Archivio di: Ottobre 2008

First Lesson:Troll,istruzioni per l’uso!

Pubblicato da aisnapoli il 31 Ott 2008

Troll - nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog - è detto un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati. Spesso l’obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti (flame war); una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente (e molto più approfonditamente) dibattuta, specie laddove la questione sia già tale da suscitare facilmente tensioni sociali (come un’annosa religion war). In altri casi, il troll interviene in modo semplicemente stupido (per esempio volutamente ingenuo), con lo scopo di mettere in ridicolo quegli utenti che, non capendo la natura del messaggio del troll, si sforzano di rispondere a tono. Dal sostantivo troll si derivano, sia in inglese che in italiano, forme come il termine trollismo (inteso come il verificarsi di tale fenomeno nelle web-community), il verbo trollare (”comportarsi come un troll”) o essere trollato (”cadere nella trappola di un troll” rispondendo a tono alle sue provocazioni).Un troll particolarmente tenace e fastidioso può effettivamente scoraggiare gli altri utenti e causare la fine di una comunità virtuale. Se un troll viene invece ignorato (in genere la contromisura più efficace), solitamente inizia a produrre messaggi sempre più irritanti ed offensivi cercando di provocare una reazione, per poi abbandonare il gruppo.
Oltre all’indifferenza, in molti contesti esistono anche strumenti tecnici utili per combattere i troll; un approccio generale consiste nel predisporre opportuni filtri che rendono automaticamente invisibili i messaggi inviati dagli utenti segnalati al sistema come disturbatori (per esempio i killfile nel caso dei newsgroup).La figura del troll è per molti aspetti simile a quella del fake (che “disturba” una comunità fingendosi qualcun altro), sebbene i due concetti non siano del tutto sovrapposti: un “fake” potrebbe partecipare in modo disciplinato e costruttivo alla conversazione, e un “troll” non necessariamente nasconde o falsifica la propria identità.

Fonte:Wikipedia

Sigari,distillati e cioccolato!

Pubblicato da aisnapoli il 30 Ott 2008

Pubblichiamo il Report di Massimo Sacco -VinoGlocal relativo ad una eccellente degustazione con degli straordinari abbinamenti svoltasi domenica 26 Ottobre al Salone del Gusto…Quale miglior viatico per il corso di Catadores CCA che l’Ais Campania in collaborazione con Casa dos Habanos e Club Amici del Toscano organizzerà a partire da Gennaio 2009(T.L.)

Insieme a Fabio e agli amici dell’AIS Napoli e Ischia (Tommaso Luongo, Marco Starace e Pasquale Brillante), ci siamo ritrovati alla tenda del Maledetto Toscano, dove Stefano Fanticelli, il Presidente del Club, ci ha guidati attraverso i sapori e gli aromi del sigaro Moro 2008, abbinato a distillati di frutta e Rhum del mastro distillatore Capovilla, ed allo straordinario cioccolato di Andrea Stilli. Iniziamo subito dal sigaro Moro: è un sigaro dalle qualità eccezionali, reso straordinario anche dalle sue dimensioni, che si aggirano sui 23 cm. e secondo Stefano, occorrono circa 3 ore per poterlo fumare. Durante le varie degustazioni in tutta Italia, Stefano presenta il Moro soprattutto a pranzo, poiché a cena sarebbe quasi impossibile fumarlo, vista la durata di una cena degustazione, che normalmente si protrae sino intorno alla mezzanotte: fumare un sigaro di 23 cm (tre ore di fumo), porterebbe i clienti ad intrattenersi almeno fino alle tre del mattino, il che determinerebbe alcuni ragionevoli inconvenienti, anche e soprattutto per i ristoranti.

Salone del Gusto 2008, degustazione sigari toscani

Il Moro viene prodotto dalla manifattura di Lucca dal 1999, con una tiratura limitata, utilizzando esclusivamente tabacco Kentucky di origine nazionale per il ripieno, e di origine americana per la fascia; è un sigaro dalla personalità molto forte, dal gusto corposo e dall’aroma intenso. Vittorio Capovilla è stato definito da Veronelli “il più nobile dei nobili tra i distillatori” ed è considerato un vero e proprio Maestro nell’arte del distillare, basti pensare, che gli alambicchi li fa costruire da un artigiano della Foresta Nera (in Germania) secondo le sue indicazioni, ed è talmente appassionato che non esita a fare migliaia di km per cercare frutta esotica da distillare, avventurandosi fino alla Guadaloupe Francese, dove trova frutti esotici incredibili.

Salone del Gusto 2008, degustazione sigari toscani

Andrea Stilli è un Maitre Chocolatier di Pistoia, che ci ha invece deliziato con le sue splendide praline al cioccolato. Abbiamo iniziato con un Rhum Agricole (cioè il distillato del succo della canna da zucchero) a 56°, che è stato abbinato ad una pralina al cioccolato dell’Equador. Il profumo del sigaro, con delle note di affumicato e tostato, si è molto ben amalgamato con il cioccolato, riportando aromi tostati, che hanno accomunato molto bene il sigaro ed il Rhum (soprattutto nelle sue note vegetali). Con il secondo abbinamento, abbiamo assaggiato un distillato di Pomme Malacca, (molto simile alla mela che si trova in Martinica), di cui Capovilla ne produce in modo sperimentale, solo 30 lt. Pensate che occorrono 50 kg di questo frutto, per ottenere un solo lt di distillato! Il profumo è incredibile, con aromi vegetali molto marcati, note di canna da zucchero e note speziate (chiodi di garofano verdi e curcuma). Il cioccolato abbinato al sigaro e al distillato, era una pralina al pepe nero, molto fine ed elegante, con il sentore di speziato appena percettibile, infatti Andrea utilizza le bacche del pepe intere e le lascia in infusione nel latte.

Salone del Gusto 2008, distillati

Il terzo distillato é stato proposto “alla cieca”, ma noi ed i sommeliers campani abbiamo subito percepito il sentore di banana. Si trattava infatti di un distillato di bananitos verdi di Guadaloupe: qui siamo nel rapporto di 40 quintali di frutta per 100 lt di distillato. L’abbiamo trovato molto aromatico, con sentori di banana verde, mischiati al frutto della passione e maracuya. Ovviamente Andrea ha abbinato una pralina alla banana, molto leggera che si sposava a meraviglia con il carattere aromatico del distillato e i profumi del sigaro che cominciavano ad essere più rotondi e più corposi.

Il quarto distillato l’abbiamo degustato alla cieca e questa volta abbiamo avuto delle difficoltà a indovinare le origini: si trattava di un prodotto sperimentale a base di mele e di tabacco Kentucky (proveniente da Albareta d’Adige) le cui foglie, circa 80 kg, sono state lasciate in infusione per circa un mese dopodichè il tutto viene nuovamente ridistillato. L’abbiamo trovato molto morbido con un’esplosione di affumicato (a me aveva fatto pensare ad un distillato passato in botti utilizzate per il whisky di Islay) che ben si accordava con il sigaro ed i suoi profumi che andavano verso più animali (cuoio, catrame, sella di cavallo, liquirizia) ed i cioccolati che questa volta erano due: uno a base di liquirizia, a meraviglia sul sigaro, e l’altro un cioccolato in purezza al 70% Equador, di un croccante estremo che letteralmente si fondeva una volta sulla lingua. Abbiamo assistito ad una lezione di gusto e di prodotti straordinari fatti con passione ed amore.

Foto: Fabio Ingrosso - Vino24.tv

Susanna Crociani for President!

