Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Archivio per la categoria: ‘Eventi’

3-1: Quanno ce vo’ ce vo’…

Pubblicato da aisnapoli il 11 - maggio - 2008Versione PDF

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 AFP PHOTO / MARIO LAPORTA (Photo credit should read MARIO LAPORTA/AFP/Getty Images)

Napoli – Campioni del Mondo(alias Milan) 3-1. Ci scusiamo con i sommelier non di fede partenopea ma quanno ce vo’ ce vo’…

Enolaboratorio: Barolo Borgogno in verticale…

Pubblicato da aisnapoli il 1 - maggio - 2008Versione PDF

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER DELEGAZIONE DI NAPOLI

Continuano gli appuntamenti dell’ Eno-Laboratorio: un luogo di discussione e di confronto dove sperimentare la degustazione di vini “diversi” e, tra una chiacchiera e l’altra, percorrere nuovi virtuosi sentieri di conoscenza ”etilica”.

Verticale Barolo Borgogno Riserva 1961, 1967, 1982, 1996

Barolo Borgogno: Il senso del tempo che passa…

Mercoledi 7 Maggio ore 20,30 Euro 50

Enoteca Divinoinvigna, via S.Freud n.33/35

Info e Prenotazioni: 081.3722670 mail: divinoinvigna@libero.it

Il Barolo Riserva di Giacomo Borgogno & Figli, indiscusso vessillo della tradizione per la prestigiosa denominazione Barolo, è il protagonista etilico del prossimo Enolaboratorio. Spesso si parla a sproposito di longevità…ebbene, con la verticale di Barolo Borgogno Riserva degusteremo vini dalla veneranda età che incarnano il senso della calma e del tempo che passa, la quintessenza del Nebbiolo di Langa cristallizzata in alcune delle annate storiche per il “Re dei re”. Le uve che concorrono alla produzione del Barolo Riserva di Borgogno, una delle più antiche case vinicole del Piemonte, anno di fondazione 1761, provengono per l’80% dai vigneti di proprietà della Casa, situati in alcune fra le migliori posizioni nel territorio del comune di Barolo (Cannubi, Liste, Rué, San Pietro), per il restante 20% sono acquistate da viticoltori locali nel territorio dei comuni di Barolo e di La Morra. In questo viaggio a ritroso nel tempo ripercorreremo con le annate 1961, 1967, 1982, e 1996 la grande storia del principe dei vitigni italiani in compagnia del sommelier Franco De Luca, relatore Ais per il Piemonte.

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

Professione Enologo: Antonio Di Gruttola

Pubblicato da aisnapoli il 29 - aprile - 2008Versione PDF

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

Quattro enologi accomunati dalla fedeltà nell’interpretazione del terroir ci racconteranno il loro modo di “vivere il vino”, nella diversità delle rispettive esperienze professionali e dei differenti percorsi di ricerca. Terroir non come mero esercizio di stile ma sostanza e contenuto di una scelta consapevole nata dall’interazione di suolo, clima e vitigno, con l’apporto fondamentale ed insostituibile dell’uomo; in altre parole pensiero ed anima: l’unica strada percorribile per fare di ogni bottiglia un unicum capace di esprimere con sincerità ed orgoglio la propria concezione del “mestiere” di far vino…Un’iniziativa Ais Napoli e Fnac. Gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito previa iscrizione presso il Punto Informazioni della Fnac. L’ingresso è consentito ad un massimo di 30 persone. Dopo Vincenzo Mercurio, Fortunato Sebastiano e Maurizio De Simone concludiamo con Antonio Di Gruttola.

Professione Enologo: La nouvelle vague dell’enologia made in Campania.

30 Aprile ore 18.00 Antonio Di Gruttola.

“Una nuova agricoltura espressione del terroir.”

Spazio Eventi Fnac 30 Aprile ore 18.00
Via Luca Giordano n.59 Ingresso libero e gratuito
Prenotazione obbligatoria presso Punto informazioni Fnac

Il terroir è una realtà complessa, difficile da afferrare nel suo significato più profondo ed impossibile da riassumere con schemi semplicistici. Per produrre un alimento di terroir come il vino occorre una lunga catena di fattori che vanno dalla vite al microclima, alla geologia del suolo e sottosuolo, alla popolazione microbica del suolo fino alla fermentazione del succo delle uve. Una nuova agricoltura può rigenerare se stessa solo partendo dal rispetto della complessità dei processi biologici.

