Associazione Italiana Sommeliers

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Archivio per la categoria: ‘Eventi’

A table full of star al Post Aperitif

Pubblicato da aisnapoli il 18 - giugno - 2019Versione PDF

64381942_2959342860744340_8354787864143200256_nDi Maria Grazia Narciso

“A TABLE FULL OF STAR”: I MENU’ A QUATTRO MANI DEL POST APERITIF BAR

É possibile coniugare divertimento e buona tavola?

É la tesi del Post Aperitif Bar, location densa ed ecclettica, destinazione di elezione della movida napoletana, di fronte all’isola di Nisida, nel set post industriale di via Coroglio, 35 a Napoli.

Al via stasera “A table full of stars” calendario di cene stellate a cura di “Che Gusto!

Il primo appuntamento per il menù a quattro mani vede protagonisti lo chef resident Roberto Auricchio e la guest Luigi Salomone, titolare nel 2016 della stella Michelin con Piazzetta Milù a Castellammare.

Roberto si è formato al fianco di nomi prestigiosi come Davide Mazza, Rosanna Marziale, Paolo Barrale e Niko Romito mentre Luigi ha fatto parte degli staff di Nino di Costanzo, Francesco Sposito e Paolo Barrale.

Due giovani talenti ispirati e risolutivi, affiatati interpreti della formula proposta dal Post, che attende i suoi ospiti per le date successive sotto e tra le stelle.

In un percorso perfettamente integrato i due si sono alternati nelle preparazioni, che sono riuscite ad imporsi autorevolmente nonostante la 64554336_2959343867410906_8807702709651111936_ndistrazione del contesto animato da tavoli esuberanti, celebration dinner, musica live e un dancing floor totalmente impegnato.

Ai finger a base di pesce, deliziosi e variegati, chef Salomone ha dato seguito con un cocktail a base di gamberi fragole e puntarelle e una pasta e piselli reinterpretata con latte affumicato, seppia e alghe mentre Chef Auricchio ha presentato la sua spigola con scarola, yogurt di bufala e tè nero e infine il mojito cheescake. Costante ricorrente e curiosa la nota bianca del latte e derivati.

Nulla sappiamo invece del pensiero degli chef in merito al wine pairing ma per fortuna al tavolo qualche sommelier c’è!

Foto di Gabriella Imparato

Per tutte le foto clicca qui

64395832_10217283731837563_5153666575710027776_nA dare il buon augurio per la bella stagione appena arrivata lunedì 24 giugno alle 20.00 a Bacoli c’è Charity Night: una serata di beneficenza tutta dedicata ai bambini del Santobono organizzata dal Turistico Beach Park e dall’Associazione S.O.S. Sostenitori Ospedale Santobono ONLUS.
Sarà una serata all’insegna del divertimento con buon cibo, tante bollicine e dj set con musica ‘70-‘80-’90 che andrà avanti per tutta la notte. L’obbiettivo è molto importante: l’intero ricavato sarà devoluto per sostenere il progetto “Sogni D’Oro, umanizzazione pittorica” che trasformerà il reparto di neutrochirurgia e neuroncologia dell’ospedale pediatrico di Napoli in un luogo fiabesco, allegro e colorato, in cui i bambini verranno accolti dai disegni della cartoonist dell’accademia di Disney Sally Gallotti.
35 saranno gli stand food e più di 10 aziende di vini, birre liquori artigianali e caffè. Special guest della serata top players della cucina, della pasticceria e della pizza campana, come i bistellati Francesco Sposito del ristorante Taverna Estia, Vittoria Aiello del Ristorante Torre del Saracino e le stelle flegree Marianna Vitale con il suo nuovo “Zia Angelina” e la neo stella Angelo Carannante del ristorante Caracol, Antica Pasticceria Scaturchio con il suo spettacolare Babbà Vesuvio, Pasticceria Mennella, Ciro Salvo della pizzeria 50 Kalò, Diego Vitagliano delle Pizzerie 10 Diego, accanto ai quali troviamo Carlo Spina del 3 piani, Marcello Santini con il suo Crudo Bar, Antonio Esposito per il Turistico, Agostino Malapena Ristorante Costanzo, Rosario Mazzella di Borgo 50 Ristorante, Luca Esposito Ristorante Il Testardo, Maria Scotto D’Abusco del ristorante Il Magone, Oblio Cafè Ristorante, Nando Salemme Osteria Abraxas, Michele Grande del ristorante La Bifora, Pasquale di Fraia Ristorante Capo Blu, Roberto Mazzocchi ristorante Tenuta di Bacco, Agriturismo Don Salvatore, Agriturismo Esperia, Gotha pub disco dinner, Lido Aqua, i fratelli de Luca di Sciuè il panino vesuviano, Burgheria Macelleria D’Ausilio, Panificio Donna Giuseppina e un assaggio della Sagra del mare Flegrea con l’Associazione Vivi L’Estate. Un’area speciale sarà riservata ai vini e birre che verranno gratuitamente offerti e serviti dai sommelier A.I.S. Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli, si ringraziano Loco for Drink, Elena Walch, Tasca D’Almerita, Tenuta Cavalier Pepe, Piscina Mirabilis, Vestini Campagnano, Salvatore Martusciello, la birra napoletana Kbirr, Toto Grasso di Olio e Pomodoro, l’Antica Distilleria Petrone che offrirà i suoi liquori Guappa, Amarè e Elixir Falernum e Koffe Pod. Oltre la famiglia Santini e tutti i dipendenti del Turistico Beach Park, che ogni anno si prodigano oltremodo per la realizzazione e la buona riuscita della serata, si ringraziano per il sostegno le amiche di DiPunto Studio capitanate da Donatella Bernabò Silorata, Floriana Schiano Moriello, Laura Gambacorta, gli sponsor, Ferrarelle, A.I.S. Associazione Italia Sommelier Delegazione di Napoli, Vassallo MV Forni, Ittica Giosuè, Explora Fisching, Nereis, Lido Belvedere, Centro Yoga Ishwari Bacoli, Sos ghiaccio, Archizoom, e i ragazzi de La Bottega dei Semplici Pensieri.
Per partecipare basta fare una donazione minima consigliata di 30 euro direttamente all’Associazione S.O.S. Sostenitori Ospedale Santobono Onlus presente in loco o tramite bonifico bancario.

