A Grande Richiesta…
Pubblicato da aisnapoli il 30 Lug 2008
Pubblicato da aisnapoli il 29 Lug 2008
di Luca Massimo Bolondi
Mentre la brezza serale carezza la collina, disperde i calori residui del giorno e porta la fresca umidità dal mare vicino, i miei compagni di scienza e goduria chiudono i cancelli e scambiano gli ultimi saluti.Notte di sogno al Club Terme di Baia, in compagnia di duecentoamicieoltre. Iniziata prossima al tramonto, fervente di preparativi tra opere di fatica e acque termali, il segreto piacere del gioco di squadra. Chi ama la regia e la tecnica, di un evento ama il backstage che è il luogo e il tempo in cui si misura la prima abilità: l’organizzazione. Poi viene il servizio, lo svolgimento dell’evento. A Baia scorrono entrambi fluidi e piacevoli; il gruppo AIS è un motore rodato e preparato e questa è una passeggiata al chiaro di luna non una corsa rally…Passeggio tra i tavoli e il rinfresco, generoso di succulenze e fragranze in attesa di abbinamento. Da un mare di ghiaccio spuntano batterie di colli ingabbiati pronti allo sparo (uno sparo sommesso, non scordiamoci che siamo sommelier signori miei). Musica nell’aria, sorrisi e convivio, tacabanda!
Da una vasca ben ghiacciata salta un tappo: ottima annata!
Forza, amici, ognun si mesca e giù a bere finché riesca!
Forte ridono i palati, dalle bolle stimolati,
le papille cantan già per la grande varietà…
Tre Cartizze fan la gara per veder chi a bere impara
mentre Grotta ed I Borboni son l’Asprinio-brut più buoni,
Calatasi, col Di Sera, alcolizza l’atmosfera
SanGregorio, non più santo, dei suoi Dubl mena vanto
Ca’ del Bosco, ruscellante, fa la gola bullicante
tanti amici ed una coppa da riempire, ma mai troppa,
ColdiLuna di Bellenda spara il tappo oltre la tenda
dove si celava il Fusco e di Medici il Lambrusco.
Il Brachetto di Santero sfida il Coppo con Il Vero
mentre affascina divin De Concilis col Selim
scorre il Vino dei Poeti e rivela i suoi segreti
li sussurra nel bicchiere proprio mentre stai per bere;
tra le palme e la piscina che t’invita malandrina
maliziosa Passerina da gustar fino a mattina
vino scorre e fiotta a fiumi, sposa gusti con profumi
ci frastorna, ci vezzeggia, ci fa Re ma senza reggia
senza corte né donzelle, e per tetto abbiam le stelle…
l’indomani, a chiusa festa, resterà un bel mal di testa.
Amici miei, come sapete, questo è solo il sogno di una notte d’estate
di chi, colpito negli arti ma non nel cuore, con voi ha condiviso il desiderio.
Io non c’ero, ma se c’ero non dormivo!
Pubblicato da aisnapoli il 29 Lug 2008
Di Franco De Luca
Scena da un matrimonio: “Sommelier, si può avere un prosecchino?”, “guardi, il prosecchino non esiste, tutt’al più un Prosecco, comunque posso offrirle un Dom Perignon Vintage millesimato del 1999, scusi la precisazione ma, veda, anche per valorizzare la scelta degli sposi che han deciso di offrire ai propri ospiti un prodotto di livello decisamente superiore…”, “ah, bene, è bello saperne di più, grazie, nel frattempo però si è unita mia moglie, allora per favore due prosecchini!”, a quel punto al povero sommelier non resta che sfoggiare il migliore sorriso di plastica e concludere: “benissimo, un prosecchino alla signora ed un prosecchino a lei, evviva il prosecchino!”. Ma cosa è il prosecchino? Cosa devo darti, ne devo mettere di meno nel bicchiere? Devo prendere la bottiglia da un quarto? È forse il prosecco che viene male, è quello che fanno i bambini? Insomma che cavolo è? Per rispondere a questa e ad altri interessanti e frequenti questiti a cui siamo sottoposti di volta in volta, almeno per quanto riguarda le bollicine abbiamo pensato ad una festa di fine estate un po’ diversa dagli altri eventi AIS che hanno caratterizzato la stagione… volevamo un incontro meno formale, senza degustazioni, assolutamente non accademico, dove ognuno dei partecipanti avesse avuto la possibilità di vestire comodamente, di bere quel che voleva, quanto ne voleva, magari di servirsi da solo, senza dover per forza chiedere nulla a nessuno e senza sentirsi troppo in colpa nell’“apprezzare” tutte e 27 le tipologie di “prosecchini” proposte… con beneplacito della questura e dei carabinieri che a quanto pare la sera di venerdì 25 luglio, con nostra grande fortuna, facevano servizio altrove Abbiamo pensato che una volta tanto si poteva anche vivere il vino con maggior leggerezza senza però trascurare la qualità. I vini presenti erano importanti, nei banchi di degustazione aperti si potevano apprezzare grandi etichette dal “Prestige” di Cà del Bosco alla Passerina spumantizzata di Velenosi, dal Dubl rosè di Feudi all’eccezionale Monterossa, per non parlare del chiosco dedicato agli champagne dove c’erano case prestigiosissime (tra le migliori in assoluto) e distillati di gran spessore, e poi i sigari, le ostriche bretoni noblesse (che erano tantissime e buonissime), la mozzarella di Di Costanzo (una delizia per cui ogni commento sarebbe superfluo), la culata veneta e la straordinaria pasta e fagioli con le cozze del Fusaro che qualcuno ha simpaticamente ridefinito “pasta e fagioli con le cozze fujute nel Fusaro” ma vi dico che non erano poche, semplicemente timide e ben nascoste nei tubettoni Il successo tuttavia non era annunciato, si trattava comunque di una formula nuova (in realtà per questa delegazione ogni formula è nuova), ma la partecipazione è stata superiore alle aspettative per essere una giornata di fine luglio, quando cioè molti sono in vacanza (a loro va il nostro fregatevi, siamo stati benissimo!!!) Abbiamo contato circa 170-180 partecipanti (per la questura molti di meno), ma probabilmente eravamo davvero molti di più… Alla fine della serata, Tommaso, Fabrizio Alessandro, Massimo ed io ci siamo guardati e telepaticamente ci siamo trasmessi la stessa domanda: “ci siamo riusciti?”, qualcuno ha affermato: “deve essere andata bene, li vedevo andar via tutti contenti”, ma questo sappiamo non fare testo, con tutte le bollicine che si sono bevuti che volevi, che piangessero? Io però credo sia andata bene, il clima sereno, le chiacchierate sotto il cielo stellato come difficilmente si riesce a vedere dalle nostre parti, l’effetto benefico dell’alcol (quando è in dosi minime) che ti rende simpatico chiunque, ma proprio chiunque, mi fanno pensare che si sia alla fine riuscita a creare quell’armonia che era nelle nostre intenzioni… del resto un plauso speciale va alla struttura, un piccola perla fra le colline del fusaro che purtroppo pochi hanno sfruttato pienamente, solo alcuni dei partecipanti hanno infatti approfittato delle piscine e della sauna gentilmente messa a disposizione dalla direzione del complesso “Baia Terme”, che è stata una bellissima sorpresa per tutti noi… Noi comunque ci abbiamo provato, abbiamo provato a fornire un’alternativa, a coinvolgere persone che non sono del mondo del vino, quelli che cercano i prosecchini e che magari la prossima volta diranno “se non è vintage non lo voglio nemmeno assaggiare” o qualcosa del genere, abbiamo insomma provato ad allargare il ventaglio delle opportunità che una delegazione dovrebbe poter sempre offrire ai propri associati, ad accostare ad eventi rinomati e sicuramente più “sontuosi” un evento più “popolare” anche in relazione alla quota di partecipazione, anzi soprattutto alla quota di partecipazione… di sicuro si può fare di meglio, lo sappiamo bene, e noi proveremo a farlo. Grazie a tutti, infine, in particolare a chi questo evento lo ha reso possibile, in primis Fabrizio Erbaggio, vice delegato AIS di Napoli che ha fortemente voluto ed organizzato l’evento quasi tutto da solo e poi anche al resto dei sommelier, quelli che fan parte della delegazione ma anche tutti quelli che hanno aderito come partecipanti e che non si tirano mai indietro quando si presenta la possibilità di stare insieme… infine un grazie speciale a Giorgio e Sofia che si sono immolati per consentire la buona riuscita del tutto… La cosa che personalmente porto con me a casa da questa esperienza è che la prudenza ha bisogno dell’audacia e viceversa… se le cose funzionano vuol dire che erano presenti tutt’e due, come nel buon vino, vince e vincerà sempre l’equilibrio!
