Archivio di: Aprile 2008

Dizionario Minimo di Vinicultura Vol.1 A-L

Pubblicato da aisnapoli il 30 Apr 2008

A cura di Luca Massimo Bolondi
vocabolario.bmpPrefazione. Nell’accingersi alla compilazione dell’opera l’autore ha inteso realizzare un dizionario moderato, ovvero contrario agli eccessi (cfr. M. Strasi, “arte e sintesi nella compilatio verbis”, Aetas Libri 1984). Ha affrontato così una duplice sfida. Da una parte la sfida all’enciclopedismo, ovvero a quella malattia delle parole che colpendo una semplice sillaba porta inevitabilmente a clonare la Treccani. Dall’altra parte la sfida alla specializzazione, ovvero quell’altra malattia che attacca le semplici parole comuni e trova il modo di trasformarle in tecnicismi per addetti agli addetti ai lavori. L’autore ha inteso vincere tutte e due le sfide con un unico atto di mirabile sintesi (i detrattori dicono ispirato a sordida pigrizia mentale). È nato così il dizionario minimo, in due volumi (A-L e M-Z), con una sola voce per lettera dell’alfabeto.

Ampelografia:stile di scrittura ampolloso, pieno di riccioli e abbellimenti, usato per descrivere dove trovare i migliori vitigni del mondo.
Bidule: diminutivo dal francese bidet, designa un recipiente che raccoglie i residui lavati via dalle nobili parti del vino.
Champagne: formula di rito da esclamare per rompere il ghiaccio o per uscire da situazioni di stallo (“Signore e signori, …Champagne!”).
Degustazione: de gustibus non est disputandum. Citare a proposito del dibattito sulle migliori annate dei vini, nonché durante una bevuta tra amici intenditori, soprattutto se non si ha chiara la differenza tra ossigenazione e ossidazione (cfr. Vol.2 M-Z).
Enologia: secondo il Maligni il termine deriva dall’unione di eno (όυηοσ, vino) e logìa (λόγοσ, un gran parlare); significherebbe quindi “un gran parlare di vino”.
Fillossera: “se il vitigno non è più quello di una volta, la colpa è della fillossera!” e ancora “fa più danni quell’enologo che la fillossera!”. Fa chic mostrare di conoscere anche l’Oidio.
Globalizzazione: s.m. - sinonimo di stile internazionale, contrario di originalità. In enologia vede contrapposti gli anglofoni (winemaking) e i francofoni (terroir).
Heritage: trad. it. patrimonio. Mentre il solo nominare il patrimonio rimanda a notai, liti ereditarie e solo al vago ricordo di una marca di vini, nell’ambiente dei sommelier fa molto chic parlare di heritage (es. “l’heritage ampelografico bordolese”, un classico della sfida all’umana comprensione).
Iniziazione: percorso dell’aspirante intenditore attraverso liturgie specifiche dal vago sentore carbonaro (primo-secondo-terzo livello, verticali, servizi, pratiche di cantina…). L’intenditore che abbia superato l’iniziazione può fregiarsi dell’appellativo di sommelier.
Lambiccato: mentre tre quarti dell’umanità si è lambiccata il cervello per qualcosa almeno una volta nella vita (distillando il succo delle meningi), il sommelier per sua fausta sorte il lambiccato non lo subisce ma lo gusta (vinificato dal succo di dolci uve).

E’ la genetica a determinare quali vini si preferiscono!

Pubblicato da aisnapoli il 30 Apr 2008

smell1.jpgDan Berger sul sito Appellation America riferisce (in americano…cercasi traduttore, ndr) degli interessanti risultati di una lunga serie di ricerche scientifiche condotte negli Stati Uniti ed in Australia secondo le quali sarebbe il Dna di ognuno di noi a determinare il nostro gusto e quali vini ci possano piacere di più o di meno. Dimmi cosa bevi e ti dirò chi sei…

Fonte: Sommelier.it

Wine Hotels Collection…

Pubblicato da aisnapoli il 30 Apr 2008

estacia_colome.jpgTempo di ponti…perchè non pensare ad un soggiorno in un esclusivo hotel dove tutto ruota intorno al divino nettare.
Arriva dall’Argentina il “Wine Hotels Collection”, il primo club esclusivo dei Wine Hotels & Wine Resorts del mondo. “Wine Hotels Collection” è stato creato con l’intento di riunire gli hotel di alta ed altissima qualità (dove il servizio, l’attenzione al dettaglio, l’architettura e i decori sono al massimo livello), che hanno come proposta di soggiorno principale il vino.
L’obiettivo di “Wine Hotels Collection” è quello di supportare queste particolari strutture ricettive nel posizionamento della loro offerta e nella costruzione di un’immagine coerente e di grande impatto a livello mondiale. Un “Wine Hotel” è una sorta di boutique situata fra i vigneti e non infrequentemente parte di una azienda vitivinicola, ma può anche rappresentare un punto di riferimento di una strada del ivno o un luogo in cui è possibile trovare una grande scelta di etichette e dove l’attività ricreativa spazia dalla vinoterapia alle degustazioni e ai tour nei territori del vino.
“Wine Hotels Collection” (info: www.winehotelscollection.com) ha cominciato la sua attività in Argentina e Cile, ma oggi ha acquisito una dimensione globale, contando fra i suoi membri anche hotel di Spagna, Italia, Francia Sud Africa e Stati Uniti. Tra i prossimi aderenti, il Wine Hotel Haciendas de España (Spagna), Chateau Franc Mayne (Francia), Villa Mangiacane Hotel (Italia), Lares de Chacras e Huentala Vineyard Hotel (Argentina).Per vedere alcune immagini degli hotel cliccare qui (la foto sopra è dell’Estacia Colomè a Salta, Argentina)

Fonte:winenews.it, vino24.tv

Professione Enologo: Antonio Di Gruttola

Pubblicato da aisnapoli il 29 Apr 2008

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

Quattro enologi accomunati dalla fedeltà nell’interpretazione del terroir ci racconteranno il loro modo di “vivere il vino”, nella diversità delle rispettive esperienze professionali e dei differenti percorsi di ricerca. Terroir non come mero esercizio di stile ma sostanza e contenuto di una scelta consapevole nata dall’interazione di suolo, clima e vitigno, con l’apporto fondamentale ed insostituibile dell’uomo; in altre parole pensiero ed anima: l’unica strada percorribile per fare di ogni bottiglia un unicum capace di esprimere con sincerità ed orgoglio la propria concezione del “mestiere” di far vino…Un’iniziativa Ais Napoli e Fnac. Gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito previa iscrizione presso il Punto Informazioni della Fnac. L’ingresso è consentito ad un massimo di 30 persone. Dopo Vincenzo Mercurio, Fortunato Sebastiano e Maurizio De Simone concludiamo con Antonio Di Gruttola.

Professione Enologo: La nouvelle vague dell’enologia made in Campania.

30 Aprile ore 18.00 Antonio Di Gruttola.

“Una nuova agricoltura espressione del terroir.”

Spazio Eventi Fnac 30 Aprile ore 18.00
Via Luca Giordano n.59 Ingresso libero e gratuito
Prenotazione obbligatoria presso Punto informazioni Fnac

Il terroir è una realtà complessa, difficile da afferrare nel suo significato più profondo ed impossibile da riassumere con schemi semplicistici. Per produrre un alimento di terroir come il vino occorre una lunga catena di fattori che vanno dalla vite al microclima, alla geologia del suolo e sottosuolo, alla popolazione microbica del suolo fino alla fermentazione del succo delle uve. Una nuova agricoltura può rigenerare se stessa solo partendo dal rispetto della complessità dei processi biologici.

