Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Archivio per la categoria: ‘Ardenti Spiriti’

nuovo-presentazione-di-microsoft-office-powerpointASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione Comuni Vesuviani

Enoteca Treqquarti in collaborazione con Ais Comuni Vesuviani

presenta

Masterclass Distillati

Dal 20 Novembre ore 20.30. Euro 200

Informazioni e prenotazioni al 3932031868. 0818993019.
Bevi responsabilmente.

Corso di Avvicinamento ai distillati. Cinque lezioni per cinque lunedi, per avvicinarsi e scoprire il mondo dei distillati e degustarli.

Vuoi capire di più di questo fantastico mondo?
Da dove vengono, come si producono, come si consumano i distillati?
A queste, e a tante altre domande, risponderemo nei nostri 5 fantastici incontri.

Programma delle lezioni

Lunedi 20.11.2017 Prima Lezione / La Grappa e le Acquaviti di frutta. Storia della distillazione, classificazione e tecnica di degustazione.

A cura dell’azienda Berolà

Lunedi 27.11.2017 Seconda Lezione / Il Rum. Storia e tecniche di distillazione. Rum, Ron, Rhum: stile inglese, spagnolo e francese.

In degustazione: HAMPDEN, CLAIRIN SAJOUS, J BALLY AMBRE’, BRUGAL EXTRA VIEJO

Relatore Gabriele Pollio

Lunedi 4.12.2017 Terza lezione /I distillati di scuola francese: Cognac, Armagnac e Calvados. Storia e tecniche di distillazione. Il terroir.

In degustazione: COGNAC PEYROT VSOP, COGNAC HINE VSOP,BAS ARMAGNAC DARTIGALONGUE HORS D’AGE, CALVADOS FINE CHATEAU DU BREUL

Relatore Tommaso Luongo

Lunedi 11.12.2017 Quarta lezione /Il giro del mondo in Whisky: dalla Scozia al Giappone. Storia e tecniche di distillazione.

In degustazione: KNOB CREEK RYE, NIKKA FROM BARRELL, TALISKER SKYE,WEST CORK ORIGINAL

Relatore Gabriele Pollio

Lunedi 18.12.2017 Quinta lezione /Il Gin e l’arte della mixology

In degustazione: ZUIDAM OLD TOM, PLYMOUTH NAVY, LONDON N°1,IMEA GINEPRINA D’OLANDA

Relatore Tommaso Luongo, con intervento di un esperto di mixology

Gocce di Luna

Pubblicato da aisnapoli il 17 - ottobre - 2017Versione PDF

sa40Di Luca Massimo Bolondi

La caldaia emette grugniti e gorgoglii, come la pancia di una grassa signora, in subbuglio. Della pancia ha tutto l’aspetto, dalla forma come una grossa pera al cerchio chiodato lungo il diametro come una cintura; nel buio solo il colore di lucente rame, reso disuniforme da colature verdastre, impedisce alla metafora di realizzarsi in pieno.

Il nero della notte tropicale, sotto la volta del cielo saturo di punti brillanti, sono interrotte solo da un lontano lampione solitario, il giallo lume immerso in una nube di moscerini. Niente case visibili intorno, solo il profilo dei monti aguzzi intorno allo spiazzo dell’adega. L’unica luce disponibile é il fuoco acceso sotto all’alambicco, che manda vivaci bagliori e un calore infernale.

Gli addetti alla foguera si muovono lenti, a torso nudo, lucidi di sudore, portando i fasci di stoppie di canna per alimentare il fuoco. Le volute di fumo profumano di zucchero bruciato e di terra calda, si alzano verticali nell’assenza di vento. Questa notte é stata scelta proprio per l’aria quasi ferma, perché il fuoco possa essere controllato, la temperatura nell’alambicco salga piano, la distillazione sia seguita lento passo per lento passo.

Il mastro di caldaia aveva caricato la cotta in serata, facendo attenzione che non vi fossero impuritá nel mosto di canna, fermentato nei giorni precedenti. Ora segue il termostato come una bussola e la tabella di distillazione come una carta nautica, consulta regolarmente l’orologio e appunta lo stato dell’operazione con una matita. Ad un suo ordine, l’assistente va spedito a sostituire il contenitore che riceve lo zampillo alla fine del lungo tubo di condensazione.

