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Archivio per la categoria: ‘News dalle aziende & Comunicati stampa’

La linea di “cocktail a porter” dell’Archivio Storico

Pubblicato da aisnapoli il 10 - aprile - 2018Versione PDF

preparazione-cocktailLa linea di “cocktail a porter” dell’Archivio Storico
Bere e mangiare bene: molti napoletani preferiscono farlo a casa

L’Archivio Storico, premium bar e ristorante napoletano, propone un nuovo “concept” di degustazione: il “cocktail a porter”. I drink che hanno reso famoso questo locale – un amalgama di sapori e di suggestioni per il palato – sono recapitabili a casa grazie a Moovenda. L’Archivio Storico sdogana così un nuovo modo di vivere l’assaggio finalizzato affinché l’esperienza di aver bevuto un buon drink possa avvenire ovunque, anche oltre il bancone di un locale: a casa in compagnia di amici, in ufficio per festeggiare un importante risultato acquisito, o nella sala d’attesa di un centro estetico mentre si attende il proprio turno.
Sebbene la scelta di consumare il pranzo, la cena o l’aperitivo a casa in compagnia di amici è un fenomeno in crescita, recenti ricerche dimostrano che anche i più pantofolai sono attenti alla qualità del cibo e delle bevande che consumano tra le mura domestiche. Molti napoletani preferiscono sì rimanere a casa, ma anziché mangiare “junk food” oppure sorseggiare bevande comprate in negozi appartenenti alla grande distribuzione e, magari, miscelate male, preferiscono ordinare il pranzo o la cena presso ristoranti rinomati. E, grazie all’Archivio Storico, possono ordinare e degustare placidamente accomodati sul divano di casa un “Old fashioned” oppure un “Manchattan”.
I “cocktail a porter” dell’Archivio Storico rispecchiano il carattere del locale: oltre ai grandi classici, nella “carta da asporto” sono presenti drink ottenuti con ricette provenienti da vecchi ricettari di fine ‘800, sia miscelati che invecchiati in botte di rovere nelle cantine del locale e poi imbottigliati. Per ciascun batch che viene imbottigliato vengono adoperate la stessa attenzione e cura che sono investite durante la fase di miscelazione al bancone. Ovviamente per i cocktail d’asporto sono banditi ingredienti potenzialmente deperibili come succhi, sciroppi o uova; via libera invece a vini liquorosi, vermouth e distillati.
Ecco i “cocktail a porter” attualmente disponibili: OLD FASHIONED (zucchero, bitters, whiskey), OLD FASHIONED INVECCHIATO (miele, bitters, whiskey con infusione di spezie, vino sherry, lasciato riposare 40 giorni in botte), BOULEVARDIER (whiskey, vermouth dolce, bitter), BOULEVARDIER INVECCHIATO (Whiskey, vermouth dolce, bitter lasciato riposare 40 gg in botte), NEGRONI (gin, vermouth dolce, bitter, bitters aromatici), MANHATTAN (rye whiskey, vermouth dolce, bitters aromatici).
Insomma, il dilemma “uscire o restare a casa” oggi è di più semplice risoluzione grazie alla linea d’asporto dell’Archivio Storico che, oltre ai cocktail, comprende anche alcuni gustosi piatti appartenenti al menù del ristorante e i famosissimi dolci borbonici.

Archivio Storico
Via Alessandro Scarlatti 30, Napoli
http://www.archiviostorico.com

Grande successo a Napoli della prima tappa di Meet Massari

Pubblicato da aisnapoli il 10 - aprile - 2018Versione PDF

Grande successo a Napoli della prima tappa di Meet Massari,

il tour di Iginio Massari con Molino Dallagiovanna

Il Maestro omaggia la città e la sua energia dinamica

con il “Sole di Napoli”

 iginio-massari-e-il-sole-di-napoli

All’evento ha partecipato al fianco di Iginio Massari anche il campano Salvatore De Riso.

Meet Massari prosegue a Milano e Roma

Sì è concluso l’appuntamento Meet Massari di Napoli, prima tappa del tour 2018 organizzato da Molino Dallagiovanna con Iginio Massari, che proseguirà a  Milano il 28 maggio e a Roma il 24 settembre.

