Archivio di: Agosto 2008

Sardegna: non solo Briatore…

Pubblicato da aisnapoli il 29 Ago 2008

Con questo post inauguriamo una nuova rubrica sul nostro blog dedicata ai vini ad ai territori che abbiamo incontrato durante le nostre vacanze…Buon Viaggio!
Di Tommaso Luongo

Sardinia… una terra sferzata dalle raffiche violente del mistral, il vento più amato dal popolo dei surfisti ma un pò meno dagli altri frequentatori delle splendide spiagge sarde, soprattutto quando si esibisce in tutta la sua esuberante possenza sradicando senza pietà gli ombrelloni che erano stati faticosamente trivellati tra le dune di sabbia. La Gallura è da vent’anni l’immancabile appuntamento delle mie vacanze estive ed ormai, dopo aver saccheggiato svariate enoteche e cantine attentando al patrimonio familiare, posso affermare di aver approfondito con sufficiente ampiezza il lato etilico di un’isola da un pò di tempo identificata purtroppo negli eccessi “vippaioli” del Billionaire, che guadagnano con il loro sfarzo strombazzato le prime pagine degli ameni rotocalchi estivi e non solo…(leggi qui) Lo stile “cafonal chic” del Flavio e dei suoi sbiaditi epigoni non deve infatti far dimenticare la ricchezza di un’isola che ha saputo conservare tradizioni antiche e pregiati giacimenti gastronomici. Dal nostro punto di vista (tranquilli, è sempre un blog che parla di vino…) la Sardegna per ricchezza varietale e livello qualitativo è oggi assai vicina a regioni di più consolidata tradizione vitivinicola, grazie ai molteplici terroirs di straordinaria varietà geologica che assieme alla variabilità pedoclimatica esaltano magnificamente il ricco patrimonio ampelografico. Non è un caso che i terreni di disfacimento granitico della Gallura, dominati dal fresco e secco maestrale, siano diventati il regno del Vermentino, e gli scisti ed i venti del quadrante orientale abbiano fatto dell’Ogliastra la madre del Cannonau, così come le sabbie dell’isola di Sant’Antioco nel Sulcis hanno valorizzato come in nessun’altra parte del mondo il Carignano e la bassa Valle del Tirso ha saputo custodire gelosamente da secoli la flor, misteriosa genitrice della Vernaccia di Oristano, tanto per fare qualche esempio… L’elenco potrebbe continuare ancora per molto ma preferisco fermarmi qui. Un’isola che merita di essere vissuta a 360 gradi, godendosi sia le mille trasparenze del suo mare che la natura incontaminata delle sue più intime zone interne: quelle che scopri solo se ti metti in macchina in compagnia del TomTom dribblando gli agriturismi (poco agri e molto turismi!) dal porceddu facile made in Denmark, ed i paesi-non-paesi, modello Disneyland, della patinata Costa Smeralda… poi, d’improvviso, curva dopo curva, stazzu dopo stazzu, ti ritrovi a tu per tu con l’anima più rude e selvaggia e certamente più autentica della Sardegna, quella che percepisci immediatamente quando metti piede in questa terra e vieni avvolto dai mille profumi della macchia mediterranea arsa dal solleone, ed in un attimo ti senti lontano mille anni luce dalle paillettes di Briatore e della sua corte dei miracoli.
E’ inutile dirvi che in tanti anni di frequentazione etilica della Sardegna tanti sono stati i coup de coeur: dagli arcinoti figli del grande Giacomo Tachis, Turriga & Terre Brune, l’orgoglio dell’enologia sarda, ai vermentini dall’insuperabile rapporto qualità-prezzo come Canayli e Funtanaliras o i fuoriclasse come Capichera, Genesi e Arakena, e ancora la mitica Vernaccia Antico Gregori di Còntini, da pronunciare rigorosamente con l’accento sulla “o”, oppure Josto Miglior il Cannonau di Jerzu. L’elenco anche qui potrebbe essere sterminato ma scelgo di auto-limitarmi ai “vini del cuore” (copyright L.Pignataro) di quest’estate 2008…
Karenzia è un Vermentino Superiore di nome e di fatto…E’ il frutto sapiente delle vigne storiche del Giogantinu con ben quattordici gradi, una vis alcolica che a prima vista potrebbe mettere un pò di soggezione, ma che quando si versa nel bicchiere si offre con un giallo paglia di intensa luminosità e di splendida compattezza, che subito fanno dimenticare l’importante titolo alcolometrico. La macchia mediterranea intrisa di rosmarino e mirto definisce fin dalla prima olfazione i contorni di un naso articolato e complesso; molto espansivo nei profumi, rilascia gradualmente altri forti indizi di appartenenza al terroir gallurese con continui soffi di mineralità salmastra ad arricchire il bagaglio aromatico che si lascia respirare con gratificante soddisfazione… In seconda olfazione sono i riconoscimenti di frutta a polpa bianca e gialla in piena maturazione a dominare la scena. In bocca si diffonde senza incertezze sul palato grazie ad un ingresso possente e disinvolto con la rotondità della glicerina e lo spessore della ricchezza d’estratti, ben sostenute dalla sapidità che con il passare dei secondi si tinge di suggestioni saline amplificate da calde e possenti sferzate alcoliche. Nell’allungo finale in evidenza gli spunti di frutta esotica avvolti da note mellite. A tavola si sposa con l’aragosta di Castelsardo, per un matrimonio di territorio dove trionfano sia l’amore che la convenienza, a “sorpresa” si trova a suo agio anche su succulenti salsicce pepate cucinate alla brace. Un bianco “bidimensionale” nell’abbinamento che conferma quanto sia semplicistica la trita e ritrita e forse un pò troppo manichea equazione dei bianchi sul pesce e delle carni con i rossi. Provare per credere!
kanai-sardus-pater.jpgSarà stato il felice abbinamento con delle costate a cardìga (alla griglia) di bovino di Calangianus, ma per il Kanai, Carignano del Sulcis riserva 2003 della Sardus Pater, è stato un trionfo per come si lasciava bere in assoluta scioltezza, incuriosito ho voluto riprovarlo a distanza di qualche giorno stavolta in formato magnum e con “su sirbone” alias il cinghiale, la classica selvaggina da pelo della Sardegna, cotto in umido con olive nere…altro convincente successo.Un vino di grande temperamento che il rovente millesimo non è riuscito ad esasperare, conservando intatta la solare e calda anima mediterranea senza sbavature ed eccessi, il marker inconfondibile che si accompagna al Carignano quando viene allevato nelle zone più vocate: dal Languedoc-Roussillon francese ed alla Catalogna iberica fino alla Tunisia passando per l’estremo lembo di Sud-Ovest della Sardegna, il Sulcis, e trovando nell’isola di Sant’Antioco un’enclave in cui vigne ultrasecolari ad alberello regalano il loro frutto migliore crescendo ad un passo dal mare e su piede franco, non avendo mai conosciuto, beate loro, la fillossera grazie alla granulometria di un terreno composto da sabbia bianca minutissima, talmente fine da rendere difficile la costruzione delle gallerie sotterranee con le quali il famigerato afide ama spostarsi da un ceppo all’altro. Nel bicchiere conquista per la sontuosità della beva, ma ancor di più per la capacità di ravvivarsi ad ogni sorso, senza stancare il palato nonostante la sua esuberante e ricca materia. Si concede al naso con generosità grazie ad una incalzante successione di viola passa e di confettura di prugna ancora turgida e vitale, poi sprigiona ciliegie sotto spirito, note speziate di cannella e vaniglia ed in ultimo di una ventata di cuoio e cioccolato. Una trama olfattiva assai intricata dove tutti i profumi, avvolti gli uni agli altri, sono immersi in un elegante fondo balsamico. Potente e caldo appena trova la bocca, svela il suo ampio corpo definito da un tannino dal passo felpato che accarezza con discrezione le papille gustative. Nel lungo finale una marcata sapidità tempera la dolcezza dei rimandi fruttati che affiorano in retrolfazione. Un’ulteriore conferma di come il Carignano appartenga, senza ombra di dubbio, al ristretto novero dei grandi vitigni a bacca rossa del Mediterraneo.

Gli esami non finiscono mai…

Pubblicato da aisnapoli il 29 Ago 2008

Di Angelo Di Costanzo

Ci siamo, riparte la stagione dei concorsi Ais destinati ai sommelier professionisti e non, si comincia subito, l’8 settembre quando verrà proclamato a Crocetta del Montello, il “giovane sommelier che si è particolarmente distinto per spirito di iniziativa e originalità nella propria attività” a cui verrà assegnato il premio Ais-Villa Sandi “Innovazione nella Professione”.
Il prossimo 21 Settembre a Rolle di Cison di Valmarino, sempre in terra trevigiana andrà in scena la 2a edizione di Charme Sommelier (le selezioni a Roma il 4 settembre, il 14 a Palermo, il 19 a Milano) per decretare coloro che con competenza, professionalità, stile, carisma ed eleganza fanno del Sommelier una figura di altissimo prestigio. Sarà poi la volta del più ambito Trofeo Berlucchi per il Miglior Sommelier d’Italia 2008 (le selezioni a Milano, Roma e Napoli il 15 Settembre) che andrà in scena il 18 Ottobre a Catania durante il prossimo congresso nazionale Ais. Seguiranno poi il “Master sul Sangiovese” (data ancora da da definire), concorso tenuto ogni anno dall’Ais Romagna per i sommeliers “connosseurs” di questo antico vitigno italiano ed il “Master sul Nebbiolo” (data da definire) in scena in ogni anno in Piemonte di sovente durante la manifestazione Vinum di Alba, aperto a coloro che vogliono cimentarsi con il mondo di questo nobile ed austero vitigno. Ci sono poi i prestigiosi concorsi internazionali “Miglior Sommelier d’Europa” e “Miglior Sommelier del Mondo” che però andranno in scena durante il prossimo 2009.Come vedete il calendario eventi è ampio ed articolato, l’Associazione Italiana Sommeliers è sempre più attiva nel valorizzare le risorse professionali impegnate nel nostro meraviglioso mondo del vino, ed io mi sento di invitarvi tutti a non lasciare cadere queste opportunità senza aver almeno provato ad afferrarle. E’ vero l’impegno richiesto è notevole, spesso oneroso, ci vuole dedizione, studio e ricerca approfondita; Alcuni di questi concorsi richiedono anni di severo impegno e conoscenze profonde ed articolate, ma il patrimonio che acquisirete durante questi percorsi formativi vi rimarrà impresso come un tatuaggio. Girare l’Italia in lungo ed in largo alla ricerca di questo o quel confronto professionale non può che arricchire il vostro patrimonio di conoscenze di luoghi, persone, vini. Già questo vale il viaggio! Non importa quale traguardo abbiate raggiunto, è solo un nuovo inizio.

In Bocca al lupo a tutti! (T.L.)