Quando la temperatura interna era giunta a settantasette gradi, il mastro aveva fatto un cenno all’assistente ed egli aveva cominciato a porre il sa42contenitore in un luogo riparato, chiudendone l’imboccatura e marcandone con un gessetto la sequenza. Dopo un tempo che stava fuori del tempo, accompagnato solo dal magnetismo delle fiamme che ipnotizzavano gli sguardi e scandito dagli ordini di ricambio, una fila di recipienti numerati si allineava su una lunga panca di legno.

É giunta mezzanotte e da poco il mastro ha ordinato di tornare a separare i contenitori che ricevono, giá, uno zampillo esiguo, ridotto a grosse gocce pesanti, di lasciare il fuoco calmarsi senza piú alimentarlo, di sistemare nella baracca al sicuro i contenitori numerati e di rimuovere le braci per porle in un basso paiolo, sul quale é giá pronta una griglia di ferro che imprigiona una breve batteria di spiedini. É ora di lasciare che il calore della foguera sia assediato piú da vicino dal fresco della notte e le membra stanche possano rifocillarsi di carne e di acquavite.

Sette ore piú tardi, con le luci del giorno che sorgono e i raggi del sole che calano dal profilo dei monti, arriva un pick-up che si ferma sotto il lampione e dal quale si avvia di buon passo all’adega un uomo in camicia recante un giornale. Il governo ha approvato la legge sulla produzione del grogue e l’MdR inizia oggi stesso a porre i sigilli agli alambicchi, i delegati del ministero sono giá in riunione a Porto Novo e in giornata li si vedrá percorrere l’isola, ospiti silenziosi a bordo delle camionette ufficiali, per portare fogli e bande adesive in tutti gli spiazzi dove vi sia una foguera e una caldaia. La lista é nota, i destinatari sono gli stessi coi quali l’ispettore si ritrova sovente alla casa do pasto o a condividere i piccoli fatti della vita, battesimo, raccolto della canna, nozze, condoglianze, visita di cortesia o per un consiglio sui fertilizzanti. Non ci saranno proteste organizzate ma molti commenti da scambiare davanti all’ultimo bicchiere di aquavite ufficiale, la stessa che da domani diverrá ufficiosa, per tutto l’anno di vacatio legis, in attesa di divenire ufficialmente fuorilegge, e che dio benedica chi ha inventato questa commedia nella quale un oggetto che ieri era bianco oggi é grigio e domani sará nero. E, cosí naturalmente come un oggetto cambia colore per decreto, vi sará qualcuno che accoglierá il delegato come un amico che divenuto un nemico si coprirá di ingiurie se non partirá qualche sassata, a ricordare che l’ambasciator non porta pena ma se porta cattive notizie con qualcuno bisogna pure pigliarsela. Non sempre fare l’impiegato statale rappresenta un privilegio.

sa37In attesa che lo stato faccia la sua parte, nella persona del delegato suo ambasciatore, l’uomo in camicia gioca la ben piú comoda parte dell’araldo, sventolando il giornale fresco di stampa, leggendo ad alta voce le parole altisonanti del ministro ad una platea dagli occhi arrossati per il fumo la veglia e i bicchieri della notte, aggiungendo il suo parere a voce piú bassa, battendo di tanto in tanto la mano sulla pagina aperta per evidenziare il commento. Il teatro delle dichiarazioni, nella capitale, sulla carta stampata, davanti al gruppo. Il mastro, che si é tenuto in disparte, guarda senza parlare e lo sguardo é fermo, mentre il pensiero scorre le cifre dell’ultima produzione e quanto é nei fusti per la vendita nell’anno e quanto é nelle botti per fare l’invecchiamento. Il primo é al sicuro, potrá essere proposto senza nuovi crucci nelle bottiglie rimediate come sempre, solo l’etichetta di carta il tappo e la capsula uguali per tutte, a ricordare che siamo su un’isola rurale di un paese povero, il lotto da invecchiare invece propone un enigma, ed é l’imprevedibile risultato pratico della novitá, che si tradurrá in regolamenti, e vedremo se saranno scritti bene, a chi spianeranno la strada per l’esportazione, chi invece prima di poter etichettare dovrá dannarsi per divincolarsi dalla rete delle burocrazie, novello Disinganno in una Cappella Sansevero tropicale. Il mastro non ha un’espressione serena in volto. Sa che il beneficio di pochi coincide sempre col disagio di molti, e guarda caso i pochi sono coloro che possono e i tanti sono destinati a tentare, tentennare e toppare. E lui é solo un agricoltore senza diplomi, la scuola é quella del nonno, e senza attestati di frequenza, solo trentasette anni di pratica.

