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Archivio per la categoria: ‘Enonews’

Bere il territorio XVII edizione – Bando di Concorso

Pubblicato da aisnapoli il 23 - dicembre - 2017Versione PDF

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Al via in tutta Italia la diciassettesima edizione del
concorso letterario nazionale promosso da

“BERE IL TERRITORIO”
Raccontare il vino attraverso un viaggio
BANDO DI CONCORSO

1. La diciassettesima edizione del concorso letterario “Bere il Territorio” è promossa dalla Associazione Go Wine.
I partecipanti dovranno redigere un testo-racconto in forma libera che abbia per tema un viaggio in un territorio del vino italiano, evidenziando il rapporto con i valori cari all’enoturista: paesaggio, ambiente, cultura, tradizioni e vicende locali.

Sono previste due categorie, in base a distinte fasce di età:
a)giovani dai 16 ai 24 anni;
b)per tutti i soggetti di età superiore ai 24 anni.

2. Ogni concorrente o gruppo potrà partecipare con un solo elaborato inedito, in lingua italiana, della lunghezza minima di due cartelle (3600 battute) e massima di 5 cartelle (9000 battute), redatto anche su supporto magnetico.

3. E’ inoltre istituita, a latere del concorso generale, una sezione speciale riservata agli studenti degli istituti agrari italiani (di età compresa fra i 14 ed i 20 anni).
In particolare si invitano gli studenti a svolgere un approfondito e originale lavoro di ricerca che abbia come tema i vitigni autoctoni, della propria zona di provenienza o di altre aree. Nell’elaborato essi potranno tenere conto delle conoscenze acquisite durante il corso di studio e trattare l’argomento attraverso uno specifico elaborato.
La partecipazione al Concorso è consentita a singoli studenti oppure a piccoli gruppi non inferiori a 5 persone. Gli elaborati dovranno avere la medesima lunghezza di cui all’art. 2, salvo eccezioni dettate dal lavoro di ricerca a cui sono chiamati.

4. Ogni testo dovrà contenere, in calce, le generalità del concorrente: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono ed eventualmente il riferimento dell’Istituto di appartenenza.

5. Gli elaborati dovranno pervenire, in tre copie dattiloscritte e su supporto magnetico, entro il 10 marzo 2018, tramite posta, al seguente indirizzo:

Concorso “Bere il territorio” – Go Wine
Via Vida, 6 – 12051 Alba (Cn)

6. Gli elaborati saranno sottoposti al vaglio della giuria composta da Gianluigi Beccaria e Valter Boggione (Università di Torino), Margherita Oggero (scrittrice), Marco Balzano (scrittore), Bruno Quaranta (La Stampa-Tuttolibri), Massimo Corrado (Associazione Go Wine).

7. Saranno selezionati dalla sezione generale I DUE MIGLIORI TESTI, uno per ciascuna categoria: i vincitori riceveranno ciascuno un premio di euro 500,00.

7a). Sarà selezionato dalla sezione speciale riservata agli Istituti agrari IL MIGLIORE LAVORO DI RICERCA: il vincitore (o il gruppo) della sezione speciale riceverà un premio di euro 500,00.

8) È inoltre istituito un premio speciale a favore di un libro edito durante l’anno 2017 che abbia come tema il vino o che, comunque, riservi al vino una speciale attenzione.
L’autore riceverà un premio in denaro di euro 500,00.

9). I testi rimarranno a disposizione dell’organizzazione del concorso e non verranno restituiti. I concorrenti, accettando senza condizione il presente regolamento, concedono, sin d’ora e senza nulla pretendere, i diritti di pubblicazione a Go Wine.

10). I vincitori, che saranno avvertiti tramite raccomandata, saranno premiati durante la cerimonia che si terrà ad Alba sabato 7 aprile 2018.

11). I giudizi della giuria, che selezionerà le opere, sono insindacabili.

