Salsiccia e Dintorni
Pubblicato da aisnapoli il 17 Ago 2009
Di Raffaele Bracale
Il clima, molto probabilmente, non è tra i più adatti, ma come si fa a resistere ad uno dei cult della gastronomia partenopea? Dalla tradizionale versione con i friarielli, immancabili compagni di merende, all’ irresistibile “Birra e Salsicce” , celebre tormentone di Totò Sciecco (qui) : ogni occasione è buona per una gustare una salsiccia come Dio comanda! (T.L.)
Stavolta invito tutti i lettori a leccarsi con me le dita; intendo, infatti parlare di uno squisitissimo alimento e cioè della salsiccia famosissimo insaccato di carne e grasso di maiale tritati sottilmente, addizionati di varie spezie, impastati ed insaccati appunto in un budello piú o meno grosso (seconda il tipo di salsiccia che se ne vuole ottenere) del medesimo maiale o talvolta d’agnello e può esser consumato crudo (seccato ed affumicato) o cotto (fritto o in umido); la salsiccia è preparata e venduta o in un unico pezzo di budello lungo circa 60 o 70 cm. o – piú spesso – tale lungo pezzo è suddiviso, mediante legatura in tante parti dette rocchi che risultano alti all’incirca 5 o 6 cm. cadauno;salsiccia etimologicamente pare risultare forse da un incrocio con l’aggettivo latino salsus/a ‘salato/a’ e la voce popolare ciccia (che può esser sincope di carniccia) = carne;rocchio di cui rocchi è il plurale è in primis un blocco di pietra di forma cilindrica che compone il fusto di una colonna e poi estensivamente un pezzo cilindrico di qualcosa: un rocchio di salsiccia, ogni porzione compresa fra due nodi; un rocchio di carne, un pezzo di carne magra, senza osso. etimologicamente rocchio è un derivato del lat. rotulu(m) ‘rotolo’In lingua napoletana salsiccia si rende con la voce saciccia che non è un adattamento corruttivo della voce italiana, ma etimologicamente deriva da un tardo lat. salsicia, neutro pl.inteso poi femminile , incrocio di salsus ’salato’ e insicia ‘polpetta’, deriv. di insecare ‘tagliare’;la voce rocchio come porzione compresa fra due nodi, si rende in napoletano con il termine capo/a (‘nu capo o ‘na capa ‘e saciccia) con derivazione dal basso latino capum per il classico caput =capo poi che, a mano a mano che i singoli rocchi della salsiccia vengon resecati il successivo risulterà pur sempre in testa, in capo alla lunga salsiccia.Tra i vari tipi di salsiccia da rammentare sono la luganega o lucanica, la cervellata, la nnoglia. Continue Reading »


