valorizzazione dell’imprenditoria femminile di qualità e del ricco giacimento eno-gastronomico campano.Mercoledì 29 giugno i saloni e il giardino della settecentesca Villa Domi sulle colline del Vomero accoglieranno la tradizionale festa del sodalizio rosa del vino, guidato da Maria Ida Avallone, Delegata regionale dell’associazione. Ad aprire la serata, alle ore 19, sarà il convegno “L’evoluzione storica del ruolo della donna all’interno delle imprese vitivinicole e nel comparto della enogastronomia dal 1860 ad oggi”, cui seguirà il percorso di degustazione allestito dalle socie produttrici e ristoratrici con piatti legati alla tradizione risorgimentale campana e piatti simbolo della nostra cultura. Partner della serata sarà il FAI di Napoli, Fondo Ambiente Italiano che si impegna con le Donne del vino al  recupero e restauro di un bene storico-artistico della città di Napoli legato al periodo risorgimentale.<Le donne del Risorgimento sono state le interpreti delle prime manifestazioni dell’emancipazione femminile. Partendo da questo punto verrà analizzata la crescita del ruolo della donna nel mondo dell’enogastronomia mettendo in risalto le radici profonde e l’importanza delle tradizioni e della cultura agricola della Campania>, precisa Mariaida Avallone.

 

Sorsi di Lune vede riunite ogni anno le 65 socie del sodalizio rosa del vino campano: sono produttrici, ristoratrici, enologhe, enotecarie, sommelier, giornaliste e blogger impegnate nella promozione della cultura del vino.Anche quest’anno, nell’ambito della serata sarà consegnato il Premio Donne del Fare, il riconoscimento istituito nel 2010 che viene assegnato ogni anno a quella donna distintasi “per la qualità e l’impegno che profonde nel proprio lavoro”. Lo scorso anno è stata premiata l’astrofisica campana Rossella Caruso, ricercatrice universitaria presso il dipartimento di fisica ed astronomia dell’università di Catania e distintasi per alti meriti nella ricerca scientifica. Il premio di quest’anno è offerto da Ettore Regina della storica e prestigiosa azienda partenopea che per le Donne del vino ha disegnato e realizzato il gioiello “Il grappolo della regina”, un pezzo unico in oro e pietre preziose.Infine, Sorsi di Lune vedrà anche la partecipazione de La Fabbrica delle Arti di Giusi Laurino, fucina di creatività e idee sulla valorizzazione delle manifatture artistiche e artigianali della Campania.

 Partner della serata Santander Private Banking, Filiale di Napoli, Gruppo Saida, Grafiche Tonutti, Ais Napoli e Fisar.

 

L’ASSOCIAZIONE

L’Associazione Nazionale Donne del Vino è costituita da Produttrici, Ristoratrici, Enotecarie, Enologhe, Sommelier e Giornaliste che in tutta Italia, con la loro attività promuovono la Cultura del Vino e del Territorio. Nata nel 1988 l’ Associazione è uno dei sodalizi più attivi e riconosciuti nel vasto panorama di interessi che ruota intorno all’ enologia e rappresenta , in un settore di impronta solitamente maschile, un fenomeno associativo unico con una capacità comunicativa anticipatrice e moderna.La Delegazione Campana, costituita da 65 socie e presieduta da  Maria Ida Avallone, titolare insieme al fratello Salvatore, della azienda vitivinicola Villa Matilde, ha assunto un ruolo di riferimento per la valorizzazione della cultura enogastronomica della Regione.L’obiettivo primario di tutte le attività della Delegazione è continuamente rivolto alla divulgazione, conoscenza e  valorizzazione delle produzioni  enologiche, gastronomiche ed artigianali campane.Questo perché tale straordinario patrimonio  rappresenta un vero vantaggio competitivo ed è  ricco di molteplici valori materiali ed immateriali che si saldano ai territori rafforzandone l’attività e le chances di sviluppo. Le Donne del Vino della Campania con orgoglio vogliono essere le  Ambasciatrici di tale messaggio.

