Archivio della categoria: I Viaggi

Rheingau/Wiesbaden Viaggio studio dell’Ais Campania 10/14 Giugno 2009

Pubblicato da aisnapoli il 23 Mag 2009

rheingau_map1.jpgSOMMELIER CAMPANIA IN  “Rheingau/Wiesbaden Riesling-Route”

Programma

Giorno 10/06

Ore 11,00 Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Fiumicino.

Imbarco sul volo delle h.15.05 con arrivo a Francoforte alle h.17.05.

Ore 18,00 Visita Città di Francoforte.

Trasferimento in autopullman privato ed arrivo a Wiesbaden .

Sistemazione nelle camere riservate c/o in Pentahotels Wiesbaden 4 Stelle.

Cena libera e pernottamento.

Giorno 11/06

Prima colazione a buffet in hotel.

Intera giornata dedicata alle Visite.

Trasferimenti in pullman .

Cena libera e pernottamento.

Giorno 12/06

Prima colazione a buffet in hotel.

Ore 10,00 visita e colazione in Azienda Reichgraf Von Kesselstatt

Ore 16,00 visita in Azienda Schloss Johannisberg

Cena libera e pernottamento.

Giorno 13/06

Prima colazione a buffet in hotel.

In mattinata visita e colazione in Azienda Schloss-Reinhartshausen

Ore 15,00 visita in Azienda S.A. Prum

Cena AIS Campania , prenotazione obbligatoria

Pernottamento in hotel.

Giorno 14/06

Trasferimento in autopullman privato per Francoforte.

Volo di rientro delle 16.50 con arrivo a Fiumicino alle h.18.35.

Quota individuale di partecipazione €670,00 camera doppia ; supplemento singola €120,00

La quota comprende:

4 pernottamenti in hotel 4 stelle in BB

Volo di linea Fiumicino/Francoforte/Fiumicino

Pullman a disposizione come da programma

Assicurazione medico bagaglio

La quota non comprende:

Assicurazione annullamento viaggio

Bevande, mance ed extra in genere

Tutto quanto non espressamente menzionato nella voce “la quota comprende”

N.B: Il costo delle visite e delle cene non e’ compreso nella quota di partecipazione.

Durante il soggiorno verrete informati circa i ristoranti disponib il i in zona per pranzare o cenare

Il programma può subire variazioni.

La prenotazione avverrà solo dietro versamento con bonifico bancario

Associazione Sommelier Campania

BCC di Casagiove

IBAN : IT 91 J - ABI 08987 - CAB 74840 – C/C 000010330616 ,

CAUSALE : Viaggio in Germania, entro e non oltre il 29 05 2009. ( posti limitati ) .

Per Info e prenotazioni : Associazione Sommelier Campania : info@aiscampania.it e/o tel/Fax 0823/345188 entro e non oltre 29/05/09. (comunicare data di nascita e codice fiscale ).

Atlantidea…dal nostro “inviato” capoverdiano

Pubblicato da aisnapoli il 29 Gen 2009


di Luca Massimo Bolondi

Inutile cercare in terre lontane significati al mondo, se non li si sanno cogliere dietro la collina di casa. Anche se le esperienze che si possono fare, animati dallo stesso spirito, sono affatto diverse. Come dire che tra Giacomo Leopardi e Lord Byron si può sempre scegliere Bruce Chatwin. L’esercizio della sensibilità ai luoghi ne presuppone il possesso, e la disposizione che ci fa comprendere e apprezzare l’ermo colle è sostanzialmente la stessa nel Peloponneso o in un arcipelago dell’Atlantico tropicale. Ho la ventura di scrivere da Sao Vicente, Capo Verde, ex colonia portoghese, dove un soggiorno di lavoro si svolge a ritmo africano, quindi rarefatto al punto giusto da offrire spazi allo studio, alla riflessione e alla degustazione. Sullo scaffale delle Mercearias locali, fortunatamente climatizzate e in penombra, si possono trovare un centinaio di etichette lusitane di vini bianchi e rossi, una scelta quasi completa di vini di Porto, una mezza dozzina di presenze italiane che è meglio sottacere, la solita distilleria internazionale da sbarco e, dulcis in fundo, la produzione di vino e distillati autoctoni. Per quanto le chicche non manchino mai, anche negli spigoli del mondo, la eventuale Associazione Caboverdiana Sommelier un domani ne avrà di lavoro da fare…
Nel frattempo affido agli endecasillabi e alla posta elettronica questa esperienza.