L’evento di Napoli, che si è svolto alla Città della Scienza, ha visto protagonista Iginio Massari in uno showcooking durante tutta la giornata, affiancato dal campano Salvatore De Riso. In prima fila tanti altri grandi nomi della pasticceria italiana:  Salvatore Gabbiano, Alfonso Pepe, Denis Dianin, Pasquale Marigliano, Salvatore Varriale, De Vivo.

Il Maestro Iginio Massari ha voluto omaggiare la città partenopea e gli straordinari prodotti della sua terra con due creazioni: Sole di Napoli, crostata moderna con crema di Limoni di Sorrento e Mediterranea, monoporzione di massa montata alla ricotta glassata all’arancia con pasta sablé e pan di spagna.

Protagonisti gli agrumi campani che incontrano la creatività del pasticciere per essere esaltati nei sapori negli aromi e nei profumi e lasciare all’assaggio un gusto unico.

 

Anche Salvatore De Riso, felice per l’arrivo in Campania del “suo” adorato maestro Massari, ha realizzato per l’occasione un dolce particolarmente amato, il Soufflé stregato al cioccolato, monoporzione di frolla di nocciola con meringa montata al cioccolato e profumata alla curcuma e allo Strega Alberti.

 

Protagonisti delle ricette i prodotti del territorio e le farine Molino Dallagiovanna, con le Dolcissime per pasticceria: Frolla 130, Frolla, Sfoglia, Brioche, Brioche Soft, Panettone, Panettone Z e Rinfresco, la rivoluzionaria farina, nata dall’incontro tra il Maestro e il molino emiliano, studiata, creata e testata appositamente per rinfrescare il lievito madre.

A proposito di Sole di Napoli, la crostata con crema di Limoni di Sorrento, realizzata con Frolla 130 di Molino Dallagiovanna, il Maestro Iginio Massari racconta: “Si tratta di un dolce che rappresenta l’anima di questa città ed esprime appieno lo spirito e l’energia vulcanica dei suoi abitanti. Gli agrumi regalano intensità aromatica e gustativa, oltre a un profumo straordinario. Il Sole di Napoli è un dolce dalla grande forza, anche trasgressiva, perché solo da questa si promuove il progresso. In questo noi pasticceri siamo davvero Maestri.”

“Siamo molto soddisfatti di questa prima tappa del tour Meet Massari.”  Dichiara Sabrina Dallagiovanna, Direttore Commerciale e Marketing Molino Dallagiovanna. “La città di Napoli ha accolto con entusiasmo e partecipazione questo appuntamento. Iginio Massari, insieme agli altri Maestri della pasticceria, che hanno voluto essere presenti, hanno reso questa giornata davvero speciale. Li ringraziamo tutti, insieme al nostro partner Agrovo. Per noi Napoli è sempre stata punto di riferimento della pasticceria italiana ed era per noi importante partire da qua, e farlo nel migliore dei modi. Ora appuntamento a Milano il 28 maggio.”

La tappa Meet Massari di Napoli è stata organizzata in partnership con Agrovo Alimentari, azienda campana, leader nel settore della distribuzione di semilavorati e materie prime per pasticceria, gelateria e panificazione.

Sirene Competition 2018, Le Antiche Civiltà del Mare

Pubblicato da aisnapoli il 5 - aprile - 2018Versione PDF

SireneLe Antiche Civiltà del Mare
Sirene Competition 2018
Dopo il grande successo di Sirene Competition 2017…
Il Liquore delle Sirene è un bitter tonico artigianale, a base di erbe, fiori, radici e frutta, 23 botanical che vengono singolarmente infusi in alcol e poi assemblati insieme. Nasce sul lago di Garda ed è un tributo a una delle più belle baie del lago e alla sua storia affascinante. Ed è proprio a Garda, affacciata sull’omonimo lago, che ad ottobre dell’anno scorso si è svolta la prima edizione di “Shake it up, baby!”, la cocktail competition dedicata a “Sirene”, che ha visto come vincitore Vincenzo Losappio, bartender di The Spirits a Milano.

…Nel 2018 torna con un nuovo tema:
Le Antiche Civiltà del Mare

Due semifinali:
4 Giugno a Bergamo alla Ghilardi Selezioni
18 Giugno a Ostuni al White Beach Club
La finalissima avrà luogo il 3 settembre nella bellissima location A.M.E.N. a Verona.

