Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Archivio per la categoria: ‘Eventi’

039729d4907278e58c44db9d9dbe296eDi Mauro Illiano

Da tantissimi anni il mondo del Caffè si divide tra consumatori di tazzine di qualità Arabica, consumatori di Robusta e consumatori di Blend delle due qualità. Solo da alcuni anni, invece, l’universo del caffè ha visto nascere una nuova realtà, vale a dire quella degli Specialty Coffee, sottocategoria luxury della qualità Arabica.

Lungi da me affermare quale sia la posizione che ogni appassionato debba assumere, in ossequio al perennemente valido principio secondo cui “de gustibus non est disputantum”, intendo fare un minimo di chiarezza in merito alla diversità organolettica e geografica delle possibili varianti gustative. A tal proposito è bene partire proprio da questa ultima categoria di caffè. Un Caffè Specialty altro non è che un caffè di qualità Arabica che la SCAE ora SCAA (Specialty Coffee Association of America), ovvero l’associazione che studia e sorregge questa qualità di caffè, definisce di altissima qualità, tostato in modo da svilupparne al meglio il potenziale aromatico da tostatori professionisti e adeguatamente estratto. In buona sostanza trattasi di chicchi di caffè provenienti da precise aree geografiche del mondo in cui, secondo l’opinione della SCAA, vi sono le condizioni climatiche per ottenere i migliori aromi. Tali chicchi, una volta raccolti, vengono lavorati secondo rigidi protocolli afferenti la torrefazione, la conservazione e l’estrazione. Il risultato finale è un caffè che, ove adeguatamente rispettoso dei parametri di qualità fissati dall’Associazione, dovrebbe ottenere un gradimento alto secondo gli standard qualitativi fissati dalla stessa Associazione. I caffè preparati con questa categoria di chicchi vengo preparati spesso con chicchi mono-origine, ovvero con caffè proveniente da una singola area geografica, tuttavia talvolta vengono proposti anche in blend. La tostatura, lasciata all’interpretazione del singolo Roaster, spesso è molto leggera ed improntata alla conservazione delle qualità aromatiche della singola varietà. Il tempo di preparazione di un caffè speciality è abbastanza lungo, poiché i chicchi vengono solitamente pesati, (e presto scopriremo perché), poi si passa alla macinazione fatta al momento, dunque il caffè viene pressato ed estratto. Il costo dell’assaggio è decisamente alto, vale a dire da un minimo di 1,5 € fino ad un massimo di 5 €. Anche il tempo della degustazione è diverso dalla classica tazzina di caffè consumata in un bar italiano. In considerazione delle tante variabili percepibili al naso come al palato, potremmo definire questi caffè come “da meditazione”, da sorseggiare lentamente, concentrandosi sulle sue sfumature e sulle sue versioni. Questa qualità di caffè si consuma quasi unicamente senza zucchero.

Venendo alla qualità Arabica, la prima cosa che si apprende sbirciano in ogni manuale è che questa si compone di 44 cromosomi, ovvero il doppio arabca-vs-robustadella qualità robusta che, per contro, contiene un livello quasi doppio di caffeina rispetto all’Arabica.

La qualità arabica rappresenta circa il 70% del caffè prodotto nel mondo e viene coltivata quasi esclusivamente nelle seguenti zone del mondo: America del sud, America Centrale, Kenya, Etiopia ed Est Africa.

Questa varietà cresce al meglio a quote molto elevate, tra i 600 ed i 2.000 metri di altitudine, necessita di piogge, e predilige i terreni ricchi di minerali nonché di origine vulcanica.

Il contenuto di caffeina varia dallo 0,9% all’1,7%.

La tostatura di questa varietà dipende dal singolo Torrefattore e dalle differenti linee di produzione, nonché dal gusto così come radicato nelle singole zone del mondo. Napoli, ad esempio, è famosa per la tostatura più spinta. I caffè preparati con la varietà Arabica, solitamente, sono più amabili perché contengono più zuccheri, e meno amari per il minor contenuto di caffeina. Essi hanno inoltre un corpo sottile, e presentano una crema di un color rossiccio, molto fitta e spesso compatta. Il prezzo di un caffè preparato con miscela arabica solitamente si aggira tra 1 € ed 1,50 € a seconda della qualità utilizzata. Questo caffè viene consumato con l’aggiunta di un po’ di zucchero anche se non mancano appassionati che lo preferiscono al naturale.

La Robusta, la miscela più criticata e denigrata, invece, è solitamente prodotta dall’Africa dell’ovest (Camerun, Costa d’avorio etc) e in Estremo Oriente (Vietnam e Indonesia per primi). Questa qualità cresce a quote più basse rispetto all’Arabica e in condizioni di elevata umidità.

Il contenuto di caffeina varia dall’1,6% al 3%.

La tostatura dipende ancora una volta dalla scelta del singolo torrefattore così come dalle diverse linee di produzione, nonché dei consumatori. A Napoli, ad esempio, tradizionalmente anche la robusta si tende a tostare in modo decisamente più scuro.

