Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Archivio per la categoria: ‘Fuori Regione’

Cinque giorni in Borgogna: Il primo giorno

Pubblicato da aisnapoli il 20 - ottobre - 2017Versione PDF

vosne-romanee-e-rue-de-la-tacheDi Federica Palumbo

Borgogna: ma davvero?!

A volte la distanza che separa un sogno dalla sua realizzazione, può essere comodamente colmata con l’acquisto di un biglietto aereo. “Prenotato!” è stata la parola più romantica che ci siamo pronunciati negli ultimi 6 mesi e l’abbiamo capito solo dopo aver visto la stampa dei biglietti aerei per Lione, direzione Beaune capitale della Borgogna vitivinicola.
Insomma è fatta, due sommelier Ais che partono per la Borgogna. Nessuna pianificazione, un mese di tempo per contattare i produttori ed ottenere una visita in cantina (molti buchi nell’acqua ma anche sorprese inaspettate)…
Tra allarmi terroristici e paura degli aerei (di Federica) raggiungiamo la tanto agognata meta: Beaune, borgo medievale, residenza preferita dei Duchi di Borgogna e da oggi, anche nostra.
Veniamo a delle informazioni preliminari di importanza fondamentale:
1. prendere l’auto a noleggio costituisce imperativo categorico se uno degli scopi del viaggio è visitare le leggendarie vigne;
2. bisogna essere di madrelingua francese…. misura che, purtroppo, i nostri coraggiosi viaggiatori hanno totalmente ignorato!;
3. in tutta la Borgogna non esiste un benzinaio… munitevi di grande pazienza ed esercitatevi con i self service!;
4. un senso dell’orientamento sviluppato vi aiuterà ad evitare di spendere un capitale in internet per la geolocalizzazione in mezzo alle vigne!;
5. se avete paura degli insetti (come noi), in Borgogna farete un po’ di terapia d’urto!;
6. numerosi sono i cimiteri immersi nelle vigne, quasi a voler sottolineare che tra le viti l’eterno riposo è sì più lieve…;
7. trattenete la sorpresa quando fermandovi sul ciglio della strada, anche solo per consultare la cartina, scoprirete di essere con le ruote all’interno di un Grand Cru… capita di continuo!

Giorno 1: Vosne Romanée – Gevrey Chambertin
Ci dirigiamo a nord, in direzione della Cote de Nuits, luogo di elezione del pinot nero, il più elegante al mondo (anche il più costoso…).ecco-dove-abbiamo-lasciato-lauto
Malgrado le nostre intenzioni siano di percorrere la stupenda Route des Grand Crus, che taglia in due i magici vigneti della Côte d’Or, il navigatore satellitare ci dirotta in autostrada e da lì su per una stradina che conduce ai vigneti. Lasciamo l’auto a ridosso di un filare (non ci giudicate: eravamo in coda ad altri tre campioni!), che solo usciti dall’auto si rivelerà appartenere alla Grand Cru Romanée St.-Vivant “la grande seduttrice”, cosiddetta per la sua attitudine a regalare vini dotati di profumi avvolgenti e seducenti (così ci hanno raccontato… purtroppo non assaggiato!).
A questo punto i ricordi sono confusi, la sindrome di Stendhal incombe: a destra e sinistra Romanée St.-Vivant, dinanzi a noi campeggia la Romanée Conti, alle sue spalle si intravede la Romanée (il più piccolo Grand Cru della Borgogna con poco meno di 1 ha), individuiamo un po’ più su Richebourg e ci tremano le ginocchia. Sappiamo di essere circondati dalle leggende del pinot nero e, tuttavia, la cosa più disarmante che si presenta ai nostri occhi consiste in una sobrissima, quanto efficacissima, richiesta di non oltrepassare i muretti che delimitano le vigne, affidata ad un cartello posto poco a lato della croce de la Romanée-Conti. Riprendiamo l’auto e scatta la ricerca de la Tache, mitico monopole di poco più di 6 ha, che fatichiamo ad individuare data la frapposizione di alcuni altri Crus (La Grand Rue Grand Cru, Aux Malconosortes 1er Cru); alla fine ci riusciamo, semplicemente percorrendo la Rue de la Tache (a saperlo prima!).

