Archivio della categoria: Vino in Libreria: Letture ad Alta Gradazione

A Villa Domi presentazione “L’Anarchico elegante” con sigari e musica cubana

Pubblicato da aisnapoli il 30 Apr 2010

villa-domi.jpgStasera presso la settecentesca Villa Domi di Napoli, con vista fantastica sulla città, si terrà la festa per “L’Anarchico
Elegante
” (edizioni Guida), il libro di Alessandro Senatore, avvocato e presidente dell’associazione culturale Mira el Sol che narra la storia di Oreste Ferrara, avvocato napoletano che nei primi anni del 900 rivestì importanti incarichi nella Repubblica di Cuba fino a diventare ministro degli Esteri.
La Tenuta Adolfo Spada, nell’ambito delle iniziative culturali per l’incontro tra il vino e il mondo culturale, della scrittura, dell’arte e della musica, si fa partner della serata che vuole festeggiare la figura di un napoletano avventuroso e pieno di ideali pressoché dimenticato dalla storia, lavoro di ricostruzione storica condotto dall’autore e reso possibile anche grazie al sostegno del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli. In degustazione, durante la cena, il Gallicius Falanghina 2009 e il Gallicius Aglianico 2008, oltre al Gladius 07, che sarà abbinato a una selezione di sigari cubani a cura di Sisimbro di Napoli(riservata alle prime venti persone che si prenotano a info@studiolegalesenatore.it.
A sottolineare la serata l’accompagnamento di musica cubana che vedrà la partecipazione di Giovanni Imparato Marco Francini e altri musicisti napoletani. Partner della iniziativa inoltre: Mara Carol, Tecno In e Trans Audio Video.
Solo su invito.

Giallo Tufo, un mistero nei Campi Flegrei.

Pubblicato da aisnapoli il 27 Apr 2010

giallo-tufo.jpg“Giallo Tufo. Un mistero nei Campi Flegrei”. È un “giallo territoriale” legato al patrimonio storico, artistico, paesaggistico, culturale, archeologico dei Campi Flegrei. Questa storia, questo viaggio nello spazio e nel tempo farà penetrare nelle viscere p…iù profonde della terra per svelare il più grande mistero dei Campi Flegrei: Dicearchia, fondata da una grande utopia e farà scoprire che in passato un gruppo di persone ha perseguito un sogno di giustizia e libertà e che i flegrei discendono da quella scelta; che il ricordo di quel nobile tentativo è arrivato fino a noi e che qui risiede, per alimentare le speranze di un futuro diverso, migliore che squarci per sempre il velo della “damnatio memoriae” e la concretezza amara del “Fare calce” della propria memoria. Un viaggiatore contemporaneo che voglia vivere i Campi Flegrei dovrà preparare questo viaggio con la dovuta cura sacrale per ritrovare un luogo sacro che parla del passato, delle radici da cui tutto è nato, della memoria di tutti: Cuma, insospettata, arcaica, ancestrale, silenziosa. Nel nuovo millennio la Sibilla potrà ancora una volta rispondere ai quesiti del Viaggiatore contemporaneo. Dopo il responso, partire per raggiungere la dimora del Genius Loci: il promontorio del Rione Terra. Dovrà rileggere degli Eubei e della Magna Grecia. Rivedere l’Odissea e riscoprire il VI libro dell’Eneide. Godere del Satyricon, rileggere il Claudio di Graves e i testi di Plinio. Ripercorrere la storia degli amori baiani di Adriano e Antinoo, di Fiammetta e Boccaccio.

Giallo Tufo, Un mistero nei Campi Flegrei. Di Francesco Escalona Valtrend Editore

Presentazione “Le Ricette di Salerno” di Maristella Di Martino

Pubblicato da aisnapoli il 17 Dic 2009

copsalerno.jpg176 pagine per raccontare la grande tradizione gastronomica della città di Arechi proposta nei 35 migliori ristoranti e scandita in oltre 250 piatti. Questa, in estrema sintesi, è “Le Ricette di Salerno”, ultima fatica di Maristella Di Martino. Il libro, già uscito qualche anno fa e più volte ristampato, è stato oggetto di un attento lavoro di riaggiornamento e revisione delle singole ricette nonché dei profili degli chef inseriti e sarà presentato martedì 22 dicembre alle 19 presso il Casino Sociale di Salerno in via Roma. Dopo la chiacchierata con l’autrice, insieme al presidente dell’Associazione dei Giornalisti Salernitani Enzo Todaro ed il giornalista Luciano Pignataro, autore di diverse guide enogastronomiche, si passa agli assaggi preparati da alcuni chef dei ristoranti inseriti nel volume: Cantina del Feudo, Il Conte Andrea, il Ristorante del Golfo, la Trattoria del Padreterno, Da Sasà, Dedicato a mio padre, De Gustibus, La Locanda, La Piazzetta, La Spagnola, Polo Nautico, Santa Lucia, Sant’Andrea, Tramp’s pub, Cotto e Crudo, Il Ristoro degli Angeli, La Volpe e l’Uva, Mamma Rosa, L’Antica Pagliera e La Fabbrica dei Sapori in abbinamento ai Vini del Cavaliere, Sammarco, Longo e Tenuta San Bartolomeo.“Le Ricette di Salerno”, edito da Il Raggio di Luna, è disponibile nelle edicole e nelle librerie al costo di 10 euro e rientra nella collana “Le Ricette della Campania” curata dalla stessa autrice che, assieme a Irpinia, Terra di Lavoro e Costa d’Amalfi (pubblicazione con la quale ha ottenuto il Premio Furore Giornalismo 2009), passa in rassegna i 35 migliori ristoranti della città. Un nuovo scatto sulla cucina di territorio, dunque, che la giornalista, da anni impegnata nella ricerca sul campo, fa delle eccellenze della Campania enogastronomica scandendo il proprio percorso attraverso i consueti profili dei grandi chef. Prima delle oltre 280 ricette, suddivise tra 70 tra paste e sughi, 35 zuppe, 70 carni e formaggi, 15 uova e frittate, 25 verdure ed ortaggi e oltre 50 dolci, grande spazio nel testo è assicurato innanzitutto agli uomini che con il proprio lavoro quotidiano fanno delle cucine dei propri ristoranti il trampolino di lancio per una proposta culinaria sempre originale e fantasiosa. Come ogni ricettario della collana, infatti, anche in questo i singoli piatti vengono anticipati dai ritratti dedicati ai veri storici del territorio che custodiscono i segreti di un gusto che altrimenti sarebbe andato irrimediabilmente perduto se non fosse per la loro quotidiana e paziente opera di salvaguardia e riproposizione nei rispettivi locali. A ciascuno è riservato un profilo in cui viene raccontato innanzitutto l’uomo con il suo temperamento, la storia personale, il modus operandi e solo in un secondo momento le esperienze professionali che ne arricchiscono il bagaglio personale e culturale.

Maristella Di Martino, giornalista, sommelier nonché maestro assaggiatore di formaggi, è dottore di ricerca specializzato nella comunicazione enogastronomica e nel marketing territoriale. Collabora con “Il Mattino” e con riviste di settore ed è autore di diverse guide turistiche. Per Il Raggio di Luna Editore ha già pubblicato “Le Ricette di Salerno”, “Le Ricette dell’Irpinia”, “Le Ricette di Terra di Lavoro” e “Le Ricette della Costa d’Amalfi”; per Ippogrifo Edizioni, invece, “Le Ricette degli agriturismi della Campania” e la “Guida gastronomica di San Marco dei Cavoti - La capitale del torrone”

Info 347 4631482

Enolibro “Un giallo ai tempi di Tiberio” di Gianni Stantarpino

Pubblicato da aisnapoli il 11 Dic 2009

un-giallo-ai-tempi-di-tiberio.jpgOggi 11 dicembre, alle ore 17,00, alla Terme “Stufe di Nerone” (via Stufe di Nerone) a Bacoli, la casa editrice Valtrend presenta il volume di Gianni Stantarpino “Un giallo ai tempi di Tiberio. Complotti e trame di potere nel I secolo d.C.”. Il testo è un noir ambientato nei Campi Flegrei del I secolo d.C., con una accurata descrizione degli usi e costumi dell’epoca tra cui i giochi isolimpici neapolitani, coevi dei giochi di olimpia e antesignani della più moderna Piedigrotta. Alla presentazione interverranno la deputata Luisa Bossa, Francesco Escalona, presidente del Parco Regionale dei Campi Flegrei, Maria Laura D’amore, assessore alla cultura del Comune di Pozzuoli, Gian Carlo Carrada, docente dell’Università Federico II di Napoli e il giornalista Ciro Biondi. Sarà presente l’autore. In occasione della presentazione sarà possibile acquistare l’”Enolibro - pagine da bere”, una simpatica confezione regalo che, al prezzo del testo, contiene anche, in omaggio, una bottiglia di Piedirosso, doc dei Campi Flegrei delle Cantine Contrada Salandra. Al termine della presentazione seguirà un buffet curato da “La cucina di Ruggiero” e una degustazione di vini delle Cantine Contrada Salandra.