I caffè preparati con la varietà Robusta, solitamente, presentano un gusto decisamente più amaro per via del maggiore contenuto di caffeina ed ovviamente meno dolce. Per contro, questi caffè presentano una grande corposità, con una crema quasi masticabile, molto più densa e con un colore spesso più scuro. Il prezzo di un caffè preparato con miscela robusta solitamente si aggira tra 0,80 € ed 1 € a seconda della qualità utilizzata. Questo caffè si consuma quasi sempre con l’aggiunta di zucchero, elemento in grado di contrastare l’amarezza naturale di questa varietà e bilanciare il gusto finale.

Dopo questa brevissima fotografia delle caratteristiche generali delle diverse qualità/categorie più consumate, direi che è il caso di fare una altrettanto breve riflessione sull’importanza del gusto e sulla sua formazione.

Negli ultimi anni si è assistiti ad una grande confusione nel mondo del caffè legata, fondamentalmente, alla diffusione dei suddetti Specialty Coffee. Tale innovazione, come spesso accade per tutto ciò che passa per le mani dell’uomo, ha generato da un lato una facile esaltazione, dall’altro la conseguente ed ingiusta rinnegazione di tutto quanto fatto fino a quel momento dalla scuola tradizionale.

Ma il caffè è solo l’ultima preparazione, in termini cronologici, ad affrontare l’annoso problema dello scontro tra modernità e tradizione. Prima del caffè è capitato al vino (chi delle vigne s’intende ben si ricorderà della “moda” dei vini biodinamici che a un tratto sembravano incarnare la “verità”, così vicina a sé eppure sfuggita all’uomo da millenni), ma è capitato anche all’alta cucina (che alcuni anni or sono ha visto letteralmente esplodere e poi disintegrarsi la moda della biomolecolarità, così affascinante eppure così evanescente), e potremmo continuare elencando i diversi fenomeni passeggeri che hanno attraversato il mondo enogastronomico.

Ciò che intendo dire è che se l’esperienza ha un significato, come è vero che ne ha, allora bisognerebbe trarre spunto dalle precedenti esperienze prima di darsi alla pazza gioia solo perché abbiamo scoperto un nuovo modo di bere il caffè e, soprattutto, non bisognerebbe mai dimenticare la storia di ogni abitudine, il percorso secondo cui una tradizione si è radicata, e la sua capacità di reggere il peso degli anni.

roast-comparison-chartUn prodotto di culto va ben oltre i confini del palato, esso attraversa l’anima oltre il corpo di chi ne gusta i pregi. Bere un Tè alla Menta a Marrakech, sorseggiare un Sidro a Oviedo o passeggiare tra le vigne di Vosne-Romanée con un calice di Pinot Noir, sono esperienze che nessun palato potrai mai raccontare a dovere. E ciò perché il piacere che si prova ad assaggiare una determinata specialità nel luogo in cui essa assurge al rango di idolo si arricchisce spesso di una serie di invisibili percezioni in grado di trasportare il degustatore in una dimensione aulica ed indescrivibile.

Specialty Coffee, Arabica, Robusta, perché volerne cavare un vincitore? Il mondo del palato è forse così piccolo da non poterle contenere all’unisono? Se un appassionato di robusta trova quel noir, l’amarezza, i sentori di cioccolato o liquirizia una ricchezza a cui non voler rinunciare, non gliene si può fare una colpa. Senza parlare della cremosità, della consistenza del caffè, parametri degni di assoluto rispetto, che possono, tecnicamente o semplicemente per un piacere tattile, far propendere per una qualità o l’altra. Allo stesso modo la dolcezza, la varietà di sentori al naso come al palato, l’eleganza alla vista, il suo bilanciamento, possono far innamorare un appassionato di arabica, senza che costui si debba sentire un traditore della robusta. Ed esattamente secondo lo stesso principio un purista dei sentori, esterrefatto dalle innumerevoli variazioni al naso di uno Specialty coffee, oppure della sua percettibile quanto fresca acidità al palato, è un appassionato di tutto rispetto.

Nel mondo della degustazione vi è solo una regola certa, ovvero l’imprescindibilità dal gusto personale. Con ciò non intendo destituire di fondamento il parere “tecnico” di chi fa della degustazione una professione o una missione, ma tuttavia riportare l’assaggio ad un livello unipersonale.

Un conto è, infatti, degustare al fine di descrivere, evidenziare difetti o pregi, altro conto è, invece, degustare per il “gusto” di farlo.

La prima azione, infatti, è un’operazione chirurgica, basata sulla destrutturazione di ogni elemento valutabile e sulla ristrutturazione degli stessi elementi fino ad esprimere un giudizio tecnico complessivo.

La seconda operazione, invece, assomiglia più ad una tela di un artista, dove ognuno è padrone di usare i colori che vuole, libero di interpretare in uno spazio in cui non vi sono schemi da rispettare, ma solo emozioni da provare.

A ognuno il suo caffè, a ognuno il suo gusto.