qui-comincia-chambertinPuntiamo verso Gevrey-Chambertin, percorrendo finalmente la Route des Grands Crus (strada a doppio senso di marcia dove il più lento va a 120 km/h!) con un unico pensiero fisso: Clos de Bèze, mitico Grand Cru di 14,67 ha, nonché vigneto più antico al mondo essendo apparso per la prima volta nella storia nel 640 d.C., grazie ai monaci dell’Abbazia di Bèze! Un po’ di curiosità: i suoi confini sono intatti dal Medioevo; il vino di Clos de Bèze era l’unico consumato da Napoleone.
Seguiamo il navigatore satellitare e ovviamente sbagliamo strada. Senza dubbio la ricerca più estenuante di tutta l’avventura. Con somma sorpresa è Facebook (e le geolocalizzazioni degli utenti) a portarci esattamente dinanzi alla più fotografata “cabotte” (capanna del vigneron) di Borgogna!

Pienamente rispettosi di ciò che ci circonda, resistiamo alla tentazione di profanare le la-cabotte-di-pierre-damoy-clos-de-bezevigne. Tuttavia registriamo, con sommo disappunto, che un gruppo di cicloamatori francesi, dopo aver abbandonato le bici proprio ai piedi della cabotte, fanno incetta di acini di Clos de Bèze… poi dicono gli italiani!
Curiosità del giorno: a cena al bancone della Dilettante, fantastico bar à vin di Beaune con centinaia di etichette “rock” provenienti da tutta la Francia (niente Italia e resto del mondo: qui sono integralisti – per essere buoni!), incontriamo un gruppo di italiani (che sollievo!) con cui parliamo ininterrottamente di vini, formaggi, massimi sistemi e terroirs. Tra questi un esperto di Borgogna, selezionatore di vini per importanti cataloghi di distribuzione di vini francesi in Italia, il quale ci ospita all’1 di notte nel domaine in cui risiede a Pommard per degustare un magnum di Rosso di Montalcino Le Potazzine: la più pazza serata dell’intero viaggio… Qui apprendiamo alcune importanti dritte per visitare Corton l’indomani… Grazie Filippo!

12 e 13 Novembre Terre di Vite al Castello di Levizzano

Pubblicato da aisnapoli il 20 - ottobre - 2016Versione PDF

castello-levizzano-2016

Sesta edizione di Terre di vite al Castello di Levizzano

Sabato 12 Novembre apertura banchi d’assaggio dalle 15 alle 21
Domenica 13 Novembre apertura banchi d’assaggio dalle 11 alle 20

Contaminare per trasformare, perché la bellezza nasce dalla mescolanza.
Da questo assunto nasce la sesta edizione di Terre di vite, che torna al castello di Levizzano Rangone il 12 e 13 novembre prossimi. Una sorta di viaggio in Italia tra i vini di ottanta produttori provenienti da ogni angolo del paese, ma anche tra cibo, arte e cultura.
Il calendario degli appuntamenti è ricco e prevede, oltre alla degustazione libera di centinaia di vini, una degustazione guidata dal direttore di Porthos Sandro Sangiorgi, una conversazione pubblica sull’alchimia -filo conduttore di questa edizione – tra lo stesso Sangiorgi e l’omeopata Claudio Colombo e un’esposizione delle opere del pittore emiliano Marino Lotti. A fare da colonna sonora alle degustazioni saranno nei due giorni di manifestazione le suggestioni irish del Greta folk Trio e le jam sessions in itinere degli Swingari.
Come nelle precedenti edizioni, Terre di vite non mancherà di valorizzare le offerte gastronomiche del territorio con banchi dedicati alle produzioni d’eccellenza della regione.