Il primo classificato vincerà *Total Botanical Experience*:
un’esperienza di conoscenza del mondo dei Botanicals e del loro uso nella liquoristica storica con Elisa Carta e workshop a tema.

Per ulteriori informazioni scarica il regolamento completo qui di seguito.

Un piccolo Tip..
Liquore delle Sirene ha una gradazione di 23°, colore oro brillante con riflessi zafferano. All’olfatto si presenta intenso e complesso con una nota leggermente pungente, in cui predomina il rabarbaro, seguito da note di frutta mediterranea e spezie dolci, erbaceo. In bocca ha un attacco morbido e caldo. Gioca l’altalenarsi armonico dei botanicals in cui frutta e fiori profumati, come Rosa Canina e Fiori d’Arancio, fanno da sfondo alle note di China e Genziana. Il finale è lungo e teso che oscilla dalla pungenza dello zenzero alla dolcezza della vaniglia Bourbon. Ha un sapore vivo e persistente che evolve verso il caramello salato.

Cantine San Marzano al Vinitaly

Pubblicato da aisnapoli il 5 - aprile - 2018Versione PDF

trullo-with-mauro-di-maggio-managing-director-francesco-cavallo-presidentbassaCANTINE SAN MARZANO AL VINITALY
LA PUGLIA IN FESTA

Un nuovo stand che racconta territorio e bellezza, una nuova veste per la gamma Talò e una grande festa per celebrare la Puglia e la sua cultura. Cantine San Marzano porta al Vinitaly un frammento di Puglia, tra luminarie e fichi d’india: uno stand tutto nuovo che evoca la piazza dei piccoli borghi pugliesi, con le sue geometrie, il bianco, le luci e le ombre. Le tipiche luminarie, icona delle feste di paese del Sud, semplificate nei colori e nelle forme, segnano l’ingresso allo stand progettato dallo studio DotDotDot: il centro dello spazio, come una piazza, è luogo di incontro arredato con tavolini e sedie; una scala conduce al livello superiore dove è stata ricavata una sorta di terrazza per incontri più esclusivi. Sulle pareti laterali, gli espositori del vino sono le finestre delle abitazioni e il gioco di luci e ombre è enfatizzato da forme geometriche dorate che disegnano l’ombra della finestra sul muro. Il bianco e il giallo caratterizzano lo spazio a richiamare la luce e il sole del Salento.
Miglior Produttore d’Italia per Mundus Vini 2018 e Miglior Cooperativa d’Italia al Berliner Wein Trophy 2018,Cantine San Marzano porta a Verona le nuove annate 2017 e alcune riserve dei vini che sono emblema dell’azienda e autentici fuoriclasse come Sessantanni Primitivo di Manduria Dop 2015 anche nella versione Limited edition; Anniversario 62 Primitivo di Manduria Dop Riserva 2014; Edda Bianco Salento Igp 2017, Talò Primitivo di Manduria Dop 2016; F Negroamaro Salento Igp 2015 e Collezione Cinquanta Vino Rosso d’Italia.
La 52esima edizione del Vinitaly sarà l’occasione per presentare la nuova veste della gamma Talò: un restyling complessivo che coinvolge ogni aspetto della bottiglia. Dalla selezione del vetro impiegato al design originale della forma della bottiglia, fino alla grafica delle etichette: ogni dettaglio è frutto di un’attenta ricerca che la Cantina conduce e rivela la stessa cura riposta nelle vigne prima e nella lavorazione delle uve dopo.
Condivisione, territorio e bellezza sono i valori che caratterizzano Cantine San Marzano, produttori di vino in quel fazzoletto d’Italia stretto tra due mari, lo Ionio e l’Adriatico, tra le provincie di Taranto e Brindisi: la terra del Primitivo di Manduria Dop, una terra che racconta orgoglio e sudore contadino da generazioni e che sta riscrivendo la storia enologica della regione. Cantine San Marzano è un progetto vitivinicolo fatto di ricerca costante e innovazione che nasce dal profondo rispetto per le radici antiche di questa terra e degli uomini che da sempre la coltivano, un progetto che trova linfa vitale nella modernità di approccio e di sguardi, forte di un team sempre più competente, giovane e specializzato.