Tenuta di Bacco: natura per scelta

Pubblicato da aisnapoli il 6 - giugno - 2019Versione PDF

61798794_2916199558392004_4166909019253899264_nDi Maria Grazia Narciso

In un fine maggio di nuvole scure la falanghina si appresta alla fioritura, le lampadine sospese sul sentiero sono accese ad accogliere la sera, Vincenzo ci scorta tra i filari a doppio guyot, narrando una storia, la sua, quella di un ritorno alle origini. Lo seguiamo, flûte in mano, con le bollicine di Brezza Flegrea, la Falanghina Brut di Cantina del Mare.

La terra non è il suo primo amore ma il frutto di una intuizione esplosa guidando di ritorno da un viaggio in Veneto, davanti all’immagine di un contadino a lavoro in vigna.

Allora il suo progetto è nato ed ha preso la forma del vigneto, circa 10.000 mq impiantato a Falanghina e Piedirosso (a piede franco grazie alla natura vulcanica del suolo), dell’agrumeto, i limoni sono in bella mostra nelle cassettine brandizzate sul prato e dell’orto con il “percorso degli odori”, l’aiuola di erbe aromatiche, in prima fila.

Mai nell’arco di trent’anni le sue piante hanno subito trattamenti di alcun tipo e di questa scelta ne fa un vanto. Le uve vengono conferite alla cantina La Sibilla che produce con l’etichetta Ai Bagni di Bacco Falanghina Campi Flegrei DOC e Piedirosso Campi Flegrei Doc.

Attualmente assieme alla cantina è in corso una attività di recupero di qualità autoctone scomparse, con l’auspicio di poterle reimpiantare ma questo non è l’unico progetto di riqualificazione in agenda. Vincenzo Guardascione è socio fondatore della Associazione del Mandarino dei Campi Flegrei che si è prefissa di rivalutare il mandarino di Bacoli, già in verità adottato da una nota insegna per i propri panettoni e gelati.

61618175_2916190025059624_1142900336587964416_nLungo il vialetto raggiungiamo il corner sulla piscina vista lago, aperta al pubblico dal 2 giugno, a bordo della quale lo chef si accinge a servire i Crudi di Bacco, il suo aperitivo a base di crudo di mare.

Mare, terra, lago si fondono in perfetta sintesi in questo angolo di quiete e la soluzione delle pareti a vetri per la sala consegna agli ospiti l’esperienza del luogo in ogni momento della serata.

Nata come piscina solarium e Day Spa specializzata in vinoterapia, (trattamenti a base di olio di vinaccioli e sale di Piedirosso per farsi un’idea) da qualche settimana la Tenuta di Bacco ha inaugurato il ristorante con cucina a “centimetro 0”, affidata allo chef Roberto Mazzocchi, reduce dalle esperienze presso CrudoRe a Napoli e La locanda del Testardo a Bacoli e improntata al connubio mare-terra.

Il networking con le realtà turistiche locali in grado di garantire una esperienza immersiva nel territorio, tra l’altro ricco di siti archeologici, la vocazione alla genuinità e uno chef di talento sono gli ingredienti di una ricetta dalla quale farsi tentare. La prossima volta con il sole!

Foto di Gabriella Imparato

Per tutte le foto clicca qui.

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CLUB AMICI DEL TOSCANO®, FIERA DELLA CASA 1-9 Giugno

Lo spazio mobile del Club Amici del TOSCANO® arriva alla Mostra d’Oltremare di Napoli in occasione della 62° edizione della Fiera della Casa (1-9 Giugno).

Uno stand composto da un truck e da un’area esterna attrezzata composta da tavoli e sedie. Ci sarà anche la sigaraia con lavorazione “in diretta” dei sigari TOSCANO® e un’area VIP per gli ospiti del Club. Tanti gli eventi in programma. Per le prenotazioni, è necessario recarsi presso lo stand.

L’accesso agli spazi e le degustazioni sono riservate solamente ai maggiorenni fumatori e iscritti del Club. 

SABATO 1 GIUGNO

Ore 11.30 Prendiamoci un caffè
La tradizione campana del caffè. Con Caffè Motta  e TOSCANELLO® Blu.
Ore 12.30 ALCHIMIE, BIRRA&TOSCANO®
Con KBirr, Natavot e Paliat e TOSCANO® Garibaldi
Ore 13.30 Sulle orme di Mario Soldati
Con Mozzarella di Bufala Campana Caseificio La Stella Bianca, Il Principe Metodo Classico Asprinio Vitematta e TOSCANO® Mario Soldati
Ore 14.30 BABÁ&TOSCANO®
Con Pasticceria Augustus, Nebula e TOSCANO® Modigliani
Ore 17 L’Ora del Tè
Con Giuseppe Musella, Qualcosaditè e il cioccolato artigianale di Piluc. In abbinamento TOSCANO® Antica Tradizione
Ore 18 CHEESE&TOSCANO® Sua Maestà Il Conciato Romano. A cura di Onaf Napoli. Con Nucillo ‘E Curti e TOSCANO®1492
Ore 21 ALCHIMIE, GIN&TOSCANO®
Con Gin Copperhead, Spirits & Colori,Vino e Design e ANTICO TOSCANO®
Ore 24 Chiusura Stand