 

Associazione Nazionale Le Donne del Vino della Campania

Tel. +39 0823 932088 www.donnedelvinodellacampania.it

 Ufficio stampa Dipunto studio www.dipuntostudio.it  Tel. 081 681505

Di Karen Phillips

Girare a destra al chilometro 3,7, quindi proseguire per non più di700-800 metri. Così mi ha detto al telefono il professor Luigi MoioVedrai  una vigna
Vedrai una vigna, ho pensato, accennando un piccolo sorriso … beh, certo io sono in Irpinia …
Ho continuato a guidare … nessun vigneto, solo case, una strada stretta, un trattore, e poi, l’ho visto. Non solo un semplice vigneto. La Sua vigna di Mirabella Eclano. 8 ettari vitati ad Aglianico di proprietà di Quintodecimo, la cantina del professore Moio … il suo rifugio … il suo sogno trasformato in realtà nel cuore dell’Irpinia. Un sogno che ho avuto la possibilità di condividere per qualche ora in un soleggiato pomeriggio di sabato.
Era difficile non notare la perfetta fusione dei colori in intorno alla cantina. Una cantina che Luigi Moio, insieme a sua moglie, Laura Di Marzio ha riportato in vita nel 2001. Alcuni anni dopo che l’enologo Moio è tornato da un’esperienza professionale e di vita in Francia. Pochi anni dopo aver iniziato la collaborazione con aziende come Caggiano, Marisa Cuomo, Terre del Principe  e la Cantina del Taburno per citarne solo alcuni.
Quintodecimo, una cantina e credo, una filosofia che Moio aveva nella sua mente da parecchio tempo. Idee che si sono realizzate in un angolo tranquillo dell’ Irpinia, dove ha deciso di coltivare l’uva, produrre vini e vivere con la sua famiglia. Un luogo magico dove avrebbe potuto trovare l’armonia tra l’uomo e la natura.
Una filosofia che ho avuto modo di percepire subito, mentre camminavo con Moio. Il suo desiderio di essere il più vicino possibile alla sua vigna: la sua casa è distante non più di 50 metri dal terreno argilloso e ricco di calcare. Perfetto, per Vigna Quintodecimo. Un Taurasi Riserva DOCG che produce dal 2004. Passeggio in questa vigna ed era impossibile non fermarsi ad osservare da vicino il terreno, scatto qualche foto.
Abbiamo continuato a camminare giù per la collina lontano dalla  casa/cantina di Moio attraversando un’altra parte della sua vigna. L’uva era la stessa, l’Aglianico. Ma le differenze più importanti sono nel terreno, non più solo argilloso … ma con un po’di tufo. Ed un cambiamento nell’esposizione solare dal nord/ovest al sud/est. Mi sono ritrovata nel territorio del Terre d’Eclano DOC. Il vigneto destinato alla produzione  dell’Aglianico non Taurasi di Quintodecimo.
Ogni tanto, mentre continuavamo a camminare tra le vigne, Moio aggiustava qualche foglia di vite, spostava qualche pietra da una parte, raccontava alcune storie. Si è soffermato su alcune delle attrezzature  situate nei vigneti utilizzati per monitorare la ricerca sul terroir. Uno studio per analizzare come fattori quali il suolo e l’ubicazione del vigneto possano influenzare le uve, ed infine un vino.
Ho continuato a seguire Moio tra i vigneti, passando tra un paio di pozzi restaurati, e poi su verso casa. Lungo la strada, ho notato molte piante aromatiche (rosmarino) e delle rose. Moio ha detto che la presenza di queste piante era importante in viticoltura, per attirare gli insetti, per mantenere l’equilibrio speciale con la natura che egli desiderava.
La parte successiva della mio ‘tour’ è stata la cantina. Ed un modo per entrare era attraverso una zona  conosciuta come Piazza Quintodecimo. Una leggera brezza ci ha sfiorato mentre ci avvicinavamo. Perfetto. Perfetto perché qui è dove che Moio ha piantato una vasta gamma di piante aromatiche. Frutti come mirtilli, ribes, lamponi e fragole. Perfetto perché questi profumi aleggiavano nell’aria e ci circondavano. Profumi che mi ricordavano quelli che avrei trovato dentro un bicchiere di Aglianico.