Pubblicato da aisnapoli il 28 Lug 2008
Medicina da stappare. Il vino rosso esercita i suoi poteri benefici prima di circolare nel sangue.
Il buon cibo canta al palato, ma abbinato al vino giusto accorda un coro angelico. Molti sanno che fra i più rinomati, ricchi di aromi speziati e cioccolati, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Neri e Sangiovese meglio sposano la ricca succulenza delle carni rosse. Ora un gruppo di ricerca condotto da Joseph Kanner dell’Università di Gerusalemme ha scoperto che l’abbinamento di vini rossi d’annata e qualità con le carni rosse produce risultati ben oltre il solo gusto. Quando i due alimenti si incontrano nel nostro stomaco, i componenti del vino evitano la formazione di molecole dannose che vengono rilasciate durante la digestione delle carni. L’idea che il vino rosso faccia realmente bene alla salute è irresistibile per il buongustaio medio. Ma pare proprio che sia una realtà. In particolare il miracolino avviene grazie ai polifenoli, di cui i rossi sono ben dotati: un gruppo di potenti antiossidanti capaci di proteggere l’organismo dal cancro e dalle disfunzioni cardiache distruggendo quelle molecole che altrimenti potrebbero danneggiare le nostre cellule. Come i polifenoli enoici esercitino tali poteri era un mistero sino a tempi recenti, poiché sembra che non possano trasferirsi dal nostro sistema digestivo al sistema circolatorio. La soluzione del mistero, grazie alle scoperte dell’equipe del dottor Kanner, abita proprio nello stomaco. La digestione di cibi ad alto contenuto lipidico, come le carni rosse, rilascia tossine ossidanti. Una in particolare, chiamata malondialdeide, è implicata nell’insorgenza dell’arteriosclerosi, nei processi neoplastici (signori, il cancro), nel diabete e altre simili amenità sanitarie. L’ipotesi del dr. Kanner è che la chiave per comprendere gli effetti protettivi del vino risieda nel momento della consumazione, prima del trasferimento in circolo. Se i polifenoli arrivano nello stomaco proprio quando la sintesi dei grassi sta rilasciando la malondialdeide, possono bloccare l’assorbimento di questa tossina nell’organismo. Per provare questa ipotesi, il gruppo di ricerca ha nutrito due gruppi di cavie con due preparati: uno di carni rosse di tacchino (che una precedente ricerca aveva mostrato innalzare sensibilmente i livelli di malondialdeide negli esseri umani - altro che tacchino buonino e dietetico, ndr), l’altro delle stesse carni combinate con un concentrato di vino rosso. Un’ora e mezza dopo il pasto, le cavie sono state soppresse. Dall’analisi degli stomaci e del loro contenuto, come pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, il vino concentrato ha difatto ridotto la formazione di malondialdeide. Oltre a ridurre il livello degli idroperossidi, altro gruppo di agenti ossidanti che danneggiano le cellule.
Basandosi su questi risultati il dr. Kanner e i suoi hanno dedotto che la ricerca di antiossidanti enoici nel sangue è di per se un errore, poiché non è là che possono rendersi utili.
Un altro risultato della ricerca riguarda il benefico effetto della frutta a fine pasto.
Molta frutta infatti è ricca di polifenoli (lo stesso vino, in fondo, chimicamente altro non è che succo di frutta fermentato). Prendendo la frutta come dessert, questa giunge nello stomaco proprio quando il processo digestivo delle carni sta facendo danni. Insomma, con un calice di buon rosso e frutta a volontà “arrivano i nostri”…
Chiedete al sommelier di stapparvi la medicina prima dei pasti.
Versione dall’inglese di Luca Massimo Bolondi
Articolo pubblicato su “The Economist” del 5 Luglio 2008
Pubblicato da aisnapoli il 26 Lug 2008
Di Franco De Luca
Mi imbarazza l’involontario protagonismo a pochi giorni da un’entusiasta cronaca di un altro evento Ais (qui), ma come resistere alla tentazione di descrivere il Simposio ultimo, quello di mercoledì 23 luglio a Capo La Gala, il Simposio estivo per eccellenza, caratterizzato dalla scelta (coraggiosa) di evitare i vini rossi, di concentrarsi sugli abbinamenti, di valorizzare vini freschi e minerali accanto ad una cucina decisamente mediterranea. Lo chef è Danilo Di Vuolo, nemmeno 30 anni, ci lascia “a bocca chiusa”, tale è la fretta di degustare le sue meravigliose composizioni. Dall’altro lato noi, i simposiarchi, quelli che mangiano, bevono e parlano (forse troppo dirà qualcuno), un gruppo “nobile” composto da uno zoccolo duro che segue più o meno ovunque gli “autori” e nuovi interessanti novità che sono corsisti, colleghi di altre delegazioni o semplicemente appassionati. Procediamo però con ordine, l’arrivo è magico, la costiera sorrentina comincia subito dopo questo ameno promontorio di Vico Equense che scaglia frammenti di pietra nel mare come funghi… alle otto di sera ci incontriamo sulla terrazza del ristorante e nemmeno riusciamo a salutarci, siamo rapiti da un tramonto che, a parte Michela, lascia tutti muti, i volti diventano rossi e nostalgici, ma poi ci accomodiamo a tavola e ritorna il sorriso. L’organizzazione è un collaudato meccanismo ad orologeria ma non si parte subito, è il momento dell’arte e chi meglio di Michela Guadagno per leggere dei versi di Goldoni che rappresentano un pò il saluto alla serata e che pari pari vi riporto (qui su You Tube): Viva Bacco,e viva Amore:L’uno e l’altro ci consola. Uno passa per la gola, L’altro va dagli occhi al cuore.Bevo il vin, con gli occhi poi…Faccio quel che fate voi.”In realtà Michela, con cui adoro scherzare, sa scriverne anche di propri e mi auguro non mancherà nei commenti il prezioso suo contributo dedicato alla serata… Si parte subito con una chicca sconvolgente, si chiama appunto “chicca di gamberi e mozzarella di bufala con guazzetto di lupini, mela verde ed erba cipollina” praticamente perfetta. Per ragioni fin troppo comprensibili molti di noi non hanno potuto evitare la “scarpetta”. Se vuoi ho i nomi… ma perdonaci Pino!