DOMENICA 2 GIUGNO
Ore 11.30 Prendiamoci un caffè
La tradizione campana del caffè. Con Caffè Motta e TOSCANELLO® Blu.
Ore 12.30 ALCHIMIE, BIRRA&TOSCANO®
Con KBirr, Natavot e Paliat e TOSCANO® Garibaldi
Ore 13.30 Sulle orme di Mario Soldati
Con Mozzarella di Bufala Campana Caseificio La Stella Bianca, Il Principe Metodo Classico Asprinio Vitematta e TOSCANO® Mario Soldati
Ore 14.30 BABÁ&TOSCANO®
Con Pasticceria Augustus, Nebula e TOSCANO® Modigliani
Ore 17 L’Ora del Tè
Con Giuseppe Musella, Qualcosaditè e il cioccolato artigianale di Piluc. In abbinamento TOSCANO® Antica Tradizione
Ore 18 CHEESE&TOSCANO® La Pezzata Rossa di Francesco Savoia. In abbinamento Nucillo ‘E Curti e TOSCANO®1492
Ore 21 ALCHIMIE, GIN&TOSCANO®
Con Gin Copperhead, Spirits & Colori,Vino e Design. In abbinamento Antico TOSCANO®
Ore 24 Chiusura Stand

LUNEDI 3 GIUGNO
Ore 18 Apertura stand
Ore 19.30 CHEESE&TOSCANO® a cura di ONAF Napoli.
Ore 21 Il TOSCANO® si racconta TOSCANO® 1492 con Babà e Maltagliati al Rum, Pasticceria Augustus
Ore 22 ALCHIMIE, RUM&TOSCANO®
Con Spirits & Colori,Vino e Design. In abbinamento Antico TOSCANO®
Ore 23 Chiusura Stand

MARTEDI 4 GIUGNO
Ore 18 Apertura stand
Ore 19.30 CHEESE&TOSCANO® a cura di ONAF Napoli.
Ore 21 Il TOSCANO® si racconta: TOSCANO® Modigliani Con Babà e Maltagliati al Rum, Pasticceria Augustus
Ore 22 ALCHIMIE, RUM&TOSCANO®
Con Spirits & Colori,Vino e Design. In abbinamento TOSCANO® Antica Tradizione
Ore 23 Chiusura Stand

MERCOLEDI 5 GIUGNO
Ore 18 Apertura stand
Ore 19.30 CHEESE&TOSCANO® a cura di ONAF Napoli. Con Fiano di Avellino DOCG 2014 Bellaria
Ore 21 Il TOSCANO® si racconta: TOSCANO® Extravecchio. Con Babà e Maltagliati al Rum, Pasticceria Augustus
Ore 22 ALCHIMIE, RUM&TOSCANO®
Con Ron Flor de Flor de Caña 7 e  Ron Flor de Flor de Caña 12, Velier. In abbinamento TOSCANO® 1492
Ore 23 Chiusura Stand

GIOVEDI 6 GIUGNO
Ore 18 Apertura stand
Ore 19.30 CHEESE&TOSCANO® a cura di ONAF Napoli. Con i vini di Cantina della Volta.
Ore 21 Il TOSCANO® si racconta: TOSCANO® Modigliani. In abbinamento a Chinato Bianco e Barolo Chinato Borgogno. Con Babà e Maltagliati al Rum, Pasticceria Augustus
Ore 22 ALCHIMIE, RUM&TOSCANO®
Con Spirits & Colori,Vino e Design. In abbinamento Antico TOSCANO®
Ore 23 Chiusura Stand

VENERDI 7 GIUGNO
Ore 18 Apertura stand
Ore 19.30 CHEESE&TOSCANO® a cura di ONAF Napoli. L’Erborinato Antichi Sapori con i vini di Tenuta Cavalier Pepe
Ore 21.30 ALCHIMIE, GRAPPA&TOSCANO®
Con Nonino, distillatori in Friuli dal 1897. Con Babà e Maltagliati al Rum, Pasticceria Augustus. In abbinamento TOSCANO®Extravecchio.
Ore 23 Chiusura Stand

SABATO 8 GIUGNO
Ore 11.30 Prendiamoci un caffè.
La tradizione campana del caffè. Con TOSCANELLO® Blu e Caffè Motta
Ore 12.30 ALCHIMIE, BIRRA&TOSCANO® Con KBirr, Natavot e Paliat e TOSCANO® Garibaldi
Ore 13.30 Sulle orme di Mario Soldati
Con Mozzarella di Bufala Campana Caseificio La Stella Bianca, Il Principe Metodo Classico Asprinio Vitematta e TOSCANO® Mario Soldati
Ore 14.30 Il miracolo della fermentazione: kefir e tabacco. Con Gerardo Di Dato, cheesecake al Kefir e TOSCANO® Extravecchio

