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Archivio per la categoria: ‘News dalle aziende & Comunicati stampa’

la-scarpetta-autorizzataForte di 60 anni di attività, interrotta solo il tempo di una elegantissima, sorprendente ristrutturazione, mercoledì 31 gennaio riapre lo storico Bar Centrale, parte integrante della Stazione della Funicolare che dal Vomero “scende giù per Toledo”, punto di riferimento per il quartiere che lo ospita ma anche per migliaia di viaggiatori e turisti.

Per questo nuovo corso 2018, alla cordialità e all’esperienza della Famiglia Reginelli, fondatrice dell’attività, si sono aggiunte la creatività e la visionarietà dell’imprenditore Mario Rubino per dare vita ad una nuova concezione di bar, sottolineata con il rafforzativo “4.0”.
Quattro Punto Zero non è solo una cifra di tendenza – confermano i soci Marco Reginelli e Mario Rubino – ma una dicitura che trova riscontro reale in tutte le nuove specialità e in tutte le nuove idee messe in campo, a cominciare dal nuovo lay out del locale”.

Incastonato nell’edificio Liberty della Funicolare Centrale, con doppio accesso dalla hall della funicolare stessa e dalla piazza antistante, Bar Centrale è nel cuore di tutti quelli che hanno già avuto il piacere di interagire con il savoir faire dei fondatori.
Forte della nuova, dinamica compagine societaria, ritorna al pubblico con uno staff giovane e competente, pieno di nuove proposte per la colazione, la pausa pranzo, il ristoro pomeridiano, l’aperitivo, il dopocena.

L’offerta contemporanea targata Bar Centrale rivoluziona il concetto di bar, che oggi è insieme caffetteria e sala da tè, luogo ideale per aperitivi, dopo cena e light lunch, ritrovo familiare e spazio culturale. Qualità, ricette e cocktail esclusivi, eccellenze del territorio sono le cifre di un menu che racconta esperienze: come l’Espresso di caffè Karalis Red by Kimbo, il Babà Arrostito di Pietro Parisi, le “invenzioni” del barchef Salvatore Falco, la “Scarpetta Autorizzata”, il Kimbo Eletto preparato con la Cuccuma Napoletana (“Tammurriata Nera”), Il Negroni rivisitato 4.0, i dolci e le Tortine di Vincenzo Bellavia, “Il Caffè della Peppina” dedicato ai bambini e tante altre sorprese.

Ogni sera, per l’aperitivo, il Bar Centrale rende omaggio al cinema e alle arti visive con videoproiezioni di film rari e antologie fotografiche. Per il primo mese, il programma replica cortometraggi dei primi del Novecento realizzati da Hans Richter, Marcel Duchamp, T.A. Edison (con la celebre “Serpentine Dance”), Fernand Leger e altri.

Il tetto del Bar Centrale è oggi arricchito da due suggestive installazioni: una permanente, costruita come un binario ferroviario con scritte la neon delle quattro fermate della Funicolare che guardano ad altrettante rivisitazioni grafiche dei progetti storici riproducenti la meccanica e il funzionamento della caratteristica ferrovia; ed una installazione in movimento perpetuo, dedicata ad esposizioni temporanee, già programmate nel numero di una al mese.

Si parte mercoledì 31 con l’installazione “Caffè Sospesi”, dello stesso Mario Rubino, realizzata con oggetti d’epoca e rari fatti apposta per preparare e servire il caffè, per poi proseguire il 7 febbraio con “Cuori… Sospesi” a cura delle artiste/designer Leti e Ludo.

Il progetto architettonico del nuovo Bar Centrale 4.0, disegnato dall’arch. Alessandro Castellano in collaborazione con gli arch. Marco Russiello e Giuseppe Coloprisco e con CDS Ingegneria, si pone stilisticamente in continuità con l’ambiente che lo ospita, in una sorta di scenografia che si sovrappone alle strutture esistenti. Anche i materiali proposti sono concepiti in assonanza con quelli già presenti all’interno della Stazione della Funicolare Centrale realizzata nel 1928.
Il Bar Centrale 4.0 ricrea l’atmosfera di un tipico Caffè Liberty. Grande attenzione è stata riservata al decoro delle superfici interne: la pavimentazione, infatti, è realizzata, cosi come avveniva in quegli anni, in micrograniglia decorata, mentre il disegno della controsoffittatura si ispira alle coperture in ferro e vetro tipiche degli spazi collettivi del primo ‘900.
Anche gli arredi, le sedute, le pannellature realizzate in tranciato di rovere chiaro e listelli in legno laccato nero disposti in verticale, così come i rivestimenti dei banchi mescita in vetro extrachiaro e pietra lavica nera, ricordano la cultura popolare e l’estetica dell’Italia degli anni Trenta, in cui i “Caffè” diventavano luoghi di cultura oltre che di intrattenimento e di incontro.
Del resto, l’atmosfera da locale slow food è in linea con la raffinata offerta gastronomica del Bar Centrale 4.0.