Pubblicato da aisnapoli il 30 Ott 2008

Il Gusto di Torino…

Pubblicato da aisnapoli il 28 Ott 2008

Di Michela Guadagno
Era da quest’estate che non preparavo la valigia, stavo perdendo l’abitudine. “Partire è un po’ morire“, dalle mie parti si dice così, per me è il contrario, partire è rinascere, dà nuovo slancio, quando prendo un aereo mi sembra di essere in balìa del destino, per chi crede in Dio è affidarsi, sospesa in aria mi stacco letteralmente dai pensieri terreni, e comprendo che non c’è nulla che possa fare per cambiare le mie sorti. Quando si torna si è carichi di un nuovo bagaglio di esperienza, da raccontare a chi lo vuole sapere. Filosofie trascendentali a parte, sono stata al Salone del Gusto sabato 25 ottobre, insieme al gruppo organizzato da Antonio Del Franco e Maria Grazia De Luca, sperimentata capogruppo già al Vinitaly di quest’anno. Una folla indicibile, arrivo allo stand Regione Campania & Agripromos per salutare i “parenti”, Tommaso Luongo, Marco Starace e Pasquale Brillante, praticamente spinta dalla fiumana di persone. Più o meno questo l’andamento del Salone, tra un padiglione e l’altro incontro Silvia Imparato che mi invita alla degustazione di Montevetrano, tra i vincitori dei 3 bicchieri di quest’anno, ma è impossibile rispettare gli orari tra gli andirivieni degli stand, arrivo alla conclusione che in una fiera è meglio lavorarci che andarci come visitatrice, alla fine della giornata ti ci vorrebbero un paio di piedi nuovi comunque! Che cosa ho visto e che cosa ho assaggiato di particolare? Fagioli a formella, cicerchie dei Campi Flegrei e torzelle, allo stand della Regione Campania Milena Pepe mi offre un’ostrica del Regno Unito da assaggiare con il suo Greco di Tufo Docg Nestor, Emanuela Russo di Cantine Astroni un brindisi con Astro Spumante; incontro: Giancarlo Moschetti con Sandro Lonardo, il Taurasi 2004 Contrade di Taurasi ha preso i 3 bicchieri e anche loro mi invitano alla degustazione, purtroppo non riesco ad andarci; Raffaele La Mura di Poggio delle Baccanti; Marco Ricciardi sta andando ad assaggiare i cibi della cucina di strada; faccio “un salto” nel padiglione dei Presidi Slow Food per andare a salutare Liliana, Manuel ed Eulalia Lombardi con il loro Conciato romano, come promesso. Ma che, sono al Salone del Gusto per provare i prodotti campani? Mi aggiro tra le susine bianche di Monreale conservate nella carta e le pesche tardive di Leonforte, si raccolgono in autunno, e già che ci sono anche una zuppetta di fava larga di Leonforte; i chinotti di Savona sciroppati; il violino di capra della Valchiavenna, prosciutto che si taglia a mano tenendolo per l’osso, come un violino appunto; il caciofiore di Columella della campagna romana a crosta fiorita, da latte di pecora e caglio vegetale di cardo. Provo a entrare nello spazio affollato dove sono gli stand della cucina di strada, mi attira la focaccia calda con il formaggio di Recco, gli spiedini di calamari fritti della Riviera del Brenta e le bombette pugliesi di Alberobello, involtini di carne con formaggio fuso all’interno. Nei Mercati della Terra mi mostrano dei cestelli per la spesa prodotti con bottiglie di plastica riciclata; dai produttori di fibre naturali acquisto una sacca in stoffa creata con i tessuti di Ermenegildo Zegna. Giusto per ricordarmi anche i miei doveri, mi fermo a una degustazione di vini del Lazio, si tratta di Frascati, e apprendo che il Consorzio di tutela ha applicato un sistema per la rintracciabilità delle bottiglie, fai una telefonata e ricevi l’informazione in tempo reale via sms sulla produzione della Doc Frascati. Si è fatto tardi, non c’è più tempo, l’appuntamento per rientrare in albergo è alle 19. Ci prepariamo per andare a cena in un ristorante, Pautasso, nel Quadrilatero romano della Torino by night: a piedi “dovrebbe” distare poco dall’albergo, una passeggiata per le vie del centro tutte intestate a nomi sabaudi per la gioia del delegato, l’aria è tiepida e ci fa piacere camminare… Continue Reading »

Con Fabio Ingrosso di Vino24.tv al Salone del Gusto 2008

Pubblicato da aisnapoli il 28 Ott 2008

Salone del Gusto, 2008

Quella che vedete a sx è la parte che mi ha emozionato e impressionato di più: una distesa di prosciutti San Daniele. Ci sono stato ieri al Salone, insieme a Massimo. Si è parlato del più e del meno, della scrittura di altri post, di progetti, … Tra una chiacchiera e un’altra ecco una degustazione di sigari in abbinamento con cioccolata e distillati (eccezionale!), ecco l’incontro con amici tra i quali i sommelier di AIS Napoli presso cui abbiamo anche avuto il privilegio di pranzare a base di prelibatezze della regione, sia vini che cibi. Insomma, una domenica all’insegna del gusto e complimenti al Salone. Di seguito una carrellata di scatti carini.

Salone del Gusto, 2008: Massimo e Fabio con AIS CampaniaGli amici di AIS Napoli con me e Massimo Continue Reading »

Umami: è ora di parlarne. E di cambiare il modo con cui degustiamo un vino

Pubblicato da aisnapoli il 28 Ott 2008

Riceviamo e pubblichiamo su segnalazione di Angelo di Costanzo un articolo di Andrea Gori dedicato al gusto Umami. Magari molti di voi non lo sanno ma forse dovremmo riconsiderare alcune nostre certezze riguardo i gusti che siamo in grado di percepire e soprattutto nel modo in cui valutiamo i vini. Recentemente sono stato contattato da Mauro Fregoni, sommelier AIS e giornalista nonchè scrittore, per contribuire ad un documento che cercasse di approfondire gli aspetti umami del vino. Già Roberto Gardini e Bruno Piccioni hanno realizzato seminari in giro per l’Italia dove se ne parla apertamente ma la discussione non è mai veramente partita. Accolgo quindi volentieri l’invito di Mauro e faccio partecipi i miei lettori dell’iniziativa sapendo di contare su una base qualificata in grado di dare contributi validi sull’argomento. (questa foto qui accanto invece è come mi ha convito a partecipare, un vino la cui piacevolezza e saporosità non può certamente essere spiegata in termini classici).

IL PROGETTO UMAMI

L’attuale interesse per umami e dintorni nasce all’interno di un mio personale programma di ricerca sulle nuove frontiere della degustazione (tutto confluirà in una serie di articoli, che dovrebbero uscire nei prossimi mesi su riviste specializzate e sul web). L’enorme sviluppo delle neuroscienze ha prodotto una mole cospicua di studi sul sensorio, alcuni dei quali - a mio avviso - sono potenzialmente in grado di rivoluzionare l’attuale impostazione dell’analisi organolettica. Capisco e giustifico la prudenza con cui si muovono i soggetti istituzionali del settore (in prima fila l’AIS) ma credo anche che almeno a livello di dibattito teorico si possano, e si debbano, fare dei passi avanti.
Il questionario sull’umami nasce da una prima, sommaria (e ovviamente incompletissima) indagine su quelle che potrebbero essere le implicazioni pratiche derivanti da una reale apertura dell’analisi organolettica del vino sulla dimensione del “quinto gusto”.
Sarò grato sia a chi risponderà in modo puntuale al questionario, sia a chi darà liberamente il proprio contributo di idee e di esperienze personali.

*Per un’analisi più completa dei contributi, a posteriori, sarebbe utile che chi risponde al questionario aggiungesse un proprio sintetico profilo, segnalando almeno se è un addetto ai lavori, ed eventualmente che attività svolge.

Grazie a tutti

Mauro Pratesi

Ecco come si presenta: Ho 58 anni, vivo a Firenze, sono iscritto all’AIS dal 1980. Ho seguito i tre corsi previsti dall’iter didattico, superando i relativi esami. Ho seguito corsi formativi anche su altre materie di interesse specifico per il nostro settore (ad esempio un corso sull’Olio Extravergine presso la Camera di Commercio). In passato ho gestito ristoranti ed enoteche. Da qualche anno mi dedico esclusivamente all’attività pubblicistica (che già prima esercitavo a margine: sono infatti iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1987). Ho scritto di cucina e vini sulla stampa generalista ed ho collaborato a numerose pubblicazioni specializzate, periodici, guide ecc. Sono interessato all’enogastronomia a 360 gradi: dagli aspetti sociali e antropologici a quelli più strettamente tecnici. Ho dedicato molto tempo a studiare la storia della cucina, settore che ritengo a tutt’oggi carente (al di là del folclore leggendario e aneddotico). Tra l’altro, ho curato con Giuseppe Lo Russo la riedizione di un testo importantissimo ma poco noto dei primi del Novecento, “La cuisine florentine” di Louis Monod.

Ed infine ecco il questionario da inviare a burdedj [at] gmail.com

  1. A quali sostanze ritieni sia dovuto il gusto umami che si avverte in alcuni vini? In quale misura a sostanze naturalmente presenti nell’uva e in quale a sostanze originatesi nel corso dei vari passaggi produttivi (fermentazione, invecchiamento, eventuale appassimento delle uve ecc.)?
  2. Pensi che questo gusto sia un elemento di qualità, che conferisca al vino un pregio maggiore?
  3. Pensi che sia possibile avvertire il gusto umami per il normale consumatore, anche in mancanza di un’educazione sensoriale specifica, così come molti avvertono spontaneamente il dolce, il salato, l’amaro e l’acido?
  4. A proposito di educazione sensoriale, ritieni che l’attuale didattica, nei corsi tenuti dall’AIS e da altri soggetti qualificati, assegni all’umami lo spazio che gli compete, sia nell’analisi organolettica che nella tematica degli abbinamenti?
  5. In base alla tua esperienza, come pensi che l’umami interagisca con gli altri gusti fondamentali, e in generale quale ruolo e quale peso pensi che abbia nella degustazione?
  6. Ritieni che la presenza sensibile del gusto umami in un vino debba essere uno dei criteri guida nell’abbinamento?
  7. Come ci si deve comportare se invece siamo chiamati a scegliere un vino per abbinare ad un cibo in cui il gusto umami è in evidenza? Quali caratteristiche specifiche dovrà avere il vino?
  8. Cosa accade quando si abbinano un cibo e un vino entrambi fortemente connotati da un gusto umami?