<Valorizzare, tutelare e far conoscere al mondo l’unicità dei vitigni storici pugliesi, spesso recuperati nella tradizionale coltivazione ad alberello, è il nostro progetto. La piena conoscenza delle nostre tradizioni e la sensibilità verso tecniche moderne ci consente di produrre vini dai caratteri varietali e regionali spiccati che si differenziano nel mercato italiano e internazionale>, dichiara Francesco Cavallo, Presidente di Cantine SanMarzano .

Il Vinitaly è anche occasione per raccontare al pubblico internazionale i progetti dell’azienda, in primis il recupero di Masseria Samia: un gioiello architettonico del XVI secolo immerso in una tenuta di 100 ettari a pochi passi dal mar Ionio. Il restauro conservativo dell’edificio è in corso, sono stati impiantati i vigneti e si lavora a quello che sarà un grande Giardino mediterraneo. Masseria Samia è anche progetto pilota del primo vigneto intelligente del Sud Italia, studiato e realizzato dal team aziendale: la vigna viene monitorata a distanza attraverso un software che legge le informazioni di ogni singola pianta raccolte da una serie di sensori.

L’azienda
Cantine San Marzano è una storia che inizia nel 1962 ad opera di 19 vignaioli di San Marzano, piccolo centro in provincia di Taranto. Oggi è una realtà produttiva che conta più di 1200 soci viticultori. Ogni viticultore gestisce in media poco più di un ettaro di vigneto, per un totale di 1500 ettari, proporzione che spiega come sia possibile ottenere vini di qualità in considerazione delle quantità prodotte. Con i suoi numeri Cantine San Marzano è il principale player della Puglia, in grado di rappresentare un punto di riferimento nei cinque continenti.

Cantine San Marzano
Via Monsignor Bello, 9 74020 San Marzano di San Giuseppe (TA) Puglia, Italy
T +39 (0)99/95.74.181
www.cantinesanmarzano.com

Apre Olì360 a Battipaglia

Pubblicato da aisnapoli il 30 - marzo - 2018Versione PDF

thumbnail-28Apre a Battipaglia (Sa) Olì 360 ristorante e pizzeria in un unico spazio per una nuova esperienza gastronomica che punta a leggerezza dei piatti, alta qualità delle materie prime e design emozionale. Cucina e forni per la pizza sono al centro del locale: un’isola operosa con mani in pasta, fornelli accesi e chef al lavoro. Tutto a vista a 360 gradi. La filosofia del locale è coniugare il bello e il buono in un’offerta gastronomica che punta alla semplicità delle proposte e alla qualità delle materie prime: valorizzare il buon cibo e la tipicità del territorio. La cucina può contare su un orto di proprietà e su prodotti Presidi Slow Food. Battipaglia, ai margini settentrionali della piana del Sele, è un ricco giacimento gastronomico, terra di carciofi straordinari e di mozzarelle di bufala campana Dop. A pochi chilometri da Paestum, è porta di accesso al Parco Nazionale del Cilento. Da qui la scelta di tanti prodotti e la definizione di un menu che punta a raccontare il territorio: ci sono i fagioli di Novi Velia proposti in zuppetta con bacon croccante, i carciofi di Paestum, il pane di Giungano, i pomodori essiccati al sole di Battipaglia e naturalmente la mozzarella di bufala dop.

La pizzeria ha scelto di lavorare con impasti prevalentemente a base di farine non raffinate (di tipo 1 e 2) e una volta alla settimana proporrà un impasto speciale per palati curiosi a cui sarà associato anche un topping gastronomico studiato ad hoc. Oltre alla pizza tradizionale cotta in forno a legna, ci sarà la pizza fritta secondo Olì360 preparata in ogni sua fase a vista accontentando ogni richiesta golosa dal salato al dolce.

Oli360 ha creato una squadra di professionisti, tutti under 40: Riccardo Taliano è lo store manager, Sabatino Sicignano l’Executive Chef; Vincenzo Ceruso è il maestro pizzaiolo; Ferdinando Scala il bar manager, Ines Russo è la “masta” della pizza fritta.