Trofeo Guido Berlucchi 2008

Pubblicato da aisnapoli il 28 Ago 2008

Cara Amica, caro Amico Sommelier,ritorna un appuntamento ormai tradizionale: l’edizione 2008 del Concorso Miglior Sommelier d’Italia, al cui fortunato vincitore verrà assegnato anche il:

TROFEO GUIDO BERLUCCHI 2008

accompagnato da un concreto e sostanzioso premio, previsto anche per gli altri due finalisti. Ricordi certo le considerazioni più volte espresse sugli obiettivi che la nostra Associazione e Berlucchi condividono e perseguono: diffondere ed ampliare la cultura e le conoscenze di enologia, migliorando le capacità di chi si dedica professionalmente all’attività di sommelier, perché possa diventare il tramite – sempre più autorevole – tra il mondo della produzione e gli amanti del buon bere.Certo non è facile vincere il Concorso, perché sono necessari volontà, studio e approfondimento di conoscenze e nozioni inerenti la realtà che appassiona ogni sommelier professionista e che lo vede impegnato quotidianamente. La vittoria del titolo merita, però, un adeguato impegno, perché rappresenta un’affermazione prestigiosa, sarà utile e qualificante per la tua futura carriera, è una conferma di autorevolezza ed autostima oltre ad offrire grande visibilità in patria e nel mondo. Ti invitiamo perciò a presentare la tua candidatura: decidi oggi stesso ed inizia già da ora la preparazione alle prove di selezione, previste a Milano, Roma e Napoli ( Hotel Oriente - Via Diaz - Napoli ) lunedì 15 settembre. Partecipare, quest’anno, è ancora più facile, perché è previsto un rimborso forfettario degli oneri di presenza ed il rimborso delle spese di viaggio eventualmente sostenute. Ci auguriamo di poter consegnare nelle tue mani il Trofeo Guido Berlucchi durante il 42° Congresso Nazionale AIS a Catania, sabato 18 ottobre.
In bocca al lupo!

Terenzio Medri
Presidente A.I.S.

Cristiana Ziliani
Responsabile Comunicazione Berlucchi

Per info :

A.I.S. Sede Centrale
Viale Monza 9
20125 Milano

Tel. 02 2846237
Fax 02 26112328

E-mail:
ais@sommeliersonline.it
Scarica qui il Regolamento

Nella foto Nicoletta Gargiulo, Miglior Sommelier in carica

Addio Doc e Docg…arrivano le Igp e le Dop!

Pubblicato da aisnapoli il 27 Ago 2008

Di Marina Alaimo


E’ questo il triste annuncio appreso oggi al TG1 ovvero la comunità europea ha stabilito che dal 1 agosto 2009 le denominazioni doc e docg spariranno e saranno sostituite da igp e dop.C’è quindi grande preoccupazione dei produttori di vino che temono un forte impatto sulle vendite ma sopratutto temono il rischio della non riconoscibilità della qualità. In questo modo i vini da tavola avranno la stessa denominazione di quelli di gran pregio creando notevole confusione tra i consumatori.Lo scopo è quello di ottenere un semplificazione nella consultazione della lista dei prodottiprotetti,ma sappiamo bene che tutto ciò avrà certamente l’effetto contrario. Invito qualche produttore ad esprimere il suo pensiero in merito e a spiegare meglio la questione che in questi termini è sicuramente poco chiara…

Per chi vuole approfondire in questo documento è contenuto il De profundis per le nostre Docg e Doc: Dalle attuali 470 tra Docg, Doc e Igt ad appena 182 tra Dop e Igp!(T.L.)

Fiano Music Festival 2008 - Aiello del Sabato(Av)

Pubblicato da aisnapoli il 27 Ago 2008

Fianomusicfestival edizione 2008: due giorni di intensi sapori e di musiche travolgenti. Una kermesse enogastronomica e musicale dedicata al principe bianco d’Irpinia con seminari e degustazioni promossa dall’amministrazione comunale di Aiello del Sabato. Scarica qui la brochure_fianomusicfestival.pdf di Sabato 30 e Domenica 31.

Questi i nostri “Consigli per gli acquisti”….Sabato 30 Agosto

Ore 20.00
Seminario / Degustazione “Fiano & Sun”
La torrida vendemmia 2003 nelle fresche colline Irpine

Relatori:
Giovanni Ascione – Relatore AIS
Raffaele Del Franco - Consulente Agenzia AGER
Info & Prenotazione Raffaele Del Franco 349 2675984

Ore 21:30

Seminario/Degustazione Le vie dello Champagne incontrano l’Irpinia

in compagnia di Claudia Nicoli - Ambasciatrice Italiana dello Champagne

                                            Info & Prenotazione 340 31 91 240

Domenica 31 Agosto

Ore 20.00
Seminario / Degustazione
“2004, annata a 5 stelle”
Il Fiano di Avellino nell’anno della consacrazione del Taurasi

Relatori:
Paolo De Cristofaro – Giornalista - Gambero Rosso
Raffaele Del Franco - Consulente Agenzia AGER
Info & Prenotazione Raffaele Del Franco 349 2675984

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Terza edizione di Malazè, Campi Flegrei 5-14 Settembre

Pubblicato da aisnapoli il 27 Ago 2008

Festa dell’enogastronomia dei Campi Flegrei

malaze.jpgDa venerdì 5 a domenica 14 settembre tutto il territorio flegreo in tavola con vino e piatti tipici. Previste mostre, tours, convegni, laboratori del gusto, laboratori didattici per bambini, mostra - mercato di prodotti tipici campani.Coinvolti ristoranti, cantine, agriturismi, produttori, associazioni. Da venerdì 5 a domenica 14 settembre si svolgerà “Malazè - Il cratere del gusto” la festa dell’enogastronomia nei Campi Flegrei. La manifestazione organizzata dall’associazione “Campi Flegrei a tavola” in collaborazione con l’associazione “Le strade del vino - Campi Flegrei” si propone di utilizzare l’enogastronomia tipica locale come veicolo per richiamare visitatori nei Campi Flegrei e valorizzare il settore della gastronomia, della pesca e dei vini che affondano le loro radici nella storia del territorio. I Campi Flegrei - zona a nord di Napoli (con i comuni di Pozzuoli, Quarto, Bacoli e Monte di Procida) - fin dall’antichità sono stati annoverati come luoghi ameni dove l’enogastronomia è sempre un’eccellenza. I Campi Flegrei sono al centro di una trasformazione, che vede l’enogastronomia e le risorse archeologiche e ambientali, quale possibili strumenti di sviluppo.”Malazè” coinvolge decine di ristoranti e cantine di produttori di vino. I ristoratori proporranno menù degustazioni con piatti tipici della zona e degustazioni in cantine dei vini d.o.c. locali: “Falanghina” e “Per e’ palummo - Piedirosso”.
Segnaliamo all’ interno del ricco programma della terza edizione di Malazè Giovedi 11 settembre ore 20.30″La Cena in Vigna”Prenotazioni allo 0813031039: incontro con la bellissima realtà rurale flegrea de l’AZIENDA AGRICOLA LA SIBILLA (Via Ottaviano Augusto 19, Bacoli). Nello scenario incantevole della vigna Cruna DeLago dalle ore 19,30 Luigi e Restituta saranno ben lieti di accompagnare gli ospiti nella visita alle vigne dove nascono i prelibati nettari di Falanghina e Piedirosso dei Campi Flegrei, successivamente sotto il pergolato contornato dalle viti in piena maturazione per la vendemmia prossima a venire.
Lilly Avallone preparerà una cena ad hoc ricchissima con tutti i prodotti tradizionali flegrei (tra cui non mancheranno le Cicerchie dei Pozzolani, il Pesce azzurro, Melenzane, O’ Muzzariello ecc…), accostati ai prelibati vini dell’azienda La Sibilla. Un momento conviviale, durante il quale vogliamo comunicarVi il territorio flegreo nel suo splendore, laboratorio gustoso, una esperienza da non perdere. Programma dalle ore 19,30 tour nel vigneto Cruna DeLago con Luigi Di Meo ore 20,00 Presentazione del progetto Malazè a cura di Rosario Matteraore 20,30 Cena in vigna a cura de L’Arcante Enoteca I vini saranno raccontati agli ospiti da Luigi Di Meo, viticoltore e titolare dell’azienda La Sibilla ed Angelo Di Costanzo, Primo Sommelier della Campania 2008. L’Azienda La Sibilla è in Via Ottaviano Augusto,19 Bacoli Costo per persona €30.
E’ necessaria la prenotazione, posti limitati.L’Arcante Enoteca tel. 081.3031039

La manifestazione è patrocinata dalla Regione Campania, dalla Provincia di Napoli, dai Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, dall’Azienda di Cura Soggiorno e Turismo di Pozzuoli, dall’Ente Provinciale per il Turismo e Parco Regionale dei Campi Flegrei.

Per informazioni:
Rosario Mattera
333.6008302
info@campiflegreiatavola.it
www.malaze.it

LO CHARME E’ SERVITO

Pubblicato da aisnapoli il 27 Ago 2008

A SETTEMBRE LA PRIMA EDIZIONE NAZIONALE DI CHARME SOMMELIER. QUALIFICAZIONI A ROMA, PALERMO E MILANO E FINALISSIMA PRESSO IL RELAIS DUCA DI DOLLE DI BISOL. Oltre 100 sommelier si sfidano a colpi di tecnica di servizio, conoscenza dei vini e fascino.

“Durante un pranzo o una cena il momento della scelta del vino è sicuramente quello in cui si concentra l’attenzione dei commensali: lo charme del sommelier può rendere unico questo evento”. Così Gianluca Bisol, Direttore Generale dell’Azienda Bisol spiega la nascita dell’originale concorso Charme Sommelier che, dopo la prima edizione veneta, da quest’anno diventa nazionale. Un concorso ufficiale dell’AIS, sostenuto dalle otto famiglie del vino di Grandi Vini Group: Bisol, Carpineto, Umberto Cesari, Chiarlo, Garofoli, Mantellassi, Pighin e Tommasi.Charme Sommelier premierà quei sommelier capaci di distinguersi per competenza, professionalità, stile, carisma, eleganza … in una parola, per charme. La prima Selezione sarà a Roma il 4 settembre presso l’Hotel Cavalieri Hilton; quindi sarà la volta di Palermo (14 settembre - Grand Hotel et Des Palmes) e di Milano (19 settembre - The Westin Palace). Dalle tre tappe del Concorso usciranno i 20 sommelier che parteciperanno il 21 settembre 2008 alla finalissima presso il Relais Duca di Dolle nel cuore delle colline del Prosecco. I candidati verranno selezionati, durante delle vere e proprie cene evento, da una giuria di esperti, presieduta dal Presidente AIS Terenzio Medri e da Gianluca Bisol. Un premio speciale verrà anche assegnato durante la finalissima da una commissione composta da grandi firme del giornalismo di settore. Ma un ruolo importante lo giocherà anche il pubblico Le cene evento sono aperte al pubblico (posti limitati e su prenotazione), che potrà, così, esprimere il proprio giudizio sui Sommelier in gara, partecipando in prima persona ad uno degli eventi più originali ed attesi del Made in Italy del vino. Il Relais Duca di Dolle situato Rolle di Cison di Valmarino (TV), di proprietà della Famiglia Bisol, ospiterà il 21 settembre i 20 sommelier finalisti in una sfida tutta giocata su tecnica di servizio, competenza e fascino. La speciale giuria avrà modo di valutare i candidati nel corso di una cena preparata dalla nota chef Paola Budel, che interpreterà i prodotti della linea gastronomica veneziana Jada. I 20 finalisti riceveranno in premio la spilla in argento con diamante Charme Sommelier, pregiati vini, la possibilità di frequentare la Scuola di Formazione per Charme Sommelier e di partecipare alle più prestigiose fiere del vino e ad eventi internazionali in qualità di Charme Sommelier di Grandi Vini. I sommelier donna ed uomo vincitori della finalissima verranno premiati con la preziosa spilla in oro con diamante Charme Sommelier e si aggiudicheranno un viaggio di approfondimento a Londra: nella capitale del consumo del vino, gli Charme Sommelier incontreranno i rappresentanti più significativi della ristorazione londinese

Chi sono i più grandi bevitori d’Europa?