Trovammi dell’atlante in su la terra
che dall’oceano mare è circondata,
che dell’umanità rifugge guerra,
che dalla creola gente è popolata.
Sono isole di roccia e rena rossa
che gli alisei carezzan tutto l’anno,
cui il tropico del Cancro scalda l’ossa,
cui pioggia è rara, ché se dà fa danno;
ricca di gente povera ma vera,
che il giogo lusitano un dì ha provato,
ma che, d’africo orgoglio resa fiera,
sola l’indipendenza ha conquistato
e dal quel cinque luglio d’anni orsono
pian piano ha costruito il suo destino.
Non tutto è stato sempre bello e buono
e ancora lungo assai pare il cammino
ma ognun creolo, bedju o figlio d’altrove
lavora e del buon dio attende le prove.
Ognuna delle dieci terre attive
ha forma e vocazion particolare;
le unisce un nome, un popolo le vive
e le separa solo il grande mare.
Una si chiama Sale, un’altra Fuoco
e ben puoi immaginarne la ragione,
l’una fu una salina ed oggi è un loco
ove il turista passa per padrone;
l’altra è un vulcano attivo, coltivato
da bravi vignaioli che l’altura
sfidano ed insieme la natura,
per fare un vino forte e profumato:
Vinho do Fogo Cha de la Caldera,
denso d’oro il color, oppure rosso,
da uva che là solo cresce, nera
tra lava, nubi e mare sempre mosso.
Un vino che negli anni fortunati
stupisce per l’aroma di passito,
per il calore morbido e tornito,
per i tannini lievi e arrotondati. Continue Reading »

Con Fabio Ingrosso di Vino24.tv al Salone del Gusto 2008

Pubblicato da aisnapoli il 28 Ott 2008

Salone del Gusto, 2008

Quella che vedete a sx è la parte che mi ha emozionato e impressionato di più: una distesa di prosciutti San Daniele. Ci sono stato ieri al Salone, insieme a Massimo. Si è parlato del più e del meno, della scrittura di altri post, di progetti, … Tra una chiacchiera e un’altra ecco una degustazione di sigari in abbinamento con cioccolata e distillati (eccezionale!), ecco l’incontro con amici tra i quali i sommelier di AIS Napoli presso cui abbiamo anche avuto il privilegio di pranzare a base di prelibatezze della regione, sia vini che cibi. Insomma, una domenica all’insegna del gusto e complimenti al Salone. Di seguito una carrellata di scatti carini.

Salone del Gusto, 2008: Massimo e Fabio con AIS CampaniaGli amici di AIS Napoli con me e Massimo Continue Reading »