Nella sala di degustazione del vino. Un tocco di colore che fa da pendant alle bottiglie, abbinate alle etichette dei vini di Quintodecimo. Una vista spettacolare sui vigneti dalle finestre accanto al camino, che sicuramente avrebbe creato una straordinaria atmosfera, acceso in una fredda serata invernale.
Fino a quel momento, la nostra conversazione era incentrata sull’Aglianico e solo su questo. E dalla finestra, ho potuto vedere l’ultimo vigneto di Quintodecimo, è un po’ più su di quella strada dove siamo stati in precedenza. Un’altra vigna piantata ad Aglianico con un terreno che è più fertile e meno argilloso. Un vigneto che avrebbe potuto produrre ancora un altro Taurasi in cui magari gli aromi di frutta sarebbe stati più concentrati e un po’ meno tannico di Vigna Quintodecimo.
In cima al camino, sul mantello accanto ai rossi, ho notato i bianchi. I tre grandi della Campania … Falanghina, Greco di Tufo e Fiano di Avellino. E dove erano questi vigneti?, mi sono chiesta. In tutta la Campania è stata la risposta. Via del Campo Falanghina IGT da 2 ha. a Mirabella Eclano (Av). Giallo d’Arles Greco di Tufo DOCG da Santa Paolina (Av), e Exultet Fiano di Avellino DOCG da Lapio (Av). Un’altra volta, ho pensato… volevo vedere la cantina.
La cantina. Moio mi ha accompagnato dall’inizio alla fine. Mi ha parlato dell’attrezzatura utilizzata per la diraspatura  e per pigiare l’uva. Di apparecchiature che erano con comando a pedale. Mi ha mostrato il sentiero dorato… il percorso con le piastrelle gialle sul pavimento che le sue uve bianche compiono per diventare il suo vino bianco. Dalla pressa alle vasche e poi con i tubi alla fase dell’imbottigliamento. I suoi bianchi sono pronti non prima di 18 mesi dopo la vendemmia.
Ho notato delle piastrelle in laterizio rosso mentre osservavo il pavimento. La grande ‘strada rossa’. Sì … per i tubi, poi le bottiglie. 18 mesi in legno e 6 mesi in bottiglia per Terre D’Eclano. Ventiquattro mesi in barrique e poi 24 mesi in bottiglia per Vigna Quintodecimo.
Il mio tour continua attraverso la cantina, dove Quintodecimo cura le sue bottiglie con involucri, e mette in scatola i suoi vini. Moio mi ha fatto vedere la sua bottaia. La sua riserva di annate che non sono più disponibili al pubblico. Il suo sogno, his dream. Poi è giunto il momento di provare i suoi vini.
Era il momento di provare Quintodecimo: dove poterlo meglio apprezzarre, se non a tavola. Durante il pranzo è stato servito alla giusta temperatura, in abbinamento con il piatto giusto. Ho avuto una speciale opportunità quel pomeriggio. Per sorseggiare Via del Campo 2009 insieme  ad un piatto di spaghetti. Un bicchiere di Giallo d’Arles 2008 su una terrazza con una vista mozzafiato dei vigneti da un lato,  e l’orto di Luigi e Laura agli altri. Terre d’Eclano 2007 e Vigna Quintodecimo con coniglio e pomodori e un contorno di melanzane ai funghetti.
Il tempo si è fermato per me quel pomeriggio. E ‘stato facile essere attratti, ancora una volta dall’Irpinia. E ‘stato facile rimanere incantati dai vigneti, affascinato dai vini.
Non era così facile, però, dire addio …

quindi ci siamo lasciati con un ci vediamo

più avanti nella stagione quando i grappoli saranno  più pesanti sulle viti …

e poi magari al momento del raccolto …

e poi forse …

Versione in Inglese

Quintodecimo
Via San Leonardo
83.036 Mirabella Eclano (Av)
0825 449321
info@quintodecimo.it

Anteprima Malazè 2011 in slideshow

Pubblicato da aisnapoli il 2 - giugno - 2011Versione PDF

Foto di Anna Ruggiero

Seconda edizione della serata di degustazione di sigari toscani a Somma Vesuviana. Il Club nazionale sarà presente durante la manifestazione proponendo una degustazione di alcune referenze di sigari della gamma TOSCANO®. Faranno, inoltre, da corredo alla serata i piatti proposti dalla “Pupatella” , i vini de “il Gocciolatoio”, i dolci della pasticceria “Masulli” e il confettificio “Prisco”, grappa e rum della distilleria “Dellavalle” e de “La Caramella”. Anche quest’anno, per le rappresentanti del gentil sesso che parteciperanno, ci sarà un dono floreale offerto dal fiorista Sergio Caccavale di Saviano (Na).

Sottozone…Fiano…Joaquin

Pubblicato da aisnapoli il 1 - giugno - 2011Versione PDF

Di Karen Phillips

Lunedi tardo pomeriggio … 1700 circa, 23 maggio 2011.Vitignoitalia. Ero seduta in prima fila nella Sala Degustazione C di Castel dell’Ovo sul lungomare Caracciolo, in attesa che cominciasse una  degustazione di Fiano. Ma in realtà, per me, questa degustazione era già iniziata da qualche tempo. Era iniziata l’anno scorso, il 5 giugno per l’esattezza, durante Anteprima Irpinia. E’ stato lì che ho incontrato per la prima volta  Raffaele Pagano, di Joaquin, in un vigneto in quel di Lapio (Av), mentre mi versava un bicchiere del suo Fiano. 

