Archivio di: Maggio 2008

Vitigno Italia: Rassegna Stampa Web

Pubblicato da aisnapoli il 31 Mag 2008

Da Luciano Pignataro Wine Blog

Vitigno Italia, la degustazione di nove Greco di Tufo 2007

Vitigno Italia, la verticale di Centomoggia di Terre del Principe

Una giornata a Vitigno Italia

Da Vino da Burde di Andrea Gori

Cooking for Wine a Vitigno Italia in (quasi) diretta

Enoteca Pinchiorri: Loretta Fanella e Italo Bassi ai fornelli di Cooking for wine

Saluti a Cooking, a Vitigno Italia e la grande Napoli…e arrivederci a Squisito!

Da www.videocomunicazioni.com

“VITIGNO ITALIA” DA RECORD: 10.000 VISITATORI IN TRE GIORNI

AL VIA “VITIGNO ITALIA”: LA PRODUZIONE CAMPANA CRESCE

Coda di Volpe Wine Festival Battipaglia 10-12 Giugno

Pubblicato da aisnapoli il 30 Mag 2008

Omaggio al piccolo grande bianco della Campania. Il primo evento interamente pensato per gli operatori del settore e gli appassionati da bere, da provare e da comprare. Ogni sera diretta televisiva dalle 21 alle 23 sul canale Sky 849 con esperti, sommelier, produttori, giornalisti e grandi chef.

Il programma Martedì 10 GIUGNO

La Coda di Volpe in Irpinia

ore 18:30 (su prenotazione)
Degustazione guidata: la storia

Bianchi da invecchiare e la Coda di Volpe di Vadiaperti
Verticale delle annate 2006, 2003, 2002

con
Paolo De Cristofaro, responsabile Campania Gambero Rosso;Maurizio Paolillo, agronomo e collaboratore di Porthos;Raffaele Troisi, produttore;coordinati da Monica Piscitelli, giornalista

ore 19:30 (su prenotazione)
Degustazione guidata a cura di Vini Buoni d’Italia del Touring Club: il terroir

La riscoperta di un vitigno e la Coda di Volpe di Tenuta del Cavalier Pepe
Bianco di Bellona 2007, 2006, 2005

con
Giulia Cannada Bartoli, wine&food expert; Milena Pepe, produttrice
;coordinate da Francesco Aiello, giornalista

dalle ore 19:30 alle ore 23:00
Banco di assaggio delle aziende irpine produttrici di Coda di Volpe

dalle ore 20:30 in poi
Abbinamento d’autore con le creazioni dell’orto e del mare di

La Locanda delle Donne Monache di Maratea
La Pergola di Gesualdo
La Maschera di Avellino
La pizza napoletana di Brandi

Mercoledì 11 GIUGNO

La Coda di Volpe nel Sannio

ore 18:30 (su prenotazione)
Degustazione guidata a cura di Vini Buoni d’Italia del Touring Club

La Coda di Volpe Taburno doc di Fattoria La Rivolta
Verticale delle annate 2007, 2003, 2002, 2001

con
Manuela Piancastelli, giornalista e produttrice;Maria Sarnataro, delegato Ais Cilento e Vallo di Diano;Paolo Cotroneo, produttore;coordinati da Maristella Di Martino, giornalista

ore 20:00 (su prenotazione)
Degustazione guidata a cura di Vini Buoni d’Italia del Touring Club

La Coda di Volpe Taburno doc di Ocone
Verticale delle annate 2007, 2006, 2005

con
Ugo Baldassare, giornalista e collaboratore di TigullioVino
Giulia Cannada Bartoli, food & wine expert
Domenico Ocone, produttore
coordinati da Federica de Vizia, giornalista

dalle ore 19:30 alle ore 23:00
Banco di assaggio delle aziende sannite e casertane produttrici di Coda di Volpe

dalle ore 20:30 in poi
Abbinamento al baccalà preparato da

Antica Osteria Marconi di Potenza
La Pignata di Pontelandolfo
Le Colonne di Caserta
Taverna Estia di Brusciano
e al pesce azzurro dell’Acquapazza di Cetara
Cosimo Mogavero presenta le pizze di Ciripizza in abbinamento alla Coda di Volpe

Giovedì 12 GIUGNO

La Coda di Volpe e il Lacryma Christi bianco sul Vesuvio

ore 18:30 (su prenotazione)
Degustazione guidata a cura di Vini Buoni d’Italia del Touring Club

Vigna del Vulcano Lacryma Christi bianco doc di Villa Dora
Verticale delle annate 2005, 2004, 2003

con
Michela Guadagno, sommelier; Tommaso Luongo, delegato Ais di Napoli; Vincenzo Ambrosio, produttore; coordinati da Ciro Cenatiempo, giornalista e scrittore

ore 20:00
Degustazione guidata a cura di Vini Buoni d’Italia del Touring Club

Il Lacryma Christi di Mastroberardino
Verticale delle annate 2007, 2005, 2003

con
Nicola Matarazzo, sommelier ed esperto in comunicazione; Tommaso Luongo, delegato Ais Napoli; Alessia Canarino, addetta marketing e comunicazione di Mastroberardino; coordinati da Luciano Pignataro, giornalista

ore 21:30
Presentazione alla stampa de “I Giorni del Lacryma Christi” e del concorso enologico “Amodio Pesce”

Ottaviano Castello Mediceo 12-14 settembre
con
Michele Romano, presidente Strada del Vino del Vesuvio
Ugo Baldassarre, giornalista

dalle ore 19:30 alle ore 23:00
Banco di assaggio delle aziende napoletane produttrici di Coda di Volpe e Lacryma Christi Bianco del Vesuvio

Abbinamento al pesce azzurro preparato da
Saverio Gargiulo dell’Antica Trattoria di Sorrento
Lino Scarallo di Palazzo Petrucci di Napoli
Pietro Rispoli di Masseria della Nocciola di San Cipriano Picentino
Maurizio Somma del Papavero di Eboli

Ogni sera, dopo le degustazioni guidate
Al bar della biochimica
Vino bianco e salute
con Eugenio Luigi Iorio, medico chirurgo, biochimico
Osservatorio Internazionale dello Stress Ossidativo (Salerno) Continue Reading »

