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La mia arancia si chiama “zi Maria” e la tua?

Pubblicato da aisnapoli il 16 - novembre - 2012 Versione PDF

Di Piero Parisi*

Da una semplice arancia può nascere qualcosa di importante. In questi giorni seppur in modo lieve iniziano ad arrivare i primi freddi, questo significa che arriva la frutta della stagione autunnale, gli agrumi, dipinti di un pò di giallo e verde insieme, un bellissimo colore della natura non artefatto, arance dalle dimensioni tutte diverse, piccole, grandi, con delle foglie verde scuro,vederle così tutte insieme vi garantisco che sono dei colori bellissimi. Ieri ho avuto il piacere di incontrare “zi Maria“, nel suo aranceto, mi mostra due quintali di arance appena raccolte, mi racconta che un commerciante della zona vedendole di colore non omogeneo e di dimensioni diverse, le ha classificate di seconda scelta, e voleva comprarle a 20 centesimi al kilo, Maria sapendo che sono un suo sostenitore ha deciso di creare qualcosa con le sue arance attraverso me, io le ho prese tutte e ho iniziato la trasmormazione, ho creato la spremuta di zi Maria, la marmellata di zi Maria, un liquore di zi Maria, con le bucce ho preparato delle scorzette in vasetto, ho preparato dei canditi per i dolci, le foglie le uso intorno ai primi sali, aromatizzano. Nei banchi della grossa distribuzione rimaniamo colpiti dalle grosse arance tutte arancione, mi chiedo ma sono tutte italiane e da dove provengono? Il mio invito è sempre quello di sostenere i nostri produttori. In Sicilia purtoppo i contadini devono misurare i loro prodotti con quelli delle altre nazioni e non sempre riescono a mantenere i prezzi. Di solito sui banchi della grande distribuzione noi non notiamo la differenza, vi assicuro che i grandi mediatori hanno un’utile elevato. Ma è sempre giusto pensare ad un utile a discapito della qualità e distruggendo il mercato ai nostri contadini, martorizzandoli. Ecco perchè vi chiedo di dare un volto ai prodotti che comprate e a porvi domande. Se si acquistano delle arance da un produttore locale, prodotti sani, si aiutano i nostri produttori a vendere arance italiane, si sostengono contadini che di solito lasciano incolta la terra perchè i loro prodotti non hanno una remunerazione adeguata. Provate a fare una ricerca e vedrete che in Sicilia ci sono interi campi di scarto, nonostante la scelta delle politiche agricole di far aumentare la percentuale di succo di arancia da mettere nei prodotti a base di arance. Credo che per anni abbiamo pensato troppo a fare business penalizzando il nostro territorio e la nostra identità agricola, oggi ne paghiamo le conseguenze. Pensiamo come da un semplice acquisto sosteniamo i nostri contadini, e possiamo far ripartire una grande e soprattutto sana economia. Le tradizioni, rafforzano la nostra identità, le tradizioni devono avere ali per nostri produttori. Purtoppo a malincuore in giro per il web e sui giornali vedo piatti e ricette ma non vedo mai il volto chi fà arrivare quei prodotti sulle nostre tavole, vedo sempre di più sponsorizzazioni di selezionatori di prodotti che fanno alzare i costi ai prodotti, e vedo persone che non pensano.

*Chef Era Ora

Via Circumvallazione, 182, Palma Campania (Na)

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