Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...eventi aisnapoli

Archivio del mese di gennaio, 2012

3 Febbraio, Venditti Wine Tour al Poeta Vesuviano

Pubblicato da aisnapoli il 31 - gennaio - 2012Versione PDF

La manifestazione ideata e realizzata dall’enologo Nicola Venditti, titolare dell’Antica Masseria Venditti, insieme ai migliori ristoratori ed enoteche, giunta alla XLI tappa, intende promuovere la migliore ristorazione italiana e le migliori enoteche del territorio, abbinando la gastronomia tipica locale ai vini doc e biologici di Venditti.Il prossimo appuntamento è per venerdì 3 febbraio 2012, al Poeta Vesuviano di Torre del Greco. Nato nel Dicembre 2007 a pochi passi dalla litoranea di Torre del Greco, il Poeta Vesuviano propone una cucina ricercata, che si puo’ definire tipica, legata ai prodotti del territorio e alla valorizzazione degli stessi, con combinazioni che ricercano l’originalità.La cucina si basa su tre principi: mediterraneità, qualità assoluta delle materie prime e modernità. E’ legata ai prodotti del territorio, cercando di mantenere inalterati i sapori e le caratteristiche di ognuno di essi. I prodotti della terra sono presi per la maggior parte dal giardino di proprietà situato nei pressi del Colle di Sant’Alfonso, frazione di Torre del Greco, riuscendo così ad offrire ai clienti prodotti genuini e biologici in base alla stagionalità. Il pesce è del golfo, acquistato da fornitori di fiducia, direttamente sulla banchina del porto di Torre del Greco. In cucina prepariamo oltretutto il pane quotidianamente, pasta fresca, dolci e i cioccolatini che offriamo a fine pasto.Trasformare la cucina in prosa e con gesti pacati rendere un sapore acre l’elemento centrale di un piatto prelibato. Non con la magia, ma con la passione di chi la materia prima cerca di conoscerla ed interpretarla al meglio. Questa è la filosofia del ristorante “Il Poeta Vesuviano” di Torre del Greco, portata avanti dallo chef patron Carmine Mazza e dalla sua compagna, nella vita e nel ristorante, Amalia Guida.La serata del 3, inizierà con un saluto di Carmine Mazza, chef e patron del Poeta Vesuviano. A seguire,l’enologo Nicola Venditti presenterà la sua azienda illustrandone la filosofia. Sarà aiutato dalle bellissime immagini proiettate su uno schermo, che vanno dalla bella cantina in legno lamellare alle suggestive fotodell’innesto a gemma e a spacco inglese realizzate nel ”vigneto didattico”, per finire le suggestive foto dellavendemmia notturna.

Il ”vigneto didattico” è un’idea originale di Nicola Venditti realizzato nel 2005.
Saranno proiettate anche molte foto delle venti uve autoctone presenti nel ”vigneto didattico” con cui l’azienda produce i suoi ottimi vini doc biologici. Venti minuti circa di belle immagini e racconti di vita per conoscere direttamente l’Antica Masseria Venditti con l’invito finale alla visita aziendale a Castelvenereall’Isola di cultura del vino.
Sarà spiegato nei particolari la coltivazione biologica e le scelte che tali normative comportano.
Si definisce biologico il prodotto così ottenuto e diventa veritiero solo se le autorizzazioni sono riportate sull’etichetta del vino.
A seguire un menu enogastronomico molto interessante che coniugherà ricercate specialità culinarie ai vini biologici dell’Antica Masseria Venditti.
Un benvenuto con Bruschettina con concasse’ di pomodori San Marzano, capperi, pinoli e olive nere con Olio extra vergine d’oliva di Venditti. A seguire Calamaro Fritto su crudo di riccia e noci, spuma di patate alla liquirizia verrà abbinato il Vàndari Falanghina 2010 Doc bianco insignito della Gran Menzione all’ultimo Concorso enologico Internazionale del Vinitaly di Verona.
Ai Cappellacci ripieni di spigola d’amo e finocchi, su guazzetto di vongole veraci e broccoli vesuviani verrà abbinato il Bacalàt 2010 Doc bianco, cru ottenuto dalla omonima vigna con tutti i dati catastali dichiarati in etichetta, compresa la mappa.
Una Variazione di maiale Cilentano, Il filetto con carciofi scottati all’aglio, la polpetta alle erbe mediterranee, la braciolina con provola di Agerola e mandorle, in abbinamento con il Barbetta 2008 Doc rosso, vino ottenuto dall’originale ed unico vitigno salvato dalla fillossera negli anni ’30 da un antenato Venditti, su consiglio delle “cattedre ambulanti”.
Le uniche Sfogliatelle agli agrumi su salsa al limone e canditi, specialità dello chef Carmine Mazza e un caloroso brindisi con la ”Grappa di Barbetta”, un distillato unico nel suo genere ci saluteranno magnificamente.