Nel frattempo il sole ha finito di scavalcare il monte, ha percorso il pendio roccioso, raggiunge il ruscello, si tuffa e fa brillare le acque tra le canne. Gli a23084f08933cd6f3bd815ef81a00a6e-cabooperai si asciugano il sudore sotto i cappelli e tutti si avviano verso casa, percorrendo la strada dove il ritorno del pick-up ha sollevato una polvere fina e bianca che il vento sta portando lontano. E adesso cosa farai, dice il figlio al padre, capofamiglia, erede unico della piantagione, dello spiazzo, della foguera e degli alambicchi, degli annessi e connessi per la distillazione, l’imbottigliamento o l’invecchiamento. Cosa faró, é semplice, accoglieró il delegato, saggeremo insieme il prodotto nuovo, gli lasceró i campioni per la delegazione e attenderó i sigilli. Ma perché, sei cosí sicuro che metteranno i sigilli, il grogue tu lo sai fare bene, non ci metti lo zucchero e butti via le code, se fermano te devono fermare l’isola. É quello che faranno, fermeranno l’isola e sara’ meglio per noi, perché se facessero una selezione e ne venisse fuori anche uno solo idoneo allora sarebbe il finimondo, monterebbe una rivolta e nessuno si fermerebbe e potrebbero anche far saltare la delegazione. Pausa. Questo il delegato lo sa. E quanto tempo staremo fermi, il governo é capace che tra regolamenti e commissioni lascia che passino anni senza mettere mano. Sguardo eloquente del delegato, a dire ecco il punto, se questa riforma prende tempo chi ci va per mezzo saremo noi, mica loro, perche’ noi siamo qui e chi come te attende risposte certo non se le aspetta da un ente invisibile ma dal suo interlocutore, e’ il gioco della burocrazia che usa le persone come schermo e le norme come ostacolo, e con quale scopo, quello di stancare, di lasciare ferme le usanze e di fermare le iniziative, quaeta non movere et mota quaetare, José quando parli cosí sembri un avvocato.

La fine é nota, come nel racconto di Holiday Hall: si comprerá tutti una licenza a caro prezzo; i controlli saranno affidati a nuovi funzionari che non ne sanno nulla oppure agli attuali che ne sanno abbastanza, e sarebbe un miracolo; di tanto in tanto arriverá un’ispettore dalla Capitale e si fará un po’ di teatro, che ci vuoi fare anche a Cabo Verde la vita é una commedia, e testimonia la distanza dal continente, visto che nel resto d’Africa la povertá rende la vita una tragedia; chi faceva un buon grogue continuerá a farlo, alla luce del sole o a quella delle stelle, e la differenza tra chi ne capisce e gli illusi sará come nel resto del mondo, affidata al bicchiere e alle etichette.

Foto di Helena Resende

sommelier del rum

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli


Sommelier del Rum
Corso n.4
#Cinqueserate #20rum
20 rum, con cioccolato, tè e sigaro TOSCANO®
Wine Bar Scagliola via San Pietro a Majella n.15

Euro 200. Info e prenotazioni: 081.459696 / 334.9698115
Posti limitati. In collaborazione con Wine Bar Scagliola, Meregalli, Samaroli e Velier

Un percorso finalizzato ad approfondire la conoscenza del principe “etilico” dei Caraibi, un distillato ricco di tradizioni e leggende che parla sempre e soltanto la lingua del suo luogo d’origine. Un viaggio che dura cinque serate, (quattro mercoledì e un martedì), venti rum in degustazione con l’abbinamento di tè, cioccolato e sigaro italiano.

