Archivio di: Luglio 2009

Buone Vacanze a tutti!!!

Pubblicato da aisnapoli il 31 Lug 2009

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Grandi Vini da Piccole Vigne: il Programma

Pubblicato da aisnapoli il 30 Lug 2009

Castelvenere,Sannio

Venerdì 28 agosto dalle ore 19

Grandi Vini da Piccole Vigne

 

Primo Festival meridionale delle piccole Vigne

piccole_vigne_mini.jpgNel Comune più vitato della Campania, nell’ambito della XXXII Festa del Vino (28-30 agosto) organizzata dalla Pro Loco, una iniziativa senza precedenti al Sud. Per la prima volta, infatti, sarà possibile conoscere alcuni dei protagonisti della profonda rivoluzione vitivinicola in corso nelle campagne meridionali: tante storie da ascoltare e vini da bere, fuori da ogni omolgazione, spunti per il palato, curiosità della mente.Dall’isola di Ponza al Vulture, passando per la viticoltura estrema del Cilento e della Costa d’Amalfi, e poi l’Irpinia, il Casertano con il Falerno e un pizzico di Puglia: i diversi volti dell’attaccamento alla terra di giovani, professionisti che hanno cambiato vita, autentici contadini. Non sono i vini più buoni, ma sicuramente unici E unica è l’occasione per conoscerli tutti insieme: molti di loro difficilmente frequentano degustazioni pubbliche.L’iniziativa, nata da una idea da Luciano Pignataro e diretta tecnicamente da Mauro Erro ha l’ambizione di diventare un punto di riferimento per chi crede nella biodiversità colturale e antropologica: dalle piccole vigne di Napoli, una delle metropoli più antiche del mondo, al silenzio senza allacciamento Enel di Punta Licosa nel Cilento.

Sarà preceduta dalla degustazione “Un viaggio rosso: 2004-1998″ con il Taurasi di Contrade di Taurasi una piccola vigna già famosa condotta da Mauro Erro, il delegato dell’Ais Napoli Tommaso Luongo e il giornalista Antonio Paolini con l’enologo Maurizio De Simone: Contrade di Taurasi. Un viaggio rosso dal 2004 al 1998.

Dalle 19 il banco di assaggio con le aziende presenti Agricola San Giovanni (Castellabate, Cilento), Bianchini Rossetti (Casale di Carinola, Ager Falernum), Brunigi Galco (Cascano, Ager Falernum), Carlo Zannini (Falciano del Massico, Ager Falernum), Cantine dell’Angelo (Tufo, Irpinia), Cantina Giardino (Ariano Irpino), Capizzi (Piedimonte di Sessa Aurunca, Ager Falernum), Centrella (Torrini, Irpinia), Eleano (Rionero in Vulture, Lucania), Il Cancelliere (Montemarano, Irpinia), Le Vigne di Raito (Raito, Costa d’Amalfi), Michele La Luce (Ginestra, Lucania), Monte di Grazia (Tramonti, Costa d’Amalfi), Musto-Carmelitano (Maschito, Lucania), Paonessa (Sessa Aurunca, Ager Falernum), Raffaele Moccia (Agnano, Napoli), Regina Viarum (Falciano del Massico, Ager Falernum), Taffuri Pouchan (Ponza), Trabucco (Carinola, Ager Falernum), Varriale (Posillipo, Napoli), Volpara (Sessa Aurunca, Ager Falernum), Zullo (Orsara di Puglia).
Contestualmente alla manifestazione, nell’ambito della Festa del Vino, in mattinata si svolge il concorso dei vitigni autoctoni nel Sannio (Coda diVolpe, Barbera del Sannio e Piedirosso), a seguire il seminario sui diversi volti della Falanghina sannita secondo l’enologo Enzo Mercurio al ristorante Kresios. Nella piazza centrale del paese, oltre alle Piccole Vigne, dal venerdì alla domenica in esposizione i venti produttori di Castelvenere, altro esempio di biodiversità e varietà di impegno produttivo.

L’ingresso è libero

Per la prenotazione alla degustazione di Contrade di Taurasi (max 30 posti) scrivere alla dottoressa Novella Talamo ntalamo@gmail.com

Info sul programma generale e delle tre giornate: www.prolococastelvenere.it

Relais Blu e cinque Champagne per il battesimo di Eleonora

Pubblicato da aisnapoli il 30 Lug 2009

Di Francesco Centola alias Frà100la
Stasera si pasteggia a Champagne! L’evento è importante, debutto in Maccheronia di Eleonora. Qui ci vuole qualcosa di speciale ed il Ser non si tira indietro! Eleonora conscia del suo ruolo non fa una piega alle ripetute pose con “sfondo faraglioni” ,dolcemente distesa sul poderoso braccio del felicissimo suo papà. E Claudia? si organizza perche anche Eleonora partecipi alla cena a base di …latte senza bollicine! Grande spolvero al Relais Blu , Christoph Bob si fa in quattro anzi in sei per degnamente accompagnare cinque splendidi champagne.Il crudo di gamberetti “schiacciati” nasconde un classico cous-cous di verdure, ma la patatina con cuore di yogurt e caviale mette tutti di buon umore per una serata che si preannuncia piena di esaltanti….bollicine . A seguire Tartare di vitello con uova di quaglia e grani di senape, stupisce per la sua semplicità ed è splendidamente accompagnata da uno champagne Steinbruck Cuvèe De L’Anniversaire S.A. Si passa al risotto alle ostriche con ruchetta e pomodori del piennolo, grande idea l’ostrica cruda sul riso, che avrei preferito meno legato e più colorito, comunque bella interpretazione, innaffiato dallo champagne Vielle France Millesimè 2004. Piatto forte della serata un bellissimo trancio di ricciola con pesto di peperoncini verdi, fior di ricotta e patate violette. Cotta come si deve e ben accompagnata da champagne Bricout Cuvèe Brut Millesimè 2001 , intermezzo di granita di anguria all’Aperol (ottima trovata) e per finire lingotto di yogurt con composta e gelato alle pesche con champagne Vielle France Cuvèe Albert Le Brun Brut Rosè. Distillati e caffè e tirar tardi per godere del fresco della terrazza e del panorama. Chi non se l’è sentito di tornare in nottata, ospitale rifugio dall’amico Leonardo sempre squisitamente ospitale, ad ascoltare i suoni della campagna quasi ormai dimenticati. Sosta d’obbligo al ritorno alla “Tradizione” per rifornirmi di “Moliterno” e spiedini di provola, eccezionali. Grazie al Ser , a Christoph ed ai Maccheronici tutti, ma grazie principalmente ad Eleonora ed ai felicissimi Mammà&Papà

Foto di Giuseppe Minniti alias Ser Giuseppetto

S.Michele di Serino…Gusto: 3° Rassegna Enogastronomica della Cucina Irpina

Pubblicato da aisnapoli il 30 Lug 2009

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I Drink Pink premia la Campania

Pubblicato da aisnapoli il 30 Lug 2009

orano-rosato.jpgGrande successo di pubblico per l’edizione 2009 di I Drink Pink, l’evento degustazione dedicato ai vini Rosati alla Città del Gusto di Napoli. Oltre 500 eno-appassionati si sono dati appuntamento presso la splendida terrazza a mare di Bagnoli, per degustare le infinite varietà di rosati italiani tra i banchi d’assaggio curati dai sommeliers dell’Ais Napoli, accompagnati dalle specialità gourmet preparate degli chef Gambero Rosso. L’edizione 2009 si è distinta dalle passate per la speciale iniziativa Vota il tuo Rosato: tramite il sito internet di Città del Gusto, e direttamente durante la serata, il pubblico ha votato il vino rosato preferito tra le 19 etichette in gara, provenienti da 10 regioni italiane. A vincere è stato il campano Orano (nella foto), rosato di Aglianico dell’azienda Villa Raiano scelto sia per le sue caratteristiche organolettiche (colore, profumo, sapore) ma, soprattutto, per il complesso di emozioni e sensazioni in grado di suscitare. La Città del Gusto di Napoli si conferma ancora una volta la sede ideale per degustazioni all’aperto e corsi di cucina, coinvolgendo buongustai, intenditori ed appassionati dell’arte culinaria.

