Associazione Italiana Sommeliers

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La Campania come mosaico di Terroirs

Pubblicato da aisnapoli il 17 - aprile - 2012 Versione PDF

Di Fosca Tortorelli

Nel 2011 l’AIS Campania ha inaugurato un ciclo di appuntamenti di aggiornamento per sommelier, ossia una serie di incontri fondamentalmente di natura“culturale”, dato il riscontro positivo, si è pensato di riproporlo anche quest’anno.

Infatti per un’associazione dove uno degli obiettivi è il poter trasmettere in maniera attenta e competente la “cultura del vino”, diventa necessario acquisire anche aspetti di natura più scientifica e appartenenti in senso ampio al contesto vino, proprio per poterne parlare in modo consapevole.

Il tema proposto per l’aggiornamento di quest’anno riguarda il rapporto suolo-vino, argomento che suscita notevole interesse nella comunità enogastronomica. Diventa quindi necessario fare un po’ di chiarezza sulla “reale” correlazione tra questi due elementi.

Per il primo seminario dal titolo; “Il territorio nel vino: utopia o realtà?” è stato invitato il Prof. Fabio Terribile, docente di Pedologia della facoltà di Agraria dell’Università Federico II.

Il prof. Terribile insegna numerose materie presso il Dipartimento di Scienze del Suolo e della Pianta, ma è risaputa la sua attenzione scientifica alla relazione tra i terreni e la vite.

La sua testimonianza ha rappresentato il primo passo per questo tema che verrà trattato anche da diversi punti di vista, in modo da fornire una panoramica precisa ed esaustiva dell’argomento. Infatti il secondo incontro sarà a cura di Armando Castagno, che Il 21 aprile affronterà lo stesso tema da una visuale completamente differente, con la lezione dal titolo: “La Terra ha voce”.

Ma tornando alla lezione del prof. F. Terribile, è stato importante partire dal significato profondo che lega il vino con il territorio, intendendo quest’ultimo come l’integrazione di diversi fattori. Il professore ha chiarito cosa si intende per suolo, ha descritto la sua classificazione e ha esposto i suoi componenti. Ha inoltre affrontato il concetto di porosità e attraverso prove pratiche ha mostrato la capacità di assorbimento dell’acqua, da parte di diversi campioni di terreno.

Ha sottolineato l’Importanza dei diversi cromatismi e della tessitura dei terreni.

Ha poi spiegato il legame tra terroir, clima, suolo e vitigno e di come questi aspetti sono parte integrante del processo di vinificazione.

Infatti studiare la composizione e l’enorme varietà dei suoli e dei territori, ha indubbi vantaggi anche in termini di marketing, permette di innalzare la qualità dei vini intervenendo in vigna al fine di produrre un’uva di qualità superiore ed orienta maggiormente alla tutela dell’ambiente e del paesaggio la produzione.

Il prof. Fabio Terribile ha anche presentato in anteprima alcuni dei risultati di un progetto sperimentale di ricerca internazionale per la mappatura e interrogazione telematica del territorio della Valle Telesina, ricordando come, molto del potenziale sottovalutato del settore vitivinicolo campano risieda nella diversità dei suoi territori e, in particolare, nella diversità dei suoli, aspetti questi, che vanno monitorati e amministrati per consentire la compresenza tra la conservazione del paesaggio e la produzione di utile.

Per cui è importante ripartire, anche in Campania, dalla conoscenza dei terreni, dei microclimi, della vite, e delle loro relazioni, per approcciare, in maniera scientifica, alla vigna e al vino in modo da fornire a ciascun operatore della moderna gli strumenti per il corretto approccio ai problemi di programmazione e gestione del proprio lavoro.

Questa giornata di studio e di confronto si è poi conclusa con una interessante degustazione di due vini francesi.

La prima degustazione è stata sostenuta dal nostro caro delegato Tommaso Luongo, che ha dato anche qualche piccola nota sul territorio di produzione.

La scelta del primo vino è ricaduta sul Blanc de blanc vieille vigne de Cramant Grand Cru di Larmandier Bernier, millesimato 2006, che è risultato un vino avvolgente, con una acidità di bocca affilata, ma sottile, decisamente un vino piacevole soprattutto in abbinamento.

Il secondo vino è stato degustato da Franco de Luca, che tra l’altro, insieme alla collaborazione di Giovanni Aiuolo e Giovanni Ascione si è occupato dell’organizzazione di questo secondo percorso di aggiornamento in qualità di coordinatore della didattica per l’Ais Campania.

La scelta del secondo vino è ricaduta su un rosso della Valle del Rodano, lo “Chateauneuf du Pape La Crau 2009 – Vieux Telegraphe” con uvaggio a base di Grenache Noir 65%,Mourvèdre 15%,Syrah 15%,Cinsaut,altre 5%, che  ha mostrato la complessità del territorio (il plateau de La Crau). E’ un vino dall’aspetto apparentemente snello, ma di carattere e sostanza. Ha una voce morbida sul palato, ma rivela una fusione ben composta con tannini sottili ed eleganti e con una dorsale acida presente, che entra piano.

Il primo incontro si è dunque concluso con tanta voglia di approfondire  sempre di più la conoscenza dei nostri suoli, puntando ad una viticoltura  specializzata e a basso impatto ambientale.

Foto di Vincenzo Busiello

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