In degustazione:

T’ara ra’ IGT Campania Greco 2006 – Cantina Giardino

Intervista live di Fabio Cimmino, giornalista e sommelier; per l’Ais Vittorio Cioffi, degustatore ufficiale.

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

Professione Enologo alla Fnac: Maurizio De Simone

Pubblicato da aisnapoli il 18 - aprile - 2008Versione PDF

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS DELEGAZIONE DI NAPOLI

 

Quattro enologi accomunati dalla fedeltà nell’interpretazione del terroir ci racconteranno il loro modo di “vivere il vino”, nella diversità delle rispettive esperienze professionali e dei differenti percorsi di ricerca. Terroir non come mero esercizio di stile ma sostanza e contenuto di una scelta consapevole nata dall’interazione di suolo, clima e vitigno, con l’apporto fondamentale ed insostituibile dell’uomo; in altre parole pensiero ed anima: l’unica strada percorribile per fare di ogni bottiglia un unicum capace di esprimere con sincerità ed orgoglio la propria concezione del “mestiere” di far vino…Un’iniziativa Ais Napoli e Fnac. Gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito previa iscrizione presso il Punto Informazioni della Fnac. L’ingresso è consentito ad un massimo di 30 persone. Dopo Vincenzo Mercurio e Fortunato Sebastiano è il turno di Maurizio De Simone.

Professione Enologo: La nouvelle vague dell’enologia made in Campania.

23 Aprile ore 18.00 Maurizio De Simone.

“Un Vino di Origine è espressione di…”

Spazio Eventi Fnac 9 Aprile ore 18.00
Via Luca Giordano n.59 Ingresso libero e gratuito
Prenotazione obbligatoria presso Punto informazioni Fnac

Territorio, Ambiente, Varietà, Tradizione, Uomo: fattori indispensabili per l’adozione consapevole di una “enologia di non intervento” che diventa sempre di più ragione di vita e punto di riferimento, grazie alla continua ricerca ed applicazione. La firma dell’enologo, sintesi di filosofia e stile di vinificazione, non si sostituisce alla qualità intrinseca del luogo dal quale l’uva proviene ma ne sottolinea e valorizza l’intima essenza.

In degustazione:

“Agostinella” IGT Beneventano Bianco – Vigne Sannite
“Lentisco” IGT Lazio Bianco – Terre delle Ginestre

Intervista live di Adele Chiagano, giornalista e blogger Violamelanzana; per l’Ais Franco De Luca,degustatore ufficiale.

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli
www.aisnapoli.it

Fortunato Sebastiano alla Fnac, le foto.