Ma torniamo a Napoli … al castello … torno alla prima fila. Pagano era pronto per parlare dei suoi due Fiano, oggetto di una sperimentazione nel corso degli utimi anni. Ha usato una parola precisa, sottozone … una parola che è usata spesso in Irpinia. Un termine che definisce in profondità le origini di un vino in relazione a dove si trova  il vigneto, con riferimento al singolo ettaro in qualche caso. Un piccolo faro che illumina un territorio specifico. E secondo Pagano, l’Irpinia è perfetta per questo tipo di esperimenti. Perché? Ogni area è differente in termini di clima, altitudine, composizione del terreno, esposizione al sole, etc, etc. 

E quindi Pagano mi ha ripresentato Joaquin. Joaquin: una cantina che ama sperimentare qualcosa di diverso. La sua cantina è praticamente un laboratorio … Ogni annata è diversa, quindi perché non un vino diverso? Sottozona numero uno? Montefalcione … sottozone, dove Pagano ha  cominciato. Vino della Stella Fiano di Avellino DOCG 2009. Un vino con un bel colore dorato, grazie alla macerazione sulle bucce. Aromi che non sono quelli tradizionali di un Fiano di Lapio, almeno a mio parere … qui era evidente una piacevole nota di mineralità, salinità, seguita da vicino dalla frutta. Acidità, la wine writer Giulia Cannada Bartoli ha commentato. Sapido … E ‘ un vino che non ti annoia. Si può bere da solo. 

Camparo … un’altra sottozona, pronta per essere esaminata. Attraverso un bicchiere dorato di JQN 203 Fiano di Avellino 2007 IGT. Joaquin ha sceltoche per questo vino il passaggio per qualche tempo in botti di legno.Ma non di rovere francese. Acacia. Un’essenza di legno che non invade il vino, ma lo accarezza garbatamente. Molti credevano che non avrebbe dato un qualcosa di diverso, di different. La Presidente AIS Campania, Nicoletta Gargiulo ha parlato di profumi di miele e di anice stellato. Al palato è fresco, secco, caldo e persistente. Che questo vino è   saporito … con una buona acidità. 

Durante la degustazione, la conversazione è virata dalle considerazioni tecniche alla comunicazione casual. Era quasi come se non fossimo in un degustazione formale, ma in un salotto, attorno ad un tavolo a cena, oppure camminando attraverso i vigneti. Come quando ho incontrato Pagano quasi un anno fa. Una degustazione di un vino… una degustazione   di un territorio. E mentre ci siamo alzati per andarcene, sentivo ancora che questa degustazione non era finita qui. Non ho finito con Joaquin  ancora. 
Ho ancora molto da imparare sulle sottozone ….sul Fiano …e su Joaquin.

Versione in Inglese

22 giugno Mondo Foodies alla Città del gusto di Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 1 - giugno - 2011Versione PDF

Foodies in Tour:

eccellenze gastronomiche e chicche per intenditori alla Città del gusto di Napoli

mercoledì 22 giugno dalle 20.00 alle 24.00

 Foodies. Sono oltre cinque milioni quelli che si riconoscono con questo neologismo, ma la maggior parte di essi costituisce un esercito silenzioso che non ama le definizioni e che negli ultimi anni è cresciuto ad un ritmo impressionante. Il loro approccio al cibo è culturale, quasi antropologico, per cui si fidano più del passaparola che dei giudizi dei critici e delle guide. Sono esperti conoscitori dell’universo cibo e non si lasciano scappare facilmente l’occasione di assaporare chicche e prodotti eccellenti. A loro è dedicata la prima tappa del “Foodies in Tour” che si terrà alla Città del gusto di Napoli mercoledì 22 giugno dalle 20 alle 24. Foodies in Tour, organizzato da Gambero Rosso in collaborazione con  Negroni, si concluderà ad ottobre con l’appuntamento finale in occasione della pubblicazione dell’edizione 2012 della guida del Gambero Rosso.

La tappa alla Città del gusto di Napoli aprirà quindi la stagione estiva del Tour ospitando una selezione dei  migliori prodotti artigianali della Campania accompagnati da marchi storici e da creazioni esclusive. Qualche esempio? La serata sarà l’occasione per il Maestro Pizzaiolo della Città del Gusto di presentare, nell’ambito dell’iniziativa del “Panino d’autore Negroni”,  il proprio saltimbocca (che sarà poi in vendita presso le bouvette di Città del gusto). Insieme alle fragranti  pizze in teglia del Maestro Pizzaiolo  ottenute con lievitazione 100% artigianale e al saltimbocca d’autore sarà possibile vivere una drinkexperience con gli inediti cocktail della Città del gusto che uniscono cucina e drink, e provare gli originali cuoppi di fritture (cestini realizzati in carta di paglia) della famosa Cuopperia di Cetara. E ancora, le migliori mozzarelle del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop, i migliori formaggi della Regione selezionati da La Tradizione, i premiatissimi gelati artigianali de La Cremeria Gabriele, entrambi di Vico Equense. Sui banchi di assaggio anche la pasta  artigianale fresca  del Pastificio Leonessa, i taralli secondo le antiche tradizioni napoletane del Tarallificio Leopoldo, la pasticceria moderna e classica con due grandi maestri pasticceri Sabatino Sirica e Gennaro Volpe.