Fonte: Bereilvino.it

Ecco i finalisti campani della guida Vini Buoni d’Italia

Pubblicato da aisnapoli il 29 Lug 2009

 vinibuoni.gifIn attesa delle finali nazionali a Telese ecco i finalisti campani in pole position per la “corona”:Alfonso Rotolo Fiano Valentina 2008 Paestum igt; Cantina del Taburno Folius 2007 Falanghina Taburno doc; Marisa Cuomo Furore bianco 2008 Costa d’Amalfi doc; Cantine Antonio Caggiano Bechar 2008 Fiano di Avellino docg; Cantine Russo Spalatrone 2005 Taurasi Docg; D’Antiche Terre Taurasi 2004 Docg; Di Prisco Fiano di Avellino 2007 Docg e Greco di Tufo 2008 Docg; Donnachiara Greco di Tufo 2008 Docg; Feudi di San Gregorio Pietracalda Fiano di Avellino 2008 Docg; Guido Marsella Fiano di Avellino 2007 Docg;  Macchialupa Fiano di Avellino 2008 Docg; Luigi Maffini Cenito 2006 Aglianico Cilento doc; Pietraincatenata 2007 Paestum Igt; Masseria Felicia Etichetta Bronzo 2006 Falerno del Massico rosso Doc; Mastroberardino Naturalis Historia 2005 Taurasi Docg; Molettieri Greco di Tufo 2007 docg e Vigna Cinque Querce 2004 Taurasi riserva docg; Mustilli Piedirosso 2008 Sannio Doc; Ocone Agricola del Monte Calidonio 2008 Piedirosso Taburno Doc; Quintodecimo Exultet 2007 Fiano di Avellino Docg; Regina Viarum Barone 2006 Falerno del Massico Doc; Terre del Principe Castello delle Femmine 2007 Terre del Volturno igt; Viticoltori De Conciliis Zero 2005 Aglianico Paestum Igt;  Viticoltori Migliozzi Rampaniuci 2007 Falerno del Massico Doc

Fonte: Luciano Pignataro.it

Porte aperte al Mercato Ittico di Pozzuoli con le Cantine degli Astroni

Pubblicato da aisnapoli il 29 Lug 2009

astro-brut.jpgL’Amministrazione comunale in collaborazione con gli operatori del mercato ittico all’ingrosso e Cantine degli Astroni, propone alla cittadinanza la possibilità di poter gustare le specialità gastronomiche, della tradizione “puteolana” in abbinamento all’ASTRO Spumante Brut di Falanghina, direttamente presso il mercato ittico all’ingrosso di Pozzuoli, Via Nicola Fasano, 10…dalle 18 alle 21 di Venerdi 31 Luglio. L’evento sarà presentato dal Signor Sindaco, dott. Pasquale Giacobbe, che si cimenterà nella preparazione del “Coppetiello”.Sarà presente il personale dell’ASL NA 2 Nord e della Capitaneria di Porto per eventuali informazioni di carattere tecnico-scientifico.Direttamente sulla banchina di sbarco del mercato:
- sbarco dei prodotti della pesca del golfo di Pozzuoli;
- dimostrazione pratica, da parte di esperiti, delle modalità di sfilettamento e preparazione dei prodotti della pesca;
- degustazione di prodotti della pesca presso il mercato ittico all’ingrosso:
ò coppetiello preparato al momento;
piatti a base di prodotti della pesca.
- degustazione di ASTRO Spumante Brut di falanghina V.S.Q.
- presso la banchina del mercato ittico saranno attraccate le imbarcazioni caratteristiche della marineria “pueolana”.
Il mercato ittico all’ingrosso di Pozzuoli, fulcro dell’economia ittica puteolana, in seguito al riconoscimento comunitario, ha messo in campo numerose iniziative per garantire i principi stabiliti dalla Comunità europea in materia di “Sicurezza Alimentare”. Tali procedure consentono di tracciare e rintracciare, lungo tutta la filiera di commercializzazione, i prodotti della pesca, transitati presso il mercato ittico all’ingrosso, garantendo, pertanto, un elevato standard qualitativo e soprattutto la salubrità al consumo.

Vinalia 2009, 4-10 Agosto a Guardia Sanframondi

Pubblicato da aisnapoli il 28 Lug 2009

vinalia2009.jpgUna settimana in cui i vini sanniti tornano protagonisti come ogni anno.Il vino è uno strumento aggregatore, suscita allegria, quindi stappando le centinaia di bottiglie di buon vino che accompagneranno le serate di Vinalia, determinerà un’esplosione di gioia e di divertimento. L’energia allo stato liquido sarà il motore dell’evento, ravvivando le strade e le piazze della cittadina, attraverso diversi percorsi costruiti per esaltare le molteplici sfaccettature del prodotto: da quelle alcoliche a quelle organolettiche, senza rinunciare al suo legame con la tradizione e la storia.

CONCERTI

Martedì 4 agosto
Largo/centro storico
A TYPICAL TRIO
Piazza San Filippo
ENRICO CAPUANO/tammurriata rock

Mercoledì 5 agosto
Largo/centro storico
COCOA SORA
Piazza San Filippo
SELTON/Milanese Italian release

Giovedì 6 agosto
Largo/centro storico
SAETTA QUARTET
Piazza San Filippo
DISCEDE/Tammuriata World

Venerdì 7 agosto
Largo/centro storico
MEGARIDEA
Piazza San Filippo
FRANCESCO SOSSIO/Muretti a secco

Sabato 8 agosto
Largo/centro storico
MYSTIC CIRCLES
Piazza San Filippo
IL POZZO DI SAN PATRIZIO/Hard folk rock

Domenica 9 agosto
Largo/centro storico
T HE DREAM OF BUTTERFLY
PiazzLunedì 10 agosto
Piazza San Filippo
CAROTOnBARBERS/World Gipsy Show/Spagna Italia
a San Filippo
YO YO MUNDI/Canzoni d’amore e di resistenza

consulta il resto del programma su www.vinalia.info

comunicazione> tabula rasa eventi www.tabularasaeventi.net
organizzazione> Circolo viticoltori di Guardia Sanframondi

Bacco in barca a Vela e Stelle Salenti in Puglia l’1 e 2 Agosto

Pubblicato da aisnapoli il 28 Lug 2009

img_6564.JPGMONOPOLI (BARI) – Tutti dedicati a Bacco i primi due giorni del mese clou dell’estate in città quest’anno ribattezzata “PUGLIAMARE” dall’assessorato al Turismo. Sono i momenti sensoriali per conoscere il vino annusando il calice mezzo pieno che lo ospita utilizzando naso, bocca e cervello sotto la guida esperta di Eustachio Cazzorla, enogiornalista e sommelier degustatore. Gli eventi si sdoppiano fra il mare con “Bacco in barca a vela” (pomeriggio dell’1 agosto) e la terra con “Stelle Salenti” (in Villa Carenza la sera dell’1 e 2 agosto). BACCO IN BARCA A VELA. L’iniziativa di successo da un idea dello stesso Cazzorla ora approda nell’ambito delle manifestazioni del “Festivalmare” (organizzazione “Gocce del Sud”), realizzata grazie alla disponibilità del presidente della locale sezione della Lega navale italiana, Antonio Stoja, e degli armatori delle oltre 15 barche che partecipano all’enoregata amatoriale che per prima in Italia ha proposto fin dal 2005 la degustazione sensoriale in mare aperto coniugando i sentori iodati dei vini bianchi e rosati con quelli del mare. Questo l’assunto di partenza condiviso per la prima volta nella storia della manifestazione dall’assessorato comunale al Turismo fino al punto d’inserirlo fra gli appuntamenti clou del “Festivalmare” (28 luglio al 2 agosto). «Bacco in barca a vela – spiega l’assessore al Turismo Domenico Albaè uno dei primi eventi che ha riportato in auge l’attenzione della città verso il suo mare non più inteso come fonte di sostentamento ma anche come spazio ludico dove trascorrere in spensieratezza momenti di vacanza con l’attenzione all’enogastronomia, incredibile risorsa di questo territorio ormai apprezzato anche fuori dai confini regionali». Sono 17 le cantine in lizza, con i vini esclusivi di Albea, Botromagno, Campanelli wine, San Martino Colucci Wine, Cantine Coppi, Feudi di San Marzano, I Pastini, Leone de Castris, Lomazzi & Sarli, Paolo Leo, Segmento Salento, Teanum e in collaborazione con GustApulia le cantine Marulli, Mazzone, Melillo. Prevista la partecipazione dal Veneto di Bottéga con le bottiglie dorate del “Vino dei Poeti Gold”, un eccezionale Prosecco che grazie al processo di fermentazione direttamente da mosto in spumante, garantisce profumi di rara eleganza. E inoltre novità in assoluto per il Sud Italia, il “W!” (di Caldirola) la prima bottiglia di vino ecologica in alluminio, in un metallo quindi assolutamente ecocompatibile, leggero, resistente agli urti e alla corrosione, eccellente conduttore termico, riutilizzabile come borraccia per metterci acqua, o meglio, ancora vino, ma soprattutto riciclabile al 100% e all’infinito senza apprezzabili penalizzazioni qualitative. Servono 800 bottiglie di W! Per fare una ricicletta (la bicicletta ideata e realizzata dal Cial, Consorzio imballaggi alluminio).Bacco in barca a vela salpa da Cala Curatori alle 16 di sabato 1 agosto, con prua diretta verso Nord, Polignano, per un omaggio al largo al grande Domenico Modugno a 25 anni dalla sua prematura scomparsa e ad un altro pugliese indimenticato dal mondo dell’enogastronomia Vincenzo Buonassisi. Tra le barche anche una interamente dedicata ai vini rosati, anteprima di “Rosati in terra di Rosati” prevista per il giorno dopo nel winehotel La Fontanina di Ceglie Messapica.
E al largo oltre alle degustazioni anche il matrimonio del vino e del mare.
STELLE SALENTI. E a sera, sulla Monopoli-Conversano, al chilometro 3,4, l’appuntamento è nella splendida Villa Carenza di fine ‘700 per “Stelle Salenti” l’appuntamento del gusto nella fresca pineta con i parrocchiani di don Pasquale Vasta che per due sere (1 e 2 agosto) si trasformano in sommelier per la mescita del vino e mettono in rassegna le prelibatezze preparate dalle donne di contrada. Tutto con un solo scopo, raccogliere fondi per la costruenda chiesa della Madonna del Rosario. E lungo il percorso enogastronomico la possibilità di degustare a terra gli stessi vini di “Bacco in barca a vela” in abbinamento al barattiero di Egnazia (meloncino immaturo dell’azienda agrciola Antonello Miccolis) e in più i vini rossi in abbinamento ai tartufi molisani di Le IFE nella “pagoda del gusto” sempre con Eustachio Cazzorla. Nella piazzetta dell’olio invece Mimmo Lavacca conduce le degustazioni sensoriali di olio extravergine.
«I vini e gli oli sono la storia liquida della nostra terra – sottolinea Cazzorla – ne testimoniano la ricchezza del terroir. Mi perdoni don Paquale per i peccati di gola che verranno commessi durante le mie degustazioni, ma questa volta la golosità servirà per raccogliere fondi per la sua chiesa». E nella pineta la musica dell’arpa di Norontako Bagus Kentus (Koko) a fare da contraltare all’”Asta dei Magnum e Jeroboam”, il momento tanto atteso previsto per il 2 agosto alle 21.30. Bottiglie di vino da 1,5 e 3 litri, anche decorate, difficili da reperire sul mercato e che per l’occasione le cantine partecipanti mettono all’asta per raccogliere fondi per la nuova chiesa di don Pasquale Vasta.