Fonte. Campania che vai

Oggi a Salerno “Le Ricette di Salerno” di Maristella di Martino

Pubblicato da aisnapoli il 30 Nov 2009

maristella-di-martino.jpg176 pagine per raccontare la grande tradizione gastronomica della città di Arechi proposta nei 35 migliori ristoranti e scandita in oltre 250 piatti. Questa, in estrema sintesi, è “Le Ricette di Salerno”, ultima fatica di Maristella Di Martino. Il libro, già uscito qualche anno fa e più volte ristampato, è stato oggetto di un attento lavoro di riaggiornamento e revisione delle singole ricette nonché dei profili degli chef inseriti e sarà presentato alla stampa lunedì prossimo, 30 novembre alle 10, presso la camera di Commercio di Salerno in via Roma. Alla conferenza, oltre all’autrice, saranno presenti il presidente dell’Ente Camerale Augusto Strianese, il presidente dell’Associazione dei Giornalisti Salernitani Enzo Todaro ed il giornalista Luciano Pignataro, autore di diverse guide enogastronomiche, questi ultimi due autori di contributi all’interno del volume insieme a Mauro Scarlato e Ferdinando Cappuccio.“Le ricette di Salerno”, edito da Il Raggio di Luna, è disponibile nelle edicole e nelle librerie al costo di 10 euro e rientra nella collana “Le Ricette della Campania” curata dalla stessa autrice che, assieme a Irpinia, Terra di Lavoro e Costa d’Amalfi (pubblicazione con la quale ha ottenuto il Premio Furore Giornalismo 2009), passa in rassegna i 35 migliori ristoranti della città. Un nuovo scatto sulla cucina di territorio, dunque, che la giornalista, da anni impegnata nella ricerca sul campo, fa delle eccellenze della Campania enogastronomica scandendo il proprio percorso attraverso i consueti profili dei grandi chef. Prima delle oltre 280 ricette, suddivise tra 70 tra paste e sughi, 35 zuppe, 70 carni e formaggi, 15 uova e frittate, 25 verdure ed ortaggi e oltre 50 dolci, grande spazio nel testo è assicurato innanzitutto agli uomini che con il proprio lavoro quotidiano fanno delle cucine dei propri ristoranti il trampolino di lancio per una proposta culinaria sempre originale e fantasiosa. Come ogni ricettario della collana, infatti, anche in questo i singoli piatti vengono anticipati dai ritratti dedicati ai veri storici del territorio che custodiscono i segreti di un gusto che altrimenti sarebbe andato irrimediabilmente perduto se non fosse per la loro quotidiana e paziente opera di salvaguardia e riproposizione nei rispettivi locali. A ciascuno è riservato un profilo in cui viene raccontato innanzitutto l’uomo con il suo temperamento, la storia personale, il modus operandi e solo in un secondo momento le esperienze professionali che ne arricchiscono il bagaglio personale e culturale.

Maristella Di Martino, giornalista, sommelier nonché maestro assaggiatore di formaggi, è dottore di ricerca specializzato nella comunicazione enogastronomica e nel marketing territoriale. Collabora con “Il Mattino” e con riviste di settore ed è autore di diverse guide turistiche. Per Il Raggio di Luna Editore ha già pubblicato “Le ricette di Salerno”, “Le ricette dell’Irpinia”, “Le ricette di Terra di Lavoro” e “Le Ricette della Costa d’Amalfi”; per Ippogrifo Edizioni, invece, “Le ricette degli agriturismi della Campania” e la “Guida gastronomica di San Marco dei Cavoti - La capitale del torrone”
Info 347 4631482

101 Vini da bere: l’ultima fatica editoriale di Luciano Pignataro in libreria

Pubblicato da aisnapoli il 16 Nov 2009

101vini.jpgUn viaggio nei mille volti rurali dell’Italia, una miniera inesauribile di sensazioni e gusti, la diversità come risorsa. Dalla Val d’Aosta alla Sicilia 101 etichette da scegliere, nessuna delle quali supera i 10 euro franco cantina, tranne poche e rare eccezioni da segnalare per l’incredibile valore del rapporto qualità e prezzo.Rossi, rosati e bianchi, spumanti e qualche dolce: una cantina completa che chiunque si può permettere senza intaccare il proprio patrimonio. Con tanti vini che, comprati a buon prezzo, possono essere conservati per anni e stappati per festeggiare le grandi occasioni e le gioe che la vita ci riserva. Sempre insieme al cibo. 288 pagine, euro 14,90. Newton Compton Editori
Dall’introduzione….
Una precisazione finale: per chiarezza, vogliamo dire ai nostri lettori che le aziende non hanno dovuto pagare nulla per entrare in questo libro e che né tantomeno è in corso, o c’è stato, alcun rapporto di lavoro, diretto o indiretto, tra loro e me. E tanto meno ci sono state forme di regalìe quali ospitate, sontuosi doni natalizi, pranzi o cene, eccetera. La selezione è frutto della libera scelta nella quale gli unici condizionamenti sono state le indicazioni di persone di assoluta fiducia e riconosciuta preparazione tecnica.Potete stare tranquilli, dunque, e divertirvi a bere l’Italia in 101 modi diversi. Per contribuire a farla restare diversa e non omologata. Ah, un ultima cosa: questo è il primo libro italiano nella piccola storia dell’editoria enologica in cui Nord, Centro e Sud con Isole sono equamente distribuiti nelle presenze. Una scelta certo non facile, ma il segnale forte di come, nel rispetto delle tradizioni e dei successi, sia venuto il momento di guardare l’Italia senza letture pre-costituite, è il momento davvero di cambiare pagina rispetto a rituali liturgici un po’ stanchi e ripetitivi.
Poi il lettore, anzi, il consumatore, sceglierà

Arezzo, presentato il libro “Fattoria didattica: come organizzarla e come promuoverla”

Pubblicato da aisnapoli il 15 Nov 2009

fattoria-didattica.jpgOggi, nell’ambito di AGRIeTOUR, il salone nazionale dell’agriturismo è stato presentato nella sala Workshop del Centro Affari e Convegni di Arezzo il libro “FATTORIA DIDATTICA: COME ORGANIZZARLA E COME PROMUOVERLA” di Giuseppe Orefice e Margherita Rizzuto. Prefazione di Carlo Hausmann. Complimenti ragazzi!

Oggi alle 18: “Scenari di marketing del vino. Una prospettiva al femminile” di Andrea Rea alla Feltrinelli