Ore 17 L’Ora del Tè Giuseppe MusellaQualcosaditè e il cioccolato artigianale di Piluc. In abbinamento TOSCANO® Antica Tradizione
Ore 18 CHEESE&TOSCANO® Sua Maestà Il Conciato Romano con Antico TOSCANO®
Ore 19 ALCHIMIE, BIRRA&TOSCANO®. Con BSDA Brewer Clan Ischia e TOSCANO®1492
Ore 20 La fumata di “passeggio” in abbinamento allo street food napoletano. Con Luise, gastronomia dal 1966. In abbinamento TOSCANO® Garibaldi
Ore 21 La tradizione liquoristica campana.
Petrone con Amarè, Guappa e Elixir Falernum. In abbinamento TOSCANO® Antica Tradizione
Ore 22 ALCHIMIE, TOSCANO&GIN
Con Gin Copperhead, Spirits & Colori,Vino e Design. In abbinamento TOSCANO® Originale
Ore 24 Chiusura Stand

DOMENICA 9 GIUGNO

Ore 11.30 Prendiamoci un caffè
La tradizione campana del caffè. Degustazione di TOSCANELLO® Blu Con Caffè Motta e TOSCANELLO® Blu
Ore 12.30 ALCHIMIE, BIRRA&TOSCANO® Con KBirr, Natavot e Paliat e TOSCANO® Garibaldi
Ore 13.30 Sulle orme di Mario Soldati
Con Mozzarella di Bufala Campana Caseificio La Stella Bianca, Il Principe Metodo Classico Asprinio Vitematta e TOSCANO® Mario Soldati
Ore 14.30 La fumata di “passeggio” in abbinamento allo street food napoletano. Con Luise, gastronomia dal 1966.
Ore 15.30 TOSCANO®&BABÁ con Nebula, alcolato di tabacco. Con Gerardo Di Dato, Pasticceria Di Dato e Antico TOSCANO®
Ore 17 L’Ora del Tè con Giuseppe Musella, il cioccolato artigianale di Piluc. In abbinamento TOSCANO® Antica Tradizione
Ore 18 CHEESE&TOSCANO® con la Pezzata Rossa di Francesco Savoia. A cura di ONAF Napoli
Ore 19 BIRRA&TOSCANO® con BSDA Brewer Clan Ischia
Ore 20 Gran Finale TOSCANO® . Festa Caraibica con i Ron Especiado dell’EX SALUMERIA
Ore 24 Chiusura Stand

61342357_1179847388862587_4625970809070944256_nLA RINASCITA
Evento di promozione territoriale e culturale
a cura dell’Associazione NEAURBS
PROGRAMMA 

Convento di San Domenico Maggiore (Na)

15 Giugno ore 9-17.30

L’associazione Nea Urbs propone l’evento “La Rinascita”, per il rinnovamento dell’arte e della cultura attraverso iniziative di recupero dei beni storici e culturali, nonché del tessuto ambientale e sociale di Napoli e Roma, creando un gemellaggio tra le due città.

L’evento si dividerà tra un’area espositiva, che ospiterà opere d’arte di maestri e giovani emergenti, e una sala convegni, dedicata ad approfondimenti sulla tradizione culturale, territoriale, ambientale e sociale locale, intervallati da performance musicali e da incontri con le realtà enogastronomiche del territorio.

In questa cornice, sarà possibile partecipare ad un’osservazione astronomica del Sole, curata dalle associazioni Astronomi del Pellegrino di Roma ed Unione Astrofili Napoletani, in collaborazione con l’Istituto Casanova che aprirà le porte ai partecipanti.

Chiuderà la giornata una rappresentazione artistica del maestro Bruno Leone di Casa guarattelle.

L’evento, patrocinato dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Napoli, è promosso e sostenuto da ONAF, AIS Napoli, AIC Campania, AIC Lazio, Merida, Legambiente, UAN, Astronomi Del Pellegrino e Accademia delle Belle Arti Napoli.

Parteciperanno le associazioni I Sedili di Napoli, Alec, Accademia per l’Arte “SS. Luca e Beato Angelico”, Associazione San Bonaventura, ABBAC e Ce.D.I.A.

Chi vorrà partecipare con un contributo volontario aiuterà a portare avanti i nostri obiettivi:

  1. restauro (o acquisto) del pianoforte per il Convento di San Domenico Maggiore;
  2. telescopio per l’Istituto Casanova;
  3. interventi di restauro per la Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli;
  4. restauro della statua di Carlo Poerio;
  5. sostegno al teatro delle Guarattelle;
  6. recupero di una delle terrazze del parco Virgiliano.

L’evento si ripeterà a Roma, a fine di ottobre, per sostenere il Teatro Fara Nume di Ostia ed il restauro del suo pianoforte, danneggiato in un incendio.

Pizza & Birra made in Petronio

Pubblicato da aisnapoli il 29 - maggio - 2019Versione PDF

thumbnail-94“Pizza & Birra made in Petronio”
All’alberghiero di Pozzuoli manifestazione conclusiva di “Scuola Viva” con la “School Beer”
Il dirigente Filippo Monaco: “una scuola attenta al mercato del lavoro che punta sulla qualità”
L’evento giovedì 30 maggio a Monterusciello

Giovedì 30 maggio (ore 20) si terrà l’evento conclusivo dei progetti “Scuola Viva” che si sono svolti nell’Ipseoa Petronio di Pozzuoli. L’evento si terrà nei locali dell‘Istituto in via Matilde Serao, nel quartiere Monterusciello.