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Contatto Stampa 348.9695601 Eustachio Cazzorla

Info e prenotazioni
- “Bacco in barca a vela” Lega Navale Italiana di Monopoli 080.9301341
- “Stelle Salenti” Don Paquale Vasta 080.803598

Incontrarsi in Cantina 2009 Feudi di San Gregorio

Pubblicato da aisnapoli il 26 Lug 2009

logo-feudi.bmpCome tantissime piazze in Italia, anche la piazzetta di Feudi di San Gregorio si anima e colora di tante proposte in occasione di “Incontrarsi in cantina” dal 10 al 23 Agosto 2009.Fulcro dell’iniziativa sono le visite guidate alla cantina e le numerose degustazioni a tema, dedicate ai vitigni più importanti del territorio accompagnate da un’accurata offerta di prodotti irpini.Tante ed interessanti le proposte serali: un concerto dedicato al tango legato alla manifestazione Calici di Stelle 2009, corsi di cucina in giardino a cura dello Chef stellato di Marennà, aperitivi allietati da musica jazz, lezioni di yoga nel vigneto, incontro con Liliana De Curtis, unica figlia di Totò e autrice del libro “Malafemmena” con la proiezione del film “Totò, Peppino e la Malafemmina”.Attivamente partecipi a tutte le iniziative il ristorante Marennà (aperto tutto il mese di agosto), situato all’interno della cantina ed il Feudi di San Gregorio Wine Bar, che si trova all’interno del “Vulcano Buono” di Nola (NA) .Un ricco programma che conferma l’intento della Feudi di San Gregorio di essere un’azienda aperta ai visitatori e sempre più interessata ad un incontro e confronto con i suoi clienti.

Scarica qui il Programma 2009 Incontrarsi in Cantina

Per qualsiasi informazione ulteriore: 0825.986626 – prenota@feudi.it

FEUDI DI SAN GREGORIO, Località Cerza Grossa, 83050 Sorbo Serpico (AV)
www.feudi.it - info@feudi.it

Calici di Stelle con Terre del Principe e Fattoria Selvanova

Pubblicato da aisnapoli il 26 Lug 2009

Nell’ambito dell’iniziativa del Movimento Turismo del Vino, “CALICI DI STELLE”
TERRE DEL PRINCIPE E FATTORIA SELVANOVA
presentano
10 agosto 2009 CALICI DI STELLE
a Castel Campagnano… nella Terra del Pallagrello

calici-di-stelle.jpgL’azienda vitivinicola Terre del Principe e La Fattoria Selvanova in collaborazione con Cieli Sereni, un’organizzazione nata per operare nell’ambito della didattica e della divulgazione dell’astronomia, presentano per il 10 agosto 2009 a Castel Campagnano una splendida serata “astro enogastronomica” alla riscoperta del cielo stellato, un pezzo di paesaggio ormai sottratto all’osservazione dalle sempre più accecanti luci cittadine. Un viaggio alla scoperta dell’universo e delle sue meraviglie: i pianeti, la Luna, le stelle e le galassie. Un percorso fra scienza ed emozioni guidato da operatori qualificati, tutti con riconosciuta esperienza nell’ambito della divulgazione della scienza, e con telescopi e strumenti professionali. A 400 anni dalle osservazioni col cannocchiale di Galileo, la riscoperta dell’importanza dell’astronomia non solo per il progresso delle nostre conoscenze ma anche come contributo alla costruzione di un mondo che, come il cielo, non abbia confini.Terre del Principe e la Fattoria Selvanova si incontreranno dopo la cena per un brindisi con i propri vini sulla collina Selvanova alle ore 22,30, per ammirare attraverso telescopi il meraviglioso cielo stellato guidati dagli esperti operatori di Cieli Sereni.

PROGRAMMA DELLA SERATA A TERRE DEL PRINCIPE
Ore 18,30:
Brindisi di benvenuto nella terra del Pallagrello con FONTANAVIGNA 2008 di Terre del Principe e ACQUAVIGNA 2006 Fattoria Selvanova.
Visita guidata nella Vigna dei Mascioni
Il racconto del terroir, la grande storia del Pallagrello e del Casavecchia
Visita alla cantina
Ore 20,00
Cena gourmet sotto il pergolato di Terre del Principe
Per cominciare: Polpettine in agrodolce, ricotta con marmellata di limone, gateau di patate, sformato di peperoni, salsiccia secca di maiale nero casertano. E poi…riso e farro con pesto fine di erbe aromatiche, pasta con zucchine dell’orto e caciocavallo di bufala, prosciutto al forno di maiale nero casertano al miele con contorno di peperoncini verdi. Infine, dessert al mosto cotto.
In abbinamento:
Le Sèrole 2008 Pallagrello bianco; Centomoggia 2003 Casavecchia

E POI TUTTI INSIEME COL NASO ALL’INSU’ NELLA FATTORIA SELVANOVA COL PLANETARIO DELL’ASSOCIAZIONE “CIELI SERENI”
Ore 22,30:
Tutti insieme in Fattoria… gli ospiti di Terre del Principe si riuniranno presso la Fattoria Selvanova per brindare sotto le stelle e diventare astronomi per una sera.
L’anno dell’astronomia…curiosità, informazioni ed osservazione con telescopi a cura di Cieli Sereni
ORE 24,00:
La Condotta Slow food Volturno incontra la Condotta Slow food Magenta: il Nebbiolo incontra l’Aglianico ed il Pallagrello nel brindisi di mezzanotte.

Conducono Margherita Rizzuto, Manuela Piancastelli (Slow Food Volturno) e Silvano Vignati (Slow Food Magenta) I vini del brindisi: Castello delle Femmine 2007 (Pallagrello Nero & Casavecchia); Silicata 2004 (Aglianico); Nebbiolo

IL COSTO DELLA SERATA E’ DI EURO 40,00. La prenotazione è obbligatoria
Per info e prenotazioni Terre del Principe: 0823.867126 -3486400465 info@terredelprincipe.com
In collaborazione con Fattoria Selvanova www.fattoriaselvanova.com e Cieli Sereni www.cielisereni.it.

Il Gioiello di Nino Di Costanzo…

Pubblicato da aisnapoli il 24 Lug 2009

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GIOIELLO…
Presentato come un gioiello
gustoso come una gemma
prezioso come un diadema
amorevolmente assemblato

Il predessert “Gioiello” : sfera di zucchero cristallizzato che racchiude gelato e limone salato a far da cuscino per un unico lampone.Esempio di classe, fantasia e genialità.Autore lo chef Nino Di Costanzo. Un’elaborazione ardita, geniale  e di grande impatto sensoriale: merita in abbinamento il Kracher Eiswein Cuvee 2005…un vino di ghiaccio dalla sfolgorante livrea dorata accesa da eleganti riflessi topazio. Straripante è l’intensità aromatica: infinite spezie dolci si rincorrono per poi fondersi con miele e datteri. In bocca è appagante, magistralmente equilibrato dalla spinta dinamica e sferzante dell’acidità, con una lunghissima chiusura arricchita dal ritorno di tutte le componenti olfattive. Un vino dalla beva ricca, gustosa e mai stancante. Assai difficile non innamorarsi.(T.L.)

