Associazione Italiana Sommeliers

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Archivio per la categoria: ‘Cinema cibo e vino’

InPoltronaChef_orizIn Poltrona con lo Chef n°3

Napoli, Hart Cinema Food Music

Giovedì 19 Gennaio alle 20.30

Marianna Vitale e Gennaro Cariulo raccontano Napoli con Cristina Donadio

Giovedì 19 Gennaio va in scena al cinema Hart il terzo appuntamento di In Poltrona con lo chef, la rassegna ideata da Wine&thecity che mescola cucina, cinema e cultura in un mix inedito di sapori e spettacolo. Al centro di questo terzo appuntamento c’è Napoli con tutto il fascino delle sue contraddizioni e degli eterni stereotipi: sul palco un trio inedito, la chef Marianna Vitale, Stella Michelin di Sud Ristorante di Quarto, Gennaro Cariulo della celebre Macelleria e Hamburgeria Da Gigione di Pomigliano d’Arco e l’attrice Cristina Donadio, l’amatissima Scianel di Gomorra. Lo spettacolo parte con il cortometraggio The Wholly Family di Terry Gilliam prodotto da Pasta Garofalo: premiato agli European Film Awards come Miglior Cortometraggio, il film mescola l’immaginario del regista con i colori e il folklore tipici del capoluogo partenopeo. Si prosegue sul palco dove è allestita la cooking station di Schettino Cucine Professionali: in postazione il duo Vitale-Cariulo cucina, commenta, racconta e dialoga con Cristina Donadio, guest star della serata. Una performance inedita che si muove senza copione, accompagnata dalla degustazione dei piatti e dei vini dell’azienda irpina Feudi di San Gregorio. Il pubblico in sala, comodamente seduto in poltrona, ascolta, mangia, degusta, interviene. In poltrona con lo chef fa leva sulla contaminazione di generi, sull’improvvisazione colta e curiosa: cucina, spettacolo, cinema d’autore, grandi vini e design con le poltrone Aris 1967 di Valentina Pisani Architetto, compongono la ricetta sempre nuova di ogni serata.

I PROTAGONISTI:

Marianna Vitale è una cuoca giovane e grintosa. Ha aperto Sud Ristorante a Quarto (NA) nel 2009 e nel 2011 ha conquistato la stella Michelin. Nel 2015 è stata eletta cuoca dell’anno dalla Guida de L’Espresso e da Identità Golose.

Gennaro Cariulo, ha ideato con la sua famiglia la Macelleria e Hamburgeria Da Gigione a Pomigliano D’Arco, il tempio dello street food di alta qualità premiato anche dal Gambero Rosso.

Cristina Donadio, napoletana è attrice dagli esperimenti del teatro di Neiwiller all’approdo in tv nel ruolo della boss Scianel in “Gomorra-La serie 2”

LA RASSEGNA:

In Poltrona con lo Chef è un progetto ideato e prodotto da Wine&Thecity di Donatella Bernabò Silorata, in collaborazione con HART Cinema Food Music, con la partecipazione di Pasta Garofalo e di Schettino Cucine Professionali; si inserisce nella programmazione HART OFFBEAT, “I giovedì ad Hart” ed è uno degli eventi “waiting for Wine&Thecity 2017” per celebrare i 10 anni della rassegna che coltiva l’ebbrezza creativa, la contaminazione dei generi e il nomadismo (www.wineandthecity.it). Per l’occasione Valentina Pisani Architetto presenta la poltrona Aris, riedizione del 1967, in pelle rossa: un guizzo di design in linea con la rassegna e la location.

IL CINEMA:

Hart Cinema Food & Music è l’ultima monosala di Napoli e il primo cinema multisensoriale della città che coniuga cinema, cucina, spettacolo. Nato dalla ristrutturazione dello storico cinema Ambasciatori, offre 100 posti tra poltrone, divani e letti king size per vivere il cinema in una chiave diversa, più intima e confortevole. Visione inconsueta del culture club, HART si ispira a format già sperimentati in alcune capitali europee.