Contributo d’ingresso 15 Euro + 5 Euro cauzione calice
Contributo ridotto (10 Euro) per i soci Ais, Onav, Fisar, Slow Food, Aies
Per Informazioni: info@divinoscrivere.it

SALA CONVEGNI
Sabato 12 Novembre dalle ore 13.00 – “Il principio vitale e la sua perdita di armonia” conversazione pubblica con il dottor Claudio Colombo condotta e curata dal direttore di Porthos Sandro Sangiorgi – Ingresso gratuito
SALA LABORATORIO DEGUSTAZIONI
Domenica 13 Novembre ore 15.00 – “I vini alchemici“, degustazione/seminario ideata e condotta da Sandro Sangiorgi. Sei vini in degustazione – Prenotazione obbligatoria all’email: info@divinoscrivere.it oppure tel: 338-5474185
Quota di partecipazione 40 € (sconti da applicare ai soci Ais, Fisar, Onav, Slow Food, Aies) – per info clicca qui
SALA ESPOSIZIONI
“L’alchimia dei colori”
esposizione permanente delle opere di Marino Iotti
La bellezza, non la cerco lontana da me perché so che si trova intorno a me. L’incessante ricerca è il dato che caratterizza tutta l’opera di questo pittore reggiano; una ricerca in perenne divenire, uno studio appassionato dei sottili equilibri che il colore ed il segno possono ancora trasmettere. “Le opere di Marino Iotti continuano un’originale ricerca nell’affascinante dimensione dell’informale” ​(A. Bonito Oliva). www.marinoiotti.it

Sabato 12, intera giornata – Incursioni sonore del Greta folk Trio (irish folk)
Domenica 13, intera giornata – Jam session itineranti degli Swingari (swing-kletzmer-manouche).

13435327_841518149314133_3484608909634299401_nIl banco

Una grande novità: un intero banco di degustazione dedicato ai vini prodotti in zone vulcaniche.

Come il terreno vulcanico influisce sui vini?
Mineralità?
Sapidità?
Note olfattive particolari?

Tutto questo e altro ancora potremo scoprirlo degustando i numerosissimi vini presentati da oltre cinquanta produttori,
ognuno con la sua specificità e le sue caratteristiche.

Un appuntamento unico. Imperdibile!

Produttori

SOAVE
Cantina del Castello Corte Mainente El Vegro Fattori giannitessari Le Albare Pagani Tirapelle Nicola Villa Mattielli

Consorzio Tutela Vini Soave
LESSINI DURELLO
Fongaro Marcato Tonello

Consorzio Tutela Vini Lessini Durello
GAMBELLARA
Cavazza Dal Maso

COLLI EUGANEI
Ca’ Lustra Fattoria Eolia Il Mottolo Il Pianzio Montegrande Quota 101

Consorzio Vini Colli Euganei
PITIGLIANO
Sassotondo
CAMPI FLEGREI ISCHIA E CAPRI
Agnanum Cantine Astroni Cantine Babbo Cantine Farro Casa D’ Ambra Il Quarto Miglio Quartum Vigne Di Parhenope

Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e Capri
VULTURE
Basilisco Cantina di Venosa Cantine del Notaio Cantine di Palma Casa Maschito D’Angelo Donato D’Angelo Elena Fucci Eubea Grifalco Martino Musto Carmelitano Re Manfredi

Consorzio Tutela Vino Aglianico Del Vulture
EOLIE
Punta Aria
ETNA
Destro Duca Di Salaparuta Firriato La Gelsomina
PANTELLERIA
Salvatore Murana
Vinisola
SARDEGNA
Il Nuraghe