Ristorante “Il Mosaico” Hotel Terme Manzi

Piazza Bagni,  80070 Casamicciola Terme, Ischia (Na)
Tel. 081/994722 Fax 081/900311

Contatti web info@manziterme.it - ilmosaico@manziterme.it - chefdicostanzo@manziterme.it

Foto by Giuseppe Minniti, alias Ser Giuseppetto

Newsletter Luglio Ais Campania

Pubblicato da aisnapoli il 24 Lug 2009

newsletter1.jpgGentile associato/a,
dal punto di vista climatico l’estate è già in pieno svolgimento ma per molti è come se non lo fosse. Fintanto, almeno, che sono immersi nella routine quotidiana. A tutti coloro che stanno per andare in ferie e a coloro che magari sono appena rientrati, auguriamo uno splendido agosto. La newsletter ritorna a settembre e con lei un gran numero di iniziative nel segno del vino targate Ais Campania. Ma ce n’é anche, nelle prossime settimane, per chi trascorre un periodo di riposo nella nostra regione. Buon divertimento e buona lettura.

EVENTI DELLE DELEGAZIONI

Salerno – Una festa rinfrescante con i vini salati

Gran sf il ata di sommelier in costume da bagno e pareo lo scorso 10 luglio al Sea Garden Club, sulla Litoranea Magazzeno di Salerno. L’appuntamento in riva al mare con il quale l’Ais Campania e la delegazione di Salerno salutano ogni anno l’arrivo dell’estate, si è svolto nel consueto clima disteso e divertente che fa pregustare le ferie.Protagonisti ne sono stati sei vini italiani dalle spiccate caratteristiche di sapidità e alcune bollicine, abbinati a sei fritturine uscite croccanti e fumanti dall’angolo friggitoria. Tra una chiacchiera, un po’ di musica di sottofondo e qualche passo di danza si è tirato fino a notte tarda con Kratos 08 di Maffini, Nozze d’Oro di Tasca d’Almerita, Pecorino 07 di Umani Ronchi, Pinot Bianco Cantine Tramin, Champagne Jacquart e Spumante cesarini Sforza.

DALLE DELEGAZIONI

Avellino – Fiano Music Festival: dal 28 al 30 agosto 2009

Al via il prossimo 28 agosto la settima edizione del Fiano Music Festival. Quest’anno per l’appuntamento che coniuga le migliori espressioni dell’enogastronomia irpina con il jazz d’autore, è previsto un ricco programma di incontri e degustazioni che vedranno impegnati i sommelier campani. Ogni sera, per tre giorni, sarà proposto alla V il la Preziosi, ad Aiello del Sabato (Avellino), un momento degustazione guidato e saranno aperti i banchi d’assaggio con le più significative etichette del territorio (l’elenco delle cantine partecipanti e il programma completo è su www.fianomusicfestival.com). Per informazioni: info@fianomusicfestival.com.

Dove: V il la Preziosi, loc. Tavernola San Felice – Aiello del Sabato (Avellino) Continue Reading »

XI° Fiera Enologica Taurasi…12-16 Agosto 2009

Pubblicato da aisnapoli il 23 Lug 2009

I drink pink - I vini rosati alla Città del Gusto di Napoli

Pubblicato da aisnapoli il 23 Lug 2009

i-drink-pink.jpgOggi dalle 20 alla Città del Gusto di Napoli “I Drink Pink” per degustare i migliori vini rosati italiani dall’Alto Adige alla Sardegna. I rosati, non più considerati come pallidi surrogati dei vini rossi o semplici e banali tagli tra bianchi e rossi. Sono in realtà profondamente radicati nella storia della viticoltura italiana, sono vini molto piacevoli, facili da bere, ideali per l’estate. Prodotti di qualità che, tra l’altro, hanno anche prezzi competitivi. Nel corso della serata sarà possibile votare il miglior rosato dell’anno e verranno consegnati i premi ai produttori presenti.Il prezzo del biglietto per partecipare all’evento è di 12,00 euro; per gli Abbonati Speciali al Gambero Rosso è di 6,00 euro.

Battipaglia: numeri da record per la notte rosa del Sud alla Fabbrica dei Sapori

Pubblicato da aisnapoli il 23 Lug 2009

notte-rosa-del-sud-alla-fabbrica-dei-sapori.jpgAlmeno 3.000 presenze, 42 aziende, 15 chef, 400.000 spettatori. Strepitoso successo ieri alla Fabbrica dei Sapori di Battipaglia per la II edizione della Grande Notte del Rosato, evento ideato e promosso dalla Fabbrica dei Sapori in collaborazione con il giornalista Luciano Pignataro attraverso il suo sito www.lucianopignataro.it, il più cliccato del Sud.

Almeno 3000 visitatori hanno animato dalle 20 sino al cuore della notte i banchi di assaggio di 42 aziende produttrici dei migliori rosati del Regno delle Due Sicilie. Si è trattato della più grande manifestazione mai realizzata sul rosato al Sud, una delle più seguite in assoluto nel 2009.
La conferma del crescente interesse verso questo tipo di vino sinora trascurato che si presta a numerose e varie interpretazioni. Piernicola Leone de Castris ci ha raccontato la nascita del rosato, imbottigliato per la prima volta dal nonno, il fiduciario della Condotta Slow Food Neretum Francesco Muci ha tenuto un seguito e appassionato seminario sui rosati pugliesi.
Quindici donne chef protagoniste della gastronomia meridionale: Irene Muccilli della Pignata di Pontelandolfo, Maria Mone dell’Ex Libris di Capua, Rosanna Marziale delle Colonne di Caserta, Franca de Filippis della Pergola di Gesualdo, Valentina Martone del Megaron di Paternopoli, Antonella Iandolo della Maschera di Avellino, Libera Iovine del Melograno di Forio d’Ischia, Maria Rina del Ghiottone di Policastro, Antonella Principe di Luna Galante di Nocera Superiore, Teresa Di Napoli del Papavero di Eboli, Rosa Rocco della Tavernola di Battipaglia, Giovanna Voria dell’Agriturismo Corbella di Cicerale, Ersilia Baglivi dell’Osteria da Ersilia di Perito, Lucia Schiavone delle Antiche Sere di Lesina e Gabriella Materazzi dell’Araba Phoenix Country House di Santa Maria di Castellabate.
Tre ore di diretta televisiva su Telecolore, in onda anche sul canale satellitare 849 di SKY, nel corso delle quali si sono avvicendati: il presidente Slow Food Campania Nino Pascale, il fiduciario della Condotta Slow Food Neretum Francesco Muci, i giornalisti Pasquale Porcelli, Maristella Di Martino e Monica Piscitelli, gli enologi Antonio Di Gruttola, Luigi Maffini, Enzo Mercurio, Sergio Pappalardo, Angelo Pizzi, Antonio Pesce, Nicola Trabucco e Gerardo Vernazzaro, il presidente Movimento Turismo del Vino in Campania Daniela Mastroberardino, la public relations manager dell’Hotel Caruso di Ravello Janet d’Alesio, Piernicola Leone De Castris della Leone De Castris Vini, Gerardo Giuratrabocchetti di Cantine del Notaio, il delegato Ais Ischia Iris Romano, il delegato Ais Cilento e Vallo di Diano Maria Sarnataro, il presidente della Strada del Vino del Vesuvio Michele Romano, il presidente della Strada del Vino dei Campi Flegrei Francesca Di Criscio, il sommelier Michela Guadagno, l’esperta in comunicazione enogastronomica e sommelier Giulia Cannada Bartoli, la giornalista Monica Piscitelli.
In collegamento telefonico i giornalisti Franco Ziliani e Lugi Cremona.
Ecco le aziende presenti
Campania: Cantina del Taburno, Cantine Barone, Cantine Iannella Antonio, Cantine Marisa Cuomo, Cantine Scala, Colli Irpini Montesole, D’Antiche Terre, Della Valle Jappellj, Feudi di San Gregorio, Fontanavecchia, I Vini del Cavaliere - Casa Vinicola Cuomo, Maffini, Monte di Grazia, Reale, Terra di Vento, Torre a Oriente, Torre Varano, Varriale, Villa Matilde, Vinanda.
Puglia: Azienda Vitivinicola Francesco Candido, Cantina La Marchesa, Leone De Castris Vini, Mille Una, Paolo Leo, Rivera, Santa Lucia, Santi Dimitri, Terramaiorum, Torrevento, Valle dell’Asso.
Calabria: Caparra e Siciliani, Dattilo, Ippolito, Librandi.
Abruzzo: Cataldi Madonna, Fattoria La Valentina, Torre dei Beati.
Basilicata: Alovini, Cantina di Venosa, Cantine del Notaio, Martino Casa Vinicola.
“La Fabbrica dei Sapori…” - Via Spineta, 84/C - Battipaglia (Sa)
Info: 0828.630021 - www.lafabbricadeisapori.it - www.lucianopignataro.it