Report: I Vini Anfora all’Enolaboratorio

Pubblicato da aisnapoli il 30 Mag 2008

Di Mauro Erro e Claudio Tenuta

Se andassimo oltre l’aspetto suggestivo, quello primordiale ed ancestrale che ci riporta agli albori della viticoltura, a diecimila anni fa, al Caucaso e alle anfore interrate, cosa rimarrebbe? Oltre la storia, la spiritualità, l’aspetto filosofico che lega le anfore (non necessariamente) ad una viticoltura biodinamica, cosa c’è? Quali i dati empirici e significatici che per noi degustatori, appassionati e studiosi del vino, possano rappresentare un’esperienza significativa che vada al di là del mero giudizio di gusto? È ciò che mi sono chiesto prima di introdurre l’ultima serata dell’eno-laboratorio sui vini anfora le cui note di degustazione di Claudio Tenuta leggerete di seguito.
Eppure, dalle prime sperimentazioni in Italia alla fine degli anni novanta ad opera di produttori come Josko Gravner e Angiolino Maule (che dopo cinque anni deciderà di abbandonarle), l’utilizzo delle anfore durante le fasi di vinificazione e affinamento di un vino prendono sempre più piede incontrando la curiosità di numerosi produttori. Andando a memoria e oltre quelli saggiati durante la serata, Castello di Lispida (Veneto), Josko Gravner (Friuli), Giotto Bini (Sicilia), mi vengono in mente proprio partendo dalla Sicilia, Frank Cornelissen e COS con il suo Cerasuolo di Vittoria, Cristiano Guttarolo in Puglia e il suo Primitivo di Gioia del Colle, Cantina Giardino in Campania (di cui potete vedere alcune foto, gentilmente fornitemi) fino ad arrivare in Friuli con la Vitovska di Vodopivec ed altri ancora. Ciò nonostante, a distanza di dieci anni e più, e fatta eccezione per una tesi di laurea a Milano sotto la guida del Prof. Attilio Scienza, per quanto mi risulta non esiste letteratura scientifica. Ho avuto la fortuna di poter parlare (e li ringrazio per questo) con tutti i produttori dei vini che durante la serata abbiamo saggiato, ma soprattutto con Antonio e Daniela Di Gruttola che mi hanno svelato un mondo nuovo e affascinante, che coinvolgerà tutti noi, fino all’elaborazione anche di un nuovo linguaggio che possa raccontare questi vini.
Vini d’anfora. Ma quali anfore? Quelle caucasiche o quelle spagnole? Le prime realizzate attraverso un metodo – definito a Colombina – che prevede (scusate l’imprecisione) una serie di strisce larghe una decina di cm che messe insieme faranno l’anfora, o il metodo spagnolo, dove è l’abilità dell’artigiano seduto al tornio e che lavora l’argilla a determinare lo spessore dell’anfora (e di conseguenza la permeabilità all’ossigeno)? E quale argilla poi? Un materiale vivo, ricco di minerali, che si differenza da zona a zona. Quella che compone le anfore spagnole, ad esempio, utilizzate da Gabrio Bini (le cui dimensioni sono di 230/240 litri, poco più di una barrique e interrate davanti alla vigna in un terreno di natura tufacea) caratterizzate da la loro componente silicea che durante la cottura ceramizza e di conseguenza non necessita di alcun rivestimento interno (né cera d’api, né altro), o quelle che Cantina Giardino si costruisce da sé? O l’argilla toscana che alcuni produttori stanno provando ad utilizzare?
Per non parlare della differenza delle dimensioni o del rivestimento interno a cui facevo riferimento pocanzi. Siamo così sicuri che questo strumento sia così neutro tanto da esser semplice veicolo di quella presunta “naturalezza” di cui questi vini si ammantano? Eppure pare che sia un materiale che abbia una permeabilità al’ossigeno maggiore rispetto alle classiche botti di legno e di conseguenza influisca non poco sulla reazioni di ossido-riduzione durante la fermentazione. O che, vista la sua natura basica, leghi con gli acidi fissi, (precipitazione dei Sali) e che di conseguenza ci si trovi in presenza di vini (alcuni, non tutti, vi sono altri fattori di cui tener presente) con acidi fissi molto bassi, ma concentrazioni di sali anche cinque volte maggiori rispetto ad uno stesso vino che sia stato affinato in barrique. Per non parlare di una potenziale acidità volatile molto alta in relazione all’influenza, appunto, dell’ossigeno.
Si potrebbe continuare per ore ponendosi interrogativi (di come ad esempio l’anfora sia ritenuto uno strumento estremamente vantaggioso per le vinificazioni con macerazione sulle bucce) che certamente in questa sede non possiamo soddisfare. Se delle botti di legno, delle loro differenza, della natura dei legni e delle tostature molto si sa, possiamo star certi che delle anfore c’è ancora molto da scoprire e studiare, lasciando da parte, almeno noi, discorsi di natura antroposofica, filosofica o spirituale, ma ponendoci con spirito critico, dal punto di vista “tecnico-scientifico” con sana curiosità e passione, perché si possa poi raccontarlo alle persone che a noi, operatori del settore, si rivolgono. La chiudo qui, sperando di aver acceso la vostra curiosità e passando la parola a Claudio, non prima di aver nuovamente ringraziato per la disponibilità e per le informazioni fornitemi, Josko Gravner, Alessandro Sgaravatti e Gabrio Bini. Un particolare ringraziamento ad Antonio e Daniela Di Gruttola.

Continue Reading »

Fattoria dei Barbi…Cantine Aperte 2008

Pubblicato da aisnapoli il 30 Mag 2008

Di Enrico Bruzzano
Se si soffre un pò l’auto, dobbiamo procedere lentamente. Ci sono un pò di tornanti ad attenderci, nella campagna toscana, ma la strada che parte da Chianciano e porta a Montalcino è davvero degna di nota. Dopo le terme ed un numero considerevole di alberghi che suggeriscono un’idea di relax e tranquillità, ci si immerge rapidamente in un’atmosfera coinvolgente e romantica: sulla “Via del Vino Nobile di Montepulciano”, contornati da vigneti ed uliveti, passando per il suggestivo borgo di Pienza, ci avviciniamo sempre più a Montalcino. Domenica 25 Maggio 2008, e’ il giorno di “Cantine Aperte”, e la tentazione di fermarsi in tutte le suggestive cantine che aderiscono all’iniziativa è davvero grande!La vista di Montalcino e’ davvero suggestiva. Un panorama intatto, selvaggio, dove le condizioni geografiche regalano una tra le migliori espressioni del vitigno Sangiovese: il Brunello.La “Fattoria dei Barbi” è vicina… è il momento di visitare le sue cantine e lasciarsi guidare nella degustazione. Il percorso è affascinante, tra botti di rovere di Slavonia e preziose bottiglie, sapientemente disposte tra affreschi che raccontano la storia della famiglia Colombini di Montalcino, e sembra quasi di “vivere” tutti i passi precisi e meticolosi che trasformano il Sangiovese nel tanto declamato Brunello. Ed ecco che, dal basso della mia pallida esperienza, mi appresto a degustare i 3 vini proposti al termine della passeggiata.
Morellino di Scansano D.O.C: uno dei due vini della Fattoria che non viene prodotto esclusivamente con Sangiovese, ma anche con Merlot, Ciliegiolo ed Alicante. Ha un colore rosso rubino, limpido o quasi cristallino, ed abbastanza consistente, al naso rivela subito finezza ed una certa intensità e complessità. Colpiscono subito le note fruttate, che ricordano more mature e polpose, seguite da spezie nostrane e l’inconfondibile aroma delle botti di rovere. Fine all’olfatto, lo è forse ancora di piuù al gusto, dove la morbidezza ed il calore compensano una fresca acidità ed una piacevole sapidità, non eccessiva, e la sensazione provocata dai tannini, presenti in maniera equilibrata per nulla fastidiosa, si fonde con una buona persistenza. E’ un vino di corpo, abbastanza armonico ed equilibrato, che forse va “aspettato” ancora per un pò… Continue Reading »

Come nasce un’anfora…

Pubblicato da aisnapoli il 30 Mag 2008

Grazie ad Antonio Di Gruttola che ci ha messo a disposizione queste foto possiamo raccontare in “slideshow” come nasce un’anfora vinaria…

Cerreto Sannnita, 16 giugno. Assemblea generale Ais Campania

Pubblicato da aisnapoli il 30 Mag 2008

Cerreto Sannnita, 16 giugno. Assemblea generale Ais Campania

 

I soci dell’ Associazione Sommeliers Campania sono invitati a partecipare all’ Assemblea generale che si terrà presso il Palazzo Del Genio – Piazza San Martino – Cerreto Sannita (Bn) , in prima convocazione alle ore 6,30 del giorno 15/06/2008 e alle ore 16,00 del giorno 16/06/2008 in seconda convocazione, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

1.Approvazione bilancio preventivo 2008;
2.Approvazione bilancio consuntivo al 31/12/2007;
3.Relazione del Presidente AIS Campania;
4.Relazione dei Revisori Contabili.