In viaggio nelle terre del Prosecco

Pubblicato da aisnapoli il 28 Set 2008

Di Lilly Avallone e Angelo Di Costanzo

Nell’immaginario collettivo popolare “il prosecchino” rappresenta il vinello da servire senza pretese come aperitivo, spesso da anonima bottiglia e quanto più di rado nell’appropriata flute; Ebbene, molto è stato fatto in questi anni per sensibilizzare anche i palati più effimeri alla buona conoscenza di certi vini che rappresentano indiscutibilmente un gran bel pezzo della produzione vinicola italiana e non soltanto per i volumi spaventosi che muovono in giro per il mondo ma anche per le eccelse qualità che sempre più si affermano come forte sostegno alle bollicine di qualità made in Italy e come validissima alternativa “economicamente sostenibile” alle più famose transalpine dello Champagne. Confidando altresì in una opportuna e proverbiale competenza professionale di ogni buon sommelier mutuiamo e benediciamo la definitiva caduta del diminutivo “ino” (che tanto sta al Prosecco come ogni pittore tentasse di qualificarsi come Van Goghino) alla luce di ciò che abbiamo potuto vedere di quanto si sta facendo in questa meravigliosa terra per migliorare e qualificare questo straordinario vino.Si può pensare alla terra del Prosecco come una vasta e pianeggiante area viticola, con distese a perdita d’occhio di vigne anonime e scomposte ma appena si ha l’opportunità di giungere in queste terre ci si rende conto di quanto fascino e cultura enologica sprizzi dai suoi pori, generosa con i suoi nobili e generosi interpreti. Il viaggio inizia a Rolle, piccola frazione di Cison Valmarino abbarbicato su per le colline trevigiane in uno scenario verdeggiante e ventilato caratterizzato da giornate estive luminose e miti e da notti con forti escursioni termiche dove domina il paesaggio il Relais Duca di Dolle della famiglia Bisol, tutt’intorno le vigne di questa azienda che si sta rivelando soprattutto negli ultimi anni assai dinamica che produce una serie di Prosecco doc di grande eleganza e finezza caratterizzati da profonda freschezza che solo grazie a queste particolari condizioni pedoclimatiche si possono comprimere in un vino. Lungo la Strada del Prosecco che scende giù verso Valdobbiadene si incontrano i piccoli comuni che contornano l’areale maggiormente votato a questo eclettico vitigno, da Miane a Guia incastonati in un bellissimo bosco di castagni sino alla zona per elezione del Prosecco denominata “Cartizze”, nei comuni di Saccol, S. Stefano e S. Pietro di Barbozza, piccolo Grand Cru trevigiano con i suoi 100 ettari suddivisi per circa 140 viticoltori. Qui il vigneto diviene giardino, le vigne si arrampicano lungo i terrazzamenti delle colline, con pendenze a tratti impensabili e l’ordine e la compostezza di come si inerpicano sui pendii sono gli unici elementi di discussione che ti viene da affrontare. Niente diradamenti, le uve hanno bisogno di protezione, per non cadere in surmaturazioni inattese e per difendersi dalle improvvise grandinate che qui, soprattutto in epoca di vendemmia sono il rischio numero uno. Queste vigne donano vini di una fragranza e piacevolezza sublimi, sentori floreali e fruttati intensi e persistenti con riconoscimenti nitidi di rosa, albicocca e mela ed un gusto asciutto, persistente su linee minerali ed un finale gradevole ed ammaliante, consigliamo a tal proposito di non perdere le versioni di Foss Marai, Còl de Salici, Val d’Oca, Bisol, Solìgo e Villa Sandi ed una raccomandazione generale: attenzione agli strafalcioni, il Prosecco Superiore di Cartizze può essere prodotto solo nella denominazione Prosecco di Valdobbiadene (comune di cui fanno parte i crù sopra citati) e non come qualcuno potrebbe desumere anche nella denominazione Prosecco di Conegliano. Scendendo verso Valdobbiadene incontriamo per strada diversi contadini nel trasportare le prime uve raccolte nelle aziende di vinificazione, la grandezza di questi luoghi sta anche nella enorme capacità di partecipazione che i vignaioli sono stati in grado di portare avanti con i progetti di cooperazione, Cantine Cooperative che riuniscono nelle loro fila tutti i minuscoli viticoltori che da soli mai avrebbero potuto affrontare progetti di vinificazione e commercializzazione mirati all’alta qualità come il mercato oggi richiede.Il nostro viaggio termina a Crocetta del Montello, presso l’azienda Villa Sandi di proprietà della famiglia Moretti Polegato, già imprenditori di successo nel campo dell’industria manufatturiera trevigiana (a qualcuno dirà qualcosa il marchio GEOX, nda) e da circa un trentennio sugli scudi per il gran lavoro di promozione che stanno portando avanti per il loro territorio. Qui si aprirebbe un’altro lungo ed articolato racconto da fare che preferiamo però conservare nella nostra memoria e raccontare attraverso le immagini postate, che parlano da sole e chiaramente di una realtà eccelsa della quale senza dubbio non si può tenere conto. A guidarci Roberto, gran cerimoniere di cantina e nelle degustazioni tecniche l’enologo Luciano Vettori assieme a Cinzia Zocca ed il direttore commerciale dott. Campesan (quattro persone a nostra disposizione!) a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per l’ampia disponibilità manifestata. Se pensate di aver visto tutto è il momento di ricredersi, se pensate che certi luoghi non hanno poi molto da raccontare statene certi che qui vi smentiranno a mani basse, se ancora esitate per raggiungere queste terre, rompete gli indugi e non perdetevi questo passaggio a nordest e per favore, non chiamatelo mai più “prosecchino”!

Vini e delizie…sotto il campanile!

Pubblicato da aisnapoli il 19 Ago 2008

 Trasferta irpina per i degustatori e i sommeliers del Gruppo Servizi dell’Ais Napoli in occasione della decima fiera enologica di Taurasi.