Info

Dalle 20.30 alle 22.00
Biglietto: 25 euro comprensivo di un piatto e degustazione di vini.
In vendita presso:
Hart Napoli
Via Francesco Crispi, 33 80121 Napoli
0817613128 / info@hartnapoli.it

e on line sul sito http://hartnapoli.it/ e http://www.etes.it/
Cinema Delle Palme
h. 16.00 / 21.30

www.hartnapoli.it e www.wineandthecity.it

Ufficio stampa Dipunto studio > 081 681505 www.dipuntostudio.it–

Cinema, cibo e vino con Creed

Pubblicato da aisnapoli il 18 - febbraio - 2016Versione PDF

creed-original-motion-picture-soundtrack-1160x1160Di Marco Tramontano
Un passo alla volta. Un pugno alla volta. Un round alla volta.
Questa è la base del film. Tutto nella vita va affrontato così secondo Rocky.

Creed è il film che vuoi ma non ti aspetti. Ero pronto ad una storia affamata di mangiare alla tavola di uno dei più amati franchise della storia del cinema. Una di quelle serie che nonostante un’iperbolica trasformazione la si ama o le si è indifferenti. Ma non si può odiare. Per me, nonostante il mio amore incondizionato per Rocky, la saga si ferma al secondo capitolo, il resto erano cazzotti e marketing (con una piacevole sorpresa in Rocky Balboa del 2006 però). Sì lo so, e Ivan Drago?

Ecco cosa è Creed, una ricetta classica, ingredienti che tutti conoscono e tecniche di cucina semplici, mai azzardate, dal sapore familiare che nonostante a volte risulti pesante, poi vuoi riassaggiarla. Così per ricordare i sapori di una volta.
Eppure Creed è anche altro, è un piatto semplice, uno di quelli che amo di più ma che è anche uno dei più difficili da preparare. Perché gli errori rischiano di essere troppo evidenti. Ed è per questo che ho apprezzato con delicatezza questo film, un progetto senza errori, che scorre agevolmente tra gli aggiornamenti degli incontri con gli standard della boxe attuale. C’è violenza sì, ma è quella sportiva, quella che è incanalata con allenamenti e con i sacrifici. Così come le emozioni, le paure, le vittorie e le sconfitte dei protagonisti con un Michael B. Jordan che ha saputo farsi perdonare i Fantastici 4 e uno Stallone che, niente, che è Rocky e basta.
Lui non recita, è Rocky e va bene così.

Consiglio di vederlo a tutti i nostalgici e a tutti gli amanti dello sport, qualunque esso sia. Purché sia pulito.

Ovviamente mentre pensavo a come mettere due righe su carta per questo articolo pensavo anche a cosa abbinarci come ricetta. E tra mille idee, in mente non mi veniva altro che il beverone assurdo che trangugiava Rocky nel primo film fatto di uova crude e forza di volontà. Ma… non è una ricetta questa, solo un falso mito che sarebbe meglio sfatare.
E allora consiglio le uova sì, ma con un classico dessert un po’ rivisitato.

Tiramisù del pugile

4 uova medie freschissime
4 Savoiardi, meglio se freschi di pasticceria.
Caffè, buono e caldo.
Zucchero 80 gr e zucchero a velo
Separate i tuorli dagli albumi, versateli in una ciotola e montateli bene con lo zucchero, a bagnomaria finché il composto non diventerà soffice e spumoso.Malvasia delle Lipari Hauner
Montate (se volete e comunque prima della preparazione dello zabaione) a parte gli albumi con un pizzico di sale e zucchero (20gr di zucchero a velo ogni 10gr di albume), riempite una sac à poche, formate tante piccole meringhe su una teglia ricoperta da carta da forno e cuocete a 80° per 3 ore circa, ricordando che le meringhe devo asciugarsi, non dorarsi.
In una coppetta da cocktail adagiate i savoiardi spezzettati (è appena passato il carnevale, dovreste averne in casa, ma due chiacchiere anche potrebbero essere l’ideale) sul fondo, bagnandoli col caffè caldo e amaro. Riempite di spumoso zabaione e, se avete auto tempo di prepararle, coprite con qualche mini meringa.
Consiglio di provarlo dopo l’allenamento, non prima. ;-)