Info e donazioni:
www.santobono.it
Associazione S.O.S. Sostenitori Ospedale Santobono ONLUS
IBAN: IT53L0335901600100000103988 | Causale: Charity Night | si può donare anche sul posto in contanti e carta
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Prenotazioni:
Turistico 0815235228
Via Miliscola 21, Bacoli (NA)

15 luglio a Sarno (Sa) torna il Pomodoro San Marzano Day

Pubblicato da aisnapoli il 17 - giugno - 2019Versione PDF

thumbnail-101Il 15 luglio a Sarno (Sa) torna il Pomodoro San Marzano Day
Per la terza edizione ospiti il Maestro Vessicchio, pizzaioli di tutto il mondo, chef e pasticcieri

Lunedì 15 luglio (a partire dalle ore 18,30) a Sarno presso i Giardini del Pomodoro San Marzano DOP in Contrada Faricella ritorna il “Pomodoro San Marzano Day”, l’evento organizzato dalla cooperativa agricola Danicoop, presieduta da Paolo Ruggiero, per celebrare l’oro rosso dell’agro Sarnese-Nocerino.
L’appuntamento, che quest’anno giunge alla sua terza edizione, intende dare la giusta dignità al fondamentale lavoro dei contadini oltre a diffondere la conoscenza della filiera di una delle eccellenze italiane più amate nel mondo che allo stesso tempo è anche una delle DOP più falsificate.
Quindici le “case contadine”, ubicate all’interno dei campi dove si coltiva il San Marzano, lungo le quali si svilupperà il ricco e gustoso percorso di degustazione che prevederà street food, pizza, piatti di rinomati chef, dessert e prodotti Slow Food. In particolare la pizza quest’anno avrà un’importante rappresentanza internazionale. Sono previste, infatti, cinque postazioni dedicate alla pizza che partiranno dalla Campania per estendersi fino all’Europa e al resto del mondo.
A completare il programma ci saranno artisti di strada, gruppi musicali e l’angolo dei “giochi del passato”.
Ospite speciale dell’edizione 2019 del Pomodoro San Marzano Day, così come già accaduto nel 2017, sarà il Maestro Peppe Vessicchio, notissimo direttore d’orchestra, nonché autore del libro “La musica fa crescere i pomodori” che analizza in modo attento il rapporto che intercorre tra la musica “armonico naturale” e il buon andamento delle coltivazioni. E’ proprio con Vessicchio che la Cooperativa Danicoop sta sviluppando l’ambizioso progetto di ottenere prodotti agricoli a “residuo zero” grazie all’impiego della musica.
Partner istituzionali del Pomodoro San Marzano Day 2019, che beneficia del patrocinio morale del Comune di Sarno, saranno Slow Food Condotta Agro Nocerino – Sarnese, Coldiretti Campania e Legambiente Campania.

L’evento è gratuito e aperto a tutti.
Per consentire un’adeguata accoglienza degli ospiti si prega di dare un cortese cenno di adesione contattando l’azienda via mail all’indirizzo info@gustarosso.it oppure per via telefonica al numero 081 944898.

Danicoop
Danicoop, Società Cooperativa Agricola, nasce a Sarno, in provincia di Salerno, grazie alla volontà e alla tenacia di agricoltori che hanno avvertito l’esigenza di unire le proprie conoscenze e la capacità di coltivare il Pomodoro San Marzano seguendo le esperienze tramandate da ben quattro generazioni. La società cooperativa, presieduta attualmente da Paolo Ruggiero, riunisce oltre 70 soci e annovera tre le sue principali attività la commercializzazione del Pomodoro San Marzano DOP di cui segue l’intero processo produttivo. Questa complessa organizzazione consente una tracciabilità completa dell’intera filiera, certificata anche da Agroqualità riconosciuta dal MIPAAF. Dal dicembre del 2017 le attività della cooperativa sono cresciute con la nascita della Gustarosso Academy, una scuola di formazione per pizzaioli composta dalla Pomodorìa, la prima pizzeria agricola incentrata sul pomodoro, e dalle Gustarosso Rooms.