4 Ottobre Mercoledì Prima lezione ore 20.30
La storia del Rum: La via del rum, il colonialismo e l’evoluzione del gusto.
La filosofia aziendale Meregalli
In degustazione 4 Rum
Relatore Roberto D’Alessandro, Meregalli
Con la partecipazione di Silvia Hübner, Williams and Humbert dos maderas

11 Ottobre Mercoledì Seconda lezione ore 20.30
La distillazione, tra storia e leggende: una questione di alambicchi.
La tecnica di degustazione: aspetto visivo, olfattivo e gusto-olfattivo.
In degustazione 4 Rum
Relatore Gabriele Pollio, Ais Napoli

18 Ottobre Mercoledì Quarta lezione ore 20.30
Lo Stile Inglese
L’arte del Tè con Giuseppe Musella, Qualcosa di tè.
In degustazione 4 Rum
Relatore Gabriele Pollio, Ais Napoli

25 Ottobre Terza lezione ore 20.30
La stile spagnolo: la “mezcla” e il metodo solera
Il Rum e l’abbinamento: metodo e tecnica.
L’abbinamento con il sigaro di tradizione italiana: il TOSCANO® ANTICA TRADIZIONE con Paride Cimbalo, Club Amici del TOSCANO®.
In degustazione 4 Rum
Relatore Tommaso Luongo, Ais Napoli

31 Ottobre Martedì Quinta Lezione ore 20.30
Lo stile francese.
L’abbinamento con il cioccolato Claudio Corallo.
In degustazione 4 Rum.
Relatore Tommaso Luongo, Ais Napoli

Alla conclusione della quinta serata verrà rilasciato agli iscritti l’Attestato di Partecipazione “Sommelier del Rum”

Corso di #sommelierdelrum n.3 in partenza dal 3 Maggio

Pubblicato da aisnapoli il 27 - aprile - 2017Versione PDF

Locandina Sommelier del RumASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

Sommelier del Rum
Corso n.3

#Cinqueserate #20rum
20 rum, con cioccolato e sigaro TOSCANO®
Wine Bar Scagliola via San Pietro a Majella n.15
Euro 200. Info e prenotazioni: 081.459696 / 334.9698115
Posti limitati. In collaborazione con Wine Bar Scagliola e Velier

Un percorso finalizzato ad approfondire la conoscenza del principe “etilico” dei Caraibi, un distillato ricco di tradizioni e leggende che parla sempre e soltanto la lingua del suo luogo d’origine. Un viaggio che dura cinque serate, venti rum in degustazione con l’abbinamento di cioccolato e sigaro italiano.

3 Maggio Prima lezione ore 20.30
La distillazione, tra storia e leggende: una questione di alambicchi.
Lo stile inglese
In degustazione:
D’Aguiar’s Xtra Mature Demerara Rum
Antigua, English Arbour aged 5 years
Jamaica, Worthy Park Rum-Bar Gold
Trinidad Rum bottled in Scotland 2007
Relatore Gabriele Pollio

10 Maggio Seconda lezione ore 20.30
La tecnica di degustazione: aspetto visivo, olfattivo e gusto-olfattivo.
Lo stile francese o Agricòle
In degustazione:
Martinica, Depaz Vieux Plantation
Guadalupa, Karukera Reserve Speciale
Ile de la Réunion: Savanna Grande Arome 2002
Guyana francese: La Cayennaise
Relatore Gabriele Pollio

17 Maggio Terza lezione ore 20.30
Metodo e tecnica di abbinamento.
La stile spagnolo: la “mezcla” e il metodo solera
In degustazione:
Nicaragua, Ron Flor de Caña centenario 12 anni
Cuba, Ron Edmundo Dantes 15 anni
Panama, Ron Abuelo Añejo Reserva Especial
Repubblica Dominicana, Ron Columbus Añejo
L’abbinamento con il sigaro di tradizione italiana: il TOSCANO® ORIGINALE
L’arte del Tè.
Relatori Tommaso Luongo e Giuseppe Musella