In degustazione:

T’ara ra’ IGT Campania Greco 2006 - Cantina Giardino

Intervista live di Fabio Cimmino, giornalista e sommelier; per l’Ais Vittorio Cioffi, degustatore ufficiale.

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

Alla Fnac con Maurizio De Simone…le foto!

Pubblicato da aisnapoli il 28 Apr 2008

Maurizio De Simone…l’intervista

Pubblicato da aisnapoli il 27 Apr 2008

Di Adele Chiagano

Maurizio De Simone è un giovane enologo, ma con alle spalle una ricca e ben maturata esperienza. Oltre ad essere amministratore unico della società PRO. VIT.E. (professionisti per la viticoltura e l’enologia) segue attualmente circa 14 cantine che operano in differenti territori d’Italia: dal beneventano, infatti, si passa all’isola di Ponza, da Napoli a Catania, Montalcino, e ancora Caserta e Irpinia. Differenti ambienti, vitigni e territori nei quali Maurizio De Simone riesce ad applicare uno stile di vinificazione contrassegnato dalla consapevole adozione di una “enologia di non intervento” supportata da una continua ricerca, applicazione e sperimentazione. Ciò che caratterizza il suo lavoro è soprattutto un grande rispetto per quello che noi definiamo terroir, parola che Maurizio traduce con il termine “origine”, concetto che ha ampiamente approfondito nel corso della chiacchierata, necessario per stabilire il giusto equilibrio con l’elemento natura nel pieno riguardo del luogo dal quale l’uva proviene. Dopo la piacevole conversazione abbiamo degustato con il supporto del sommelier Franco De Luca l’Agostinella IGT Beneventano Bianco di Vigne Sannite e il Lentisco IGT Lazio Bianco dell’azienda Terre delle Ginestre.Quali sono le aziende che segue attualmente?

CECAS S.C. (VIGNE SANNITE) Castelvenere (BN), TORRE DEL PAGUS Paupisi (BN)
I BORBONI Lusciano (CE), PORTO DI MOLA Rocca D’evandro (CE), Az Agr. ALE.PA. Caiazzo (CE), CONTRADE DI TAURASI LONARDO Taurasi (AV), PICARIELLO Summonte (AV), Az.Agr. MOCCIA RAFFAELE (NA), Az. Agr. IOVINO (NA), ANTICHE CANTINE MIGLIACCIO Ponza (LT), TERRA DELLE GINESTRE Spigno Saturnia (LT), COMPAGNIA DI ERMES Olevano Romano (Roma), PIOMBAIA Montalcino (SI), ROCCA D’API Zafferana Etnea (CT)

Che cos’è Pro.Vi.te nello specifico?

Pro. Vit. E. s r l è la mia società unipersonale che indica:Professionisti per la Viticoltura e l’Enologia, alla quale collaborano, il dott. Gianluca Tomaselli (Tecnologo Alimentare) per i piani HACCP e produzione Dott Saulle Umberto (Agronomo) per la gestione e controllo delle tecniche colturali in vigna.

Qual è il suo rapporto con i produttori cui presta consulenza?

Con molti di loro collaboro da 15 anni e, anche con i più recenti si è instaurato un rapporto umano di profonda amicizia, anche perché vedrà che spiegando il mio modo di interpretare “L’ORIGINE” più che TERROIR e indispensabile far esprimere la personalità del produttore per ottenere dei vini unici, anche in condizioni similari.

Come fa, seguendo più cantine che operano in territori tanto diversi a conciliare il rispetto dell’identità territoriale di un vino con le aspettative dei produttori e le esigenze di mercato?

E’ proprio questa l’essenza della chiacchierata che faremo. Comunque in due parole, solo la profonda conoscenza di tutti i fattori che direttamente o indirettamente influenzano le fasi produttive e trasformazione e l’assoluto rispetto di essi senza interventi drastici, consente il pieno recupero dell’espressione di quel vino, in quel luogo, e di quel produttore, applicando la tecnologia per imparare la potenzialità e vocazione del prodotto adattando il “progetto vino” ad esso e non modificarne le caratteristiche per la sola esigenza di mercato. Il lavoro più lungo e difficile è prima di produrre. CONOSCERE PER GESTIRE!

Mi parla della sua esperienza con Roberto Cipresso?

Con Roberto ho collaborato dal 2000 al 2006. WINEMAKING nasce dalla fusione del mio studio a Napoli con quello di Roberto a Montalcino dove ho vissuto in quel periodo e dove ho portato le mie attrezzature di laboratorio perché all’epoca Roberto era in forte espansione e aveva bisogno di completarsi tecnicamente, quindi nacque la collaborazione che ci ha portato ad avere in consulenza 42 aziende nel mondo dove lui si occupava principalmente della comunicazione ed io gestivo lo stuff tecnico, poi, stanco di prendere aerei e di non avere più luogo di riferimento di vita ho deciso di “tornare alle origini” sono nativo di Napoli (Fuorigrotta), e adesso vivo tra Benevento Formia e Ponza, almeno per spostarmi non ho più bisogno di aerei.

Si fa un gran parlare di terroir, frutto del naturale equilibrio tra territorio, vitigno e uomo
oppure alla Dubourdieu, “capacità accertata di un territorio, grazie all’opera dell’uomo, di produrre un vero gusto caratteristico apprezzato dal mercato”. Mi darebbe una sua definizione di terroir?

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Report Borgogna secondo atto: il Sapore della terra…

Pubblicato da aisnapoli il 19 Apr 2008

Di Tommaso Luongo e Claudio Tenuta
In ogni dove in Borgogna si respira un’atmosfera agreste, profondamente rustica e di rurale semplicità. Vignaioli caparbi ed ostinati che zappano la terra, vigne attempate che non celano le proprie rughe, vini virili dalla scontrosa eleganza e cantine che profumano di mosto dove, ancora, ci si inzacchera le scarpe con la terra battuta… Tutto questo può sembrare forse un pò troppo naif, ma questa è l’anima più verace della Borgogna, che non si nasconde dietro artifizi o alchimie mostrandosi con dignità e fierezza per quello che autenticamente è. Qui la natura esplode, rigogliosa, nelle mille essenze e nei profumi cangianti dei suoi vini, e nel palato che si esalta e si entusiasma ad ogni sorso. I vigneron borgognoni sono prima di tutto dei profondi conoscitori della propria terra, degli agricoltori “artigiani”di poche parole e dai modi piuttosto spicci. Gente schiva, riservata, non adusa alle pubbliche relazioni, “geneticamente” refrattaria ai fasti e alle solennità dei pomposi Chateâu bordolesi. Qui è un altro mondo, si preferisce non ostentare la propria grandezza e far parlare soltanto il vino; spesso però, magari dopo qualche piccolo mugugno che è eredità della loro ancestrale diffidenza, quegli stessi vignaioli sanno accoglierti con genuina e spontanea cordialità. Un frutto turgido e vitale declinato nelle sfumature di ciliegia nera, amarena e lampone è il filo conduttore della nostra degustazione; passando da un comune all’altro della Cote de Nuits, questa nota fruttata, perfino semplice nella sua immediatezza, si impreziosisce degli umori dei singoli terroirs esaltando anche la più insignificante delle differenze pedoclimatiche, facendo di ogni vino un’emozione unica e irripetibile. I vini sono sfuggenti, riflessivi ed emozionali; vini che sanno raccontarti, senza lustrini, gli umori del proprio terroir, ma che chiedono in cambio di essere degustati con assaggi meditati e non frettolosi, e per questo con calma sediamoci e iniziamo il nostro piccolo viaggio nella grande terra di Borgogna in compagnia delle schede di degustazioni a cura del “nostro” Claudio Tenuta.
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Professione Enologo alla Fnac: Maurizio De Simone