DANIcoop Società Cooperativa Agricola
via Ingegno 32 Bis
Sarno (Sa)
info@gustarosso.it
www.gustarosso.it
Tel. 081 944898

Contatti stampa
Laura Gambacorta
+39 349 2886327
lauragambacorta@gmail.com

20 Giugno, White Summer alla Terrazza Angiò del Renaissance

Pubblicato da aisnapoli il 16 - giugno - 2019Versione PDF

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Ritorna White Summer, la festa più glamour dedicata al solstizio d’estate firmata Gambero Rosso.

Un benvenuto all’estate con l’evento all’insegna del colore bianco:
da bere, da gustare e da ascoltare.

Torna WHITE SUMMER l’evento dedicato al solstizio d’estate firmato CITTA DEL GUSTO NAPOLI GAMBERO ROSSO,
La festa esclusiva che apre la stagione estiva dei grandi eventi del famoso network partenopeo del Gambero Rosso.

Il 20 giugno alle ore 20:00 Città del gusto Napoli celebra l’undicesimo appuntamento con il bianco: bianco da bere, bianco da gustare, bianco da ascoltare presso la Terrazza Angiò del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo.
Sulla terrazza raffinata del centro storico partenopeo, si daranno appuntamento le eccellenze italiane del food e del Wine: da Corrado Tenace di Oyster Oasis con le sue ostriche che proporrà un’esperienza sensoriale a tutti gli ospiti, a Massimiliano, Daniele e Adriano Malafronte ed i loro lievitati artigianali per far godere ai presenti “Il gusto del vero pane” fino ad arrivare ad un altro prodotto “white” tipico della Campania, il baccalà della nota azienda specialistica Scanfish Stoccafisso e Baccalà, associata Unci Agroalimentare, che sarà interpretato in purezza grazie al lavoro dello chef De Simone Executive del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo e declinato da Luca Esposito, chef de La Locanda del Testardo di Bacoli e docente della Gambero Rosso Academy Napoli .
Il percorso salato continuerà con il maestro casaro Mimmo La Vecchia del Caseificio Il Casolare con la sua mozzarella di bufala campana DOP e tanti latticini.
Spazio per la frutta al White Summer con i fichi secchi del Cilento de I Sapori Della Terra, che farà degustare agli ospiti non solo il frutto, ma anche un aceto di fichi in un insolito abbinamento che sarà svelato solo durante la serata.
Grande attesa anche per un momento da brivido proposto dal maître Glacier Tre coni 2019 Manuele Presenti della Gelateria Chiccheria di Marina di Grosseto con il suo gelato sempre sui temi del bianco: pane, burro e marmellata di albicocche bio.
La nota dolce di White Summer saranno le creazioni belle, buone e golose di Giuseppe Ratto, del Gran Caffè Ratto di Frattamaggiore, un maestro pasticcere riconosciuto a livello nazionale.

Non solo bianco da mangiare, ma, ai banchi d’assaggio i sommelier dell’AIS Napoli accompagnati dai produttori presenti, anche bianco da bere con un’ampia selezione di vini bianchi e bollicine, pilastri dell’enologia italiana e uno dei prodotti italiani più apprezzati nel mondo con un seminario alle 18.30 tenuto da Tommaso Luongo e Franco De Luca dell’AIS Napoli sui vini bianchi ed i loro abbinamenti.

I vini del Seminario:
Spumante di Falanghina DOC Flegreo CANTINE FEDERICIANE
Falanghina del Sannio DOP Taburno Bonea 2018 MASSERIA FRATTASI
Falanghina DOC Campi Flegrei 2017 CANTINE DEL MARE
Greco di Tufo DOCG Venticinque Dodici 2017 NOLURÉ
Custoza Superiore DOC 2017 RONCA

Burlesque Grecomusc’ IGT Campania Bianco CONTRADE DI TAURASI
Alto Adige Pinot bianco DOC 2016 Maso dele Rose JOSEF WEGER
Oi nì 2015 TENUTA SCUOTTO
Puntacroce 2013 bio DOC Costa d’Amalfi RAFFEALE PALMA
Facetus Taburno Falanghina dl Sannio DOP 2012 FONTANAVECCHIA

Ma White Summer sarà sopratutto una festa glamour con la musica di gran classe firmata Lunare Project DJ SET, con special guest Dj Roberto Barone in consolle, un mix di atmosfera ecochic nel mood sofisticato e lounge che si amalgamerà perfettamente nella splendida cornice.

Il White sarà total con un dress code bianco!

L’esperienza multisensoriale si completa con speciali allestimenti a tema.

Costo ingresso degustazione:
intero € 25,00
ridotto (soci AIS) €20,00

Costo ingresso seminario:
€ 5,00

Per informazioni e prenotazioni:
Città del gusto Napoli
tel. 3381691727
0813119800/13
mail: eventi.na@cittadelgusto.it
comunicazione.na@cittadelgusto.it

Tutta la verità sul Rancido. Intervista a Bernardo Iovene

Pubblicato da aisnapoli il 14 - giugno - 2019Versione PDF

intervistaDi Mauro Illiano
Torniamo sulla puntata di Report sul caffè per chiedere direttamente a Bernardo Iovene un parere definitivo sul caffè a Napoli.