Si comunica che:

il bilancio al 31/12/2007 redatto dal C.D.

è a disposizione dei soci presso la sede dell’Associazione

In nessun caso sono ammesse deleghe (art. 8 Statuto Sociale)

Il Presidente Ais Campania

Antonio Del Franco

Backstage Vitigno Italia 2008

Pubblicato da aisnapoli il 29 Mag 2008

Ritorna Squisito a San Patrignano dal 30 maggio al 2 giugno

Pubblicato da aisnapoli il 29 Mag 2008

squisito.bmpLa 5° edizione di Squisito si apre all’insegna di una novità importante. La manifestazione cambia la sua collocazione in calendario e passa da settembre a fine maggio: dall’autunno alla primavera. Saranno quattro le giornate della manifestazione che i 1700 ragazzi di San Patrignano dedicano ogni anno al mondo del cibo: venerdì e sabato 30 e 31 maggio e domenica e lunedì 1 e 2 giugno. E proprio nella prima giornata di apertura di Squisito, venerdì 30 maggio aprirà anche Vite (telefono 0541.362111), il ristorante della Comunità di San Patrignano, la creatura che Andrea Muccioli sta costruendo da ormai sette anni. Il ristorante, ubicato tra i vigneti, avrà ai fornelli Fabio Rossi, ex-Acero Rosso di Rimini, ai vini Filippo Giaccone e alle altre attività, tutti i ragazzi impegnati nella Comunità di San Patrignano. Saranno come sempre a bordo dell’evento Squisito, il “Gastronauta” Davide Paolini, con la “Giostra dei Cuochi e la sua mostra di installazioni artistico alimentari, mentre Paolo Marchi curerà “Identità squisite”, ovvero tutto quanto è alta pasticceria. E Marchi, insieme a Luigi Cremona e Luciano Pignataro daranno vita a Blog Cafe, (questi i vincitori della passata edizione) dibattito, discussione, divertimento e riflessione sull’enogastronomia in rete, l’evento nato per riflettere sui nuovi modi di raccontare e comunicare l’enogastronomia.Naturalmente, non mancheranno gli altri protagonisti di Squisito! dai Giovani Ristoratori Europei ai 120 migliori artigiani del cibo del nostro Paese e ci sarà anche l’AIS con una grande novità. Domenica 1 giugno, si terrà la cerimonia di consegna del Premio internazionale del Vino, per la prima volta si terrà nella sala da pranzo di San Patrignano. Grande attesa per questo evento organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier e dalla rivista Bibenda, che per la prima volta approda a Squisito. Una competizione all’ultimo sorso per cantine blasonate, vini doc, sommelier ed enologi di talento, per aggiudicarsi il riconoscimenti più ambito del settore enologico. A condurre la cerimonia, (ore 16) sarà ancora una volta Antonella Clerici che trasformerà la sala da pranzo della comunità nella passerella di vini di prestigio. Continue Reading »

Vitigno Italia 2008:Il bilancio…

Pubblicato da aisnapoli il 29 Mag 2008

Poco prima di archiviare questa edizione di Vitigno Italia, Chicco De Pasquale, ideatore e Presidente di Vitigno Italia, al giornalista de “Il Mattino”, Ciro Cenatiempo, ha dato l’annuncio: «C’è una grossa novità in arrivo. In ottobre si terrà a Napoli la manifestazione per la consegna degli Oscar della cucina italiana nel mondo. Un’occasione unica di svolta, anche sul piano complessivo dell’immagine della città: tra Castel dell’Ovo e gli alberghi a cinque stelle del lungomare nascerà un vero e proprio villaggio globale del food and wine». Ed ha aggiunto: “i ristoranti di prestigio rappresentano un canale diretto di promozione, anche all’estero, per i nostri prodotti. C’è un legame sempre più forte tra vino e gastronomia d’èlite che Vitigno Italia intende evidenziare….”. In attesa di saperne di più su questa “grossa novità”, che dovrebbe unire ancora di più la ristorazione di qualità e il vino, ecco un breve resoconto su Vitigno Italia 2008. Il bilancio è più che positivo. , ha dichiarato Maurizio Teti, direttore commerciale di Vitignoitalia. Il salone ha visto 350 espositori con presenze significative da tutte le regioni italiane: non solo Campania, ma Trentino Alto Adige, Sicilia, Marche, Toscana, Calabria hanno scommesso su Napoli che ormai si attesta a seconda vetrina enologica in Italia.  Il primo bilancio parla di diecimila visitatori di cui l’80% di operatori qualificati: , aggiunge Chicco De Pasquale, . Sessanta buyers esteri - provenienti da 20 paesi - hanno incontrato i produttori nella sala OneToOne finalizzata alle contrattazioni mirate e pre-organizzate: nei tre giorni si sono svolti più di 1000 incontri.

Continue Reading »

Aldo Sohm Miglior Sommelier WSA del mondo 2008

Pubblicato da aisnapoli il 24 Mag 2008

aldo-sohm1.jpgIl candidato U.S.A. Aldo Shom del ristorante Le Bernardine di New York vince il titolo di Miglior Sommelier WSA del mondo 2008 battendo in finale il campione europeo in carica, lo spagnolo Roger Viusà e Manuel Moreira di Lisbona. A sorpresa, escluso dalla finale, il candidato italiano Luca Gardiniwsa1.jpg

Premio Internazionale del Vino 2008®: Le nomination…

Pubblicato da aisnapoli il 24 Mag 2008

Ben tre nomination per la Campania…sfiorato addirittura l’amplein per la categoria “miglior vino rosso”…Avanti così!