Pubblicato da aisnapoli il 18 Apr 2008

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

 

Quattro enologi accomunati dalla fedeltà nell’interpretazione del terroir ci racconteranno il loro modo di “vivere il vino”, nella diversità delle rispettive esperienze professionali e dei differenti percorsi di ricerca. Terroir non come mero esercizio di stile ma sostanza e contenuto di una scelta consapevole nata dall’interazione di suolo, clima e vitigno, con l’apporto fondamentale ed insostituibile dell’uomo; in altre parole pensiero ed anima: l’unica strada percorribile per fare di ogni bottiglia un unicum capace di esprimere con sincerità ed orgoglio la propria concezione del “mestiere” di far vino…Un’iniziativa Ais Napoli e Fnac. Gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito previa iscrizione presso il Punto Informazioni della Fnac. L’ingresso è consentito ad un massimo di 30 persone. Dopo Vincenzo Mercurio e Fortunato Sebastiano è il turno di Maurizio De Simone.

Professione Enologo: La nouvelle vague dell’enologia made in Campania.

23 Aprile ore 18.00 Maurizio De Simone.

“Un Vino di Origine è espressione di…”

Spazio Eventi Fnac 9 Aprile ore 18.00
Via Luca Giordano n.59 Ingresso libero e gratuito
Prenotazione obbligatoria presso Punto informazioni Fnac

Territorio, Ambiente, Varietà, Tradizione, Uomo: fattori indispensabili per l’adozione consapevole di una “enologia di non intervento” che diventa sempre di più ragione di vita e punto di riferimento, grazie alla continua ricerca ed applicazione. La firma dell’enologo, sintesi di filosofia e stile di vinificazione, non si sostituisce alla qualità intrinseca del luogo dal quale l’uva proviene ma ne sottolinea e valorizza l’intima essenza.

In degustazione:

“Agostinella” IGT Beneventano Bianco - Vigne Sannite
“Lentisco” IGT Lazio Bianco - Terre delle Ginestre

Intervista live di Adele Chiagano, giornalista e blogger Violamelanzana; per l’Ais Franco De Luca,degustatore ufficiale.

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

Fortunato Sebastiano alla Fnac, le foto.

Pubblicato da aisnapoli il 18 Apr 2008

Professione enologo. Intervista a Fortunato Sebastiano

Pubblicato da aisnapoli il 18 Apr 2008

di Monica Piscitelli
m.piscitelli(at)yahoo.com
www.campaniachevai.blogspot.com

fortunato_sebastiano.jpgGiovane enologo emergente, con una significativa esperienza maturata in alcune note cantine del Sud Italia, Fortunato Sebastiano è un professionista sul quale si sta appuntando l’attenzione degli addetti al settore per la sua capacità di valorizzare piccole e grandi realtà vitivinicole, per il suo approccio rispettoso delle peculiarità dei vitigni e del territorio che punta alla valorizzazione del potenziale delle aziende con cui lavora. Tra le altre, in Campania, l’azienda Boccella di Castelfranci, Angelarosa di Santa Paolina, in Irpinia; Reale di Tramonti, Terra di vento di Pontecagnano Faiano, Lunarossa di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno e, infine, Mustilli di S.Agata de’ Goti e Colle Palladino di Castelvenere, nel Sannio. Ho incontrato Fortunato in occasione del secondo appuntamento del ciclo di incontri promosso dall’Ais Napoli in collaborazione con la Fnac: “Professione enologo”, svoltosi nel salottino del book-store vomerese ieri.
Dopo l’intervista Fortunato ha accompagnato la degustazione guidata dal sommelier Paride Cimbalo di due delle sue creature;“La Selva Barbera del Sannio 2007” di Colle Palladino (Castelvenere) e “Rasott Campi Taurasini Irpinia Doc 2005” di Boccella (Castelfranci) raccontando episodi del suo lavoro in queste due realtà,una sannita ed una irpina, che segue, rispettivamente, dal 2006 e dal 2003.

Domanda: Innanzitutto qualche domanda di rito. Quale è il tuo percorso professionale? A che vendemmia sei? Cosa ha scatenato questa tua passione per il vino?

Risposta: Sono alla mia decima vendemmia, contandole tutte però. Anche quelle da operaio o da analista di laboratorio! Sono nato in Irpinia, ad Ariano Irpino, e ho sempre avuto la passione per il vino ma all’inizio solo da consumatore. Fino a quando, nel 1996, assaggiai un rosso che mi fece sobbalzare rimanendomi per sempre impresso nella memoria: era il Taurasi Radici Riserva 1990 della cantina Mastroberardino, una composta raccolta di fiori passiti, liquirizia, amarena ed erbe balsamiche. Mai, fino a quel momento, avevo l’avevo percepito in un vino. C’è sempre una prima volta.
Un paio di anni fa ho avuto modo di parlarne con il Cavalier Antonio Mastroberardino che mi ha confermato con un sorriso quella superlativa valutazione. Tant’è!
In seguito nel 1997 ho lasciato Roma che era la città in cui vivevo e mi sono trasferito a Pisa iscrivendomi alla Facoltà di Agraria. Qui ho avuto la grande fortuna di conoscere Giacomo Tachis e di essere suo allievo nel Corso di Enologia. Tramite lui, nel 2000, ho fatto una bellissima esperienza professionale in Sicilia, presso Duca di Salaparuta-vini Corvo. Grazie alla Toscana ho conosciuto anche Francesco Saverio Petrilli, enologo ed uomo di rara intelligenza, che ha catturato la mia attenzione spostandola sul vigneto e sulla vitalità dei terroir. Dopo il Chianti Classico è arrivato il Cilento. Con la splendida famiglia De Conciliis ho iniziato con i vini della Provincia di Salerno. Sono un Enologo che viene dalla pratica insomma, che continua a studiare costantemente le materie che ama. In questo periodo specialmente la viticoltura biodinamica e naturale e la chimica del terreno.

D: Sulla figura dell’enologo aleggiano una serie di dicerie, luoghi comuni, quasi credenze. In poche parole chi è l’enologo, e cosa fa? E’ semplicemente colui che si limita ad aspettare che le uve arrivino allo stabilimento per fare le sue alchimie?

R: Direi di no. Direi: non sempre. L’Enologo è un mestiere ricco di sfaccettature, passibile di essere interpretato secondo le proprie inclinazioni ed attitudini. Personalmente, io parto dalla campagna. Non solo per retorica: per me non ha senso un vino di cui non si conoscono a fondo le uve e la loro provenienza. Semplicemente non lo faccio. Io cerco di lavorare di anticipo sui vini, devo sapere cosa aspettarmi da una vigna. Cerco di studiare le peculiarità dei vigneti, dei micro e mesoclimi, dei terreni, delle varietà coltivate e delle persone con cui collaboro! Mi concentro sugli aspetti più vitali di questo lavoro, tutti. Perché sono quelli che arrivano nel bicchiere! Solo una viticoltura organicamente vitale è una viticoltura di qualità che riesce a produrre uve ricche di personalità che ritroveremo nei nostri vini; una viticoltura attenta al territorio ed alle attività biologiche del suolo, delle piante e dell’ecosistema in cui esse interagiscono. Questo mi interessa. Questo secondo me fa la differenza nei vini. Si sente sempre se un vino ha presupposti di questo genere. Continue Reading »

Dialogo tra un venditore di alambicchi e un passeggere

Pubblicato da aisnapoli il 18 Apr 2008

dante-alighieri.bmpTrovammi un dì lungo la via importante che da Toledo mena alla Marina, sull’uscio di un albergo ricco e grande che dall’Oriente accoglie gente fina. Eravi in esso luogo un gran signore, dal sembiante fiorente e d’ampio manto, che uscendo dalla porta superiore di tale condizione dava vanto. Caso fu dato che noi s’incontrasse, quasi condividendo il mesmo passo e a rischio di unificar le nostre masse (pote voi immaginar con che sconquasso…). Quando che fu evitato l’incidente, porgendoci le scuse all’occasione, trovammo il tempo per un caffè bollente ed il piacer della conversazione. Lo seguito riporto solo in prosa, per non modificar troppo la cosa.