Di Franco De Luca

campanile-taurasi.jpgTutti conoscono il “Taurasi”, molti di meno il paese che da il nome al vino, ancor meno la “Fiera Enologica” che ogni anno si ripete (ormai da dieci) nella settimana centrale di agosto. Quando molti sono al sole ad arrostire le proprie pelli, a Taurasi si arrostiscono le salsicce, migliaia di salsicce, ogni sera, per cinque giorni, una festa che non ti immagini, una vivacità che non ti aspetti. Per cinque giorni il tranquillo paese di viticoltori viene sconvolto da una marea di varia umanità: giovani che vogliono ritrovarsi; appassionati che vogliono conoscere meglio il vino; buongustai a cui piace assaggiare delizie gastronomiche; persone che cercano semplicemente un po’ di fresco… Per cinque giorni anche i grappoli di aglianico, ormai in via di maturazione, al buio dei vigneti sulle colline circostanti, ballano vibrando ai suoni bassi che provengono dal palco nel centro paese, paese che si riempie fino ad esplodere. I numeri sono elevati: si parla di una media di circa cinquantamila visitatori per anno nelle edizioni precedenti, ma gli organizzatori si rendono conto che questa volta possono essere molti di più. Essi hanno infatti perfezionato un metodo scientifico, tecnicamente evoluto, sofisticato, infallibile per stimare la partecipazione, contano i piatti di fusilli coi mugliatielli (involtini di interiora di agnello imbottiti) che vengono distribuiti, “è l’unica pietanza che prendono tutti ed una sola volta…” sentenzia con matematica certezza Emilio Di Placido (un amico semplice e schietto, genuino e squisito come il vino che produce: GMG), pare che solo sabato notte si siano sfiorate le ventimila unità. Ma i numeri non sono tutto. Gli organizzatori (La Pro Loco in collaborazione di Go Wine, Slow Food e AIS Campania) sono attenti a preservare l’identità della manifestazione. Per l’Ais c’è Alessandro Barletta coadiuvato dall’infaticabile Federico Struzziero. Alessandro è una persona dinamica ed appassionata, e non potrebbe essere altrimenti data l’energia che richiede una manifestazione di tale entità, gestisce tra l’altro un grazioso bed & breakfast che si chiama “Al Campanaro” (poi capiamo perché) nel cuore del paese dove ci ospita con una generosità di altri tempi, di altre epoche. Mentre degustiamo nella sua fornita cantina privata formaggi di fossa ed il nettare dell’amico Emilio, Alessandro ci espone i suoi obiettivi. Il primo è quello della selezione della platea per far si che l’evento non si riduca semplicemente ad un ritrovo per far baldoria nella monotonia agostana ma che conservi lo spirito di divulgazione e di presentazione di una realtà ricca di tradizione ancora molto poco conosciuta al di fuori della nostra regione. E’ importante per far questo epurare, per esempio, l’offerta gastronomica da tutto ciò che non è “territoriale” come kebab, crepes, etc. In realtà, però, bisogna specificare che la presenza delle “vivande intruse” è già adesso in misura pressoché insignificante rispetto alle delizie locali offerte ad ogni angolo di strada. Il secondo obiettivo di Alessandro e del suo team è quello di rendere l’evento di portata regionale anche dal punto di vista organizzativo, di non limitarsi cioè ad utilizzare le risorse locali ma di coinvolgere anche degustatori e sommelier dalle altre delegazioni, un po’ come accade da anni a Napoli con “Vitigno Italia”… questo anche per far si che Taurasi diventi sempre più un bene di tutti da proporre all’esterno dei nostri territori, della nostra regione, della nostra nazione e magari in futuro del nostro pianeta (e chi può dirlo…). Ma l’attenzione maggiore degli organizzatori è nell’offrire, a chi viene a Taurasi in questi giorni, sia la possibilità di bere con leggerezza tutto ciò che si desidera nei vari banchetti alimentari distribuiti un pò ovunque, sia, nel contempo, di consentire agli interessati di fruire delle più accademiche e professionali degustazioni guidate, quali occasioni di approfondimento delle proprie conoscenze direttamente nei luoghi di produzione… in poche parole lo sforzo è di far convivere le due anime della festa, quella goliardica (siamo pur sempre in piena estate) e quella culturale (siamo pur sempre a Taurasi). A questo fine l’AIS dedica molto spazio con appuntamenti quotidiani in tutte le giornate della fiera. A coordinare i servizi offerti c’è Federico Struzziero. La sede è ovviamente l’angolo più suggestivo del paese: il Palazzo Marchionale, grandioso castello normanno del VII sec. che da quando è stato restituito alla popolazione, dopo un lunghissimo restauro di quattro anni, è diventato la sede operativa di tutte le manifestazioni enogastronomiche della cittadina. In particolare nell’ampio vestibolo sono stati allestiti due banchi di assaggio, in funzione pressoché continua, dove è stato possibile degustare i gioielli enologici dell’Irpinia, sempre nello stesso spazio si sono avute altre manifestazioni enologiche quali ad esempio la presentazione della ormai celeberrima “Guida completa ai grandi vini dell’Irpinia di Luciano Pignataro (sabato 16 agosto, ore 20) con la premiazione dei suoi “vini del cuore”. Al primo piano invece, nelle sale interne, si sono effettuate le degustazioni guidate tenute nel seguente ordine cronologico:

Michela Guadagno,13 agosto alle ore 21, per i vini
Antonio Latorella – Taurasi 1999
Mier - Don Ciriaco 2003
Antica Hirpinia – Taurasi Riserva 2001
;
Antonio Del Franco, Presidente Ais Campania, 14 agosto alle ore 21, per i vini
Antonio Caggiano – Vigna Macchia dei Goti 2004,
Guastaferro - Primum 2003,
Triacca - Valtellina Superiore Prestigio 2004,
Bruno Ferrara – Bonarda storico;

Pasquale Brillante 15 agosto alle ore 21, per i vini
Giulia - Taurasi 2003,
Sella delle Spine – Taurasi 2003,
Vinicola Taurasi GMG - Taurasi riserva 2000;

Franco De Luca,16 e 17 Agosto alle ore 21, per i vini
I Capitani – Bosco Faiano 2003,
Terredora – Fatica Contadina 2001,
Perillo – Taurasi Riserva 2002,
Feudi di San Gregorio – Piano di Montevergine 2001,
Manimurci - Poema 2004
Contrade di Taurasi Az.agr.Lonardo– Taurasi Riserva 2001

Alla fine di questa estenuante quanto splendida esperienza, Alessandro e Federico ci salutano e ci chiedono cosa ne pensiamo, cosa cambieremmo della ormai felice e collaudata formula… nessuno di noi ha dubbi: il parroco!!! (inteso solo quale responsabile del campanile). A Taurasi c’è un campanile che ogni quarto d’ora ricorda agli abitanti che ora è… è impossibile a Taurasi non sapere l’ora, anche volendo… ogni quarto d’ora, come un campanile svizzero, i battagli definiscono esattamente il tempo, due note che rimbombano nel cuore della notte… gli abitanti di Taurasi sono abituati, tutti gli altri purtroppo no, e proprio quando il sonno sta per prevalere DAN! DAN! din!din!din! (queste erano le Tre meno un quarto di notte!), ecco che una serie di martellate esattamente al centro degli occhi ci riporta alla lucidità… è qui che nasce l’espressione “mi faccio un quarto d’ora di sonno”, di più è davvero impossibile. Ma a parte questa piccola, scherzosa (ma comunque drammatica,nda) digressione, dobbiamo infine convenire che la fiera enologica di Taurasi è uno straordinario evento che merita di esser vissuto pienamente, magari pernottando come abbiamo fatto noi nelle strutture di ricezione (tanto accoglienti e funzionali quanto economiche) distribuite nel centro storico, per avere la possibilità di poter ammirare la splendida cornice naturalistica e visitare le numerose cantine aperte per l’occasione, con i vinificatori ed i produttori che, muniti di grande entusiasmo e disponibilità, vi apriranno le loro porte. Qui, infatti, tutti sono coinvolti in prima persona per il successo della manifestazione, tutti si impegnano al massimo con una disponibilità commovente e non solo nei giorni della fiera, possiamo dire per tutto l’anno, perché grande è la loro volontà di mostrare e condividere i propri tesori. Un rituale, in particolare, mi ha colpito più di tutti e con esso voglio chiudere questo report: le pulizie del mattino. Quando la marea di giovani (i quali restano a far chiasso fino all’alba) si ritira lentamente, lascia una quantità di bottiglie e di immondizia tale che nemmeno Bertolaso potrebbe far raccogliere in tempi brevi se non accadesse un piccolo miracolo che, grazie al famoso campanile di cui sopra, ho potuto vedere con i miei occhi… dalle prime luci del mattino, come tante piccole formiche, molte donne ed uomini del paese si riversano in strada per ripulire una porzione di via, racimolando i rifiuti della notte appena passata in tanti cumuli che vengono poi prelevati immediatamente dalle strutture di competenza, in meno di un’ora i lastricati di pietra calcarea tornano a risplendere al sole nascente ed il paese è pronto per la sua nuova giornata… un incredibile e “spontaneo” segno di collettività che testimonia lo spessore civile delle popolazioni dell’entroterra campano ed in particolare di queste zone… che se il vino è, come spesso ci ripetiamo, la vera sintesi di un territorio, il Taurasi a questo punto non poteva non essere il gran vino che è.

Nelle Terre dello Sherry con l’Ais Campania…

Pubblicato da aisnapoli il 10 Apr 2007

Dal 14 al 18 Aprile 2007 i Sommelier dell’Ais Campania nelle Terre dello Sherry

Nelle Terre dello Sherry