Pubblicato da aisnapoli il 27 Ott 2009

donne_del_vino_campania.jpgdi Donatella Bernabò Silorata
Alla Feltrinelli di piazza dei Martiri (alle 18) sarà presentato il volume di Andrea Rea Scenari di marketing del vino. Una prospettiva al femminile“: analisi del fenomeno rosa sulla filiera che va dalla vigna alla comunicazioIn Campania sono già 50 mamme, mogli e manager Più sensibili ed ostinate, più emozionali nell´approccio ma anche più concrete e comunicative: sono le “Donne del Vino”, il sodalizio rosa che unisce in tutta Italia dal 1988 enotecarie, vignaiole, sommelier, enologhe e ristoratrici. In Campania sono più di cinquanta e rappresentano la realtà più vitale dell´associazione: un manipolo di signore - dai settanta ai venticinque anni - che lavorano con il vino e per il vino. E che rappresentano oggi la prospettiva più interessante del wine system specie in termini di marketing e di sviluppo del mercato.I come e i perché vengono ben illustrati nel volume che viene presentato oggi alle 18 alla Feltrinelli di piazza dei Martiri: “Scenari di marketing del vino. Una prospettiva al femminile” a cura di Andrea Rea (Franco Angeli editore; pagine 213; prezzo 25 euro), una ricognizione ampia e approfondita di quello che è l´universo rosa del vino oggi e di come può incidere sul futuro del comparto. «In Italia l´associazione Donne del Vino rappresenta una realtà qualificata, emergente, protagonista in ogni livello della filiera del vino, sempre più spesso in prima linea», spiega l´autore, napoletano, professore di Marketing e Brand management alla Sapienza di Roma e responsabile dell´Osservatorio marketing del vino della Sda Bocconi. Il libro parte da un sondaggio fatto su oltre duecento associate (le donne del vino sono circa settecentocinquanta) e traccia gli scenari attuali del settore per poi approfondire varie possibilità di marketing sempre alla luce delle esperienze reali delle donne del vino, dalla vigna alla comunicazione. Ne viene fuori un ritratto di donna imprenditrice motivata, appassionata nelle sue scelte, preparata culturalmente e concreta nelle risoluzioni, fedele alla storia familiare e al territorio, orgogliosa delle proprie scelte, eclettica nelle metodologie lavorative, intuitiva e più innovativa. In Campania ce ne sono cinquantacinque: sono al timone di aziende importanti come le Cantine Grotta del Sole di Quarto guidate da Elena Martusciello che è anche la delegata regionale dell´associazione; sono giovani scommesse come la venticinquenne Francesca Adelaide Di Criscio delle omonime cantine che con la sorella ha trasformato l´attività di famiglia in un´azienda che oggi esporta la falanghina dei Campi Flegrei oltreoceano. In alcuni casi affiancano i mariti dividendo con loro ruoli e competenze come Manuela Piancastelli e Peppe Mancini, due cuori e una cantina di Terre del Principe o come Felicia Brini che con il marito ha fondato la sua Masseria Felicia a Sessa Aurunca. Spesso sono in prima linea e rivestono ruoli autonomi e indipendenti come Emanuela Russo delle Cantine Astroni o Maria Ida Avallone di Villa Matilde che segue tutto il reparto commerciale dell´azienda, Milena Pepe della Tenuta Cavalier Pepe o ancora Daniela Mastroberardino che conduce l´azienda Terredora insieme al fratello ed è anche presidente del Movimento Turismo del vino della Campania.Accanto alle produttrici ci sono poi le enotecarie, le ristoratrici, le comunicatrici del vino - blogger, giornaliste e scrittrici - e le sommelier (tra cui Livia Iaccarino). Sono donne, mamme, mogli, talvolta nonne legate da un unico fil rouge, l´amore per il vino e la promozione della cultura del buon bere.

“Una storia napoletana” - presentazione venerdì 9 ottobre alla Biblioteca Nazionale

Pubblicato da aisnapoli il 03 Ott 2009

asSaggi

Antonio Mattozzi
Una storia napoletana
Pizzerie e pizzaiuoli tra Sette e Ottocento

Prefazione di Guido D’Agostino

Slow Food Editore

Per la prima volta l’origine e la diffusione della pizza descritte e inquadrate storicamente. Il saggio è il risultato di un’accurata ricerca d’archivio e dell’elaborazione di documenti di prima mano e traccia il quadro di un mestiere che, nato nel Settecento, ebbe il suo pieno sviluppo nell’Ottocento. Discorrendo di pizzerie e pizzaiuoli, Antonio Mattozzi si propone di offrire al lettore non solo una panoramica dei problemi relativi alla vita e alle attività intorno a questo mestiere, ma anche di quelli riguardanti la città e la sua popolazione. Nel libro si traccia la storia del pizzaiuolo e della pizzeria e la sua espansione sul territorio cittadino, attraverso tre importanti periodi della storia di Napoli: il Decennio Francese, l’Unità d’Italia e il cosiddetto Risanamento, cioè lo sventramento della città. Ancora, pizzaiuoli e problemi economici e sociali, pizzaiuoli e amministrazione pubblica e altri aspetti relativi agli esercenti e alla storia della città.Non mancano accenni a peculiarità napoletane: la misura del tempo, la distribuzione dell’acqua, i problemi relativi ai forni. Tra gli argomenti trattati anche lo status sociale del pizzaiuolo e la famigliarità del mestiere, con persistenze e abbandoni. Una seconda parte è infatti dedicata alle pizzerie e alle famiglie storiche, cioè a quelle pochissime botteghe, una decina circa, ancora oggi funzionanti dopo secoli di storia, e a tre famiglie che, nate nell’ Ottocento, sono le uniche con discendenti diretti che attualmente esercitano l’attività di pizzeria.

Antonio Mattozzi, docente di materie letterarie, ha partecipato all’attività didattica e di ricerca dell’Istituto Campano di Storia della Resistenza e ha collaborato con la cattedra di Storia delle Istituzioni Parlamentari di Napoli Federico II, pubblicando alcuni saggi sul parlamento inglese.

Almanacco estivo di Pianeta Gusto Campania…Presentazione a Candida (Av)

Pubblicato da aisnapoli il 10 Lug 2009

pianeta-gusto-campania.bmpAperitivo in giardino, antipasto composto da parmigiana di seppie e provola, flan di zucchine con cuore di podolico, tartare di vitello dell’Ufita agli agrumi. A seguire raviolo ripieno di rape e patate con croccante di peperoni e scaglie di pecorino, agnello di Mirabella al profumo di quercia, sformatino di caponata, vini La Molara, e per finire caprese rinforzata alla siciliana: questo il menu approntato da Tony De Roma, chef dello Sporting Club di Candida (Avellino) presso il quale si riunirà Sabato 11 Luglio alle 12 il popolo maccheronico per celebrare l’uscita del numero estivo dell’Almanacco di Pianeta Gusto Campania ( nella foto il numero di Primavera ): eventi, sagre, itinerari ragionati, prodotti tipici,tutti i segreti dei vitigni e delle cantine svelati da Pino Savoia, ricette d’autore e le recensioni del Critico Maccheronico Antonio Fiore. Pronti via, allora: autostrada Napoli-Bari, uscite ad Avellino Est, inboccate l’Ofantina in direzioneLioni e uscite a Candida; lo Sporting Club si trova in via Termite.

Maristella Di Martino in libreria con “Le ricette della costa d’Amalfi”

Pubblicato da aisnapoli il 30 Giu 2009

maristella-di-martino.jpgE’ in edicola e in libreria “Le ricette della Costa d’Amalfi”. Conferenza stampa mercoledì 1 luglio ore 10 presso l’Ept di Salerno. 448 pagine per raccontare la grande tradizione gastronomica della Divina proposta nei 50 migliori ristoranti ed agriturismi e scandita in oltre 300 piatti. Questa, in estrema sintesi, è l’ultima fatica di Maristella Di Martino. Il libro, intitolato “Le ricette della Costa d’Amalfi”, celebra l’enogastronomia della Divina e sarà presentato alla stampa mercoledì prossimo, 1 luglio alle 10, presso la sala eventi dell’Ente Provinciale per il Turismo di via Velia a Salerno. Alla conferenza, oltre all’autrice, saranno presenti Alberico Gambino, assessore al Turismo della Provincia di Salerno e Luciano Pignataro, giornalista nonché scrittore autore di numerose guide enogastronomiche coordinati da Enzo Todaro, presidente dell’Associazione dei Giornalisti Salernitani. “Le ricette della Costa d’Amalfi”, edito da Il Raggio di Luna, è disponibile nelle edicole e nelle librerie al costo di 10 euro. Continue Reading »