MIGLIOR VINO BIANCO:

Vallée d’Aoste Chardonnay Cuvée Bois 2005 - Les Crêtes

Colli Orientali del Friuli Bianco Pomédes 2005 - Scubla

Greco di Tufo Vigna Cicogna 2006 - Benito Ferrara

MIGLIOR VINO ROSSO:

Terra di Lavoro 2005 - Galardi - Sessa Aurunca CE

Taurasi Radici Riserva 2001 - Mastroberdino - Atripalda AV

Campora 2003 - Falchini - San Gimignano SI

MIGLIOR VINO DOLCE:

Albana di Romagna Passito Scacco Matto 2005 - Fattoria Zerbina - Faenza RA

L’Autentica 2005 - Cantine del Notaio - Rionero in Vulture - PZ

Moscato di Saracena 2006 - Cantine Viola - Saracena CS

MIGLIOR VINO ROSATO:

Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo 2006 – Valentini - Loreto Aprutino PE

Rosa Rosae 2006 - Guerrieri Rizzardi - Bardolino VR

Coste della Sesia Rosato Majoli 2006 - Sella - Lessona BI

MIGLIOR VINO SPUMANTE:

Franciacorta Brut Cabochon 2003 - Monte Rossa - Bornato BS

Franciacorta Non Dosato Sublimis 2001 - Uberti - Erbusco BS

Trento Brut Riserva 2001 - Maso Martis - Martignano TN Continue Reading »

Anteprima Cantine Aperte 2008 a Castel dell’Ovo

Pubblicato da aisnapoli il 24 Mag 2008

Psicopatologia del critico e dell’enofilo

Pubblicato da aisnapoli il 23 Mag 2008

Di Fabio Rizzari
Qualche mese fa Alessandro Masnaghetti, un collega illustrissimo e uno degli amici veri (non molti) che penso di avere nel settore, ha ospitato nel suo periodico Enogea un “pezzullo” che ho scritto in uno spirito goliardico, ma con qualche pretesa di verità. Capire l’enosnob, in tutte le sue temibili varianti, è una vera sfida antropologica. Questo è un primo contribuito critico, che lascio generosamente alle facoltà di Sociologia, agli studenti di Scienze della Comunicazione, e al mio vinaio sotto casa come promemoria.

enosnob2.jpgPsicopatologia del critico e dell’enofilo contemporanei

ovvero, in sintesi:

a) buoni e cattivi critici
b) angoscia nascosta del giudizio e snobismo tra gli appassionati di vino

Mi dispiace, ma dovrete rassegnarvi a leggere una citazione colta ogni tre o quattro righe. Per cominciare, a bruciapelo: chi è un critico enologico? È un arbitro di calcio, e come un arbitro gode di una considerazione non proprio lusinghiera: venduto per il pubblico e incompetente per i giocatori. Vale anche a specchio: venduto per i giocatori e incompetente per il pubblico.
Rispetto ad altri settori della critica, pur rissosi, nel mondo del vino c’è in più una speciale forma di risentimento preventivo dei lettori verso i critici, e dei critici verso i loro colleghi. Un sospetto pregiudiziale che sfocia di solito in odio aperto se non si condivide il giudizio su un vino o un’azienda. “Quel coglione di x ha scritto che il Masseto 2000 è un grande rosso, pensa che fesso”; “essendo un venduto psicopatico, y non ha premiato l’ultimo Barolo di Mascarello”, eccetera.

Da anni mi interrogo su questa ferocia implacabile, esacerbata negli ultimi tempi dalla deriva modaiola che porta qualunque cittadino italiano maggiorenne (almeno all’anagrafe) a scrivere impunemente di vino. Lo sgomento iniziale ha lasciato il posto a una accettazione fatalista della realtà. Qualche motivo, banale quanto si vuole, credo però di averlo individuato.

Il giudizio di gusto espone più di altri al ridicolo potenziale, e rivela più di altri la nostra fragilità. Chi accetta di correre questo rischio ha un atteggiamento più rilassato e libero, non ostile verso gli altri. Il rischio di essere traditi dal proprio lato imbecille è sempre dietro l’angolo, e non conosco un singolo degustatore professionista che non abbia scritto qualche cazzata sparsa. “me ne sono uscito con una fesseria? mah, pazienza, oramai l’ho detta…”, secondo (più o meno…) il vecchio Totò. Diverso è però il caso di non accetta di venire a patti con questo rischio. La paura di dare un giudizio sbagliato, cioè la paura del giudizio altrui, trasforma il critico in un osservatore rancoroso, sospettoso, malevolo verso lettori e colleghi. Lo trasforma nell’uomo che puntualizza.

enosnob1.bmpIl mondo del vino è pieno di uomini che puntualizzano, cercando non tanto di dimostrare la validità delle loro tesi - operazione ovviamente legittima - quanto di screditare quelle altrui. Di qui la poderosa mole di interventi polemici presenti nelle pubblicazioni specializzate e nei siti internet, ricche di astiose confutazioni della critica concorrente e non di rado sprezzanti verso il lavoro di enologi e produttori. “Ci sono persone che sanno tutto, e questo è tutto quello che sanno”, per restare alle citazioni.

Ora, tutto questo andrebbe anche bene, se fosse circoscritto al solo campo della critica enologica. Un settore che rimane un orticello di poca importanza, nonostante alcuni colleghi si considerino e si comportino come Ottaviano Augusto. Ma è una pericolosa forma di inquinamento mentale per chi è appassionato di vino e si fa coinvolgere in questo clima di snobismo generale. A costo di risultare zuccheroso, dico che di fronte a un nuovo vino bisognerebbe sempre avere un atteggiamento iniziale di curiosità e apertura. Il grande Gino Veronelli diceva saggiamente: “il buon critico, e il buon bevitore, prima cerca i pregi in un vino, e poi gli eventuali difetti”.

Per non passare da fessi, o da ingenui, molti critici e molti enofili si dispongono invece a una sorta di caccia all’errore: questo rosso ha la volatile troppo alta, qui c’è troppo legno, questo l’hanno acidificato, e simili. Nella convinzione che un vero esperto non debba mai lasciarsi infinocchiare dai produttori e dagli enologi, dimostrando con una severità implacabile la sua competenza. Guai a lasciarsi sfuggire un ingenuo “buono, questo vino”, non si avrebbe modo di esibire le proprie credenziali critiche.

Bene, io sostengo che tutti, addetti ai lavori e appassionati, dovrebbero tendere a un sano senso della misura. Una misura e un equilibrio che di solito hanno sia i neofiti che i degustatori di lungo corso: in un caso e nell’altro non c’è infatti l’angoscia o l’obbligo di dover dimostrare qualcosa. C’è una disposizione d’animo serena, si “solidarizza” in partenza con il vino che si sta per bere, e solo se il vino è davvero deludente interviene un giusto disappunto; specie se la bottiglia in questione è stata pagata a caro prezzo. La citazione del caso è: “i pazzi e i saggi sono ugualmente innocui. Sono i semipazzi e i semisaggi che sono pericolosi” (Goethe).

Sottrarre severità, dogmi e “tono grave” alla degustazione non significa automaticamente per il critico perdere profondità d’analisi e per l’appassionato perdere intensità di piacere. Anzi. Significa accettare che ci siano opinioni anche molto diverse dalla propria, combattendole - se è il caso - con argomenti solidi e non cercando di ridicolizzarle. Significa non trovarsi intrappolati nel ricatto della competizione con l’amico appassionato, con il sommelier del ristorante, con l’enotecario di turno su chi la sa più lunga. Significa godersi in santa pace una buona bottiglia, e pazienza se il cameriere pensa che siate degli ignoranti perché avete chiesto di raffreddare un Barbaresco.