Completa l’offerta il bancone bar dedicato ai cocktail tradizionali e alla mixology moderna dove poter consumare un aperitivo o un after dinner come Olì spritz 360, un drink realizzato con aggiunta di velluto di birra lager. In carta anche i classici cocktail e una ricca selezione di gin, vodka, liquori e acqua tonica, ma anche di spezie di assoluta qualità.

Anche la carta dei vini e delle birre non lascia spazio al caso ed è studiata per offrire vini campani, eccellenze italiane e vini biologici doc. Olì360 ha scelto KBirr alla spina. Birra artigianale, non filtrata e non pastorizzata, dedicata alla cultura napoletana e una selezione di stili brassicoli internazionali per offrire una interpretazione del territorio in bottiglia.

Olì360 non è dunque un ristorante alla moda, non è una pizzeria gourmet: è un nuovo indirizzo dove poter mangiare – a pranzo e a cena – qualcosa di leggero ed eccellente, come una pizza, una zuppa di stagione o un’insalata fresca dall’orto, in una cornice accogliente. Olì360 è food experience e tradizione.

Il progetto Olì360 è completato da un menu dedicato al delivery con una App progettata da BASED: i clienti potranno consultare il menu, selezionare i piatti e ordinare direttamente dalla App.

Il design del locale porta la firma di Afa Arredamenti. Combina vari elementi come legno, ferro battuto, rame e marmo. Alle pareti installazioni che evocano la lavorazione del grano e della farina. Intorno alla grande cucina a vista c’è un ampio spazio che ospita fino a 160 persone e uno spazio privè dedicato a esigenze business e pranzi di lavoro. La sala impasto è a vista, i forni sono ricoperti di rame come il bancone del bar e le tubature di areazione. Si alternano nel locale divani e sedie per un consumo in pieno relax. Il soffitto in cemento armato è originale a quadrettoni.

Olì360
Pizza. Cucina. Bistrot.
Via Giacomo Brodolini 2, int. 12
84091 Battipaglia (SA)
tel: 0828 340009
mail: info@oli360.it

ciro-verde-e1521039253260E’ ufficiale, Ciro Verde, subentra a Gerardo Vernazzaro come nuovo Presidente del Consorzio di Tutela Campi Flegrei, Ischia e Capri.

Della Classe ’77, con una Laurea in Scienze e Tecnologie alimentari a indirizzo enologico e vignaiolo da quattro generazioni nel territorio Flegreo, il neopresidente dichiara di voler continuare con tenacia, passione e serietà i lavori iniziati e condotti a buon punto dal presidente uscente Gerardo Vernazzaro, pertanto la progettazione, l’inclusione, la collaborazione, la promozione, la ricerca e la sperimentazione vitivinicola, continueranno ad essere le linee guida che animeranno il consorzio.

Questo è quanto ha affermato il neoeletto: “E’ mia intenzione continuare e portare a compimento durante il 2018 i due principali obiettivi perseguiti fin a oggi Gerardo Vernazzaro e da tutto il CDA, cioè il riconoscimento con erga omnes per tutti e tre gli areali rappresentati e in linea con Ischia, arrivare entro fine anno ad avere le fascette di stato per la produzione flegrea e caprese . E’ grande la responsabilità affidatami, ma sono fiducioso che con la piena collaborazione dei consiglieri e di tutti i consorziati, potremmo raggiungere a stretto giro questi due traguardi necessari e fondamentali per il futuro del consorzio stesso.

Nostra volontà è insistere sulla ricerca scientifica volta alla piena comprensione delle caratteristiche dei suoli e al miglioramento del modello viticolo in un’ottica di sostenibilità.

Continueremo a portare fuori dalle mura regionali i nostri territori, aumentando se possibile la produzione rivendicata a DOC attraverso il recupero del potenziale viticolo e aumentando al contempo la qualità percepita e quindi il valore dei nostri vini.

Lavoreremo sul rafforzamento della collaborazione con i territori del Vesuvio e della Penisola Sorrentina, al fine di poterci presentare unitamente fuori dalla Campania con una forte identità “I vini vulcanici della provincia di Napoli”.