24 Maggio Quarta lezione ore 20.30
Lo zucchero, le sue origini e le sue migrazioni
Cenni storici sul Rum
Il cacao, le sue origini e le sue migrazioni
In degustazione:
Lo stile ispanico: Ron Brugal 1888
Lo stile inglese (Navy Style): Pusser’s Nelson Blood 15 anni
Lo stile inglese (Demerara Style): Rum El Dorado 12 anni
Lo stile francese (Agricòle): Rhum Vieux Agricole Bally Piramide 7 ans d’age
L’abbinamento con il cioccolato Claudio Corallo.
Relatori Don Marcelo Barberis e Tommaso Luongo

31 Maggio Quinta Lezione ore 20.30
La Gargano Classification.
Alle origini del rum: Il “bianco”
In degustazione:
Philippines, Manila Rum Silver/Light, La Tondena
Thailandia, Rhum Chalong Bay
Il Pure Single Agricòle Rhum: Rhum Rhum 56°
Il pure Single Agricòle Rhum: Clairin Sajus Release 3.1
Relatori Daniele Biondi e Gabriele Pollio

Alla conclusione della quinta serata verrà rilasciato agli iscritti l’Attestato di Partecipazione “Sommelier del Rum

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Di Mauro Illiano

Ve la do io una SCOTCH…iatura!!! – Dieci cose che potreste (non) sapere a proposito del cibo e del buon bere Scozia
Appena di ritorno dal mio terzo viaggio in Scozia, sono ora pronto a sfatare alcuni miti e svelarvi alcuni gastro-segreti su questo Paese.