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

Ceneforum al Veritas

Incontri di Cinegustologia® a cura di Marco Lombardi

 

Il 7 febbraio alle ore 20,00 scoprirete da “Veritas” come il cinema di Pedro Almodovar abbia profumi, sapori e consistenze. A raccontarvelo sarà il critico cinematografico ed enogastronomico Marco Lombardi attraverso la Cinegustologia, proiettando le sequenza di alcuni suoi film che verranno poi “tradotti” in piatti e vini tutti da degustare. Il ristorante diventerà per una volta una sala cinematografica! con tanto di file e di schermo. Dopo Pedro Almodovar sarà la volta di Mario Monicelli (23 febbraio), Woody Allen (6 marzo) e Tim Burton (20 marzo).

 

Ristorante Veritas, Corso Vittorio Emanuele n.141

Info e prenotazioni 081.660585

Costo della cena, vini inclusi: 40 euro.

Pedro Almodóvar

Antipasto: DONNE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI 1988

Crema di zucca con mousse di ricotta, amaretti e salmone affumicato

Primo: PARLA CON LEI 2002

Orecchiette con provolone del monaco, maiale, zafferano, broccoletti e conserva di peperoni

Secondo: LEGAMI! 1989

Polpo affogato con fregola e curcuma

Dolce: TUTTO SU MIA MADRE 1999

Bavarese alle mandorle, riduzione di marsala

I Vini sono quelli di Masseria Frattasi:

Prestige Rosée / Donna Laura 2009/ Moscato di Baselice 2007

E saranno presentati insieme a Tommaso Luongo, delegato dell’AIS Napoli

 

20 Febbraio, Il Vino Falerno a Napoli, Villa Domi

Pubblicato da aisnapoli il 30 - gennaio - 2012Versione PDF

Campaniachevai blog Monica Piscitelli e Luciano Pignataro Wine Blog

presentano
IL FALERNO A NAPOLI

Napoli, 20 febbraio 2012
VILLA DOMI
Salita Scudillo 19/a
Ore 18,00

Mai il gran vino è stato versato tutto insieme con uno sguardo sulla città. Sono una ventina, ormai, le cantine che propongono nei 5 comuni dell’areale di produzione (Carinola, Cellole, Falciano del Massico, Mondragone, Sessa Aurunca) questa denominazione, il Falerno del Massico Doc, che ancora si affaccia sul mercato mondiale con ingiustificata timidezza.IL FALERNO A NAPOLI, articolato in un incontro con i produttori e gli attori del territorio, in una orizzontale tecnica (su prenotazione, max 30 posti) e nei banchi d’assaggio, sarà l’occasione per fare, con gli addetti al settore, gli appassionati e i produttori, il punto sullo stato dell’arte della Denominazione.

PROGRAMMA

Ore 18,00 – accrediti e presentazione della iniziativa
con Luciano Pignataro; Monica Piscitelli; Giuseppe Bellone e Maria Teresa Lanza (organizzatori del Premio Falerno Primo Romanzo); Elena Maria Curzio (presidente dell’Associazione Cuoche a Domicilio); Salvatore Avallone (Presidente del Consorzio di tutela dei vini Doc Falerno del Massico, Asprinio e Galluccio ); Giuseppe Garozzo Zannini Quirini (priore della Confraternita del Falerno) e Maria Rossi (proprietaria di Villa Domi); Giuseppe Orefice (fiduciario Condotta Slow Food Massico e Roccamonfina); Nicola Trabucco (enologo e agronomo autore di Le Terre del Falerno).

Ore 19,00 –intermezzi gustosi e banchi di assaggio
- “Gli sfizi di Terra di Lavoro” a cura dell’Associazione delle Cuoche a domicilio, delegazione campana
- “L’olio extravergine di oliva Dop Terre Aurunche e il pane napoletano” a cura delle Condotte Slow Food di Napoli e del Massico e Roccamonfina

A seguire (19,30): apertura banchi d’assaggio delle aziende aderenti e incontro con i produttori

Ore 20,30 orizzontale il FALERNO A NAPOLI. Il millesimo 2006
I campioni del millesimo del vino amato dai Re e celebrato dai poeti dell’antichità a confronto
con Luciano Pignataro, Monica Piscitelli, Maria Teresa Lanza.(consigliera nazionale Fisar) e Marco Ricciardi (delegato Ais Caserta)

Orizzontale su prenotazione (max 30 posti – 10 euro) a: campaniachevai@gmail.com.
Ingresso gratuito. Bicchiere 5 euro.

Nell’ambito della iniziativa, ospitata nelle sale della panoramica Villa Domi, alcuni momenti di approfondimento.
Giuseppe Bellone, direttore artistico, illustrerà in anteprima la terza edizione del Premio Falerno Primo Romanzo, kermesse che nasce nel 2010 nell’ambito del Capua il Luogo della Lingua festival con l’obiettivo di coniugare il “nettare di Bacco” con la letteratura. Nel suggestivo scenario del Palazzo Lanza di Capua, da marzo a giugno, si avvicendano gli scrittori esordienti valutati da una giuria di scrittori di fama nazionale di origine campana. Ad ognuno scrittore è abbinata un’azienda produttrice di Falerno tra quelle che aderiscono all’iniziativa.