Preliminarmente, per fugare ogni dubbio sul significato primo del termine “Rancido” – utilizzato più volte durante la puntata di Report Rai3 dedicata al Caffè, in cui ho avuto l’onore di accompagnare Bernardo Iovene e Andrej Godina, – riportiamo la definizione di Irrancidimento: “Processo di alterazione subito dagli oli e dai grassi che acquistano odore e sapore sgradevoli. Può avvenire sotto l’azione della luce e dell’ossigeno dell’aria o per effetto di batteri e muffe. Nel primo caso (i. ossidativo o autossidazione) gli oli o i grassi insaturi, per presenza di un doppio legame, fissano una molecola d’ossigeno formando perossidi, i quali poi possono trasformarsi in idrossiderivati, in idrossichetoderivati, in chetoni ecc., ai quali si deve l’odore pungente e il sapore sgradevole”. (Dizionario Treccani)
É, dunque, l’eccessiva esposizione del caffè alla luce o all’ossigeno, che determina l’irrancidimento.
Ma, per comprendere meglio come il caffè passa da “verde” ovvero dallo stato in cui si trova prima della tostatura, a caffè “tostato”, è bene ripetere alcuni concetti fondamentali.
Durante la tostatura il chicco si trasforma. In una prima fase il chicco verde si asciuga, diventa dorato e sprigiona il profumo di tostato. Si passa, poi,chicco-rancido alla seconda fase, in cui il chicco perde anidride carbonica, diventa più scuro ed aumenta di volume. Vi è, in fine, una terza fase, in cui il chicco riduce il suo peso di circa il 20% a causa dell’evaporazione di acqua e di altre sostanze volatili. A questo punto appare in superficie il “Caffeone”, che ha il merito di dare aroma al caffè.
Ricordiamo che maggiore è la tostatura e minore sarà l’acidità del caffè a vantaggio dell’amarezza. Attenzione, quindi, questa fase è essenziale. Tostare troppo poco comporta l’esaltazione della percezione di acido, e dunque può condurre ad un risultato in tazza sbilanciato, mentre tostare troppo significa sacrificare alcuni aromi volatili e dunque alcune virtù del caffè.
Superata la fase della tostatura, essenziale è la degassificazione, che precede l’operazione di confezionamento del caffè. Sbagliare in questa fase significa trasmettere sentori poco piacevoli al chicco. Una volta sotto vuoto, il caffè va aperto solo all’atto della sua preparazione, e il contatto dei chicchi con l’aria va limitato al minimo possibile. Se ciò non avviene ecco venir fuori le maleolenti note di rancido.
Quando degustiamo un caffè con tali sentori, purtroppo, significa che qualcosa non è andato per il verso giusto nel processo di conservazione del caffè, ovvero che esso non è stato protetto bene od inevitabilmente che esso è stato esposto per troppo tempo alla luce e/o all’aria.
Succede in tutto il mondo, abbastanza spesso.
Recentemente, come accennavo in apertura, mi è capitato di accompagnare Bernardo Iovene – illustre Giornalista che collabora con Rai3 per la trasmissione Report dal 1994, insignito dei più prestigiosi premi giornalistici ed autore di alcune inchieste passate alla storia – e Andrej Godina (esperto di caffè di fama mondiale), in un giro di degustazione a Napoli, in cui è emerso con una certa frequenza tale fenomeno. Ma questo, lo ripeto, non è un problema di Napoli, e proverò a trovare conferma a questa tesi chiedendo il parere proprio di chi mi ha accompagnato in questa indagine.

downloadIntervista di Mauro Illiano a Bernardo Iovene
Bernardo, abbiamo insieme girato per Bar e riscontrato delle criticità tecniche (pulizia non perfetta della macchina, cappelli dei macinini dimenticati scoperti, sovra-estrazioni). Ma, tu che hai girato l’Italia in lungo e in largo, e lo fai dal 2014, ovvero da quando iniziasti a parlare dei problemi del caffè, puoi dirci che questo è un problema di tutta Italia ?
Certamente, nel resto d’Italia c’è l’aggravante del cosiddetto purge, e cioè a tutte le problematiche dovute alla sciatteria del barista, la mal conservazione del caffè in grani, la mancata pulizia della campana del macinino, il filtro che non viene pulito ad ogni caffè, si aggiunge l’acqua sporca dei residui di centinaia di caffè. A Napoli con la macchina a leva questo problema non c’è, prima di erogare ogni caffè nell’atto di ricaricare la leva si fa scorrere l’acqua. A Napoli l’acqua è sempre pulita, e dove abbiamo riscontrato il rancido questo era dovuto sicuramente alla conservazione e al trattamento dei grani, che viceversa avrebbero bisogno di un’attenzione particolare vista la tostatura spinta, che favorisce l’ossidazione.