 

Abbinamento a cura di Tommaso Luongo

Un grande classico della pasticceria veneta che è diventato nel tempo un dolce ubiquitario: conosciuto, imitato e modificato in ogni angolo del globo terraqueo.
La struttura grassa dello zabaione invade il palato con la sua consistenza spumosa; la carica zuccherina aumenta quando il cucchiaio incontra le meringhe fino ad affondare nei savoiardi imbevuti di denso e amaro caffè per una persistenza gustativa ricca e gratificante. Nella versione proposta da Marco manca la tradizionale spolverata finale di cacao (e gliene siamo grati…perché ci semplifica l’arduo “lavoro” dell’abbinamento).

Qui ci vuole un vino di gratificante dolcezza e sinuosa morbidezza, baciato dal sole e “rinfrescato” dai venti ricchi di salsedine…un Passito di Malvasia delle Lipari dell’azienda eoliana Hauner: un deciso ed energico uppercut per il nostro palato, fatto di miele, spezie esotiche e  frutta secca; con un durevole finale, pregno di erbe aromatiche e lampi salini. E siamo pronti per il prossimo Rocky…

 

Un’insalata sì, ma piena di Forza.

Pubblicato da aisnapoli il 23 - dicembre - 2015Versione PDF

Star-Wars-Il-risveglio-della-forza-sale-la-febbre-per-Guerre-Stellari-saga-intergalatticaDi Marco Tramontano

Ci sono telefonate diverse dal solito. Sono quelle telefonate che non ti aspetti e che normalmente dovrebbero prenderti alla sprovvista, del tipo “ehm, non lo so, posso farti sapere in questi giorni, sai, le feste, i pranzi, le cene…”.

Ed invece non è andata così, ho accettato immediatamente la proposta di aprire una rubrica sul cinema e sul food qui sul sito dell’AIS Napoli semplicemente per due motivi: sia perchè a propormelo me lo ha chiesto un vero professionista e divulgatore del Food&Beverage, sia perchè ci sarà da divertirsi.

Iniziamo con una piccola recensione libera da spoilers di STAR WARS – Il Risveglio della Forza.

Un nuovo inizio, un risveglio, una forza.

Tutti termini del film che spiegano il capolavoro (?) visto il giorno d’uscita al cinema.

La serie di omaggi alla trilogia originale, le stesse atmosfere e gli stessi tempi, sommati ad un maturo Kasdan e ad un sempre più perfezionista Abrams, sottratto un Lucas fuori tempo massimo, hanno restituito la saga degli Jedi al loro splendore originale, senza se e con pochi ma.

L’impressione di un remake non va confusa mai con quella reale di un reboot dallo zampino Disneyano e permeato dalla forza delle nuove tecnologie.

starwars_forceawakensPer tutti i fan di vecchia data e vecchi e basta come me, coccolati da una sinfonia seconda a nessuno e da scene degne del miglior Spielberg, assistere alla prima ri-apparizione di Han Solo e di Chewbacca significa cacciare le stesse lacrime di un regalo di Natale tanto desiderato da piccoli e arrivato al giusto momento.

Non c’è bisogno di essere nerd per amare questo film nè per capire che una cosa è il Cinema ed una cosa l’intrattenimento fine a sè stesso.

Ecco, questo è intrattenimento puro ed emozionante, diretto e indimenticabile, figlio sì del marketing e del merchandising, ma nato col cuore di chi ha amato davvero la saga.