L’agronomo e enologo Nicola Trabucco darà un’anticipazione delle interessanti scoperte che ha fatto sul Massico nel corso delle sue ricerche per la stesura del suo ultimo libro “Le Terre del Falerno” che sarà presentanto in anteprima al Vinitaly 2012.

Il presidente del Consorzio di tutela dei vini Doc Falerno del Massico, Asprinio e Galluccio Salvatore Avallone descriverà i progetti dell’organizzazione della quale è alla guida dal gennaio dello scorso anno.

Farà il suo esordio a Napoli, nel corso della kermesse, l’Associazione Cuoche a domicilio guidata da Elena Maria Curzio, che con le socie della delegazione campana, proporrà i suoi “Sfizi di Terra di lavoro” ricercando l’abbinamento con i vini in esposizione grazie alla consulenza degli organizzatori e della sommelier Magda Garufi, membro della Associazione.

A testimonianza la vitalità del territorio casertano, saranno presenti due nuove realtà associative: -“Ager Campanus”, presieduta da Nino Scano. Nata nel 2011, l’Associazione, attraverso attività culturali, didattiche ed editoriali, punta a diffondere e valorizzare tutte le eccellenze campane e l’immagine dell’intera regione in Italia e all’Estero riservando particolare attenzione alla tradizione enologica e al patrimonio storico – culturale.
-“Confraternita del Falerno”, nata nel 2010, per iniziativa di un gruppo di amici appassionati e bevitori ha la sua sede in Carinola (Caserta), nel cuore del territorio dell’Ager Falernus. Guidata da Giuseppe Garozzo Zannini Quirini, priore, la Confraternita è autrice di una serie di incontri itineranti per appassionati e addetti al settore con tema il Falerno.

Al suo esordio a Napoli, la delegazione campana dell’Associazione Cuoche a domicilio, presieduta da Maria Elena Curzio, proporrà i suoi “Sfizi di Terra di lavoro” ricercando l’abbinamento con i vini in degustazione grazie alla consulenza degli organizzatori e della sommelier Magda Garufi, membro della Associazione.

Nel corso dell’iniziativa le Condotte Slow Food di Napoli, guidata da Giuseppe Mandarano, e quella del Massico e Roccamonfina, guidata da Giuseppe Orefice, proporanno un incontro all’insegna del buono, pulito e giusto tra il tradizionale pane artigianale dell’area cittadina di Napoli e la nuovissima Dop Terre Aurunche della quale darà alcuni dettagli il fiduciario della Condotta Slow Food Massico e Roccamonfina.

Una grande orizzontale FALERNO A NAPOLI. Il millesimo 2006. Un momento tecnico di svolgerà alle ore 20,30 con la grande orizzontale dei Falerno partecipanti.
Il fil rouge della degustazione che interesserà il Falerno del Massico Doc prodotto da uve a bacca nera sarà la valutazione del millesimo 2006 e il confronto tra Primitivo e Aglianico, i due vitigni utilizzati per la realizzazione delle etichette in commercio, e spesso considerati antagonisti.
Ad accompagnarla saranno i giornalisti Luciano Pignataro e Monica Piscitelli con Maria Teresa Lanza.(consigliera nazionale Fisar) e Marco Ricciardi (delegato Ais Caserta).

La Villa Domi
Ad ospitare la rassegna è la magnifica Villa di Via Scudillo, location non nuova alle iniziative del vino e della cultura del vivere e mangiare bene grazie alla sensibilità della patron Maria Rossi.
Le sale dell’edificio settecentesco che fu la residenza napoletana del banchiere di Goethe, e il giardino punteggiato di alberi monumentali con vista spettacolare sulla città, saranno lo scenario dell’appuntamento.

L’Associazione Cuoche a domicilio
Altro partner della iniziativa è l’Associazione presieduta da Maria Elena Curzio. La delegazione campana dell’Associazione nata lo scorso anno proporrà in occasione della rassegna uno stuzzicante banchetto di Sfizi con tema i prodotti di Terra di Lavoro.
E’ l’esordio della Associazione che annovera 5 socie in Campania e circa 25 in tutta Italia e i cui scopi sono la promozione della cultura delle ricette tradizionali.

Per informazioni: campaniachevai@gmail.com – Monica Ambrosino di Bruttopilo (3283316300) – Monica Piscitelli (3480063619) e Novella Talamo (ntalamo@gmail.com).

Per raggiungere la location: Villa Domi – Salita Scudillo 19/a Napoli – www.villadomi.it – 081 5922233.