Pubblicato da aisnapoli il 23 Ago 2008

 di Vidya Ram - Forbes.com

drinking-decathlon.jpgSecondo i dati della società di ricerca International Wine and Spirits, nel 2006 gli europei sono riusciti a bere 79 miliardi di litri di alcol, una quantità impressionante pari a 101,25 litri a persona. Negli Stati Uniti il dato rilevato è stato di 98,7 litri a persona, mentre in Asia è stato di soli 22,1 litri. Non sorprende quindi che siano proprio i cittadini europei a conquistare il primato di “più grandi bevitori del mondo”. Dal whisky della Scozia al vino francese, il vecchio continente ha una lunga tradizione nel consumo di bevande alcoliche, eppure la nostra classifica delle nazioni europee che bevono di più non è priva di sorprese. Scopri i risultati: “Chi sono i migliori bevitori d’Europa?” clicca qui La Croazia si piazza al primo posto, mentre la Gran Bretagna, a causa delle numerose normative per contenere il crescente fenomeno dell’alcolismo, scende al quindicesimo. La Francia e la Svezia invece non arrivano neppure tra le prime venti posizioni. La nostra indagine ha preso in considerazione il consumo di alcool pro capite, le normative in merito, le malattie derivanti dall’uso eccessivo di alcol e abitudini particolari, come il bere un bicchiere dietro l’altro e il bere in pubblico. Ogni Paese ha ottenuto un punteggio sulla base dei criteri considerati ed è stato quindi calcolato un risultato complessivo globale. Ad esempio, sebbene la Croazia fosse solo quinta in termini di consumo pro capite, conquista il primo posto per le abitudini rischiose legate all’uso di bevande alcoliche e per il tasso altissimo di morti per cirrosi. È la Repubblica Ceca a guadagnare il primato del consumo di alcool pro capite, mentre gli ungheresi devono fare i conti con il tasso europeo più alto di morte per cirrosi. Ma l’Europa non è solo la patria di grandi bevitori. La produzione di alcolici ha infatti un ruolo fondamentale per l’economia del continente. Proprio in Europa infatti troviamo le più importanti società del settore, come Pernod Ricard, produttore del whisky Jameson, e Diageo, l’azienda che sta dietro a marchi notissimi quali Smirnoff e Guinness. Secondo la relazione dell’Istituto per lo studio sull’alcool (IAS ) della Commissione Europea, nel vecchio continente viene realizzato un quarto della produzione totale mondiale di alcolici e il settore impiega almeno 750.000 persone. Ma il consumo di alcol richiede un prezzo salato. I costi sopportati nel 2003 dall’Unione Europea, inclusi quelli legati alla salute e alla perdita di produttività della forza lavoro, ammontano a 125 miliardi di euro, pari all’1,3% del prodotto interno lordo. Ai primi posti della classifica dei grandi bevitori europei troviamo le nazioni dell’est o del centro Europa e sembra che ciò sia dovuto alla povertà e al clima più duro, soprattutto in Russia. “Nelle regioni particolarmente fredde è spesso normale bere tutto il giorno”, afferma Val Smith, presidente di International Wine and Spirits che fornisce i dati sul consumo di alcol pro capite. “Nelle zone agricole più remote spesso i contadini ricavano distillati dai tuberi o dalle barbabietole da zucchero, potendo quindi consumare bevande alcoliche a buon mercato”, continua Smith. Questo fenomeno rende ancora più difficile determinare il consumo pro capite e spesso i dati ufficiali sono di gran lunga inferiori a quelli reali. “Dopo una violenta impennata nel consumo di alcol negli anni ‘90, l’Europa occidentale è riuscita a smaltire la sbornia. La maggiore ricchezza, istruzione e professionalità della forza lavoro hanno determinato un cambiamento di rotta nelle abitudini legate al consumo di alcolici”, secondo quanto afferma Ben Baumberg, funzionario per le ricerche dell’IAS e autore dello studio della Commissione Europea. Addirittura una bottiglia di vino a pasto è diventata meno comune in posti come Italia e Francia. Continue Reading »

Castelvenere, Sannio. 29-31 agosto: XXXI° Edizione Festa del Vino

Pubblicato da aisnapoli il 22 Ago 2008

logofestadelvino1.jpgXXXI° edizione della Festa del Vino organizzata dalla pro Loco in collaborazione con il Comune di Castelvenere.Torna l’appuntamento annuale a Castelvenere, il comune più vitato della Campania. Stavolta al centro della manifestazione ci sono le cosidette “uve minori”del territorio, la barbera del Sannio, il Coda di Volpe, Il Piedirosso e l’Agostinella.Primo concorso sui vitigni minori in collaborazione con l’Ippsar e il Luciano Pignataro Wineblog

Ecco il programma… Continue Reading »

Super premio da Wine Spectator ma il ristorante non è mai esistito

Pubblicato da aisnapoli il 22 Ago 2008

di BENEDETTA PERILLI
Forchette, stelle e bicchieri d’oro. Oggi ad inumidire le papille gustative dei clienti non è più quell’odorino d’arrosto che esce dalla cucina del ristorante ma la quantità di riconoscimenti e premi che le guide specialistiche assegnano al locale. Attenzione però. Non è tutto oro quel che luccica, proprio come insegna la storia di Robin Goldstein.

toto_truffa_62.jpgScrittore ed esperto di vini, Goldstein si è finto proprietario di un locale di Milano, l’Osteria l’Intrepido, ha messo su un finto sito, inventato un menu e una carta dei vini ed è riuscito così ad aggiudicarsi il prestigioso Award of Excellence assegnato dalla bibbia delle riviste di vini, Wine Spectator, ai ristoranti con le migliori cantine al mondo. “Dopo avere scritto il mio primo libro dedicato ai vini, ho deciso di scoprire come il magazine Wine Spectator assegnava i suoi premi di eccellenza ai migliori ristoranti”, spiega lo scrittore. “Così, come integrazione di una più ampia ricerca accademica sugli standard dei premi enologici alla quale sto lavorando, ho deciso di compilare una domanda per l’assegnazione dell’Award da parte del Wine Spectator”. Ha così inizio il grande bluff di Goldstein che si dichiara proprietario dell’Osteria l’Intrepido, un ristorante di Milano inventato giocando sul nome di una serie di guide culinarie. Oltre alla compilazione della domanda, invia la ricevuta di pagamento della tassa di partecipazione, pari a 250 dollari, una lettera di presentazione, una copia del menu del ristorante e una lista dei vini. Per il menu l’Intrepido propone una selezione dei migliori piatti della tradizione italiana, riletti in chiave contemporanea e con l’aggiunta di dettagli alla moda. Si va dal culatello di Zibello al fois gras con brioche e miele di castagna, dall’uovo in raviolo al risotto con pancetta croccante, per concludere con il raffinato soufflé di parmigiano reggiano. E, nel rispetto delle consuetudini dei ristoranti più glamour, i prezzi sono naturalmente alti.
Ma è soprattutto nella carta dei vini che Goldstein dà il suo meglio, inventando una selezione ad hoc di rossi italiani scelti tra i peggiori vini segnalati proprio da Wine Spectator. Così a suon di bottiglie di Amarone del 1998, definito “not clean”, di un “aggresive” Barolo, di un “wrong” Cabernet Sauvignon, e di tanti altri vini giudicati mediocri, una finta osteria, con un finto menu, si aggiudica l’Award of Excellence del Wine Spectator. L’assegnazione del premio viene formalizzata con la pubblicazione sul numero di agosto della rivista cartacea e subito dopo l’Intrepido viene inserito nel database del sito. Ma da qui scompare il 15 agosto, data nella quale Robin Goldstein presenta l’eccezionale risultato della suo “grande bluff” al consueto meeting dell’America Association of Wine Economists tenutosi a Portland. “Naturalmente è preoccupante che un ristorante inesistente possa vincere un premio di eccellenza - ha commentato Goldstein - ma è ancora più preoccupante che il premio non sembri affatto legato alla qualità delle liste vini dei presunti ristoranti”. Ancor più grave poi che, nonostante i vini inseriti nella carta de l’Intrepido fossero stati giudicati totalmente mediocri dallo stesso Wine Spectator, il premio sia stato ugualmente assegnato.
Insomma sembra proprio che il business del vino sia molto più interessante della qualità del nettare, soprattutto per un colosso del settore come Wine Spectator che da questo giro di assegnazione premi sembra incassare qualcosa come 700 mila dollari annui.

Robin Goldstein, scrittore e sommelier, s’inventa l’Osteria Intrepido, a Milano, e tra i vini mette proprio quelli bocciati dalla rivista Usa Super premio da Wine Spectator ma il ristorante non è mai esistito. Il grande bluff svelato a Portland, ma solo dopo la pubblicazione dell’Award of Excellence sulle pagine della “bibbia” dell’enogastronomia.

Meditate gente, meditate…(T.L.)

Fonte:la Repubblica.it

Dopo aver letto oggi-25 Agosto, ndr-questo post sul blog di Luciano Pignataro diamo a Cesare quel che è di Cesare…

Fonte: Kelablu & Andrea Gori

Vino, nel 2008 atteso storico sorpasso Italia su Francia

Pubblicato da aisnapoli il 21 Ago 2008

cannavaro-alza-la-coppa.jpgROMA (Reuters) - Per il vino italiano potrebbe essere l’anno del sorpasso, con la vendemmia francese che si annuncia la più debole dal 2000. E’ quanto si legge in una nota di Coldiretti.”La vendemmia 2008 fa prevedere uno storico sorpasso dell’Italia sulla Francia dove la raccolta dell’uva si annuncia come la più debole dal 2000, inferiore del 10% alla media degli ultimi cinque anni, secondo le previsioni del ministero dell’Agricoltura d’Oltralpe”, dice la nota.Coldiretti sottolinea che invece la produzione stimata in Italia è in aumento di circa il 5% e “dovrebbe superare i 46 milioni di ettolitri di produzione previsti per i cugini francesi”, condizioni meteo permettendo.”L’Italia - prosegue Coldiretti - conquista così in Europa il primato nella produzione vitivinicola dopo quello nel riso, tabacco, frutta fresca e ortaggi freschi ma anche nelle produzioni biologiche ed in quelle di qualità ad indicazione di origine protetta”.