Fonte:Vino di Ernesto Gentili e Fabio Rizzari

Slideshow…I vini Anfora

Pubblicato da aisnapoli il 22 Mag 2008

Degustazioni a Vitigno Italia

Pubblicato da aisnapoli il 20 Mag 2008

vitigno_italia.jpgLUNEDI 26 MAGGIO

ore 12.00-13.00: “Campania, il sapere del vino” a cura di Luciano Pignataro

La lunga estate calda e i vini del freddo 2003, Aglianico del Taburno e Taurasi a confronto: Terra di Rivolta, Fattoria La Rivolta; Grave Mora, Fontanavecchia; Le Surte, Macchialupa; Santa Vara Taurasi docg, La Molara; Taurasi docg, Villa Raiano. Con Vittorio Guerrazzi, Associazione Terra di Vino

ore 13.30-15.00: Terredora presenta:

Verticale de l’Aglianico vitigno regale, giovane-futuro“.

ore 15.00-16.30: Associazione Terre Fertili.

Degustazione del Barbera del Monferrato.

Barbera superiore del Monferrato verso la Docg“.

 

tappochampagne.jpgore 16.30-18.00: Ais. “Le bollicine made in Italy”.

A cura di Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli
Con Antonio Del Franco, Presidente Ais Campania e Antonella Bevilacqua relatrice Ais Campania
In degustazione

Asprinio d’Aversa Brut Cantina Grotta del Sole
Brut Metodo Classico Greco Dubl 2004 Feudi di San Gregorio
Spumante Brut Lugana DOC “Ca Maiol”Metodo Classico Az. Agricola Provenza

Prosecco di Valdobbiadene Brut “Selezione Jeio” Bisol

 

MARTEDI 27 MAGGIO

 

ore 11.00-12.00: Pecorino 2007 by Umani Ronchi.

Un ulteriore grande Bianco dell’Adriatico.

ore 12.00-13.00: “Campania, il sapere del vino” a cura di Luciano Pignataro.

Il fascino discreto dello zolfo: il Greco di Tufo docg con le aziende delle Piccole Vigne.

Con Ugo Baldassarre, giornalista e collaboratore di Tigullio Vino.

ore 13.30-15.00:Il bicchiere da non perdere III” a cura del magazine sperimentale “Porto di Bacco”. Degustazioni e spunti di riflessione, a cavallo tra informazione e piacere.

ore 15.30-16.30: Degustazione a cura di Vigne Sannite “Essentia ed Agostinella. Espressione di origine dei vini di Cantina di Castelvenere”.

ore 16.30-18.00: Terredora presenta: “I bianchi autoctoni Campani“.

 

pouring01.jpgore 18.00-19.30: Ais. “Red power: quando la potenza sposa l’eleganza”.A cura di Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli. Con Vincenzo Ricciardi, Consigliere Nazionale e Membro G.E.N e Magda Garufi relatrice Ais Campania. In Degustazione:

Edizione Cinque Autoctoni 2005/2007 Farnese
Contessa Entellina Rosso Mille e una notte 2004 Donnafugata
Primitivo di Manduria Sessantanni 2004 Feudi di San Marzano
Rosso piceno superiore Roggio del Filare Velenosi 2004

 

MERCOLEDI 28 MAGGIO

ore 10.30-12.00: Degustazione vini per il Concorso “Vino Perfetto”.

ore 12.00-13.00: “Campania, il sapere del vino” a cura di Luciano Pignataro.

La leggenda del Casavecchia. Centomoggia 2006-2005-2004-2003 Terre del Volturno igt Terre del Principe

Con Peppe Mancini e Manuela Piancastelli.

ore 13.30-14.30: I rossi dell’ Azienda Torre Varano.

Per partecipare è sufficiente prenotarsi direttamente durante la manifestazione presso l’area tecnica riservata alle degustazioni

Enoeide…

Pubblicato da aisnapoli il 20 Mag 2008

Di Luca Massimo Bolondi

Libro primo, livello primo.

omero.jpgCantami, o Ninfa, dell’umano impegno
di produrre dall’uva un fluido degno.
Compito grato, eppur duro il cimento
irto di tentazioni a ogni momento.
Ben mi ricordo che per lunghi anni
del frutto della vite, senza danni
ho assunto con piacere il fermentato,
ma un giorno tutto cambia! Fui invitato
a visitare, su di una collina,
di un bravo vignaiolo la cantina.
Là fui guidato da una mano esperta,
che mi svelò del vin l’ultima essenza:
mi si svegliò ed assunse forma certa
l’intimo demone della conoscenza.
E allora non bastò il piacer di bere,
vuotando la bottiglia senza fretta,
l’arte volli saper del sommeliere,
che sa esplorare dietro l’etichetta.
Mi si dischiuse quindi un mondo nuovo,
del quale è un gran piacere raccontare,
nel quale con piacer ora mi trovo,
il qual chi prende più non vuol lasciare. Continue Reading »

Menu e vini del Simposio al Mosaico:per chi non c’era…

Pubblicato da aisnapoli il 20 Mag 2008

Barrique di Benvenuto

Con

Sidro Gold Baladin

Bosco delle Rose Chardonnay Bisceglia 2007 

 

Il Gambero

Rossi al frutto della passione e arance, con riso alla vaniglia e mango

Con

Riesling Trocken 2007 Robert Weil 

 

I fusilloni tradizionali Faella

Con zucchine, il fiore farcito, vongole veraci, gamberetti e ricotta affumicata

Con

Giovin Re Viogner 2006 Michele Satta 

 

I Profumi di mare

Branzino di Lenza cotto al vapore di fieno e la sua infusione

Con

Giovin Re  Viogner 2006 Michele Satta 

 

Il Merluzzo di coffa

In crosta di grissini con burrata, pomodorini

Con

Metodo Classico Brut Rosè s.a. Rosa del Golfo 

 

Il “Manzo” Fassone” piemontese

Guancia con scampi e patate al latte

Con

Faro 2005 Palari

 

A’ nanas… 5 modi per gustare l’ananas

Arrosto e speziato

Cannolo croccante di riso con crema all’ananas

Wafer con la sua schiuma

Confit d’ananas con yogurt di bufala e spuma al frutto della passione

Il sorbetto

Con

Greco di Bianco 2005 Francesco Steliano

Le bellezze complementari…

Pubblicato da aisnapoli il 19 Mag 2008

roccadifrassinello21.jpgdi Guido Fusco

Ecco che questo senso è riapparso ieri, durante una mia breve vacanza che io e mia moglie abbiamo trascorso nella Maremma toscana con alcuni amici.

Non si tratta della fascinosa aria che si respira in queste zone, né tanto meno dei panorami mozzafiato che si possono assistere dalle colline verso Grosseto, ma di un progetto economico - i vari governi Italici farebbero bene a prendere lezione - ed architettonico partorito dal solito Renzo Piano. Vi parlo dell’azienda vinicola Rocca di Frassinello.

Non voglio assolutamente pronunciarmi ed avventurarmi sulla descrizione dei grandi vini prodotti da quest’azienda, anche perché, pur essendo un amatore del vino, non appartengo assolutamente alla schiera dei tanti che filosofeggiano sull’edonismo del vino e di tutto il modo che vi circonda. Sono meramente un’amante della bellezza tout court, e solo di quella voglio parlarvi.

L’azienda si trova vicino a Giuncarico, nel comune di Gavorrano, in piena Maremma, a pochi chilometri dal mare di Castiglione della Pescaia. Il poeta John Ruskin diceva che non c’è architettura tanto altera quanto quella che è semplice. Bene quella dall’architetto Renzo Piano è mostruosamente semplice una semplicità che risulta essere la gloria dell’espressione di ciò che deve raccontare quel luogo, pensare con semplicità e grandezza nello stesso tempo.