IL FALERNO A NAPOLI è realizzata da Campaniachevai blog Monica Piscitelli www.campaniachevai.it e Luciano Pignataro Wine Blog www.lucianopignataro.it

In collaborazione con:
Villa Domi
www.villadomi.it
Associazione Nazionale Cuoche a Domicilio
www.associazionenazionalecuocheadomicilio.it

Con la partecipazione di:
Ager Campanus: www.facebook.com/pages/AGER-CAMPANUS/201448353231731?sk=info
Confraternita del Falerno: www.confraternitadelfalerno.it
Consorzio di tutela dei vini D.O.C. Falerno del Massico, Asprinio e Galluccio
Premio Falerno Primo Romanzo: www.premiofalerno.it
Condotta Slow Food Massico e Roccamonfina: http://slowfoodcampania.com/sito_slow/index.php?option=com_content&view=article&id=86%3Acondotta-massico-roccamonfina&Itemid=2
Condotta Slow Food Napoli: www.slowfoodnapoli.it

Corso Onaf Napoli in partenza il 10 febbraio

Pubblicato da aisnapoli il 30 - gennaio - 2012Versione PDF

Onaf Napoli

Corso di 1° livello di assaggiatori di formaggio

Venerdi10 febbraio 2012 presso il locale Trianon in via Pietro Colletta 44/46 in Napoli avrà inizio un corso di 1° livello di assaggiatore di formaggi. Il corso avrà una durata di 10 lezioni di ore 2 più un esame finale

Lezioni Docenti

10/02/2012 tecnica di assaggio 1° Maria Sarnataro

Ore 19 tecnica di assaggio 2° Maria Sarnataro

16/02/2012 ore 20 Il latte Sergio Sacco

23/02/2012 ore 20 Microbiologia Giuseppe Moccia

01/03/2012 ore 20 Paste molle Giovanni Ruggiero

08/03/2012 ore 20 Paste dure Renato Contillo

15/03/2012 ore 20 ovini e caprini Leandro la Manna

22/03/2012 ore 20 Le paste filate Salvatore Varrella

29/03/2012 ore 20 Culture e normative Mario Sanza

05/04/2012 ore 20 Pausa pasquale

12/04/2012 ore 20 abbinamenti elio ragazzoni

Direttore del corso: Salvatore Varrella

Il costo del corso è di € 60.00 per la quota associativa + € 190.00 la partecipazione al corso, tot. € 250.0 0

La quota associativa prevede l’abbonamento alla rivista trimestrale “Caseus”

La segreteria è aperta dalle ore 15.00 alle ore 20.00

Per info: segretario Salvatore Varrella cell: 329 2040760

m.a Salvatore Cimmino cell 333 8120171

Il Mondo e la Gastronomia – 4/5 – L’Oceania

Pubblicato da aisnapoli il 29 - gennaio - 2012Versione PDF

Di Mauro Illiano

Ed eccoci al nostro penultimo appuntamento con questa rubrica. Oggi è la volta dell’Oceania. (Per le altre puntate clicca qui, qui e qui.)

L’ottica nella quale occorre porsi quando ci si approccia alla cucina oceanica è diversa da quella da assumere negli altri casi sin ora trattati. In questo caso, infatti, la realtà gastronomica è da considerare in chiave prospettica. Ora, senza dimenticare le origini inglesi non certo incoraggianti, (già mi sono espresso in merito per il continente americano) dall’altro lato del mondo si denota, quale influenza dominante, quella della cucina francese, pizzerie a parte s’intende. La scuola gastronomica più blasonata al mondo, infatti, ha piantato le sue radici letteralmente ovunque in Oceania, e persino la produzione vinicola risente dell’impronta francese. C’è da dire che, se da un lato questa colonizzazione del gusto ha ostruito la via alla formazione di una cucina autoctona, dall’altro ha inevitabilmente arricchito il patrimonio culturale continentale. In poche parole, il patrimoine gourmand proveniente dall’altra parte del globo ha consentito, in un tempo relativamente breve, alla gastronomia più isolata al mondo di raggiungere risultati assolutamente eccellenti. La testimonianza di ciò vive nell’attuale capacità di sfornare cuochi d’eccellenza o in quella di richiamare sempre più insistentemente a sé le lodi dei critici di settore, nonché nell’aver assunto il ruolo di punto di riferimento per alcune produzioni gourmet top. Volendo trovare un neo nel processo di culturizzazione del gusto in Oceania, direi che al processo di crescita tecnica (rivolta per lo più agli addetti al settore), non si è accompagnata un’adeguata sensibilizzazione del cittadino medio. Il risultato di ciò ha prodotto una discrepanza tra il livello gastronomico raggiunto e quello percepito, e, conseguentemente, lo scoramento di molti addetti ai lavori.

E il vino? “Miracolo” è la parola più adatta a definire ciò che è avvenuto con il vino in Oceania. E ciò per una serie di avvenimenti, causali o meticolosamente architettati. Sta di fatto che in un continente nel quale si è iniziato a fare “sul serio” da poco più di 30 anni, i risultati raggiunti sono da considerarsi senza eguali in altre zone del mondo. Sauvignon Blanc dalla mineralità inaudita e Pinot Nero di finezza borgognona in Nuova Zelanda, Chardonnay, Shiraz e Cabernet Sauvignon dalla carica “apollinea” per l’Australia, sono solo alcuni degli esempi fattibili, ma mi aiutano a dire che la via intrapresa è decisamente quella giusta, e se le scelte legate alla commercializzazione del vino oceanico cambieranno – come pare stiano cambiando – in favore di un sempre maggiore sbocco sui mercati europei, nei prossimi anni avremo realmente la possibilità di testare in modo più adeguato il grado di espansione qualitativa dei vini d’oltre oceano.