Per aiutarvi, date un’occhiata a questi link:
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/01/30/pomodori-umami-al-glutammato/
http://xoomer.alice.it/espraf/CHIMICA%20ALIMENTARE/Il%20Vino/Analisi%20Vino.pdf
http://www.inetours.com/PagesWT/Pairing/Wine_Into_Umami.html

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Da Torino con Gusto…il diario fotografico del Salone

Pubblicato da aisnapoli il 25 Ott 2008

A pranzo con Berlusconi, a cena con Savoia

Pubblicato da aisnapoli il 25 Ott 2008

Di Michela Guadagno

Vorrei tranquillizzare Tommaso e gli altri, non è che di colpo abbia frequentazioni con Premier e Case regnanti, è capitato che abbia partecipato anch’io a un servizio sommelier insieme a Pino Savoia, Massimo Florio, Franco De Luca, Stefania Cozzolino e Maria Luisa Crescimbeni, un evento “segretissimo” tenuto martedì 21 ottobre a Citta del Gusto a Napoli, l’unica notizia che avevamo dal catering Sire era l’appuntamento fissato per le 8,30. E così ci troviamo, dopo una serie di caffè, tutti pronti in uniforme ad aspettare le personalità ospiti del pranzo a sèguito dell’Assemblea dell’Unione Industriali. Pino distribuisce i ranghi, al piano soppalcato dove è disposto il tavolo imperiale saranno lui e Ciro Potenza, il sommelier “di casa” di Città del Gusto, a servire i vini ai 24 commensali vip, noi altri saremo in sala per le altre autorità disposte nei sette tavoli da otto sedute, che fa 56, in tutto 80 selezionatissimi invitati. Confesso che ho provato a sbirciare i nomi dei presenti, a parte i volti noti, sembrava di essere in un telegiornale, purtroppo la lista degli ospiti è top secret, e certo non la fanno vedere a me!Pranzo di gala che più non si può, quando mi succede un’altra volta? I tavoli rigorosamente apparecchiati in bianco, mise en place elegante, centro tavola di gusto con melograni e peperoncini di buon augurio, ho infilato un cerasiello nel taschino del grembiulone per scaramanzia, non si può mai sapere…. e tutto fila liscio. Il menu a base di spicchi di pizza in entrèe innaffiati dal Dubl rosato metodo classico millesimo 2005 dei Feudi di S. Gregorio, da uva Aglianico 100%, la memoria della cena con Selosse è ancora fresca, è facile presentare questo vino. A seguire sulla parmigiana di melenzane il Costa d’Amalfi Furore bianco Fior d’uva 2006 di Marisa Cuomo, anche su questo siamo preparati, blend di Fenile, Ripoli, Ginestra, ho una notizia in più, l’etichetta è stata un consiglio di Luigi Moio sulla base di un acquerello ritrovato nella cantina dell’azienda. Lo stesso vino anche sulla spigola in salsa di lattuga e broccoli baresi. L’ultimo vino da dessert, Melizie di Mastroberardino, passito da uva Fiano, è abbinato su una pastierina con salsa al cioccolato, accompagnata da cioccolata foresta. Servito si fa per dire, il commiato del Capo del Governo per gli impegni successivi crea un andirivieni degli ospiti, tutti in piedi per salutare, una certa fatica a districarsi per un impeccabile Franco De Luca con il vassoio per il cambio dei bicchieri! Ma si sa che è in queste circostanze che si conquista il proprio valore sul campo!E la cena con Savoia? Succede che un pomeriggio di un mercoledì di ottobre mi arriva la telefonata di Pino Savoia: “Che fai stasera, vieni alla serata dei Feudi?”. Avevo letto della cena a 4 mani tra lo chef Paolo Barrale del ristorante Marennà e la chef Lucia Botte della Locanda del Palazzo, ma di questa serata non avevo notizie al riguardo. Mi coglie di sorpresa, va bene, a che ora è l’appuntamento? Lungo la strada capisco che si tratta della verticale di Taurasi, ho avuto dei problemi con il computer e non ero informata.

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L’AIS Napoli ha fatto il botto!

Pubblicato da aisnapoli il 23 Ott 2008

Di Franco De Luca

il-botto.jpgL’ AIS Napoli ha fatto il botto! Ma questa volta, con buona pace della Sig.ra Luisa D’Angelo dell’omonimo catering, è una cosa buona, questa volta il botto non denuncia spumanti caldi ma una calda e frenetica attività del “Gruppo Servizi”. Soltanto nell’ultima settimana sono stati svolti 50 servizi, una valanga di richieste che il buon Massimo Florio, supportato da me, ha dovuto gestire con non poche problematiche: la difficoltà di cercare di ottenere il maggior numero di informazioni dai committenti sempre più avari di notizie, la difficoltà di effettuare numerose telefonate considerando che uno non risponde, l’altro non si è ancora svegliato, quello che è impiegato al ristorante, quello che è convalescente, quello che “ma, non so… ti faccio sapere”, quello che “non ho la macchina”, quello che “ma sto da solo?”, quello che “mi sono fatto male ad un piede”, quello che “stamattina ho un po’ di sciatica, mi sono preso il voltaren, vediamo se mi passa”, quello che “uanema, così lontano?”, quello che “ma c’è il rimborso spese?”E così via…un inferno! Ci vuole tanta pazienza e Massimo Florio per fortuna ne ha da vendere. Dal 1 gennaio 2008 ad oggi sono stati richiesti alla nostra delegazione ben 530 servizi, alcuni dei quali last minute ma ciò nonostante tutti assegnati, nessuno è andato perso, anzi di questi circa 30 sono stati assorbiti dalle delegazioni limitrofe. Un gran bel numero, destinato ancora a crescere visto che c’è ancora qualche mese di attività, ma cosa sta succedendo? A cosa può esser dovuta questa crescita esponenziale?Fino a pochi anni fa il sommelier era una specie di pupazzo che camminava per le sale mostrando l’oscillante tastevin a mo’ di San Ciro in processione, era una figura emblematica che serviva per lo più a conferire autorevolezza al ristoratore ma che aveva spesso l’effetto indesiderato di incutere terrore negli invitati. Le persone al tavolo, impreparate più che mai, si sentivano un po’ minacciate dalla incombente presenza di questo “oscuro individuo” e non si permettevano di esprimere nessuna forma di dissenso; talvolta, poteva capitare qualche commensale più audace ed allora iniziavano i problemi… Una volta, ad esempio, ad un matrimonio nell’aversano, una piccola e paffuta principessina si rivolse teneramente alla madre: “mammà, so’ arrivat ‘e schiattamuort!”; ed un’altra volta, ad un collega in un servizio dove ero anche io presente, un’avvenente e procace donnone, colta di sorpresa alle spalle mentre parlottava con una sua amica, esclamò d’acchito: “che paura, ma chi è, Belfagòr?”(pronunciato dalla gentil dama rigorosamente alla napoletana con accento sulla “o”).Ve lo ricordate a Belfagor? Ci vollero giorni e giorni per risollevare le braccia dopo una vita di sacrifici a studiare…

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Con gli amici di Fabio Lombardi…

Pubblicato da aisnapoli il 22 Ott 2008

Di Giannantonio Aiuolo
Martedi 21 Ottobre Al Teatro Comunale di Caserta un gruppo di amici ha voluto ricordare Il giovane casaro Fabio Lombardi a circa un anno dalla scomparsa.La commemorazione non è di quelle formali;Fabio era un grande per chi l’ha conosciuto e chi era presente non era là “per un atto dovuto” ma per volontà dettata dall’affetto e dalla commozione. E’ stato il Gruppo Servizi dell’AIS Caserta a volere fortemente questa serata…Fabio era diventato da poco uno di loro e ne era fiero,ma in sala c’erano personaggi legati a varie Associazioni nelle quali Fabio aveva avuto modo di farsi conoscere ed apprezzare.C’erano giovani,forse amici d’infanzia, che non nascondevano il rossore agli occhi;c’era qualche produttore,c’era qualche casaro, c’erano tre generazioni di Lombardi che mostravano un tenera socialità nonostante tutto…c’era tanta gente!
La riflessione a cui lego queste righe è quella legata alla bellissima idea di organizzare qualcosa del genere in un ambiente professionale,e non,spesso apparentemente asettico e modaiolo.Martedì sera si è visto un aspetto insolito del mondo AIS spesso legato allo stereotipo del calice che ruota alla ricerca di un qualcosa che a volta non sappiamo nemmeno cosa sia o cosa debba essere;un aspetto lontano dalle code al banco d’assaggio più prestigioso, lontano dalle adulazioni al Guru del momento e alle stravaganti dichiarazioni dell’ultimo scopritore della Pietra Filosofale enologica. A volte il Tastevin luccicante all’occhiello rischia di coprire il cuore e la mente. Martedì il buffet era poco più che simbolico, offerto per amicizia da qualche produttore e servito con semplice e composta professionalità dal Gruppo guidato da Alessandro; ma era tanta la soddisfazione di condividere quel sentimento,quegli occhi rossi e vedere Liliana Lombardi disegnarsi un sorriso sul volto per gli ospiti di Fabio. Qualcuno degustando l’ultimo Casavecchia di Fabio è scoppiato in lacrime. Non vorrei apparire sadico provando soddisfazione nel vedere il dolore altrui, ma fa piacere notare che tante persone, con cui si sono condivisi momenti professionali, e di cui poco si conosce oltre la giubba, hanno in serbo sentimenti così nobili. Persone che con lo spirito vanno oltre il confine della propria competenza professionale e danno un peso ed un valore più alto alla parola “ASSOCIAZIONE” senza dare importanza ai titoli, alle nomine,alle Direzioni Corsi ed altro ancora. Tutto questo mi dà gioia e penso che anche in questa espressione di grande umanità ci sia lo zampino di quel ragazzo di campagna che la campagna ha voluto tenere per sè.
Uscito dal Teatro con alcune colleghe tornavo verso l’auto,l’aria era quasi tiepida,invitava a camminare,magari tra i campi rischiarati dalla luna masticando un filo d’erba.
Arrivederci Fabio