Wine Sound System con Don Pasta

Pubblicato da aisnapoli il 08 Giu 2009

Sabato 20 Giugno ore 19 allo Spazio Eventi Fnac di via Luca Giordano n.59 “Wine Sound System. Il Vino ha un suono“. I vini in abbinamento saranno quelli di Cantina Giardino. In Collaborazione con Ais Napoli Ci vediamo alla Fnac oppure on line con la diretta streaming dell’evento. Qui la recensione di Fabio Cimmino su Lavinium (T.L.).I primi di giugno esce il libro “Wine Sound System” scritto da Daniele de Michele alias Don Pasta, il dj-gastrofilosofo, in cui l’esperienza sensoriale di gustarsi un buon bicchiere di vino viene avvicinata alle sensazioni provocate dalla musica. Il libro propone dunque un gioco innovativo di abbinamenti musicali con il vino, per rendere questa bevanda, a volte considerata un po’ elitaria, alla portata di tutti. 30 etichette di vini italiani e francesi cui abbinare una musica sulla base di suggestioni sensoriali o del tutto personali, con l’aiuto di un esperto di vini. Riuscendo così a tirare fuori l’anima rock di un bianco strutturato, e le tendenze elettroniche di un vino francese come per esempio quello di Olivier Julienne. La prefazione è di Paolo Fresu, trombettista jazz conosciuto in tutto il mondo e amico dell’autore, con cui condivide non solo la passione per la musica, per il buon cibo e il buon bere, ma anche la convinzione che tra l’universo musicale e quello del buon vino ci sia un rapporto stretto ed indissolubile.Unendo l’amore per la musica e quello per il vino, Don Pasta ha creato nuovi abbinamenti puramente sensoriali ed ha imparato ad apprezzare tipi di vino che prima non avrebbe mai preso in considerazione.
Nell’intervista rilasciata a Luciana Squadrilli del Gambero Rosso, Don Pasta dice: ” A me e a Paolo interessa soprattutto l’elemento conviviale. Il vino è da sempre uno strumento di socializzazione. Ma è anche una forma di “resistenza culturale”, un prisma per osservare dinamiche culturali e sociali come l’influenza sul mercato delle scelte di alcuni produttori e sui gusti dei consumatori. Quello che mi interessa sono le storie di produttori-contadini che lavorano a modo loro, senza enologi, e che hanno un profondo rapporto con la terra. Perchè fare vino, alla fine, è un atto creativo proprio come fare musica.
Paolo Fresu racconta così invece il suo rapporto con il vino: “è raro trovare un musicista jazz che non ami il buon bere, e non è un caso: la ricerca di una bottiglia d’annata è come quella di un vecchio vinile. Un disco originale di Charlie Parker può dare lo stesso piacere di una bottiglia numerata: si assaporano allo stesso modo , quasi religioso, con una degustazione attenta a cogliere sfumature ed emozioni

Sommelier: ci mancava quello del gelato

Pubblicato da aisnapoli il 04 Giu 2009

il-gelato.jpgOgni anno ognuno di noi italiani consuma 15 chili di gelato a testa (ovviamente come media). Spendiamo (secondo Coldiretti) 5 miliardi di euro per coni e coppette del nonno. E così, visto l’enorme interesse, non poteva non arrivare anche il sommelier del gelato con tanto di regole codificate per la degustazione. L’analisi organolettica, simile al rituale di valutazione del vino, debutta cosi’ tra coni, cialde, coppe e vaschette, secondo una procedura illustrata nel volume ‘Codice del gelato, storia degustazione e abbinamenti’ (Giunti editore, 2009) a cura del presidente Aspi (associazione della sommellerie professionale) Giuseppe Vaccarini, con la collaborazione di Fabrizia Fedele, del sociologo Francesco Morace e dell’Alma. Nell’analisi sensoriale, per la prima volta codificata per quello che un tempo veniva chiamato ‘neve di latte’ o ‘neve allo zucchero’, il gelato, come sottolinea Fabrizia Fedele, e’ ”un dolce sottozero: si conserva a -18 gradi e andrebbe sempre consumato alla temperatura ottimale di -15 gradi. Gia’ all’analisi visiva - continua l’esperta - un colore che si presenti un po’ spento potrebbe indicare un difetto: o il prodotto non e’ freschissimo cioe’, oppure e’ stato mal conservato in frigo. Per contro, sottolinea Fedele, colori troppo accesi indicano una lavorazione non naturale, artifici o coloranti. La naturalezza del colore e’ un requisito importante per un gelato di qualita’. Il gelato, inoltre, non dovrebbe avere grumi; altrimenti si evidenzia un errore nella lavorazione, cattiva conservazione, interruzione della catena del freddo nel trasporto. Cremoso, fluido e omogeneo: cosi’ si presenta un prodotto di qualita”’. Col vino i gelati elettivi sono le creme e i semifreddi. Quest’ultimi, dalle cassate agli spumoni e zuccotti, si consumano sempre ad una temperatura di -15 gradi, ma appaiono, sottolinea Fedele, piu’ ‘caldi’ perche’ piu’ grassi o talvolta arricchiti da canditi o pan di spagna. Tra gelato al limone e cassata, infatti, sembra piu’ freddo quello al limone, ma si tratta - avverte l’esperta - solo di una percezione tattile. Col gelato gli abbinamenti si fanno per concordanza, dal vino da uve moscato e malvasia al the’ verde e’ lo zucchero il legante di matrimoni di successo.
Fonte: Kelablu
Foto: Giunti Edizioni

L’amore per il vino che rovina la vita…

Pubblicato da aisnapoli il 29 Mag 2009

foto-autore.jpgDi Silvana Mazzocchi

Si può rinunciare a tutto per amore di un’eredità? Si, se questa consiste in una clamorosa collezione di vini pregiati. E può capitare di partire dalla grande passione per il vino per poi scivolare nell’alcolismo distruttivo? E’ quanto accade al protagonista di L’irresistibile eredità di Wilberforce. Un romanzo in quattro vendemmie, (Elliot editore), il secondo libro di Paul Torday, l’autore inglese (nella foto a sx) acclamato in mezzo mondo per il suo best seller d’esordio, Pesca al salmone nello Yemen, che lo aveva subito promosso a star della letteratura inglese contemporanea.

L’irresistibile eredità di Wilberforce, già tradotto in numerosi paesi, racconta di un uomo che ha tutto, un lavoro al top e soldi a volontà, ma che non è felice. E che tutto abbandonerà travolto dal suo nuovo grande amore: il vino. Occasione: l’eredità che gli ha lasciato il suo unico amico, Francis, sofisticato conoscitore di vini pregiati che, in vita, gli aveva già fatto conoscere i piaceri del Bordeaux e l’affascinante Catherine. E, quando Francis muore e la sua ricchissima cantina passa a Wilberforce, lui inizia inesorabilmente il suo percorso: dall’esaltazione all’abisso, dall’amore per il vino alla dipendenza, all’alcolismo. Fino al colpo di scena finale.
Una storia drammatica, ma anche ironica che commuove e coinvolge, raccontata con uno stile elegante e originale che conferma il talento di Paul Torday, scrittore amato dal grande pubblico di cui la casa editrice Elliot ha già acquistato i diritti del suo terzo romanzo, The girl on the Landing, che sta per uscire in Inghilterra.

Paul Torday, la trama e il senso del suo libro in poche righe
Un uomo ordina in un ristorante una bottiglia di vino da 4.000 dollari, la beve tutta, quindi ne ordina un’altra. Finché cade a terra incosciente. Come è arrivato a tanto? Si va indietro nel tempo, da quando Wilberforce, il protagonista, comincia a bere per piacere, fino a quando arriva a farlo in modo estremo. La causa che sta dietro al suo essere diventato alcolista è una cantina da centomila bottiglie di vino, avuta in eredità dal suo più caro amico.
Ma come è potuto succedere, e sarebbe potuto andare altrimenti? Io racconto la storia di un uomo che lotta per cercare amicizia e amore, ma anche la storia di un uomo che non può fuggire dal suo destino. La mia è una parabola sull’autodistruzione e sulla mancanza di autostima che può trascinare fino alla compulsione.
Whilberforce non ha il senso di sé , non ha amici, non ha interessi. Ma, quando incontra un mondo tutto nuovo, fatto di sensazioni, odori e amore, si riconcilia con se stesso, e si aggrappa a ciò che sente che lo sta salvando. E sarà il vino, metafora della sua nuova vita, a diventare la sua ossessione. Continue Reading »

Il Naso Intelligente a Galassia Gutenberg

Pubblicato da aisnapoli il 26 Mag 2009

Stazione Marittima di Napoli, 29 Maggio ore 20,  presentazione del libro di Rosalia Cavalieri
Il naso intelligente. Che cosa ci dicono gli odori Editori Laterza

Coordina
Monica Piscitelli, giornalista e blogger

con

Giovanni Ascione, sommelier
Il naso nel bicchiere

Luigi Moio, ordinario di Enologia
L’olfatto come scienza

Luciano Pignataro, giornalista
Il fiuto della notizia

il-naso-intelligente.jpgIl libro della professoressa Rosalia Cavalieri, docente di Semiotica delle lingue e dei segni all’Università di Messina, è lo spunto per esplorare alcuni temi sull’olfatto. Il senso forse meno sviluppato dall’uomo e però così importante per decifrare il cibo e il vino.
Giovanni Ascione, sommelier e relatore ufficiale Ais, illustra la tecnica di degustazione, cosa rende piacevole un vino e soprattutto cosa bisogna cercare nel bicchiere per distinguere un vino importante da uno omologato. Luigi Moio , ordinario di Enologia alla Federico II, parla della composizione degli aromi e della differenza scientifica tra odore e aroma. Luciano Pignataro, giornalista del Mattino, interviene sulla comunicazione del vino, la distinzione tra notizia e mercato pubblicitario, sulle nuove prospettive aperte dal web e la relazione tra internet e guide.Il dibattito, moderato da Monica Piscitelli, giornalista, sommelier e blogger, sarà concluso dall’autrice.