1. Dove si può trovare un locale di degustazione di Whisky
Forse qualcuno, andando in Scozia e sapendo che quella è la patria indiscussa del Whisky di malto, potrebbe credere che è possibile trovare un locale di degustazione di questo magnifico distillato praticamente ad ogni angolo. Sbagliato! Uno scozzese medio beve Whisky abbordabili, e trovare un bar o un pub con una buona carta di whisky (da 100 etichette in su) è veramente arduo. Le migliori opzioni sono rappresentate da Edimburgo e Glasgow, le città più importanti. In esse esistono alcuni locali di degustazione molto forniti. Fate una capatina all’Amber Bar del Whisky Experience sul Royal Mile di Edimburgo per credere…
2. Cosa si beve quando si visita una distilleria
Altro luogo comune da sfatare è la credenza che visitando una distilleria si avrà l’opportunità di bere delle etichette non disponibili sul mercato o dei prodotti di remotissima nicchia. Sbagliato! Quasi tutte le visite in distilleria terminano con un assaggio del prodotto maggiormente diffuso dell’azienda, sia per una questione di costi, sia per una questione di aspettative del visitatore medio. Talvolta si ha la fortuna di assaggiare qualcosa in invecchiamento direttamente pescato da qualche botte messa lì per fini didattici, oppure, (come ad esempio mi è accaduto durante l’ultima visita alla distilleria di Talisker a Carbost), può capitare che l’azienda decida di far assaggiare qualcosa di più ricercato ai visitatori. Ma rimane un’eccezione, quindi, ricordatevi, non aspettatevi il prodotto indimenticabile conservato apposta per voi!
3. Quali sono i piatti più affidabili della cucina scozzeseDSCN5177
La cucina scozzese, per quanto più buona delle aspettative della maggioranza dei visitatori, rimane una cucina di pochi ingredienti, dove il burro la fa da padrone sull’olio, l’aglio è presentissimo, e le patate sostituiscono quasi sempre il pane. Detto ciò vi potrete fidare quasi sempre dell’eglefino, delle cappesante e degli scampi – per ciò che attiene il pesce – mentre per la carne sceglierete sempre bene prendendo il manzo o il cervo. Lasciate il famigerato haggis agli stomaci più ostinati, e dosate bene l’english breakfast in modo da non rimanere appesantiti fino al pomeriggio. Se proprio non sapete dove andare a pranzo, lasciatevi ammaliare da in Fish&Chips, dove non vi troverete quasi mai male.
4. Cosa non vedrete mai visitando una distilleria
Non avrete mai l’onore di vedere il whisky in invecchiamento. Vi sembrerà strano, ma è del tutto normale in realtà. Dal momento che una distilleria media produce dal milione ai tre milioni di litri di Whisky l’anno, e l’invecchiamento spesso supera i 10 anni, sarebbe praticamente impossibile conservare tutte le botti necessarie lì in distilleria. Le botti piene di whisky vengono spostate nella zona centrale della Scozia e conservate in ampi magazzini, lì dove è più semplice arrivare e c’è molta disponibilità di spazio.
DSCN51825. Quanto conviene comprare Whisky in Scozia
Zero. Il prezzo del whisky in Scozia è nettamente più alto che in Italia. Il motivo della differenza si spiega con l’elevata tassazione dell’alcol in tutta la Gran Bretagna. Alla base della scelta di tassare il whisky come gli altri alcolici è l’elevato consumo pro capite, considerata una vera piaga dal governo. Il miglior modo per bere whisky risparmiando, dunque, rimane quello di comprarlo esattamente dal proprio Paese, o, addirittura, dalla poltrona di casa con un click.
6. Quanto whisky vi servono quando ne chiedete uno in un bar
La porzione standard è di 25 ml, vale a dire che con una bottiglia di 70 cl (equivalenti a 700 ml), vengono fuori ben 28 porzioni. Qualcuno penserà che gli scozzesi sono tirchi, ma in realtà con una porzione di 25 ml si riesce tranquillamente ad assaporare un buon whisky senza eccedere e, soprattutto, si conserva la possibilità di saggiarne un altro dopo. Chi ama il whisky vuole bere bene, non tanto.
7. In quali città si mangia meglio
La Scozia non ha delle vere e proprie capitali gastronomiche. Tuttavia, data la peculiarità di alcune materie prime e la rispettiva reperibilità in alcune zone piuttosto che in delle altre, si può tranquillamente affermare che città come Oban o come Thurso sono degli ottimi posti dove mangiare pesce, mentre le città più interne tipo Dufftown o Pitlochry sono più ricche di specialità di carne. Il top della ristorazione di lusso, ovviamente, è diviso tra Edimburgo e Glasgow, città in cui c’è una buona concentrazione di ristoranti stellati.
DSCN52288. In quali locali troverete una vera atmosfera scozzese
C’è poco da fare, il locale tipico di tutto il Regno Unito rimane il Pub. Luci soffuse, camini, tavoli e sedie di legno, parati rossi o a strisce, sette o otto birre da spillare, l’onnipresente biliardo… tutto questo fa delle cittadine apparentemente insignificanti della Gran Bretagna un luogo da visitare. Assaggiate le patatine al gusto di scampo, pagate un giro di birra ad un gruppo di incalliti giocatori di 8-ball, farfugliate qualcosa a voi stessi mentre degustate una pinta di Carling, prendete posto nella saletta tv mentre va in onda una partita di Rugby tra Scozia ed Inghilterra.. questo farà di voi un perfetto scozzese.
9. Cosa beve di solito uno scozzese
Entrando in un bar, in un ristorante o in un Fish&Chips, quasi sempre troverete uno scozzese con una pinta di birra tra le dita della mano. Nonostante il Whisky sia la bevanda più famosa di questo Paese, il consumo pro capite di birra è spaventoso. E ciò senza distinzione di sesso o di età. Il consumo medio della popolazione (al primo posto in UK) è di 570 pinte di birra l’anno, più di una e mezzo al giorno, tutti i giorni!
10. Quanto costa…
Differentemente dalle leggende, la Scozia non è così cara oggi. Per spiegarmi meglio: a) dormire in un B&B (un luogo molto diverso da quelli italiani, un alloggio bello, pulito, spazioso, in cui servono delle colazioni indimenticabili) costa circa 30€ a persona al giorno b) una pinta di birra costa 3,50 € c) un whisky costa mediamente 5 € d) noleggiare un’auto prenotando per tempo non costa più di 30 € al giorno e) Mangiare in un pub o in un Fish&Chips può costare al massimo 15 € a persona f) Una cena in un ristorante elegante costa 40 € a persona (bevande escluse) g) La benzina costa più o meno quanto in Italia h) noleggiare una bici costa 15 € al giorno i) una visita in distilleria con assaggio costa meno di 10 €. Morale della favola: se non si eccede in virtuosismi ce la si può cavare con 1000 € per una settimana a persona compreso il volo a/r…