L’azienda si sviluppa soprattutto sotto terra, dove due livelli distinti incorniciano la barriccaia (dove la movimentazione delle barriques avviene attraverso bracci telescopici progettati ad hoc…un qualcosa che vi lascia a bocca aperta), ospitando la tinaia in acciaio, il magazzino e l’imbottigliamento. Fuori una torre, ed ai suoi piedi una sorta di piazza a cielo aperto, rivestita in cotto, sulla quale avviene il ricevimento delle uve. Al centro, orientato verso nord, un pavillon in vetro trasparente, con profili disegnati ad hoc in acciaio satinato, dedicato al ricevimento, alla vendita diretta, alle attività commerciali, ma anche alla musica o a mostre visive.

Già a prima vista appare evidente che il capitale economico è notevole, tanto da far storcere il naso ai decadenti gauchistes della teoria (…) o vile denaro sterco del diavolo. Qui la bellezza è potente ed il denaro onnipotente. L’eleganza architettonica è complementare ad un’altra bellezza, quella descritta magistralmente da un vecchio adagio “dove tuona un fatto, siatene certi, ha lampeggiato un’idea”. L’azienda Rocca di Frassinello è una joint-venture tra l’Italia e la Francia nell’ambito vitivinicolo. L’incontro tra l’esperienza di Castellare di Castellina e la holding Domaines Barons de Rothschild, proprietaria anche di Lafite.

Alla fine della visita io, moglie e i geni che abbiamo deciso di condividere, ci siamo sentiti investiti da questo “nuovo senso di bellezza” e assaliti da questo “nuovo desiderio di vivere”…ma purtroppo non in questo paese.

Lezione in azienda…le foto

Pubblicato da aisnapoli il 19 Mag 2008

Musica per ogni vino, Note cambiano il gusto…

Pubblicato da aisnapoli il 18 Mag 2008

sileno2.jpgLONDRA - Ascoltare musica può avere effetto sul gusto che proviamo bevendo vino: lo dicono studiosi scozzesi che hanno lavorato con un produttore cileno che raccomanda Jimi Hendrix quando si beve Cabernet Sauvignon. Adrian North, dell’Università di Edimburgo, spiega: “La nostra ricerca mostra che quando ascoltiamo un pezzo di musica potente, un vino come il cabernet sauvignon assume un sapore del 60% più intenso, ricco e robusto, rispetto a quando siamo in un ambiente silenzioso”. La ricerca, condotta dal dipartimento di psicologia applicata, è basata sulla teoria per la quale la musica stimola specifiche zone del cervello. Quando assaggiamo del vino, e stiamo ascoltando musica, queste aree del cervello sono già attive, e quindi influenzano il gusto percepito del vino. La ricerca è stata fatta in collaborazione con Aurelio Montes, un produttore di vino cileno, che usa la musica nel processo di vinificazione. Usa infatti canti monastici nel locale dove il vino fermenta, convinto che ciò aumenti la qualità del prodotto. Secondo Montes, ci sono canzoni che meglio si adattano a specifici vini: lo chardonnay, ad esempio, si gusta meglio se accompagnato da Atomic, di Blondie; il merlot dà il suo massimo se nella stanza suona Sittin’ On the Dock of the Bay di Otis Redding. E il cabernet sauvignon cileno del 2006 assume un gusto più intenso, se accompagnato da All Along the Watchtower di Jimi Hendrix.

Fonte:Ansa.it

Il Sole nella Grotta…in compagnia di Francesco Martusciello

Pubblicato da aisnapoli il 18 Mag 2008

Di Luca Massimo Bolondi

A degna conclusione del corso AIS per sommelier di primo livello, siamo ospiti delle cantine Grotta del Sole, guidati dal suo proprietario. Chi lo conosce come enologo, chi come produttore. Molti lo scoprono alfiere di una particolare forma di marketing territoriale, quella legata alla comunicazione dei valori storici e vitivinicoli della Campania Felix. Francesco Martusciello (nella foto a sx) riunisce in se i tre ruoli: è esperto di vigna e di cantina, appartiene a una famiglia interamente dedicata al vino da tre generazioni, promuove attraverso Grotta del Sole non solo l’azienda di famiglia ma anche il culto dei luoghi di origine dei suoi vini. Una storia particolare, si direbbe di nemesi storica, perché in origine c’erano una casa vinicola senza terre e una fabbrica di aceto; la cantina era del nonno e vinificava raccogliendo da conferenti di fiducia; l’acetificio sorgeva accanto e un giorno fu messo in vendita. Figli e nipoti, animati da coraggio imprenditoriale, partono da premesse lontane dalla vinificazione di qualità ma tracciano un percorso di evoluzione che vi si attesta con risultati lusinghieri. E non è finita, poiché l’azienda dal 2005 è in corso di profonda riorganizzazione in nome di un progetto di lungo respiro. Parlare di imprenditori e di sfide è quasi una tautologia. Quella dei Martusciello consiste nel recupero di aree viticole storiche e del rilancio di vini “fuori moda”. Tre esempi: la Falanghina dei campi flegrei, l’Asprinio dell’aversano, il Gragnano della penisola sorrentina. Tre vinelli dappoco? Vediamo… La Falanghina dei campi flegrei è tra le poche viti a piede franco sopravvissute in Italia. Piede franco significa la fortuna di crescere in un terreno di sabbie tufacee immuni dalla fillossera. Piede franco significa che il vitigno non subisce il portainnesto, quindi non si formano cicatrici sulla pianta e la linfa scorre lungo un ponte diretto tra il terreno e il grappolo. Piede franco significa quindi caratteri organolettici tipici, dalla terra al vino. Da una vite autoctona di origine etrusca di rara vigoria. Ancora oggi molti vignaioli flegrei vantano ceppi in grado di dare 30 kg di uva ciascuno con l’esclamazione compiaciuta “guarda come è bella, aveta e gruossa” (alta e sviluppata). Quando nel 1994 i Martusciello acquistano la vigna nei pressi della cantina, inizia un processo evolutivo basato sul confronto tra caratteri storici del vitigno e tecniche di cultivar moderne: impianto denso (3.500 ceppi/ettaro, che arrivano a 5.000 ceppi/ettaro nella neoacquisita vigna del Lago d’Averno), altezza massima 2 metri (contro i tre e oltre della tradizionale falanga), 4 o 5 grappoli per ceppo a costo di rimuoverne alcuni in potatura verde, addirittura la smezzatura delle pigne (il taglio della coda del grappolo) se sono troppo pesanti. Il risultato è una produzione limitata a 60 quintali per ettaro compensata dall’alta qualità.