Seminario di approfondimento

ore 17.00
Seminario: Volcanic Wines
Relatore: Giovanni Ponchia, enologo del Consorzio Tutela Vini Soave
Posti diponibili: 35
Prenotazione obbligatoria con caparra 20€

Informazioni e Prenotazioni

AIS Milano
Per informazionieventi@aismilano.it
Per prenotazioni: utilizzare il sistema di prenotazione on-line

Sede

Hotel The Westin Palace
Piazza della Repubblica 20, Milano

Banco di degustazione SENZA PRENOTAZIONE

Data
Lunedì 27 giugno 2016
ore 15.30 – Apertura banco per operatori del settore e per la stampa
ore 16.30 – Apertura banco per i soci
ore 17.00 – Seminario
ore 20.30 – Chiusura banco (ingresso in sala sino alle ore 20.00)

Quota di partecipazione 
Ingresso gratuito per i Soci AIS e per gli operatori del settore

NON E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE

L’evento è riservato ai Soci AIS in regola con la quota associativa di AIS Nazionale.

Seminario con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Data
Lunedì 27 giugno 2016 - ore 17.00

Quota di partecipazione 
Ingresso gratuito
E’ richiesto il pagamento di una caparra confirmatoria di 20 € che sarà resa al termine del seminario a tutti coloro che vi avranno partecipato.
Il pagamento della caparra deve avvenire entro 10 giorni dalla prenotazione pena la cancellazione della prenotazione stessa

Le prenotazioni sono aperte dal giorno 14 giugno 2016.
Per prenotare è necessario utilizzare il sistema di prenotazioni on-line

L’evento è riservato ai Soci AIS in regola con la quota associativa di AIS Nazionale.
La prenotazione è obbligatoria e impegnativa.