Parlando della parte più interessante del messaggio che si vuole lasciare sul mondo del caffè, cosa ti sentiresti di consigliare a chi si approccia al mondo del caffè oggi?
Chi apre un bar sceglie il caffè in base agli accessori che la torrefazione regala o ai finanziamenti che eroga. Mi ha appena scritto un torrefattore che evidenziava come un barista gli ha chiesto anche 10 mila euro di finanziamento perché doveva rifarsi i denti, al rifiuto ha cambiato caffè, ha trovato un’altra torrefazione che gli ha fatto curare anche i denti. Il caffè passa in secondo ordine, noi popolo drogato di caffè non siamo per niente rispettati. Immagina un torrefattore che ha centinaia di clienti, deve fornire centinaia di macchine per il caffè, deve garantire l’assistenza, tazzine, piattini, bustine di zucchero, tavoli, ombrelloni, tutto gratis. Hai il vincolo di comprare il suo caffè che costa dai 16 ai 20 euro al chilo. Secondo te quanto vale al chilo realmente quel caffè? Poi ci sono i furbi, ho testimonianze di baristi che comprano tre chili dal torrefattore e 2 chili al discount, improvvisando una miscela in un secchio. Mi dicono che nessuno se ne accorge…che bell’ o’ccafè .

Questa è una domanda che faccio a nome di tutta la città di Napoli, prescindendo solo un attimo dai tecnicismi, ma secondo te il caffè a Napoli ha un sapore diverso o no?
Parli con uno che ai tempi viaggiava con il quarto di caffè nella valigia. A noi piace il gusto forte, una buona miscela di buona arabica e buona robusta per noi è il massimo, ma è un caffè che ha bisogno di attenzione in tutti passaggi. Mi piacerebbe che invece di ricorrere al folklore si affrontasse la problematica rispettando il consumatore. Rivendichiamo che ci piace la robusta, ma scegliamo le migliori che ci sono sul mercato! Purtroppo i baristi vogliono pagare il caffè sempre meno e pretendono sempre di più dal torrefattore, che può fare anche i salti mortali ma non fa beneficenza. Di sicuro a farne le spese è la qualità del prodotto e il consumatore, che acconcia tutto con un po’ di zucchero, e siamo tutti felici e contenti.

thumbnail-100Una cena a quattro mani per celebrare il pomodoro, l’Oro Rosso della Campania. E’ questa la proposta di Mostobuono, ristorante vineria del Vomero, per la serata di mercoledì 26 giugno (inizio ore 20,45). Ai fornelli due amici di lunga data: il resident chef Antonio Siesto​ e lo chef Carlo Verde, insieme in brigata, qualche anno fa, presso lo stellato Alfonso Caputo a Taverna del Capitano in quel di Nerano.
Il menù della serata sarà composto da 4 portate completamente dedicate al pomodoro di Collina Quisisana dell’azienda agricola DAMA, nata nel 2015 grazie alla giovane e audace fondatrice Marianna D’Auria, che ha voluto seguire le orme dei suoi antenati agricoltori da generazioni, ridando vita alla produzione, rigorosamente biologica, dei pomodorini di collina caratteristici della zona stabiese, dalla tipica forma a “lampadina” e dal gusto dolce e salmastro.
I due chef napoletani, ambasciatori al Vomero dei profumi e i sapori della Costiera Amalfitana, proporranno una cucina mediterranea che prevederà nell’ordine: «Spigola all’amo» con una elegante marinatura al finocchietto; «Oro Rosso», uno spaghettone risottato al pomodoro Lampadina con la collaborazione del Pastificio dei Campi; «Palamita alla mediterranea», un classico della cucina del duo Siesto-Verde. Chiusura dolce con l’originale «Pomo d’Oro», un semifreddo al pomodoro con croccante alla frutta secca e macaron al basilico.
Anche l’aperitivo per quella sera si tingerà di rosso grazie a uno speciale Bloody Mary, realizzato proprio col pomodoro DAMA dal barman Giuseppe D’Antonio, brand ambassador di Spritzerò e maestro della Campari Academy di Milano, che andrà ad aggiungersi ai numerosi cocktail presenti abitualmente in carta.

Menu

Spigola all’amo
marinata al finocchietto, coulis di pomodoro, fresella all’origano meridionale di Sorrento

Oro Rosso
Spaghetti lunghi Pastificio dei Campi, pomodoro lampadina, basilico

Palamita alla mediterranea
Salsa mozzarella, pomodoro in purezza, polvere di capperi, olive nere essiccate, ristretto al basilico

Pomo d’Oro
Semifreddo al pomodoro, croccante alla frutta secca, macaron al basilico

Ticket di partecipazione: euro 30 a persona (vini e bevande escluse)