Gli “Autori” del Bar Centrale

Alessandro Castellano
si laurea con lode in Architettura nel 1992 all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 1994 insegna Formazione superiore in Storia dell’Arte presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Dal 2000 è Dottore in “Conservazione dei Beni architettonici” presso la Facoltà di Architettura della Federico II. La sua attività professionale, corredata da numerose pubblicazioni, è concentrata in particolare al restauro dei beni architettonici, all’adeguamento funzionale di edifici esistenti nel settore industriale e all’interior design di esercizi commerciali e spazi ricettivi. Ben nota la sua partecipazione a concorsi nazionali e internazionali di architettura.

Salvatore Falco
Figlio e fratello di chef, si è formato nei ristoranti di famiglia specializzandosi in seguito nella cucina internazionale con un focus sui prodotti ittici. I suoi piatti sono semplici, puliti, esteticamente minimali e traggono ispirazione dalle tecniche e dalla filosofia di due cucine apparentemente distanti: quella di derivazione giapponese e quella di matrice scandinava.

Pietro Parisi
È un “vesuviano pazzo”, come l’ha definito la stampa, dal sorriso aperto e spontaneo. Vesuviano perché, nato alle falde del vulcano per eccellenza, nella sua terra ha messo le sue radici. Pazzo perché, dopo prestigiose esperienze in Italia, Francia, Svizzera, Emirati Arabi, e dopo aver lavorato alla corte di mostri sacri della cucina nazionale e internazionale, come Marchesi e Ducasse, ha scelto di tornare a Palma Campania (NA) dove ha aperto il suo ristorante-laboratorio del gusto: Era Ora. La sua storia è ormai nota nel mondo. Sempre in televisione, racconta le sue storie in due libri appassionanti: “Un cuoco contadino. I volti della sua terra” e “La Cucina che mi ha fatto dimagrire”.

Mario Rubino
Medico Chirurgo, per anni in prima linea in uno dei Pronto Soccorso più “vivaci” d’Europa (quello dell’Ospedale Cardarelli di Napoli), ha voluto rimettersi in gioco e, messe da parte la grande esperienza e i riconoscimenti avuti nel campo della Medicina, da qualche anno mette tutta la sua passione nella ricerca alimentare. Con una visione precisa: coniugare benessere e intrattenimento, allegria e grande professionalità.
Irrefrenabile, impetuoso creativo, da sempre grande appassionato di cucina e di tradizioni culturali partenopee, ha sviluppato alcune sue idee che è stato ben felice di “centralizzare” in anteprima per il Bar Centrale.

24 Gennaio, Napoli Velata alla Pizzeria Trianon

Pubblicato da aisnapoli il 20 - gennaio - 2018Versione PDF

IL 24 GENNAIO ALLA PIZZERIA TRIANON C’E’ NAPOLI VELATA

Il progetto fotografico di Oreste Pipolo protagonista della serata nella storica pizzeria napoletana

oreste-pipolo

Torna il fortunato format “Pizziamoci un libro”, l’appuntamento nato dalla partnership tra la Pizzeria Trianon e la Rogiosi Editore. Il 24 gennaio alle ore 20 nella storica pizzeria di Via Pietro Colletta sarà presentato il libro Napoli Velata di Oreste Pipolo, fotografo di rilievo nazionale. Ne parleranno con l’editore Rosario Bianco Miriam e Ivana Pipolo, figlie del fotografo scomparso che hanno continuato a gestire il suo studio fotografico. Al termine della presentazione, il pubblico potrà gustare una pizza e una bibita e portare a casa lo straordinario libro; il tutto al prezzo simbolico di 10 euro.

Il Cristo velato è la base sulla quale si fonda questo progetto fotografico. Napoli Velata, con i suoi scatti costituisce un’opera di grande pregio estetico e contemporaneamente una forma di denuncia civile intima e silenziosa, che spiazza e induce a riflettere. Anche il film di Ferzan Ozpetek si conclude nella Cappella Sansevero. Il regista, come Oreste Pipolo, mostra la bellezza gioiosa e al tempo stesso disperata di una città come Napoli, con i suoi monumenti di straordinario valore artistico troppo spesso violentati dal vandalismo e dall’incuria. Nel desiderio del fotografo di rappresentare la città c’è, per questo, anche il tentativo di salvarla dal degrado umano, morale e ambientale in cui versa. Così il velo bianco, l’oggetto puro che simbolicamente rappresenta il matrimonio, diventa elemento di protezione degli esseri umani e delle cose.