12). Per quanto non previsto dal presente regolamento, le decisioni spettano autonomamente alla segreteria del concorso

logo-3IMPRESE, ISTITUZIONI E SCUOLE A CONFRONTO AL CARCERE BORBONICO
“CON IL CONSORZIO DI TUTELA VINO TRAINO DELL’ECONOMIA IRPINA”

L’Irpinia celebra il Consorzio di Tutela e la leggenda dei vini della nostra provincia. All’ex Carcere Borbonico – dove si è svolto “Libiamo ne’ lieti calici”, l’evento di celebrazione del recente riconoscimento ministeriale e dell’incarico di vigilanza “erga omnes” – imprenditori, istituzioni e mondo della formazione hanno stretto un patto ideale per lo sviluppo di uno dei settori chiave dell’economia locale.
Introdotto dai saluti del presidente della Provincia Domenico Gambacorta, il confronto è stato aperto dal racconto dei protagonisti di un’avventura iniziata nel 2003, con la prima presidenza del Consorzio del Cavaliere del Lavoro Antonio Mastroberardino. La sua lungimiranza e capacità di coinvolgere i produttori intorno ad una sfida comune è stata rimarcata dal figlio Piero, che ha narrato le prime fasi di vita del sodalizio, quando Antonio, padre della viticoltura irpina e non solo, mise in campo tutto il suo impegno e passione girando nelle case comunali delle aree di produzione per sensibilizzare i viticoltori sull’importanza di stare insieme.
La dedizione di Antonio Buono, secondo presidente del consorzio, ha invece gettato le basi per le prime sinergie con le istituzioni locali, il consolidamento della base consortile e la raccolta delle prime risorse atte a consentire al Consorzio di muovere i passi successivi. Daniela Mastroberardino, che è intervenuta per ricordare la breve ma intensa presidenza del fratello Lucio, scomparso prematuramente, e la past president Milena Pepe hanno auspicato un impegno ancora più forte e condiviso per la crescita e il radicamento della filiera vitivinicola irpina anche e soprattutto al di fuori dei confini provinciali e regionali.
Soddisfatto il presidente del Consorzio Stefano Di Marzo. “E’ un giorno storico per questa provincia che vede coronare un sogno inseguito a lungo. Il mio primo anno di presidenza è stato intenso e fruttuoso: ora si tratta di andare avanti lungo la strada dell’unità e della condivisione. Il Consorzio – ha sottolineato Di Marzo – è la casa delle imprese di questa filiera”.
La voce delle imprese è stata completata dagli interventi di Pierpaolo Sirch (Feudi San Gregorio) e Carlo De Lisio (Cantine De Lisio) che hanno dato voce ai problemi visti da una azienda di grandi dimensioni e da una molto piccola e giovane.
Il Consorzio ha incassato il sostegno esplicito delle istituzioni di riferimento, a partire dalla Camera di Commercio di Avellino. Il presidente Oreste La Stella si è detto pronto a sostenere anche finanziariamente l’azione del Consorzio di Tutela. Impegni che sembrano annunciare una netta inversione di tendenza rispetto al recente passato. “Il nostro ente è disponibile ad accogliere le istanze degli imprenditori e a finanziare attività di formazione e promozione”.
Le grandi potenzialità del settore vitivinicolo regionale, e irpino in particolare, sono state esaltate dal Direttore Generale per le Politiche Agricole della Regione Campania Filippo Diasco, che ha invitato il consorzio e le imprese irpine a capitalizzare le risorse comunitarie.
Punta sul treno e lo sviluppo dell’enoturismo il deputato del Pd Luigi Famiglietti. “Le tappe turistiche sono in progressivo aumento, l’obiettivo è arrivare con i collegamenti su ferro al più presto anche in città per garantire una base infrastrutturale che possa dare supporto alla promozione del territorio e dei suoi prodotti di eccellenza“.
Per il presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania Maurizio Petraccail risultato raggiunto con il riconoscimento ministeriale conferma che la sfida dello sviluppo deve partire dal basso, dagli attori del territorio”. Da lui l’invito al Consorzio a sottoporgli le questioni più importanti e urgenti al fine di poter fornire risposta concreta nelle sedi competenti.
Al fianco delle imprese c’è anche il mondo della formazione. Luigi Frusciante, fondatore ad Avellino del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia dell’università Federico II di Napoli, ha auspicato la definizione di strategie mirate di comunicazione e promozione del territorio.
Massima attenzione al ruolo della scuola nella formazione di nuovi profili professionali al servizio del settore vitivinicolo irpino negli interventi dei dirigenti dell’Alberghiero “Manlio Rossi Doria” Maria Teresa Cipriano e dell’Agrario “De Sanctis-D’Agostino” Pietro Caterini.
La serata, caratterizzata da un’ampia partecipazione degli operatori e di appassionati, ha visto la preziosa collaborazione del “Manlio Rossi Doria” che ha curato il buffet e di Esilda Sessa di Arcadia Passaro che ha allestito la sala in maniera sobria ed elegante. Apprezzato e raffinato il finale artistico, offerto dal concerto Esemble Cimarosa.