Pubblicato da aisnapoli il 18 - aprile - 2008Versione PDF

Vinitaly 2008 in foto…

Pubblicato da aisnapoli il 13 - aprile - 2008Versione PDF

Il mio Vinitaly…

Pubblicato da aisnapoli il 13 - aprile - 2008Versione PDF

Di Giulia Cannada Bartoli
Il viaggio comincia all’ alba del 2 aprile, in macchina verso la mia quinta edizione dello showbiz del vino. Vinitaly 2008. Sono in compagnia di produttori dell’Irpinia e durante tutto il viaggio non si fa altro che discutere su mezzi e strategie da adottare per una promozione piu’ organica del comparto viticolo campano, consapevoli che ci si trova di fronte alla concorrenza di un mercato globale e che i “nemici” non sono i confinanti di vigna o di paese, bensì i produttori europei e quelli del nuovo mondo. Parliamo, parliamo, ma non giungiamo a conclusione alcuna. L’analisi della situazione e la congiuntura di mercato sono piuttosto negative e non si intravedono soluzioni: le politiche pubbliche di sostegno sono obsolete e disorganiche e le singole aziende da sole non ce la fanno. Consorzi, Strade del Vino? Manco a parlarne. Bei progetti sulla carta, ma all’atto di concretizzare sforzi e sinergie tutto si blocca. La ragione? Credo sia da ritrovare nell’esasperato individualismo che caratterizza gran parte dell’imprenditoria vitivinicola, soprattutto in alcune regioni del mezzogiorno, e, ahimè,la Campania è una di queste.
I giovani produttori piu’ lungimiranti si arrestano davanti a muri di gomma….
Beh, intanto siamo arrivati e il discorso si chiude con un po’ di amarezza. Arriviamo in “Campania” , il tanto discusso padiglione di design della scorsa edizione, ci attende immutato e candido. Cominciano i convenevoli tra produttori, gli scambi di pinze, chiodini e martello per vivacizzare l’atmosfera. In tardo pomeriggio l’allestimento è più o meno completo, ogni provincia identificata da un colore: lilla per Avellino, rosso per Napoli, verde per Caserta, giallo per Salerno ed azzurro per Benevento. Al centro del padiglione Piazza Campania, lo spazio dedicato agli eventi, convegni e degustazioni in collaborazione con l’Ais regionale e quattro banchi dedicati all’enoteca regionale per un assaggio veloce dei vini di tutte le aziende presenti.
Sembrerebbe fin qui, tutto identico rispetto alla scorsa edizione, ma quest’anno la Campania si porta dietro due fardelli davvero pesanti: gli scandali immondizia e mozzarella. Due bocconi molto difficili da far digerire, i discorsi con agenti, clienti e pubblico sembrano avere sempre questo tema. Molto arduo dirottarli subito sul vino, sulla qualità e sulla bellezza dei territori. Dopo i primi due giorni scatta la guerra tra poveri, beneficiamo senza volerlo dell’effetto “velenitaly”, gli scandali del Brunello e delle adulterazioni. Improvvisamente non siamo piu’ al centro dell’attenzione mediatica! Il padiglione campano è pieno: arrivano i buyers esteri, i clienti e gli appassionati e qualche giornalista. Le aziende, soprattutto nei primi tre giorni, lavorano molto, strette l’una all’altra, spesso a voce bassa…il nemico è in ascolto!
Il programma di degustazioni messo a punto dall’Ais riscuote un’ottimo successo di pubblico: argomenti interessanti e non banali. Tra tutti mi ha colpito “La Falanghina che non t’aspetti…Variazioni sul tema”. La degustazione guidata da Tommaso Luongo – delegato Ais di Napoli – ha voluto sfatare il mito di un prodotto “di massa” senza pretese, presentando diversi volti di gran qualità dalle bollicine al passito, in una carrellata tra le province che ha visto esordire i Feudi di San Gregorio con le Bollicine del Dubl Falanghina Metodo Classico , un esperimento condotto dall’azienda di Sorbo Serpico in collaborazione con il maestro dello Champagne Anselme Selosse. Il risultato è un vino dalla straordinaria freschezza e acidità che resta sui lieviti 18 mesi garantendo al vino un bagaglio aromatico fine e complesso. A seguire un classico: la Falanghina dei Campi Flegrei delle Cantine Farro di Bacoli con la selezione “ Le Cigliate”: un’esplosione di profumi e prepotente sapidità. Il prosieguo si è fatto molto interessante con l’apparizione della falanghina di Cantine degli Astroni, “Strione” 2006, siamo sempre nei Campi Flegrei, ma di fronte ad un esperimento molto particolare: l’enologo di casa Gerardo Vernazzano, in collaborazione con il Prof. Zironi dell’Università di Udine ha portato avanti una vinificazione “in rosso” con macerazione sulle bucce. Questo procedimento ha conferito al vino una notevolissima complessità olfattiva, un mix di fiori e frutta quasi passita e la nostra amata mela annurca. Il vino è stato invecchiato in barriques di 3° e 4° passaggio che non hanno assolutamente coperto né il frutto, né la mineralità. Un vino davvero interessante che si presta ad abbinamenti meno scontati.
In tema di coraggiose sperimentazioni, abbiamo proseguito con la Falanghina del Taburno di Libero Rillo di Fontanavecchia, l’annata? 2001!
Tanto particolare da dare il nome al vino. Un prodotto affascinante, il vino non è stato filtrato e nonostante ciò ha mantenuto negli anni una veste cromatica vivace ed elegante. Lo avevamo presentato con Luciano Pignataro, in anteprima a Napoli lo scorso febbraio in abbinamento alla genovese di terra della Trattoria Sessantanove e a quella di tonno, di Pasquale Torrente del Convento di Cetara. Due piatti strutturati e difficili da abbinare. La performance di 2001 è stata perfetta. Il naso è molto accattivante, intenso e complesso, frutta in surmaturazione, cera d’api, burro di arachidi, potremmo pensare a difetti di ossidazione, ma questa è un’ossidazione nobile!
Abbiamo chiuso in dolcezza con un “must” del panorama campano: l’Eleusi, il passito da Falanghina di Villa Matilde, il colore ambra con riflessi dorati, brillante e seducente. Al naso un’esplosione di frutta matura, albicocca, fichi secchi, e poi note mielate ma per nulla stucchevoli. Il vino offre un’ottima spalla acida, grassezza e sapidità che invitano a finire il bicchiere. Interminabile il finale di bocca.
Al di fuori del programma istituzionale della Campania, ho seguito un laboratorio dell’Ais nazionale dedicato all’aglianico,magistralmente condotto da Franco De Luca insieme a Tommaso Luongo ed a Roberto Gardini. Il parterre era di quelli d’eccezione: overbooking in sala New Beetle a Verona, oltre 80 partecipanti per 7 campioni di aglianico: Si comincia, dopo un excursus dedicato al vitigno e alle sue differenti espressioni a seconda dei terroir, con un altro esperimento: l’aglianico vinificato in bianco della casa vinicola irpina Joaquin di Raffaele Pagano.