Nella foto:Fabio Lombardi,Mario Sanza,Gennarino Esposito,Salvatore Varrella, Paride Cimbalo, Tommaso Luongo, Nicola Fiorillo

Verticale di Taurasi al Winebar Feudi al Vulcano Buono

Pubblicato da aisnapoli il 22 Ott 2008

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS  Delegazione di Napoli

Feudi di San Gregorio:“IL TAURASI IN VERTICALE”

Taurasi DOCG 2004
Taurasi DOCG Riserva Piano di Montevergine 2001
Taurasi DOCG Riserva Piano di Montevergine 2000
Taurasi DOCG Riserva Piano di Montevergine 1997

Degustazione guidata dal sommelier Pino Savoia

In abbinamento

Tagliere con zuppa di cereali

Tre stagionature di formaggi campani 6-8-14 mesi

Mercoledi 22 Ottobre 2008, ore 20.30 Costo 25 Euro

Winebar Feudi di San Gregorio, Vulcano Buono, Nola

Info e Prenotazioni:081.3641680

Tommaso Luongo

Delegato Ais Napoli

www.aisnapoli.it

 

Prove Tecniche di Simposio all’Antica Trattoria di Sorrento

Pubblicato da aisnapoli il 22 Ott 2008

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS Delegazione di Napoli

Un ciclo di incontri conviviali dedicati all’approfondimento di tematiche legate al mondo del vino per arricchire le nostre conoscenze e coltivare le nostre passioni…

“Cena Gourmet & Blind Wine Tasting”

Ristorante Antica Trattoria

Via Padre Reginaldo Giuliani, 33 - Sorrento (NA)

Giovedi 30 Ottobre ore 20.30, euro 105

Posti limitati. Info e Prenotazioni: 3208153578

Partenza dal Parcheggio di Via Brin alle ore 19.00

antica-trattoria.jpgRiprendiamo le Prove Tecniche di Simposio con una full immersion in uno dei totem dell’ospitalità sorrentina: L’Antica Trattoria, in cui si respira un’atmosfera d’antan con la romantica terrazza maiolicata e il lussureggiante pergolato, e con le note struggenti del mandolino ad allietar i cuori…Al di là dei tradizionali clichè, che ne hanno fatto comunque uno dei locali più amati dai turisti che affollano la Penisola , l’Antica Trattoria è un luogo che ha saputo rinnovarsi muovendosi nel solco del rispetto e della dedizione per i prodotti del territorio grazie agli chef Antonino Maresca e Raffaele Guarro, ed all’inossidabile savoir fair del patron Aldo D’Oria, capace di accogliere la propria clientela con un servizio d’elite, ricco di cure ed attenzioni, che coniuga affabilità e professionalità. I vini proposti in abbinamento, selezionati dal collaudato trio del Simposio (Fabrizio Erbaggio, Pino Savoia e Francesca Martusciello) verranno serviti, come di consueto, in forma coperta al fine di esaltare la nostra esperienza sensoriale. Venendo incontro alle esigenze dei frequentatori del Simposio stanchi di sfidare i controlli dell’etilometro pur di partecipare ai nostri appuntamenti gourmet, abbiamo previsto per tutti i partecipanti l’accompagnamento di un bus con autista in modo da poter affrontare con tutta la dovuta serenità la maratona enogastronomica che ci aspetta. La partenza dal parcheggio di Via Brin è prevista alle ore 19.00. Si raccomanda pertanto la massima puntualità

Referente: Pino Savoia 3208153578

Tommaso Luongo

Delegato Ais Napoli

www.aisnapoli.it

Svelata la Vigna Segreta 2007 di Mustilli

Pubblicato da aisnapoli il 21 Ott 2008

Riceviamo e pubblichiamo il report di Angelo Di Costanzo sulla presentazione alla stampa specializzata ed agli operatori professionali della vendemmia 2007 di Vigna Segreta, cru di Falanghina, della storica azienda Mustilli (T.L.)
s_agata_dei_goti1.jpgLa cittadella storica di Sant’Agata de’Goti si erge su uno sperone tufaceo tra due affluenti del fiume Isclero, all’ incrocio di profondissimi valloni, su quello che in un tempo geologico deve essere stato l’ epicentro di un violentissimo sisma; l’intera città si sviluppa alle falde del monte Maineto (556 m.), oltre il torrente Martorano. Una evidente considerazione topografica del luogo manifesta chiaramente che l’ odierna Sant’Agata de’ Goti fu fondata sull’ attuale sito (V-VI sec.) perché ritenuto particolarmente idoneo alla difesa dalle incursioni dei nemici, proprio per la sua ubicazione non lontana dall’antico sito della città sannitica Saticula, ai confini della Campania e centro si grand einteresse socio economico dell’epoca. Nei tempi moderni la città di Sant’ Agata de’ Goti, come tante città e paesi meridionali, non ha mancato di risentire dell’ emigrazione all’ estero soprattutto in Svizzera e Germania nel dopoguerra ma chi è rimasto, trattenuto soprattutto dal forte legame con la terra ha saputo rigenerarsi ed affermare una propria identità attraverso la valorizzazione di questa terra e delle sue vocazioni, i prodotti della terra in primis. Oggi Sant’Agata è vissuta soprattutto nel borgo antico dove tra vicoli e palazzi centenari è bello lasciarsi guidare dai profumi della storia, ma nelle campagne circostanti attraversate dalla statale “fondo Valle Isclero” si ha idea di come questo territorio possieda una ricchezza unica e straordinaria conservata nella lentezza delle cose suggellata dai frutti della terra, le uve appena raccolte e quelle in piena maturazione protese verso le falde del Monte Taburno e le mele annurche che dopo essere state raccolte vengono accuratamente distese lungo le terre per attendere la loro piena maturazione. Questa è una giornata speciale, da trascorrere in famiglia, a casa della famiglia Mustilli che hanno generosamente invitato ed ospitato una “ciurma” di amici bevitori in occasione della presentazione della nuova vendemmia 2007 della Falanghina Vigna Segreta, crù aziendale di questo delizioso vino di cui sono stati i primi produttori ufficiali e venditori coraggiosi nel lontano 1980 con la vendemmia 1979. Continue Reading »

Enolaboratorio: Susanna Crociani,vini dal cuore Nobile…

Pubblicato da aisnapoli il 20 Ott 2008

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

Continuano gli appuntamenti dell’ Eno-Laboratorio: un luogo di discussione e di confronto dove sperimentare la degustazione di vini “diversi” e, tra una chiacchiera e l’altra, percorrere nuovi virtuosi sentieri di conoscenza ”etilica”.

SUSANNA  CROCIANI: VINI DAL CUORE NOBILE

Verticale di Vino Nobile di Montepulciano Docg Riserva

2000 – 2001 – 2003 – 2004 – 2005

Mercoledi 29 Ottobre ore 20,30 Euro 30. Posti limitati

Enoteca Divinoinvigna, via S.Freud n.33/35

Info e Prenotazioni: 081.3722670 mail: divinoinvigna@libero.it

 

nobildonna.gifC’è chi farebbe carte false (e qualche volta è probabile, come dimostrano recenti inchieste giudiziarie, che l’abbia pure fatte…) per essere premiato da una guida. C’è chi, invece, i campioni alle guide non li manda nemmeno, perchè ancora convinto che fare vino non sia un concorso a premi. C’è chi, come Susanna Crociani, ha scelto perfino di non partecipare alla presentazione che puntualmente, ogni anno, durante la settimana delle anteprime toscane, vede per protagonisti i campioni della denominazione a cui appartiene. Una denominazione che evoca “nobiltà“, ma che ha visto in questi ultimi anni un crescente numero di aziende imboccare una strada, un po’ meno “nobile”, esclusivamente market oriented, e sempre più distante da un’interpretazione sincera del terroir e delle varietà che vi dimorano tradizionalmente. I vini di Crociani sono un’altra cosa: resistono come fedele specchio dei territori continuando a raccontare la storia del babbo Arnaldo e del fratello Giorgio, quest’ultimo di recente improvvisamente scomparso. Susanna, musicologa prestata alla vigna, sarà con noi per raccontarci questa bella e “nobile” storia di vino…La aspettiamo e vi aspettiamo per ascoltarla.

Tommaso Luongo

Delegato Ais Napoli

www.aisnapoli.it

 

Fotocronaca Congresso Ais 2008 a Catania

Pubblicato da aisnapoli il 18 Ott 2008

Foto:Blog.sommelier.it

Last minute: Ivano Antonini vince!