master-of-wineVINO, L’ISTITUTO GRANDI MARCHI RIPORTA IN ITALIA I MASTER OF WINE: A MARZO IL VIA ALLA 7^ EDIZIONE DEI CORSI PER ASPIRANTI AL TITOLO. LA SEDE SARA’ UMANI RONCHI

Si tratta della prima tappa del percorso per aspiranti Masters of Wine: il corso “introductory”, della durata di 3 giorni, si terrà dal 2 al 4 Marzo 2018 nelle Marche, presso Umani Ronchi
Un’opportunità importante per l’Italia: nel mondo i MW sono, ad oggi, 368 di cui ancora nessun italiano. Nel 2012 IGM ha portato i corsi introductory nel nostro Paese

Verona, 18 Dicembre 2017 – Prosegue la collaborazione fra l’Istituto Grandi Marchi e l’Institute of Masters of Wine nell’organizzazione in Italia della Master Class per aspiranti MW. Per il 2018 sarà la cantina Umani Ronchi, a Osimo nelle Marche, a ospitare dal 2 al 4 marzo la 7^ edizione della Master Class per coloro che ambiscono ad essere ammessi al corso di studi per diventare Master of Wine (MW), il titolo più ambito per chi lavora nel settore vitivinicolo, o che comunque sono interessati ad approfondire l’approccio di degustazione dei MW.

Il corso, interamente in lingua inglese, si rivolge a operatori che abbiano almeno tre anni di esperienza in ambito vitivinicolo o che siano in possesso di una qualifica di settore. Nel corso delle tre giornate saranno approfondite diverse tematiche legate al mondo del vino e al programma d’esame dell’IMW, con attenzione particolare al potenziamento delle abilità di scrittura e degustazione richieste a un futuro MW.
 Inoltre, anche quest’anno tutti coloro che parteciperanno alla Masterclass introductory potranno usufruire di uno sconto sulla quota di iscrizione allo Study Programme che partirà a giugno 2018.

La collaborazione fra l’Istituto londinese e i Grandi Marchi è iniziata nel 2011; nel 2012 si è tenuta la prima edizione della Master Class in Toscana presso Antinori per poi proseguire negli anni successivi presso Chiarlo in Piemonte, Masi in Veneto, Lungarotti in Umbria, Mastroberardino in Campania e lo scorso anno Donnafugata in Sicilia. Ad oggi i MW nel mondo sono 368 e appartengono a 29 nazionalità diverse e tra queste manca l’Italia. Grazie alle Master Class organizzate negli anni scorsi gli studenti italiani attualmente iscritti per diventare MW sono oltre 25 e si spera di poter avere a breve il primo Master of Wine italiano.

La segreteria organizzativa è affidata alla IEM, International Exhibition Management.

Per informazioni, contattare: Giovanna Zullo, g.zullo@iem.it – tel. +39 045 8303264.

Per maggiori informazioni sui requisiti di ammissione, è possibile visitare questa pagina: http://www.mastersofwine.org/en/education/who-can-apply.cfm

Istituto del Vino Grandi Marchi:

Alois Lageder, Argiolas, Biondi Santi Greppo, Cà del Bosco, Michele Chiarlo, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Ambrogio and Giovanni Folonari, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Pio Cesare, Rivera, Tasca D’Almerita, Tenuta San Guido and Umani Ronchi.