Nel Parco del Cilento un’ulteriore conferma…: La Cantinella sul mare

Pubblicato da aisnapoli il 21 Lug 2009

Di Fosca Tortorelli*
villammare_scoglio.jpgCreativita’- Sensibilita’ - Mediterraneita’, questi gli aggettivi che meglio descrivono La Cantinella Sul Mare, accogliente ristorante di Villammare di Vibonati(Sa), nato nell’estate del 2006, a due passi dalla spiaggia e dalla nota gelateria di Enzo Crivella. L’ ambiente è molto grazioso e intimo, pochi posti e una piccola cucina a vista. hotellerie giusta e buona scelta di vini. Il cordiale maître, Mario, ci accompagna al nostro tavolo e poco dopo esserci accomodate, la vivace Filomena si appresta a portarci l’acqua, ovviamente dopo averci chiesto la nostra preferenza.Non hanno un menù cartaceo - unico neo - in quanto le proposte variano in base alla stagionalità, ma la professionalità e la simpatia con cui Mario ci illustra il menù ce lo fanno dimenticare. Siamo in tre e tutti gli antipasti sono accattivanti, ne scegliamo un paio pensando di dividerli, ma ci viene proposta una sorta di degustazione, in modo tale da poter apprezzare al meglio e con ordine le scelte fatte.In attesa degli antipasti ci portano i pani caldi di svariati gusti e di produzione propria, una vera delizia, c’è quello con patate e rosmarino, con la piccante nduja calabrese, con le olive, con provola e pomodoro….la tentazione di provarli tutti è molto forte, ma cerchiamo di moderarci per non rovinarci l’appetito…Come primo antipasto ci servono una delicata tartare di ricciola su fonduta di patate, a seguire un crostone di pane di Nemoli con crudo di alici marinate alla loro colatura, con pancetta di Casaletto spartano e cipolla caramellata allo zucchero di canna e a chiusura un cappuccino di patate e seppie con caviale e nero di seppia; il tutto accompagnato da un Catarratto di Riva, un 12% fresco e di pronta beva.Anche per i primi ci viene proposto un percorso gustativo che risponde alle nostre richieste. Iniziamo con un piatto di strascinati conditi con musdea (un pesce della famiglia di merluzzi, nda) e scaglie di tartufo nero cilentano, dove i sapori ben si equilibrano tra loro, come secondo assaggio ci servono delle sfiziose pepite di patate con un sughetto fresco di seppie, zucchine e vongole completate gustativamente e cromaticamente dalla presenza dello zafferano. Come conclusione della trilogia le linguine di Gragnano condite con olive nere, capperi di Pantelleria, pomodorini del piennolo e alici di menaica, un classico non banale per la qualità della materia prima.Il tutto stavolta accompagnato da un buon Fiano di Avellino di Macchialupa, avvenuto con l’adeguato cambio di bicchiere.Essendo particolarmente golose decidiamo di riservare l’assaggio dei secondi ad una futura visita. Anche per i dessert chiediamo consiglio al bravo maître Mario.Una chicca di carote con yogurt di bufala del caseificio Vannulo, un delicata pannacotta con fragole e menta ed un leggero tiramisù con pandispagna. A conclusione ulteriore un dolce omaggio dello chef: una crema di cioccolato con mousse di zabaione alla vaniglia e arancia, caffè espresso ed in ultimo un buon Armagnac.Dopo esserci complimentate con il giovane chef Nando, e aver avuto un piacevole scambio di opinioni, sull’equilibrio gustativo di alcuni piatti, ci viene fatto provare un particolare elisir “ gocce imperiali” (liquore a base di anisetta da servire freddo).Salutiamo l’intero staff soddisfatte delle ore trascorse in pieno relax, in cui ci siamo sentite ospiti informali.Sicuramente da consigliare agli appassionati del mangiar bene, luogo ideale per nuove e indimenticabili esperienze gastronomiche, che parte da un discorso di territorialità e freschezza del prodotto e che ben si coniuga con le innovative proposte del giovane e bravo chef Nando Melileo, pensate e giocate sui colori ed i sapori. Da evidenziare anche l’ottimo rapporto tra qualità e prezzo…

* sommelier e degustatrice ufficiale Ais Napoli

La Cantinella sul Mare
Corso Italia n.129 Villammare di Vibonati (Sa)
Tel. 0973.365442
lacantinellasulmare@virgilio.it 

Chiuso il lunedì, ferie a Gennaio

Foto: Vilammare, lo scoglio

Report Enolaboratorio :Collestefano, Verdicchio in Verticale

Pubblicato da aisnapoli il 21 Lug 2009

Di Mauro Erro

Host unlimited photos at slide.com for FREE!I Marchionni sono un’antica famiglia di contadini che hanno sempre lavorato la terra. Quella d’altri. Nel 1978, dopo anni di sacrifici e lavoro, Benedetto, il padre di Fabio titolare dell’azienda, riesce ad acquistare in località Collestefano una vecchia casa colonica con annessa vigna. Un desiderio che finalmente si realizza, tanto che il nonno Savino, che per 50 anni aveva sognato di poter possedere un pezzettino di terra, fermatosi a guardare Collestefano, non voleva fare ritorno a casa. Fabio Marchionni si laurea in Agraria ad Ancona con una tesi sull’inerbimento in vigna interessandosi allo studio delle tecniche di produzione a basso impatto ambientale approfondendo i metodi dell’agricoltura biologica. Fu così che, per approfondire i suoi studi sulla conduzione biologica dei vigneti, si trasferì in Germania (maturando, però, anche esperienze in altri luoghi come l’Alsazia) per apprendere dall’esperienza dei vignaioli tedeschi. Oltre a lavorare presso vignaioli, Fabio maturò anche un’esperienza in enoteche tedesche a Berlino e a Colonia, che rappresentarono la svolta nella sua vita. Fu a Colonia, infatti, che per l’incontro eccezionale con alcune persone e per alcuni accadimenti straordinari, Fabio matura la decisione di produrre un vino dalle uve che fino ad allora venivano conferite ala cantina sociale di Matelica.

Il territorio

L’area si colloca esattamente nella zona centrale delle Marche a cavallo tra le province di Ancona e Macerata. Si tratta dell’Alta Valle dell’Esino, un territorio compreso nella parte montana del bacino del fiume Esino. La sua collocazione nel bacino interno marchigiano fa si che, contrariamente alle altre valli della regione, sia disposto lungo la direttrice Nord Sud e sia escluso agli influssi climatici del Mar Adriatico.L’Evoluzione morfologica di questa regione risale all’Era Cenozoica (Terziario) e precisamente al Pliocene (4 milioni di anni fa) quando emerge la catena montuosa degli Appennini ed in seguito ai processi orogenetici si formano le fasce collinari. Nel Pleistocene inferiore (2,3 milioni di anni fa) il paesaggio si approfondisce con faglie e fratture tettoniche poi modellate dagli agenti esogeni e l’erosione dei corsi d’acqua che causano un approfondimento delle valli fluviali. Le colline di natura argillosa e arenacea si degradano più facilmente delle dorsali montuose prevalentemente calcaree. Continue Reading »

Vino, conclusa indagine Brunello: 1,3 mln litri declassati a Igt

Pubblicato da aisnapoli il 18 Lug 2009

tototruffa.jpgROMA (Reuters) - Più di 1,3 milioni di litri di Brunello di Montalcino declassati a Igt. E’ il risultato di un’indagine appena conclusa dalla Guardia di Finanza, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Siena, che ha visto il coinvolgimento di sette cantine, come si legge in un comunicato.Le indagini erano iniziate nel settembre 2007 e hanno interessato i più importanti produttori di Brunello di Montalcino Docg e Rosso di Montalcino Doc.Dei 6,7 milioni di litri di Brunello sequestrati, il 20% - oltre 1,3 milioni - è stato declassato a Igt Toscana Rosso.Su un quantitativo di 1,7 milioni di litri di altri vini a denominazione sequestrati (fra cui Rosso di Montalcino Doc, Chianti Classico Docg e Igt Toscana Rosso), oltre il 40% è stato declassato, e 100.000 litri sono stati inviati direttamente alla distillazione.Inoltre sono stati “sequestrati 400 ettari di vigneti sui quali erano coltivati vitigni non riconosciuti dal disciplinare di produzione”.”In estrema sintesi, si può dire che ingenti quantitativi di vino relativo alle annate dal 2003 al 2007 sono stati ‘tagliati o ammorbiditi’ con uve e vini differenti dal sangiovese, unico vitigno ammesso dal disciplinare del Brunello e Rosso di Montalcino”, spiega la nota delle Fiamme Gialle.Nell’ambito dell’inchiesta sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Siena 17 persone: otto hanno richiesto il patteggiamento, mentre le altre nove hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini per i reati di frode in commercio e falso in atti, in alcuni casi commessi in associazione. Una è stata inoltre denunciata per false informazioni al pm. Tra i nove che hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini, figurano il direttore del Consorzio del Brunello e due ispettori del Comitato di Certificazione.Sono sette le aziende produttrici rimaste coinvolte nell’inchiesta, iniziata nel 2007.A maggio dello scorso anno, gli Stati Uniti - mercato su cui finisce un quarto del Brunello - avevano minacciato il blocco delle importazioni dopo che il settimanale L’Espresso aveva rivelato che alcune aziende erano sospettate di non aver prodotto correttamente il famoso vino toscano.Il giro d’affari complessivo del Brunello è stimato in 120 milioni di euro l’anno.

Fonte: Reuters Italia

Sud…: I Campi Flegrei che non t’aspetti!