Per info e contatti:
Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e Capri
Presidente Ciro Verde
cell. 3934875455
consorziocfic@gmail.com

la-scarpetta-autorizzataForte di 60 anni di attività, interrotta solo il tempo di una elegantissima, sorprendente ristrutturazione, mercoledì 31 gennaio riapre lo storico Bar Centrale, parte integrante della Stazione della Funicolare che dal Vomero “scende giù per Toledo”, punto di riferimento per il quartiere che lo ospita ma anche per migliaia di viaggiatori e turisti.

Per questo nuovo corso 2018, alla cordialità e all’esperienza della Famiglia Reginelli, fondatrice dell’attività, si sono aggiunte la creatività e la visionarietà dell’imprenditore Mario Rubino per dare vita ad una nuova concezione di bar, sottolineata con il rafforzativo “4.0”.
Quattro Punto Zero non è solo una cifra di tendenza – confermano i soci Marco Reginelli e Mario Rubino – ma una dicitura che trova riscontro reale in tutte le nuove specialità e in tutte le nuove idee messe in campo, a cominciare dal nuovo lay out del locale”.

Incastonato nell’edificio Liberty della Funicolare Centrale, con doppio accesso dalla hall della funicolare stessa e dalla piazza antistante, Bar Centrale è nel cuore di tutti quelli che hanno già avuto il piacere di interagire con il savoir faire dei fondatori.
Forte della nuova, dinamica compagine societaria, ritorna al pubblico con uno staff giovane e competente, pieno di nuove proposte per la colazione, la pausa pranzo, il ristoro pomeridiano, l’aperitivo, il dopocena.

L’offerta contemporanea targata Bar Centrale rivoluziona il concetto di bar, che oggi è insieme caffetteria e sala da tè, luogo ideale per aperitivi, dopo cena e light lunch, ritrovo familiare e spazio culturale. Qualità, ricette e cocktail esclusivi, eccellenze del territorio sono le cifre di un menu che racconta esperienze: come l’Espresso di caffè Karalis Red by Kimbo, il Babà Arrostito di Pietro Parisi, le “invenzioni” del barchef Salvatore Falco, la “Scarpetta Autorizzata”, il Kimbo Eletto preparato con la Cuccuma Napoletana (“Tammurriata Nera”), Il Negroni rivisitato 4.0, i dolci e le Tortine di Vincenzo Bellavia, “Il Caffè della Peppina” dedicato ai bambini e tante altre sorprese.

Ogni sera, per l’aperitivo, il Bar Centrale rende omaggio al cinema e alle arti visive con videoproiezioni di film rari e antologie fotografiche. Per il primo mese, il programma replica cortometraggi dei primi del Novecento realizzati da Hans Richter, Marcel Duchamp, T.A. Edison (con la celebre “Serpentine Dance”), Fernand Leger e altri.

Il tetto del Bar Centrale è oggi arricchito da due suggestive installazioni: una permanente, costruita come un binario ferroviario con scritte la neon delle quattro fermate della Funicolare che guardano ad altrettante rivisitazioni grafiche dei progetti storici riproducenti la meccanica e il funzionamento della caratteristica ferrovia; ed una installazione in movimento perpetuo, dedicata ad esposizioni temporanee, già programmate nel numero di una al mese.

Si parte mercoledì 31 con l’installazione “Caffè Sospesi”, dello stesso Mario Rubino, realizzata con oggetti d’epoca e rari fatti apposta per preparare e servire il caffè, per poi proseguire il 7 febbraio con “Cuori… Sospesi” a cura delle artiste/designer Leti e Ludo.