Media Relations – Istituto del Vino Grandi Marchi:

Alessia Panzeca +39 335 6522242, panzeca.alessia@gmail.com

vincenzomercurio-3_copiaVincenzo Mercurio
classe 1974, enologo “no style” col pallino della riconoscibilità dei profumi varietali e territoriali, della pulizia, del biologico come filosofia di vita.

Anche grazie al suo contributo, il Fiano di Avellino Pietramara ’16 – I Favati ha ottenuto il massimo riconoscimento sulla guida ai Vini d’Italia 2018 del Gambero Rosso come miglior vino bianco italiano per il Gambero Rosso.

Come un direttore d’orchestra in azienda
Il direttore d’orchestra cerca di legare tra loro i vari musicisti, di correggere le dissonanze tra gli strumenti, di spiegare la purezza della melodia alla quale l’orchestra può arrivare e, soprattutto dare una forma al suono. Portare tutto questo nelle aziende vitivinicole che seguo è sempre stato il mio modo di fare l’enologo. Anzi, il ‘non enologo’. Inizio dal vigneto, che deve essere sempre più integrato nella natura, dove voglio arrivare ad un impatto quasi nullo. Poi, quando il lavoro si trasferisce in cantina, le uve raccolte sono protagoniste, ma in un ambiente dove requisiti di pulizia perfetta e tempistiche eseguite con grande rigore fanno il resto”.

Questo, in grande sintesi, è l’impianto della filosofia produttiva di Vincenzo Mercurio, un enologo che nasce dal Sud -tesi col Professor Luigi Moio- che per approfondire la sua passione è andato in Francia, in Borgogna e a Bordeaux dal Professor Denis Dubourdieu, e per sperimentare la cultura sostenibile ha viaggiato tra Austria e Svizzera. Il suo percorso professionale, con una visione per costruire storie sempre più legate alla sostenibilità e al rispetto della natura, è iniziato nei territori del meridione d’Italia e si sta sviluppando in altre zone d’Italia.

Le ultime conferme alla qualità del suo lavoro di consulente, in ordine di tempo, sono arrivate quindi dalla guida del Gambero Rosso 2018 che ha selezionato e valorizzato molti tra i suoi vini, premiandone le personalità ben distinte, lontane anni luce dal concetto di una enologia stereotipata.

Il Fiano di Avellino Pietramara ’16 della Cantina I Favati, è dunque il migliore vino bianco dell’anno, vino in cui Vincenzo Mercurio ha lasciato che si esprimessero le caratteristiche particolarmente varietali di questo Fiano, nel rispetto della tradizione territoriale e del vitigno.

Gli altri suoi vini che hanno ricevuto i Tre Bicchieri evidenziano quanto il suo contributo come consulente sia improntato alla riconoscibilità e alla individualità del vitigno in relazione al territorio:

la Falanghina del Sannio Taburno ’16 di Fattoria La Rivolta, un vino declinato all’eleganza, reso netto e leggibile nonostante la naturale esuberanza del vitigno e la ricca fertilità dei suoli;

il Fiano di Avellino Vigna della Congregazione ’16 di Villa Diamante, che racconta in modo esemplare il “non interventismo enologico” di Mercurio: nella piccola azienda di un produttore che ha fatto della sperimentazione la sua regola di vita in una cantina ai limiti del garagismo, ha continuato nel solco tracciato dal fondatore;

il Greco di Tufo ’16 delle Cantine Di Marzo, dove ha concretizzato un progetto che Ferrante Di Somma, erede della storicità della produzione del Greco di Tufo nel comune di Tufo, aveva in serbo da tanto: la vinificazione parcellare delle uve provenienti dalle diverse vigne in proprietà;

ed infine, il Grecomusc’ ’15 di Contrade di Taurasi, ultimo Tre Bicchieri di questa cordata, che nasce grazie al recupero voluto da Sandro Lonardo di alcuni ceppi del vitigno ritrovati a Taurasi e a Bonito, in piena terra di Aglianico, un campo di sperimentazione aperto ogni anno.

Tanti vini diversi, tante espressioni tipiche di territorio, ciascuno rispettando origini, storia e tradizione, privi di qualunque forma di omologazione. Nel rispetto di una natura che si fa complice, con chi la sa ascoltare.

