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Il Mondo e la Gastronomia 1/5 – L’Europa

Pubblicato da aisnapoli il 9 - gennaio - 2012 Versione PDF

Di Mauro Illiano* 

Preordinatamente ad ogni considerazione mi urge avvisare i lettori che la presente analisi non ha alcuna ambizione di assolutezza, in quanto l’universo culinario è troppo vasto per poter essere esplorato con un solo articolo, e, proprio come quello spaziale, si caratterizza per il fatto di essere in perenne espansione, dunque ogni tentativo di descrizione è destinato ad assumere una validità relativa a causa dell’innata finitezza di ogni cosa conosca un punto d’arrivo. La presente è piuttosto una breve panoramica sulle sfumature che la gastronomia tende ad assumere nelle differenti aree  del mondo.

Bene, si fa presto a dire “pasto”. In realtà il valore che questo rituale assume a latitudini e longitudini differenti è sbalorditivamente diverso.

Personalmente ho avuto la possibilità di testare, grazie ai miei viaggi che mi hanno condotto nei luoghi più disparati del pianeta, il differente approccio delle diverse popolazioni del mondo all’atto di consumare un pasto durante la giornata.

Innanzitutto va detto che pasteggiare, o per meglio dire, il cibarsi, ha assunto nei secoli un valore tanto differente e delle sfumature tanto più complesse con l’avanzare del grado di evoluzione dell’uomo.  Intendo dire che, messo da parte il problema principale, cioè l’assicurarsi del cibo in maniera costante, l’essere umano ha iniziato ad affinare l’arte culinaria sino a trasformare radicalmente il senso stesso dell’atto di mangiare. Ma tale evidenza non è tuttavia riscontrabile in ogni angolo del pianeta..

Per poter dare all’argomento una maggiore fruibilità, nonché per alleggerire il compito di voi lettori, ho ritenuto opportuno scindere la presente analisi in cinque appuntamenti, ognuno dedicato ad uno specifico continente. Inizieremo con L’Europa per poi passare in rassegna l’America, l’Asia, l’Oceania,  ed in fine l’Africa.

 

LEGENDA

Piatto povero: Piatto di fattura elementare ritrovabile nella maggior parte dei territori appartenenti al continente

Piatto ricco: Piatto sofisticato esemplare della cucina più raffinata del continente

Cucine dominanti: Nazioni che esercitano le maggiori influenze sulla cultura gastronomica del continente

Cultura media sul cibo: Grado di avanzamento culturale della popolazione complessiva in ambito gastronomico. Per tale valutazione si sono presi in considerazione indici di diversa natura (capacità di cucinare, tendenza nel frequentare ristoranti o corsi di cucina, tempo e spazio dedicato dai mass media all’argomento cibo-vino ecc.)

Concentrazione di ristoranti d’eccellenza: Numero di ristoranti degni di nota presenti  in ogni continente

Gradi gastronomici: Metro valutativo del livello complessivo di cultura gastronomica raggiunto dal continente. La scala va da un punteggio minimo  di 1 ad un massimo di 10. Per la valutazione sono stati considerati svariati elementi quali: qualità media dei prodotti, diffusione degli stessi sul territorio, livello di interesse complessivo della popolazione, numero di eccellenze riscontrabili nel continente, ecc.

 

EUROPA

Ebbene, nonostante sia difficile eleggere una vera e propria zona dominante per ciò che attiene la gastronomia, soprattutto in considerazione della eterogeneità degli elementi valutabili a tal fine, ritengo, tuttavia, possibile poter affermare che la zona terrestre dove si da più importanza al pasto sia l’Europa. Attenzione, tale importanza è ingannevole, in quanto va letta in modo inversamente proporzionale rispetto alla rilevanza che ha in sé l’atto di cibarsi. Il rapporto uomo-cibo, nel vecchio continente, va assumendo infatti sempre più le sembianze di un legame di tipo artistico, superando di ora in ora l’originale scopo sopravvivienziale. Oggi, in effetti, l’Europa è la culla della gastronomia d’eccellenza, il luogo dove un pranzo può assumere un ruolo completamente diverso da quello di rispondere al fabbisogno calorico di ogni uomo. Qui il cibo e le sue forme sono diventate motivo di differenziazione sociale e culturale, appartenenza ad un rango d’eccezione, sfogo e passatempo di classi più abbienti, e persino efficace cura antidepressiva. In Europa si trova il più alto numero di ristoranti di classe, nei quali si ha la possibilità di assaggiare i più ricercati ingredienti appartenenti ad ogni regione del pianeta; in Europa è possibile trovare chefs con ogni specializzazione esistente; in Europa il costo medio di un pranzo è decisamente alto; e sempre in Europa vi è la più alta concentrazione di palati esigenti. Senza volersi ne potersi calare negli spazi delle differentissime cucine dei diversi Stati europei, si può affermare che ovunque ci si lanci, in Europa, si casca sempre in piedi. Qui, infatti, la qualità media dei prodotti è distinta, la gamma degli ingredienti è ricca, la cultura media di ristoratori e consumatori è alta, e la progressione in termini qualitativi dell’offerta gastronomica complessiva negli ultimi anni è decisamente impressionante. Oggi è possibile affermare che in Europa, e forse solo in Europa, esiste un’autonoma cultura del gusto, capace di influenzare le scelte di vita della gente e di riservare al nostro continente un ruolo d’eccezione nel panorama gastronomico mondiale.

E il vino? Beh, in Europa la qualità in ambito enologico, (intendendo per questa la capacità di produrre vini di alta qualità nonché la possibilità di reperirne), è assolutamente di primo livello. Basterebbe nominare le sole nazioni Francia ed Italia per mettere in salvo la reputazione dei vini europei, ma a completare la straordinaria offerta in ambito enologico vengono in soccorso le produzioni spagnole, portoghesi e tedesche, solo per citarne alcune. Poco da aggiungere, l’Europa, anche per ciò che attiene il vino, non ha nulla da invidiare al resto del mondo.

Cornice

Piatto povero: Zuppa di legumi (comprendente erbe aromatiche, sale, olio). Può costare 2-3 €

Piatto ricco: Risotto con aragoste, nocciole e caviale di Kaki. Può costare 40-50 € a piatto

Cucine dominanti: Francese e Italiana

Cultura media sul cibo: Medio-alta, si cucina praticamente in tutte le case, molti frequentano ristoranti con discreta frequenza, la cultura di bevande quali vino o birra è radicata quasi ovunque, esistono scuole ed università dedicate alla gastronomia, si sono sviluppati corsi di approfondimento alla portata di tutti, i grandi chefs abbondano, i mass media dedicano diversi programmi alla tematica cibo-vino

Concentrazione di ristoranti d’eccellenza: Medio-alta nei Paesi più ricchi, media altrove, bassa solo nei Paesi più disagiati

Gradi gastronomici: 10 – Per la capacità di eccellere in ogni ambito gastronomico, per il grado di interesse raggiunto dalla popolazione, nonché per il livello medio dei prodotti reperibili.

*Mauro Illiano, 30 anni, 1 laurea in giurisprudenza, 2 libri pubblicati, 5 continenti visitati per un totale di 26 Nazioni e 270 città del Mondo escludendo l’Italia.

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