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Il naturale mondo del vino

Pubblicato da aisnapoli il 7 - marzo - 2012 Versione PDF

Di Fosca Tortorelli

Bella rassegna, quella dei Vini Naturali all’Hotel Columbus di Roma, organizzata da Tiziana Gallo. La manifestazione era prevista per l’11, ma è stata rinviata (causa neve) al 18 e 19 febbraio 2012.

L’obiettivo principale è stato quello di creare un filo diretto tra gli appassionati e i produttori, facendo conoscere le diverse espressioni delle realtà territoriali nei loro banchi d’assaggio e soprattutto far comprendere meglio tutto il lavoro che occorre per arrivare a produrre un vino naturale (ossia un vino prodotto senza l’utilizzo di agenti chimici e sistemici in vigna e, senza l’aggiunta, in cantina, di lieviti o altre sostanze, con un impiego limitato di anidride solforosa e nuove tecnologie).

Avendo partecipato anche l’anno precedente, ho potuto riscontrare un clima molto più rilassato, ed un pubblico più appassionato.

E’ stato emozionante interagire con persone che ti parlano con sensibilità delle loro “creature” e della fatica necessaria per arrivare ad una determinata espressività, persone umili e desiderose di condividere la meravigliosa avventura che hanno intrapreso.

Quello che lega le scelte produttive e di vinificazione dei diversi produttori che hanno partecipato alla manifestazione è quindi la sottile ricerca del vino come prodotto spontaneo e profondo, sempre più capace di comunicare i frutti della vigna da cui viene prodotto, e che, allo stesso tempo, cerca di sollecitare il gusto con sapori diversi e sorprendenti.

E’ stato altresì sorprendente constatare che moltissimi tra i produttori sono giovani, il che dimostra la volontà di investire, proponendo all’assaggio nuove interpretazioni dei vitigni noti e consolidati, cercando di renderli sempre riconoscibili ma senza enfatizzarli eccessivamente.

Risulta inoltre doveroso sottolineare come negli anni, la selezione dei vini naturali posti alla nostra attenzione, è migliorata enormemente.

Ma entrando più nel vivo della manifestazione, mi farebbe piacere condividere delle brevi note su alcuni vini che mi hanno colpito in maniera più profonda regalandomi diverse emozioni.

In questo contesto i produttori Dolomitici si sono proposti assieme e l’interesse è stato veramente notevole.

Da segnalare il “Vigna Sottovi” di Francesco Poli, molto floreale, in cui si utilizza pochissima solforosa e presenta eleganza e spiccata personalità. e, seppur meno intrigante, la Nosiola di Castel Noarna 2010 prodotta vicino a Rovereto.

A seguire il Manzoni bianco di Alessandro Fanti con una bella vivacità e definizione dei profumi, agrumi, mandorle, accenni di miele e solo una leggera speziatura ,ricco di grande soddisfazione, con un’acidità ben calibrata.

Il Sauvignon di Maso Furli dai sentori erbacei, floreali e minerali, che donano a questo vino una potenza olfattiva. davvero interessante. In bocca si esprime al meglio per freschezza e mineralità, risultando un vino di buona sapidità e acidita..

Poi è stato interessante assaporare e percepire le differenze territoriali tra Colli Orientali del Friuli e Collio nell’espressione di un unico produttore, l’azienda I Clivi, con una elegante e persistente RBL Spumante Brut Nature ed il caratteristico e complesso Brazan 2009, Collio DOC.

Poi ho affrontando il Carso, gustando i prodotti di Cotar, Klinec, Zidarich e Terpin, quattro produttori interessanti, ma a mio avviso, soprattutto i prodotti di Klinec e Benjamin Zidarich, mi hanno lasciato forti emozioni con note espressive e fortemente identitarie del territorio.

Per non parlare dello spessore del Vinudilice di Foti, che nel bicchiere già con il suo colore rosa antico, conquista immediatamente. In bocca è sottile, con un’acidità forte e con note silvestri che sembrano quasi evocare il bosco di lecci da cui prende il nome.

Restando in tema di rosati ho provato anche il Rosato di Bonavita, il cui colore tenue dovuto alla brevissima macerazione già affascina,  regalandoci emozione e dinamismo al gusto.

Interessantissime le 5 linee di Verdicchio dei Castelli di Jesi prodotte da Pievalta compresi uno spumante Extra brut, il Perlugo, e un Passito. In particolare mi hanno colpito Il “San Paolo” Pievalta, che è un Classico Superiore Paolo e il Dominé (blend delle due vigne). Un assaggio ampio con tanto di verticali (Dominé e San Paolo).

Non posso non sottolineare consistenza e l’eleganza dell’Osso San Grato dell’azienda Antoniolo, la briosa Malvasia Vej dell’azienda agricola Podere Pradarolo.

Non ultimo il grandioso e stupendo Picolit, Marco Sara e l’eroica Malvasia di Vulcano di Paola Lantieri, appassionante all’assaggio, con una fantastica successione di toni dolci e agrumati lasciando lontana qualsiasi stucchevolezza e rendendo la beva gustosissima.

L’elenco è lungo, ma lascio agli appassionati ed ai cultori lo sprone ad ascoltare i vini naturali mostrandosi aperti e disponibili verso di loro, per coglierne il sottile fascino che li caratterizza.

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