Per saperne di più: www.vincenzomercurio.it

Missione in Usa e Canada per l’Istituto Grandi Marchi

Pubblicato da aisnapoli il 11 - ottobre - 2017Versione PDF

istituto-grandi-marchiVINO, ISTITUTO GRANDI MARCHI IN MISSIONE IN USA E CANADA, RISPETTIVAMENTE PRIMO E TERZO MERCATO DI SBOCCO DEL GRUPPO
Destinazione Vancouver, Calgary e New York per incontrare oltre 300 operatori. Mastroberardino, Presidente IGM: “Mercati strategici che continuano a darci grandi soddisfazioni”

Dopo il successo dell’evento istituzionale in Svizzera dello scorso 25 Settembre, l’Istituto Grandi Marchi è già pronto a ripartire per il prossimo appuntamento e questa volta vola oltreoceano per atterrare in Canada, prima, e negli USA, poi.

La missione si articola in 3 tappe: il 16 Ottobre, all’hotel Fairmont di Vancouver, dove è previsto un seminario moderato da Barbara Philip, MW, incentrato sulla scoperta dei vini “Icon” dell’Istituto e a seguire una degustazione walk-around riservata al trade e alla stampa locale. Il giorno successive (17 Ottobre) tappa per seminario e walk-around tasting al Ranchmen’s Club di Calgary, dove lo stesso tema verrà presentato da Tom Firth, fondatore di Cowtown Wine e apprezzato opinion leader canadese.

Infine, il 19 Ottobre a New York dove, in concomitanza con la Wine Experience , si terra’ un esclusivo sommelier lunch presso il Ristorante “Del Posto”.

“Stati Uniti e Canada sono due piazze strategiche rappresentando il primo e il secondo mercato di sbocco extra-UE per i nostri vini, totalizzando in valore circa il 25% e il 13% delle esportazioni complessive dell’Istituto” afferma Piero Mastroberardino, Presidente dell’Istituto Grandi Marchi. “Il Canada è un mercato molto articolato e composito, perchè ogni provincia segue regole di importazione diverse, ma continua a darci grandi soddisfazioni. I canadesi destinano al vino oltre il 30% della spesa totale delle bevande alcoliche e la penetrazione del prodotto sembra essere in costante crescita negli ultimi anni. Il consumo è tradizionalmente orientato al vino rosso, che copre oltre il 50% del valore, ma sono i vini bianchi e gli spumanti a mostrare ultimamente i tassi di crescita più interessanti. Per quanto riguarda gli Stati Uniti una recente ricerca realizzata per noi da Wine Monitor – e di cui daremo notizia a breve – evidenzia come continui il predominio dell’export italiano: l’Italia detiene un marketshare del 32% a valore precedendo così la Francia, la Nuova Zelanda e l’Australia. Fra i dati più significativi, è interessante notare una crescita in valore di oltre il 20% negli ultimi 5 anni (2016/11) del vino italiano, crescita significativa in quanto sostenuta dall’aumento del prezzo medio”.

L’Istituto del Vino di Qualità – Grandi Marchi, nasce nel 2004 dall’intuizione di un gruppo di produttori storici del Belpaese: formare una compagine di aziende vitivinicole particolarmente affini fra loro per caratteristiche interne, storia, tradizioni e comunione di intenti, al fine di promuovere la viticoltura e il vino di qualità, diffondendo e sostenendo la cultura enologica italiana, soprattutto oltreconfine.

Le 19 aziende riunite intorno al progetto rappresentano l’eccellenza delle espressioni vinicole regionali del nostro paese che, con i suoi 642.000 ettari di vigneto, la sua incredibile varietà di contesti pedoclimatici e una vendemmia che va da fine luglio a fine novembre, è in grado di offrire vini con caratteristiche uniche ed eterogenee. Un’alleanza in cui ciascuna azienda, senza rinunciare alle proprie peculiarità, pone a disposizione del gruppo elementi convergenti verso finalità comuni, con l’intento dichiarato di generare valore per l’intero comparto.