Vengo così a saper che il locutore altri non è che del prodotto d’alambicchi un venditore, ovvero colui che colloca a negozi, winbar supermercati e altre puteche il succo etilico di nobili vitaggi (con di lui, a quanto mi par, grandi vantaggi). Ei mi fa vanto così di un bel guadagno da farmi parer l’altrui mestiere solo lo frutto di inutile sudore, mostrandomi come con l’ingegno e fascinose mostre possa farsi gran guadagno in poche ore! Al mio dimandare stupefatto come possasi ottener siffatto aggio ei mi risponde che “cosa già è nota che solo li grulli sudano al vitaggio: vero sì è che fare un grande vino o da vinacce grappe di lignaggio costa opra e denari, per il lavoro in vigna l’enologo il mastro di cantina financo il pigiatore (potendo usar la famiglia in la raccolta) eppoi l’analisi e de lo gusto la prova official se de lo luogo e tempo al prodotto tuo vuoi dare il nome… eppur con tutto tal dispiego di forze e d’energie lo costo è poco, e il premio a lo fattor pur non comporta che pochi ducati (euro denaro de le moderne genti) sovra ogni litraggio di prodotto. Lo gran guadagno dassi se da lo luogo d’origine esso si muove per mezzi miei ed alle altrui genti perviene carico dell’onor di terre remote e dell’onere mio che posto v’havvi.” Ed ecco che dal dialogo siffatto comincio a comprender che come nella moneta s’han due facce altrettanto succede a ogni mestiere in cui da produzion s’arriva al desco: da una parte colui che fa fatica, spreme la terra e sforzasi di dare lo meglio d’essa per l’altrui piacere; dall’altra lo gran mondo de li scambi, di mostre di valor promesse e incanti (ed è il mestiere de lo promotore, oltre a quello di lucro del signor mio interlocutore), dall’altra ancor li racconti del territor d’uve vitaggi processi di cantina e infin punteggi (ed è la profession di sommeliere) e infine lo gestor de la puteca nelle varie sue forme summenzionata che metteci del suo a far da chiosa a questo gran ballo detto de la bottiglia… in cui chi più ne sa meglio ne piglia.
Chiedo perdono se in codesto giuoco vi ho tradotti, seppure con difetto, Ma posso garantir che lo mio intento è sempre stato coniugar diletto con la pungenza de le mie parole al fin di stimolar chi già lo vuole. Con ciò saluto i bruni e pur li biondi firmandomi luca massimo bolondi

Il “Nostro” Luca è una continua sorpresa…adesso anche poeta! Ma dove vuole arrivare…(T.L.)

Vincenzo Mercurio alla Fnac…

Pubblicato da aisnapoli il 16 Apr 2008

Concorso Miglior Sommelier Campania

Pubblicato da aisnapoli il 16 Apr 2008

A tutti i Sommelier che intendono partecipare al Concorso Miglior Sommelier della Campania di Giugno 2008 :

APPROFONDIMENTO CONCORSO REGIONALE

LUNEDI 28 APRILE – ore 9,30 – Sorrento ( sede da definire )

Test d’ingresso (segue approfondimento sulle tematiche trattate nel test)

Prove tecniche di servizio:

Presa della comanda dell’acqua e dell’aperitivo.

Servizio di uno spumante con la tempistica del concorso regionale.

Decantazione di un vino rosso invecchiato con la tempistica del concorso regionale.

Abbinamento cibo-vino con un menù alla carte di vini nazionali ed europei.

LUNEDI 19 MAGGIO – ore 9,30 – Sorrento ( sede da definire )

Test d’ingresso(segue approfondimento sulle tematiche trattate nel test)

Correzione di una carta dei vini che contiene errori.

Degustazioni scritte ed orali di alcuni vini serviti alla cieca con la terminologia e tempistica del concorso regionale.

Prenotazione obbligatoria : tel/Fax 0823/345188 - email info@aiscampania.it

Per info:
Associazione Sommeliers Campania
Viale Delle Querce, 6
P.co “Casa CasertaUno”
81023 Falciano di Caserta (Ce)
Tel/Fax 0823/345188
www.aiscampania.it
info@aiscampania.it

Nella foto Nicoletta Gargiulo, Miglior Sommelier d’Italia

Pinot Noir atto secondo…le foto!

Pubblicato da aisnapoli il 16 Apr 2008

Terzo Salone della Mozzarella di Bufala Campana a Paestum

Pubblicato da aisnapoli il 16 Apr 2008

mozzarella.bmp Regina in tavola, la mozzarella sale in trono per tre giorni nell’ambito del Terzo Salone della Mozzarella di Bufala Campana e del Made in Italy, che si svolgerà a Paestum dal 18 al 20 aprile 2008. Il Salone, organizzato dalla Federazione Nazionale Giovani di Unimpresa, è uno degli appuntamenti del cartellone di Itinerari Mediterranei, il progetto di marketing territoriale promosso dalla Provincia di Salerno-Assessorato all’Agricoltura per la direzione artistica di Andrea Carraro.

«Si parte con la mozzarella e la Ferrari, perché la Ferrari rappresenta l’Italia vincente nel mondo» ha annunciato nel corso della conferenza stampa l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Salerno Corrado Martinangelo. Una fiammante Ferrari sarà, infatti, messa in mostra presso il Museo di Hera Argiva il giorno dell’inaugurazione.

«L’assessorato è stato contattato da un istituto scolastico e da un gruppo di camperisti di Roma che intendono partecipare alla tre giorni del Salone – prosegue Martinangelo – una notizia che conferma la validità dell’evento come attrattore turistico. Inoltre ritengo un segnale positivo l’apertura di un nuovo punto vendita di un caseificio, giovedì scorso, a Montecorvino Rovella, in questo particolare momento».

Il Salone si aprirà venerdì 18 aprile 2008, alle ore 10.30, al Museo Narrante di Hera Argiva, con l’incontro con Luigi Cremona, giornalista enogastronomico, indicato dall’Oscar del Vino 2007 come “giornalista dell’anno”, che sarà il testimonial del terzo salone. L’incontro con Cremona sarà un dialogo a due voci, perché ad accompagnare i presenti alla riscoperta delle eccellenze del territorio sarà il giornalista Edoardo Scotti, curatore della sezione Incontri. Il loro sarà un mettere a nudo il territorio andado alla ricerca dei perché. Il tutto partendo dalle radici greche che caratterizzano il salernitano. Testimonianza di questo legame sono proprio i Templi.

Il Salone sarà anche l’occasione per un confronto sulla mozzarella e sulle sue problematiche, tra esperti del settore, nell’ambito di una tavola rotonda prevista sabato mattina alle 10.30, che sarà coordinata dal giornalista e scrittore di enogastronomia Luciano Pignataro.