Pubblicato da aisnapoli il 18 Lug 2009

Di Romualdo Scotto Di Carlo*
Quarto, nei Campi Flegrei, paese sin qui non memorabile per eccellenze gastronomiche. Eppure, insieme con i sei amici che cinque anni fà ci fecero da testimoni, vi abbiamo scoperto, grazie alla dritta di un amico sommelier (Fabrizio Erbaggio, ndr) , un piccolo tesoro, degno di Maccheronia. “Sud” (www.sudristorante.it) ha aperto da poco più di due mesi ma ci ha piacevolmente sorpresi, sin dall’inizio. Per l’aperitivo ci accomodiamo sui bei divanetti bianchi del patio, dove ci sono solo tre piccoli tavoli. All’interno non più di ventiquattro posti ed una magnifica cucina a vista, giusto sull’ingresso. Ambiente confortevole, arredamento semplice e di buon gusto, belle foto e librerie lungo le pareti bianche, tavoli e sedie comodi e ben distanziati. Accolti con cortesia e discrezione, notiamo subito i dettagli che il nostro Sultano (Antonio Fiore, critico maccheronico, ndr) ci ha insegnato ad apprezzare: poggiaborse per le signore, hotellerie curata, piattino per il pane, personale attento e cortese, musica garbata ed accattivante in sottofondo. Dalla cucina segue premurosa le operazioni la chef Marianna Vitale, reduce dall’esperienza di “Palazzo Petrucci”; in sala il marito Pino Esposito dirige tutto con esperienza ed attenzione. Ma cominciamo subito con dei delicatissimi gamberi rossi, con fagioli e pancetta fresca, sapore delicato ma deciso. A seguire la stratificazione di fresella, una reinterpretazione di un classico napoletano che rivela il lavoro fatto a fianco di Lino Scarallo: pezzi di fresella, tocchetti di mozzarella, battuto di alici, pezzetti di pomodoro e tartare di tonno rosso al culmine: semplice quanto geniale!
A Pino abbiamo fatto aprire, per iniziare, un Greco di Tufo “Vigna Cicogna” 2007 di Benito Ferrara, freschezza e morbidezza perfettamente equilibrate.Per il primo arrivano gli spaghettoni (Gerardo Di Nola per tutte le paste) con telline e pomodorini, molto buoni, e le fettucce con baccalà, noci, mozzarella e battuto di prezzemolo: un piatto eccellente, sapientemente costruito, con le cotture giuste e sapori ben distinti. Torneremo qui per provare le linguine con fave, astice e buccia d’arancia e, sopratutto, gli ziti spezzati alla genovese d’agnello con polvere di finocchietto.In attesa dei secondi, nella carta dei vini, ben assortita e con ricarichi onesti, scegliamo un Pietra Nera di Marco De Bartoli, spettacolare zibibbo prodotto a Pantelleria da questa azienda di Petrosino (vicino Marsala) che abbiamo avuto il piacere di visitare di recente.Selezione manuale dei grappoli, pigiatura e pressatura soffice, fermentazione in acciaio e, per un terzo, in fusti di rovere. Vino assolutamente biologico, una interpretazione severa di un’azienda che non ama le innovazioni. Ci accompagna perfettamente a gustare una zuppa di pesce ricca e delicatissima, che conquista anche me, notoriamente non amante di questo piatto. In menù notiamo, e segniamo per la prossima visita, il tortino di alici ripieno di zucchine, melanzane, peperoni e provola di bufala ed il filetto di maialino, salsa d’aglio fresco, patate cremose e crudo di carciofi.La serata scivola via piacevolissima ed il personale molto cortese conquista anche i due piccoli Botte, nostri tranquillissimi commensali: Simone è ben orgoglioso del cappello da cuoco, graditissimo regalo di Marianna Vitale. Che a noi regala dei delicatissimi predessert ed una selezione di dolci tutta da provare: crostatina meringata calda con cioccolato fondente 70% e cuore di crema all’arancia, panna cotta al basilico su gazpacho di fragole e mandorle tostate e cremoso al caffé con zabaione alla liquirizia, tutti davvero buoni, che meritano un Torcolato di Maculan.Ci accorgiamo, dopo il caffé, di essere arrivati all’una senza accorgercene. Anche i piccoli Simone ed Anita sembrano aver gradito, come noi, la serata e salutano soddisfatti Marianna e Pino. Torneremo presto!
Ah, il conto: 383,00 euro per otto persone! Un ulteriore merito di Marianna e Pino, sicuramente da ammirare per il coraggio di proporre, nei Campi Flegrei dei ristoranti da sponsali, una ristorazione di tale qualità a questi prezzi! Bisognerà proprio festeggiare più spesso…

* sommelier “maccheronico” Ais Napoli

Ristorante Sud

via Santi Pietro e Paolo n.8 Quarto(Na)

Uscita Tang.Pozzuoli Via Campana

500 mt. a destra dopo Montagna Spaccata

Tel. 081.0202708 -327.0104725

info@sudristorante.it

Aperto a Cena e la domenica a Pranzo. Chiuso il lunedi

Verticale di Verdicchio di Matelica Collestefano

Pubblicato da aisnapoli il 17 Lug 2009

Foto di Adele Chiagano

Grandi Vini da Piccole Vigne a Castelvenere 28 Agosto 2009

Pubblicato da aisnapoli il 17 Lug 2009

grandi-vini-da-piccole-vigne.jpg

Ercolano, 20-26 Luglio. La Settimana del pomodorino del piennolo

Pubblicato da aisnapoli il 17 Lug 2009

piennolo.jpgDopo il successo della prima edizione, ritorna a luglio la Settimana del Pomodorino del Vesuvio con una sette giorni dedicata ad una delle produzioni più rappresentative dell’area vesuviana, il Pomodorino del Piennolo, per promuoverne la conoscenza sia in ambito nazionale che internazionale, rivalutarne le tradizionali fasi di coltivazione e di lavorazione, favorire una maggiore presenza delle produzioni locali presso la ristorazione regionale.La “Settimana del Pomodorino del Vesuvio” è promossa da Genius Loci srl in collaborazione con la Confederazione Italiana Agricoltori di Napoli e Caserta, con la partecipazione dell’Associazione Strada del Vino Vesuvio e dei prodotti tipici vesuviani e con il patrocinio del Comune di Ercolano e del Parco Nazionale del Vesuvio.
Cinque sono le iniziative in programma che dal 20 al 26 luglio intendono coinvolgere attivamente sia i turisti che i consumatori, mettendo in rete le risorse disponibili, a cominciare dal Grande Attrattore Scavi di Ercolano, per valorizzare tutto il territorio.

PROGRAMMA

Gnam Gnam, Yum Yum!
Degustazioni di pane e pomodorino
20-26 luglio 2009

Per promuovere la conoscenza del pomodorino del piennolo, a livello nazionale ed internazionale, nei pressi della biglietteria degli Scavi Archeologici di Ercolano, verranno proposte, da aziende agricole del territorio, degustazioni di “pane e pomodorino”.
Ai visitatori degli scavi sarà offerto un calice di vino rosso di Lacryma Christi del Vesuvio offerto dalla Associazione Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici Vesuviani, dalla bottiglia unica dell’Associazione ottenuta assemblando sapientemente le migliori partite di vino fornite dalle aziende vinicole e vitivinicole aderenti alla Strada del Vino.
I turisti, inoltre, avranno la possibilità di ricevere dettagliate informazioni sulle iniziative turistiche dell’area attraverso un punto informativo curato dall’’Ente Parco Nazionale del Vesuvio.

Orari: 9,30 – 18,30 Continue Reading »

Riesling: L’Oro del Reno, le Origini, le Virtù, le Prove…

Pubblicato da aisnapoli il 15 Lug 2009

Di Luca Massimo Bolondi

 

 oro2.jpg

Le Origini

Narrami, o ninfa,
del bacino del Reno il fluido oro
che infiniti addusse, e grandi, piaceri
dal dolce suo color, che come ieri
anche oggi e domani dà ristoro.
Il re dei biondi, nato a settentrione,
fu generato tra Mosella e Reno,
rinasce ogni anno e dolce s’offre al seno
della terra nutrice cui è campione.
Vien da passione d’uomini e mestiere
di coltivar la china e offrir riparo,
da roccia viva crescer bene raro,
che porta a splender l’oro nel bicchiere.
Un re non rappresenta sol la terra!
cresce sotto le cure e l’attenzione
di precettori, e a lui virtù si impone
dell’arte della pace e della guerra:
Servire dei suoi amati la nazione,
Portar la qualità ad eccelse vette,
Combatter dei mal’anni le disdette
e Confermarsi Re per elezione. Continue Reading »

32° edizione della Festa del Vino di Castelvenere

Pubblicato da aisnapoli il 15 Lug 2009

logo-proloco-castelvenere.jpgParte venerdì 28 agosto la XXXII edizione della Festa del Vino nel comune più vitato della Campania.Fino a domenica 30 agosto degustazioni in piazza delle etichette locali e regionali, esposizione e assaggi di prodotti gastronomici del Sannio Beneventano, prodotti dell’artigianato locale e visite guidate tra i vigneti e alle caratteristiche cantine tufacee del centro storico

“Wine dating”, degustare diventa un gioco di seduzione

Pubblicato da aisnapoli il 14 Lug 2009

winw-dating.jpgDopo Parigi, New York e Londra adesso anche in Italia si conosce e si conquista il partner grazie al vino. Una moda ma soprattutto un gioco che manda in pensione il superato “speed dating” ottenendo successo in ogni parte del pianeta. Dopo aver spopolato a Parigi, New York, Dublino, Montreal e Miami arriva in Italia il Wine Dating, il gioco di seduzione più cool della prossima stagione, dove il vino diventa il modo per scoprire, conoscere e conquistare l’altro. Un incontro al buio o un aperitivo con il/la partner di una vita in cui il nettare diventa il catalizzatore di energia seduttiva, attraverso una particolare degustazione di coppia, mirata alla sensibilizzazione dei cinque sensi.