Info e prenotazioni:
Mostobuono – Ristorante Vineria
Via Enrico Alvino, 50
Napoli
Tel. 081 0168733

nunzio-spagnuoloRADA: Cibo, Mare… Positano!
Tre elementi per un’esperienza unica

In una località ad alto tasso di bellezza, ovvero Positano, esiste un posto ove l’armonia, la grazia e l‘intimità sono di casa: si tratta del Rada, incantevole locale ubicato sulla Spiaggia Grande. Una location suggestiva ove si può trascorrere una piacevole serata “al riparo” da tutto ciò che interferisce con la naturale bellezza di questo paradiso terrestre, avvolti da una magica atmosfera d’acqua e di luce che caratterizza questo locale. Non a caso il termine “rada” indica una insenatura, riparata dall’azione dei venti e dalla violenza delle mareggiate, dove le imbarcazioni possono sostare in sicurezza al riparo dalle correnti.
Basterebbe anche solo il panorama a far sentire appagato chi si siede ai tavoli del Rada. Tuttavia le creazioni dello chef executive della struttura, Nunzio Spagnuolo, contribuiscono a stimolare i cinque sensi riuscendo addirittura a distrarre gli ospiti dalle bellezze del posto attraverso un trionfo di gusto, semplicità ed eleganza.
Lo chef (reduce da numerose collaborazioni “stellate”, tra tutte quella con Gualtiero Marchesi) ha applicato i concetti alla base dell’apprezzatissima “moda mare Positano” – ovvero semplicità, artigianalità, eleganza – alla cucina del Rada e ha avviato una tendenza gastronomica che andrà sicuramente per la maggiore nei prossimi mesi: “Cibo, Mare… Positano!”, tre elementi per una dinner experience esclusiva. Le eccellenze dell’enogastronomia Made in Campania, e la ricchezza del patrimonio culturale e naturalistico di questa regione sono le motivazioni di viaggio per i turisti italiani e stranieri in vacanza a Positano. Perciò lo chef predilige le piccole produzioni locali, seleziona solo ingredienti di primissima qualità, meglio se a filiera corta, a cui abbina ingredienti anche insoliti. Così il primo antipasto del menù del Rada è un gran crudo di mare con granita Franciacorta e lime, mentre in un altro antipasto la triglia si arricchisce di una salsa ai ricci e schiuma di latte. Sorprendenti i primi: il risotto Carnaroli con i piselli incontra la pescatrice e lo zabaione al limone; giocano in casa gli ingredienti di un altro primo piatto, ovvero i paccheri di Gragnano con gambero rosso, melanzane e stracciata di bufala; le tagliatelle romagnole sposano i totani e le patate alla Praianese (ricetta tipica della Costiera Amalfitana). Il momento del secondo è riservato a un crostaceo nobile, ovvero l’astice, che sceglie i sapori decisi della salsa bernese allo zafferano. Una valida e altrettanto particolare alternativa è il filetto di rombo in crosta mediterranea con purea di patate alla vaniglia e sorbetto al sedano. Un menù così importante deve tenere alte le aspettative di chi al dessert proprio non riesce a rinunciare: così, ad esempio, il pistacchio incontra i lamponi e il Campari… Una liaison tra mare e buon cibo, da vivere rigorosamente a lume di candela. Infatti il ristorante è aperto solo la sera.
La terrazza panoramica del Rada ospita il mondano lounge bar Fly, mentre al piano terra si trova la storica discoteca più bella della Campania, ovvero il “Music on the Rocks” (punto di riferimento della movida costiera). Suggestiva la cantina scavata nella roccia come tutti gli altri ambienti fin qui descritti. Il tutto è nato grazie a un’idea di Peppe Russo, imprenditore ed esperto dell’accoglienza positanese in quanto “figlio d’arte”: suo padre è Black, noto ristoratore che gestisce il primo ristorante nato a Positano (lo “Chez Black”, tanto amato da De Sica e ai cui tavoli si sono seduti Sean Connery, Anthony Quinn, Federico Fellini, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Jessica Alba e tanti altri).

Nunzio Spagnuolo
Il “gusto” fa parte del corredo genomico di Nunzio Spagnuolo: è nato nel ’79 a Torre del Greco, città che ha dato i natali a centinaia di creativi tra i quali tantissimi chef importanti. Diplomatosi presso l’Istituto Alberghiero di Castellammare di Stabia, ha iniziato la sua attività di cuoco affiancando Enrico Cosentino, l’ideatore degli scialatielli. Dopo un’importante esperienza londinese, è tornato in Italia alla “corte” del maestro Gualtiero Marchesi che gli ha permesso di lavorare al Relais & Chateaux “L’Albereta”, in Franciacorta, poi a Parigi, a Porto Cervo ed, infine, a Roma. Dopo una lunga parentesi lavorativa in Campania, Nunzio è tornato ad affiancare Marchesi in qualità di responsabile di cucina presso l’“Hostaria dell’Orso”. Hanno fatto seguito altre importanti esperienze presso rinomate strutture ubicate lungo la Costiera Sorrentina, poi a St. Moritz. E’ poi diventato Personal Chef Cruise di un magnate Russo, il 26esimo uomo più ricco del mondo. Il richiamo della sua terra è forte, così è tornato in Campania e – dopo importanti e durature collaborazioni presso ristoranti ubicati nell’area vesuviana – è ora chef executive del Rada di Positano. Una carriera lunga più di vent’anni che, nonostante lo abbia portato in posti sempre diversi, lo ha fatto guadagnare un pubblico di affezionati disposti a seguirlo ovunque pur di mangiare uno dei suoi piatti cult, come lo “Spaghettone cacio e pepe con stracotto di manzo e pesto di carote”.