Le stime per la vendemmia italiana sono positive anche per quanto riguarda la qualità, “con un 60% dei raccolti destinati alla produzione di vini Docg, Doc e Igt”.

I due terzi della produzione si concentrano in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, con una leggera prevalenza dei rossi sui bianchi.

Coldiretti ricorda poi che “la vera novità della vendemmia 2008 sono i ‘voucher’, introdotti per la prima volta in Italia … Ogni buono (o voucher) ha un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell’assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. I datori di lavoro consegneranno, per le prestazioni effettuate, il voucher a studenti e pensionati che potranno quindi ritirare il denaro presentandolo agli uffici postali”.

Fonte:Reuters

Vini e delizie…sotto il campanile!

Pubblicato da aisnapoli il 19 Ago 2008

 Trasferta irpina per i degustatori e i sommeliers del Gruppo Servizi dell’Ais Napoli in occasione della decima fiera enologica di Taurasi.

Di Franco De Luca

campanile-taurasi.jpgTutti conoscono il “Taurasi”, molti di meno il paese che da il nome al vino, ancor meno la “Fiera Enologica” che ogni anno si ripete (ormai da dieci) nella settimana centrale di agosto. Quando molti sono al sole ad arrostire le proprie pelli, a Taurasi si arrostiscono le salsicce, migliaia di salsicce, ogni sera, per cinque giorni, una festa che non ti immagini, una vivacità che non ti aspetti. Per cinque giorni il tranquillo paese di viticoltori viene sconvolto da una marea di varia umanità: giovani che vogliono ritrovarsi; appassionati che vogliono conoscere meglio il vino; buongustai a cui piace assaggiare delizie gastronomiche; persone che cercano semplicemente un po’ di fresco… Per cinque giorni anche i grappoli di aglianico, ormai in via di maturazione, al buio dei vigneti sulle colline circostanti, ballano vibrando ai suoni bassi che provengono dal palco nel centro paese, paese che si riempie fino ad esplodere. I numeri sono elevati: si parla di una media di circa cinquantamila visitatori per anno nelle edizioni precedenti, ma gli organizzatori si rendono conto che questa volta possono essere molti di più. Essi hanno infatti perfezionato un metodo scientifico, tecnicamente evoluto, sofisticato, infallibile per stimare la partecipazione, contano i piatti di fusilli coi mugliatielli (involtini di interiora di agnello imbottiti) che vengono distribuiti, “è l’unica pietanza che prendono tutti ed una sola volta…” sentenzia con matematica certezza Emilio Di Placido (un amico semplice e schietto, genuino e squisito come il vino che produce: GMG), pare che solo sabato notte si siano sfiorate le ventimila unità. Ma i numeri non sono tutto. Gli organizzatori (La Pro Loco in collaborazione di Go Wine, Slow Food e AIS Campania) sono attenti a preservare l’identità della manifestazione. Per l’Ais c’è Alessandro Barletta coadiuvato dall’infaticabile Federico Struzziero. Alessandro è una persona dinamica ed appassionata, e non potrebbe essere altrimenti data l’energia che richiede una manifestazione di tale entità, gestisce tra l’altro un grazioso bed & breakfast che si chiama “Al Campanaro” (poi capiamo perché) nel cuore del paese dove ci ospita con una generosità di altri tempi, di altre epoche. Mentre degustiamo nella sua fornita cantina privata formaggi di fossa ed il nettare dell’amico Emilio, Alessandro ci espone i suoi obiettivi. Il primo è quello della selezione della platea per far si che l’evento non si riduca semplicemente ad un ritrovo per far baldoria nella monotonia agostana ma che conservi lo spirito di divulgazione e di presentazione di una realtà ricca di tradizione ancora molto poco conosciuta al di fuori della nostra regione. E’ importante per far questo epurare, per esempio, l’offerta gastronomica da tutto ciò che non è “territoriale” come kebab, crepes, etc. In realtà, però, bisogna specificare che la presenza delle “vivande intruse” è già adesso in misura pressoché insignificante rispetto alle delizie locali offerte ad ogni angolo di strada. Il secondo obiettivo di Alessandro e del suo team è quello di rendere l’evento di portata regionale anche dal punto di vista organizzativo, di non limitarsi cioè ad utilizzare le risorse locali ma di coinvolgere anche degustatori e sommelier dalle altre delegazioni, un po’ come accade da anni a Napoli con “Vitigno Italia”… questo anche per far si che Taurasi diventi sempre più un bene di tutti da proporre all’esterno dei nostri territori, della nostra regione, della nostra nazione e magari in futuro del nostro pianeta (e chi può dirlo…). Ma l’attenzione maggiore degli organizzatori è nell’offrire, a chi viene a Taurasi in questi giorni, sia la possibilità di bere con leggerezza tutto ciò che si desidera nei vari banchetti alimentari distribuiti un pò ovunque, sia, nel contempo, di consentire agli interessati di fruire delle più accademiche e professionali degustazioni guidate, quali occasioni di approfondimento delle proprie conoscenze direttamente nei luoghi di produzione… in poche parole lo sforzo è di far convivere le due anime della festa, quella goliardica (siamo pur sempre in piena estate) e quella culturale (siamo pur sempre a Taurasi). A questo fine l’AIS dedica molto spazio con appuntamenti quotidiani in tutte le giornate della fiera. A coordinare i servizi offerti c’è Federico Struzziero. La sede è ovviamente l’angolo più suggestivo del paese: il Palazzo Marchionale, grandioso castello normanno del VII sec. che da quando è stato restituito alla popolazione, dopo un lunghissimo restauro di quattro anni, è diventato la sede operativa di tutte le manifestazioni enogastronomiche della cittadina. In particolare nell’ampio vestibolo sono stati allestiti due banchi di assaggio, in funzione pressoché continua, dove è stato possibile degustare i gioielli enologici dell’Irpinia, sempre nello stesso spazio si sono avute altre manifestazioni enologiche quali ad esempio la presentazione della ormai celeberrima “Guida completa ai grandi vini dell’Irpinia di Luciano Pignataro (sabato 16 agosto, ore 20) con la premiazione dei suoi “vini del cuore”. Al primo piano invece, nelle sale interne, si sono effettuate le degustazioni guidate tenute nel seguente ordine cronologico:

Michela Guadagno,13 agosto alle ore 21, per i vini
Antonio Latorella – Taurasi 1999
Mier - Don Ciriaco 2003
Antica Hirpinia – Taurasi Riserva 2001
;
Antonio Del Franco, Presidente Ais Campania, 14 agosto alle ore 21, per i vini
Antonio Caggiano – Vigna Macchia dei Goti 2004,
Guastaferro - Primum 2003,
Triacca - Valtellina Superiore Prestigio 2004,
Bruno Ferrara – Bonarda storico;

Pasquale Brillante 15 agosto alle ore 21, per i vini
Giulia - Taurasi 2003,
Sella delle Spine – Taurasi 2003,
Vinicola Taurasi GMG - Taurasi riserva 2000;

Franco De Luca,16 e 17 Agosto alle ore 21, per i vini
I Capitani – Bosco Faiano 2003,
Terredora – Fatica Contadina 2001,
Perillo – Taurasi Riserva 2002,
Feudi di San Gregorio – Piano di Montevergine 2001,
Manimurci - Poema 2004
Contrade di Taurasi Az.agr.Lonardo– Taurasi Riserva 2001

Alla fine di questa estenuante quanto splendida esperienza, Alessandro e Federico ci salutano e ci chiedono cosa ne pensiamo, cosa cambieremmo della ormai felice e collaudata formula… nessuno di noi ha dubbi: il parroco!!! (inteso solo quale responsabile del campanile). A Taurasi c’è un campanile che ogni quarto d’ora ricorda agli abitanti che ora è… è impossibile a Taurasi non sapere l’ora, anche volendo… ogni quarto d’ora, come un campanile svizzero, i battagli definiscono esattamente il tempo, due note che rimbombano nel cuore della notte… gli abitanti di Taurasi sono abituati, tutti gli altri purtroppo no, e proprio quando il sonno sta per prevalere DAN! DAN! din!din!din! (queste erano le Tre meno un quarto di notte!), ecco che una serie di martellate esattamente al centro degli occhi ci riporta alla lucidità… è qui che nasce l’espressione “mi faccio un quarto d’ora di sonno”, di più è davvero impossibile. Ma a parte questa piccola, scherzosa (ma comunque drammatica,nda) digressione, dobbiamo infine convenire che la fiera enologica di Taurasi è uno straordinario evento che merita di esser vissuto pienamente, magari pernottando come abbiamo fatto noi nelle strutture di ricezione (tanto accoglienti e funzionali quanto economiche) distribuite nel centro storico, per avere la possibilità di poter ammirare la splendida cornice naturalistica e visitare le numerose cantine aperte per l’occasione, con i vinificatori ed i produttori che, muniti di grande entusiasmo e disponibilità, vi apriranno le loro porte. Qui, infatti, tutti sono coinvolti in prima persona per il successo della manifestazione, tutti si impegnano al massimo con una disponibilità commovente e non solo nei giorni della fiera, possiamo dire per tutto l’anno, perché grande è la loro volontà di mostrare e condividere i propri tesori. Un rituale, in particolare, mi ha colpito più di tutti e con esso voglio chiudere questo report: le pulizie del mattino. Quando la marea di giovani (i quali restano a far chiasso fino all’alba) si ritira lentamente, lascia una quantità di bottiglie e di immondizia tale che nemmeno Bertolaso potrebbe far raccogliere in tempi brevi se non accadesse un piccolo miracolo che, grazie al famoso campanile di cui sopra, ho potuto vedere con i miei occhi… dalle prime luci del mattino, come tante piccole formiche, molte donne ed uomini del paese si riversano in strada per ripulire una porzione di via, racimolando i rifiuti della notte appena passata in tanti cumuli che vengono poi prelevati immediatamente dalle strutture di competenza, in meno di un’ora i lastricati di pietra calcarea tornano a risplendere al sole nascente ed il paese è pronto per la sua nuova giornata… un incredibile e “spontaneo” segno di collettività che testimonia lo spessore civile delle popolazioni dell’entroterra campano ed in particolare di queste zone… che se il vino è, come spesso ci ripetiamo, la vera sintesi di un territorio, il Taurasi a questo punto non poteva non essere il gran vino che è.