Per puro caso, lo svolgimento del salone coinciderà proprio con l’ufficializzazione dell’esito delle analisi sul latte di bufala, un aspetto che naturalmente stà molto a cuore all’assessore all’Agricoltura Martinangelo così come al Presidente della Provincia Angelo Villani.

Esperti, appassionati e semplici curiosi non avranno tempo per annoiarsi nella tre giorni fitta di appuntamenti che si svolgerà tra il Centro Congressi dell’Hotel Ariston e la zona archeologica di Paestum.

Dall’allevamento alla trasformazione del latte, fino alla degustazione delle bontà di bufala: i visitatori del salone potranno conoscere tutte le fasi partecipando alle iniziative previste ogni giorno. Partendo dal Centro Congressi Ariston, a bordo di navette, sarà possibile raggiungere alcuni allevamenti e caseifici della zona nell’ambito de “Le strade della mozzarella”. Gli allevatori e i mastri casari riveleranno ai visitatori il segreto che ha fatto sì che questo formaggio fresco venisse ribattezzato “oro bianco”.

«Anche e soprattutto in questa edizione – ha spiegato il direttore del Salone, Donato Ciociola – sebbene le Strade della mozzarella siano ormai un appuntamento consolidato, abbiamo voluto dare la possibilità ai visitatori di conoscere l’intera filiera, dall’allevamento delle bufale alla lavorazione dei prodotti, per rassicurarli, laddove ce ne fosse ancora bisogno, sulla qualità».

Sarà possibile (su prenotazione) prendere parte alle degustazioni guidate che vedranno l’abbinamento della mozzarella e degli altri prodotti caseari con eccellenze gastronomiche come l’aceto balsamico di Reggio Emilia Dop, il prosciutto di Norcia Igp, il fico bianco del Cilento Dop, la cioccolata di Modica, il Ferrari Perlè 2002 Trento Doc, i vini salernitani e la carne di bufalo.

Le tradizioni gastronomiche campane, tramandate di generazione in generazione, saranno il tema dei film documentari proiettati nell’ambito della sezione Mangiaremeridiano, rivolta in particolare agli allievi delle scuole superiori.

La chiusura del Salone, il 20 aprile, alle ore 19, presso il teatro dell’Ariston di Paestum, avverrà con l’esibizione di due compagnie, esibizione che allo stesso tempo segnerà l’avvio della sezione Danza di Itinerari Mediterranei, curata da Antonella Iannone. Ad aprire la serata sarà la compagnia Intarsi, seguita da Eliopoli che presenterà un progetto tersicoreo dal titolo “Il mare in catene”, presentato nel 2006 alla Biennale di Venezia. La coreografia, firmata dalla regia di Francesco Ventriglia, per la prima volta si presenta nel Mezzogiorno. Una prima di grande impatto per il tema trattato: l’eros nella disabilità.

Sempre nell’ambito di Itinerari Mediterranei verrà allestita la mostra di Franco Sortini dal titolo “Dove riposano gli Dei”, presso Palazzo De Maria (piazza Basilica, c/o sede Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo) e che potrà essere visitabile fino al 30 aprile.

Gli stand espositivi saranno aperti dalle 10.30 alle 19.30. L’ingresso al salone è libero.

Ufficio Stampa Salone della Mozzarella

Paola Desiderio

ufficiostampa@salonedellamozzarella.it

Cell. 339.7422713

Clicca qui per il Programma delle degustazioni-salone-della-mozzarella.pdf in collaborazione con Ais Campania

Vitigni autoctoni e rapporto qualità-prezzo: VitignoItalia premia la qualità

Pubblicato da aisnapoli il 15 Apr 2008

vitignoitalia1.bmpNon solo show. Come ogni anno Vitignoitalia, il salone del vino da vitigno autoctono che si svolgerà Napoli dal 26 al 28 maggio, premia le migliori produzioni nazionali. Due i concorsi enologici in programma: Il Vino Perfetto riservato ai vini da vitigno autoctono presenti al Salone di Napoli e Vino Veritas per i vini dal miglior rapporto qualità/prezzo. Ma anche 2 nuovi premi: Miglior Passito e Miglior Spumante metodo Charmat. A valutare i vini sarà una commissione Ais di degustatori professionisti, ma l’ultima parola sarà quella del pubblico di eno appassionati che valuterà i vini sui parametri di Vista-Olfatto-Gusto. Regolamento e informazioni per partecipare alle selezioni su www.vitignoitalia.it

Vino Perfetto. Un premio tradizionale ormai per il salone che dell’autoctono ha fatto la sua filosofia. Quest’anno in gara ci sono i vini rossi da uve Aglianico, Barbera, Lagrein, Montepulciano, Nebbiolo, Nero d’Avola, Primitivo, Sagrantino e Sangiovese. Per i bianchi il concorso interesserà i vini da uve Falanghina, Fiano, Greco di Tufo, Inzolia, Pallagrello Bianco, Pinot Bianco, Trebbiano, Verdicchio, Vermentino. Una commissione di 10 degustatori professionisti AIS valuterà alla cieca i campioni e determinerà i vincitori per ciascuna categoria di vitigno. I vini premiati saranno nuovamente degustati durante il Salone da una giuria di non addetti ai lavori che decreterà il vino perfetto per ogni categoria: bianco, rosso e passito sulla base di 3 semplici parametri –vista, olfatto, gusto – e con votazione da 1 a 10.

Vino Veritas. Chi ha detto che un buon vino deve costare un capitale? Solo territorio e passione, gli ingredienti del premio che Vitignoitalia riserva ai quei vini capaci di mantenere un ottimo rapporto qualità-prezzo: il costo del vino al rivenditore non deve superare i 6 euro. La valutazione sarà affidata ad una commissione di 10 degustatori AIS.

Le premiazioni avverranno il 28 maggio alle ore 12 nella sala Degustazioni di VitignoItalia presso la Mostra d’Oltremare di Napoli.

VitignoItalia
Organizzazione: Hamlet srl
Dove: Mostra d’Oltremare di Napoli, piazzale Tecchio
Quando: 26-28 maggio 2008
lunedì 26 maggio dalle 11 alle 20; martedì 27 dalle 10 alle 20; mercoledì 28 dalle 10 alle 16
Ingresso: 12,00 euro comprensivi di bicchiere da degustazione Bormioli, partner di VitignoItalia
Info: 081 4104533
www.vitignoitalia.it