Presentazione Cigar 22 Maggio alle 18

Pubblicato da aisnapoli il 20 Mag 2009

sigaro.jpgVenerdì 22 maggio ore 18 sarà presentato nel laboratorio-libreria di via Sapienza 4 il libro d’artista “Cigar” realizzato dagli editori artigiani de ilfilodipartenope su un omaggio poetico di Angelo de Falco al sigaro e alla pianta di tabacco.
“Cigar” è un libro d’artista frutto di un’idea e del processo che ha portato alla sua realizzazione per accompagnare una serie di scritti poetici dedicati al sigaro da Angelo de Falco.
In una giocosa scatola di cartone rigido color tabacco, che fa il verso al marchio di un famoso sigaro cubano (Vasco Da Gama o Angelo de Falco?), diversi aforismi in forma cubana e tre poesie di Angelo de Falco su tracce di tabacco Kentucky su un letto di foglie di cotone ci cantano i piaceri di questo delizioso vizio. Un libro da sfogliare, leggere e annusare, accompagnato dalla bella acquaforte-acquatinta del nolano-toscano- Vittorio Avella, artista che non disdegna i piaceri cubani. Un libro la cui forma accoglie linguaggi e materiali diversi suggerendo una lettura pensata sopratutto per lo sguardo. Alla presentazione, guidati dal catador Antonio Peraino, presidente del Neapolis Cigar Club Association, sarà possibile avvicinarsi ai piaceri del sigaro attraverso una degustazione di pregiati sigari cubani. L’edizione di questo libro è stata curata da Lina Marigliano e Alberto D’Angelo. La tiratura è di 200 esemplari, in due serie di 100 esemplari ognuna, (ogni serie è accompagnata da una delle due acqueforti realizzate da Vittorio Avella per questa edizione) firmati e numerati da 1 a 100 per ognuna delle due serie. Le acquaforti-acquatinte di Vittorio Avella sono state stampate sui torchi a stella de Il Laboratorio di Nola da Cinzia De Matteo . La stampa dei testi è impressa a piombo da Carmine Cervone su carta fatta a mano con foglie di tabacco realizzata esclusivamente per questa edizione e su carta fatta a mano della Cartiera Amatruda di Amalfi.

Una Vigna chiamata Sannio…Manuela Piancastelli alla FNAC

Pubblicato da aisnapoli il 11 Apr 2009

una-vigna-chiamata-sannio.jpgPRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MANUELA PIANCASTELLI

“UNA VIGNA CHIAMATA SANNIO”, KAT EDITORE
PREFAZIONE DI LUIGI MOIO E CON UN INTERVENTO DI EUGENIO POMARICI

IL PRIMO VIAGGIO NELLA STORIA ENOICA DELLA PROVINCIA DI BENEVENTO, IL PIÙ COMPLETO LAVORO DI INDAGINE SUI VINI SANNITI DALL’ANTICHITÀ AD OGGI. UN VOLUME CHE, SENZA ESSERE UNA GUIDA, VI PORTA PER MANO NEL CUORE DELLA CAMPANIA DA BERE

ne parleranno:

VITO AMENDOLARA, Direttore della  Coldiretti Campania

LUIGI MOIO, Docente di Enologia Università Federico II di Napoli

GAETANO PASCALE, Governatore Slow Food della Campania

LUCIANO PIGNATARO, Giornalista de Il Mattino

Saranno presenti l’autrice e l’editore

Fnac di Napoli giovedì 16 aprile ore 18

L’innovazione in Agricoltura: incontro-dibattito all’Università di Portici con Antonio Pascale

Pubblicato da aisnapoli il 27 Mar 2009

Di Guido Fusco

La Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli “Federico II” in collaborazione con l’Istituto di Genetica Vegetale (IGV) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha organizzato un incontro-dibattito con lo scrittore Antonio Pascale autore del Libro “Scienza e sentimento” –Einaudi , su “Agricoltura e Alimenti tra tradizione ed innovazione”.

Antonio Pascale che, oltre a essere una delle voci sicure della narrativa italiana contemporanea, è anche agronomo. E da scienziato si misura con gli interrogativi e i timori della scienza che la grande discussione bioetica di questi ultimi anni ha portato tra di noi. Lo fa attraverso una riflessione originale e pragmatica, che parte dal dato quotidiano, per poi spingersi, con ironia e piedi in terra, attraverso le ossessioni: <<(…) e’ tradizione comune, per esempio, raccontare di contadini integrati nell’ambiente in cui vivevano, impegnati non a sfruttare né manipolare la natura ma a prendere da lei solo quello che occorreva davvero.>>, i timori: <<(…) in agricoltura, ogni innovazione tecnologica - ogm, lotta biologica integrata, uso dei nuovi prodotti chimici di sintesi a bassa tossicità ecc - è vista come sinonimo di corruzione. Di contro, per combattere gli abusi del sistema moderno, corrotto e diabolico, ci si basa solo sulla agricoltura biologica. Limitandosi, però, a pronunciare la parola magica, appunto, biologico e insistendo sempre sul medesimo punto: la totale assenza di interventi chimici.>>, i luoghi comuni legati al mondo della scienza così come viene comunemente percepito <<(…) quel sapere nostalgico del tipo i sapori non sono più quelli di una volta, nel quale siamo portati a essere tolleranti e a sorridere quando un’affermazione come la suddetta viene fatta dai nostri nonni, ma è molto difficile capire come può un ventenne ricordare e apprezzare il vecchio sapore del pomodoro di una volta.>>.

Prendendo spunto dalle riflessioni di Pascale, nell’incontro in programma si discuterà del rapporto tra tradizione ed innovazione in agricoltura, e della possibilità di trovare un punto d’incontro soddisfacente. Un’integrazione critica delle conoscenze tradizionali con quelle derivate dalla ricerca e dall’innovazione tecnologica potrebbe, infatti, contribuire a migliorare non solo le produzioni agro-alimentari, ma anche la percezione e la fiducia dell’opinione pubblica verso la scienza e la tecnologia.

L’incontro si terrà il 2 aprile ore 15,00 presso la Sala Cinese della Facoltà di Agraria, di Portici - comune che, sedicentemente ed in barba alla scuola superiore di agricoltura (1871), si è auto dichiarato OGM-free  (vedi foto) -


Introduce:
Vincenzo Cuomo, Sindaco di Portici
Coordina:
Paolo Masi, professore di Ingegneria Alimentare, Facoltà di Agraria, Università di Napoli Federico II, Preside della Facoltà di Agraria
Intervengono:
Pietro Caggiano, imprenditore agricolo
Teodoro Cardi, ricercatore di Genetica e Biotecnologie Vegetali, CNR-IGV, Istituto di Genetica Vegetale, Portici
Matteo Lorito, professore di Patologia Vegetale e Biotecnologie Fitopatologiche, Facoltà di Agraria, Università di Napoli Federico II
Luigi Monti, professore di Genetica Agraria e Miglioramento Genetico, Facoltà di Agraria, Università di Napoli Federico II, Presidente della Fondazione PlantG&M
Antonio Pascale, scrittore
Bruno Provitera, assessore del Comune di Portici alla Fondazione “Portici- Campus”

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P.S: Per chi volesse approfondire l’argomento può andare al sito: www.salmone.org, portale nato dall’esigenza di catalogare ed ordinare l’enorme massa di dati, rapporti, articoli scientifici e documenti che riguardano il dibattito sui “cosidetti” organismi geneticamente modificati: gli OGM.