Il progetto “Scuola Viva”, alla sua terza annualità, ha come intento generale interventi volti a rafforzare la relazione tra scuola, territorio, imprese e cittadini trasformando le scuole in luoghi d’incontro e favorendo l’integrazione nella didattica tradizionale di esperienze positive acquisite con il coinvolgimento delle famiglie e delle aziende, in linea con la programmazione del POR Campania FSE 2014/2020.

Gli alunni dell’alberghiero di Pozzuoli hanno portato avanti, con l’aiuto dei docenti e degli esperti, un modulo relativo alla produzione della birra artigianale. Il modulo Intitolato “Cheers!” – esclamazione anglosassone che invita ed un brindisi solitamente fatto con un boccale di birra – si è svolto nei locali dell’istituto ed è stato dedicato a tutti coloro che vogliono muovere i primi passi nell’affascinante mondo della birra.

Gli obbiettivi sono stati quelli di conoscere i processi fondamentali per avvicinarsi con maggior consapevolezza al processo produttivo; l’utilizzo delle materie prime e di attrezzature per la produzione di un prodotto che è sempre più presente nella ristorazione moderna. Il corso ha coinvolto un gruppo di 24 allievi appartenenti classi terze, quarte e quinte dell’indirizzo di “Enogastronomia” e “Sala e Vendita”. Il gruppo di partecipanti ha eseguito interamente -, coadiuvati del mastro birraio Bruno Indiveri dell’azienda “Birrificio Partenopeo” e del docente Sandro Barletta – tutto il processo produttivo per la preparazione di una birra artigianale. Il prodotto ottenuto dopo circa tre mesi di meticolosa preparazione sarà offerto agli ospiti della manifestazione. Le birre prodotte saranno degustate insieme alle pizze preparate dal corso “Pizzaioli… alla riscossa”. Gli allievi oltre ad offrire agli ospiti dei prodotti artigianali di qualità daranno informazioni sui vantaggi e i pericoli derivanti dal consumo di questo prodotto.

La nostra scuola – dichiara il dirigente scolastico, professor Filippo Monaco – con questi progetti, con le attività curriculari ed extracurriculari si prefigge di raggiungere gli obiettivi di una scuola professionale che accompagna alla crescita dei nostri giovani per avviarli al mondo del lavoro. Stavolta abbiamo puntato sulla formazione nel settore della birra e della pizza. Si tratta di due settori importanti dell’enogastronomia che se da un lato hanno radici nella tradizione, dall’altro, richiedono competenze e innovazione continue. I nostri percorsi formativi hanno l’intento di sviluppare nei nostri ragazzi creatività e know how”.

Settima edizione di Una "Pizza per l'Estate" by Mulino Caputo.Quali saranno le pizze in voga quest’estate? A suggerire una serie di proposte molto convincenti è stata la nuova leva di giovani e giovanissimi pizzaioli campani, chiamati a dare la loro interpretazione della pizza per l’estate, nel corso dell’omonimo appuntamento di inizio stagione, voluto da Mulino Caputo e arrivato alla settima edizione.

La kermesse, che si è svolta in uno dei luoghi più suggestivi di Napoli, a Posillipo, presso Palazzo Petrucci, ha dato spazio agli under 30 dell’arte bianca. Giovani artigiani che scommettono sulla qualità e sull’originalità delle farciture ma che mettono al primo posto gli impasti e la competenza nella lavorazione. Forti della vasta gamma di farine firmate Mulino Caputo, quest’anno una delle referenze preferite dai giovani pizzaioli è stata Nuvola.

Le nuove proposte sono state accompagnate dai cocktails realizzati da Francesco Fontana, barman di Palazzo Petrucci.

Ecco quali sono le pizze per l’estate 2019, realizzate dai magnifici otto, e dove sarà possibile assaggiarle:

Vincenzo Capuano – Parmigiana fresca: base di parmigiana di melanzane rossa napoletana. In uscita, stracciata affumicata e basilico sferificato. (Pizzeria Vincenzo Capuano –Napoli) [Farina: Nuvola Super]

Marco D’Elia – Fior di menaica: vellutata di fiori di zucca, burrata, alici di menaica, fiori di zucca essiccati, polvere di olive e limone – (Pizzeria Pignalosa – Salerno) [Farina: Nuvola Super]

Alessandro Esposito – Carmela d’estate: ricotta di bufala, Fior di latte dei Monti, scaglie di pecorino. Salsa di provola affumicata, zeste di limone e menta. (Pizzeria Carmela e i suoi fratelli – Napoli) [Farina: Nuvola]

Vincenzo Iannucci –Nuvola a pacchetelle: mousse di mozzarella di bufala, pacchetelle di pomodorini carbone semidry rossi e gialli, ravanelli e basilico. [Farina: Nuvola]

Salvatore Lionello – Scapece di melanzane: scapece di melanzane, peperoncini verdi, burrata affumicata e bottarga di tonno – (Pizzeria Lionello – Gli artigiani della pizza dal 1989 – Succivo (CE) [Farina: Caputo Rossa]