Cornice

Piatto povero Oceania: Macedonia di frutta – spesso consumata come vero e proprio pasto –  Può costare 2-3 $

Piatto ricco Oceania: Costoletta d’agnello su purea di patate e piselli. Può costare 30-40 $

Cucine dominanti: Francese, è l’unica.

Cultura media sul cibo: Medio-bassa. Purtroppo mancano adeguate radici culturali ed il gap col resto del mondo sembra ancora lontano dall’essere sin anche rimarginabile. La cucina di casa è solo quella fatta di mobili… nessuno ama consumare pasti a casa infatti, e chi lo fa si limita a conoscere due sole cose: il tasto “on” e quello “off” del forno a microonde. I ristoranti, per contro, abbondano, ma quelli di vero spessore sono nettamente superati in numero dalle tavole calde travestite da restaurant. In netta ascesa la presenza di scuole di cucina. I mass-media, invece, sembrano oramai da tempo interessati all’argomento cibo. Da segnalare anche il discreto interesse internazionale per la cucina (di nicchia) oceanica, che ha portato in alcuni casi a collaborazioni prestigiose.

Concentrazione di ristoranti d’eccellenza: Discreta in considerazione del numero di abitanti. In ogni città media ce n’è almeno uno.

Gradi gastronomici: 7/8 – Per l’assoluta genuinità delle materie prime, la rapidità nell’apprendere e mettere in pratica tecniche di cucina consolidate, e per gli indiscutibili margini di prospettiva che potrebbero fare di questa terra una nuova École des Gourmets!

LEGENDA

Piatto povero: Piatto di fattura elementare ritrovabile nella maggior parte dei territori appartenenti al continente

Piatto ricco: Piatto sofisticato esemplare della cucina più raffinata del continente

Cucine dominanti: Nazioni che esercitano le maggiori influenze sulla cultura gastronomica del continente

Cultura media sul cibo: Grado di avanzamento culturale della popolazione complessiva in ambito gastronomico. Per tale valutazione si sono presi in considerazione indici di diversa natura (capacità di cucinare, tendenza nel frequentare ristoranti o corsi di cucina, tempo e spazio dedicato dai mass media all’argomento cibo-vino ecc.)

Concentrazione di ristoranti d’eccellenza: Numero di ristoranti degni di nota presenti  in ogni continente

Gradi gastronomici: Metro valutativo del livello complessivo di cultura gastronomica raggiunto dal continente. La scala va da un punteggio minimo  di 1 ad un massimo di 10. Per la valutazione sono stati considerati svariati elementi quali: qualità media dei prodotti, diffusione degli stessi sul territorio, livello di interesse complessivo della popolazione, numero di eccellenze riscontrabili nel continente, ecc.

ROCK!2 e le occasioni speciali per Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 29 - gennaio - 2012Versione PDF

Di Anna Ruggiero
Non conoscete il rock o avete voglia di fare un tuffo nei suoi miti, incontrando protagonisti e appassionati, allora questa mostra evento è per voi. Ho partecipato lo scorso 14 gennaio 2012 all’inaugurazione e mi sono trovata nella storia del rock raccontata con garbo e sapienza, da Carmine Aymore e Michelangelo Iossa, esperti e appassionati della storia del rock. In sala, all’inaugurazione, tanti ospiti illustri e sostenitori del progetto. Luigi De Magistris, sindaco di Napoli Fabio Pascapé responsabile del PAN – Palazzo delle Arti Napoli, Donald L. Moore, Console Generale degli Stati Uniti a Napoli, Michaek Burgoyne, Console Generale Britannico per l’Italia Meridionale, Christian Much, Console Generale della Repubblica Federale Tedesca a Napoli.

Rock è una mostra che coinvolge tutte le arti dalla musica al cinema, dalla pittura alla scultura ospitando eventi e manifestazioni in diverse location della città, dal Batis nei Campi Flegrei ad alcune stazioni della metropolitana cittadina. E’ il frutto della passione e dell’amore per il rock di due talentuosi autori e professionisti, Carmine Aymore e Michelangelo Iossa, che da anni raccontano, i loro miti, in incontri, rassegne, pubblicazioni, con il garbo di chi innamorato di qualcosa e vuole solo condividere, confrontarsi e lasciarsi andare nell’ascolto della musica. Entrambi giornalisti e critici musicali hanno dedicato alla loro passione tempo e cura. Si deve a loro un corso universitario corso di storia del rock. Ora insieme ancora nell’organizzazione e realizzazione della mostra evento sono autori di tante occasioni di approfondimento sulla musica e sul rock.

 

Le 8 sezioni della mostra al Pan

Al Pan la mostra è suddivisa in 8 sezioni che accompagnano il visitatore in un crescendo di emozioni ricco non solo di illustrazione ma anche di documentazione e informazioni. Queste le aree tematiche.

- Rock Legends: area dedicata alle leggende del rock dove sono esposti materiali e documenti che vanno dai Queen ai Duran Duran, passando per David Bowie ai Pink Floyd. In anteprima nazionale, in questa sezione, è esposto anche il promo ufficiale delle Olimpiadi di Londra 2012.