ufficio stampa
stampa@vitignoitalia.eu
tel. 081 0605636
347 3331576

Vinitaly 2008 in foto…

Pubblicato da aisnapoli il 13 Apr 2008

Il mio Vinitaly…

Pubblicato da aisnapoli il 13 Apr 2008

Di Giulia Cannada Bartoli
Il viaggio comincia all’ alba del 2 aprile, in macchina verso la mia quinta edizione dello showbiz del vino. Vinitaly 2008. Sono in compagnia di produttori dell’Irpinia e durante tutto il viaggio non si fa altro che discutere su mezzi e strategie da adottare per una promozione piu’ organica del comparto viticolo campano, consapevoli che ci si trova di fronte alla concorrenza di un mercato globale e che i “nemici” non sono i confinanti di vigna o di paese, bensì i produttori europei e quelli del nuovo mondo. Parliamo, parliamo, ma non giungiamo a conclusione alcuna. L’analisi della situazione e la congiuntura di mercato sono piuttosto negative e non si intravedono soluzioni: le politiche pubbliche di sostegno sono obsolete e disorganiche e le singole aziende da sole non ce la fanno. Consorzi, Strade del Vino? Manco a parlarne. Bei progetti sulla carta, ma all’atto di concretizzare sforzi e sinergie tutto si blocca. La ragione? Credo sia da ritrovare nell’esasperato individualismo che caratterizza gran parte dell’imprenditoria vitivinicola, soprattutto in alcune regioni del mezzogiorno, e, ahimè,la Campania è una di queste.
I giovani produttori piu’ lungimiranti si arrestano davanti a muri di gomma….
Beh, intanto siamo arrivati e il discorso si chiude con un po’ di amarezza. Arriviamo in “Campania” , il tanto discusso padiglione di design della scorsa edizione, ci attende immutato e candido. Cominciano i convenevoli tra produttori, gli scambi di pinze, chiodini e martello per vivacizzare l’atmosfera. In tardo pomeriggio l’allestimento è più o meno completo, ogni provincia identificata da un colore: lilla per Avellino, rosso per Napoli, verde per Caserta, giallo per Salerno ed azzurro per Benevento. Al centro del padiglione Piazza Campania, lo spazio dedicato agli eventi, convegni e degustazioni in collaborazione con l’Ais regionale e quattro banchi dedicati all’enoteca regionale per un assaggio veloce dei vini di tutte le aziende presenti.
Sembrerebbe fin qui, tutto identico rispetto alla scorsa edizione, ma quest’anno la Campania si porta dietro due fardelli davvero pesanti: gli scandali immondizia e mozzarella. Due bocconi molto difficili da far digerire, i discorsi con agenti, clienti e pubblico sembrano avere sempre questo tema. Molto arduo dirottarli subito sul vino, sulla qualità e sulla bellezza dei territori. Dopo i primi due giorni scatta la guerra tra poveri, beneficiamo senza volerlo dell’effetto “velenitaly”, gli scandali del Brunello e delle adulterazioni. Improvvisamente non siamo piu’ al centro dell’attenzione mediatica! Il padiglione campano è pieno: arrivano i buyers esteri, i clienti e gli appassionati e qualche giornalista. Le aziende, soprattutto nei primi tre giorni, lavorano molto, strette l’una all’altra, spesso a voce bassa…il nemico è in ascolto!
Il programma di degustazioni messo a punto dall’Ais riscuote un’ottimo successo di pubblico: argomenti interessanti e non banali. Tra tutti mi ha colpito “La Falanghina che non t’aspetti…Variazioni sul tema”. La degustazione guidata da Tommaso Luongo – delegato Ais di Napoli - ha voluto sfatare il mito di un prodotto “di massa” senza pretese, presentando diversi volti di gran qualità dalle bollicine al passito, in una carrellata tra le province che ha visto esordire i Feudi di San Gregorio con le Bollicine del Dubl Falanghina Metodo Classico , un esperimento condotto dall’azienda di Sorbo Serpico in collaborazione con il maestro dello Champagne Anselme Selosse. Il risultato è un vino dalla straordinaria freschezza e acidità che resta sui lieviti 18 mesi garantendo al vino un bagaglio aromatico fine e complesso. A seguire un classico: la Falanghina dei Campi Flegrei delle Cantine Farro di Bacoli con la selezione “ Le Cigliate”: un’esplosione di profumi e prepotente sapidità. Il prosieguo si è fatto molto interessante con l’apparizione della falanghina di Cantine degli Astroni, “Strione” 2006, siamo sempre nei Campi Flegrei, ma di fronte ad un esperimento molto particolare: l’enologo di casa Gerardo Vernazzano, in collaborazione con il Prof. Zironi dell’Università di Udine ha portato avanti una vinificazione “in rosso” con macerazione sulle bucce. Questo procedimento ha conferito al vino una notevolissima complessità olfattiva, un mix di fiori e frutta quasi passita e la nostra amata mela annurca. Il vino è stato invecchiato in barriques di 3° e 4° passaggio che non hanno assolutamente coperto né il frutto, né la mineralità. Un vino davvero interessante che si presta ad abbinamenti meno scontati.
In tema di coraggiose sperimentazioni, abbiamo proseguito con la Falanghina del Taburno di Libero Rillo di Fontanavecchia, l’annata? 2001!
Tanto particolare da dare il nome al vino. Un prodotto affascinante, il vino non è stato filtrato e nonostante ciò ha mantenuto negli anni una veste cromatica vivace ed elegante. Lo avevamo presentato con Luciano Pignataro, in anteprima a Napoli lo scorso febbraio in abbinamento alla genovese di terra della Trattoria Sessantanove e a quella di tonno, di Pasquale Torrente del Convento di Cetara. Due piatti strutturati e difficili da abbinare. La performance di 2001 è stata perfetta. Il naso è molto accattivante, intenso e complesso, frutta in surmaturazione, cera d’api, burro di arachidi, potremmo pensare a difetti di ossidazione, ma questa è un’ossidazione nobile!
Abbiamo chiuso in dolcezza con un “must” del panorama campano: l’Eleusi, il passito da Falanghina di Villa Matilde, il colore ambra con riflessi dorati, brillante e seducente. Al naso un’esplosione di frutta matura, albicocca, fichi secchi, e poi note mielate ma per nulla stucchevoli. Il vino offre un’ottima spalla acida, grassezza e sapidità che invitano a finire il bicchiere. Interminabile il finale di bocca.
Al di fuori del programma istituzionale della Campania, ho seguito un laboratorio dell’Ais nazionale dedicato all’aglianico,magistralmente condotto da Franco De Luca insieme a Tommaso Luongo ed a Roberto Gardini. Il parterre era di quelli d’eccezione: overbooking in sala New Beetle a Verona, oltre 80 partecipanti per 7 campioni di aglianico: Si comincia, dopo un excursus dedicato al vitigno e alle sue differenti espressioni a seconda dei terroir, con un altro esperimento: l’aglianico vinificato in bianco della casa vinicola irpina Joaquin di Raffaele Pagano.

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Al 69 è di scena il Sannio…

Pubblicato da aisnapoli il 13 Apr 2008

Mercoledì 16 Aprile un’imperdibile tappa del vino e del gusto alla Trattoria Sessantanove di Napoli, questa volta si visita il Sannio, la provincia di Benevento, ricca di tesori enogastronomici. L’azienda vinicola Fattoria La Rivolta di Torrecuso, tra le più blasonate ed attive del territorio, offrirà in degustazione le anteprime di due vini bianchi d’eccezione, il Fiano Sannio Doc 2007 ed il Greco Doc Taburno 2007. A seguire la bandiera di un territorio: l’Aglianico del Taburno 2005 e per chiudere il cru aziendale Terre di Rivolta Aglianico del Taburno Doc Riserva 2004. L’azienda La Rivolta, guidata con grande passione, pazienza e caparbietà da Paolo Cotroneo e famiglia, si estende su antichi terreni di proprietà particolarmente vocati alla viticoltura e si avvale della sapiente collaborazione dell’enologo Angelo Pizzi , il “mago del Taburno”. I vini prodotti riflettono magnificamente il terroir: Falanghina, Coda di Volpe, Fiano e Greco e Aglianico e Piedirosso.La degustazione, guidata da Paolo Cotroneo, sarà accompagnata da un menù d’eccezione: per l’occasione ci sarà una performance a quattro mani dello chef Giuseppe Iannotti, Patron del Ristorante Kresios di Castelvenere (Bn) e dello Chef di Casa Sessantanove , Vincenzo Perrotta. Il tutto con la regia di Giulia Cannada Bartoli delle Officine Gourmet.La lista delle vivande è una carrellata dei prodotti di eccellenza del Sannio: si parte con una delicata crema di cicerchie e frutti di mare, a seguire una selezione di salumi di Giuseppe Iannotti, con tanto di Lardo e Tarallo di San Lorenzello; poi Caciocavallo di Castelfranco in Miscano con confettura di mele cotogne; due gli assaggi di primi piatti: Ravioli rosa alla melannurca e Spaghetti con pomodori secchi, fagioli e origano di Pietraroja. Ancora Carrè di agnelino Laticauda in panuria aromatica alla Falanghina de La Rivolta con contorno di Carpaccio di carciofi di Pietrelcina. Si chiude in dolcezza dalla patria del torrone con le Cassatine di San Marco de’Cavoti con crema allo Strega e torroncino.La quota di partecipazione è di € 35,00. Sconto 10% Soci AIS NAPOLI
Solo su invito e prenotazione
Info e prenotazioni 081.682663 – 339.8789602