19 Giugno Progetto ANSENUM, Antichi Semi Nuovi Mercati

Pubblicato da aisnapoli il 14 - giugno - 2019Versione PDF

thumbnail-98ANSENUM (Antichi Semi Nuovi Mercati): la riduzione dell’impatto ambientale passa attraverso il recupero dei vecchi ecotipi

Il 19 giugno a Vico Equense il primo incontro del Progetto: “Alla scoperta dei prodotti del più bell’orto d’Europa: l’uva di Sabato”
Il settore agro-food può contribuire alla riduzione di emissioni ed avere una impronta sul pianeta più soft. Questo è uno degli obiettivi del progetto ANSENUM (acronimo di “Antichi Semi Nuovi Mercati”) condiviso dall’Associazione Turistica “Pro Loco di Vico Equense”(ente capofila), dall’Istituto Controllo Qualità NHACCP (Nutrient & Hazard Analysis of Critical Control Point, strumento che misura l’impatto degli alimenti sulla salute), dal Parco Regionale dei Monti Lattari (che abbraccia l’intera penisola sorrentino‐amalfitana), da altri enti locali, dal prof. Antonino De Nicola della Società dei Naturalisti in Napoli, dalla Regione Campania e dal Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II. Decine le aziende campane partner dell’iniziativa oggi impegnate nel recupero di antiche coltivazioni e dei terreni ove queste venivano effettuate al fine di ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura.
“Ritengo che la partecipazione al progetto ANSENUM sia stata decisamente positiva per le aziende partner – spiega Donato Aiello, presidente dell’Ente capofila -.Il settore agricolo oggi è attento e sensibile ai temi della sostenibilità, perciò attraverso incontri pubblici cercheremo di coinvolgere altre aziende nel partenariato e di sensibilizzare la popolazione”. Il primo di questi incontri si svolgerà mercoledì 19 giugno (ore 17:30) presso la Sala delle Colonne della SS. Trinità di Vico Equense. “Alla scoperta dei prodotti del più bell’orto d’Europa: l’uva di Sabato” questo il titolo dell’evento che sarà animato dagli interventi della Prof.ssa Angelita Gambuti (Coordinatrice del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II) che parlerà delle potenzialità enologiche dell’uva di Sabato, e dal Prof. Francesco Caracciolo, (Docente di Marketing e Consumer Science presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II) che illustrerà come le varietà locali possono diventare uno strumento di marketing territoriale ed emozionale. Sarà infine presentato dal Presidente della Pro Loco di Vico Equense, Donato Aiello, il logo del progetto.
ANSENUMè stato finanziato con i fondi psr Regione Campania 2014-2020 (tipologia d’intervento 16.5.1 “Azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento ad essi e per pratiche ambientali in corso”).

AGRICOLTURA DI QUALITA’, RIVALUTAZIONE DEI TERRENI MAGINALI E RIATTIVAZIONE DELLE COMUNITA’ LOCALI
E’ un progetto che ha come obiettivo finale la riduzione dell’impatto ambientale nel settore agricolo attraverso la promozione di un’agricoltura che abbia come scopo principale le produzioni di qualità e non di quantità. L’opportunità è data dal fatto che oramai la popolazione è disposta a pagare prezzi elevati per acquistare prodotti alimentari di qualità, ovvero sani, genuini, che siano espressione della tipicità “made in Italy”.
Puntare su un’agricoltura volta ad ottenere prodotti di qualità ha un duplice effetto. Primo: agricoltura di qualità significa utilizzare metodi naturali e non quelli dell’agricoltura convenzionale intensiva, con ovvia riduzione dell’impatto ambientale. Ma soprattutto un’agricoltura di qualità può essere perseguita (a differenza di quella di quantità intensiva) anche in luoghi che sono morfologicamente disagiati e su ridotte estensioni di terra in cui non è sostenibile un’agricoltura estensiva. L’obbiettivo intermedio del progetto quindi è riportare la produzione agricola su terreni oggi considerati marginali e tenuti in uno stato di semiabbandono o addirittura di abbandono con impatti ambientali tremendi.
Basare l’agricoltura sulla gestione e rigenerazione dei terreni fertili e sull’utilizzo di genotipi autoctoni spezzerà il circolo vizioso avviato dalla rivoluzione verde (dipendenza dai concimi di sintesi e dai fitofarmaci) e avrà una ricaduta positiva sull’ambiente. Allo stesso tempo le tecniche di coltivazione utilizzate dovranno essere mutuate dalla cultura contadina delle vecchie generazioni, innescando meccanismi di riattivazione di comunità locali.