Sara Palmieri – Fresca 2.0: focaccia con carpaccio di manzo, bufala, zest di limone, confettura extra di pomodorino del Piennolo del Vesuvio dop, basilico e olio evo – (Pizzeria 10 Diego Vitagliano – Napoli) [Farina: Fiore Glut]

Davide Ruotolo – Eva: fior di latte, fagiolini, cipollotto arrostito. Dressing acciughe: limone salato, erbe aromatiche del mediterraneo. (Palazzo Petrucci Posillipo – Napoli) [Farina: Caputo Blu, Rossa, Celeste]

Ciro Urzitelli – Sapori del sud: ripieno di ricotta e fior di latte. In superficie 2 gusti: pomodorino corbarino giallo, basilico, provola e speck /pomodorino corbarino rosso e provola e basilico e olio extra vergine d’oliva

Al centro: rucola, bocconcino di mozzarella di bufala speck e scaglie di grana padano. (Pizzeria “Add’ò Guaglione – Napoli) [Farina: Caputo Rossa]

Foto di Stefano Renna

30 Maggio, a Napoli i migliori maestri gelatieri d’Italia

Pubblicato da aisnapoli il 28 - maggio - 2019Versione PDF

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A Napoli i migliori maestri gelatieri d’Italia

Giovedì 30 maggio sulla terrazza del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo
l’evento di Città del gusto di Napoli con i Tre Coni 2019 del Gambero Rosso

Il gelato mette tutti d’accordo, piace a grandi e piccini, può sostituire un pasto, essere light, per celiaci e ora anche gourmet. E con l’estate alle porte, i migliori maestri gelatieri d’Italia si riuniranno a Napoli per celebrarlo, per raccontare le ultime novità, i gusti di tendenza. Un prodotto oramai destagionalizzato che vede consumi in crescita ogni anno con circa kg 7 di consumo pro capite.

Giovedì 30 maggio, a partire dalle ore 19, sulla Terrazza Angiò del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo (via Ponte di Tappia 25 – Napoli) andrà in scena la seconda edizione di Tre Coni 2019 a cura della Città del gusto Napoli, il network di divulgazione enogastronomica e grandi eventi del Gambero Rosso. L’evento vedrà sfilare i Maestri del brivido premiati col massimo punteggio dalla guida Gelaterie d’Italia 2019 del Gambero Rosso.

Il premio Tre Coni 2019 è assegnato, dopo una serie di valutazioni sensoriali e tecniche, a tutti quei maestri che abbracciano la filosofia della produzione d’eccellenza: dalle materie prime alle tecniche di lavorazione alle nuove frontiere in fatto di gusti. I gelatieri al pari di cuochi, pasticceri e pizzaioli studiano sempre più ingredienti e caratteristiche organolettiche, si confrontano su ricette ed ingredienti e si riuniscono in associazioni per tutelare un gelato artigianale buono e sano che tutto il mondo ci invidia. Il gelato sempre più sta diventando complice e co-primario di esperienze gastronomiche a tutto tondo ed è importante aumentare la conoscenza del pubblico e stimolare il settore.

Durante l’evento i Maestri del brivido prepareranno per l’occasione un percorso di degustazione con gelati artigianali di qualità tutti da scoprire, attraverso rivisitazioni e grandi classici che stupiranno il pubblico per la ricercatezza dei sapori e la bontà del gusto.

Attesi a Napoli Alberto Marchetti dal Piemonte, Fabio e Monia Solighetto, Candida Pelizzoli dalla Lombardia, Cinzia Otri, Gianfrancesco Cutelli dalla Toscana, Claudio Zanette e Antonio Mezzalira dal Veneto, Mattia Cavallari, Stefano Guizzetti, Stefano Roccamo dall’Emilia Romagna, Paolo Brunelli dalle Marche, Dario Benelli, Dario Rossi, Davide Frainetti, Marco Radicioni, Veronica Fedele dal Lazio, Raffaele Cuomo, Raffaele Del Verme dalla Campania, Emilio Panzardi dalla Basilicata, Alessandro Scian e Giancarlo Timballo dal Friuli Venezia Giulia, Francesco Dioletta dell’Abruzzo, Giulio Rocci e Emanuele Monero, Marco Serra dal Piemonte, Maurizio Profumo dalla Liguria.

Tra le novità che si potranno assaporare c’è il gusto alla carbonara e al vitello tonnato, quello ispirato alla spiaggia nera di Maratea, quello al chinotto candito, ai fiori d’arancio, la crema al timo e limone, e poi asparagi e mandorle, ed ancora il Sorbetto allo Yuzu, con chips di polenta croccante, menta selvatica e gin spruzzato, fino alla mandola e mandarino.

La parte espositiva sarà affidata alle con vetrine refrigerate di Orion, ideate e create sotto il segno della ricerca tecnologica dell’innovazione e dell’affidabilità. Ad affiancare i maestri nella produzione ci sarà Ice Team Cattabriga con la sua tecnologia, sinonimo di innovazione in grado di assicurare nuovi standard nell’alta gelateria.