Professione Enologo: Fortunato Sebastiano - Vignaviva

Pubblicato da aisnapoli il 12 Apr 2008

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

Quattro enologi accomunati dalla fedeltà nell’interpretazione del terroir ci racconteranno il loro modo di “vivere il vino”, nella diversità delle rispettive esperienze professionali e dei differenti percorsi di ricerca. Terroir non come mero esercizio di stile ma sostanza e contenuto di una scelta consapevole nata dall’interazione di suolo, clima e vitigno, con l’apporto fondamentale ed insostituibile dell’uomo; in altre parole pensiero ed anima: l’unica strada percorribile per fare di ogni bottiglia un unicum capace di esprimere con sincerità ed orgoglio la propria concezione del “mestiere” di far vino…Un’iniziativa Ais Napoli e Fnac. Gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito previa iscrizione presso il Punto Informazioni della Fnac. L’ingresso è consentito ad un massimo di 30 persone. Partiamo Il 9 Aprile con Vincenzo Mercurio, poi il 16 con Fortunato Sebastiano, Il 23 con Maurizio De Simone ed infine concludiamo il 30 con Antonio Di Gruttola

Professione Enologo: La nouvelle vague dell’enologia made in Campania.

16 Aprile ore 18.00 Fortunato Sebastiano- Vignaviva.

“Enologia Varietale e Viticoltura Sostenibile.”

Spazio Eventi Fnac 16 Aprile ore 18.00
Via Luca Giordano n.59 Ingresso libero e gratuito
Prenotazione obbligatoria presso Punto informazioni Fnac

Un’enologia rispettosa delle peculiarità dei diversi vitigni e dei differenti fattori ambientali e tradizionali è il complemento perfetto per una viticoltura attenta al territorio ed alla conservazione delle qualità del suolo e dell’ambiente. L’approccio moderno alla viticoltura ed all’enologia senza integralismi per produrre vini di qualità superiore con tratti fortemente distintivi e tradizionali.

In degustazione:
Rasott Campi Taurasini Irpinia Doc 2005 - Az Agr Boccella
La Selva Barbera del Sannio 2007 - Az Agr Colle Palladino

Intervista live di Monica Piscitelli, giornalista e blogger Campaniachevai; per l’Ais Paride Cimbalo, degustatore ufficiale.

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

Sagrantino Day International all’Accademia…

Pubblicato da aisnapoli il 11 Apr 2008

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

 

 

“SAGRANTINO DAY INTERNATIONAL” 21 Aprile 2008 ore 19.30 Euro 10,00

Accademia Aeronautica di Pozzuoli
Via S. Gennaro Agnano n° 30

Prenotazione obbligatoria ed impegnativa: 0823.345188

 

logo-consorzio1.jpgCon il “Sagrantino Day International” la degustazione diventa globale… Napoli assieme a Tokyo, Roma, Monaco, Berlino, Milano, Londra, e naturalmente Montefalco sarà il palcoscenico del gioiello enologico dell’Umbria: il Sagrantino di Montefalco Docg. Previsti tremila partecipanti tra sommelier, operatori e appassionati, che verranno tutti coinvolti in una degustazione alla cieca organizzata in contemporanea in trenta città: dai capoluoghi delle Regioni italiane alle metropoli internazionali di Usa, Giappone, Inghilterra, Germania, Belgio e Spagna. Un evento unico che il Consorzio di Tutela Vini di Montefalco, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommeliers, ha previsto come un “supertest” al fine di raccogliere utili informazioni sulla percezione ed il gradimento del Sagrantino di Montefalco ed il Montefalco Doc. Ai partecipanti sarà sottoposto un questionario, e i dati raccolti verranno successivamente elaborati dal Consorzio in collaborazione con l’Università di Firenze.
La degustazione di Sei Vini Sagrantino di Montefalco DOCG si svolgerà rigorosamente in forma coperta, celando i nomi delle aziende che saranno resi noti solo al termine della serata; prima però sarà il turno dei banchi d’assaggio con sei diversi Montefalco Rosso Doc accompagnati da prodotti tipici umbri. A Napoli il Sagrantino Day si terrà presso la prestigiosa sede dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli che apre le sue porte ai sommelier dell’Ais Campania grazie alla disponibilità del suo massimo rappresentante, il Gen. B. A. Franco Marsiglia. Un evento nell’evento…un‘ opportunità imperdibile per visitare una delle strutture militari che il mondo ci invidia! Vi aspettiamo.

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

Come raggiungere l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli clicca qui

Vinitaly 2008…il video di Veronafiera

Pubblicato da aisnapoli il 10 Apr 2008

Caci e vini all’Hotel Oriente con L’Onaf Napoli Centro

Pubblicato da aisnapoli il 09 Apr 2008

caciocavallo_podolico_stagionato1.jpgCinque caci in degustazione delle provincie campane e i vini delle aziende “Tenuta Agricola Matilde Zasso” di Pozzuoli e “Taburni Domus”.
Festeggia cosi’ il suo quinto anno di attività la delegazione Onaf Napoli Centro guidata dal Maestro Assaggiatore Nicola Fiorillo. L’invito (la serata ha un costo di 10 euro) è per le il 10 aprile 2008, a partire dalle ore 19,00, nelle sale del Grand Hotel Oriente di Napoli. Degustazioni a cura dei Maestri assaggiatori Onaf.

Alla presentazione segue la degustazione dei formaggi proposti: Provolone del Monaco, Caciocavallo Podolico Dop, Cacioricotta, Pecorino campano e Conciato Romano.

Per prenotazioni: 3292040760.

Fonte: Campaniachevai

Professione Enologo: La Nouvelle vague dell’enologia made in Campania

Pubblicato da aisnapoli il 09 Apr 2008

Professione Enologo: La nouvelle vague dell’enologia made in Campania.Vincenzo Mercurio, Maurizio De Simone, Sebastiano Fortunato ed Antonio Di Gruttola.

 

Quattro enologi accomunati dalla fedeltà nell’interpretazione del terroir ci racconteranno il loro modo di “vivere il vino”, nella diversità delle rispettive esperienze professionali e dei differenti percorsi di ricerca. Terroir non come mero esercizio di stile ma sostanza e contenuto di una scelta consapevole nata dall’interazione di suolo, clima e vitigno, con l’apporto fondamentale ed insostituibile dell’uomo; in altre parole pensiero ed anima: l’unica strada percorribile per fare di ogni bottiglia un unicum capace di esprimere con sincerità ed orgoglio la propria concezione del “mestiere” di far vino…Un’iniziativa Ais Napoli e Fnac.Gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito previa iscrizione presso il Punto Informazioni della Fnac. L’ingresso è consentito ad un massimo di 30 persone.