I VECCHI ECOTIPI COME FATTORI DI SVILUPPO ECOONOMICO
Saranno stati i grandi vulcani (la Campania conta ben quattro centri vulcanici: Roccamonfina, Campi Flegrei, Ischia e il Vesuvio) a conferire alla terra la straordinaria fertilità, oppure sarà il clima mediterraneo o l’eterogenea distribuzione di territori pianeggianti, montuosi e collinari: forse è per l’insieme di queste caratteristiche che la Campania ha sempre presentato una spiccata vocazione per l’orticoltura. Per quantità prodotte, la Campania detiene il primato della produzione orticola nazionale, ma è soprattutto in nome della qualità che il “più bell’orto d’Europa” oggi rivendica l’importanza della “tipicità”, che rappresenta il vero valore.
Il problema che il presente progetto intende affrontare è dato dal fatto che i contadini non utilizzano più vecchi ecotipi benchè la Campania ne sia tra i maggiori detentori. Il vastissimo patrimonio di prodotti, di sapori e di colori che caratterizza l’agricoltura campana, ne rappresenta anche la sua principale ricchezza. Tocca a noi non solo custodirlo ma anche utilizzarlo come fattore essenziale di sviluppo economico.
Puntare sulla rintracciabilità, sulla qualità e sulla tutela del prodotto “tipico”, significa garantire il mantenimento della biodiversità e del patrimonio gastronomico regionale, oltre che offrire all’economia locale una concreta occasione di rilancio.
Il territorio oggetto dell’intervento è il Parco dei Monti Lattari: attraverso un modello virtuoso appetibile per tutto il settore si tenterà il recupero e la valorizzazione delle produzioni tipiche e di pregio, quasi completamente scomparse perché sostituite con ibridi di elevata capacità produttiva, ma scarsamente caratterizzati da pari qualità organolettiche. Probabilmente, quando si dice che i sapori non sono più quelli di una volta si dice il vero: ma non è così per i prodotti tipici che saranno oggetto delle attività del progetto ANSENUM come il pomodoro “fiaschello”, il latte vaccino e l’uva “di Sabato”.

L’UVA DI SABATO
Le origini del vitigno risalgono ai Romani. Il nome è controverso. Alcune ipotesi concordano nell’indicare tale nome in base al periodo di maturazione: essendo infatti l’uva tardiva e, maturando secondo le indicazioni romane nella sesta epoca, ecco il nome “uva di Sabato” riferito al sesto giorno della settimana o alla sesta epoca di maturazione.
Si tratta di un vitigno locale non ancora classificato nell’atlante ampelografico nazionale; non ha sinonimi; l’uva prodotta è di colore rosso. Il vino rosso prodotto prende il nome di vino di sabato.
La zona di produzione dell’uva è individuata in un territorio abbastanza vasto comprendente: il comune più interessato è quello di Vico Equense, ma anche altri centri vicini risultano interessati (Meta, Piano). Qui la natura del terreno è ideale per la produzione di vino di pregio, favorevolmente influenzata anche dalla esposizione e dalla altitudine dei territori.
Nel caso dell’Uva di sabato la ricerca da parte degli agricoltori dellaforma da dare alla vite penalizza unpoco la coltivazione. L’allevamentodella vite è in genere un pergolatoparticolare della zona che prevedeun sesto d’impianto di mt. 1,20 x1,20 (detta anche a quadrato in termini locali); il sostegno alla vite èun palo di castagno, l’armatura ècostituita da fili zincati che formano un pergolato fitto.Questa viticoltura contribuisce non poco al mantenimentodi un reale stato di equilibrio idrogeologico e a preservare i territoridagli incendi, dando quindi ungrande ritorno al turismo che beneficia di questo bellissimo paesaggiocoltivato per la gioia dei numerosiospiti.
La resa dell’uva in vino oscilla intorno al 75% circa. La gradazione del vino prodotto dalle uve di Sabato va da un minimo di 10 gradi fino ad un massimo di 11,5/12 gradi.
Il vino prodotto ha un caratteristico colore rosso rubino carico, adatto all’invecchiamento ma non troppo a lungo. Il profumo è vinoso ma delicato con sentore di viola; il sapore asciutto, corposo, leggermente tannico; con gli anni migliora e si arrotonda nel gusto. E’ adatto all’invecchiamento (due anni presso il produttore in botti di legno).
Nella gastronomia si adatta agli stufati, arrosti, pollame nobile e formaggi forti e fermentati; invecchiato in botti almeno due anni si adatta a vino da riflessione o dopo pranzo accostandosi bene alle noci e frutta secca.

PROGRAMMA DELL’INCONTRO “ALLA SCOPERTA DEI PRODOTTI DEL PIU’ BELL’ORTO D’EUROPA: L’UVA DI SABATO” – MERCOLEDI’ 19 GIUGNO, ORE 17:30 – SALA DELLE COLONNE DELLA SS. TRINITA’ (VICO EQUENSE)
• Saluti del dott. Andrea Buonocore, Sindaco del Comune di Vico Equense, dell’On. Alfonso Longobardi, Consigliere Regionale e Componente della Commissione Agricoltura della Regione Campania, e dei rappresentanti dell’Ente Parco Regionale dei MontiLattari
• Presentazione del progetto ANSENUM e dei suoi partner
Dott. Donato Aiello, Presidente della Pro Loco di Vico Equense (ente capofila delprogetto)
• Potenzialità enologiche dell’uva di Sabato
Prof.ssa Angelita Gambuti, Coordinatrice del corso di laurea in Viticoltura edEnologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di NapoliFederico II
• Le varietà locali, strumento di marketing territoriale ed emozionale
Prof. Francesco Caracciolo, Docente di Marketing e Consumer Science presso ilDipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

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