Il vino di questa prima portata è uno champagne millesimato, il Philipponnat 2000 Blanc de Blancs, un francese elegante ma dotato anche di notevole corpo che sbilancia qualche commensale verso il Pinot Noir o addirittura il Meunier. Il “Tonno rosso” è la seconda portata, viene servito in “crosta di erbe fini, con caponata di biscotto di grano arso”, vede appena la padella, ha la consistenza di un filetto ben tagliato ed il sapore unico del mare che abbiamo alle spalle. Il vino abbinato nessuno lo indovina, è difficile, la platea si divide fra Gewurztraminer e Riesling ma in realtà tutti sanno di sbagliare, non può essere nessuno dei due, si pensa ad un uvaggio assemblato ma Pino spegne immediatamente ogni speranza specificando che si tratta di un monovitigno… alla fine ci arrendiamo, è un vino robusto, di colore quasi ambrato, secco ma con percettibile residuo zuccherino, molto morbido… è italiano, è un Soave Classico 2005 La Rocca di Pieropan, a dimostrazione di una denominazione spesso bistrattata ma capace di regalare vini di grande qualità. Non poteva mancare il piatto tipico di questo angolo di Paradiso, quello che fra tutti Guido Fusco, se un poco lo conosco, avrà preferito (non me lo ha confessato ma mi gioco la villa a Portofino). Sono i classici “Ravioli” (purtroppo solo tre) di Caciotta contadina e Maggiorana. Costanzo Cacace (il simpaticissimo quanto professionale direttore del ristorante) ci spiega che la preparazione è molto laboriosa, la pasta subisce vari processi di lavorazione fra cui una bollitura preventiva onde fare in modo che risulti poi corpo unico con il ripieno. Il risultato è entusiasmante e si capisce solo successivamente che seppure fossero stati dieci sarebbero risultati comunque pochi… per cui tanto valeva non esagerare. Il vino è “Joaquin”, un bianco 2006 di grado alcolometrico pari a 13,5% prodotto esclusivamente da uve Aglianico (vinificate con sgrondatura) di Paternopoli (siamo vicini a Taurasi), la vera sorpresa campana del Vinitaly 2008 (qui) che aveva in ogni caso lasciato un velo di perplessità negli assaggiatori per il non raffinatissimo bouquet. Il vino infatti al primo incontro a Verona presentava un deciso sentore di succo di pomodoro ma aveva comunque esaltato Roberto Gardini per l’originalità e l’unicità delle sensazioni aromatiche e che a distanza di quattro mesi si è rivelato un armonioso ed equilibrato bianco di carattere, grande carattere, prepotente al gusto più che al naso. Lo “Spaghettone artigianale cacio e pepe con scottata di calamaretti di paranza” è un’ulteriore dimostrazione (ma chi ne aveva bisogno…) di quanto siano evolute le tecniche per la preparazione della pasta in questi territori. Cottura perfetta ed equilibrio organolettico straordinario tra tendenza dolce e sapidità, associato questa volta ad un Le Mont Sec Domaine Huet 2006, da uve Chenin Blanc della Loira, noto per la sapidità, per le note affumicate, un altro grande bianco per un altro grande abbinamento. Continue Reading »
Pubblicato da aisnapoli il 26 Lug 2008
Chicca di gamberi e mozzarella di bufala
con guazzetto di lupini,mela verde ed erba cipollina
Con
Philipponnat grand blanc 2000
Tonno rosso in crosta di erbe fini,
con caponata di biscotto di grano arso
Con
La Rocca Soave Classico 2005
Raviolo ripieno di caciotta contadina e maggiorana con pomodori San Marzano e basilico
Con
IViaggi 2006 Joaquin
Spaghettoni artigianali cacio e pepe,
con scottata di calamaretti di paranza
Con
Le Mont Sec Domaine Huet 2006
Pezzogna cotta a bassa temperatura
con panacea di verdure e salsa di agrumi con ricci di mare
Con
Puro Rosè 2000 Movia
Morbido di yogurt e lamponi con salsa al mango
Con
Malvasia delle Lipari 2005 Hauner
Pubblicato da aisnapoli il 22 Lug 2008
ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS Delegazione di Napoli
Countdown per “Te le do io le bollicine”…Ancora pochi giorni all’ora X ma già non riusciamo più a tenere sotto controllo il numero delle bollicine in degustazione! Per adesso ci saranno: Ca’ del Bosco con il Franciacorta Cuveè Prestige, Nino Franco con il Rustico, poi Bellenda con il Col di Luna Spumante Brut, il Rosè ed il Prosecco e ancora il Cartizze di Canevel, di Santa Margherita e di Val d’Oca, Velenosi con la Passerina Brut e Cà Bolani con il Muller Thurgau, Calatrasi con il Di Sera e De Conciliis con il Selim, poi l’Asprinio Brut de I Borboni e di Grotta del Sole, Coppo con il Vero, il Brachetto di Santero, il Lambrusco di Ermete Medici. Non siete ancora convinti…e allora il Modus Vitae di Bortomiol, Il Prosecco di Villa Jolanda e di Canevel, Tenuta il Bosco con il Phileo Rosè e la Malvasia Frizzante, Ceci con il Tre Bollicine Brut, Feudi San Gregorio con i millesimati 2005 del Dubl Falanghina ed Aglianico, Ruggeri con il Valdobbiadene X-Dry e Bottega con il Vino dei Poeti Rosè. Per adesso sono solo 27 i vini che assaggeremo ma contiamo nelle prossime ore di battere il nostro record…
In attesa di questa maratona etilica il Baia Terme Club ci aspetta fin dalle 18 per un rilassante bagno in piscina in compagnia degli ultimi raggi di sole e per una propedeutica sauna nelle accoglienti stufe naturali; poi dalle 21 una cascata effervescente a “reintegrare i liquidi” e ad accompagnare, in ordine sparso, ostriche bretoni, mozzarella, culata veneta e pasta e fagioli con cozze del Fusaro. Dopo si apriranno le danze e tutti in pista a smaltire…
“Te le do io le bollicine…”
ovvero Prosecco, Spumante e Champagne per tutta la notte.
c/o Baia Terme Club
Via Tito Livio n.31 Baia (Na)
Venerdi 25 luglio ore 21, soci Ais 20 euro , non soci 25 euro
Infoline e Prenotazioni: ciaovino@libero.it 081.5090425 – 333.7267080
Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
Pubblicato da aisnapoli il 21 Lug 2008
di Michela Guadagno
Esiste qualcosa di meglio che una spiaggia d’estate, la luna piena che si specchia sul mare, vino e fritturine, balli e gran divertimento? La serata organizzata dall’Ais Salerno con degustazione on the beach su I Vini Salati è andata proprio così. Raccolta la sfida senza vergogna del costume e pareo, dopo un pomeriggio di sole al tramonto sulla spiaggia di S. Teresa al Lido Miramare, parte la degustazione guidata dal Presidente Antonio del Franco (anche lui in tenuta da spiaggia!) e da Vittorio Guerrazzi, compagno di mille degustazioni. Pietramarina di Benanti il primo vino, la sapidità di un siciliano dell’Etna, ma è il sardo Salnico di Cantina di Pala, da Nuragus, che colpisce per l’equilibrio tra naso e bocca, sentori di pompelmo e pomodoro, poi lo Strione di Cantina degli Astroni, una falanghina “salata” che fa la sua “bella” figura (Vittorio ha usato un’espressione più incisiva, e pensare che volevano farci una discarica proprio sugli Astroni), a seguire il Verdicchio Casale di Serra di Umani Ronchi, minerale e lunghissimo finale di bocca, e per finire…Champagne! Brut 100% Pinot Meunier de Pierry millesimo 2003 Mandois. Il tutto servito da Pina Gaimani, Paola Ferrara e Carina … in panta-pareo, camicia bianca e tastevin al collo (e noi che sono anni che chiediamo la divisa estiva….. ), mentre la luna piena compariva dal mare. Uno spettacolo! Fritturine ben fritte di bastoncini di zucchine e melanzane in pastella, alici, baccalà impanato, calamarata e frittelle di alghe e fiori di zucca nel “coppetiello” a sostenere i cinque vini. E poi musica! Tutti in pista a scatenarci, Presidente compreso, lo sapete che se si tratta di ballare non mi fermo più, a festeggiare a mezzanotte l’onomastico di Federico Struzziero, e peccato per chi non c’era! Brava Lina Mazzaro che ha ideato la serata, Antonio Staiano, Claudia Vuolo, Nevio Toti, Aldo Della Corte, Cristian Vicinanza, e tanti associati di Salerno, è bella questa AIS Campania che oltre al vino vuole offrire tanti altri spunti di divertimento in queste ultime settimane per salutarci prima della pausa estiva: La cena gourmet a Taverna Estia a Brusciano, il poker di pizze da Mascagni a Napoli, e da Divinoinvigna con la serata conclusiva dell’Enolaboratorio, prima di finire con il Simposio a Capo La Gala, la festa con le bollicine all night long a Baia e i sigari toscani a Ischia: ragazzi, chi sta meglio di noi?