Malvasia nera in purezza…Ipse dixit

Pubblicato da aisnapoli il 18 Ago 2008

Faccetta nera, bell’abissina
Aspetta e spera che già l’ora si avvicina!
quando saremo insieme a te,
noi ti daremo un’altra legge e un altro Re
.

vespa-bruno.jpgTranquilli, niente paura, nessuna nostalgia dei bei tempi che furono quando i treni arrivavano in orario e si poteva dormire con la porta aperta… solo il naturale accompagnamento musicale all’ultimo vino degustato e commentato (sigh!) dal giornalista Bruno Vespa per il settimanale Panorama. Una descrizione inarrivabile pure per il più ispirato dei sommeliers (ed a noi la fantasia non manca di certo…). Il blogger genovese Fiorenzo Sartore gli ha dedicato il post che “copio ed incollo” di seguito, post riportato, ça va sans dire, anche dalla puntuale rassegna web di Franco Ziliani che non conosce pause nemmeno a ferragosto. (T.L.)

GIU’ IL CAPPELLO… 

Interrompiamo l’ozio ferragostano per segnalare la prosa vinosa del mese. O dell’anno, temo.Nel belmondo duepuntoqualchecosa, fatto di bloggaroli che contano come il two of spades quando la briscola è fiori, siamo da sempre acidissimi con Bruno Vespa; ma perché, perché proprio a lui è concessa la rubrica delle rece a Panorama? Lui che quando scrive scopre solo etichette déjà vu, note a millanta enofili, lui che ti narra, come fosse un oracolo, che ha assaggiato quel certo incredibile sconosciutissimo siciliano, e ti parla di Planeta. Argh. Oh, quanto meglio sapremmo noi fare il suo mestiere. Ma che dico noi, siamo sinceri: intendevo scrivere io. Ma poi, oggi, sull’ultimo numero del settimanale, ti inchioda alla sdraio con una descrizione che nemmeno Luca Maroni (in piedi, quando si pronucia il Suo nome). Eccola qua riprodotta, leggetela bene. C’è tutto un mondo, dentro.

“… Malvasia Nera in purezza, ha un corpo bruno e profondo come quello di una bella eritrea che mi è capitato di vedere in uno sbarco di clandestini a Lampedusa” [Panorama, 21.8.2008]

Fonte:Vinotecaonline

Letture d’estate e non solo…

Pubblicato da aisnapoli il 15 Ago 2008

Di Franco De Luca

letture-estive.jpgLa stasi estiva rallenta anche il nostro blog… approfittiamo di questa cellula spazio-temporale per infilarci una piccola rubrica in sintonia col nostro ozio da ombrellone: “consigliamoci un libro”, che parli di vino o altro non importa, qualcosa che abbiamo scoperto per caso questa estate e che vogliamo condividere con gli altri… io, per esempio, vi segnalo “Memorie delle mie puttane tristi” di Gabriel García Márquez… mi ha rapito dalla prima frase e non l’ho mollato più, edito nel 2005 da Mondadori (anche in versione tascabile da 5 euro) è all’altezza (secondo la critica) dei capolavori del passato dello stesso autore premio Nobel 1982… buona (eventuale) lettura a tutti.

I Sommeliers,”e-tongue” non può sostituire esperto

Pubblicato da aisnapoli il 15 Ago 2008

“Sono a favore dell’innovazione e della tecnologia e un apparecchio come la lingua elettronica potrebbe rappresentare uno strumento di aiuto per chi non ha la possibilita’ di interpellare un esperto e ricevere consigli”.E’ il commento di Terenzio Medri, Presidente dell’Associazione Italiana Sommeliers, alla notizia di un nuovo strumento in grado di distinguere tra annate e vitigni. “Di certo pero’ - aggiunge Medri - tutto questo non puo’ prescindere dalla figura del sommelier, che con la sua professionalita’ e le sue competenze resta insostituibile da qualsiasi mezzo tecnologico.La cultura, la sensibilita’, l’esperienza, la comunicazione del sommelier non potranno mai essere riprodotte da una macchina”. Questa la replica del nostro Presidente alla notizia sulla lingua elettronica che avevamo pubblicato qui.
Fonte: AGI

Aperte le iscrizioni al corso di laurea in Enologia ad Avellino.

Pubblicato da aisnapoli il 08 Ago 2008

Gentili Signore e Signori,

laurea.gifsperando di fare cosa gradita, vi invio questo messaggio per informarvi che fino al 27 agosto 2008 sono aperte le iscrizioni (per via telematica) per il concorso pubblico per l’ammissione al Corso di Laurea triennale in Viticoltura ed Enologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il corso ha sede ad Avellino nella storica sede centrale della Scuola Enologica Francesco de Sanctis e presto si sposterà in un complesso appositamente ristrutturato per l’Università che fa sempre parte del patrimonio storico della stessa Scuola. Per consentire una didattica efficace il corso è a numero programmato. Sono disponibili 35 posti per cittadini comunitari e non comunitari regolarmente residenti in Italia e 5 posti sono riservati a cittadini non comunitari residenti all’estero.Per gli allievi con meno di venti anni che conseguiranno l’ammissione con i punteggi più alti saranno disponibili delle borse di studio il cui numero ed entità sono al momento in via di definizione. Il corso si avvale già da ora di una cantina sperimentale dotata di un centro di microvinificazione, di un vigneto sperimentale di circa 15 ettari, di laboratori chimici, di un’aula informatica e di una vasta biblioteca. Questo ci mette in grado di realizzare la missione che ci siamo dati: fornire una professionalizzazione avanzata attraverso uno studio rigoroso e un’attività di esercitazione continua e organizzata che faccia fare e, soprattutto, faccia riflettere sulle conseguenze del fare. Il prof. Luigi Moio è il coordinatore dell’area tecnologica, il sottoscritto dell’area delle discipline di base e il prof. Eugenio Pomarici dell’area economico-normativa. Ritengo che grazie ad un’adeguata situazione strutturale, all’esperienza di tutti i docenti e ad un già forte legame con il tessuto produttivo, lo studio della viticoltura ed enologia ad Avellino, nel corso di laurea dell’Università Federico II, possa essere un’esperienza formativa di notevole valore. Considerato il vostro coinvolgimento nel settore vitivinicolo vi invito, quindi, a trasmettere il contenuto di questo messaggio a coloro che potrebbero essere interessati.La città di Avellino è, peraltro, un luogo vivace e gradevole, ideale per uno studio efficace, dove non è difficile per gli studenti fuori sede trovare un’adeguata sistemazione.Più informazioni sul nostro corso e il bando di concorso si possono trovare dell’area specifica sul sito della facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico I Clicca qui Sono a vostra disposizione per informazioni e chiarimenti e potete scrivermi all’indirizzo di posta elettronica fruscian@unina.it

Cordiali saluti,
Luigi Frusciante
Presidente del Corso di Laurea

 

Pubblichiamo la lettera del presidente Frusciante e sottoscriviamo la “chiamata alle armi” di Luciano Pignataro che riportiamo di seguito…(T.L.)

Sosteniamo con passione il corso di laurea avviato dalla Federico II ad Avellino. Al di là delle chiacchiere e dei buoni propositi, il primo passo per il miglioramento di un territorio e dei suoi prodotti è il possesso del sapere, la nascita di una scuola capace di competere alle sfide della globalizzazione salvaguardando le colture e la cultura. Nel Sud negli ultimi cento anni per un figlio di contadini era importante studiare e diventare medico, avvocato, giudice, ingegnere. Adesso è importante, decisivo, che i figli dei medici, degli avvocati, dei giudici, degli ingegneri, diventino moderni operatori agricoli. Per questo riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera inviata dal preside del Corso di Laurea Luigi Frusciante a tremila aziende vitivinicole italiane. I posti disponibili sono 40, lo scorso anno ci furono 100 domande. Quest’anno l’obiettivo è almeno raddoppiarle per operare una selezione ancora più rigorosa.

Forza ragazzi, aiutatevi a costruire il vostro futuro.

Il Raduno de “ IL MORO” 2008

Pubblicato da aisnapoli il 07 Ago 2008

Di Gaetano Esposito e Mimmo Duraccio
Il Raduno del Moro è diventato oramai un evento tradizionale nel corso degli anni. Era il lontano 2003 quando un gruppo di amici si è riunito per la prima volta, in quel di Taurasi, per assaporare il famoso sigaro Toscano che da poco aveva fatto il suo ingresso nell’offerta della casa di sigari italiana. Da quella data gli amici hanno ogni anno ripetuto e riassaporato la stessa esperienza, anche se, tuttavia, diversa. Cogliendo l’occasione della festa di Sant’Anna ad Ischia, che si celebra da 76 anni, quest’anno gli amici si sono riuniti nella famosa isola del golfo di Napoli, gentilmente accolti da Marco Starace e la sua famiglia nell’Hotel Don Felipe a Cartaromana nei pressi di Ischia Ponte. Il giorno 26 luglio dell’A.D. 2008, i soliti amici si sono riuniti sulla terrazza dell’albergo sapientemente preparata dall’amico Marco. Faceva da scenario l’incantevole baia di Cartaromana, che già dal pomeriggio si era riempita di decine di piccole e grandi barche per assistere insieme alla festa di Sant’Anna. La cena è iniziata e trascorsa in modo sereno e piacevole non solo per la bontà delle pietanze servite, cucinate sotto l’attento occhio del patron Marco, ma anche perché i commensali, tutti appassionati del buon vivere ed estimatori della buona cucina e del buon bere, i cosiddetti amici, hanno creato una magica atmosfera; molto ha contribuito lo spettacolo che intanto si era aperto sotto gli occhi di tutti: le barche ormeggiate nella baia erano tutte illuminate con luci di vario colore, sembrava di stare in mezzo alle stelle del firmamento. La cena volgeva al termine ed era terminata anche la sfilata delle barche allegoriche; così abbiamo assistito all’incendio del castello aragonese e poco dopo sono iniziati i fuochi pirotecnici in onore della patrona di Ischia Sant’Anna, anche questi di intensa emozione, visto che erano sparati da una chiatta posta in mezzo al mare e che con le loro luci e colori illuminavano tutta la baia piena di barche, rendendo lo scenario indimenticabile.Gli amici nel frattempo avevano dato fuoco ai loro “Mori” e si sono goduti tutto lo spettacolo appena raccontato sull’incantevole terrazza dell’Hotel, assaporando per l’ennesima volta il famoso sigaro toscano. Qualcuno si domanderà che cosa sia “ Il Moro”. Dunque, è un sigaro della famiglia del Toscano e come cita la pergamena interna “ …è sigaro prodotto completamento a mano in un numero limitatissimo di pezzi. Il suo ripieno long filer è frutto di un’accuratissima selezione di tabacchi Kentucky americani e italiani miscelati secondo un’antica ricetta. Il suo gusto forte e corposo è esaltato ancor più dalle grandi dimensioni (circa 24 cm di lunghezza per un diametro di circa 2,4 cm nella parte centrale)”.
L’importanza di questo sigaro è esaltata anche dalla custodia che richiama una foglia di tabacco stilizzata realizzata in legno, molto ricercata. Una volta aperta, la custodia mostra la foglia del tabacco Kentucky con inciso il giglio fiorentino. Quando si accende questo sigaro, con una procedura che è tutta da vedere, si capisce già dalle prime boccate che si ha tra le mani un sigaro molto speciale.
Il nostro Moro si consumava lento e perfetto nella sua combustione e ad accompagnare questo nostro sigaro, il buon Marco ci ha fatto un regalo tra i regali, oltre a servirci grappe e rhum, ha aperto per noi una bottiglia di Chateau d’Yquem 1990, rendendo così la serata più importante e unica.I nostri puff sono durati molto di più dei festeggiamenti; rispettando la media delle tre ore, verso le 2,30 del mattino si è lasciato spegnere l’ultimo sigaro e con lui si è spenta anche la nostra luce. Che dire di più. Anche quest’anno il raduno del Moro è stato indimenticabile; non più del prossimo, in ogni caso.
Arrivederci al prossimo anno e buon fumo lento.
Nel frattempo godetevi questo video…

Tipico!