Il progetto architettonico del nuovo Bar Centrale 4.0, disegnato dall’arch. Alessandro Castellano in collaborazione con gli arch. Marco Russiello e Giuseppe Coloprisco e con CDS Ingegneria, si pone stilisticamente in continuità con l’ambiente che lo ospita, in una sorta di scenografia che si sovrappone alle strutture esistenti. Anche i materiali proposti sono concepiti in assonanza con quelli già presenti all’interno della Stazione della Funicolare Centrale realizzata nel 1928.
Il Bar Centrale 4.0 ricrea l’atmosfera di un tipico Caffè Liberty. Grande attenzione è stata riservata al decoro delle superfici interne: la pavimentazione, infatti, è realizzata, cosi come avveniva in quegli anni, in micrograniglia decorata, mentre il disegno della controsoffittatura si ispira alle coperture in ferro e vetro tipiche degli spazi collettivi del primo ‘900.
Anche gli arredi, le sedute, le pannellature realizzate in tranciato di rovere chiaro e listelli in legno laccato nero disposti in verticale, così come i rivestimenti dei banchi mescita in vetro extrachiaro e pietra lavica nera, ricordano la cultura popolare e l’estetica dell’Italia degli anni Trenta, in cui i “Caffè” diventavano luoghi di cultura oltre che di intrattenimento e di incontro.
Del resto, l’atmosfera da locale slow food è in linea con la raffinata offerta gastronomica del Bar Centrale 4.0.

Gli “Autori” del Bar Centrale

Alessandro Castellano
si laurea con lode in Architettura nel 1992 all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 1994 insegna Formazione superiore in Storia dell’Arte presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Dal 2000 è Dottore in “Conservazione dei Beni architettonici” presso la Facoltà di Architettura della Federico II. La sua attività professionale, corredata da numerose pubblicazioni, è concentrata in particolare al restauro dei beni architettonici, all’adeguamento funzionale di edifici esistenti nel settore industriale e all’interior design di esercizi commerciali e spazi ricettivi. Ben nota la sua partecipazione a concorsi nazionali e internazionali di architettura.

Salvatore Falco
Figlio e fratello di chef, si è formato nei ristoranti di famiglia specializzandosi in seguito nella cucina internazionale con un focus sui prodotti ittici. I suoi piatti sono semplici, puliti, esteticamente minimali e traggono ispirazione dalle tecniche e dalla filosofia di due cucine apparentemente distanti: quella di derivazione giapponese e quella di matrice scandinava.

Pietro Parisi
È un “vesuviano pazzo”, come l’ha definito la stampa, dal sorriso aperto e spontaneo. Vesuviano perché, nato alle falde del vulcano per eccellenza, nella sua terra ha messo le sue radici. Pazzo perché, dopo prestigiose esperienze in Italia, Francia, Svizzera, Emirati Arabi, e dopo aver lavorato alla corte di mostri sacri della cucina nazionale e internazionale, come Marchesi e Ducasse, ha scelto di tornare a Palma Campania (NA) dove ha aperto il suo ristorante-laboratorio del gusto: Era Ora. La sua storia è ormai nota nel mondo. Sempre in televisione, racconta le sue storie in due libri appassionanti: “Un cuoco contadino. I volti della sua terra” e “La Cucina che mi ha fatto dimagrire”.

Mario Rubino
Medico Chirurgo, per anni in prima linea in uno dei Pronto Soccorso più “vivaci” d’Europa (quello dell’Ospedale Cardarelli di Napoli), ha voluto rimettersi in gioco e, messe da parte la grande esperienza e i riconoscimenti avuti nel campo della Medicina, da qualche anno mette tutta la sua passione nella ricerca alimentare. Con una visione precisa: coniugare benessere e intrattenimento, allegria e grande professionalità.
Irrefrenabile, impetuoso creativo, da sempre grande appassionato di cucina e di tradizioni culturali partenopee, ha sviluppato alcune sue idee che è stato ben felice di “centralizzare” in anteprima per il Bar Centrale.

24 Gennaio, Napoli Velata alla Pizzeria Trianon

Pubblicato da aisnapoli il 20 - gennaio - 2018Versione PDF

IL 24 GENNAIO ALLA PIZZERIA TRIANON C’E’ NAPOLI VELATA

Il progetto fotografico di Oreste Pipolo protagonista della serata nella storica pizzeria napoletana

oreste-pipolo

Torna il fortunato format “Pizziamoci un libro”, l’appuntamento nato dalla partnership tra la Pizzeria Trianon e la Rogiosi Editore. Il 24 gennaio alle ore 20 nella storica pizzeria di Via Pietro Colletta sarà presentato il libro Napoli Velata di Oreste Pipolo, fotografo di rilievo nazionale. Ne parleranno con l’editore Rosario Bianco Miriam e Ivana Pipolo, figlie del fotografo scomparso che hanno continuato a gestire il suo studio fotografico. Al termine della presentazione, il pubblico potrà gustare una pizza e una bibita e portare a casa lo straordinario libro; il tutto al prezzo simbolico di 10 euro.