Pubblicato da aisnapoli il 18 Ott 2008

Riceviamo e pubblichiamo, in zona cesarini, una mail di Angelo Di Costanzo che ci annuncia il vincitore del Trofeo Berlucchi 2008 .Ivano Antonini è il miglior sommelier d’Italia 2008. È nato a Varese il 16 febbraio 1973 ha 35 anni e vive a Travedona nel Varesotto. È stato Miglior Sommelier della Lombardia nel 2001 e due volte vice campione d’Italia nel 2001 e nel 2004. E’ sommelier professionista da undici anni ed ha iniziato con l’occasione offerta dalla titolare del ristorante dove attualmente lavora, il Relais & Chateaux Il Sole di Ranco di Varese, seguendo dapprima i corsi da sommelier e poi interessandosi di vino e perché il sommelier di allora stava andando via. “La sommellerie mi ha subito entusiasmato ed è diventata una sorta di droga”.Ivano Antonini ha avuto la meglio in finale su Cristiano Cini (alla sua terza finale consecutiva) e Luca Martini entrambi della delegazione di Arezzo, una finale a detta di molti assai serrata, con tempi più ristretti di circa due minuti soprattutto per le iniziative più articolate come la presa di comanda e la decantazione, nuova idea dell’entourage organizzativo per livellare il concorso nazionale italiano a quello europeo e mondiale: “i sommelier italiani dovranno essere i migliori del mondo già dalla selezione del Trofeo Berlucchi” afferma Roberto Gardini, Deus ex Machina del concorso. Infatti Ivano risulta essere stato l’unico ad aver terminato tutte le prove della finale nei tempi prefissati e comunque va dato un valore straordinario a questi ragazzi che non smettono mai di affrontare questo confronto con grande entusiasmo e professionalità. Molto buone anche le performance di altri “fuori quota” ma non tanto, Andrea Gori e Roberto Anesi che comunque hanno meritato gran menzione per aver creato una bella suspense sino alla proclamazione del pomeriggio dei tre finalisti. La fascia di Miglior Sommelier d’Italia quindi torna in lombardia dopo appena un anno, e adesso via libera al toto successore! Clicca qui per la “cronaca” della finale a cura di Franco Ziliani per Blog.sommelier.it e qui per la versione “multimediale”di Andrea Gori (T.L.)

Aspettando il Miglior Sommelier d’Italia 2008

Pubblicato da aisnapoli il 18 Ott 2008

logo-napoli.jpgDopo un’interminabile serie di prove arrivano in finale Ivano Antonini, Luca Martini e Cristiano Cini. Da questa terna uscirà il nome che si aggiudicherà il Trofeo Berlucchi 2008 che incorona il miglior sommelier d’Italia. Nel frattempo, anche se off topic, il Napoli batte la Vecchia Signora alias la Juventus per 2-1(gol di Hamsik e Lavezzi) e conquista sia pur provvisoriamente la testa della classifica…Almeno per stasera un vincitore c’è! (T.L)

comunicazione di servizio…

Pubblicato da aisnapoli il 17 Ott 2008

oggi-sciopero2.gifA quanto pare lo Sciopero Generale dei trasporti coinvolge anche i collegamenti via web…da qualche ora il link con il sito www.slide.com fa un po’ le bizze e non consente l’accesso alle foto caricate in slideshow presenti sul nostro blog. Portate pazienza dovrebbe essere (almeno speriamo) un problema temporaneo!(T.L.)

La Passione salvi il Brunello

Pubblicato da aisnapoli il 17 Ott 2008

Di Raffaele Del Franco
Non c’entra nulla quella di Cristo, argomento troppo importante per farlo entrare nel banale mondo del vino, ma è quella che vorrei sprizzasse dalle menti dei produttori di Brunello di Montalcino. Non mi rivolgo nenche alla questione del disciplinare, ormai archiviata con un nulla di fatto. La denominazione Italiana enoica più conosciuta nel mondo deve risorgere dopo essere stata sommersa dalla cenere 10 mesi fa. Questa biblica impresa sarà possibile solo se aumenta il grado di passione che i produttori di Brunello impiegano nel fare il proprio vino. Occhio! non sto parlando di impegno nella propria azienda, di quello ne hanno profuso a iosa in questi anni, ma di uno scatto un po’ più in là, per rendere la loro imperfetta (a detta dei giudici) ricchezza in una perfetta natura. Arrivo puntuale all’appuntamento, anche se sgarro la strada di 200 mt. Ma sono giustificato dal fatto che sono novizio degli Enolaboratori della delegazione AIS di Napoli che si svolgono, gia da un anno, nella curatissima enoteca di Mauro Erro. La tavolata unica mi riporta di nuovo a Cristo, in questo caso l’ultima cena, ma siamo un pochino di più della Davinciana tavola, quindi non c’entra neanche in questo caso. Fabio ci introduce nel mondo Ilcinese con tutta la sua sapienza, con polemica annessa. I territori però, purtroppo, non li conosciamo abbastanza bene da poter spingere il discorso un pochino più nel profondo. Terreni, esposizioni, età delle vigne, cose non secondarie, anzi. I quattro campioni vengono versati dalla mano, leggermente tremante di Mauro e suo fratello. Adesso inizia il bello. Non voglio intaccare la sensibilità di nessuno ma scriverò quello che io, e solo io, ho sentito nei quattro bicchieri. Campioni tutti alla cieca.
Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino Az. Mastrojanni 2001

Naso balsamico con pizzichi di fiori e soprattutto un invadente nota di cipria. In bocca invece il vino si distende molto bene con un giusto corpo e finale pulito da una acidità adeguata. Nel complesso un vino, troppo adeguato.

Brunello di Montalcino Sesti 2001
Naso molto ridotto, quasi ingiudicabile. Ci ritorno dopo qualche minuto ma niente, ancora compresso da note di forte riduzione. In bocca invece è estremamente bevibile con tannini belli evidenti ma non invadenti.
Brunello di Montalcino Riserva Az. Case Basse Soldera 2001
Naso quasi muto, i fuoriclasse sono così, sottili e intriganti. La nota che mi fa impazziere e l’agrumato che si stampa sullo sfondo. Ma anche fiori freschi, frutto turgido. In bocca è una piuma, tocca tutte le corde gustative con leggiadria. Lungo è persistente solo se rimani ad ascoltare.
Brunello di Montalcino Riserva Il Poggione 2001
Il più caldo di tutti, naso di frutta matura, balsamico e iodiato.
In bocca è equilibrato fino al centro, poi, in finale, si allarga con un alcol eccessivo.

La serata è stata vinta dal campione numero 3 a mani BASSE, anche se qualcuno/a era in disaccordo. Io non sono molto democratico, quindi, esigo che tutti si allineino al pensiero comune. Aspetto che i dissidenti si adeguino con pubblico proclama.
Grazie a tutti della bella serata, Michela compresa!

Vote for Brunello in slideshow

Pubblicato da aisnapoli il 16 Ott 2008

Lo spoglio è ancora in corso…(a causa dei tradizionali ritardi del centro di elaborazione dati del Viminale) Prima della proclamazione ufficiale dei risultati a cura di Raffaele Del Franco ci preme respingere con fermezza le accuse di brogli elettorali che alcune frange estremistiche ci stanno rivolgendo in queste ultime ore. Ci vediamo costretti per fugare ogni dubbio sulla trasparenza delle operazioni di voto a pubblicare in slideshow il report fotografico del primo appuntamento che l’Enolaboratorio ha voluto dedicare al Brunello di Montalcino. Un’ansa delle 9.00 di stamane, rilanciata dall’edizione straordinaria del Tg4 di Emilio Fede e poi confermata dalle proiezioni della Doxa, pare che abbia anticipato il successo del Brunello Riserva di Soldera…vedremo se questa fuga di notizie verrà successivamente confermata dai risultati ufficiali e confidiamo che tutto ciò non comprometta la serenità dello scrutinio in svolgimento(T.L.)

Dedicato a Fabio Lombardi

Pubblicato da aisnapoli il 16 Ott 2008

Cari Amici,

martedì 21 Ottobre alle 19,00 nella sala del Teatro Comunale di Caserta (via Mazzini) ricorderemo il nostro amico sommelier Fabio Lombardi.Insieme agli amici e alla famiglia Lombardi parleremo di Fabio, del “suo” conciato, de “Le Campestre” e dei prodotti del territorio. Durante la serata sarà presentata una pubblicazione per ricordarlo e sottolineare il valore del suo lavoro. Seguirà un assaggio di conciato romano e di prodotti del territorio.La Delegazione AIS di Caserta, l’ONAF e lo Slow Food vi invitano a partecipare all’evento. Anche la Delegazione Ais di Napoli invita i suoi soci a partecipare tutti alla serata in ricordo dell’amico Fabio.(T.L.)