Il wine dating nasce a Parigi grazie ad un giovane sommelier Olivier Magny, diventato in pochissimo tempo uno dei più famosi al mondo, ma arriva in Italia e trova forza e sviluppo grazie a due giovani imprenditori del vino, Riccardo e Carlotta Pasqua, terza generazione di Pasqua Vigneti e Cantine, eno-famiglia veneta le cui bottiglie ed etichette sono presenti in oltre 40 paesi. I trentenni del vino, così come sono stati definiti da diversi media internazionali, hanno addirittura creato una linea di 5 vini, Setteventiquattro, ideali per fare il Wine Dating e hanno collaborato attivamente con Olivier per lo sviluppo di questo gioco in altri paesi del Mondo. Il vino ha bisogno di essere democratizzato - affermano Riccardo e Carlotta Pasqua, rispettivamente export manager Nord America e responsabile delle relazioni esterne dell’azienda Pasqua - posizionandolo in contenitori nuovi come appunto i locali o il mondo dell’aperitivo. Dobbiamo dare una immagine più giovane del vino così come accade in altri paesi. Proprio per questo abbiamo voluto essere i creatori e organizzatori del primo Wine Dating, ma soprattutto i creatori di una nuova linea di vino Setteventiquattro, pensata per il mondo dell’aperitivo e per i locali notturni, a tutt’oggi in Italia senza una cultura del vino.

Un gioco - sottolineano - come questo può avvicinare tanta gente al vino, insegnandone ad apprezzare il sapore, avvicinandola al modo in cui va bevuto, alla degustazione e perchè no offrendo anche il vantaggio di conquistare un ragazzo o una ragazza ed è per questo che partendo dal Lotvs di Milano e dal Phi Beach in Costa Smeralda abbiamo deciso di introdurlo in Italia. Il Wine Dating è così diventato in pochissimi mesi un vero fenomeno planetario. In pochissimo tempo anche diversi esperti delle più svariate discipline, dalla psicologia alla sessuologia, dalla sociologia alle scienze dell’alimentazione, lo hanno fatto diventare oggetto di studio per i loro studenti e per i loro ricercatori. Ma soprattutto è diventato una vera e propria firma di Olivier Magny, che con la sua società, O Chateau, ha infatti lanciato in Francia il Wine Dating, trasformandolo in uno degli appuntamenti più cool di Parigi, un successo che lo ha reso uno dei personaggi più contesi negli eventi più importanti.

Ma come si svolge il Wine Dating? Di fatto, si tratta di un vero e proprio gioco condotto da un sommelier, dove i partecipanti vengono divisi in coppie e prendono parte ad un percorso con una sequenza di cinque vini, che vengono abbinati ciascuno ad uno dei cinque sensi. Così, mentre si inizia la degustazione, i partecipanti imparano a conoscere e conquistare la persona che gli sta di fronte, scoprendo se esiste un feeling e quali sono gli aspetti da cui sono maggiormente attratti. Un meccanismo di conoscenza multisensoriale, insomma, che parte dal tatto, un senso che viene risvegliato dallo sfiorare un calice ghiacciato di spumante e dal contatto delle dita dei due partecipanti che si passano a vicenda il bicchiere. Il sommelier prosegue il percorso attraverso l’udito: le bollicine decise di un Pinot Chardonnay suggeriscono l’importanza del tono della voce, ma anche quanto sia fondamentale, nel gioco della conquista, l’ascoltare.

E’ invece un Pinot Chardonnay Rosè ad insegnare ad esaltare la vista, così come si apprezzano le sue sfumature sotto diverse angolazioni e luci, così bisogna imparare a guardare chi ci sta di fronte, scoprendone tutti gli aspetti, a partire dallo sguardo. Spesso lo si trascura, ma l’olfatto un senso importantissimo per stabilire se con l’altra persona c’è veramente feeling. Ecco allora che i partner vengono invitati a chiudere gli occhi e a scoprire il profumo della pelle di chi ci sta di fronte, come si fa per apprezzare un ottimo Custoza. Infine il gusto: per arrivare al suo cuore è un senso che non si può trascurare. Proprio come si fa per apprezzare la morbidezza e la rotondità di un Merlot, bisogna provare a gustare la persona che sta di fronte a noi. Bisogna appoggiare le labbra sulla sua mano e sentirne il sapore e vivere le emozioni che suscita, per capire se si è veramente compatibili.

Il Wine Dating sta ottenendo un grande successo ovunque venga proposto. E se a Parigi il luogo del Wine Dating è la prestigiosa Tour Montparnasse, ad aver lanciato questa tendenza in Irlanda è addirittura uno psicologo, il professor David Kavenagh, che in un intervista all’ Independent dice “questo percorso attraverso i 5 sensi e il meccanismo del gioco consentono a chi partecipa di rompere il ghiaccio e di entrare in profonda sintonia con la persona che ha di fronte, ecco perchè è perfetto per tutti coloro che non sopportano la velocità e la superficialità dello speed dating e vogliono unire al divertimento un pizzico di romanticismo”. In Italia, dopo la tappa del 9 a Milano, d’estate wine dating tutti i pomeriggi a Baja Sardinia, al Forte Cappellini, e poi in Valpolicella.

Fonte: lastampa.it

Foto: Grande Passione.com

Le vie della comunicazione del vino sono infinite…(T.L.)

La Grande Notte del Rosato 2009

Pubblicato da aisnapoli il 13 Lug 2009

rosato-2009.jpgMercoledì 22 luglio 2009, dalle ore 20:00 all’alba, a Battipaglia, presso “La Fabbrica dei Sapori…” – l’antica fabbrica conserviera restaurata e trasformata in centro polifunzionale, con spazi dedicati alla valorizzazione e all’utilizzo dei prodotti tipici – si svolgerà la II edizione de “La Grande Notte del Rosato”, il meglio del Regno delle Due Sicilie, evento di cui sarà protagonista il vino rosato.

Mercoledì 22 LUGLIO
In diretta tv su Telecolore e sul canale satellitare 849 di SKY

con
Nino Pascale, presidente Slow Food Campania, Pasquale Porcelli, giornalista
Lezioni di rosato con gli enologi: Gerardo Vernazzaro, Sergio Pappalardo, Angelo Pizzi, Enzo Mercurio, Nicola Venditti, Antonio Pesce, Luigi Maffini, Antonio Di Gruttola, Sergio Romano, Francesco Martusciello, Nicola Trabucco

Daniela Mastroberardino, presidente Movimento Turismo del Vino in Campania
Elena Martusciello, presidente Donne del Vino in Campania
Janet d’Alesio (public relations manager dell’Hotel Caruso, Ravello), Emma Taricco (direttore del Best Western Hotel dei Principati, Baronissi): gli alberghi in rosa
Piernicola Leone De Castris: il Five Roses e la leggenda del rosato
Luigi Cataldi Madonna: la filosofia del rosato
Antonio Capaldo e Pierpaolo Sirch (presidente e amministratore della Feudi di San Gregorio): le bollicine del rosato
Gerardo Giuratrabocchetti, Cantine del Notaio: il legno del rosato
Francesco Muci, Condotta Slow Food Neretum: Rosalento rosato show
Iris Romano, delegato Ais Ischia
Maria Sarnataro, delegato Ais Cilento e Vallo di Diano
Anna Ferrazzano, vicepresidente della Provincia di Salerno

Michele Romano
, presidente Strada del Vino del Vesuvio, presenta:

“I Giorni del Lacryma Christi” e del secondo concorso enologico “Amodio Pesce”

11-13 settembre 2009. Ottaviano, Palazzo Mediceo

Maristella Di Martino presenta:

“Le ricette della Costa d’Amalfi”

Il Raggio di Luna Editore

In diretta dentro la Fabbrica
ore 20:00 Degustazione guidata: i rosati del Salento a cura di Francesco Muci, Condotta Slow Food Neretum
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Report Enolaboratorio: Francois Cotat, Chavignol, in doppia miniverticale