Simonetta de Chiara Ruffo
3343195127 – simonettadechiara@gmail.com
Uff. Stampa Pizzeria Trianon da Ciro

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IL TRIANON

La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal famoso teatro in cui si esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che non a caso è considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno , e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte, con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12 ore. Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento. Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.

IL LIBRO

Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, capolavoro assoluto in cui l’arte trova impareggiabile equilibrio tra forma e tensione morale, è la base sulla quale si fonda questo progetto fotografico. Il libro “Napoli velata”, con i suoi scatti costituisce un’opera di grande pregevolezza estetica, ma al contempo una forma di denuncia civile intima e silenziosa, che spiazza e induce a riflettere. Nelle immagini raccolte, Pipolo copre con il suo velo i visi e gli oggetti più indifesi. Lascia che la bellezza profanata dei monumenti, delle opere d’arte, degli uomini della sua Napoli, affiorino appena, per farcene sentire istantaneamente la struggente assenza. Attraverso il velo passa il concetto salvifico di un’azione profonda sulle coscienze e della vita in generale. Nella sua voglia di rappresentare la città c’è, per questo, anche il tentativo di salvarla dal degrado umano, morale e ambientale in cui versa. Così il velo bianco, l’oggetto puro che simbolicamente rappresenta il matrimonio, diventa elemento di protezione degli esseri umani e delle cose. Oreste Pipolo ha intuito che il velo poteva modellarsi sui monumenti o sui visi con una fluidità e una forza impareggiabili. Le forme vive o inanimate, avvolte da una materia eterea e lieve, si conservano ma non perdono le loro sembianze. Il velo è carezza, sudario e protezione.

Nella Cappella Sansevero, dove è collocato il Cristo velato, si conclude il film “Napoli velata”, di Ferzan Ozpetek, in questi giorni nelle sale cinematografiche, dove sta riscuotendo un grosso successo di pubblico. Il regista, come Oreste Pipolo, mostra la bellezza gioiosa e nello stesso tempo disperata di una città come Napoli, con i suoi monumenti di straordinario valore artistico troppo spesso violentati dal vandalismo e dall’incuria. Dietro questi luoghi si cela un mondo nascosto, “velato”, di violenza e degrado, di segreto e mistero, che il velo del fotografo copre, così come il perbenismo e l’ipocrisia dei personaggi del film, lasciando all’immaginazione la possibilità di interpretare la vera essenza di una città multiforme.

L’AUTORE

Oreste Pipolo nasce e lavora per tutta la vita a Napoli. È considerato il fotografo che meglio ha descritto, in tempi recenti, il capoluogo partenopeo attraverso l’obiettivo fotografico. Specializzato fin dall’inizio della sua attività in servizi matrimoniali, conia uno stile personale che getta la base per una vera e propria fotografia di genere. Ferdinando Scianna lo definisce lo sciamano delle spose. Il canale Sky Arte HD gli dedica una puntata della serie “Fotografi, viaggio alla scoperta dei maestri italiani”. Il regista Matteo Garrone ha girato su di lui un documentario, dal quale Marco Bellocchio ha tratto il film “Regista di Matrimoni”.

22-gennaio-mannaia-bufali-e-dintorniIl 22 gennaio da Mannaia Hamburgeria & Braceria “Bufali e dintorni”,
serata di degustazione con salumi di bufalo, burger, fritti e sfizi

Apertura dell’anno per Mannaia Hamburgeria & Braceria di Marcianise (Ce) con tante novità in carta che vanno ad affiancarsi ad alcuni classici già consolidati nel menu. Più spazio alle tipicità campane, in particolare a quelle casertane. Fanno il loro ingresso, infatti, i salumi di bufalo con un poker d’eccezione: mortadella, bresaola, speck e salame. Tra le altre novità che verranno presentate lunedì 22 gennaio (ore 20,00) in occasione di “Bufali e Dintorni”, evento realizzato con la regia di Laura Gambacorta, ci saranno anche i piccanti roll di cheddar con cuore di ‘nduja e panatura alla cipolla croccante, il panino con salsiccia di suino nero di razza casertana, diversi prodotti dei presìdi Slow Food e la cheesecake al cioccolato fondente.
Partner dell’evento saranno Buffalo Beef per le carni e i salumi di bufalo e Loco for Drink per il beverage con tre tipologie di birra Antoniana e l’Amaro del Birraio del birrificio Grado Plato.

Il locale
Mannaia nasce nel 2016 ad opera di Pasquale Cascone, della moglie Isabella e dei figli Alfonso e Andrea. In un ambiente moderno e accogliente burger buoni e ricercati, preparati con carni selezionate, verdure di stagione e condimenti genuini sono in grado di soddisfare nella giusta misura carnivori convinti, ma anche vegetariani e vegani. Ai burger e alle ottime carni si accompagna un’ampia selezione di birre artigianali alla spina e in bottiglia di birrifici italiani ed esteri e una variegata proposta di vini.
La qualità di Mannaia ha conquistato l’attenzione di Eccellenze Italiane, brand che promuove lo sviluppo del Made in Italy, che l’ha certificata come Eccellenza del Territorio per il 2018.