Continue Reading »

Ricicliamo i tappi di vino…

Pubblicato da aisnapoli il 17 Mag 2008

tappi.jpgLa coscienza del riciclo sta raggiungendo qualsiasi dimensione della nostra vita di consumatori, quindi anche i …tappi. Sì, proprio loro sono al centro di un progetto di riciclo chiamato ReCork America, sponsorizzato da Amorim, un produttore di tappi portoghese. Il progetto è iniziato con un programma pilota in Oregon, poi si è esteso anche a San Francisco e adesso sta per sbarcare in altri ristoranti della Napa Valley. Proprio i ristoranti sono quelli più interessati dal tema: potete sfogliare la lista dei partecipanti cliccando qui. Fino a che il wine lover consuma una bottiglia di vino a casa il riciclo dei tappi, seppur lodevole, non impatta molto, ma pensate un po’ ai ristoranti: migliaia di bottiglie, quindi migliaia di tappi riutilizzati ogni anno! Dal loro riciclo è possibile creare mattonelle per il pavimento, materiali isolanti, prodotti per il giardino e molto altro ancora. Secondo questo articolo del Napa Valley Register, il problema principale resta il loro trasporto: costa di più trasportare i tappi al luogo della lavorazione che sfruttarne il loro potenziale di riciclo.
Fonte: Vino24

Enolaboratorio: I vini d’Anfora

Pubblicato da aisnapoli il 16 Mag 2008

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

Continuano gli appuntamenti dell’ Eno-Laboratorio: un luogo di discussione e di confronto dove sperimentare la degustazione di vini “diversi” e, tra una chiacchiera e l’altra, percorrere nuovi virtuosi sentieri di conoscenza ”etilica”.

Ritorno alle origini della viticoltura: I Vini d’Anfora

Bianco Breg 2001, Josko Gravner
Amphora 2005, Castello di Lispida
Serragghia bianco 2006, Giotto Bini.

 

Mercoledi 21 Maggio ore 20,30 Euro 35

Enoteca Divinoinvigna, via S.Freud n.33/35

Info e Prenotazioni: 081.3722670 mail: divinoinvigna@libero.it

 

grav_amph.gifE’ da cinquemila anni che si vinifica in recipienti di terracotta interrati fino al collo secondo un’ ancestrale pratica di osmosi naturale tra la terra e l’ uva. Una macchina del tempo che “amplifica le caratteristiche dell’uva, soprattutto i suoi difetti… Non si può bleffare” secondo quanto sostiene con convinzione il carismatico Josko Gravner. Dopo il vino del Maestro Josko ci confronteremo con i vini dei suoi discepoli che da tempo lo seguono in questa incessante e dispendiosa ricerca della primordiale purezza della vinificazione: prima con Alessandro Sgravatti, un neurochirurgo che dopo aver appeso il bisturi al chiodo, ha deciso di ristrutturare lo scenografico Castello di Lispida, in quel di Monselice, per far riposare lì il suo Tocai in sei anfore, caucasiche e spagnole, sepolte nelle segrete del castello; poi con Gabrio Bini, architetto e vignaiolo milanese, che a Pantelleria produce uno Zibibbo in purezza vinificato in anfore interrate direttamente davanti alla vigna, in contrada Serragghia, dove mancano perfino l’elettricità e l’acqua corrente.

Un viaggio in una vitivinicoltura senza tempo guidati da Mauro Erro, un ritorno alle origini attraverso i vini delle anfore…

Tommaso Luongo

Delegato Ais Napoli

www.aisnapoli.it

 

Best sommelier in the world WSA

Pubblicato da aisnapoli il 15 Mag 2008

Ecco i Tredici sommmelier che si contenderanno il 24 Maggio il titolo di BEST SOMMELIER IN THE WORLD WSA :
Andrew Connor (New Zealand)

Manuel Moreira (Portogallo)

Yuniko Ushio (Giappone)

Luca Gardini (Italia)

Leandro Emanuel Orona (Argentina)

Roger Viusà (Spagna)

Milan Krejci (Rep. Ceca)

Gabriele Rappo (Inghilterra)

Byung-Kyun Yoo (Korea)

Isabelle Le Balpe (Francia) Aldo Shom (U.S.A.)

Gerardo Tèllez Zamorano (Messico)

Romano Thierry (Andorra)

Proclamati i Vincitori del Concorso “Vino Perfetto”

Pubblicato da aisnapoli il 15 Mag 2008

pubblicatiivincitoridelconcorsovinoperfetto.jpgUna Commissione di Degustatori Ufficiali e Sommeliers dell’Associazione Italiana Sommeliers, presieduta da Stefano Continisio e composta dal Delegato di Napoli Tommaso Luongo, Bevilacqua Antonella, Guadagno Michela, Cozzolino Stefania, Cimbalo Paride, Cioffi Vittorio, De Luca Franco, Brillante Pasquale, Garufi Magda, Cannada Bartoli Giulia, Fogliamanzillo Elio, ha eseguito le Degustazioni dei Campioni inviati dalle Aziende partecipanti al Concorso Vino Perfetto.Le selezioni dei vini, circa 300, si sono svolte negli Uffici di Vitigno Italia, rigorosamente alla cieca. I vini vincitori saranno rimessi in gioco al Salone, dove 50 persone degusteranno nuovamente tutti i vini vincitori, e su di una scheda valuteranno in base a tre parametri : Vista Olfatto e Gusto, attribuendo un valore da 1 a 10, determinando così alla fine il Vino Perfetto Bianco e Rosso 2008.

Si fa presto a dire Barolo.

Pubblicato da aisnapoli il 14 Mag 2008

Di Mauro Erro
Lo spunto per questo scritto mi è stato dato dalle due ultime degustazioni dell’eno-laboratorio ideato, curato ed organizzato da Fabio Cimmino, Tommaso Luongo e il sottoscritto, che hanno chiuso la stagione rossista per quest’anno: Borgogna e Barolo, quest’ultima introdotta da Franco De Luca – Relatore Piemonte dell’Ais Napoli – che, anche in questa sede, ringrazio per aver accettato il mio invito. Ogni buon nebbiolista come me, e tutti coloro che hanno maturato una discreta esperienza gustativa di tal vitigno, conosce le differenze organolettiche che possano esistere, ad esempio, tra un Gattinara, un Lessona, un Carema, un Barolo, fino ad arrivare ai nebbiolo della Valle d’Aosta o Sardi. Ma, e non se ne capisce il motivo, si è soliti trattare il Barolo come un unum, indistintamente, senza valutarne le numerose declinazioni esistenti che rendono ogni singola bottiglia di Barolo (e non tutto il comprensorio) un’esperienza unica ed irripetibile. E qui torno al parallelo con la Borgogna: l’estrema parcellizzazione, le difficoltà di coltivazione e vinificazione del vitigno, fino ad arrivare alla variabilità dei terreni, accomunano queste due zone molto più di quanto non si sappia.
La zona di Barolo è sempre stata caratterizzata, ad esempio, da una serie numerosa di minuscoli particolari, ancor oggi l’estensione media delle varie proprietà vitate ammonta a poco più di un ettaro e mezzo. Questa situazione, che ebbe origine a partire dal XVIII secolo, fu sicuramente acuita, intorno alla metà dell’Ottocento, dalla “famosa” Legge Siccardi, la quale attraverso l’espropriazione, ed in seguito la messa in vendita delle proprietà degli ordini religiosi, permise a molti contadini di divenire piccoli proprietari. Da non dimenticare, tra l’altro, lo smembramento di parte del grande patrimonio (circa 1200 ettari, non tutti vitati) dei marchesi Falletti, operato, dopo la morte nel 1864 di Giulietta Colbert, dall’Opera Pia Barolo per mantenere i numerosi enti caritatevoli fondati dalla nobildonna.
Veniamo ora al vitigno, il nebiolo, come si ostina a chiamarlo Baldo Cappellano (la doppia b verrà introdotta solo dal 1962 dal Ministero dell’Agricoltura in uno studio ampelografico) è vitigno estremamente difficile da trattare, coltivare e vinificare. Le quattro sottovarietà da sempre presenti nell’Albese – Lampia, Michet, Rosè e Bolla (quest’ultima proibita dal vigente disciplinare a causa della sue eccesiva produttività e di conseguenza scarsa qualità) – hanno un lunghissimo ciclo vegetativo che ne determina l’estrema delicatezza e sensibilità ai capricci del clima, dal momento che, il vitigno, fiorisce precocemente, già nella prima decade di aprile, e porta i grappoli a maturazione assai tardi, tra la prima e terza decade di ottobre. Essendo dotato, poi, di un grande ed esuberante patrimonio di tannini, ma non altrettanto di antociani, è complicato ottenere colore e, soprattutto, estrarre le due componenti fenoliche in maniera equilibrata per far sì che leghino in maniera adeguata a garanzia di un’opportuna stabilità nel tempo. Ma se ben accudito, è proprio il suo lungo ciclo di crescita e maturazione, che gli consente di accumulare ed elaborare, oltre gli zuccheri, una serie di sostanze che, dopo una sapiente fermentazione ed elevazione, ritroveremo nel vino in una complessa armonia di sublimi sensazioni.
Continue Reading »