Da allora, l’Istituto, che esprime il 7% dell’export vinicolo nazionale e vanta ben 12 regioni rappresentate, ha portato i suoi vini a visitare quasi tutto il mondo: ha toccato 23 Paesi vicini e lontani, è stato 63 volte in Russia, 42 volte negli Stati Uniti, 31 volte in Giappone, 29 in Canada e 28 in Cina per un totale complessivo di oltre 330 eventi e 62.000 operatori incontrati. E ha stretto rapporti duraturi con organi e istituzioni nazionali e internazionali, incluso l’Institute of Masters of Wine, l’associazione più esclusiva di esperti di vino esistente al mondo, portandola finalmente in Italia a celebrare il suo 8° Simposio.

Istituto del Vino Grandi Marchi:

Alois Lageder, Argiolas, Biondi Santi Greppo, Ca’ del Bosco, Michele Chiarlo, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Pio Cesare, Rivera, Tasca D’Almerita, Tenuta San Guido, Umani Ronchi.

Media Relations – Istituto del vino Grandi Marchi: Alessia Panzeca +39 335 6522242, panzeca.alessia@gmail.com

20161018_210455Due prodotti flegrei
per la finale del premio Compasso d’Oro:
Malazè nella categoria “sistema di eventi”
e Fresh nella categoria “prodotti”

La manifestazione Malazè, il sistema di eventi ideata da Rosario Mattera e Fresh, il secchiello per le bottiglie di vino inventato da Nando Salemme passano le preselezione per la candidatura del prestigioso Premio Compasso d’Oro 2017. Istituito nel 1954, il Premio Compasso d’Oro promosso dall’Adi – Associazione per il Disegno Industriale è il più antico ma soprattutto il più autorevole premio mondiale di design. Il premio viene assegnato sulla base di una preselezione effettuata dall’Osservatorio permanente del Design dell’Adi, costituito da una commissione di esperti, designer, critici, storici, giornalisti specializzati, soci o esterni a essa, impegnati tutti con continuità nel raccogliere, anno dopo anno, informazioni e nel valutare e selezionare i migliori prodotti i quali vengono poi pubblicati negli annuari Adi Design Index.

A dare la notizia del passaggio nella fase finale è stato il professor Salvatore Cozzolino, presidente Adi Campania, durante la Malazè Cummunity Party del 18 ottobre.

“È una notizia bellissima – spiega Rosario Mattera – che ci ripaga dei tanti sforzi fatti in questi anni: il Progetto Malazè, per la sezione sistema eventi e Fresh, il secchiello termico, nato da un idea di Nando Salemme e lo sviluppo tecnico di Stile Libero e Michele Perchiazzi hanno passato le preselezioni per la candidatura al Compasso d’Oro 217. E’ la prima volta che due prodotti della Campania passano le selezioni per questo importante premio”.

I candidati al premio sono stati 907 e solo 279 sono stati scelti. L’edizione 2016 di ADI Design Index è stata presentata in una mostra che si è svolta a Milano e che poi si trasferirà a Roma. I prodotti selezionati, insieme con quelli che saranno scelti per l’Adi Design Index 2017, fanno parte della preselezione che permetterà di partecipare al prossimo Compasso d’Oro Adi.

Malazè è un evento diffuso che ha costruito una rete e una piattaforma al fine di valorizzare e raccontare attraverso la cifra dell’archeoenogastronomia l’ecosistema e il distretto culturale dei Campi Flegrei: un territorio a ovest di Napoli dove si contano 24 vulcani, un cratere sprofondato nel mare, 4 laghi, 3 isole. Il progetto istituisce uno spazio concettuale e operativo in cui dare forma alle proposte e alle istanze culturali che provengono dalla comunità locale, allo scopo di tradurle in una visione di sviluppo legata alle aziende e ai prodotti che siano la più autentica espressione del territorio. Senza alcun contributo pubblico e sponsorizzazione, Malazè seleziona e promuove aziende, prodotti ed eventi autorganizzati in un circuito multidimensionale di offerta turistica integrata che si svolge nelle prime settimane di settembre.