Non solo gelato, ma abbinamenti di eccellenza: le famose amarene Fabbri 1905, prelibatezza italiana nel mondo, dalla consistenza croccante tuffata in uno sciroppo dolce e aromatico, che il pubblico potrà liberamente abbinare ai tanti gusti dei Maestri gelatieri, oppure il cioccolato Valrhona e le cialde Bussy. Il viaggio nel gusto proseguirà con una degustazione di fragole dell’azienda D’Avino, nelle sue varietà Sabrina, Candonga, Rabida, Fortuna, presenti in freschi sorbetti e in un’altra delizia dolce.
La serata di divulgazione del gelato sarà anche accompagnata da liquori dolci, amari, vini liquorosi e bollicine con un banco d’assaggio curato dai sommelier dell’Ais Napoli.
Tra cui la Distilleria Amato che dal 1881 si sono tramandati la passione per gli alambicchi, producendo, con passione e operosità, liquori artigianali nel rispetto della tradizione.
I liquori Alma De Lux sono figli di un’idea, che ha messo insieme l’autenticità della sostanza con l’originalità della forma: l’autenticità dei sapori di una terra incontaminata racchiusi nell’originalità di bottiglie, tanto eleganti da trasformarsi anche in regali di grande pregio.

Evento su prenotazione a posti limitati
Costo ingresso: €25

Sconto online per soci ais https://store.gamberorosso.it/it/eventi/555-1928-tre-coni-2019.html#/26-sede-napoli/564-data-30_05_19 con codice sconto: TRECONINAPOLI2019

Tre Coni 2019
Giovedì 30 maggio, dalle ore 19 alle 23
Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, Ponte di Tappia 25 – Napoli

Per informazioni e prenotazioni:
Città del gusto Napoli
Tel.: 0813119800/13
Email: eventi.na@cittadelgusto.it, comunicazione.na@cittadelgusto.it, napoli@cittadelgusto.it

UFFICIO STAMPA EVENTO | Alessandro Savoia | info@alessandrosavoia.it | +39 328 91 59 817

da-sx-salvatore-esposito-rosario-russo-e-dario-peruccaDi Maria Grazia Narciso

Il progetto prende il nome dai Colauri, nobile famiglia della città, che, alla fine del sec XIII, si sposta fuori dalle mura qui nel “Rione dei Calori di sopra e di sotto” per sfuggire alla tassazione angioina, ma nasce in un’altra famiglia, quella di Rosario Morra e Salvatore Esposito, figli di due sorelle, che nel 2007 aprono Tavernetta Colauri, in via Comunale Margherita 245.

Un posto caldo e accogliente, dallo stile rustico ma con dettagli raffinati, una cantina di oltre 800 etichette e una tradizione di carne, la cui proposta spazia dalla Waygu giapponese, al Cuberoll neozelandese, passando per il Black Angus made in U.S.A senza trascurare il filetto di marchigiana e il controfiletto di scottona prussiana, solo per citarne alcune.

Oggi l’offerta si arricchisce di una chicca dalle Langhe: i bovini di razza piemontese, la più magra e digeribile tra tutte (96% contro il 70% delle altre razze).

Anche quella di Dario Perucca è una storia di famiglia. Quattro generazioni di allevatori con la passione per il “lavoro”, come lo chiama lui, e la qualità.
Questa carne, spiega, è il risultato della alimentazione e della cura degli animali che contraddistingue la sua azienda, la Cerutti Laura Maria di Trinitàbattuta-al-coltello-di-carne-di-razza-piemontese-web (CN).

Sfida la Wagyu questa carne se le confrontate a crudo”, dice Dario, definendola “onesta”.

La sicurezza è garantita dai controlli di filiera imposti ai clienti attraverso prelievi e confronti del DNA dell’animale e processi di monitoraggio delle bilance che consentono di tracciare consumi e approvvigionamenti.

Non ci sono integratori, oli e grassi vegetali nella dieta dei bovini, ma solo alimenti pregiati come mais, orzo, fava fioccata, germa di grano, carruba, pisello proteico, fieno dei prati polifiti e semi di lino, che rendono la carne tenera e ricca di Omega3.

La battuta al coltello prevista come entrée è studiata apposta per esaltare le qualità della carne, che non perde appeal e gusto nella tagliata servita successivamente con annessa pietra ollare per proseguire eventualmente la cottura secondo il proprio gusto.

Il menù della casa propone sempre una ampia selezione di carni, formaggi e salumi, interpretati dallo Chef Rosario Morra e corredati da una ricca carta di oli d’oliva provenienti da tutta Italia.

In pairing stasera, dalla cantina curata da Salvatore Esposito:

Arturo Bersano Brut
Bersano Pas Dosè
Fiano DOP 2018, Cantina del Taburno
Cesco dell’Eremo 2017, Cantina del Taburno
Barolo Badarina Riserva 2011, Bersano
Ruscolo, IGP Passito, 2004, Cantina del Taburno

La squadra di Tavernetta Colauri è composta da 13 persone perfettamente affiatate.

“Andate via?” ci saluta così uno di loro.

Sì, ma torniamo”.

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