La Dea Bottiglia alla Feltrinelli

Pubblicato da aisnapoli il 27 Feb 2009

la-dea-bottiglia.jpgLa Dea Bottiglia la Feltrinelli Libri e Musica
via S. Caterina a Chiaia, 23 (ang. piazza dei Martiri) - 80121 Napoli NA
Giovedì 12 Marzo 2009 dalle ore 18:00

Il gusto e il piacere di bere - che sia vino, birra, whisky o acqua - diventano piacere di leggere nella raccolta di racconti La Dea Bottiglia (Slow Food Editore). Storie allegre o curiose, ebbre o assetate, alcoliche o astemie, da gustare nel segno di François Rabelais e della Divina Bottiglia. Intervengono Paolo De Cristofaro, Daniele De Michele, Mauro Giancaspro, Tommaso Luongo, Luciano Pignataro e Giovanni Ruffa. Modera Giuseppe Mandarano.

Il Rosolio in libreria

Pubblicato da aisnapoli il 07 Feb 2009

Di Angelo De Falco
E’questo un libro d’arte in cui edizione tipografica, testo narrativo,illustrazioni di Lucia Lazzaretto creano intense suggestioni… Carlo d’Altilia , nato a Vico Garganico vive a Venezia. Laurea in sociologia è poeta visivo e scrittore. Dirige” Il caffè delle lettere e delle arti “con alcuni amici ,rivista che svolge un’interessante ricerca letteraria. Tra i suoi libri citiamo “Archestrato il cuoco degli Dei” e “Bocca di Dama” raccolta di ricette del Gargano .Il Gargano è una terra magica transito obbligato tra oriente ed il Nord- Europa, particolarmente montuosa, ricca di boschi, fertile con presenza sulla costa di lagune interessanti.E’ baciata da venti quali il maestrale, la tramontana, il grecale, lo scirocco che esaltano i suoi profumi ! Di questo paesaggio l’autore evoca alcuni profumi e sapori legati al rosolio quali, l’amarena, il corbezzola,il gelsonero, il melangolo, la menta cedrina,la rosa, il limone( Il Femminiello del Gargano è il più antico limone d’Italia !). Il libro è un breve viaggio nella memoria e nel costume alimentare. L’iniziazione avvenne il giorno della prima comunione dell’autore,quando ebbe il privilegio di bere un rosolio al mandarino! Bere rosolio a quei tempisignificava sedurre i sensi, conquistare il palato, riempire di fascino segreto i nostri piaceri, scrive Carlo d’Altilia. Dal chiuso dei conventi questo elisir, antica medicina alchemica, è giunto a noi ed è stato presente nelle nostre case fino agli anni cinquanta. La modernità lo ha eclissato. E’ stato amato da D’Annunzio, Rimbaud, Verlaine, Questo è un libro di poesia visiva!.E’ scritto a quattro mani in cui alle ricette del Rosolio di nespola, di gelsonero,di alloro ,di arancia,si accompagnano le immagini liberty suggestive e delicate di Lucia Lazzarotto. Peccato che mancano le immagini delle bottiglie di rosolio e relativi bicchieri create in occasione dell’edizione di questo libro da Davide Donà, giovane ed elegante maestro vetraio in Murano –Venezia!!!

Carlo d’ Altilia “ IL ROSOLIO un piacere senza tempo” illustrazioni di Lucia Lazzarotto -Edizioni Campotto -Pasion di Prato 2004

Novità etiliche in edicola…

Pubblicato da aisnapoli il 11 Gen 2009

Di Michela Guadagno

groucho-marx.bmpE’ da tempo che mi giro tra le mani due pubblicazioni che vedono il nostro Pino Savoia all’opera come recensore di vini campani, gli avevo promesso di commentarne qualcosa, anche se mi risulta poco facile l’obiettività quando devo parlare di colleghi con i quali ho condiviso tanti anni trascorsi tra servizi, eventi, corsi, e più recentemente simposi. Il rischio di venire tacciata di piaggeria è reale, estraniarsi dalla confidenzialità per essere convincentemente asettica nel giudizio non mi è congeniale, e nemmeno poi mi rappresenta. E allora bando agli indugi, Pino è un amico, e le promesse fatte agli amici si rispettano, vi pare? Un giorno di dicembre di quelli che sono indaffarati per compere natalizie e incombenze familiari di vario genere, il mio cellulare squilla, è Pino che si trova dalle mie parti e mi chiede se voglio accompagnarlo dall’editore: non posso, però due passi in quella direzione sono di strada, e così pure due chiacchiere in cammino. E mi mette al corrente di questa bella novità, si è occupato lui della parte dedicata al vino nella guida a cura di Antonio Fiore sui Menu della Memoria, un “viaggio nella memoria dal 6 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009″ come recita il retro della copertina, in cui un luogo di interesse turistico è stato gemellato con un ristorante della Campania. “I vini, gioielli della Campania felix” è il suo articolo, dove esamina in esaurienti monografie vitigni e vini, dal punto di vista ampelografico e anche con qualche nota storico-geografica. Mi piace l’idea di abbinare il calice giusto al prodotto di cui sta parlando, non dimentichiamo che è il responsabile del gruppo servizi dell’Ais Campania!, e didatticamente è istruttivo. L’altra pubblicazione è l’Almanacco di Enogastronomia & Turismo culturale, sempre a cura di Fiore, dell’inverno 2008-2009, presentato sere fa durante una tombolata di beneficenza. E qui stavolta si occupa invece de “Le vie del vino”, sfogliando vedo le foto di cantine e vini che so essere tra i suoi prediletti, schede sulle aziende vinicole e i loro prodotti, e anche qui notizie storiche, geografiche ed enologiche. Bravo Pino! Sono tanti ormai gli “Ais” che collaborano con giornalisti e autori di guide, la comunicazione scritta ha invaso il web e e la pagina stampata, l’enogastronomia campana si avvale giustamente anche di sommelier, e questo mi pare un traguardo raggiunto e un’espansione poco immaginabile alcuni anni fa; ed io stessa con le mie cronache etil-mondane non mi tiro da parte. Pensierino della sera: qualcuno che vuole parlare invece di scrivere c’è rimasto ancora?

Presentazione vini del Sannio

Pubblicato da aisnapoli il 07 Ott 2008

Di Michela Guadagno
Torno ora dalla presentazione della nuova Guida completa ai vini del Sannio di Luciano Pignataro e Pasquale Carlo, nella bella cornice del Palazzo del Genio a Cerreto Sannita, durante la serata sono stati premiati i vini del cuore, quelli che parlano di emozioni, con una bella targa in ceramica con il simbolo della pigna d’uva e l’augurio “ad vite ad vitam”. Cosa devo dirvi, non posso parlarvi di Luciano, non sarei obiettiva: un grande organizzatore, comunicatore e armonizzatore di squadra, l’uomo che tiene unite persone e situazioni, da cui c’è sempre da imparare, entusiasta e ottimista; tante degustazioni con lui dal giorno in cui uno sparuto gruppetto di degustatori si accingeva a selezionare i vini Campani al Savoy Beach di Paestum per la prima edizione della Guida Vini buoni d’Italia del Touring Club, e siamo già al terzo anno in tanti di più; tanti pranzi e cene e serate conviviali a scoprire grazie a lui ristoranti e agriturismi e vinerie, all’insegna di una vera amicizia. Non posso parlarvi del coautore Pasquale Carlo: amico di tante “bicchierate” come lui stesso mi scrive per la dedica del libro (l’autografo di Luciano non ce l’ho, non ho nessuno dei suoi libri con la sua firma, è per scaramanzia); promotore instancabile dei vini del Sannio e soprattutto della barbera, e per questo tante volte consultato per la sua conoscenza del vitigno; promesso sposo che a una settimana dal sì trova il tempo di organizzare la serata per la presentazione, e tantissimi auguri a lui e a Stefania. Non posso parlarvi di Federica De Vizia: compagna di vendemmia notturna in quel di Castelvenere, ideatrice delle buste di plastica intorno alle scarpe per non rovinarsele nel terreno umido della vigna; cara amica che a sorpresa mi chiama per farmi gli auguri il giorno del mio onomastico, graditissimi! Nemmeno di Nicola Matarazzo posso parlarvi: come faccio, è il coordinatore regionale della didattica Ais!; con quel suo modo di comunicare tiene inchiodati i corsisti alle sue lezioni, impossibile non ascoltarlo, lo sapete bene. Nè posso parlarvi di Nino Pascale: responsabile di Slow Food Campania; mi stupisce sempre come fa a ricordarsi il mio nome con le migliaia di persone che conosce.E allora, di che cosa vi parlo? Della sensibilità e dell’intelligenza: si può sbagliare, cambiare idea, si può scherzare sulle cose serie e ridere delle banalità, si possono stuzzicare reazioni e provocazioni; queste due virtù, bagaglio di tutti, custoditele e non minimizzatele.