Il Cristo velato è la base sulla quale si fonda questo progetto fotografico. Napoli Velata, con i suoi scatti costituisce un’opera di grande pregio estetico e contemporaneamente una forma di denuncia civile intima e silenziosa, che spiazza e induce a riflettere. Anche il film di Ferzan Ozpetek si conclude nella Cappella Sansevero. Il regista, come Oreste Pipolo, mostra la bellezza gioiosa e al tempo stesso disperata di una città come Napoli, con i suoi monumenti di straordinario valore artistico troppo spesso violentati dal vandalismo e dall’incuria. Nel desiderio del fotografo di rappresentare la città c’è, per questo, anche il tentativo di salvarla dal degrado umano, morale e ambientale in cui versa. Così il velo bianco, l’oggetto puro che simbolicamente rappresenta il matrimonio, diventa elemento di protezione degli esseri umani e delle cose.

Simonetta de Chiara Ruffo
3343195127 – simonettadechiara@gmail.com
Uff. Stampa Pizzeria Trianon da Ciro

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IL TRIANON

La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal famoso teatro in cui si esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che non a caso è considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno , e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte, con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12 ore. Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento. Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.

IL LIBRO

Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, capolavoro assoluto in cui l’arte trova impareggiabile equilibrio tra forma e tensione morale, è la base sulla quale si fonda questo progetto fotografico. Il libro “Napoli velata”, con i suoi scatti costituisce un’opera di grande pregevolezza estetica, ma al contempo una forma di denuncia civile intima e silenziosa, che spiazza e induce a riflettere. Nelle immagini raccolte, Pipolo copre con il suo velo i visi e gli oggetti più indifesi. Lascia che la bellezza profanata dei monumenti, delle opere d’arte, degli uomini della sua Napoli, affiorino appena, per farcene sentire istantaneamente la struggente assenza. Attraverso il velo passa il concetto salvifico di un’azione profonda sulle coscienze e della vita in generale. Nella sua voglia di rappresentare la città c’è, per questo, anche il tentativo di salvarla dal degrado umano, morale e ambientale in cui versa. Così il velo bianco, l’oggetto puro che simbolicamente rappresenta il matrimonio, diventa elemento di protezione degli esseri umani e delle cose. Oreste Pipolo ha intuito che il velo poteva modellarsi sui monumenti o sui visi con una fluidità e una forza impareggiabili. Le forme vive o inanimate, avvolte da una materia eterea e lieve, si conservano ma non perdono le loro sembianze. Il velo è carezza, sudario e protezione.

Nella Cappella Sansevero, dove è collocato il Cristo velato, si conclude il film “Napoli velata”, di Ferzan Ozpetek, in questi giorni nelle sale cinematografiche, dove sta riscuotendo un grosso successo di pubblico. Il regista, come Oreste Pipolo, mostra la bellezza gioiosa e nello stesso tempo disperata di una città come Napoli, con i suoi monumenti di straordinario valore artistico troppo spesso violentati dal vandalismo e dall’incuria. Dietro questi luoghi si cela un mondo nascosto, “velato”, di violenza e degrado, di segreto e mistero, che il velo del fotografo copre, così come il perbenismo e l’ipocrisia dei personaggi del film, lasciando all’immaginazione la possibilità di interpretare la vera essenza di una città multiforme.

L’AUTORE

Oreste Pipolo nasce e lavora per tutta la vita a Napoli. È considerato il fotografo che meglio ha descritto, in tempi recenti, il capoluogo partenopeo attraverso l’obiettivo fotografico. Specializzato fin dall’inizio della sua attività in servizi matrimoniali, conia uno stile personale che getta la base per una vera e propria fotografia di genere. Ferdinando Scianna lo definisce lo sciamano delle spose. Il canale Sky Arte HD gli dedica una puntata della serie “Fotografi, viaggio alla scoperta dei maestri italiani”. Il regista Matteo Garrone ha girato su di lui un documentario, dal quale Marco Bellocchio ha tratto il film “Regista di Matrimoni”.

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