La grande Cité du Vin a Bordeaux

Pubblicato da aisnapoli il 18 - giugno - 2016Versione PDF

received_1341380022544509Di Mariachiara Filosa

La grande Cité du Vin
IL VINO: CelebrarNE il passato, guardando al futuro

Internazionalismo. Mondializzazione. Globalizzazione. Un numero così elevato di termini spesso carichi di timori associati agli spettri della banalizzazione, al cambiamento dei mercati e alla perdita dell’identità locale. Ma in materia di vino, non ci sono altri punti di vista?
Jean Robert Pitte (Presidente onorario dell’Università Sorbonne di Parigi) ha intitolato una delle sue opere « Le désir du vin à la conquête du monde ». Queste parole di desiderio e di conquista aprono altre prospettive: avventura e passione.
Si, perché il vino non è un prodotto commerciale come altri, esso è l’oggetto del desiderio. Porta con sé sogni ed immaginario. Ha attraversato le terre ed i mari, accompagnando i riti religiosi, i lunghi viaggi dei conquistadores e dei coloni, che trasportavano con sé un po’ del loro paese d’origine, una parte della loro cultura.
Il vino da sempre sinonimo di ricchezza, di sviluppo economico, e prosperità per intere regioni: questo il tema, questa l’ispirazione per la realizzazione di un’opera d’arte contemporanea che rappresenta davvero la svolta nella storia del vino, La Cité du Vin. Un decanter, un pianeta in movimento, in perpetuo divenire, in cui le credenze, l’evoluzione dei gusti, i cambiamenti politici, gli interessi economici, e lo spirito di avventura degli uomini si uniscono alla natura e ai suoi luoghi: il clima, il terroir e i vitigni.
received_1341379959211182Ma allora cos’è questa Cité du Vin? Chiudete gli occhi qualche minuto e salite a bordo di quest’avventura enologica! Lasciatevi guidare alla scoperta del percorso permanente: una realtà multiforme attraverso 5 grandi “GLOBI INTERATTIVI”, che offrono 5 approcci differenti al Pianeta vino. Un viaggio nello spazio e nel tempo, rendendo omaggio a tutti i popoli che hanno fatto del vino parte integrante delle loro culture.
Il globo “Vignes et climats”, permette di scoprire il “gioco” della vigna e dei vari climats del mondo. Sarete sorpresi e stupiti di fronte ai vignobles de l’extrême: le regioni aride, le isole battute dal vento, da Lanzarote a Santorini, le terre dagli inverni rigidi, o le regioni dalla cosiddetta vendemmia eroica… E perché no, il famoso cambiamento climatico, soggetto di ricerca ormai all’ordine del giorno! Segue poi il globo “Quand la vigne suit les hommes”, mostra come la terra si è coperta di vigne… Un viaggio animato, dalle montagne del Caucaso agli antipodi, vi permetterà di scoprire quelli che chiamiamo abitualmente i nuovi paesi produttori, in cui la viticultura spesso ha origini più antiche di quanto si pensi. Arriviamo così al globo “Cépages du monde” che mette in scena le centinaia di vitigni coltivati nel mondo… Attraverso il globo interattivo potrete visualizzare le immense aree occupate dal Cabernet Sauvignon o dallo Chardonnay, scoprire i loro cloni in tutto il mondo e scoprire le centinaia di cépages meno conosciuti come il Khikhvi georgiano o il Len de l’El del sud-est della Francia. Ed eccoci arrivati al received_1341380032544508globo “Une économie mondialisée” che vi mostrerà quanto stia cambiando il business del vino a livello mondiale e soprattutto potrete comprendere quanto velocemente si stia trasformando il paesaggio economico mondiale con grandi nuovi protagonisti… In primis la Cina! Ed infine sarete entusiasmati dal globo “Paysages culturels” che vi permetterà di avere una visione d’insieme sulle regioni iscritte al Patrimonio mondiale dell’Unesco, riconosciute per il loro valore universale eccezionale… Per l’Italia? Le Cinque Terre e la Val d’Orcia!
Insomma un vero viaggio tra passato presente e futuro del vino, un viaggio tra la storia, l’arte, la scienza e l’edonismo… Un’eno-mondializzazione condita da una sete di scoperta… Dono del Dio Bacco!
E questo è solo un assaggio del grande pianeta vino… Che voi ne siate affascinati dall’arte di vivere, piuttosto che dalla consumazione sempre più variegata o dalle grandi religioni che lo hanno integrato nei loro riti e nei loro simbolismi, rimarrete piacevolmente sorpresi!
Ancora non siete convinti che valga la pena fare un salto a Bordeaux? Bhè chiediamo allora ad uno studente in DNO, dell’ISVV di Bordeaux, Carlo Cuomo. Il profilo di un vero wine-lover, nonché enologo laureato all’Università Federico II di Napoli, alunno del celebre professor Luigi Moio della Facoltà di Agraria.
1. Che cosa rappresenta per te questo museo?
Per me enologo in formazione a Bordeaux, la Cité du Vin, oltre ad essere un semplice luogo d’attrazione per turisti, credo debba essere considerata veramente come una testimonianza del legame tra vino e cultura, ma anche indotto economico indiretto legato all’enoturismo per esempio. Un grande esempio per l’Italia indubbiamente.
2. Il rapporto qualità della visita/prezzo del biglietto è equilibrato? Se si, perché?
20€ assolutamente ben spesi, sia per il percorso permanente, davvero interessante, che per la degustazione.
3. La consiglieresti? Perché? Cos’ha di diverso rispetto ad altri musei del vino sparsi per il mondo?
Assolutamente si, un luogo adatto ad amatori, intenditori, neofiti e semplicemente curiosi. Semmai volessi far appassionare mio figlio all’universo del vino sicuramente lo porterei. Il museo è concepito in maniera estremamente interattiva e ludica, schermi touch, giochi di vario tipo, esperienze sensoriali, tutto davvero estremamente coinvolgente e affascinante.

Ed allora che aspettate anche voi? Vi aspettiamo tutti nel cuore del Sud-ovest della Francia per un brindisi eno-culturale! Santé à toutes et à tous!