Con tutto il bene che vi voglio, buona estate a tutti
Pubblicato da aisnapoli il 18 Lug 2008
ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS Delegazione di Napoli
“TE LE DO IO LE BOLLICINE…”
ovvero Prosecco, Spumante e Champagne per tutta la notte.
c/o Baia Terme Club
Via Tito Livio n.31 Baia (Na)
Venerdi 25 luglio ore 21, soci Ais 20 euro , non soci 25 euro
Infoline e Prenotazioni: ciaovino@libero.it 081.5090425 – 333.7267080
In collaborazione con l’Enoteca Ciao Vino e il Baia Terme Club l’Ais Napoli saluta l’estate con una serata dedicata al meraviglioso mondo delle bollicine in tutte le sue declinazioni. Nel suggestivo scenario del Baia Terme Club, un centro benessere con piscina e stufe naturali, il divertimento sarà garantito da un mix coinvolgente di Prosecco, Spumante e Champagne accompagnato da ostriche bretoni noblesse, mozzarella di bufala campana Dop del Mini Caseificio Costanzo e culata veneta del produttore Boselli. Selezione musicale a cura di Totò da Toulouse per la bossa nova, Paolo Picone per il revival e Massimo Rasta on jazz per la dance e forse…Gino Emanato. Sorpresa annunciata: pasta e fagioli con cozze del Fusaro per tutti.
A disposizione dei partecipanti come extra a pagamento lo Champagne Bar targato Ciao Vino con Carta degli Champagne d’autore, Rhum e sigari assieme alle crepes de Kafia ed in esclusiva mondiale le crepes Zakhet.
Bollicine a go go, sfizi gastronomici, musica e balli all night long per festeggiare assieme a tutti i soci ed amici dell’Ais Napoli e dell’Ais Campania una stagione ricca di eventi e di successi. Vi aspettiamo tutti!
Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
Pubblicato da aisnapoli il 18 Lug 2008
L’Enolaboratorio va in ferie e chiude i battenti…in attesa delle “gustose” novità settembrine abbiamo organizzato per martedì 22 Luglio a partire dalle ore 21:00 la Festa della Birra. Il grido di battaglia sarà: Stappo libero ! Un serata informale per degustare insieme alcune delle migliori birre al mondo in un atmosfera conviviale e rilassata.Con gli stuzzichini di Adele Chiagano. Un occasione per salutarci prima dell’estate.
Festa della Birra, 22 Luglio a partire dalle 21, costo 15 euroInfoline: Enoteca Divino in Vigna, Via Sigmund Freud 33/35
Tel 081/3722670; divinoinvigna@libero.it
Pubblicato da aisnapoli il 18 Lug 2008
Di Franco De Luca
Mi è stato chiesto di scrivere due parole riguardo il terzo incontro con il Riesling, di sostituire l’insostituibile Claudio nelle note degustative… lo volevo fare, ve lo giuro, mi son messo al PC armato di buona volontà ma mi viene di scrivere altro…come tutti dovremmo fare più spesso, ho deciso di seguire il mio istinto che mi porta a non soffermarmi troppo sui dettagli della serata ma sul valore che essa nasconde…
Potrei dirvi che il nostro incontro è cominciato come al solito con una cornice introduttiva di Fabio Cimmino, una presentazione così coinvolgente che dopo 5 minuti ho guardato l’orologio ed era passata un’ora! Ci ha tenuti con il fiato sospeso a parlarci di Mosella, Palatinato, Auslese, Kabinett, Spatlese ecc., ad immaginare gli incredibili filari a rittochino su pendenze del 70%, di vitigni che crescono su terreni di ardesie di ogni colore, della capacità del Riesling di assorbire mineralità in un posto dove i terreni tra l’altro sono ricchi di sostanze minerali, degli straordinari invecchiamenti che il vino può affrontare… dovrei dirvi che ne abbiamo bevuto uno di 22 anni e sembrava un bambino, che aveva sentori nuovi di idrocarburi, più delicati ma tanto decisi e originali che è stato necessario coniare la nuova classe “Tratto autostradale Barra-San Giovanni a Teduccio” (quello che costeggia la raffineria per intenderci…ndr) e vi assicuro che era proprio lui.
Dovrei fare tutto questo ma voglio invece raccontarvi altro, voglio parlare della “generosità”.
La generosità degli organizzatori di questi eventi, questa è la cosa che colpisce più di ogni altra, una volta tanto il bilancio non quadra e si ha a che fare con persone “squilibrate” verso il “dare” piuttosto che l’”avere”… ieri, a causa di impreviste e disdicevoli defezioni dell’ultimo minuto, eravamo quattro gatti, ma questo non ha smorzato nemmeno di un micron l’entusiasmo dei tre padroni di casa, l’atmosfera era di quelle che alla fine ti viene voglia di dire grazie!!!
Non mi dilungo, ma dopo un anno di attività di questa giovane delegazione viene davvero da dire grazie e non ho paura di sbilanciarmi credendo (in buona fede) di interpretare un sentimento molto condiviso, il sentimento di riconoscenza verso chi si impegna a farci conoscere meglio questo mondo, a “prezzo di costo” e con sacrificio del proprio tempo… un apprezzamento che si estende agli organizzatori del fantastico Simposio, ai direttori ed agli assistenti ai corsi, ai responsabili del gruppo servizi, a tutti coloro cioè che ci credono e che non hanno paura di sacrificarsi per passione… ed anche grazie al delegato che, vi posso dire io, dedica quasi tutto il suo tempo a questa delegazione e che forse per quel che scrivo non pubblicherà (o lo farà maledicendomi) questo intervento tanto è riservato e modesto.
Mi fermo qui, non era mia intenzione celebrare chi non ne ha bisogno, volevo solo fare un elogio alla generosità, sperando che non sia mai troppa e che non svanisca mai nel nostro cuore di appassionati, e concludo con un piccolo cadeau per farmi perdonare l’audacia: nessuno è più generoso di un innamorato ed anche se quella di Petrarca si chiamava Laura e non Riesling o Chardonnay, la passione è sempre la stessa e resta l’unico vero motore della vita
…
pace non trovo e non ho da far guerra
e temo e spero, e ardo e sono un ghiaccio
e volo sopra il cielo, e giaccio in terra
e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio
…
Pubblicato da aisnapoli il 18 Lug 2008
di Giacinto Chirichella
Il rosato è cosa buona e giusta, soprattutto in questi giorni di calura estrema. Della “Grande Notte del Rosato” alla Fabbrica dei Sapori e dell’instancabile coppia Pignataro/Mogavero se ne è già parlato nell’ordine sia sul puntuale blog Campaniachevai di Monica Piscitelli, sia sul sito di Luciano, sia qui su Ais Napoli. Serata piacevole, con fiumi di rosato e svariati piatti a fare da sponda, il tutto introdotto da un preserale interessante ed imperdibile: una degustazione di rosati francesi per pochi fortunati ritardatari e non…
L’introduzione è stata curata da Luciano Pignataro, mentre dentro e fuori La Fabbrica si ultimavano gli ultimi ritocchi, uno spumeggiante (si è proprio il caso di dirlo!) Giovanni Ascione ha poi preso il timone e condotto magistralmente da un buon Cicerone l’intera degustazione: tono sobrio, divertente al punto giusto, sciolto, mai troppo tecnico e forzato, mai finto, davvero bravo e piacevole! Partendo da un’introduzione sul mondo del rosato, senza essere maiaccademico, noioso e come dire troppoAis (mmm forse questo è il luogo meno idoneo…) all’insegna del motto: “Per i francesi il rosato è una cosa seria” si è dato il via alle danze, puntellando qua e la il breve viaggio con qualche aneddoto (che non vi svelerò) come quello della matita numero 2 o quello del mutuo per i quattro Champagne Rosè…Ma passiamo al vino
Côtes de Provence Réserve 2006 - Domaine Saint Jean de Villecroze
Si inizia dal cuore della Provenza, precisamente da Villecroze, piccolissimo comune alle spalle della Costa Azzurra, nell’entroterra qualche km più a nord di Saint-Tropez. Domaine Saint Jean de Villecroze produttore prestigioso, capace di stregarmi con questo rosato riserva 2006 cuvée Cinsault (80%) e Grenache (20%). 5 ore di macerazione, pressatura leggera, per un 12,5% di pura eleganza e godimento. Alla vista potrebbe trarre in inganno, appena servito sembra quasi un bianco d’antan, con un colore mutevole tra il vermiglio rosato e l’arancio pallido tendente al giallo. Al naso è molto delicato, con leggeri aromi di spezie e fiori secchi; una semplice complessità da ricercare, con attenzione e capacità di ascolto. Al palato è sapido, con un fruttato leggero, roccioso, molto minerale, molto lungo, per niente stucchevole e noioso, con un’alta acidità che vibra e sgrassa. Un vino di corpo, sottile, ma deciso e con una spiccata personalità, da riprovare con più calma, a tavola, anche in una serata autunnale in compagnia di qualche ricco affettato o magari di qualche carne bianca; credo si presti anche bene a qualche anno di conservazione, per carità sarà eccellente anche come aperitivo, ma credo meriti molto di più. Da segnalare il sito del produttore anche in lingua italiana.