15 Dicembre, Vittorio Capovilla al Treqquarti

Pubblicato da aisnapoli il 11 - dicembre - 2014Versione PDF

10857961_562951013848230_547911269314582013_nLunedì 15 dicembre  Vittorio Capovilla al Treqquarti, per un percorso sensoriale unico.

Degustazione di distillati in abbinamento a formaggio, dolce, cioccolato e sigaro. Posti Limitati.

Per info e prenotazioni:
081 8993019 | 393 2031868
info@treqquarti.it

Treqquarti, via Gramsci n.15 Somma Vesuviana

SHOWRUM, il festival italiano del Rum

Pubblicato da aisnapoli il 28 - ottobre - 2013Versione PDF

Luis AyalaDi Anna Ciotola

Festival Italiano del Rum, SHOWRUM, una rassegna unica nel suo genere, una vetrina per i produttori , per la prima volta in Italia, un’esperienza multisensoriale per appassionati, buyer ed operatori del settore.
Una scoperta delle migliori etichette in commercio, un’occasione per approfondire la cultura su questo famoso distillato in crescita negli ultimi anni. Un mondo che merita di essere conosciuto bene per essere apprezzato come merita.
SHOWRUMDue giornate di full immersion, il 19 e 20 ottobre, con ventuno stand presenti: molte le tipologie di prodotti con alcune chicche e rarità. Alto il livello dei Master Class con i migliori esperti internazionali di Rum, come il seminario di Luis Ayala, storico fondatore dell’Università del rum, sulle tecniche avanzate di degustazione.
Abbinamenti di Tabacco & Cacao: Amazon per i sigari e Vestri per il cacao, un’azienda artigianale con piantagioni antiche in Repubblica Dominicana.

Convegno Anag “Vinaccia e Distillati” ad Avellino

Pubblicato da aisnapoli il 29 - novembre - 2011Versione PDF

Di Anna Ciotola

Sabato 26 novembre si è svolto presso l’istituto Agrario De Sanctis di Avellino il primo Convegno Vinaccia e distillati, una manifestazione promossa dall’ANAG (Assaggiatori Grappe e Acquaviti) fortemente voluta dal Presidente Regionale Generoso Apicella.

L’incontro presentato da Adriana Amodio è stato moderato dall’agronomo Angelo Maglio. Presenti , il Preside dell’Istituto ,una delle più rinomate istituzioni scolastiche del Mezzogiorno,il Dott. Alfonso Tartaglia, dirigente della STAPA cePICA , organo istituzionale particolarmente impegnato in azioni di monitoraggio e ricerca nel settore dell’agricoltura Campana. Il lievito Saccaromyces cerevisiae nominato appunto stapacepica 1 è il frutto di uno dei progetti di ricerca, lievito autoctono di Fiano messo poi a disposizione delle aziende irpine

L’enologo Maria Marano ci ha illustrato , composizione, classificazione e valutazione organolettica della grappa.

Sintetizzare un argomento cosi vasto come la distillazione e differenze di alambicco ,è stato il compito di Paolo Saverio Antonellis mastro distillatore

L’alcol causa notevoli danni al nostro organismo, il dott. Gennaro Albano ce ne ha indicato gli effetti ed infine ” o bevi o guidi ” l’ispettore di Polizia Salvatore Imparato ci ha elencato ormai le sempre più severe sanzioni per il superamento del famigerato tasso alcolemico dello 0,5

Durante la manifestazione sono stati consegnati diplomi alle distillerie vincitrici del Concorso Acquaviti d’oro e ai corsisti di primo livello delle delegazioni provinciali.

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Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 23 nov 2017 al 23 nov 2017 alle ore:20:00

      23 Novembre, Napoli si tinge di giallo con il Collio day

      Mancano: 5 giorni e 10:51 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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