Mamma li cinesi…nel 2058 Cina primo produttore del mondo!

Pubblicato da aisnapoli il 14 Mag 2008

Vino:nel 2058 Cina primo produttore

cina.bmp(ANSA) - ROMA, 13 MAG - Terremoto in vista nel mondo internazionale del vino: nel 2058 la Cina conquistera’ lo scettro di primo Paese produttore al mondo. A causa dei cambiamenti climatici, la geografia del settore sara’ spostata nelle zone piu’ temperate del pianeta. Sul fronte commerciale, crescera’ di importanza il fattore ‘brand’, mentre la genetica contribuira’ a creare vini sempre piu’ vicini ai gusti dei consumatori. Lo prevede un rapporto realizzato per l’enoteca londinese Berry Bros & Rudd.

Fonte: Ansa

Prove tecniche di Simposio al Mosaico con Nino Di Costanzo

Pubblicato da aisnapoli il 13 Mag 2008

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS Delegazione di Napoli

Un ciclo di incontri conviviali dedicati all’approfondimento di tematiche legate al mondo del vino per arricchire le nostre conoscenze e coltivare le nostre passioni…

“Pranzo Gourmet & Blind Wine Tasting”

Ristorante Il Mosaico, Terme Manzi Hotel & Spa

Piazza Bagni 4 - 80074 Casamicciola Terme (NA)

Lunedi 19 Maggio euro 90

Posti limitati. Info e Prenotazioni:3356790897

10662.jpgStavolta ci aspetta una trasferta tutta isolana con Nino Di Costanzo, lo chef del Mosaico, ristorante gourmet incastonato nell’elegante cornice del Terme Manzi Hotel & Spa. Da poco è giunta la stella Michelin: il prestigioso e meritato riconoscimento della rossa di Francia è solo l’ultimo frutto di una carriera che ha visto lo chef ischitano girare le cucine di tutto il mondo: in Italia da Gualtiero Marchesi e da Arnolfo, a Los Angeles al Four Season, poi Belgio e Spagna. Nino Di Costanzo è uno Chef con la C maiuscola, dalla personalità estrosa ed innovativa ma che conosce il senso della misura, sempre alla ricerca di equilibri ed armonie, dotato di una creatività non fine a se stessa ma intima essenza di una cucina di territorio che coniuga originalità e tradizione.
I pregiati vini in abbinamento, selezionati con estrema cura e grande professionalità da Fabrizio Erbaggio, Pino Savoia e Francesca Martusciello, verranno serviti, come da prassi, rigorosamente alla cieca per stimolare le nostre appassionanti discussioni.
L’appuntamento è all’Hotel Terme Manzi alle 13.00; consigliamo il traghetto da Pozzuoli della Medmar che parte alle 11.45 per arrivare a Casamicciola verso le 12.45. Per gli altri collegamenti (clicca qui)
Ritornano i Simposi targati Ais Napoli…diffidate dalle imitazioni! (Clicca qui)
Referente: Pino Savoia

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

 

 

Foto tratte dal sito web dell’Hotel Terme Manzi

Cantine Aperte in Campania: due giorni nel segno del vino

Pubblicato da aisnapoli il 13 Mag 2008

Cantine Aperte in Campania: si salpa da Castel dell’Ovo. 23 e 25 maggio 2008: due giorni nel segno del vino
Il tradizionale appuntamento di Cantine Aperte del Movimento Turismo del Vino in Campania raddoppia con due giorni Nel segno del vino. Domenica si va per cantine, ma venerdì c’è un wine tour tutto metropolitano. Dopo il Maschio Angioino, quest’anno il Movimento Turismo del Vino Campania Felix, presieduto da Daniela Mastroberardino, punta su un altro castello simbolo della città: il leggendario Castel dell’Ovo sarà l’inedito incipit del fine settimana di Cantine Aperte.

Venerdì 23 maggio, dalle 10 alle 17, tra le poderosa mura del castello tufaceo si potrà incontrare e degustare il fior fiore della produzione delle cantine regionali aderenti al MTV. Un banco di assaggio offrirà i vini divisi per le cinque province campane, i sommelier dell’Ais guideranno gli ospiti nella degustazione (ingresso libero).

Domenica 25 maggio si va per cantine, tra vigne, botti e filari. I vignaioli apriranno ai wine-lovers le loro cantine per svelare i segreti dei propri vini, del proprio lavoro. Un’occasione per vedere da vicino i luoghi e le persone del vino, per conoscere i territori e i vitigni della regione. Un viaggio nelle cinque province campane e nei distretti del vino che rendono celebre la Campania Felix nel mondo: dall’Irpinia delle Docg alla Costiera amalfitana; dal Sannio beneventano ai Campi Flegrei; dal Cilento alla Terra di Lavoro, dall’isola di Ischia al Vesuvio, tra paesaggi suggestivi profondamente diversi tra loro, ricchi di bellezze paesaggistiche e naturalistiche.

Tante le proposte delle singole cantine, tutte pronte ad accogliere gli enoturisti: degustazioni, jazz, mostre fotografiche, musica folk, passeggiate in vigna e merende contadine.

Nel segno del vino del Movimento Turismo del Vino Campania Felix rientra nel programma del Maggio dei Monumenti con il sostegno e la collaborazione della Regione Campania, Assessorato all’Agricoltura e alle Attività produttive, e del Comune di Napoli, Assessorato al Turismo e ai Grandi Eventi e Spettacoli.

Foto di Elisa Soffietti

Info: tel. 081 7645566 a cura Pubblitaf

Continue Reading »

Sagrantino Day 2008

Pubblicato da aisnapoli il 12 Mag 2008

Finalmente le foto del Sagrantino Day in Accademia Aeronautica…

Next »