Touraine Pineau d´Aunis La Rosée 2007 - Jean François Mérieau
Si passa alla Valle della Loira, nel villaggio di St. julien de Chedon, zona centrosettentrionale della Francia. Un rosè di Pineau d´Aunis, antico vitigno autoctono della Loira a bacca scura, noto anche con il nome di Chenin Noir. Quest’uva pare sia molto adatta alla produzione di rosè, peccato negli anni sia quasi scomparsa! Jean-Pierre Robinot, tra gli altri, sempre con quest’uva produce dei rossi interessanti e dallo spiccato timbro territoriale. Ma torniamo al nostro rosato, sicuramente molto più ruffiano e piacione del precedente. Alla vista è molto concentrato quasi al livello di un rosso, è limpido e con riflessi interessanti. Al naso siamo più su di un classico rosato molto fruttato, ma con un tono speziato davvero particolare. In bocca è potente, vivo, molto aromatico; si apre subito in maniera ingombrante, ma non dura poi tanto a lungo. Rosato per certi versi un po’ più bibitoso, più divertente, piacevole, da bere giovanissimo anche lontano dalla tavola, in barca, sotto al sole, grazie anche ai suoi 12 gradi. Grande vitigno, secondo me molto interessante, risultato finale un attimo meno! Qui il sito.
Vin de Pays des Côtes de Thonghue Les Oliviers 2007 -Domaine de MontMarin
Si prosegue tornando in Provenza, in Linguadoca (Languedoc), Francia del sud. Produttore specializzato in rosati, in questo caso blend di Syrah e Cinsault. Il Cinsault è un vitigno che si presta molto alla vinificazione in rosato, il Syrah dona invece quel tocco di potenza in più. Il colore è più scarico del precedente, più antico, per certi versi meno limpido e più snello. Al naso è aromatico, ricco di sentori di erbe e frutta esotica. Al gusto è fresco, potente, fruttato, glicerinoso, grasso, con una chiusura quasi dolce che ricorda il caramello. Il blend è riuscitissimo, molto calibrato, con un alcol che viaggia alto, ma che stenta a farsi riconoscere. Credo sia un vino capace di durare un po’ di anni, nell’attesa si presta bene all’abbinamento con una bella zuppa di pesce di quelle molto saporite, magari un po’ piccante, magari non necessariamente estiva. Sito web non pervenuto…
Champagne Brut Rosè Premier Cru à Jouy-lès-Reims - Aubry
Chiudiamo in bellezza, ma qui parliamo di Champagne, Champagne rosè, quindi saliamo di qualche gradino più su…Francia settentrionale, regione Champagne-Ardenne (del resto non poteva essere altrimenti), Montagna di Reims: qui i due fratelli Pierre e Philippe Aubry hanno intrapreso un discorso orientato verso il rispetto delle tradizioni, l’originalità e la qualità. Questo Rosè Premier Cru è un blend di Chardonnay (60%), Pinot Meunier e Noir (25%)e vino rosso (15%) di una vecchia vigna di Meunier “Les Noues” a macerazione parziale. 26 mesi sui lieviti. Agli occhi si presenta con un bel colore rosso buccia di cipolla. Il naso è fresco, profumato, avvolgente con aromi che vanno dalla fragola ai piccoli frutti rossi. In bocca poi ti cattura, bello, vivo, vivace, croccante, con una finezza incredibile ed un’eleganza a go go. Bollicine setose che carezzano delicatamente il palato, per un bicchiere da tutto pasto. Un perlage vivissimo e sottile, piacevole ma non invadente, intrigante e vivo. Spero di rincontrarlo in futuro…Intanto qui c’è il sito. Alla prossima.
Postfazione
Caro Giacinto, prima di tutto benvenuto sul blog dell’Ais Napoli.
Però non te la puoi cavare così facilmente…devi assolutamente riportare fedelmente gli anedotti di Giovanni Ascione a beneficio dei lettori di questo blog e di quei “pochi fortunati ma ritardatari”. Detto questo voglio commentare il tuo ironico accenno al “troppoais”: ma quali sommeliers dell’Ais frequenti? Prova a partecipare alle attività delle delegazione dell’Ais Napoli magari avrai modo di rivedere le tue posizioni oltre a ritrovare anche il grande Giovanni. Ti aspettiamo! I figli di Mamma Ais sono tanti basta solo scegliere meglio…(T.L.)
Nella foto: Giovanni Ascione
Pubblicato da aisnapoli il 17 Lug 2008
Seconda tappa, secondo Report con Mauro Erro a far da cicerone nelle terre del Riesling…il “discorso” era iniziato qui. (T.L.)
Un manicomio! Si potrebbero semplicemente definire così gli effetti della legge del 1971, sulla cui inutilità c’è poco da obiettare, sulla suddivisione in zone della Germania.
Grosslage: grande raggruppamento di vigneti (Einzellage) che comprende non solo un gran numero di Einzellagen, ma anche più comuni ciascuno dei quali comprende un gran numero di Einzellagen. Cercate di tradurre e riportare tutto in etichetta, considerato che ogni Grosslage deve essere riportato come distretto (Bereich) e vedete che ne esce. Come dicevo: un manicomio! Se errare è umano e perseverare è diabolico, cambiamo discorso e dedichiamoci alle zone e al loro terroir, tratteggiandone linee sì sintetiche, ma quanto più verosimili possibili.
MOSEL-SAAR-RUWER
5 Bereiche, 19 Grosslagen, 523 Einzellagen, (i vigneti di questa zona sono situati in 192 comuni - Gemeinden - i cui nomi possono comparire in etichetta); Ettari vitati circa 13.000; Produzione media di 100 ettolitri su ettaro. La regione segue il corso del fiume Mosella da Coblenza fino al confine con la Francia a sud: include i vigneti dei due affluenti maggiori del tratto meridionale del fiume, il Saar e il Ruwer.La Mosella ha più anse e meandri di tutti i fiumi tedeschi e crea pendii con ogni tipo di esposizione; le valli hanno pareti molto ripide e i vigneti hanno le maggiori pendenze che si registrino in Europa. Il tratto alto della Mosella è caratterizzato da terreni di natura arenaria, calcare fossilifero e marna rossa. I terreni della Mittlemosel, della Saar e della Ruwer, invece, sono di ardesia (grigia, azzurra, blu, nera, ma a causa d’inclusioni di ossidi di ferro può anche presentare un colore rosso) la cui formazione risale al periodo devoniano – 400 milioni di anni fa ca. – a seguito della compattazione dei depositi marini stratificati che in seguito hanno subito fenomeni di elevazione e depressione, generando le “pareti” di ardesia entro le quali i fiumi hanno poi scavato i loro alvei, creando le ampie anse cui facevo riferimento pocanzi. I vigneti, sormontati da ricchi boschi che non solo forniscono un’ottima riserva idrica, ma li proteggono dai venti freddi della regione dell’Hunsrück, godono dell’effetto termico dell’ardesia che accumula calore di giorno e del riflesso dei raggi solari sul fiume. Nel tratto basso della Mosella l’ardesia diviene di natura argillosa e si accompagna a pietra grigia. Sabbia alluvionale e strati di ghiaia si trovano nei siti più bassi.