Pubblicato da aisnapoli il 07 Ago 2008

AA. VV. liberamente “assemblati” da Fabio Cimmino
intercettazioni_telefoniche1.gifAlla fine, il quesito è il solito. bisogna o no disdegnare e rigettare i vini ‘buoni e basta’, quei vini che per inseguire una maggiore piacevolezza solo sensoriale, fine a se stessa, tradiscono l’espressione della storia e della varietà tradizionale di un certo vino? Lasciamo perdere le fumosità e le sottigliezze del terroir, pur vitali, e affrontiamo il cuore del problema.Se il vino non può essere messo nello stesso mazzo della Coca Cola, allora non può ma soprattutto NON DEVE essere valutato con gli stessi medesimi parametri. Per degustatori semi-para-100% professionali come la maggior parte di noi, spesso viene dato per scontato ma così non è! Si è abbastanza d’accordo sull’argomento, ma poi alla fine si finiscono con il preferire i soliti vini aventi le solite medesime caratteristiche. La stragrande maggioranza dei produttori, che devono fare i conti con il mercato e non con le piccole nicchie poco o per nulla influenti, continuano per la loro strada, dell’omologazione del gusto. Loro, i produttori, producono per la gran massa dei consumatori, considerata significativa! E il vino è uno solo. Alla fine si trovano sempre più vini così e sempre meno vini ‘diversi’, originali, vera espressione di terroir e tradizione. Fino a quando si troveranno alternative altrettanto valide? Allora, dico io, sarebbe coerente pretendere (à la Don Quixote, s’intende) che le produzioni tradizionali, cioè senza vitigni cosJdetti ‘migliorativi’, sia che il disciplinare li ammetta già ufficialmente o meno, si differenziassero da quelle innovative dichiarandolo bello chiaro in etichetta ! Che si creasse, allora, per il Brunello, per il Barolo e il Barbaresco, per I’Amarone, per il Vino Nobile, per il Montepulciano d’Abruzzo, per il Taurasi,per il Falerno e per tutti gli altri grandi vini italiani una sottodenominazione di Doc, che accogliesse ’sti mutanti genetici in una veste che si attagliasse loro comodamente. Si eviterebbe confusione per il consumatore e di inquinare l’immagine che i grandi vini tradizionali si sono cuciti in decenni di affinamento e sensibilità, magari non sempre eccelsamente realizzati, ma comunque sempre saldamente concepiti nel disegno basilare. Certi vini che escono da certe bottiglie con certe etichette che dicono Barolo , Docg/Brunello Docg/ Amarone della Valpolicella Doc Classico Superiore etc. e danno poi certe altre sensazioni una volta caduti dentro il bicchiere, mi ricordano un pò quei politici trasformisti, denigrati e ripudiati pubblicamente, dai loro stessi colleghi, per poi essere riabilitati, lontano dalle telecamere, dalla moderna ipocrisia partitocratica, riapparendo in schieramenti trasversali, gruppi misti, fino a giungere al paradosso di essere additati con un termine, oggi, di moda, ‘bipartisan’, che non si sa più se è un complimento o un offesa. La modernità di molti vini attuali si traduce in una ricerca della novità quasi come fine ultimo. Se non si vuole estrometterli dalle Denominazioni di riferimento (qualcuno lo fa già da solo, e si avvale di altre Doc, della Igt, 0 addirittura Vdt, ma si tratta di pochi casi isolati, rappresentati solo da chi può permetterselo). È forse il caso di creare e indicare una nuova sottodenominazione, magari enfatica e marketing oriented, che se, da un lato, potrà risultare un accrescitivo della denominazione principale a chi compra ammaliato dal nome del grande vino, Barolo, Brunello & Co., dall’altro possa servire da indicazione-avvertimento a chi invece, più smaliziato, cerca un prodotto con un carattere preciso, più puro se si vuole. In questo modo si metterebbero in condizione, anche le commissioni di Denominazione, di poter, finalmente, fare il loro lavoro. Non troverebbero più difficoltà nel riconoscere che un vino, paradossale per essere un Barolo da 100% nebbiolo, e quindi da non poter essere etichettato Barolo Docg ‘Tradizionale’, si dovrà chiamare Barolo Docg ‘Moderno’, o quello che vi pare, fate voi!
La classificazione alla bordolese o alla borgognona ce la possiamo sognare. C’è da rabbrividire a pensare a cosa potrebbe saltare fuori da un tentativo del genere fatto in Italia. Siamo in Italia, il paese dove ogni regola, per quanto buona e giusta (e magari utile a tutti) viene vissuta come un’insopportabile, odioso vincolo. Un ostacolo che i più scaltri scavalcano, o più spesso aggirano, senza chiedersi perchè sia lì, e tacciando di moralismo trombone e passatista chi prova a spiegarne, e difenderne, la funzione. Gli altri, quelli un po’ meno “scaltri”, li ammirano e li assumono a modelli. I pochi che non si associano, passano per fessi o romantici. Che un vino debba innanzitutto essere gradevole al naso e al palato è indubbio. È il punto di partenza. Però non basta, almeno fino a che sopravvivrà un minimo di rispetto per il consumatore. Se io vado in un’enoteca, e pago 40 euro per una bottiglia che porta in etichetta la dicitura ‘Amarone’, voglio bere un Amarone. Tradizionale, modernista, fatto più o meno bene, ma che sia un (sappia di) Amarone. Altrimenti è una truffa. Magari legalizzata, legittima, socialmente accettata, ma pur sempre una truffa. Se, in piena libertà, pago 40 euro per una bottiglia di Amarone, è perchè ho deciso di non spendere quegli stessi soldi per una bottiglia di Cabernet. Se poi dentro la bottiglia di Amarone ci ritrovo lo stesso Cabernet che ho consapevolmente rinunciato a comprare, sono stato raggirato, la mia volontà è stata tradita. È intellettualmente, e soprattutto eticamente, più onesto abolire una denominazione e vendere i vini come Vdt,che farne (attraverso i famigerati 15%) un contenitore vuoto, uno specchietto per le allodole. Un vino tipico dovrebbe aderire, con rigore assoluto, al disciplinare ed essere, quindi, strettamente legato a requisiti standard codificati e descrittori di tipicità rispettati. Un vino moderno dovrebbe,con lo stesso rigore, rivolgersi verso ciò che realizza la piacevolezza vista da ogni punto di vista, ed accontentare coloro che “non vogliono correre rischi” in nome della tipicità e della (bio)diversità, e pretendono da un bottiglia determinate caratteristiche organolettiche (standard, uno standard molto elevato, ma pur sempre uno standard), indipendentemente dalla provenienza,dall’annata,dal vitigno. A voi, dunque, la scelta a quale categoria appartenere. Se deciderete, però, per la prima, quella dei difensori estremi della tipicità, fate attenzione… quando la prossima volta vi troverete di fronte ad un Asprinio d’Aversa non vi lamentate per l’eccessiva acidità,quando berrete un Greco di Tufo non recriminate per la carenza di corpo o di profumi, quando vi troverete di fronte un allegra falanghina non condannatela per la sua semplicità, non ripudiate i tannini e l’austerità di un Taurasi, vi prego siate innanzitutto rispettosi di voi stessi e delle vostre scelte!!!

Postfazione

Non ce ne voglia il Garante della Privacy ma abbiamo deciso di pubblicare, prima di incorrere nell’imminente giro di vite del governo Berlusconi sulle intercettazioni, un’ interessante raccolta di contributi vari sulla tipicità,  frutto del certosino lavoro del nostro “spione” Fabio Cimmino: una piacevole alternativa alle tradizionali parole crociate per chi si riposa sotto l’ombrellone ovvero una fugace lettura ( Brunetta permettendo…) per chi si trova ancora, purtroppo per lui, in ufficio davanti ad un computer! (T.L.)

Champagne…tower of glass!

Pubblicato da aisnapoli il 07 Ago 2008

X Fiera enologica di Taurasi: 13-17 Agosto

Pubblicato da aisnapoli il 06 Ago 2008

I PRIMI FAVOLOSI DIECI ANNI

SI CELEBRA IL RE DEI VINI DEL SUD ITALIA

SPETTACOLI, LABORATORI, DEGUSTAZIONI, MUSICA

E TANTISSIME NOVITA’ IN CINQUE GIORNI DA NON PERDERE

Degustazioni e banchi d’assaggio, laboratori enogastronomici, grande musica live con dieci concerti, film a tema, cantine aperte, Taurasi tour, spazi espositivi, artigianato locale, spettacoli itineranti, aree giochi per bambini, estemporanee di pittura e focus sul lavoro al femminile nelle zone rurali: un’edizione speciale per la manifestazione, promossa dalla Pro loco Taurasi, che ha già tagliato il traguardo delle 300mila presenze in dieci anni