- Rock Anniversary Usa: che racconta gli anniversari più importanti della storia del rock statunitense.

- The sound of Music: area dedicata agli apparecchi audio d’epoca e contemporanei nella quale sono esposti gadget, riviste e materiale. Di grande rilevanza la presenza del VRT (Vinyl Restoration Team) un team completamente dedicato al restauro dei vinili con tante sorprese.

- NapLes Paul: sezione dedicata alla storia delle chitarre con miti esposti in collaborazione con Gibson Guitar e il centro chitarre Napoli di Cristiano Ceruti. La luce della sala illumina la bellezza delle chitarre e le immagini di tanti momenti rendendo merito ai molti talenti fotografici che hanno immortalato, con i loro scatti, la storia del rock in città. Sono le immagini di Pino Miraglia, Enzo Buono, Giuseppe D’anna, Alberto Maralda, Nico Lioce e Raffaele De Simone.

- Love Me Do 1962- 2012: che dal celebre titolo è la sezione dedicata ai Beatles.

- Baby’s in Black: l’area è dedicata alla la mostra a fumetti di Baby’s in Black – The story of AstridKirchherr e Stuard Bellsorf.

- Baby Rock: momento dedicato ai bambini dai 4 ai 9 anni, che potranno non solo ammirare la mostra ma partecipare a partire il 4 fino al 24 febbraio, ogni sabato a laboratori dedicati al rock che si terranno al Pan dalle 11 alle 12.

 

Gli eventi ROCK!2

Accompagnati dai gemelli talentuosi Napoli ha accolto già molti miti che si intervalleranno fino al 14 febbraio. Questi gli appuntamenti ancora in calendario.

- Sabato 28 gennaio2012, alle 17.30 al Pan, presentazione del Cd “ Napoli Strizza l’occhio al Rock! Apertivo offerto da Cantine Grotta del Sole e Cantine dell’Averno.

- Mercoledì 1 febbraio 2012, alle 16.45 al Pan, – presentazione dei nuovi video dei Foja, degli April Fools, di Roberto Giangrande, di Pino Ciccarelli – Concerto Musicale Speranza, dei Radical Kitsch, degli A67 con Joe Sarnataro, degli Asiria, dei JFK & la sua Bella Bionda. Dalle 18.00 show case e presentazione del nuovo album di Fabrizio Fedele 2Ashes 1989 – Part I” (Materia Principale) e presentazione del video “Lullaby” tratto dall’album di Fedele.

- Giovedì 2 febbraio 2012, alle 17.30 Zappa Day al Pan, pomeriggio dedicato ai compositori di Baltimora con Gianpaolo Carlini, Daghi Rondanini e Marco Francini.

- Venerdì 3 Febbraio 2012, ore 17.30 al Pan, incontro con Roger Taylor, batterista dei Duran Duran, che in serata sarà protagonista al Joia di Sant’Antimo (Na). Apertivo offerto da Cantine Grotta del Sole e Cantine dell’Averno.

- Venerdì 3 Febbraio 2012, ore 22,00, al Batis di Baia, Concerto di Presentazione di De Pie, Cantar (Polosud Record, con Andrea Campese & Andreasbanda, evento in collaborazione con Slow Tour Campi Flegrei e Polosud Records.

- Venerdì 10 Febbraio2012, ore 17.30, al Pan, Gibson Guidar demo – clinic “Dealer Product Specialist” con Claudio Adamo, per celebrare i sessant’anni della Les Paul, una delle chitarre simbolo della storia del rock. Aperitivo offerto da Cantine Grotta del Sole e Cantine dell’Averno.

- Venerdì 10 Febbraio 2012, ore 22,00, al Batis di Baia, Concerto Jenny Sorrenti, storica voce della prog-band Saint – Just, evento in collaborazione con Slow Tour Campi Flegrei e Polosud Records.

- Lunedì 13 Febbraio 2012, ore 17.30, presso la Stazione Parco Margherita Funicolare Chiaia – LOVE SONGS… ASPETTANDO SAN VALENTINO.

- Giovedì 16 febbraio 2012, ore 17.30 al Pan, tributo ai Queen, con la Band dei Queen of Bulsara.

- Venerdì 17 Febbraio 2012 ore ore 22.00, al Batis di Baia, Concerto di Gabriskie Point con la band di gabriella Pascale, storica voce di Walhalla evento in collaborazione con Slow Tour Campi Flegrei e Polosud Records.

- Lunedì 20 febbraio 2012, dalle 20.00 alle 23.30 al Pan, Carnevale Rock & aperitivo.

- Giovedì 23 febbraio 2012, ore 17.30 al Pan, Black History Month 2012, un lungo pomeriggio di musica per celebrare il suono “black” nato negli Usa. Incontro con il Console Generale degli Stati Uniti a Napoli, Donald L.Moore. Live set con la Black Market Band feautiring Salvatore Guarino. Aperitivo offerto da Cantine Grotta del Sole e Cantine dell’Averno.