Il di vino ossimoro

Pubblicato da aisnapoli il 14 Ott 2008

Di Luca Massimo Bolondi

Amarone-Allegrini non è un ricercato scherzo grammaticale né un connubio di opposti. Le due parole sono i termini della sfida di una famiglia dedita a percorrere, innovandola, la tradizione di uno dei simboli dell’enologia italiana. L’Amarone, il figliol prodigo del rosso da uve passe apprezzato già dai Romani; i veronesi infatti lo chiamarono “Recioto scapà”, quando il vino principe non riusciva e il produttore se lo teneva per consumo familiare. Salvo poi accorgersi della grande potenzialità del “malriuscito” che, forte di alcoli e meno ricco di zuccheri, vinificato con accortezza sprigiona profumi vasti, da panorama d’alta quota. Assunto da meno di un secolo alla dignità di vino da produrre a sé, Amarone sembra destinato a superare papà Recioto nell’evoluzione del gusto moderno dei più verso vini secchi e potenti. Grande vino alla prova di 100 fortunati palati 100, giovedì 9 ottobre, ospiti dell’Accademia Aeronautica in compagnia della lady grape Marilisa Allegrini, “per un grande evento targato Ais Campania” come ci racconta nell’introduzione Tommaso Luongo, delegato Ais Napoli. Il luogo è di rango, la sala vetrata ad emiciclo sembra la grande cabina dei piloti di un velivolo in atterraggio sul Golfo di Pozzuoli e il Comandante Franco Marsiglia aggiunge un fresco umorismo che mette tutti a proprio agio. Donna Marilisa possiede una comunicativa esuberante e presenta senza misteri le terre, le persone e le opere che si incontrano in quel territorio ad est del Lago di Garda, a nord di Verona e al piede dei monti, chiamato Valpolicella. Offre una visione da vicino dei calcari e delle crete che compongono i poderi, delle scelte di impianto intensivo a pergola trentina e della preferenza ai vitigni autoctoni come la corvina e la rondinella, delle tecniche di vendemmia selettiva e di conferimento in cantina senza manipolazione, della vinificazione a partire dalle uve parzialmente appassite (con perdita del 40% del peso originario) e con la tecnica del ripasso (ovvero la rifermentazione del vino giovane sulle bucce ammostate), infine delle battaglie personali e familiari contro i rischi di banalizzazione massificante delle produzioni nella cosiddetta area allargata del disciplinare. Dal lucido, appassionato racconto emerge come proprio i contrasti tra produttori del classico e quelli dell’allargato abbiano sinora di fatto impedito all’Amarone di ottenere la DOCG. Ma cronache di guerre intestine tra areali vocati ai grandi vini il nostro Paese sembra volerne scrivere più d’una…
Ed ecco a noi i fantastici quattro, ovvero gli Amarone 2003, 2000, 1997 e 1995. Nella degustazione le indicazioni di Antonio Del Franco ( Presidente AIS Campania) e di Bruno Scavo (presidente dell’associazione sommelier del Principato di Monaco) offrono le linee guida ai convenuti. In introduzione, Antonio Del Franco dichiara che in questo vino “la forma del profumo è rotonda, perché il profumo ai nostri sensi assume una forma e quello di ogni vino di carattere ne descrive una precisa”. Chiunque abbia studiato psicologia della forma e gestalt drizza le orecchie: un seme è stato posto nel solco.
Per descriverli ricorro a una metafora olimpica.
2003, una dolce maestà lignea, un corpo perfetto, una statua: Venere (Allegrini dichiara questo Amarone un grande esercizio tecnico).
2000, nobiltà dura e asciutta di atleta ancora in corsa: Apollo (aromi potenti e una acidità che promette una lunga evoluzione).
1997, lucida eterea lacca, gloriosa di bellezza austera: Giunone (il frutto del riposo di una buona annata).
1995, bruna sapienza, invito alla meditazione: Minerva (quasi uno sherry con sentori di tabacco).
Ci viene chiesto di dichiarare la nostra preferenza. E sia, per alzata di mano. Ma come in una dinastia, ogni regnante ha un suo stile di stato; improprio stilare una classifica.
Nel rinfresco seguito alla degustazione colgo una piccola perla di Elena Erman: “il piacere è condizionato dalla complicanza” ovvero un grande vino dal carattere complesso chiede una grande cura nell’abbinamento gastronomico. Intorno a noi sempre più forti e numerosi segnali di uno stabile allargamento di prospettive: non necessariamente il calice segue il piatto, è ora che al cospetto dei vini da olimpo il piatto si svolga intorno al calice. Negli occhi del bravo vignaiolo scorgo un lampo di gioia.

Foto: Grecia2005

UN DÎNER D’ANTHOLOGIE ! Terme Manzi a Ischia

Pubblicato da aisnapoli il 14 Ott 2008

Di Brigitte Leloup 

DÎNER DE GALA Restaurant « IL MOSAICO »

Terme Manzi Hôtel & Spa Casamicciola Terme – Ischia

Dimanche 5 octobre 2008

Une touche féminine dans ce monde masculin encore un peu fermé !

Un dîner de gala GRANDIOSE….. ! EXCEPTIONNEL…….. !LE DÎNER de l’année !! Une cuisine inventive, des touches riches encouleurs et saveurs, savamment dosées, des assiettes originales ressemblant toutes à un tableau, des mets d’une grande fraîcheur aux arômes délicats, comme des touches de rosée posées sur chaque mets et explosant en bouche comme un feu d’artifice. Un jeune Chef d’une trentaine d’années qui mérite plus que tous le titre de « Grand Chef » et dont on entendra parler très vite dans un monde de gastronomie où sont confondus depuis quelques temps « l’inventivité fusion à tout prix » et la saveur vraie des produits. Retenez bien ce nom : NINO DI COSTANZO

Vins dégustés sur le menu

DUBL Feudi San Gregorio brut 2004 Méthode traditionnelle, cépage Greco

Robe dorée, brillante et limpide. Bulle présente uniquement au moment du service Nez brioche fraîche, notes fermentaires, cire Bulle fine et caressante en bouche, notes biscuitées, paprika, finale sur l’amande fraîche. Vin fin et plaisant, idéal sur une mise en bouche et sur les petits pains au lard, oignon et citron www.feudi.it

FIANO DI AVELLINO « Exultet » 2006 Quinto Decimo DOCG

Robe paille aux reflets dorés, brillante et limpide Nez fumé, épices et poivre gris sur des notes de cédrat Bouche pleine et ronde, infusion, épices douces, miel et angélique, touche de douceur. Minéralité en finale qui confère au vin une belle tenue dans la longueur. Une note poivrée en toute finale. Très belle alliance sur le crustacé www.quintodecimo.it

TAURASI LONARDO 1999 Cantina Contrade di Taurasi 100% Aglianico, 18 mois en fûts de chêne

Robe grenat aux reflets violets de bonne intensité Nez fruits noirs, mûre, réglisse, cerise burlat, fumé kirsché Bouche fraîche où l’acidité bien dosée relève la cerise burlat. Finales sur les épices, le poivre avec des notes kirschées Vin complexe de très belle facture. Mariage idéal sur la joue de bœuf

CALITTO « GOCCE D’AMBRA » Passito Casa d’Ambra Vino da Tavola

Robe vieil or aux reflets cuivrés Nez raisin de Corinthe, agrumes confits, écorce
d’oranges amères Bouche ronde et grasse, fluide, frais sur une touche mentholée, gingembre. Finale figue blanche, ample et longue

www.termemanzihotel.it

Tous nos plus vifs remerciements à Gennaro Iorio qui nous a donné l’opportunité de découvrir une superbe région d’Italie, riche de ses vins, de sa gastronomie, de sa culture et de la grandeur d’âme de ses habitants

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A metà strada tra Maria D’Avalos e il Principe di San Severo…Palazzo Petrucci

Pubblicato da admin il 14 Ott 2008

 Con questo post inauguriamo una rubrica dedicata alle recensioni dei ristoranti…con un occhio particolare alla carta dei vini ed alla sommeliere. L’ Antoine Ego dell’ Ais Napoli, il critico severissimo di Ratatouille, il capolavoro dell’animazione targato Pixar, sarà  Ça va sans dire Pino Savoia…(T.L.)

Di Pino Savoia

Avvinti dall’alchimia della fascinosa storia napoletana, in una sera senza luna di questo scorcio d’estate settembrina ci avventuriamo nel cuore antico di Napoli. Qui lungo il decumano inferiore, si apre una piazza meravigliosa e celebre: Piazza San Domenico Maggiore. Uno sguardo in giro e subitanea è la sensazione di un’immersione nel passato. Il suggestivo spiazzo in cui ci troviamo è contornato da tre affascinanti palazzi d’epoca: Palazzo Corigliano, Palazzo Casacalenda e Palazzo Petrucci dove siamo appunto diretti.
Un po’ più su, fa cupamente capolino il misterioso Palazzo del Principe di Sangro di San Severo. Ma quando siamo appunto lì lì per entrare in quelle che furono le stalle di Palazzo Petrucci mi sembra di scorgere l’ombra evanescente della bella Maria D’Avalos che vaga ( come vuole la leggenda) tra l’obelisco di S. Domenico Maggiore ed il portale del palazzo di San Severo. Complici saranno i riecheggiamenti liceali dei versi del Tasso?

