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Archivio per la categoria: ‘cibo e vino’

dolcidellefeste2017dueArriva puntuale in Campania l’evento “I Dolci delle Feste dei grandi Interpreti by Mulino Caputo”, giunto alla sesta edizione, che quest’anno si terrà a Napoli, venerdì 10 novembre, a partire dalle 17.30, presso la struttura del ristorante Palazzo Petrucci (via Posillipo 16 – ingresso esclusivamente su invito).
Tema del 2017: “I nuovi lievitati e i dolci tradizionali”. Quest’anno, tra gli 11 protagonisti troviamo un’ospite straniera. Ci sarà, infatti, Florencia Breda, pasticceria argentina, trasferitasi in Trentino e attualmente in Toscana, nella brigata del Ristorante stellato il Pievano del Castello Spaltenna, condotto da un grande chef campano, Vincenzo Guarino. Nel suo caso, dall’incontro tra le suggestioni transoceaniche e un prodotto squisitamente campano, è nato un nuovo dessert che fa sposare l’Alfajor con la mela annurca. Magia delle contaminazioni.
Ci saranno anche i grandi maestri campani, rappresentanti della prestigiosa Accademia Maestri Pasticceri Italiani: Sal De Riso, Salvatore Gabbiano e Alfonso Pepe. Il maestro del “Sal De Riso Costa d’Amalfi” farà degustare due nuovi nati: “Oplontis”, cassata creata in memoria dei romani e ispirata dai reperti archeologici di Torre Annunziata e un panettone farcito alla “Ricotta e Pera”, dolce da lui inventato e che quest’anno compie vent’anni. Ma ci saranno anche i suoi classici farciti e l’intramontabile panettone, il Classico Milanese.
Salvatore Gabbiano, dell’omonima pasticceria di Pompei, presenterà un Tronchetto natalizio al marron glacé, il “MousTacciolo” e “CioccoZè”, il suo panettone farcito con pera, cioccolato e zenzero.
Il panettone ai frutti di bosco e vino aglianico sarà il lievitato proposto da Alfonso Pepe, reduce dalla recente inaugurazione del suo nuovo locale, “Pepe Mastro Dolciere”, di Sant’Egidio del Monte Albino. Per Pepe, accanto al lievitato, una carrellata di dolci classici delle feste.
Alla presentazione parteciperà anche Rosanna Marziale, già ospite di precedenti edizioni della rassegna, chef e anima del ristorante “Le Colonne” di Caserta, che farà degustare l’ultimo nato, “Allegro”: panettone al Pallagrello nero con amarena e cioccolato, oltre ad un suo classico, “Na Tazzulelell’e cafè”.
La pasticciera di Palazzo Petrucci, Sara Sciotti, presenterà in anteprima il suo “Roccocò2017”, mentre dalle cucine stellate de La Torre del Saracino di Gennaro Esposito, Carmine Di Donna, porterà una Vellutata di nocciola con soffice di castagne e cachi.
Il veterano Sabatino Sirica, della “Pasticceria Sirica” di San Giorgio a Cremano, proporrà una carrellata dei classici partenopei: roccocò, susamielli, struffoli.
Tra i rappresentanti delle nuove leve, invece, ci saranno Marco Infante, della pasticceria “Leopoldo 1940”, si scatenerà con le cassatine al profumo di pastiera, il buccacciello al babà con crema di cassata e una sbriciolata di roccocò e Francesco Amoroso, del popolarissimo “Chalet Ciro” di Mergellina, che recentemente ha inaugurato una sede a Londra, nell’esclusivo distretto di Chelsea. Lui proporrà una selezione delle specialità tradizionali.
Ancora, Mario Di Costanzo, pastry chef e maitre chocolatier della “Di Costanzo Patisserie”, con laboratori e punto vendita in Piazza Cavour, preparerà una cassata napoletana nera. Al suo tavolo ci saranno anche gli ultimi nati, i Bon Bon.
Accanto alle postazioni dei maestri pasticcere ci sarà un banco d’assaggio a cura dell’Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli, coordinato da Tommaso Luongo, con in degustazione: Marsala Liquoroso Bio, Zibibbo Liquoroso Bio e Moscato Pantelleria naturale delle Cantine Pellegrino 1880.

Un piatto, un vino

Pubblicato da aisnapoli il 20 - ottobre - 2017Versione PDF

cibo e vinoDi Giuseppe Rea

Commisurare la struttura di un piatto a quella di un vino è un concetto e un momento importante nell’ elaborazione di una giusta logica dell’abbinamento.
Infatti, molte sono le varianti in gioco con tutte le possibili combinazioni degli ingredienti con le diverse tecniche di cottura della medesima materia prima.
Entrano “in lizza”: la bellezza cromatica, la persistenza aromatica, la lunghezza gustativa, la sapidità, tutte caratteristiche che dovranno essere proporzionate tra loro, al fine di creare un piatto equilibrato e , allo stesso tempo, ricco di contrasti e sfumature.
Veniamo dunque al nostro piatto…
Spaghettoni di grano duro, in crema di formaggio di capra stagionato, adagiati su vellutata di rape rosse, guarniti con cetriolini e basilico.
Senza dubbio l’asse del piatto si orienta sulla carica aromatica e sulla persistenza gustativa del formaggio , che ha una consistenza più liquida proprio perché sciolto in parte a bagnomaria; il sapore complessivo manifesta grassezza e sapidità e si lega, in ultimo, alla moderata succulenza richiamata dalla pasta, con una spiccata tendenza dolce che si interagisce nel finale con una soffusa tendenza amarognola.
La vellutata di rape rosse, sostenuta da un naturale brodetto vegetale, costituisce il “ guanto di velluto” su cui l’allungo del formaggio viene avvolto e affievolito.
Le note aromatiche legate al basilico accompagnano la delicata freschezza del cetriolino, donando una lieve e rinfrescante pausa alle papille e rendendo la lettura degli ingredienti più percettibile per il palato.
L’abbinamento è quello con un vino rosso, dall’intonazione morbida, e dall’effetto avvolgente tale da foderare il gusto accompagnandoci fino in fondo.
Scegliamo dunque, un vino dal colore rosso acceso, simile a quello dei semi di melagrana, di buona struttura, garbato nel tocco, e con un misurato e congruo tenore alcolico ( 13%), con un naso che ancora sprizza freschezza e intensità.
La scelta è ricaduta su un vino del  Trentino, da uve Teroldego 100% 2007 dell’Azienda Foradori.
Si avvertono al naso fiori rossi appassiti, frutti maturi, cacao in polvere e tabacco dolce, pulito e lineare nel suo sviluppo gustativo, con tannini nobili e di radici antiche, fiero, maturo e gagliardo…non a caso si chiama “ Granato”. (piccola divagazione calcistica da “vecchio”e appassionato cuore granata ;-) )

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