Merano Wine Festival, gli Awards dell’edizione 2014

Pubblicato da aisnapoli il 12 - novembre - 2014Versione PDF

Young_Artist_AwardDi Ivano Antonini
Siamo arrivati anche quest’anno al termine del Merano Wine Festival.
Anche nell’edizione 2014 non può certo mancare il consueto appuntamento con la consegna dei veri “Awards”, quelli da assegnare ai frequentatori della famosa rassegna meranese.

Premio “siamo nell’era 2.0″ perché la famosa frase “noi ci siamo sicuramente visti a qualche degustazione” che si usava nelle vecchie edizioni del MWF, è stata sostituita con “noi siamo amici su Facebook”.

Premio “nella vita precedente ero un barman free-style”, al cameriere che la sera prima del Wine Festival mi ha stappato il Barolo Bussia Aldo Conterno del ’96. Appena versato… avevo già il fondo nel bicchiere.

Premio “ph” a colui che chiedeva se il vino che aveva nel bicchiere, fosse il “vino basico” dell’azienda.

Premio “maledette aziende emergenti” a colui che al tavolo di Biondi-Santi ha chiesto “avete mica un Chianti???”

Premio “l’alternativa ai trucioli” a colei che ci sentiva le doghe della barrique in un vino.

Premio “ripassa e sarai più fortunato” a colui che ha chiesto “la Rosa di Corte” al tavolo di Ornellaia. “Signore, guardi che il tavolo di Frescobaldi è lì di fronte”…

Premio “siamo tutti pusher” alla frase “mi hanno detto che avete robe tagliate con l’autoctono…”

Premio “tutta colpa della pioggia” al sentore di sottobosco e funghi porcini che da questa edizione del MWF sostituisce, definitivamente, il sentore di tappo.

Premio “rivediamo questi benedetti disciplinari-parte prima” perché dopo che gli è stato versato il vino, ha chiesto se quel Barbaresco “facesse solo acciaio o anche legno”. In effetti… un Barbaresco “solo acciaio” non sarebbe male come idea…

Premio “rivediamo questi benedetti disciplinari-parte seconda”. Tavolo di Lis Neris, Alvaro Pecorari sta servendo il Tal Luc a dei ragazzi:
“Con che uve è fatto?”
“Principalmente con il Verduzzo”
“Col Verduzzo????”
“Sì, certo. Perché?”
“Caspita! Non pensavo che si riuscisse ad ottenere dei grandi passiti con questo vitigno, eppure di Verduzzi dei Castelli di Jesi, ne ho bevuti tanti in vita mia!!!”

1796950_736054856470295_6002872859969292511_oIl premio “cataratta” va invece consegnato direttamente al sottoscritto, perché per cinque minuti abbondanti (alle 10:30 del mattino della domenica, mica a fine giornata…) ero convinto che il Paleo lo producesse l’azienda Le Pupille.

L’edizione 2014 verrà ricordata anche per i pizzini che giravano per i tavoli dei produttori. Come diceva un famoso “statista” marocchino, mio ex collega di lavoro… “La regola, sei regola”, e vanno rispettate!

Alla prossima edizione!

Rosèxpò Salone Internazionale Vini Rosati.