testata.jpgTAURASI .La Fiera Enologica compie dieci anni e festeggia con un’edizione speciale della grande manifestazione irpina: dal 13 al 17 agosto un programma ricchissimo per celebrare il re dei vini del Sud Italia, il nobile Taurasi Docg. Degustazioni, laboratori dedicati al vino e alla gastronomia, musica live, incontri a tema e tantissime altre novità: cinque giornate da trascorrere nel cuore dell’Irpinia per gustare fino in fondo la decima Fiera Enologica, capace in questi anni di tagliare il traguardo delle 300mila presenze, con una media di 30mila visitatori a edizione e 48mila presenze solo nel 2007. Oggi la Fiera Enologica di Taurasi, promossa e organizzata dalla Pro loco Taurasi presieduta da Antonio Tranfaglia, con il contributo dell’Assessorato al Turismo e allo Spettacolo della Regione Campania, il Comune di Taurasi, la Comunità Montana Terminio Cervialto e Terre Antiche del Nocciolo, e con il sostegno dell’Ente provinciale del Turismo, di AIS – Associazione Italiana Sommeliers, Unpli, Go Wine, ANAG – Associazione Nazionale Assaggiatori Grappe, Io sto con Telethon, Slow Food e Compagnia del Sorriso Campania, rappresenta un evento da non perdere per l’estate campana, un appuntamento irrinunciabile per gi amanti del buon vino ma anche per chi vuole solo trascorrere una serata all’insegna della gastronomia di qualità e del divertimento.  Una manifestazione dai grandi numeri, che attira in pochi giorni migliaia di visitatori, allegramente mescolati ad esperti, appassionati, aziende, studiosi, operatori, professionisti del settore. Una manifestazione da dieci anni ricca di contenuti, di attività e soprattutto di passione, valore aggiunto che da solo è in grado di trasformare una festa in evento, tra le prime in Italia a promuovere campagne informative e di sensibilizzazione contro l’utilizzo indiscriminato dell’alcool – impegno confermato anche quest’anno con la campagna “No drunk” - e a farsi portavoce dei valori veri che ruotano attorno alla tradizione vitivinicola e alla produzione enologica. Tantissime quest’anno le sezioni che arricchiscono la Fiera Enologica.Si parte dalle degustazioni e banchi d’assaggio: tutti i giorni, dalle ore 21, nello splendido cortile del Castello, sede dell’Enoteca regionale dei vini d’Irpinia, sarà aperto il banco di assaggio dei vini d’Irpinia. Il 13, 15, 16 e 17 agosto, dalle ore 20.30, presso la sala Carlo Gesualdo del Castello, degustazione guidata di Taurasi DOCG a cura dell’AIS – Associazione Italiana Sommelier (Prenotazione obbligatoria – max 50 persone - tel. 338.5234241 / 333.4042501). Tutti i giorni, invece, dalle ore 20.30, sempre presso il Castello, banco di assaggio dei vini della regione ospite a cura di Go Wine: ospite di quest’anno è la Lombardia. Giovedì 14 agosto, alle ore 20.30, presso la Sala Carlo Gesualdo del Castello, appuntamento con “Il Taurasi e i grandi vini della Lombardia”, a cura di Antonio Del Franco, presidente AIS Campania (Prenotazione obbligatoria – max 50 persone - tel. 338.5234241 / 333.4042501).
Sabato 16 agosto, al Castello, un altro importante momento dedicato al vino con la presentazione della “Guida completa ai vini d’Irpinia” di Luciano Pignataro (ed. Ippogrifo) e la premiazione delle “40 aziende del cuore”. Dopo l’introduzione di Giacomo Pastore dell’Associazione Terre d’Irpinia e la presentazione di Paolo De Cristofaro, responsabile Campania Gambero Rosso, seguirà la consegna delle targhe-premio in ceramica artistica del Wineblog alle aziende dei “40 vini del cuore”, le bottiglie delle emozioni con le quali è stata raccontata l’avventura vitivinicola dell’Irpinia negli ultimi quindici anni. Il primo tassello di un club esclusivo a cui seguiranno quelli delle altre province campane da cui nascerà la superguida dei vini d’eccellenza, tipici e narratori di una storia. Continue Reading »

Arriva il sommelier elettronico anti-frodi

Pubblicato da aisnapoli il 05 Ago 2008

lingua.jpgROMA - Un ’sommelier elettronico’ portatile ”assaggia” rapidamente i vini e scova eventuali frodi e magari anche pericolose sofisticazioni: e’ questo lo scopo del congegno, una lingua elettronica, messo a punto da Cecilia Jimenez-Jorquera dell’Istituto di Microelettronica di Barcellona. La lingua elettronica, presentata sulla rivista della Royal Society of Chemistry, ‘The Analyst’, funziona grazie a sei sensori, ciascuno in grado di riconoscere specifiche proprieta’ del vino come l’acidita’, il contenuto in alcol, lo zucchero. La lingua ’sommelier’, economica e portatile, puo’ essere programmata per riconoscere diverse tipologie di vino ed essendo basata su un dispositivo integrato multisensore e’ sensibilissima anche a impercettibili differenze nella composizione del vino.Cosi’ al momento dell”assaggio’ di un vino, la lingua snocciola tutte le verita’ contenute nella bevanda in test: per esempio se la lingua testa quello che le viene ‘presentato’ come un Tocai friulano, i suoi sensori le permetteranno di capire se veramente di Tocai si tratta, nonche’ di quale annata e’, da quali vitigni proviene, e anche, quindi, se contiene additivi o altre sostanze che non fanno parte della ‘originale ricetta’ del Tocai. ”Il dispositivo - ha dichiarato Jimenez-Jorquera - puo’ essere usato per smascherare eventuali frodi, per esempio connesse al vitigno di provenienza del vino, all’annata della bottiglia” e anche alla presenza di altre sostanze. Il fatto che sia un dispositivo portatile lo impreziosisce ancora di piu’ perche’ puo’ permettere di svolgere le ispezioni direttamente sul campo di indagine, senza necessita’ di inviare i campioni a un laboratorio di analisi centralizzato e di attendere i risultati dei test. Ipoteticamente un simile dispositivo potrebbe quindi essere usato anche per i controlli antisofisticazioni.
Fonte:Ansa

A ciascuno il suo: Buone Vacanze a tutti!

Pubblicato da aisnapoli il 04 Ago 2008

Aeroporto di Capodichino…

Pubblicato da aisnapoli il 03 Ago 2008

Non si può non condividere queste riflessioni che copio ed incollo da qui…anzi ne approfitto per una pubblica manifestazione d’interesse rivolta agli enti preposti: l’Ais Napoli si propone per contribuire a colmare le lacune della comunicazione enogastronomica “aeroportuale” dello scalo partenopeo. Noi ci siamo! (T.L.)

Di Monica Piscitelli

aereo1.jpgE’ partito oggi alle ore 6.30 il primo volo ‘Salerno Costa d’Amalfi’ – Barcellona, uno dei collegamenti che da Pontecagnano, in provincia di Salerno, porterà i turisti a Milano, Barcellona e Bucarest. Il secondo scalo della Campania diventa realtà e punta da subito sulla promozione dei prodotti tipici salernitani. Nel pomeriggio è atteso infatti il volo per Milano per il quale è prevista la distribuzione ai passeggeri di nocciole Igp di Giffoni Valle Piana e spumante cilentano. Raccolgo la notizia dall’Ansa e ne rimango colpita. Il pensiero corre allo scalo napoletano e al suo duty free shop, del quale ho più volte lamentato con gli amici la misera offerta di prodotti campani. Al punto che mi ero ripromessa di andarci di proposito con carta e penna per appuntarmi quello che sommariamente ho registrato a memoria, ma che è assolutamente evidente anche ad un’occhiata superficiale: pochi articoli di produzione locale e molti del Nord Italia. Elegantemente confezionati, si, ma assolutamente fuori contesto. Con tutti i salumi, miele, torroni, paste alimentari, formaggi e così via, che la regione produce, non troviamo di meglio da fare che compiere l’ultimo atto della nostra promozione agroalimentare facendo un regalo ad altre regioni?! Non ne parliamo dei vini: poche bottiglie in confronto alla varietà disponibile e una scelta limitata ai mostri sacri dell’enologia campana. Almeno loro. E pensare quanti soldi si spendono per girare lo Stivale e l’estero per presenziare le fiere di settore. All’aeroporto i nostri piccioni viaggiatori per i mercati esteri sono là, fanno il trasporto a spese proprie, e noi li facciamo volare via senza legargli niente alla zampina? Andando oltre. Proprio in aeroporto, perchè non pensare a un minihappening in cui a rotazione si presenta un’area produttiva della regione, uno dei tanti prodotti regionali? Certo questa è una questione sulla quale dovrebbe lavorare, più che la società che gestisce lo scalo, che non ne ha interesse (se non quello di animare il negozio), un ente di promozione o un produttore intraprendente. Insomma: mi sembra un principio elementare: lasciare ad ogni costo, in un momento carico di emotività come la partenza, un ricordo tangibile, a chi lo ha visitato, di un territorio e del viaggio compiuto, sfoggiando scaffali grondanti delizie di ogni tipo. Non deve essere possibile guadagnare l’uscita senza un feticcio scaccia malinconia, un prodotto utile alla rievocazione, a casa, di fatti, persone e luoghi. Il cibo è un grande veicolo di messaggi che partono dal nostro interno e che risalgono dall’esofago attanagliandoci e spingendoci all’azione. All’acquisto, guarda un po’. E vero, certo, che il prodotto che si consuma al rientro non ha quasi mai lo stesso sapore di ciò che si bevuto e mangiato sul posto. Già. Meglio: un motivo in più per tornare! Di tutto questo Capodichino o chi per lui, si fa beffe. Non per riattizzare malevole competizioni tra le due province, ma bisogna dirlo: Salerno ci ha pensato.

Ottaviano (Na), 12-14 settembre. I Giorni del Lacryma Christi

Pubblicato da aisnapoli il 02 Ago 2008

“Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici Vesuviani”

Luciano Pignataro Wineblog

PRESENTANO

I giorni del Lacryma Christi - Premio “Amodio Pesce”

Palazzo Mediceo 12 – 13 - 14 settembre 2008

Programma - Venerdì 12 settembre

Istituto Alberghiero “L. De’ Medici” – Via Zabatta, 19 - Ottaviano
Ore 9,00 - Insediamento della giuria Premio “Amodio Pesce Lacryma Christi
del Vesuvio doc – Bianco, Rosso e Rosato” .
Presidente:Roberto Di Meo (Presidente Assoenologi Campania) e composta da:Ugo Baldassarre (Tigullio Vino), Maurizio Paolillo (Agronomo), Michela Guadagno (Sommelier), Franco Onesto (Enologo), Alvaro Di Cosimo (Imprenditore), Monica Piscitelli (Giornalista), Giuseppe Aliberti (Delegato AIS Comuni Vesuviani), Alberto Capasso (Slow Food) e Pasquale Carlo (Giornalista). Segretaria: Giulia Cannada Bartoli. La giuria valuterà i vini iscritti al concorso delle rispettive categorie Rosso, Rosato e Bianco.La valutazione prevede due sedute di consultazione:9,30-13,00 prima seduta;13,00 – 15,00 pausa pranzo; 15,00-18,00 seconda seduta.Palazzo Mediceo – Via Salita del Principe, 1 - Ottaviano

Ore 16,00 - Apertura degli stand e degli spazi espositivi
- Coffee break con Caffè Lavazza
- Spazio pasticceria a cura dei Fratelli Raia
- Preparazione e degustazione di un piatto tipico della tradizione vesuviana a cura dei maestri chef dell’Istituto Alberghiero “Luigi de’ Medici”.

Il Vesuvio va forte.
- Degustazione guidata dei distillati tipici vesuviani.
- Degustazione di confettura, nettare e sciroppate di albicocche del Vesuvio IGP.
- Degustazione della bruschetta con pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP.