Da questa zona nascono vini di mineralità assoluta che si esprimono con straordinaria differenziazione secondo il terroir, spaziando per esempio dal punto di vista aromatico da toni più caldi, tropicali o di spezie a più freddi e minerali e d’agrumi. Se avrete il buon gusto e la pazienza di dimenticarli in cantina e attendere qualche decennio prima di berli avrete modo di trovarvi innanzi a uno spettro aromatico di tale ampiezza e varietà, che poche volte si ha occasione di conoscere. Per quanto ora vi possano apparire brutti, cacofonici e incomprensibili, tenete a mente questi nomi: Scharzhofberg, l’Abtsberg, il Karthauserhofberg, il Sonnenhur, il Prälat, il Doctor, il Würzgarten, l’Uhlen, il Domprobst. Definiscono i migliori vigneti, e quando avrete bevuto il vino abbracciato dalle etichette che recano questi nomi, il sentirli pronunciare in seguito da qualcuno sarà musica soave e ricordi emozionanti.
NAHE
1 Bereich, 7 Grosslagen, 328 Einzellagen, (i vigneti di questa zona sono situati in 80 comuni - Gemeinden - i cui nomi possono comparire in etichetta); Ettari vitati circa 4.600
Produzione media di 80 ettolitri su ettaro. La regione si estende tra il Rheinhessen e il Mittelrhein lungo il fiume Nahe che scorre, 40 km a sudest, parallelo alla Mosella. La combinazione di un microclima più soleggiato, influenzato dalla foresta di Soonwald a nordest, e dalle colline rocciose a est che trattengono il calore, unito a terreni di natura varia ha fatto scrivere dei riesling di questa regione che “hanno l’eleganza di un Reinghau, il corpo di un Rheinhessen e l’acidità di un Mosel”. I terreni variano da quarzite e ardesia nei tratti più bassi, porfido (roccia dura con un alto ph), melafiro (roccia dura) e pietra arenaria colorata nei tratti medi e più alti. Nel tratto medio, intorno alla città di Bad Kreuznach, è possibile trovare terreni d’argilla, pietra arenaria, löss ricco di humus. Produttori come Helmut Dönnhoff o Emrich-Schonleber possono rappresentare un sicuro e accogliente approdo.
RHEINGAU
1 Bereich, 10 Grosslagen, 118 Einzellagen, (i vigneti di questa zona sono situati in 28 comuni - Gemeinden - i cui nomi possono comparire in etichetta); Ettari vitati circa 3.300; Produzione media di 65 ettolitri su ettaro. È una regione compatta che si allunga per 36 km lungo la sponda settentrionale dei fiumi Reno e Meno tra Binden e Magonza (Mainz). Le viti sono protette dal freddo dall’effetto mitigante dei fiumi e dai Monti Taunus. Quarzite del Taunus e ardesia rosso-violacea (la phylittschiefer) nei siti più alti danno il miglior riesling: lussureggiante, succoso e con un frutto di pesca vellutato. Nei vigneti più bassi, invece, humus, löss, argilla e ghiaia sabbiosa danno vini più pieni e robusti. Vigneti come lo Schloss Johannisberg, il Berg Schlossberg, il Berg Rottland, il Berg Roseneck e il Gräfenberg di Kiedrich, così come produttori quali Breuer, Johannishof e Robert Weil sono nomi da tenere a mente. In attesa di postare le note di degustazione scritte da Claudio Tenuta e rimandarvi al terzo e ultimo atto di questa maratona riesling (previsto per oggi, 17 Luglio-Ndr- qui i vini che assaggeremo), dove finiremo la trattazione delle varie zone, ho un aneddoto da raccontare per chi ancora non avesse capito la grandezza di questo vino.
Qualche tempo fa, a Londra, alla presenza di professionisti del settore, sono state stappate un mitico Schloss Johannisberg sopraccitato (una tenuta che vanta oltre mille anni di storia) del 1820, un Rüdesheimer del 1857 e uno Steinwein della leggendaria annata 1540. Ebbene, quest’ultima, raccontano le cronache, dopo oltre quattrocento anni di vita era ancora perfettamente bevibile! Insomma, il tanto conclamato rapporto tra qualità e prezzo assume con i riesling tedeschi una chiarezza cristallina tanto quanto la loro stupefacente beltà.
Pubblicato da aisnapoli il 16 Lug 2008
ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS Delegazione di Napoli
Un ciclo di incontri conviviali dedicati all’approfondimento di tematiche legate al mondo del vino per arricchire le nostre conoscenze e coltivare le nostre passioni…
“Cena Gourmet & Blind Wine Tasting”
Ristorante Capo La Gala
Via Luigi Serio n.8, Vico Equense (Na)
Mercoledi 23 luglio ore 20, euro 90
Posti limitati. Info e Prenotazioni:3356790897
Ultimo appuntamento della sessione estiva delle Prove Tecniche di Simposio: dopo Ischia e la Costiera Amalfitana continua il nostro tour gourmand con la splendida Penisola Sorrentina… Sospesi tra il cielo e il mare saremo sulla terrazza dell’ Hotel Capo La Gala di Vico Equense a goderci le preparazioni gastronomiche di Danilo Di Vuolo, giovane e talentuoso chef che guida con piglio una brigata di cucina dinamica e frizzante; all’esperto Costanzo Cacace è affidata la direzione del puntuale servizio in sala. Assaggeremo un menu costruito ad hoc per i simposiarchi ispirandosi alla tradizione mediterranea più autentica attraverso il rispetto delle materie prime selezionate con perizia ed attenzione; una cucina valorizzata dalla grande ricercatezza nella mise en place che non scivola mai nella ricerca effimera dell’estetica fine a se stessa. I pregiati vini in abbinamento, selezionati da Fabrizio Erbaggio, Pino Savoia e Francesca Martusciello, verranno serviti, come da prassi, rigorosamente alla cieca per stimolare le nostre appassionate discussioni.
Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it
Pubblicato da aisnapoli il 16 Lug 2008
E’ rosa il colore della notte alla Fabbrica dei Sapori di Battipaglia: una manifestazione decisamente monocromatica animata dalla partecipazione di duemila visitatori coccolati dai vini di decine di produttori del Regno delle Due Sicilie e dalle proposte gastronomiche elaborate, a tambur battente, dalle tantissime chef presenti all’evento organizzato e promosso dalla Fabbrica dei Sapori in collaborazione con l’instancabile Luciano Pignataro . In contemporanea la diretta tv di Telecolore, canale 849 piattaforma Sky, con un talk show affollato da produttori, enologi e rappresentanti delle associazioni di settore che hanno parlato a fondo di tutte le sfumature del rosato. Una piacevole scoperta la degustazione guidata da Giovanni Ascione sulla filosofia francese con quattro chicche di grande fascino e personalità. Qui il comunicato stampa conclusivo di Novella Talamo mentre qui il reportage “che va” di Monica Piscitelli che ha saputo cogliere anche il lato fashion della serata all pink…
Pubblicato da aisnapoli il 16 Lug 2008
Per l’ultimo appuntamento -Giovedi 17 Luglio ore 20.30 all’Enoteca Divinoinvigna euro 30 info: 081.3722670 mail: divinoinvigna@libero.it- abbiamo pensato di provare ad approfondire le differenze organolettiche regalate ai Riesling dalle peculiarità dei terreni, dalle giaciture e dalle esposizioni dei vigneti più famosi della Mosella e per questo degusteremo solo Spätlese della stessa annata. Questi i vini:
- Ürziger Würzgarten Riesling Spatlese 2006, Merkelbach
- Eitelsbacher Karthäuserhofberg Riesling Spatlese 2006, Karthäuserhof
- Graacher Domprobst Riesling Spatlese 2006, Willi Schaefer
- Erdener Prälat Riesling Spatlese 2006, Weins Prüm
- Berncasteler Doctor Riesling Spatlese 2006, Wwe Dr. H. Thanisch
- Wehlener Sonnenuhr Riesling Spatlese 2006, Weins Prüm
Non mancheranno, naturalmente, le sorprese come da tradizione dell’Enolaboratorio…
Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
Foto:Ornella Erminio
Pubblicato da aisnapoli il 15 Lug 2008
Competenza, professionalità, stile, carisma ed eleganza. Queste le caratteristiche necessarie per diventare Charme Sommelier. E’ iniziato il countdown per le selezioni del concorso che premieranno un sommelier donna ed un sommelier uomo, che dovranno dimostrare di essere capaci di padroneggiare al meglio i linguaggi verbali e non solo: dalla gestualità al tono di voce, dall’abilità nel servizio al portamento, dalla descrizione dei vini ai consigli ai consumatori. Per i sommelier dell’Ais Campania l’appuntamento è per il 4 Settembre a Roma per le selezioni regionali, mentre la finalissima nazionale si terrà il 21 settembre a Rolle in provincia di Treviso.; nutrita la partecipazione dei sommeliers della Delegazione di Napoli con ben sette iscritti. (In bocca al lupo!) Comunque chi volesse ulteriormente rinfoltire la presenza napoletana al Concorso ha tempo fino al 25 Agosto per sottoscrivere e spedire il modulo di adesione. Per ogni ulteriore info: delegato@aisnapoli.it
Pubblicato da aisnapoli il 10 Lug 2008
(ANSA) - WASHINGTON, 7 LUG - Da oggi la parola prosecco e’ ufficialmente nel vocabolario americano con la nuova edizione del Merriam-Webster’s Collegiate Dictionary. Il nome italiano sotto la definizione di ’sparking Italian wine’ (’vino italiano con le bollicine’) entra ufficialmente in uno dei piu’ importanti vocabolari Usa. Prosecco e’ solo una delle cento parole importate da lingue differenti che il dizionario inserisce nella sua nuova edizione: tutti termini diventati di uso abituale con il passare degli anni.
Pubblicato da aisnapoli il 08 Lug 2008
Primo connubio tra musica, vini e cucina mediterranea all’ombra di Villa Rufolo.
Sull’incantevole terrazza del Ristorante Garden, affacciata sul mare della Costiera amalfitana, potrete trascorrere momenti indimenticabili, in cui i sapori delle nostre terre, in abbinamento ai vini selezionati dalle migliori cantine, saranno gustati assieme ad un ricercato percorso musicale.
Il primo appuntamento è lunedì 14 luglio 2008 alle ore 21.00
Protagonista tra i fornelli sarà lo chef del Garden che proporrà il suo menù in abbinamento ai vini della Masseria Felicia con la collaborazione dell’Ais Campania. Ospite della serata del 14 p.v., a grande richiesta, la sassofonista e compositrice salernitana Carla Marciano che, con la preziosa collaborazione dei conterranei Alessandro La Corte al pianoforte, Aldo Vigorito al contrabbasso e Gaetano Fasano alla batteria, sta riscuotendo i consensi della critica ed il successo del pubblico nell’ambito di numerosi jazz festival in Italia e dintorni. Il progetto musicale di Carla Marciano si snoda attraverso composizioni dal tratto originale che si arricchiscono di slanci passionali ed istintivi, con un ritmo impetuoso ed irruente frammisto ad atmosfere spirituali ed a momenti di meditazione e riflessione. Si passa dai brani modali, il giusto terreno per esprimere una libertà di fraseggio fino alle ballads, morbide e seducenti.
Queste le prossime date: 18 Agosto, 3 e 26 Settembre.Scarica qui il Programma Garden Live Jazz
Per la prenotazione o per richiedere ulteriori informazioni contattare:
Ristorante Garden: via G. Boccaccio 4, 84010 Ravello (SA), www.gardenravello.com – tel +39 089857226.
Pubblicato da aisnapoli il 08 Lug 2008
Di Sergio Romano
L’area del Lacryma Christi ha una dimensione pittoresca, caratterizzata dai toni verdi tipici della macchia mediterranea con i pini e la ginestra, dalla presenza del lapillo vesuviano fino all’azzurro intenso del mare. In questa cornice domina la selvaggia bellezza del Vesuvio, cratere attivo di antichissime origini, da sempre conosciuto per i sapori e gli aromi dei vini come testimoniano anche le pitture dell’Arario negli scavi di Pompei. Il comparto attraversa una fase caratterizzata da una progressiva riduzione delle superficie e da un contestuale calo della produzione. Tre sono sostanzialmente gli elementi caratterizzanti la viticoltura vesuviana: la parcellizzazione della proprietà fondiaria, la conseguente ridotta superficie agricola utile e l’aumento della densità demografica che determina una forte urbanizzazione dell’intero territorio vesuviano. Il tutto porta non più a coltivare un vigneto specializzato con varietà autoctone, ma, alla coltura promiscua consociata a frutta (albicocco, Kaki, nocciolo, mele) ed ortaggi (pomodoro, piselli, fave ecc.).
Nei Comuni che fanno parte dell’area vesuviana si contano 400 ettari a vigneto iscritti all’albo dei vigneti doc della Provincia di Napoli ripartiti in due zone: quella comprendente l’Alto Colle Vesuviano oltre i 200 m slm, caratterizzata da terreni più meno in pendio e l’altro Versante sud-orientale del Vesuvio, i cui terreni sono da ritenersi maggiormente favoriti e più idonei perché, oltre ad essere di formazione più recente ed in generale più fertili, sono anche meglio esposti, più soleggiati e rivolti verso il mare.
La flessione ha riguardato la superficie vitata delle microaziende, si registra però un potenziamento di quelle aziende viticole più orientate al mercato le quali acquistano ed accorpano superfici e razionalizzano le tecniche colturali e sono interessate a fare investimenti in vigna e in cantina ; si stanno diffondendo sempre più imprese orientate verso la produzione dei vini di qualità, con un marchio aziendale che ne attesti la provenienza, la tipicità e la base varietale.
In merito alle tecniche di ammodernamento del settore, molto è stato fatto in campo e.in cantina
In primo luogo si sta modificando la forma di allevamento che è di indubbia importanza in viticoltura, non solo per i riflessi fisiologici sulla pianta ma anche per gli aspetti gestionali, potendo consentire la meccanizzazione di potatura e raccolta. Infatti si sta abbandonando il sistema classico tradizionale a tendone o raggiera verso la spalliera (guyot o cordone speronato) che è considerata una forma di allevamento razionale e capace di fornire un prodotto di qualità.
La gestione del suolo con interventi di concimazione e di lavorazione viene effettuata con attenzione perché assolve al compito di mantenere le piante in equilibrio, oppure gli interventi di potatura verde che svolgono la funzione di equilibrio tra la vegetazione e la produzione allo scopo di raggiungere un elevato grado zuccherino e un migliore accumulo di antociani e tannini. Continue Reading »
Pubblicato da aisnapoli il 06 Lug 2008
C’è adeguata contrapposizione tra le morbidezze (zuccheri, alcoli e polialcoli) e le durezze (acidi, tannini e sostanze minerali) oppure premi play…
Pubblicato da aisnapoli il 05 Lug 2008
”Copio ed incollo” per il nostro etilico Zibaldone un’interessante riflessione enoica…(T.L)
Di Monica Piscitelli
Lo chiamerei “il piacere di essere cieca”, se non fosse irriguardoso per chi vive al buio. “The pleasure to be blind” è forse meno crudo. Ma è così. Ci ho riflettuto in questi giorni di lavori a Paestum presso il Savoy Beach, che anche quest’anno mi hanno vista parte di quell’armata professionale e scanzonata insieme di degustatori che il giornalista Luciano PIgnataro, neo Premio Veronelli, ha selezionato per la conduzione delle due sessioni di lavori di selezioni dei vini candidati alle finali dell’edizione 2009 della Guida dei Vini Buoni d’Italia del TCI.