“Piangete o Grazie, e voi piangete Amori,
feri trofei di morte, e fere spoglie
di bella coppia cui n’invidia e toglie,
e negre pompe e tenebrosi orrori…
…la bella e irrequieta Maria. …

Mi sgravo subito di questo dubbio entrando nel ristorante che prende appunto il nome dal famoso Palazzo di cui sopra, e vestendo i panni del “critico implacabile”…
Accolti da una gentile signorina, che dopo aver preso visione della nostra prenotazione ci accompagna al tavolo, ci rendiamo presto conto di essere capitati in una delle tre salette meno amene del locale. A differenza della sala al piano terra accogliente e luminosa, e di quella adiacente la nostra, carina e che da sulla bella cucina a vista, la nostra appare essere un po’ trascurata nell’arredamento. Pareti spoglie, complementi d’arredo quasi inesistenti, ed una mise en place poco più che ordinaria. Asettico il centrotavola di fiori secchi e bacchette di cannella ( di dozzinale fattura) ; più appropriati invece la posateria sambonet , i piatti villeroy e boch, ed i bicchieri Spiegelau.
Ci viene presentato il menu dal maitre, disponibile e contento di fornirci qualsivoglia informazione sulle pietanze e così ci dedichiamo alla lettura. La carta delle vivande di cartaceo aplomb è divisa in cinque antipasti, due zuppe, sei primi piatti, sette secondi e sei dolci.
E la wine.list? Di facile consultazione, non annovera vini frutto di un’attenta scelta da parte del ristoratore, ma piuttosto denota un affidamento “cieco” nelle mani di qualche distributore o rappresentante! E la mancanza di un bravo sommelier( che segua la cantina, l’approviggionamento, l’aggiornamento della carta, etc. ) la si evince anche dalla presenza in carta di numerosi refusi , oltre che da un servizio non privo di defaillance.
Come entrée ci viene servito un delicatissimo tonno affumicato, che fa da cornice aromatica ad una candita quenelle di ricotta di bufala e salsa di prezzemolo.
Incipit davvero interessante se non fosse per l’accompagnamento enoico che ci è stato offerto e di cui avremmo fatto volentieri a meno. Aglianico Rosè 2007 di Colli di Castelfranci aperto sicuramente non di recente a giudicare dalla pochezza organolettica, e per giunta servito in flute !
A questo punto domandiamo di conoscere quali siano i vini al bicchiere disponibili, e da una selezione “raccontata a voce” piuttosto limitata scegliamo un Fiano Donnaluna 2007 di De Conciliis. Purtroppo il vino ci viene servito molto freddo e dobbiamo aspettare qualche minuto che si riscaldi un po’ prima di poter incominciare ad apprezzarne il corredo di aromi di frutta a polpa gialla di cui è ricco . Ma non ci facciamo scoraggiare ed andiamo pure avanti , anche perché ad attenderci c’è forse il piatto migliore della serata: raviolo di lingua di vitello ripieno di gamberi crudi su zuppetta di bucce di limone, sconcigli e polvere di cozze. Un piatto elegante di grande suadenza gustativa dove ogni elemento si presenta al nostro cospetto in tutta la sua autenticità. L’unica nota stonata, ahimè, sono gli sconcigli che mancano della giusta callosità e personalità. Anche se non tolgono e mettono nulla ad un piatto già così equilibrato e coraggioso negli accostamenti. Continue Reading »

Brigitte Leloup racconta Vinischia 2008…en français

Pubblicato da aisnapoli il 14 Ott 2008

 Di Brigitte Leloup
L’Association des Sommeliers Monégasques a invité en toute amitié a se joindre à leur délégation l’A.S.E, en la personne de Brigitte Leloup, afin d’assister sur l’île d’Ischia, situé à environ 3/4 d’heures en bateau de Naples, à un jumelage entre leur Association et l’Association des Sommeliers Italiens du département de la Campanie. A l’embarcadère de Naples, départ pour l’île d’Ischia Un programme riche en surprises et en superbes dégustations des vins de l’île et de la Campanie. A peine arrives à Ischia, nous avons été reçus par notre hôte Marco STARACE, Patron de Vinischia, qui nous a amené au Domaine CASA D’AMBRA à Forio d’Ischia. Casa d’Ambra achète chaque année environ 5000 quintaux de raisins à 150 viticulteurs de l’île. Les vignobles, propriétés du Domaine, sont de quatre hectares dans la localité Frassitelli, d’un hectare dans la localité Montecorvo et de sept hectares dans la localité Calitto. Casa d’Ambra supervise également, avec l’aide de viticulteurs locaux, 6 ha dans les zones les plus prisées de l’île. Le domaine élabore ses vins exclusivement à base des cépages locaux tels les Biancolella, Forastera et Uvarilla pour les vins blancs, les Piedirosso et Guarnaccia pour les vins rouges. Les vendanges commencent vers le 20 septembre et se prolongent jusqu’au 10 octobre. La cueillette est exclusivement manuelle. Les vins d’Ischia sont depuis 1966 DOC (Denominazione di Origine Controllata). VINS DEGUSTES CALITTO 2007 85% Biancolella, 15% Greco et Fiano Robe ambrée aux reflets or, de moyenne intensité, brillante et limpideNez expressif d’infusion, verveine, miel et cireBouche pleine et ronde, beau gras soutenu plus par une bonne minéralité que par une acidité faible. On y trouve des notes coing et abricot. La finale est moyenne sur des notes amande fraîche www.dambravini.com C’est au Domaine des Frères MURATORI que nous avons dégusté NUMERO ZERO Franciacorta DOCG brutDosage zéro, 18 mois sur lies, 100% Chardonnay, vinification traditionnelle Robe jaune paille, brillante et limpide, bulle présente uniquement au moment du service du vinNez fin de fruits secs, noisetteBouche où l’on retrouve une bulle fine et caressante, belle rondeur et bien que le dosage soit nul, le vin est rond et plaisant, sans agressivité GIARDINI ARIMEI île d’Ischia issu de raisins passerillés Biancolella, Forastera, Uva Rilla, San Lunardo et Coglionara Sols en terrasses de tuf, légèrement acides, exposés Sud Ouest Robe ambrée de bonne intensitéNez confit, raisins de Corinthe, cannelle, poivre gris, bergamote et angélique Bouche tendre à la sucrosité moyenne soutenue par une bonne acidité. Elégante et fraîche avec en finale une pointe d’amertume sur du citron confit www.fratellimuratori.com Nous avons déjeuné ensuite au Domaine PIETRATORCIA à Forio d’Ischia et nous avons pu y déguster la grande spécialité de l’île : le lapin à l’ischitana. www.pietratorcia.it Après notre installation à l’hôtel Don Felipe, nous étions attendu à 19H00 au siège de la Ligue Navale d’Ischia où nous a été présenté le programme de la journée de dimanche 5 octobre concernant la « VINISCHIA COOKING CUP ». Antonio DEL FRANCO, délégué de l’AIS pour la Campanie, nous a fait un exposé sur les vins de Campanie et nous avons pu ensuite déguster fromages et produits régionaux. Jean Pallanca, Brigitte Leloup, Bruno Scavo Président ASM, Gennaro Iorio, Tommaso Luongo Délégué AIS NAPOLI.

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Nasce il blog A.I.S.: tutto il Congresso minuto per minuto

Pubblicato da aisnapoli il 14 Ott 2008

banner_nuovo_blog.jpgGrande novità ideata dall’A.I.S.. per consentire anche a chi non potrà essere presente a Catania di poter seguire lo svolgimento del 42esimo Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommeliers che si terrà dal 15 al 19 ottobre nella città siciliana e avrà come scenario l’ex Monastero dei Benedettini oggi sede della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. Nasce Blog.sommelier, un vero e proprio blog, come quelli che stanno popolando la blogosfera e rivoluzionando, portando nuovo slancio e nuove energie, l’informazione e la comunicazione sul wine & food, una sorta di Diario telematico del Congresso catanese, che verrà costantemente aggiornato, con fotografie e testi, nel corso delle giornate congressuali e come un vero work in progress, racconterà, in tempo quasi reale, quanto sta accadendo.
Questo mediante interviste ai protagonisti, resoconti, cronache, commenti, “indiscrezioni”, che testimonieranno la vivacità del dibattito e la vitalità della sommellerie italiana che ha nell’A.I.S. il suo punto di riferimento. “Inviato speciale” e “blogger del Congresso” sarà il giornalista Franco Ziliani, collaboratore di De Vinis e curatore della news e della rassegna stampa settimanale di questo sito, nonché wine blogger incaricato di ascoltare, vedere e documentare tutto mediante cronache e reportages. Questo blog dal Congresso di Catania rappresenta l’esordio ufficiale nella blogosfera dell’Associazione, e intende rappresentare non solo un’innovazione tecnica, ma una bella occasione di dialogo e comunicazione tra l’A.I.S., i suoi associati e tutti coloro, cultori di Bacco e dei suoi valori, che guardano all’Associazione Italiana Sommeliers considerandola una delle principali realtà che oggi si occupano di educazione, formazione e cultura del vino in Italia. Arrivederci sul blog del congresso A.I.S.

Aspettando il Trofeo Guido Berlucchi: le interviste ad Angelo Di Costanzo ed Andrea Gori

Pubblicato da aisnapoli il 13 Ott 2008

angelo-di-costanzo-e-andrea-gori.jpgOspitiamo( o per meglio dire “copiamo ed incolliamo“) sul nostro blog le interviste a cura di Francesca Cantiani, pubblicate su Sommelier.it a due dei quindici concorrenti che parteciperanno al Trofeo Guido Berlucchi-Miglior Sommelier d’Italia 2008, che si svolgerà a Catania durante il Congresso nazionale Ais, dal 15 al 19 ottobre. Le domande che il sito dell’Ais nazionale ha rivolto sono uguali per tutti: è un’iniziativa attuata per far conoscere in modo simpatico e confidenziale coloro i quali si contenderanno la palma di miglior sommelier della Penisola durante le selezioni in programma il 17 ottobre. La finale si svolgerà il giorno dopo dalle ore 14.30 e la premiazione avverrà nel corso della serata di gala del 18 ottobre. Siamo legati ad entrambi: ad Angelo per cui “naturalmente” facciamo il tifo essendo il candidato ufficiale della Campania avendo conseguito nel giugno scorso il titolo di Miglior Sommelier della Campania 2008 (qui); ad Andrea Gori, il sommelier 2.0 che, per primo, ha saputo comprendere le potenzialità del web applicate alla sommeliere e di cui abbiamo avuto modo di apprezzare sia virtualmente che in real time la capacità e la competenza…Altrettanto “naturalmente” facciamo il tifo per Salvatore Correale del Grand Hotel Angiolieri di Vico Equense, già tre volte finalista al Concorso Miglior Sommelier d’Italia. A questo punto in bocca al lupo e Vinca il Migliore!