Pubblicato da aisnapoli il 5 - giugno - 2014Versione PDF

foto di Degusto salentoDi Antonella Orsini
Io c’ero, felice di esserci al Salone Internazionale dei Vini Rosati, organizzato dall’associazione DeGusto Salento, che dal 31 maggio al 2 giugno ha colorato Lecce e dintorni di cento sfumature di rosè, denominatore comune vini rosati da Negroamaro, vitigno autoctono di grande personalità.Ilaria Donateo, titolare di Sapori D’Arneo e presidente Associazione DeGusto Salento, (www.de-gusto.it) aveva un desiderio,trasformatosi in un progetto ambizioso e divenuto poi una grande sfida raccolta da un gruppo di privati, appassionati di vino e della loro terra, pronti ad appoggiare Ilaria in questa sua avventura: promuovere e diffondere la cultura dei vini rosati attraverso la prima edizione di Rosèxpò a Lecce. Finalmente il vino rosato ha ottenuto il suo spazio, non più ingiustamente “figlio minore” ma un vino che ha tutte le caratteristiche per conquistare una sua fetta di mercato.Il Negroamaro si è presentato altero ed elegante anche nella sua veste di bollicine metodo classico, per volontà del presidente ed enologo Angelo Maci della cantina Due Palme che così si è espresso in una sua precedente intervista:”Dopo il successo sancito dai mercati per il Melarosa, le bollicine prodotte con metodo charmat ci sentivamo pronti per il grande salto. Abbiamo atteso che arrivasse la giusta annata, e nel 2011 abbiamo deciso di cimentarci con il nostro primo metodo classico.“

E ancora Severino Garofano: Il Rosato è il vino di una notte, il vino che passa una sola notte nel tino. La tecnica è quella10262176_10203825186973111_2930372603890876734_n della “macerazione corta” (dalle 12 alle 24 ore, non di più)…Il colore del Rosato anticipa il piacere della vita materiale, più di tutto invoglia ad esercitare l’olfatto e la memoria. È un Salento tutto rosa. È un vino dove vi sono forza, poesia, dolcezza e profumi inconfondibili. Proprio il colore rende giustizia al suo fascino. È un vino che invoglia a sollevare il bicchiere all’indirizzo di persone felici. Sollevando controluce un calice colmo di Rosato possiamo scorgere, attraverso il colore rosseggiante del vino, gli orizzonti, il colore rosa dell’alba o del tramonto, le lievi ondulazioni delle campagne, richiamare alla mente tanti ricordi legati alla magia dei colori e dei sapori del Salento.
Nelle prestigiose sale del Must a Lecce , sono stati allestiti corner di degustazione di vini rosati sia Salentini che provenienti dal resto d’Italia e del mondo. Nessuna competizione, solo sinergia e confronti costruttivi con degustazioni guidate, tavole rotonde e assaggi della gastronomia Pugliese affidati alla partnership Slow Food Puglia e AIS Puglia che ha schierato ben 60 sommelier in giornate affollatissime fra ospiti italiani e stranieri.
Interessantissima la verticale di Franciacorta Verticale Bellavista – Franciacorta Rose’
Annate in degustazione 2004-2006-2007-2008
Relatori: Mattia Vezzola enologo Bellavista
Ais Puglia- Adele Ninni – Ambasciatrice della Franciacorta
Slow Food Puglia – Francesco Muci – curatore guida Slow Wine – Puglia

Madrina della manifestazione, con il rituale taglio del nastro, la scrittrice e sommelier Master Class Adua Villa che ha presentato il suo libro Tacco 12.
Tantissimi i giornalisti presenti alla tavola rotonda nella sala del Leone di Missaglia, da Angelo Peretti a Giuseppe Baldassarre, le istituzioni rappresentate dal sindaco di Lecce e dal senatore della Repubblica Dario Stèfano che con l’occasione,ha consegnato una targa come riconoscimento alla sommelier Teresa Varvaglione, prima ambasciatrice del Rosato Pugliese.

Sono stati tre giorni di full immersion fra cantine e degustazioni. Giornalisti, blogger e food lovers sono stati accolti dai produttori nelle loro cantine, un press tour in luoghi meravigliosi dove alberi d’ulivo con la loro chioma fluente davano il benvenuto ai visitatori. Dimore antiche , castelli , bouganville ed alberi di limoni sono stati protagonisti indiscussi dei momenti gastronomici che hanno accompagnato le singole degustazioni.
Semplicità, eleganza e raffinatezza in tavola, i colori ed i sapori del Salento, declinati nelle molteplici specialità culinarie, hanno conquistato tutti.
Atmosfera, sinergia e la volontà del fare in una sola parola : appartenenza.
Uniti si vince e si va anche lontano perché “rosato non è rosa” !