- Venerdì 24 Febbraio 2012, ore 22,00, al Batis di Baia, Concerto inserito in tour promozionale di presentazione di ASHES 1989, con fabrizio Fedele Trio, evento in collaborazione con Slow Tour Campi Flegrei

- Sabato 25 febbraio 2012, ore 17.30, Rosso Rock, Arte e Musica, performance degli Osanna & David Jackson + Special guests.

 

 

Imperdibile

ROCK!2 è un evento gratuito, fatto di tanti appuntamenti e occasioni irripetibili, con approfondimenti culturali, laboratori e momenti di incontro per ogni età. Non partecipare mi sembra quasi un sacrilegio!

2 Febbraio, Sotto il Segno del Vino con Ais Caserta

Pubblicato da aisnapoli il 28 - gennaio - 2012Versione PDF


AIS Caserta con Andrea Gori e Giulia Graglia in un “viaggio semiserio tra stelle e vitigni”

giovedì 2 febbraio 2012 ore 20:30
Enoteca La Botte – Casagiove

Gli autori presenteranno il libro “Divinando – Le stelle nel bicchiere” vincitore del Premio Bancarel’Vino 2011 a Mulazzo.
Andrea Gori 
Sommelier, oste, giornalista , scrittore, organizzatore di eventi e blogger.
Vice campione europeo Miglior Sommelier, Ambassadeur de Champagne 2011.
“Sommelier Informatico” è  considerato tra i primi “influencers” nel mondo del vino online.

Giulia Graglia 
documentarista, regista e scrittrice
collaboratrice di Porthos
autrice del documentario “Senza Trucco – Le donne del vino naturale”

A seguire degustazione zodiacale di vini di “terra”, di “acqua”, di “aria” e di “fuoco”:
Frappato – Occhipinti, Vino della stella – Joaquin, Teroldego – Foradori, Vernaccia – Barzaghi Impronta e l’immancabile piatto in abbinamento

E TU DI CHE VINO SEI?
prenota con il tuo segno zodiacale

Costo serata € 35 a persona  Prenotazione obbligatoria – Evento con posti limitati

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi a:

Marco Ricciardi | delegato AIS Caserta | info@aiscaserta.it | mobile 333.4289133

Tasting Taurasi… Vendemmia 2008

Pubblicato da aisnapoli il 27 - gennaio - 2012Versione PDF

Di Karen Phillips

Per degustare Taurasi dovete capire Taurasi. Almeno questo è quello che credo. Quando degusto un vino, voglio capire il suo carattere. Da dove viene, il territorio. Voglio capire il percorso che questo vitigno, Aglianico, coltivato, vinificato e imbottigliato in una dei 17 comuni ricompresi nell’areale delimitato dalla DOCG. Come ha bisogno di maturare per almeno 3 anni (quattro per essere conosciuta come una Riserva), con uno di quegli anni in botte di legno (18 mesi per la Riserva). In altre parole, per degustare, è necessario comprendere.
Quindi, quando sono stato invitata a partecipare ad un weekend a Montemiletto (Av) per provare la nuova annata di Taurasi 2008, mi sembrava  l’occasione perfetta per assorbire quanto più potevo di questo interessante ed intenso rosso DOCG della Campania.Venerdì 20 gennaio. La sera prima che  il primo bicchiere del 2008 venisse versato, ho partecipato a una conferenza presentata da sei grandi enologi: Roberto Di Meo, Michele D’Argenio, Gennaro Reale, Fortunato Sebastiano, Massimo Di Renzo e Vincenzo Mercurio. Il loro compito è stato diviso in due parti. Prima hanno presentato informazioni sull’annata 2008. La vita in vigna rispetto alle condizioni climatiche, alle precipitazioni ed alle temperature, etc. Dettagli come questi hanno un evidente impatto sulla vita di una vite, su di un acino d’uva e, ovviamente, un impatto determinante su quello che analizzeremo più avanti nel nostro bicchiere. E per quanto riguarda l’annata 2008? Classificata come una annata calda…hot. La giusta quantità di pioggia, temperature ideali per l’Aglianico. Uva arrivata in cantina nella maggior parte dei casi perfettamente sana ed a completa maturità fenolica.  I mosti con una buona gradazione zuccherina (circa 14 gradi Babo) e  un’acidità spiccata. Successivamente, il territorio Taurasi DOCG è stato presentato per noi in quattro zone ben distinte, quattro macroaree. Ogni area è stata esaminata a fondo in modo da poter conoscere alcuni dettagli quali il profilo del terreno, l’altitudine e l’esposizione al sole. Ho ascoltato attentamente questa parte della lezione ben sapendo che sarebbero state informazioni assai utili durante il blind tastino previsto per il giorno successivo. Perché? Perché, per la prima volta nei 10 anni di questo evento, gli organizzatori della Miriade & Partners hanno deciso di presentare i vini in gruppi sulla base di queste quattro zone con una quinta categoria di vini ottenuti con uve provenienti da 2 o più macroaree diverse. Anche loro credevano che fosse importante capire…

Sabato 21 gennaio. Ore 09.50, ho preso il mio posto a un tavolo nel castello di Montemiletto, nel cuore del centro storico e mi preparavo a degustare. Trentasei le cantine erano indicate sul programma per un totale di 60 vini. Taurasi 2008, 2007, 2006 e 2005 5 e Irpinia Campi Taurasini Doc, Irpinia Aglianico Doc e Campania Aglianico IGT 2010-2007 erano disponibili per essere valutati. Io volevo degustare i Taurasi 2008.