Nella foto Angelo Di Costanzo (il primo in alto) e Andrea Gori.

ANGELO DI COSTANZO

È nato 21 novembre 1975 a Pozzuoli. Ha 33 anni e vive a Pozzuoli, in provincia di Napoli. È stato eletto Miglior Sommelier della Campania nel 2008. Si è classificato al secondo posto al medesimo concorso regionale nel 2007.

Da quanto sei sommelier e perché hai iniziato?

Sono sommelier dal 2001 e ho iniziato perché, occupandomi di ristorazione, desideravo aumentare la mia competenza in materia. Nel 2002 lavoravo in sala, in un ristorante di Pozzuoli, poi ho aperto un’enoteca e ho cominciato a dedicarmi con sempre maggiore passione alle degustazioni.

Hai avuto un “maestro di bevute”?

Non ho avuto una persona in particolare. Però conosco molti amici esperti da cui ho tratto nozioni che mi sono servite nel tempo. Apprezzo persone come Sandro Sangiorgi, Daniele Cernilli o Luciano Pignataro ma non ho un unico riferimento.

Che cosa ti aspetti dalla tua carriera di sommelier e come vedi la figura del sommelier oggi?

Mi auguro di poter migliorare e accrescere sempre di più la mia conoscenza sul vino e il suo mondo e di riuscire ad affinare la capacità di trasmettere ai miei clienti, ai miei ospiti in enoteca informazioni più dettagliate e allo stesso tempo semplici. Oggi il sommelier è diventato una figura centrale e fondamentale per chi desidera offrire un servizio di grande qualità che si tratti di un grande albergo o di un ristorante o di un’enoteca.

Dove sogni di poter lavorare come sommelier prima o poi?

Attualmente sono titolare con mia moglie dell’Enoteca L’Arcante di Pozzuoli. Amo il mio lavoro che cerco di svolgere con professionalità, passione e attenzione ai piccoli dettagli. Cerco di essere sempre disponibile verso i miei ospiti e pronto alle spiegazioni proponendo vini campani e non solo in abbinamento con piatti basati sulle tipicità. Mi piacerebbe continuare ad essere un comunicatore del vino, magari accompagnando gruppi di appassionati a visitare e conoscere le aziende, e dedicarmi alle degustazioni con persone che desiderano sapere ciò che bevono.

Qual è il vino che berresti tutti i giorni e quali sono il vino e/o la zona vinicola che ami di più?

Il vino che berrei tutti i giorni è il Piedirosso Campi Flegrei mentre la zona che mi interessa di più è sicuramente la Borgogna e i suoi grandi Pinot Neri.

Qual è l’abbinamento più spericolato che hai fatto?

Ho proposto un Taurasi Cinque Querce Riserva 2001 dell’Azienda Salvatore Molettieri su un dessert di cioccolato e caffè.

E la richiesta più stravagante ricevuta da un cliente?

Sono diverse le richieste più stravaganti. In genere sono legate ad una cattiva conoscenza del mondo del vino. Per esempio mi chiedono un vino rosso di un vitigno che è essenzialmente bianco o di bere una bottiglia di un’annata vecchissima che magari attualmente non è nemmeno in commercio.

Internet e il vino possono dialogare e in che modo?

Certo che possono dialogare. Internet è diventato un modo veloce e pratico di comunicare il vino. Scrivo sul blog dell’Ais di Napoli e su un altro, Vinix.it, che è considerato uno dei contenitori migliori attraverso cui comunicare il mondo del vino e tutto ciò che vi ruota attorno.

Quale vino consiglieresti per corteggiare una donna?

Champagne senza dubbio. Non per forza di una marca conosciuta ma che abbia qualità intrinseche importanti. Ma proporrei anche una grande bottiglia di Pinot Nero, in particolate La Tâche di Romaneé-Conti.

Le tue passioni oltre il vino?

Sono un appassionato di storia e di archeologia soprattutto quando sono legate al mondo del vino e mi fa piacere che in questi ultimi anni si cerchi di dare un tessuto storico a certi vini. Mi piace molto anche la letteratura a sfondo storico e i gialli.

ANDREA GORI

È nato il 26 luglio 1973 a Firenze. Ha 35 anni e vive a Firenze. Nel 2006 è stato Miglior Sommelier della Toscana, nel 2007 ha vinto le selezioni italiane per il Campionato Europeo e nel 2008 è arrivato secondo al Primo Campionato Europeo Wsa a Londra. Continue Reading »

No Problem…i sommeliers sul grande schermo con Vincenzo Salemme

Pubblicato da aisnapoli il 12 Ott 2008

no_problem.jpgDopo il grande Albanese e l’ improbabile Chicco Oliva in Colorado Cafè, anche il partenopeo Vincenzo Salemme si cimenta in quello che sembra essere diventato, da un po’ di tempo a questa parte, lo sport nazionale preferito dai comici italiani “Il Tiro al Sommelier“…In una delle scene del film No Problem, appena uscito nelle sale cinematografiche italiane, (dal 10 Ottobre,NdA) durante una degustazione degli ignari sommeliers magnificano, in lungo ed in largo, uno Chateau del 1961 descrivendolo come uno splendido campione di eleganza e finezza mentre in realtà al posto del prezioso liquido c’è un, ben più prosaico e modesto, Tavernello d’annata! (in poche parole, l’incubo ricorrente di ogni sommelier…) Insomma non ci facciamo proprio una bella figura anche se nel cast fa la sua figura la sinuosa Cecilia Capriotti, una sommelier corteggiatissima non solo per le sue doti di degustatrice. Vale da sola il prezzo del biglietto…” questo il giudizio tranchant di Marco Starace, la “talpa”, che ha visto per noi il film. Aspettiamo adesso però i commenti dei lettori del blog per verificare se l’opinione del nostro critico cinematografico part time è attendibile per poter poi provvedere nel caso magari anche ad un’assunzione a tempo determinato. La trama del film-per chi fosse interessato alla visione- è incentrata sulle intricate vicende di Arturo Campisi (Vincenzo Salemme), star tv che recita il ruolo del padre ideale in una fortunata serie televisiva. Un giorno nella vita di Arturo entra, all’improvviso, Mirko, un bambino di sei anni, minuto, capelli scuri, con uno sguardo impaurito, quasi implorante. Una famiglia allo sfascio alle spalle, un padre morto, una madre giovane bella e ribelle, uno zio squinternato. Finzione e realtà si confondono al punto che Mirko, per una sorta di transfert, sceglie Arturo come suo padre. L’attore napoletano così ci racconta il prosieguo della storia: ”per una serie di motivi sarò costretto ad “accollarmi” questo bambino, sua madre ed uno zio matto, Antonio (Giorgio Panariello), per non deludere il pubblico apparendo egoista ed insensibile e per assecondare un’ operazione di marketing ideata dal mio improbabile ed esagitato agente, Enrico Pignataro (Sergio Rubini), impegnato continuamente, per la mia disperazione, a stravolgere la lingua italiana con continui “strafalcioni” in pugliese. Oltre che di mia madre (Anna Proclemer), dovrò occuparmi allora della madre del piccolo Mirko, Irene, (Aylin Prandi), una donna rigorosa, determinata ma un po’ sbandata - e non solo dopo la morte di suo marito – che è indebitata con i suoi padroni di casa, due anziani semi-usurai (Oreste Lionello e Gisella Sofio). Dovrò fare i conti però anche con Barbara, (Iaia Forte), la madre del bambino - bravissimo e antipaticissimo - che recita con me nella fiction: la donna in passato aveva avuto un breve flirt con me e ora è legata ad importanti dirigenti della tv e così io sono costretto mio malgrado a essere sempre gentile con lei..” (T.L.)

Un film di Vincenzo Salemme. Con Vincenzo Salemme, Giorgio Panariello, Sergio Rubini, Oreste Lionello, Iaia Forte, Aylin Prandi, Gisella Sofio, Giacomo Furia, Anna Proclemer, Cecilia Capriotti, Leonardo Bertuccelli, Giulio Maria Furente. Genere Commedia, colore 98 minuti. - Produzione Italia 2008. - Distribuzione Medusa

Fonte:Mymovies.it

8° Master Sangiovese 2008

Pubblicato da aisnapoli il 12 Ott 2008

mastersangiovese2008.jpgRitorna anche quest’anno il prestigioso trofeo promosso dal Consorzio Vini di Romagna in collaborazione con l’Ais e l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna.Per fregiarsi del titolo di “Master Sangiovese” i candidati dovranno affrontare diverse prove e dimostrare le proprie conoscenze di quello che è considerato uno tra i vini principi della viticoltura italiana e mondiale.Per informazioni: Consorzio Vini di Romagna tel. 0546-28455 entevini@fastmail.it

Per il Programma clicca qui.

Viva il Vino Spumeggiante di Enrico Caruso

Pubblicato da aisnapoli il 11 Ott 2008

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