 

9 Aprile ore 18.00 Vincenzo Mercurio. “Quando le vigne incontrano l’azzurro: i vini di mare e di costa.”

 Spazio Eventi Fnac 9.16.23.30 Aprile ore 18.00

Via Luca Giordano n.59

Ingresso libero e gratuito

Prenotazione obbligatoria presso Punto informazioni Fnac

 Approfondiamo gli aspetti viticoli ed enologici dei vini prodotti sulle isole e sulle coste campane, luoghi in cui le contaminazioni del germoplasma viticolo, ad opera di popoli colonizzatori, sono la testimonianza tangibile della ricchezza ampelografica quale fattore indispensabile di sviluppo per la vitivinicoltura campana moderna

In degustazione: Doc Capri bianco 2007- Vinicola Tiberio

Intervista live di Paolo De Cristofaro, giornalista Gambero Rosso; per l’Ais Pasquale Brillante, degustatore ufficiale.

Tommaso Luongo

Delegato Ais Napoli

Enofragio nel settore vitiridicolo…

Pubblicato da aisnapoli il 09 Apr 2008

Di Luca Massimo Bolondi

velenitaly.jpgEffetti della primavera. Un violento temporale si è abbattuto su oltre venti aziende vitiridicole nostrane. L’intensa grandinata di avvisi di garanzia ha pesantemente danneggiato la superficie (qualcuno dice la faccia) dell’intero comparto agli occhi del mondo, già abbagliati dai lampeggianti delle polizie intente a sequestrare mozzarelle, oliextrasvergini e tarocchi del Bel Paese. Solo nella sua terra l’onesto vignaiolo sudato si ferma per un momento, vede nubi nere all’orizzonte oltre le colline e ode i rombi sordi del malo tempo, poi sistema il cappello e torna al lavoro scuotendo il capo (interludio poetico). Nelle aziende di cui sopra, incredibilmente, il maltempo ha risparmiato la vendemmia 2007. Non è un errore di stampa, è proprio la raccolta di sei mesi fa perché le uve sono ancora dov’erano: in vigna. Trattasi non di vendemmia tardiva bensì di una nuova tecnica enologica che non richiede vinificatori ma ingegneri. In base a un indisciplinare di produzione, desunto da un manoscritto trovato a Veronella nel 1986 e pervenuto sino a noi grazie alla conservazione sotto metanolo, cru e uvaggi risultano superflui per ottenere il liquido da porre in bottiglia, da cui la scelta di lasciare almeno i grappoli in pace. A beneficio degli uccellini del posto. Madre natura ride e ringrazia. Secondo Marco Strasi l’umano consesso è un teatro tutto palcoscenico con solo dio e natura come spettatori, mentre l’umanità è intenta a recitare un gran numero di commedie tutte contemporaneamente. Qui si alza il lamento dei consumatori che non vogliono spendere per bere: “Possibile che sotto i tre euro a bottiglia non si riesca a trovare un vino buono?” Per l’economista, anche a voler chiamare in causa la legge dei grandi numeri, i conti tornano pressappoco così: bottiglia €0,15 più tappo in silicone o plastica €0,05 più etichettatura €0,10 più manodopera €0,20 più trasporto €0,30 più stoccaggio €0,10 totale €1 a bottiglia, però vuota su scaffale senza guadagno. Per offrire un prodotto a €2/litro e guadagnarci sopra penso che il contenuto liquido stia al vino buono come la buonafede al di lui produttore…Ecco, chiamati in causa (teatrale, civile e penale) i venti produttori vitiridicoli si difendono: “Tengo famiglia! È vero che la qualità paga, ma chi paga la qualità?”.
Mentre sul palco si incrociano le spade, vedo chiaramente una cosa: nei consumatori low-cost la dannata viniridicola 2008 sta già lasciando profonde ferite.

Report Radici del Sud 2008: Che tempo fa sui vini del Sud?

Pubblicato da aisnapoli il 01 Apr 2008

Di Monica Piscitelli
Monica PiscitelliIl cielo è terso ma tira un vento freddo su Radici del Sud, la due giorni che tra venerdi’ e sabato scorso, l’Ais, nazionale e campana, ha dedicato alla sommelierie internazionale e a coloro che semplicemente amano il vino. Sua location d’eccezione è stata la Reggia di Caserta. Con la Pasqua appena conclusa alle spalle e con il Vinitaly alle porte non è facile tenere desta l’attenzione, soprattutto dei produttori, su questa manifestazione che si pone un obiettivo ambizioso: dare un saggio dei vini di Sud del Mondo e aprire un confronto a più voci sul futuro della professione di sommelier nel Mondo e della viticoltura contemporanea alla luce variazioni climatiche in atto.
I vini di Basilicata, Calabria, Sicilia, Spagna, Portogallo, Marocco, Tunisia, Algeria, Libia, Egitto, Grecia, Cipro, Malta, Israele, Sud Africa, California, Cile, Brasile, Argentina, India, Australia e Nuova Zelanda sono in degustazione nel grande ambiente del porticato che unisce l’entrata principale con l’ingresso del parco della Reggia, mentre la Campania è al piano superiore, sotto le spettacolari volte che si aprono allo sguardo del visitatore appena risalita la doppia rampa di gradini dello scalone monumentale. Raramente si è vista una location del genere per un evento dedicato al vino. Al piacere del buon bere si unisce l’incanto del capolavoro di Luigi Vanvitelli, la nuova Versailles voluta da Carlo di Borbone. E’ questo uno degli aspetti che non potranno che rimanere indelebili nella memoria dei tanti winelovers che nel corso della due giorni hanno frequentato i banchi d’assaggio, le degustazioni guidate e gli incontri di studio.La prima delle due giornate si chiude con il Seminario “Che tempo fa sui vini del sud”. A condurlo è Giovanni Ascione. Quaranta minuti di una serrata arringa dedicata al vino dei giorni nostri che inchioda tutti sulle poltroncine. Il sommelier, collaboratore di Bibenda e di Duemila Vini, prende in analisi un ventennio di storia del vino italiano per poi sottoporre ai presenti (tutti esponenti della sommelierie regionale e non, associati Ais, degustatori professionisti, produttori, giornalisti e semplici appassionati) cinque campioni di vino provenienti dagli angoli più disparati del Mondo.Il racconto di Ascione, è una caricatura impietosamente ironica di una realtà che è stata, e che ancora non è del tutto estinta. Parla seguendo un canovaccio nel quale ha appuntato i passaggi salienti, alcuni di questi risultano esilaranti. Sfata la credenza delle annate caldissime che danno determinate auspicabili caratteristiche al vino. Del 1990 si disse che era stata la più calda di tutti i tempi. Ma poi c’è stata l’annata 1997 e la 2000. E poi, con quella del 2003, tutti hanno dimenticato tutte e tre. A che serve concentrarsi su questo, se l’estratto ed il colore ci sono, ma se, alla fine, il vino, a causa di una non compiuta maturazione fenolica, arriva come una “mazzata sui denti”?. Lo si capisce da subito, e lo confessa Ascione apertamente: non sarà una serata nel quale si parlerà “aissese” (il gergo Ais), perché la platea dei colleghi è fin troppo preparata e avvezza ad incontri del genere perchè lui faccia l’errore di muoversi su un piano consueto. No, il relatore sceglie di giocare con sapienza il fattore sorpresa utilizzando una dialettica da comunicatore provetto. Esordisce dicendo “Avete mai notato che su tutte le brochure aziendali, negli anni scorsi, si parlava sempre di vitigni esposti a Sud?” “Bene, adesso, questi vitigni, curiosamente, si stanno progressivamente girando in senso antiorario” sorride Ascione. Comincia ad avere il suo fascino, a certe latitudini, insomma, guardare a Est o, ancora, anche a Nord. Continue Reading »