Fresh è invece il nuovo secchiello per portare alla temperatura di servizio i vini. Gli attuali secchielli basati su un contenitore con acqua fredda o ghiaccio, presentano diverse criticità: la bottiglia può gocciolare durante il servizio, non si può scegliere o fermare la temperatura e, nel caso si avvicini allo zero, bisogna estrarre la bottiglia. Fresh nasce per ovviare a tutti questi inconvenienti. Si tratta di un contenitore ellittico di policarbonato diviso in due aree da una lamina conduttiva di alluminio. Nel settore più piccolo si inserisce il ghiaccio, mentre in quello più ampio si colloca la bottiglia. Quest’ultima, grazie all’inclinazione, aderisce alla superficie del metallo, che trasferisce il freddo al vetro e quindi al liquido, omogeneamente e in pochi minuti. Un sistema di tacche consente di modulare la quantità di ghiaccio e quindi la temperatura di esercizio. L’ideatore Nando Salemme è il proprietario di Abraxas, ristorante di Pozzuoli.

Contatti
ufficiostampa@malaze.it
393.5861941

arton48131-484b1Sono aperte le iscrizioni ai corsi della Scuola Italiana di Potatura della Vite, che i Preparatori d’Uva terranno all’Az. Agricola Feudi di San Gregorio di Sorbo Serpico dal 7 al 9 novembre. Novità di questa edizione è l’avvio di Corsi di secondo livello, aperti a chi ha già frequentato la scuola negli anni scorsi, che si terranno sempre nella stessa sede dal 10 al 12 novembre. Partner è l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Unica nel suo genere a livello internazionale, la Scuola terrà i suoi corsi nei territori di maggior pregio della viticultura italiana, con 15 sedi permanenti nelle principali aree vitivinicole della penisola e con collaborazioni con importanti Università e Istituti di Ricerca che contribuiscono al progetto con lezioni di approfondimenti di fisiologia e patologia della vite.

Come per le scorse edizioni, le lezioni sono aperte a tutti (addetti al lavoro, tecnici, studenti o anche semplici appassionati del verde) e si articoleranno in 4 giornate formative, durante le quali si svolgeranno 2 lezioni teoriche in aula e 6 esercitazioni pratiche in vigneto. Per ogni sede verrà trattata una forma di allevamento principale, con un approfondimento su una seconda forma specifica del territorio in cui di svolge il corso. La parte pratica sarà effettuata in vigneti dove i Preparatori d’Uva applicano già da tempo il Metodo Simonit&Sirch, con dimostrazione di potatura da parte dei tutor (in cui verranno evidenziate manualità e postura corrette) e esercitazioni individuali di potatura per i partecipanti. A chi frequenterà sia le lezioni invernali che quella primaverile e supererà i test finali, sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Inoltre sarà tenuto un registro interno alla Scuola, che attesta il percorso individuale formative svolto da ciascun partecipante, in previsione della sua partecipazione nei prossimi anni a futuri corsi di approfondimento.

Programmi dettagliati si trovano sul sito www.simonitesirch.it, dove si possono anche fare le iscrizioni online. Il costo è di 400 € e comprende anche il “Manuale di potatura – Guyot” scritto da Marco Simonit. Il costo del corso per gli studenti delle Università e istituti tecnici è di 200 €.

L’obiettivo della Scuola è insegnare le basi del Metodo Simonit&Sirch di potatura ramificata della vite, ormai adottato da oltre 130 fra le principali cantine italiane ed europee. In sintesi, il Metodo Simonit&Sirch si fonda su 4 regole base che possono essere applicate universalmente: permettere alla pianta di crescere con l’età, di occupare spazio col fusto e con i rami; garantire la continuità del flusso linfatico; eseguire tagli di piccole dimensioni sul legno giovane, poco invasivi; utilizzare la cosiddetta tecnica “del legno di rispetto” per allontanare il disseccamento dal flusso principale della linfa.

Per informazioni e iscrizioni:
www.simonitesirch.it – scuola@preparatoriuva.it – Tel. 0432.752417

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 21 set 2018 al 21 set 2018 alle ore:18:00

      21 Settembre, Il Tempo della Falanghina, tredici anni nel bicchiere alla Maison Toledo per Malazè 2018

      Mancano: 1 giorno e 20:28 ore.
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