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Casa Lerario, chi trova un orto trova un tesoro…

Pubblicato da aisnapoli il 1 - febbraio - 2015 Versione PDF

DSCN4713Di Mauro Illiano

Esiste un luogo lontano dal mondo che finisce ogni giorno sotto i nostri passi, un luogo lontano dal frastuono, dai dedali cittadini, dalle ombre disegnate da grigi edifici su grigie strade. In questo luogo vive felice la natura incontaminata, rifugiata intorno ad un casolare aggrappato ad una collina in cui slanciati alberi e piantagione bassa sembrano voler disegnare un paesaggio dalle linee ultraterrene. Rigogliose o spoglie, macchie di bosco si vestono e si svestono con l’alternarsi delle stagioni, mentre tutto intorno un canto di usignoli, picchi e ghiandaie funge da colonna sonora a questo paradiso rupestre. Chi ha visitato le museali stanze di Casa Lerario lo sa. Sa che qui vive il confine tra il convenzionale e l’unico, sa che questo fazzoletto di terra è ideale luogo di fuga dai non luoghi urbani, sa che a soli quaranta minuti da Napoli, al numero 6 di Contrada Laura, Melizzano, esiste una chance di rigenerazione, e tutto ciò è alla portata di tutti.

Questo gioiello non è frutto del caso, l’ex residenza della famiglia Lerario è ora un’opera d’arte aperta a tutti, consistente in una tenuta elegante in stile country, impreziosita da pezzi d’arredamento unici e da un capolavoro nel capolavoro, l’orto di casa, un incredibile risultato figlio della pazienza e della meticolosità dei proprietari Pietro Lerario e Sonia Nobler, uno scrigno di materie prime di altissima qualità, una garanzia di genuinità insostituibile. E proprio intorno all’orto si incentra il ciclo di degustazioni denominato “8rto X 4uattro”, sequenza di eventi firmata dai giornalisti enogastronomici Laura Gambacorta e Giampiero Prozzo, che ha visto come primo protagonista, Sabato 31 Gennaio 2015, Peppe Guida (chef stellato della Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense), e che vedrà impegnati rispettivamente, domenica 1 marzo Eduardo Estatico (JK Place di Capri), sabato 28 marzo Mirko Balzano (Pietramare di Isola Capo Rizzuto), ed in fine sabato 2 maggio Cristian Torsiello (Osteria Arbustico di Valva). Un quartetto di pranzi impreziosito dalla partnership con il Pastificio dei Campi di Gragnano e dall’accompagnamento vinicolo di assoluto spessore, rappresentato dai vini di Fattoria la Rivolta 1812 di Torrecuso.

DSCN4734Dunque, la prima uscita è stata un magnifico successo. Il superlativo Chef Peppe guida si è presentato con un menu completamente incentrato sui prodotti di Casa Lerario, materie prime raccolte dai campi circostanti il casale o ricavate dal bestiame selezionato da Mr. Pietro Lerario. La ricerca e la sperimentazione dello Chef hanno prodotto un antipasto rappresentato da Migliaccio, pancetta fresca e stagionata di maialino grigio, broccoli e papaccelle, piatto dal bilanciamento inarrivabile, abbinato ad una spumantizzazione di Greco di Tufo, Ellenikos. A seguire sono giunte in tavola le  Penne a candela Pastificio dei Campi, cipolle, uova, alloro e pecorino stagionato in pietra, in grado di accalappiare l’attenzione ed il piacere finanche dei detrattori della cipolla. Il piatto è stato retto da un Greco Taburno Sannio Dop 2013. E’ stata poi la volta del Capocollo di nero casertano, finocchi, broccoli e mele annurche, piatto molto particolare, abbinato al Piedirosso Taburno Sannio Dop 2013. Dolcissimo il finale, rappresentato da Mele annurche cotte ai Carboni ricotta di pecora agli agrumi, briciole di frolla alla cannella e nocciole, prelibatezza delle prelibatezze, che ha fatto da compagna alla Grappa di aglianico.

Da oggi la mappa degli indirizzi gourmet imperdibili conosce una nuova X, chi dovesse percorrere il Sannio è avvisato, Casa Lerario è una tappa colma d’oro.

Durante la degustazione ho avuto modo di porre alcune domande a Pietro Lerario, patron di Casa Lerario, ecco il resoconto.

 

Come nasce e come cresce Casa Lerario?

Inizialmente è nata per hobby. La mia attività principale è la commercializzazione di bomboniere nel negozio di famiglia, che ha sede a Napoli dal 1921. Ho sempre avuto la passione per il buon cibo, per l’eccellenza. Il locale è aperto al pubblico da 15 anni, ma da 5 o 6 anni abbiamo cambiato marcia.

Qual è l’idea di fondo, il vostro obiettivo?

L’idea è trasmettere alla nostra creazione qualcosa della nostra vita. Infatti, in casa Lerario i clienti potranno notare oggetti acquisiti in giro nel mondo durante i nostri viaggi. Altro obiettivo è quello di raggiungere un grado di soddisfazione del cliente massimo, mediante un sostegno dalla A alla Z. Vogliamo che Casa Lerario diventi un luogo speciale per gli sposi che vorranno sceglierla. L’idea è cucire un giorno addosso agli sposi, creare un evento che sia uguale solo a sé stesso.

Quanto conta il binomio luogo/cucina nel gradimento del cliente?

Tantissimo, la cucina di alta qualità non ha senso senza un luogo che abbia un’anima. Ed è per questo che noi crediamo moltissimo nella squadra, perché ci mettiamo la faccia. Vogliamo che la gente identifichi il luogo con noi, con il nostro carattere, con i nostri prodotti, che sono coltivati da noi solo per i nostri clienti

Un Commento a “Casa Lerario, chi trova un orto trova un tesoro…”

  1. marisa orlandi dice:

    Stupendo,non vedo l’ora di conoscere questa meraviglia e degustare i suoi genuini prodotti

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