Guida dei vini del Sannio di Luciano Pignataro

Pubblicato da aisnapoli il 30 Set 2008

Benevento è la dispensa del vino campano: questa magnifica provincia, ricca di verde e facile da percorrere in lungo e in largo, produce da sola oltre la metà del prodotto doc e igt dell’intera regione. Per la prima volta c’è una guida che racconta il mondo magico e ancora inesplorato della viticoltura sannita. E’ questo il terzo capitolo della nuova edizione dei Vini della Campania di Luciano Pignataro, l’unica realizzata con la visita meticolosa alle aziende e la verifica sul campo, assolutamente sponsor free e senza contributi pubblici o privati. Benevento è dunque la grande risorsa del vino campano: qualità in crescita, quantità necessaria per competere su grandi numeri, diversificazione del prodotto, tradizione. Non a caso è l’unica provincia già dotata di una naturale strada enoturistica perché quasi tutte le aziende si affacciano sulla Fondovalle Telesina e quasi tutte le altre sono facilmente raggiungibili. Ogni azienda è presentata attraverso i dati essenziali, le vicende dei titolari, le schede dei prodotti sino alla sintesi delle 5 stelle e dei 40 vini del cuore attraverso i quali è possile narrare la straordinaria avventura degli ultimi vent’anni. In questo viaggio Pignataro è affiancato da Pasquale Carlo, giornalista del Sannio Quotidiano, referente di territorio per le prime due edizioni: il sigillo a cinque anni di intenso lavoro in comune.Un manuale indispensabile per gli appassionati, i sommelier, i ristoratori e gli operatori del settore che adesso hanno, al tempo stesso, l’atlante più completo mai pubblicato e una lettura immediata delle eccellenze per ciascuna tipologia. In appendice: i disciplinari delle 5 doc e delle due igt, la produzione, i wine bar e i ristoranti.
Nelle edicole in provincia di Benevento e in tutte le librerie della Campania e nelle Feltrinelli. Può essere richiesta rivolgendosi direttamente all’editore scrivendo a info@edizionidellippogrifo.it oppure telefonando ai numeri 347.0503455 e 081.5177000

Cerreto Sannita, 4 ottobre.

Presentazione Guida del Sannio e i vini del cuore

ore 18, Palazzo del Genio
Con
Antonio Barbieri, sindaco di Cerreto Sannita
Nicola Materazzo, esperto in comunicazione enogastronomica
Nino Pascale, responsabile Slow Food Campania
Coordinati da
Federica De Vizia, giornalista
Seguirà la premiazione dei Vini del Cuore
Nello splendido Chiostro di Palazzo Sant’Antonio ci sarà il banco di assaggio dei vini premiati con i prodotti sanniti.

“I dolci napoletani” alla Feltrinelli…

Pubblicato da aisnapoli il 26 Set 2008

Di Marina Alaimo
E’ diventato piuttosto complicato raggiungere il centro della città per chi, come me viene dalla provincia, anche se prossima quale è Portici, ma scegliendo di andarci in metropolitana, almeno non si ha il problema di cercare parcheggio. Così ieri sera sono stata ben felice di usare il metrò per partecipare alla presentazione alla Feltrinelli del nuovo libro di Luciano Pignataro “I dolci napoletani“, titolo un po’ riduttivo in quanto vi sono descritte ricette provenienti da tutta la Campania e qualcuna anche da altre regioni del meridione. Hanno partecipato alla dolcissima ed interessantissima presentazione Sal De Riso, divenuto ambasciatore in tutto il mondo della nostra tradizione pasticciera, personaggio straordinario che da tempo desideravo incontrare in quanto vado matta per i suoi dolci, insieme a Santa Di Salvo e Lejla Mancusi Sorrentino. Il libro presenta ben 300 ricette, essendo la pasticceria napoletana testimonianza di un città capitale, dalla storia importante ed incrocio di culture diverse. Le ricette provengono dai migliori ristoranti della nostra regione e sono state abbinate sapientemente ad un vino campano. Ce ne sono ben tre di babà, dieci di semifreddi, sette di struffoli, dieci di mousse e poi…quanti ricordi e quanti profumi mi hanno invaso piacevolmente nel leggere ricette di dolci che mangiavo da bambina e che da tempo sono scomparsi dalla mia vita: castagnaccio, migliaccio, cartellate, cannoli, preparati da mia nonna con amore per la tradizione, ma sopratutto per la famiglia. Non ho potuto fare a meno di comprare questo libro scritto come fosse un ricettario casalingo, arricchito di bellissime foto che mi hanno fatto venire l’acquolina in bocca, tanto che non ho potuto evitare, finito l’incontro, di recarmi al bar della Feltrinelli per peccare di gola, galeotto fu il libro e chi lo scrisse. Adoro preparare dolci con i quali coccolare le persone alle quali voglio bene e la prima ricetta che metterò in pratica sarà la torta di mele annurche e noci alla quale abbinerò,come consigliato dall’autore, Sidro del Sannio di Luca Baldino, accompagnati dalla Schèrazade di Korsakov, così tutti i sensi saranno coinvolti e non solo. Userò moltissimo questo ricettario nel periodo natalizio per preparare appunto dolci della nostra tradizione dolciaria da regalare ad amici e parenti. Mi scuso con Luciano Pignataro se la mia penna non è nobile come la sua, io non sono una scrittrice nè una giornalista, sono una casalinga con una grande passione per la sommellerie e per la musica, comunque non potevo fare a meno di parlare di questo libro, edito da Newton Compton, costo euro 19,90 che consiglio a chi, come me, ama pasticciare.

Letture d’estate e non solo…

Pubblicato da aisnapoli il 15 Ago 2008

Di Franco De Luca

letture-estive.jpgLa stasi estiva rallenta anche il nostro blog… approfittiamo di questa cellula spazio-temporale per infilarci una piccola rubrica in sintonia col nostro ozio da ombrellone: “consigliamoci un libro”, che parli di vino o altro non importa, qualcosa che abbiamo scoperto per caso questa estate e che vogliamo condividere con gli altri… io, per esempio, vi segnalo “Memorie delle mie puttane tristi” di Gabriel García Márquez… mi ha rapito dalla prima frase e non l’ho mollato più, edito nel 2005 da Mondadori (anche in versione tascabile da 5 euro) è all’altezza (secondo la critica) dei capolavori del passato dello stesso autore premio Nobel 1982… buona (eventuale) lettura a tutti.

Salerno: la Guida ai vini della Campania di Luciano Pignataro

Pubblicato da aisnapoli il 01 Ago 2008

copertina-salerno.jpgSeconda tappa della nuova edizione della Guida ai Vini della Campania. Dopo l’Irpinia è di scena una delle province più grandi d’Italia: Salerno. Da Positano a Sapri 200 chilometri di costa, la natura protetta del Parco nazionale del Cilento, il più esteso dopo il Pollino, il parco Regionale dei Picentini, i templi di Paestum, la certosa di Padula. Uno scrigno di bellezza vicino al quale sono nate le aziende che hanno fatto la rivoluzione campana: il Montevetrano, De Conciliis, Maffini. La guida è una ricostruzione storica della viticoltura dalle origini ai giorni nostri con l’anagrafica delle cantine. Ogni azienda è presentata attraverso i dati essenziali, le vicende dei titolari, le schede dei prodotti sino alla sintesi delle 5 stelle e dei 13 vini del cuore attraverso i quali è possile narrare la straordinaria avventura degli ultimi vent’anni. La fotografia della nuova realtà ricca di grandi maestri e di giovani enologi, imprenditori e contadini, giornalisti e comunicatori in uno scambio ideale di testimone fra chi ha resistito e chi è chiamato a interpretare il futuro. I protagonisti storici sono affiancati da nuove realtà, tra cui emerge soprattutto il Cilento grazie alla passione di molti viticoltori. Un manuale indispensabile per gli appassionati, i sommelier, i ristoratori e gli operatori del settore che adesso hanno, al tempo stesso, l’atlante più completo mai pubblicato e una lettura immediata delle eccellenze per ciascuna tipologia: Costa d’Amalfi, Castel San Lorenzo, Cilento, Colli di Salerno igt.
In appendice: i disciplinari, la produzione, i wine bar e i ristoranti. 111 pagine, 8 euro
La guida è sponsor free: non ha contributi pubblici e nessuna forma di pubblicità diretta o indiretta.Nelle edicole in provincia di Salerno e in tutte le librerie della Campania e nelle Feltrinelli. Può essere richiesta rivolgendosi direttamente all’editore scrivendo a info@edizionidellippogrifo.it oppure telefonando ai numeri 347.0503455 e 081.5177000