Ore 18,00 – CONVEGNO “STRADA DEL VINO NEL PARCO NAZIONALE
DEL VESUVIO”
– Moderatore Luciano Pignataro

Interventi: dr. Mario Iervolino (Sindaco di Ottaviano)
sig. Michele Romano (Presidente della Strada del Vino)
dr. Giuseppe Allocca (Coordinatore Area AGC 11 Assessorato Agricoltura Regione Campania)
dr. Francesco Del Vecchio (Dirigente STAPA CePICA di Napoli)
cav. Gaetano Cola (Presidente Camera Commercio di Napoli)
prof. Ugo Leone (Presidente del Parco Vesuvio)
dr. Giuseppe Capasso (Presidente della Comunità del Parco
Nazionale del Vesuvio)
prof. Virginio Ferrara (Preside Istituto “L. De’ Medici”)
prof. Carmine Cimmino (Storico della cultura vesuviana)

Conclusioni: On. Andrea Cozzolino
(Assessore all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania)

Il Convegno, che vedrà anche la partecipazione dei referenti istituzionali dei Comuni del Parco e delle Aziende associate, ha lo scopo di fare il punto sullo stato dell’arte e dei risultati raggiunti, rendere noti gli obiettivi fissati e attivare dinamiche sinergiche atte alla riscoperta, valorizzazione e riqualificazione delle risorse territoriali.

Sabato 13 settembre Palazzo Mediceo

Ore 16,00 - Apertura degli stand e degli spazi espositivi
- Coffee break con Caffè Lavazza
- Spazio pasticceria a cura dei Fratelli Raia
- Preparazione e degustazione di un piatto tipico della tradizione vesuviana a cura dei maestri chef dell’Istituto Alberghiero “Luigi de’ Medici”.

Il Vesuvio va forte.
- Degustazione guidata dei distillati tipici vesuviani.
- Degustazione di confettura, nettare e sciroppate di albicocche del Vesuvio IGP.
- Degustazione della bruschetta con pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP.

Ore 18,00 – “CONSORZIO TUTELA VINI VESUVIO”
Convegno: “I vini della sabbia nera: le prospettive enologiche
del Lacryma Christi
” Moderatore: dr. Luciano Pignataro

Interverranno

prof. Luigi Moio
(Professore ordinario di Scienze e tecnologie alimentari)
dr. Luciano D’Aponte
(Funzionario STAPA CePICA di Napoli)
Piervincenzo Tione
(Presidente Consorzio di Tutela Vini Vesuvio)
Lucio Mastroberardino
(Vicepresidente Consorzio di Tutela Vini Vesuvio)
dr. Vito Amendolara (Direttore Coldiretti Campania)
dr. Roberto Cipresso (Enologo)

Il convegno ha lo scopo di analizzare i punti di forza e di debolezza della filiera del Lacryma Christi attraverso il confronto con rappresentanti di affermate realtà viti-vinicole nazionali ed esperti del settore.

Domenica 14 settembre
Palazzo Mediceo – Via Salita del Principe, 1 - Ottaviano
Ore 10,00 - Apertura degli stand e degli spazi espositivi
- Coffee break con Caffè Lavazza
- Spazio pasticceria a cura dei Fratelli Raia
Il Vesuvio va forte.
Degustazione guidata dei distillati tipici vesuviani.
Degustazione di confettura, nettare e sciroppate di albicocche del Vesuvio IGP.
Degustazione della bruschetta con pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP.

Ore 11,00 - Consegna targa di riconoscimento ai partecipanti al primo concorso “Amodio Pesce Lacryma Christi del Vesuvio doc”, intitolato alla memoria del fondatore della Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici Vesuviani.Coordinatore: dr. Luciano Pignataro

Interverranno: dr. Mario Iervolino (Sindaco di Ottaviano)
dr. Pasquale Ciccarelli (Assessore Comune di Ottaviano)
dr. Matteo Rinaldi
(Direttore del Parco Nazionale del Vesuvio)
avv. Amilcare Troiano
già Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio)
dr. Francesco Del Vecchio
(Dirigente dell’Assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania)
prof. Virginio Ferrara (Preside IIS “L. De’ Medici” di Ottaviano)
dr. Tommaso Luongo (Delegato AIS - Napoli)
sig. Gabriele De Falco (Imprenditore vitivinicolo)
sig. Vincenzo Ambrosio (Imprenditore vitivinicolo)

La premiazione, aperta al grande pubblico, avverrà alla presenza di giornalisti, di autorità istituzionali e dei rappresentanti delle aziende sostenitrici del progetto. Il premio sarà consegnato da una personalità di rilievo legato al territorio e alla storia stessa dell’Associazione.
A seguire, sarà servito un piatto tipico della tradizione vesuviana preparato dai maestri chef dell’Istituto Alberghiero “Luigi de’ Medici”.

In collaborazione con:
REGIONE CAMPANIA
PROVINCIA DI NAPOLI
COMUNE DI OTTAVIANO
CAMERA DI COMMERCIO DI NAPOLI
ISTITUTO COMMERCIO ESTERO
PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO
ISTITUTO ALBERGHIERO “LUIGI DE’ MEDICI”

A Grande Richiesta Bis…

Pubblicato da aisnapoli il 02 Ago 2008

Foto di WItaly

Bacco, Tabacco e…fuochi di S.Anna

Pubblicato da aisnapoli il 02 Ago 2008

Di Pasquale Brillante

Settimana densa di appuntamenti quella appena trascorsa, il Simposio a Capo La Gala, la festa della birra,la serata Bollicine..ahimè ero in vacanza! e non ho potuto esserci con mio grande rammarico. Ho avuto la fortuna però di aver scelto quale luogo per le mie vacanze ad Ischia quello dell’annuale raduno dagli amici del “Moro” dell’ AIS ,l’Hotel Don Felipe che domina l’ incantevole baia di Cartaromana ed il castello Aragonese. Padroni di casa Marco Starace ,delegato del’AIS di Ischia e Procida e suo padre, l’istrionico Don Felipe, che dà il nome alla struttura. Per chi non fosse fumatore il Moro , è un sigaro Toscano di assoluto prestigio confezionato a mano utilizzando come fascia foglie di provenienza nordamericana e come ripieno foglie di provenienza nazionale unite ai ritagli della fascia. E’ un sigaro dalle dimensioni extra ben 23 cm e dalla tiratura limitata, offerto singolarmente in un astuccio di legno a forma di foglia di tabacco, completo di tagliasigari in dotazione.
E’ stato presentato al pubblico per la prima volta nel 2000 e viene prodotto nella manifattura di Lucca. Per chi volesse approfondire cliccare qui . La data prescelta per il raduno ,ha coinciso anche con la tradizionale festa di S.Anna. La festa risale ad una tradizione del secolo scorso. Il 26 di Luglio, d’ogni anno, le donne gravide andavano in processione a venerare l’effige della Madre della Madonna che si trovava in una cappella nella baia di Cartaromana. Esse erano accompagnate da un corteo composto dalle barche dei pescatori, che per l’occasione addobbavano lo scafo con frasche e ghirlande di fiori.
Intorno agli anni ‘30 ad un gruppo d’amici venne in mente di istituire un premio per la barca più bella selezionata da una giuria di esperti. Quest’anno l’AIS era presente in giuria con l’architetto Elena Erman nostra amica e collega. Per la cronaca la giuria ha premiato la barca del comune di Ischia intitolata: Omaggio a Mario Mazzella, l’ischitano pittore. A cura del gruppo “La Mandra”.Per chi volesse approfondire segnalo il sito della manifestazione. La serata si è svolta sulla splendida terrazza dell’albergo, dalla quale si gode una vista d’insieme sul nostro golfo a dir poco mozzafiato,deliziati dalla cucina della cuoca dell’albergo la sig.ra Adelina accompagnata dai salumi portati da Sabino Della Sala e da Antonio Del Franco.Il tutto accompagnato dai vini che il il padrone di casa ha selezionato per l’occasione: Bellavista brut, Biancolella Tenuta Frassitelli di Casa d’Ambra ed un Biancolella Riserva. Ad accompagnare il dolce il buon Marco, che non finisce mai di stupirci ,ci ha deliziato con un prezioso Chateau D’ Yquem del 1990. A margine della serata, alcuni dei presenti hanno avuto in dono il libro, fresco di stampa, sulla cucina e le ricette tradizionali ischitane con la preziosa collaborazione di Marco per la parte relativa ai vini.Per finire oltre agli assaggi di rum,distillati e grappe tutti a fumare il “Moro”! In attesa del clou della festa con lo spettacolare incendio del castello ed i fuochi artificiali che hanno illuminato la baia e le tante barche che la affollavano ,creando una scenario da brividi.

Buone Vacanze.

Salerno: la Guida ai vini della Campania di Luciano Pignataro

Pubblicato da aisnapoli il 01 Ago 2008

copertina-salerno.jpgSeconda tappa della nuova edizione della Guida ai Vini della Campania. Dopo l’Irpinia è di scena una delle province più grandi d’Italia: Salerno. Da Positano a Sapri 200 chilometri di costa, la natura protetta del Parco nazionale del Cilento, il più esteso dopo il Pollino, il parco Regionale dei Picentini, i templi di Paestum, la certosa di Padula. Uno scrigno di bellezza vicino al quale sono nate le aziende che hanno fatto la rivoluzione campana: il Montevetrano, De Conciliis, Maffini. La guida è una ricostruzione storica della viticoltura dalle origini ai giorni nostri con l’anagrafica delle cantine. Ogni azienda è presentata attraverso i dati essenziali, le vicende dei titolari, le schede dei prodotti sino alla sintesi delle 5 stelle e dei 13 vini del cuore attraverso i quali è possile narrare la straordinaria avventura degli ultimi vent’anni. La fotografia della nuova realtà ricca di grandi maestri e di giovani enologi, imprenditori e contadini, giornalisti e comunicatori in uno scambio ideale di testimone fra chi ha resistito e chi è chiamato a interpretare il futuro. I protagonisti storici sono affiancati da nuove realtà, tra cui emerge soprattutto il Cilento grazie alla passione di molti viticoltori. Un manuale indispensabile per gli appassionati, i sommelier, i ristoratori e gli operatori del settore che adesso hanno, al tempo stesso, l’atlante più completo mai pubblicato e una lettura immediata delle eccellenze per ciascuna tipologia: Costa d’Amalfi, Castel San Lorenzo, Cilento, Colli di Salerno igt.
In appendice: i disciplinari, la produzione, i wine bar e i ristoranti. 111 pagine, 8 euro
La guida è sponsor free: non ha contributi pubblici e nessuna forma di pubblicità diretta o indiretta.Nelle edicole in provincia di Salerno e in tutte le librerie della Campania e nelle Feltrinelli. Può essere richiesta rivolgendosi direttamente all’editore scrivendo a info@edizionidellippogrifo.it oppure telefonando ai numeri 347.0503455 e 081.5177000