Con partner Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Lecce, Camera di Commercio di Lecce e Confcommercio Lecce
Le aziende che hanno partecipato al progetto: Agricole Vallone, Cantele, Cantine Due Palme, Castel di Salve, Castello Monaci, Conti Zecca, Michele Calò & Figli, Rosa del Golfo, Severino Garofano, Tenute Rubino, Valle Dell’Asso, Vetrère.

Segnalo due ristoranti che vale la pena visitare:

-Le Macare
Via Mariana Albina, Alezio, Le 73011
Telefono:0833 282192

-Osteria degli Spiriti
Via Cesare Battisti, 4, 73100 Lecce
0832 246274

Foto di DeGusto Salento

I vini campani di Villa Matilde a Salotti del Gusto

Pubblicato da aisnapoli il 30 - aprile - 2014Versione PDF

10317072_10203565369437835_1123596074_oDi Antonella Orsini

Grandissima affluenza di pubblico nella tappa toscana di Salotti del Gusto, evento creato da Raffaella Corsi Bernini, svoltasi il 25 e 26 aprile ad Artimino nella splendida dimora La Ferdinanda. Più di tremila visitatori hanno invaso le sale della villa fra operatori, giornalisti e foodlovers, esauritissimi i posti per i vari laboratori del Gusto, dove grandi chef hanno presentato alcune delle loro creazioni, con interessanti momenti di dialogo e confronto con il pubblico.

Tutti i piatti sono stati abbinati alle etichette di Aziende del circuito, con degustazioni guidate dai molti sommelier presenti tra cui Luca Martini e Alessandra Veronesi sommelier ufficiale del Circuito, Francesco Villa, Filippo Franchini e Luca Canapicchi.

La Campania era presente con i vini di Villa Matilde, superbamente rappresentata dalla grazia e dall’eleganza di Maria Ida Avallone, definita una delle donne più eleganti presenti alla kermesse.

Gli ospiti hanno avuto l’opportunità di degustare i seguenti vini guidati dalla sommelier Michela Guadagno:

Dalla tenuta San Castrese e Parco Nuovo Falanghina di Roccamonfina, Falerno del Massico bianco e rosso, Vigna Caracci e Vigna Camarato, Cecubo, Eleusi ed il nuovissimo spumante di aglianico Mata.

Dalle tenute di Altavilla Greco di Tufo e Fiano di Avellino, Taurasi.

Dalla tenuta Rocca dei Leoni Falanghina,Aglianico e Terre Cerase, uno dei miei preferiti.

Entusiasmante l’esperienza del tour Jeep, Main partner di Salotti del Gusto, un percorso di un’ora accompagnati dai piloti professionisti, 10288407_10203565369477836_253984350_oistruttori guida sicura, test driver davvero emozionanti attraverso la campagna di Artimino dove è stato possibile toccare con mano un vigneto appena impiantato. “Sono soddisfatta ed emozionata per il grande riscontro avuto dal pubblico, l’entusiasmo dei produttori e di tutti i protagonisti è pari al nostro! Nei due giorni in Toscana ha vinto il Made in Italy – afferma euforica Raffaella Corsi Bernini, instancabile ‘anima’ dei Salotti, che è già proiettata al futuro – la squadra di Salotti del Gusto sta già lavorando al prossimo appuntamento che sarà sempre più incentrato sul dialogo, sul confronto e sulla ricerca dell’assoluta qualità del prodotto italiano”.

Vinitaly 2014, il video di NapoliVillage

Pubblicato da aisnapoli il 13 - aprile - 2014Versione PDF

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • Nessun evento da mostrare
  • Video

    Tags