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VITICOLTURA DEL FUTURO: voi cosa ne pensate?

Pubblicato da aisnapoli il 29 - novembre - 2014 Versione PDF

talebani-in-gruppo1Di Gerardo Vernazzaro*
Cari enoappassionati la ricerca va avanti anche se alcune volte non ci piace spesso perche il NUOVO spaventa e ci spiazza. Da alcuni anni la ricerca nel settore viticolo sta procedendo verso la selezione di nuovi portinnesti e sulle varieta’ RESISTENTI ( in particolar modo alla peronospora e all’oidio). Le varieta’ resistenti nascono da INCROCI di due o piu’ varieta’ mediante metodi convenzionali (non ogm). La Germania ha già inscritto nel catalogo nazionale le seguenti varietà resistenti: Bronner, Cabernet cortis, Prioris, Cabernet carbon e solaris, tutte a ciclo breve e maturazione precoce e non adatte al clima mediterraneo e hanno una sola resistenza o all’ oiodio o alla peronospora ( ce ne son anche altri selezionati in altri stati membri: Helios, Orion, Prior, Phoenix, Regent, Sirius, Villaris).
IGA e università di UDINE dal 2006 stanno portando avanti questa ricerca in collaborazione con VCR e UIV per selezionare varietà che si possano adattare alle nostre condizioni pedoclimatiche.
Le varieta’ sono frutto di incroci tra VITIS VINIFERA e IBRIDI INTERSPECIFICI e contengono almeno il 95% del patrimonio genetico di vitis vinifera ed hanno entrambe le resistenze .
GERMANY-DIGITAL-INDUSTRY-NEXT-GOOGLE GLASSQueste NUOVE varieta’ hanno il vantaggio di mantenere le caratteristiche enologiche della vitis vinifera con il PLUS del carattere RESISTENZA, quindi in alcune zone viticole con condizioni pedoclimatiche buone ed in annate FACILI, si puo’ evitare di fare TRATTAMENTI, mentre in annate sfavorevoli (vedi 2014 ) al massimo 1-2 trattamenti, e questo ha due vantaggi: il primo rientra nella tendenza sacrosanta del basso impatto per il Pianeta e si inserisce a pieno in una conduzione bio con il vantaggio di diminuire o talvolta eliminare l’ utilizzo di RAME ( che è un metallo PESANTE) e inoltre un grande risparmio economico per il viticoltore.
Nei millenni la selezione naturale e quella umana ci hanno lasciato in eredità i vitigni che conosciamo, ora la ricerca finalizzata a certi obiettivi ci sta presentando queste nuove varietà e con buone probabilità questa sarà la “VITICOLTURA DEL FUTURO” quindi tra poco la finiremo di parlare di lieviti indigeni, solforosa, ecc. e si inizierà  a discutere su questi aspetti viticoli e gli amanti del nettare di bacco si divideranno in TALEBANI, POSSIBILISTI, NEUTRI e i  PRO.
Siete pronti a bere tra 20 -30 anni un EARLY AGLIANICO o un PETIT PIEDIROSSO e un GRECO dore’? e tu a quale delle quattro categorie appartieni?

*Enologo

Un Commento a “VITICOLTURA DEL FUTURO: voi cosa ne pensate?”

  1. luca bolondi dice:

    Buonasera, sig. Vernazzaro, la classificazione proposta ritiene ammissibile essere PRO ricerca (in tutta la filiera vitivinicola), POSSIBILISTA per quanto attiene l’applicazione viticolturale (semplici prudenze di test di prevalutazione delle novitá), NEUTRO riguardo all’impatto sul settore (sta alla politica dei disciplinari et consimili far proprie le applicazioni) e TALEBANO nella degustazione (novitá o consuetudine, una volta nel calice é la qualitá che conta)?
    Grazie per avere proposto al Blog un argomento di interesse e stimolo.
    Suo
    Luca Massimo Bolondi

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