Per essere Cinema dovremo attendere gli altri episodi e il tempo.

Sperando che il risveglio della Forza coincida anche con la scelta di non voler esagerare a tutti i costi e con la giusta combinazione di ricordi e idee, di classico e di nuovo.

E ad un film così pieno di ingredienti, buono sì, ma che non può piacere a tutti, non si poteva non abbinare uno dei piatti simbolo delle festività partenopee, l’amata/odiata insalata di Rinforzo, con la R maiuscola, già citata dal Cavalcanti nel 1800 e chiamata così, tra le tante ipotesi, perchè serviva a dare vigore ai pranzi di magro delle festività natalizie.

Sì perchè non esiste tavola in questi giorni in cui non sia presente come contorno, anche solo scenico, anche solo come un bouquet di colori e profumi, come un “ok è troppo, non ce la faccio, ma deve esserci”.

Un piatto in cui il cavolfiore viene accompagnato dal colore delle papaccelle, dalla sapidità delle acciughe e dei capperi sotto sale, dalla creatività dei sottaceti, dalla qualità dell’olio e da tanto, tanto (ancora) aceto.

Ovviamente preparata categoricamente il giorno prima per dare il tempo ai sapori e ai profumi di amalgamarsi.

Di seguito la mia ricetta, semplice, un po’ tradizionale, con una piccola novità per un utilizzo anche diverso.

Insalata della Forzainsalata-di-rinforzo-600x402

1 cavolfiore

50 gr. di olive nere di Gaeta

50 gr. di olive verdi

100 gr. di Papaccelle

100 gr. di capperi sotto sale

50 gr. di sottaceti misti

Qualche acciuga sotto sale

25 cl di latte

Mezza cipolla

Olio extravergine d’oliva

Aceto

Sale e pepe

 

Tritare la cipolla e le acciughe e farle appassire in una padella con un filo d’olio evo. Unire il cavolfiore e farlo insaporire. Aggiungere il latte, portare a bollore e lasciare cuocere a fiamma bassa per 20 minuti.

Tritare il cavolfiore fino ad ottenere una crema, versare un filo d’aceto e regolare di sale e pepe.

Distribuire in 6 ciotole da latte (o tazze da consommè se le avete), aggiungere in superficie una manciata di capperi, due olive nere e due verdi denocciolate, un po’ di papaccella tagliata a julienne e qualche sottaceto.

Per il vino in accompagnamento lascio la parola a Tommaso Luongo, è un piatto difficile, qui serve un vero jedi dell’enologia.

Che il Rinforzo sia con voi, amici miei.

 

pallarello_serole_okRaccolgo la sfida, ma qui ci vorrebbe, in verità, la sapienza del Maestro Yoda (“Fare o non fare…non c’è provare” cit.).

Tutti i sacri testi sono concordi nel ritenere (giustamente!) che quando c’è l’aceto il vino sia da evitare.

Mi preoccupano soprattutto la sinergie gustative tra le papacelle e i sottaceti, che rischiano di rendere eccessivamente tagliente la spinta dell’acidità…altro che spada laser ;-)

Per riuscire nel nostro intento ci vuole un vino che abbia densità, presenza alcolica e una piacevole carica glicerica.

Insomma una garbata morbidezza che sappia contrastare, senza annullare,  il vigore dell’aceto, tradizionale alleato dell’insalata di rinforzo.

E magari anche delle piccole incursioni saline a ravvivare la pungenza del piatto.

Osiamo dunque con Le Sèrole  2013 Terre del Principe, bianco Igt da pallagrello bianco, confidando nella benevolenza dei lettori, viste le imminenti festività natalizie. (T.L.)

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 25 feb 2019 al 25 feb 2019 alle ore:20:30

      Il vino del Cavalier Maga Lino, doppia degustazione al Wine Bar Scagliola

      Mancano: 5 giorni e 08:21 ore.
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