E’ uscita la Guida Completa ai Vini dell’Irpinia di Luciano Pignataro

Pubblicato da aisnapoli il 05 Giu 2008

E’ uscita la Guida Completa ai Vini dell’Irpinia di Luciano Pignataro Dopo il grande successo delle prime due edizioni (nel 2003 con 160 aziende e nel 2006 con 240), entrambe andate letteralmente esaurite, torna per la terza volta la Guida dei Vini della Campania delle Edizioni dell’Ippogrifo: più ricca, più completa, divisa in ben cinque volumi autonomi, uno per provincia. Il progetto editoriale sarà completato entro il 2008: una grande enciclopedia di facile e immediata consultazione, senza precedenti nella storia dell’editoria vitivinicola del Sud. Si parte con l’Irpinia e le sue tre docg fresca di stampa che ha fatto capolino a Vitigno Italia.Una ricostruzione storica della viticoltura in Irpinia dalle origini ai giorni nostri con l’anagrafica delle cantine. Ogni azienda è presentata attraverso i dati essenziali, le vicende dei titolari, le schede dei prodotti sino alla sintesi delle 5 stelle e dei 40 vini del cuore attraverso i quali è possile narrare la straordinaria avventura degli ultimi vent’anni. Una emozione impensabile dopo il terremoto del 1980 diventata realtà, un grande viaggio nell’eccellenza della viticoltura meridionale e italiana, fatta direttamente e senza mediazioni sul campo tra botti e vigneti, nei borghi avvolti dai boschi del Terminio e il lunare paesaggio della Baronia da cui si domina il Tavoliere. La fotografia della nuova realtà ricca di grandi maestri e di giovani enologi, imprenditori e contadini, giornalisti e comunicatori in uno scambio ideale di testimone fra chi ha resistito e chi è chiamato a interpretare il futuro di questa terra meravigliosa abitata da persone laboriose e libere. Con uno scritto dello storico Andrea Massaro sulle origini e le trasformazioni della gloriosa Scuola di Enologia e Viticoltura di Avellino.Un manuale indispensabile per gli appassionati, i sommelier, i ristoratori e gli operatori del settore che adesso hanno, al tempo stesso, l’atlante più completo mai pubblicato e una lettura immediata delle eccellenze per ciascuna tipologia: Greco di Tufo, Fiano di Avellino, Taurasi. E ancora Aglianico Campi Taurasini, Sciascinoso, Coda di Volpe, Falanghina. Per la prima volta segnalate anche le aziende esterne alla provincia impegnate con le tre docg. In appendice: i disciplinari, la produzione, i wine bar e i ristoranti.

234 pagine, 10 euro
La guida è sponsor free: non ha contributi pubblici e nessuna forma di pubblicità diretta o indiretta.Nelle edicole in provincia di Avellino e in tutte le librerie della Campania e nelle Feltrinelli. Può essere richiesta rivolgendosi direttamente all’editore scrivendo a info@edizionidellippogrifo.it oppure telefonando ai numeri 347.0503455 e 081.5177000

I vini del cuore
Ecco i 40 bicchieri con i quali ho potuto raccontatare dal 1995 il miracolo irpino. Parlano al cuore per la storia, i personaggi, i luoghi, le situazioni in cui sono stati bevuti. Sono i miei preferiti, non i migliori. Mi regalano emozione, non tecnica. Sono la punta dell’iceberg dei 5 stelle.

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Il Signor Sangiovese…alias Giulio Gambelli

Pubblicato da aisnapoli il 24 Feb 2008

giulio-gambelli.jpgGiulio Gambelli è un orso. Scontroso, taciturno, si muove lento, ma emana un’energia straordinaria e i suoi gesti sono precisi, delicati, guidati da una sensibilità che va oltre quella che ci si può attendere da un uomo di quella stazza. Il suo naso è un laboratorio istintivo, immediato, così come senza mediazioni è il suo carattere, e con quel naso e con quel carattere ha contribuito, più che qualsiasi altra persona, a rovesciare il modo di fare vino in Toscana. La vita di quest’uomo è raccontata da una scrittura quasi naif, toscana fino al midollo, fatta di ironia, di frammenti gergali, di entusiastici coinvolgimenti; una scrittura disordinata all’apparenza, ma che poi si scopre ordinata da una logica diversa: non sono i fatti che determinano il flusso del racconto, ma le sensazioni che si provano, gli odori. Nulla di meglio per raccontare la vita di un uomo eccezionale, che ha lavorato per moltissime aziende diventando l’enologo per eccellenza senza averne il titolo, un uomo contro tutti, a suo modo un ribelle, certamente un toscano della razza più pura. La passione per la caccia lo fa un uomo ottocentesco, legato a tradizioni ancestrali, ma la sua modernità è fatta di silenzi.”Bicchierino” Giulio Gambelli, un astemio ottantatrenne che ha fatto la Storia dell’enologia toscana raccontato in un libro che non possiamo non consigliare… 
Giulio Gambelli - L’uomo che sa ascoltare il vino
di Carlo Macchi
Veronelli Editore
112 pag. Euro 17,00

La Musica del Vino

Pubblicato da aisnapoli il 13 Feb 2008

LA MUSICA DEL VINO - AA. VV.
17 racconti etilici
copertinaUn piccolo libro che è arrivato in pochi mesi alla seconda edizione: soave, qualche volta comico, caustico, ma anche drammatico; perfetto da abbinare come regalo a una bottiglia. Leggere questi diciassette racconti è come bere diciassette bicchieri di vino diverso: ci si trova dentro l’ironia, la disperazione, il desiderio, perfino un’intervista; si passa attraverso fenomeni di costume e sentimenti, la rabbia, l’umorismo. Ogni bicchiere canta a modo suo, ma tutti insieme fanno una musica: la musica del vino.

Buona lettura…

Architettura e vino. Nuove cantine e il culto del vino

Pubblicato da aisnapoli il 20 Nov 2007

Di Chiorino Francesca - Mondadori Electa 

copj133.jpgCantine, luoghi di degustazione, musei dedicati al vino, accoglienti alberghi riservati agli amanti delle buone bottiglie rappresentano nuove opportunità per i migliori e più celebri architetti. I produttori, in ogni parte del mondo, si rivolgono a loro e non di rado, le immagini delle loro opere hanno soppiantato nelle etichette delle bottiglie le vecchie incisioni che riproducevano antichi chateaux o vigne ben ordinate, e altrettanto di frequente, fungono da sfondi per campagne pubblicitarie e promozionali. Le cantine non sono più luoghi appartati, sono diventate mete di un turismo sempre più diffuso; rese oggetti di culto, anche grazie al contributo dato dagli architetti, tendono a diventare luoghi di intrattenimento. Ma come si armonizzano queste trasformazioni, imposte dalle dinamiche del mercato e dalla creatività imprenditoriale, con il fatto che il vino lo si deve o lo si dovrebbe continuare a produrre e a invecchiare senza dimenticare quanto la tradizione consiglia e insegna? Questo libro risponde a questa domanda e questa domanda ripete, anche perché chi l’ha scritto è convinto che tra architettura e vino vi sia una nascosta ma robusta analogia: ogni opera di architettura, come il vino, dovrebbe essere realizzata per invecchiare armoniosamente. Non sempre, però, così accade, ma, qualche volta, come questo libro racconta, così avviene.

Tratto da www.ibs.it

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