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Al 69 è di scena il Sannio…

Pubblicato da aisnapoli il 13 - aprile - 2008Versione PDF

Mercoledì 16 Aprile un’imperdibile tappa del vino e del gusto alla Trattoria Sessantanove di Napoli, questa volta si visita il Sannio, la provincia di Benevento, ricca di tesori enogastronomici. L’azienda vinicola Fattoria La Rivolta di Torrecuso, tra le più blasonate ed attive del territorio, offrirà in degustazione le anteprime di due vini bianchi d’eccezione, il Fiano Sannio Doc 2007 ed il Greco Doc Taburno 2007. A seguire la bandiera di un territorio: l’Aglianico del Taburno 2005 e per chiudere il cru aziendale Terre di Rivolta Aglianico del Taburno Doc Riserva 2004. L’azienda La Rivolta, guidata con grande passione, pazienza e caparbietà da Paolo Cotroneo e famiglia, si estende su antichi terreni di proprietà particolarmente vocati alla viticoltura e si avvale della sapiente collaborazione dell’enologo Angelo Pizzi , il “mago del Taburno”. I vini prodotti riflettono magnificamente il terroir: Falanghina, Coda di Volpe, Fiano e Greco e Aglianico e Piedirosso.La degustazione, guidata da Paolo Cotroneo, sarà accompagnata da un menù d’eccezione: per l’occasione ci sarà una performance a quattro mani dello chef Giuseppe Iannotti, Patron del Ristorante Kresios di Castelvenere (Bn) e dello Chef di Casa Sessantanove , Vincenzo Perrotta. Il tutto con la regia di Giulia Cannada Bartoli delle Officine Gourmet.La lista delle vivande è una carrellata dei prodotti di eccellenza del Sannio: si parte con una delicata crema di cicerchie e frutti di mare, a seguire una selezione di salumi di Giuseppe Iannotti, con tanto di Lardo e Tarallo di San Lorenzello; poi Caciocavallo di Castelfranco in Miscano con confettura di mele cotogne; due gli assaggi di primi piatti: Ravioli rosa alla melannurca e Spaghetti con pomodori secchi, fagioli e origano di Pietraroja. Ancora Carrè di agnelino Laticauda in panuria aromatica alla Falanghina de La Rivolta con contorno di Carpaccio di carciofi di Pietrelcina. Si chiude in dolcezza dalla patria del torrone con le Cassatine di San Marco de’Cavoti con crema allo Strega e torroncino.La quota di partecipazione è di € 35,00. Sconto 10% Soci AIS NAPOLI
Solo su invito e prenotazione
Info e prenotazioni 081.682663 – 339.8789602

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