Il Territorio di Taurasi

Volevo degustare i vini provenienti da Quadrante Nord-Riva Sinistra. Venticano, Pietradefusi e Torre le Nocelle sono i comuni qui.Questa zona è solitamente più calda delle altre zone, il terreno è argilloso per la maggior parte anche se alcuni settori hanno quote significative di calcare e di sabbia. I vigneti sono distribuiti ad un’altezza tra i 300e i 400 metri sul livello del mare a sud. Il tempo di raccolta inizia da metà ottobre. Vini che si caratterizzano per un profilo sensoriale di tabacco dolce. Volevo sperimentare i profumi ed esplorare i vini di aziende vinicole come Pietracupa, Donnachiara, Colli di Lapio, e I Favati.

 

Pietracupa

Volevo degustare i vini della Valle Centrale-Riva Destra. Vini prodotti nei comuni di Taurasi, Mirabella Eclano, Luogosano, Bonito, Sant’Angelo all’Esca e Fontanarosa. I vigneti qui sono in una zona che è più fresca rispetto alla parte sinistra del fiume e sono collocati ad quota tra i 400-450 metri di altezza. Mi è stato detto che a causa del terreno in questa zona, i vini qui sarebbe stati generalmente più eleganti e saporiti. Qui ho provato i vini dei Feudi di San Gregorio, Ponte Terra, Vigna Villae, Guastaferro, La Molara, Sella delle Spine, e Tenuta Cavalier Pepe.

 

Tenuta Cavalier Pepe

Poi ho voluto degustare i vini del Versante Ovest-Le Terre del Fiano. Questa zona  aveva suscitato la mia curiosità. Questa è una zona conosciuta per il Fiano di Avelllino, ma storicamente invece era un territorio dove si trovavno vigneti di Aglianico. I vigneti qui sono distribuiti tra i comuni di Montemiletto, Montefalcione, Lapio e San Mango sul Calore con un terreno che è sostanzialmente argilloso. Una zona in cui sono stata numerose volte alla ricerca del perfetto Fiano. Dovrei trovare differenze notevoli nei vini presentati? Due le cantine di questa zona; Antico Castello e Benito Ferrara.

 

Ferrara Benito


Ero pronta per degustare i vini provenienti dal Versante Sud-Alta Valle. Ovvero i comuni di Castelvetere sul Calore, Montemarano, Castelfranci e Paternopoli. Aree in cui ho trascorso molto tempo negli ultimi due anni. Vigneti con una’altitudine tra i 450 ed i 700 metri sul livello del mare. Quasi in montagna. Questa zona ha diversi tipi di terreno, ma il dato su cui mi sono soffermata di più è stato che qui le uve hanno più tempo per maturare lentamente e spesso il raccolto viene completato nel mese di novembre. Materie prime ricche di alcool, tannini e acidità. I vini che hanno anche bisogno di un invecchiamento più lungo. Ho provato nove vini di questa zona: Di Prisco, Amarano, Villa Raiano, San Paolo, Tecce, Colli di Castelfranci, Urciuolo, Il Cancelliere, e Contrada Vini.

 

Amarano

Poi… la possibilità di vedere ciò che accade nel mio bicchiere, quando c’è è un mix … un assemblaggio da 2 o più macroaree. Mastroberardino con uve dei loro vigneti di Montemarano e di Mirabella Eclano, mentre Rocca del Principe  utilizzate da uve provenienti da Taurasi e da Montemarano.

 

Rocca del Principe

E così ho assaggiato 24 Taurasi. Ho esaminato quel colore rubino scuro, immerso il naso in un ampio ventaglio di profumi che vanno dalla cenere, alle spezie come pepe ed a una profonda ciliegia matura. Ho assaggiato tannini grezzi, in alcuni casi, lievi in altri, ma raramente travolgenti. Ho trovato un paio di favoriti e qualche sorprese. Alcuni vini erano campioni di botte il che significa che li abbiamo assaggiati mentre è ancora in corso il processo di invecchiamento. In altre parole, l’azienda ritiene che essi non sono ancora pronto per la commercializzazione. Hanno bisogno di tempo.
E va bene così. Perché anche questi vini, all’assaggio, mi ha aiutato a capire un po’ di più sull’ Aglianico, un po’ di più sul territorio, un po’ più di Taurasi … Non voglio paragonare una zona all’altra in termini di qualità. Non é bello quel che é bello, ma é bello quel che piace. Ogni azienda ha la propria interpretazione del Taurasi. Naturalmente ho delle preferenze ma rispetto e so  apprezzare le loro differenze.

Perché per degustare Taurasi dovete capire Taurasi.

Almeno questo è quello che credo …
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