Il tutto accompagnato da una selezione di pregiate Birre Moretti sulle note d’atmosfera mixate dal vivo da Radio Capri – la costa della musica – ed i Dj di Lunare Project.

 

Ecco l’elenco di tutti i prodotti ed indirizzi 

Birra Moretti, dal 1859 una lunga storia di qualità, accompagnerà la serata con una selezione di birre pregiate. www.birramoretti.it

 

La Città del Gusto di Napoli presenterà con il Maestro Pizzaiolo e il barchef un assortimento di pizze in teglia con gusti sorprendenti e particolari, saltimbocca d’autore, cocktail aromatici per tutti i foodies

Il Consorzio della MOZZARELLA DI BUFALA  CAMPANA DOP, l’unico organismo riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali a svolgere le funzioni di tutela, vigilanza, valorizzazione e promozione del formaggio Mozzarella di Bufala Campana. Durante la serata saranno in degustazione le migliori mozzarelle. www.mozzarelladop.it

 

La Cremeria Gabriele di Vico Equense dei fratelli Cuomo, con piccoli assaggi rustici e i famosi gelati  fatti con materie prime eccellenti, noti in tutta la Penisola Sorrentina, meta estiva preferita dai foodies per assaggiare un gelato d’autore.

 

La “Cuopperia “ a Cetara di Pasquale Torrente, ovvero il classico cuoppo di carta di paglia, che offrirà specialità fritte di ogni genere secondo la tradizione napoletana

 

Negroni con il Panino d’autore realizzato dalla Città del Gusto di Napoli. www.negroni.com

 

 

Pasticceria Sirica  del   Maestro Sabatino Sirica,  da oltre mezzo secolo delizia gli appassionati del dolce, presenterà una ampia selezione di pasticceria tradizionale napoletana www.pasticceriasirica.it

 

Pasticceria Volpe del Maestro Gennaro Volpe, perfetto ed attentissimo interprete della grande scuola pasticcera partenopea ed unico rappresentante napoletano della Accademia dei Maestri Pasticceri, presenterà una selezione di  pasticceria  moderna elaborata secondo il suo pensiero innovativo e raffinato. www.pasticceriavolpe.it

 

Il Pastificio Leonessa, pastificio artigianale, produttore di pasta fresca e secca secondo la più antica tradizione napoletana stupirà con ricette inedite www.pastificioleonessa,it

 

 

Tarallificio Leopoldo con i suoi taralli, gustosi simboli della tradizione napoletana www.leopoldo.it

 

La Tradizione  a Seiano di Vico Equense di Salvatore ed Annamaria Di Gennaro, custode di sapori autentici della cultura del territorio, presenteranno  specialità di formaggi e prelibatezze -  del territorio e non solo -  e piatti caratteristici. www.latradizione.com

Costo della serata: 20 euro

18 euro per chi presenta la guida Foodies dello scorso anno o con le tessere sconto 

È necessaria la prenotazione. Posti ad esaurimento.

Informazioni e prenotazioni:

Città del gusto – tel. 081 19808900 – www.cittadelgusto.it

Ufficio stampa

dipunto studio – 081 681505  – www.dipuntostudio.it

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 15 gen 2012 al 15 ott 2013 alle ore:

      Aspiranti vigneron alla riscossa! Sei Incontri in vigna con l'Ais Napoli

      Mancano: 00:00 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 19 mag 2012 al 19 mag 2012 alle ore:19:00

      19 Maggio, "Cioccolato e Fiori" un corso per i soci Ais con Perugina

      Mancano: 2 giorni e 04:59 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 21 mag 2012 al 21 mag 2012 alle ore:15:30

      21 Maggio, l'AIS Campania a Vitignoitalia 2012

      Mancano: 4 giorni e 01:29 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 24 mag 2012 al 21 giu 2012 alle ore:20:30

      Ais Napoli, Tre Appuntamenti con la Primavera dell'Enolaboratorio da Divinoinvigna

      Mancano: 7 giorni e 06:29 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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