Pubblicato da aisnapoli il 13 Lug 2009

Di Fabio Cimmino e Mauro Erro

mapsancerre.jpgLa storia di questo vigneron francese non può essere raccontata separatamente da quella della sua famiglia. I fratelli Cotat, Francis e Paul, sono considerati un’icona del vino francese, divenuti, ben presto, una leggenda controversa dei loro tempi. Tutto questo attraverso una “semplice” scelta di campo, quella della tradizione ad oltranza quando tutti gli altri produttori dell’area avevano deciso, ormai da tempo, di abbandonarla e dimenticarla. Una produzione dai numeri molto limitati di stampo rigorosamente conservatrice ed artigianale. Un vecchia pressa in legno, botti grandi, nessuna filtrazione, leviti indigeni, imbottigliamento con la luna piena… Risultato? Bottiglie di trent’anni ancora perfettamente bevibili. Oggi, forse, questi aspetti così reazionari di fare vino non
sembrano tali come, invece, ancora apparivano agli inizi degli anni ottanta. L’eredità è stata raccolta dai rispettivi figli Francois e Pascal: giovani vignaioli celebrati non di meno dei loro genitori dai giornalisti di settore, ma anche da illustri colleghi produttori come Didier Dagenau. Come i propri padri, sia Francois che Pascal hanno mantenuto, nonostante il successo, un attegggiamento di umiltà e di modestia non comuni. Quando gli viene chiesto di illustrare il loro “metodo” rimangono ammutoliti e spiazzati. Inutile insistere. In effetti se proprio vogliamo individuare, da soli, quali possano essere i caratteri peculiari del loro modo di fare vino, sicuramente, bisogna ricordarne due: la vendemmia ritardata, o tardiva, ed il più assoluto non interventismo in cantina. Per quanto riguarda il primo aspetto questo si traduce in vini dal frutto ricco e l’alcol esuberante ma
anche, talvolta, in un leggerissimo residuo zuccherino. Gli esempi più estremi di quest’arte di vinificazione sono imbottigliati come “cuvèe special”. Fino agli anni novanta in etichetta campeggiava a caratteri cubitali la scritta Chavignol mentre la dicitura Sancerre rimaneva relegata piccola, piccola in un angolo. La famiglia Cotat ha sempre pensato che il vero “terroir” si potesse identificare solo con il comune d’appartenenza e non con una più generica appelation. Nonostante si trattasse di una chiara infrazione alla legge francese sulle denominazioni d’origine, questa situazione è andata avanti per anni. Ma c’era un problema ancora più impellente da risolvere. Prima i fratelli, poi i cugini Cotat, vinificavano sotto lo stesso tetto con due diverse etichette e questo non è concesso dalla legislazione d’Oltralpe. La situazione irregolare proseguì fin quando Pascal non decise di trasformare il suo garage-officina di Sancerre in una rudimentale cantina e poter, così, separare i distinti processi di vinificazione che portavano alle diverse etichette. In realtà, dopo ripetuti richiami, una vera e propria risposta da parte delle autorità francesi non si fece, comunque, attendere, ma invece di colpire l’etichettatura o rilevare violazioni formali, è andata direttamente a sentenziare sul vino escludendolo, nel 1998 e nel 2002, dalla possibilità di fregiarsi della Aoc Sancerre, per una presunta mancanza di tipicità motivata con la presenza di zuccheri residui (il comitato addirittura, si dice, ipotizzò l’inipotizzabile cioè la chaptalization=zuccheri aggiunti). In questa come in altre annate i Cotat sono stati, pertanto, costretti, a declassare i propri vini a Vin de Pays. L’assoluta rinuncia a qualsiasi trattamento di cantina, l’impiego di grandi botti esauste (alcune centenarie), l’imbottigliamento a mano con il sigillo in ceralacca, rendono i bianchi della famiglia Cotat tremendamente affascinanti ma anche estremamente variabili…
Francois possiede 2 ettari e mezzo coltivati ad alta densità d’impianto (circa 8000 ceppi per ettaro contro i 6500 della zona) e rese molto contenute (60 quintali per ettaro). Le Mont Damnés è considerata la migliore vigna di Chavignol, la più ripida e gessosa di tutta Sancerre, da questi filari si ottengono Sauvignon duri e puri in grado di regalare un’ineguagliabile freschezza gustativa a distanza di molti anni dalla vendemmia. Anzi senza il necessario lungo affinamento in bottiglia questi vini vedono limitata, e di tanto, la propria potenzialità espressiva. Una complessità, una ricchezza ed una lunghezza aromatica da togliere il fiato. Agrumi, buccia d’arancia, fragole, liquirizia, nocciola, melone e, soprattutto, la tipica, inconfondibile nota gessosa. Francois Cotat continua a ritenere, però, superiore (ed anche il prezzo risulta più impegnativo), la vigna della Grand Cote giustificando lo scarto qualitativo con la presenza di vigne molto più vecchie. L’interpretazione, ciò nonostante, sembra andare in una direzione ancora più generosa, fruttata ed esotica, con la frutta secca che si fa più grassa ed oleosa mentre la componente mineral-gessosa sembra rimanere sottotraccia. (Segue note di degustazione…) Continue Reading »

Cavatappi & Tirabusciò…

Pubblicato da aisnapoli il 12 Lug 2009

Di Raffaele Bracale

perbacco-cavatappi-alberto-opalio-mod.jpgVorrei parlare di quell’utensile munito di una punta a spirale con cui si estraggono i tappi di sughero (e oggi anche di silicone) da bottiglie o fiaschi: in lingua italiana viene detto alternativamente cavatappi oppure cavaturaccioli, mentre in napoletano il medesimo oggetto è chiamato tirabbusciò/tirabusciò. Vorrei esaminare le tre voci riportate: cavatappi, cavaturaccioli, tirabbusciò/tirabusciò cominciando col dire che le due voci dell’italiano sono molto meno precise della voce napoletana. Infatti sia cavatappi che cavaturaccioli sono sostantivi formati agglutinando una volta il sostantivo tappi (plurale di tappo, dal francone tappo), e l’altra il sostantivo turaccioli (plurale di turacciolo, derivazione di turare, dal latino volgare turare), con la voce verbale cava (terza persona singolare dell’infinito cavare che à l’etimo nel latino cavare «render cavo», derivato di cavus «cavo»). Cavare ha appunto il significato primo di scavare, fare una buca in profondità e poi, con gratuiti ampliamenti semantici: levarsi, togliersi di dosso qualcosa (cavarsi il cappello, cavarsi un capriccio, una voglia, soddisfarli, cavarsi la fame, mangiare a sazietà, cavarsela, superare piú o meno brillantemente una situazione difficile), ricavare, ottenere (da quell’individuo non si cava nulla di buono). E solo con un’evidente forzatura semantica il verbo cavare vale estrarre, tirar fuori, estirpare (cavare un dente, non riuscire a cavare nulla di bocca a qualcuno, non riuscire a farlo parlare | non cavare un ragno dal buco, non riuscire a nulla). Ma di per sé il verbo cavare contiene in sé l’idea dello scavare, del render cavo e non si comprende proprio in quale occasione e in che modo il cavatappi o cavaturaccioli adempiano il compito di scavare o render cavo alcunché. In realtà gli aggeggi di cui dico servono solo ad estrarre, a tirar fuori dal collo di bottiglie o fiaschi i tappi o turaccioli e tale occorrenza è piú esattamente rappresentata dal sostantivo napoletano tirabbusciò/tirabusciò (derivato dritto per dritto dal francese tire-bouchon = tira-tappo). Ed è un termine piú esatto in quanto la voce napoletana è formata da un’agglutinazione che parte dalla voce verbale tira, dal verbo tirare (dal latino volgare tirare, forse alterazione del classico trahere, «estrarre»). E a sua volta il verbo tirare è molto piú adatto di cavare per indicare l’azione operata dall’utensile con cui si estraggono i tappi di sughero e oggi anche di silicone, da bottiglie o fiaschi. A questo punto e alla luce di tutto quel che ho detto, penso proprio (e ne lancio la provocatoria proposta) che anche in italiano (mettendo da parte cavatappi e cavaturaccioli) si possa accogliere il napoletano tirabusciò ringraziando il francese che ce lo ha fornito. Sosteniamo l’autarchia idiomatica partenopea…(T.L.)

Nella foto: Uno splendido oggetto di design: perBacco, il cavatappi secondo l’arch. Alberto Opalio via Architetturaedesign.it

Ansa: 10.000 i sommeliers professionisti in Italia

Pubblicato da aisnapoli il 11 Lug 2009

ais4.jpgROMA - Sono diecimila in Italia i sommelier professionisti che operano nella ristorazione e negli alberghi e negli ultimi anni cresce la quota rosa, con oltre il 60% di presenze femminili nei corsi per degustatori promossi dall’ Associazione italiana sommelier (Ais) e dalla Federazione italiana sommelier albergatori (Fisar). L’età media dei partecipanti ai corsi è piuttosto giovane, come sottolinea l’Ais, dai 18 ai 35 anni e l’affluenza è in costante crescita, con un aumento di presenza del 10-15% annuo. Molti i laureati che si affacciano ai corsi. In mancanza di altre occasioni di lavoro, molti giovani neolaureati, come nota l’Ais, decidono infatti di aprire un ristorante o un wine bar e si impegnano dunque a prendere la qualifica di sommelier. I corsi durano tre anni e sono piuttosto selettivi - sottolinea l’Ais - con una percentuale di bocciati nel terzo anno, quello che assicura il diploma finale con l’attestato di sommelier, che raggiunge il 40%.
Fpnte: Ansa.it

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