Molto lavoro e molta gioia.
Cosa può volere di più un amante del vino, un professionista della cronaca enoica, un sommelier, un degustatore: il ben di Dio della produzione vitivinicola del Sud Italia, una parte di essa, per l’esattezza, quella di Basilicata, Campania e Calabria, servita in batterie da sei, per tre, quattro giorni di lavori?
E soprattutto: rigorosamente coperte!
Perfette le condizioni operative garantite dal sempre eccellente lavoro organizzativo di Diodato Buonora, delegato dell’Amira di Paestum e dei suoi collaboratori: una sala luminosa, una giusta temperatura, un servizio alla giusta velocità che consente di degustare con calma, di discutere, di provare e riprovare fino a che non si è giunti ad un responso. Un gruppo fantastico di professionisti. Alcune preliminari raccomandazioni e indicazioni di Luciano Pignataro, che continuamente verifica l’andamento delle degustazioni e il gradimento dei campioni presso le commissioni. Assaggia, analizza, commenta e annota.
A noi solo il compito-piacere di sentir parlare i vini con orecchie, naso, bocca e stomaco.
Un’ubriacatura di eccellenza che merita una scrupolosa attenzione e analisi e l’assoluta imparzialità. E’ questa, pensavo, la parte più bella, più inebriante: coperte queste bottiglie sono tutte figlie solo di Dioniso e di Demetra. Di nessun altro.
Non so immaginare come ci si possa, viceversa, privare del piacere di spogliarle poco a poco, di scoprirne le potenzialità, le modalità di espressione, il futuro.
Senza avere la minima idea, fino alla fine, di chi possa esserne la loro mano creativa, ci si sente (questa la sensazione) liberi di spingere “a manetta” i sensi, di godersi fino in fondo il piacere della degustazione. Una sfida contro se stessi, mediata solo dagli esiti delle sfide che, a loro volta, conducono i nostri compagni di lavoro. Ma quello, l’accordo, (è quasi matematico, ormai l’ho verificato.) c’è sempre.
Se un vino è eccellente, se risponde a determinati parametri, non si sbaglia mai. Diciamo quasi. Per scaramanzia.
Non credo che mai lo verifichero’ , eppure posso immaginare che il piacere di un blind tasting di questo genere possa essere paragonabile a quello che provano molti nel lanciarsi bendati nel vuoto da un ponte con una molla ai piedi. Del resto: non è bendato Amore? E non lo è Fortuna?
A conclusione della degustazione, poi, la verifica, la rivelazione della identità delle bottiglie. Conferme, molte. Piacevoli scoperte. Ma, soprattutto: tanta soddisfazione.
Sette commissioni, 21 degustatori, 900 etichette, tre giorni di selezioni più uno per la semifinale: sono i numeri della guida curata da Mario Busso e Luigi Cremona. Quest’anno la selezione è stata più crudele per la Campania: delle 58 bottiglie che avevano superato la soglia degli 85/100 una seconda degustazione svoltasi mercoledì 2 luglio ne ha confermate in finale 24. Si batteranno per avere la corona alla finale del Centro-sud di Caserta. Leggi tutto sul sito del giornalista Luciano Pignataro (qui).
Fonte:Campania che vai
Pubblicato da aisnapoli il 04 Lug 2008
Grande affluenza di pubblico alla Città della Scienza di Napoli per la degustazione dedicata ai vini rosati dal Gambero Rosso. Puntuale e professionale il servizio ai banchi d’assaggio a cura dei sommeliers dell’Ais Napoli. Per la prima volta, il pubblico ha potuto partecipare alla votazione per scegliere il miglior rosato dell’anno, the winner is Carpené Malvolti Rosé Long Cuvée Brut. (T.L.)
Pubblicato da aisnapoli il 04 Lug 2008
ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI
“I Tesori Campani”, Ristorante Mascagni, Via Mascagni nn.42-48
Mercoledì 16 Luglio h. 20.30 Euro 15,00
Prenotazione obbligatoria: 081.5602900
Pizza e Mozzarella di Bufala, sono le protagoniste della cena estiva del 16 Luglio alla Pizzeria Mascagni. Una serata dedicata ai tesori della gastronomia campana con le città di Napoli e Caserta che si affronteranno, una contro l’altra in una sfida all’ultimo colpo di forchetta…Per i vini ci sarà l’Asprinio de “I Borboni” a difendere i colori della Terra di Lavoro mentre la posillipina Uva Rosa di Salvatore Varriale porterà il vessillo dell’ orgoglio partenopeo. Saranno presenti alla serata l’enologo Maurizio De Simone assieme ai proprietari delle aziende vinicole partecipanti. Ecco il menu: Fantasia di Mozzarella di Bufala del Caseificio dell’Artista in abbinamento ai vini de i Borboni il Vite Maritata ed il Millesimato 2005 Extra Brut; poi Poker di Pizza in Quattro gusti in compagnia dell’Uva Rosa di Salvatore Varriale; per finire crostata di frutta.
Qui la locandina-cena-tesori-campani.doc
Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it
Pubblicato da aisnapoli il 04 Lug 2008
Minervino Murge (Bari) - E’ l’anno del Negroamaro, ma anche quello del Rosato. Lo dicono i riconoscimenti che sta meritando il vitigno più reciproco del Salento, ma anche il verdetto di “Radici” l’appena concluso festival dei vitigni autoctoni. Il vincitore assoluto è il Metiusco 2007 (significa “io mi ubriaco” in greco) della casa vinicola Palamà di Cutrofiano (Lecce). E’ questo il vino , da vite allevata ad alberello, ad aver messo d’accordo le due giurie tecnica (presidente Franco Ziliani ) e degli appassionati (presidente Peppino Colamonaco). Sei in tutto le categorie: Rosati (primo premio al Vigna Flaminio 2007 di Agricole Vallone ), Nero di Troia (ex equo fra il Phatos di Antiche Aziende Canosine e Rinzacco 2005 del Conte Spagnoletti Zeuli ), Negroamaro (il Duca d’Aragona 2001 di Candido), Primitivo (ex equo Masseria Ludovico 2006 e il Dunico 2005 di Masseria Pepe), Aglianico del Vulture (Vetusto 2004 del Consorzio Viticoltori Associati del Vulture) e la nuova sezione dedicata ai vini dolci (Primitivo di Manduria dolce naturale 2006 di Attanasio). Insieme agli altri premiati (secondi posti e gran menzioni) avranno la possibilità di partecipare ad eventi fuori regione in autunno ( a Milano al Palazzo Affari ai Giureconsulti e a Roma). “Riscoprite la tipicità dei vostri vitigni” ha esortato Ziliani complimentandosi per l’alto livello ormai raggiunto dalle produzioni vitivinicole pugliesi. “Meno barrique” ha esortato Luciano Pignataro (de Il Mattino) anch’egli nella giuria tecnica con Carlo Macchi (Winesurf) che ha ammonito “cerchiamo soprattutto sui rossi di puntare su vini meno marmellatosi”. Un parco giurati vario e di alto livello con degustatori come Giampaolo Gravina (Guida Vini d’Italia de l’Espresso ), Vito Intini ( Onav Lombardia), Ian D’agata (Accademia del vino Roma), Teodosio Buongiorno (selezionatore vini pugliesi per Gambero Rosso), Luciano Lombardi (vigna del mar), Enzo Scivetti e Paolo Costantini (relatori), per citarne alcuni. Radici è giunto alla terza edizione, è organizzato da Nicola Campanile per Propapilla, coadiuvato fra gli altri da Pasquale Porcelli. E’ la manifestazione che rimette in competizione i vini di Puglia e Basilicata, come ha ricordato durante il dibattito, il giornalista Roberto Depetro.