Menu
Il Tris di fritti (pacchero ripieno, mozzarella in carrozza e roll di cheddar)
Il Club sandwich
I mini burger (bufalo, angus americano e suino nero casertano)
I salumi di bufalo (speck, bresaola, mortadella e salame)
La Cheesecake al fondente

In abbinamento:
La Torlonga – Birra Antoniana
Ponte Molino – Birra Antoniana
Borgo della Paglia – Birra Antoniana
Amaro del Birraio – Grado Plato

Ticket di partecipazione: euro 20

Ingresso solo su prenotazione

Info e prenotazioni:
Mannaia Hamburgeria & Braceria
Viale Evangelista, 128
Marcianise (Ce)
Tel. 0823 155 0369

Contatti stampa:
Laura Gambacorta
349 2886327
lauragambacorta@gmail.com

First Dates Hotel ad Aquapetra Resort&Spa

Pubblicato da aisnapoli il 10 - gennaio - 2018Versione PDF

First Dates Hotel ad Aquapetra Resort&Spa
Il celebre reality inglese accende i riflettori su Telese Terme e il Sannio

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L’ 8 gennaio Channel 4 ha tramesso nel Regno Unito la prima attesa puntata di First dates hotel, il reality inglese girato integralmente ad Aquapetra Resort&Spa di Telese Terme membro della Small luxury hotel of the world ed eccellenza indiscussa nel Sannio.
Per la prima volta il reality dedicato agli appuntamenti al buio sceglie una location del Sud Italia per le riprese: dal 29 settembre al 17 ottobre scorso Aquapetra Resort&Spa è stato il set privilegiato e blindatissimo della celebre produzione inglese che ne ha apprezzato l’autentico italian style.

Adam Chapman, Series Editor, ha infatti dichiarato: “Siamo molto entusiasti di questa magnifica destinazione nel sud d’Italia. L’hotel ha la combinazione perfetta di lusso e fascino old style in quella che è probabilmente la nazione più romantica al mondo”. La produzione ha scelto Aquapetra per il fascino antico del borgo diffuso in pietra, tipicamente italiano, circondato dagli ulivi, con le stradine lastricate, la cappella privata con il campanile, il paesaggio mediterraneo e la cura dei dettagli. I partecipanti al reality hanno vissuto per tre settimane negli spazi dell’albergo: nelle suite, nel ristorante La Locanda del Borgo, nella Spa con piscina affacciata sul verde.
Nella trasmissione i protagonisti vivono un primo appuntamento al buio ai tavoli del ristorante e, se l’appuntamento va bene, le coppie hanno la possibilità di rimanere in albergo e vivere un secondo appuntamento.

First dates hotel è uno dei programmi di punta del canale pubblico Britannico Channel 4 con migliaia di telespettatori in tutto il Regno Unito e Irlanda: il Sannio è protagonista di questa stagione e le ricadute sul territorio – in termini di incoming turistico ed interesse – si faranno sentire già dalla prossima primavera.

Aquapetra Resort&Spa è a Telese Terme, nel cuore del Sannio: nasce dal recupero attento di un borgo in pietra di fine Ottocento circondato da 25 ettari di bosco intatto. Con 40 camere e suite, una Spa con percorso benessere, piscina immersa tra gli ulivi e il ristorante La Locanda del Borgo, nuova Stella Michelin, è l’hotel che negli ultimi dieci anni ha rivoluzionato il concetto di accoglienza in questa parte della Campania ancora ai margini dei grandi flussi turistici.

A lezioni di pasticceria con il maestro Sal De Riso

Pubblicato da aisnapoli il 8 - gennaio - 2018Versione PDF

lezione-sal-de-risoA grande richiesta, tornano le lezioni di pasticceria del maestro Sal De Riso.
Quattro giornate, da gennaio ad aprile, nelle quali sarà possibile apprendere “Ricette, tecniche e segreti di 30 anni di attività del pasticcere della Costa d’Amalfi
Queste le date e i temi:
13 gennaio – Dolci al cioccolato, torte moderne e monoporzioni
10 febbraio – I dolci dell’amore…combinazioni e variazioni di frutta e cioccolato
10 marzo – Aspettando la primavera. I dolci di Pasqua classici, fiori e cioccolato
14 aprile – Dolci alla frutta di stagione classici e moderni. Millefoglie al cioccolato e all’arancia
Nel corso delle lezioni, che inizieranno alle 10.00 e dureranno fino alle 16.00, è prevista una pausa pranzo presso il bistrot “Sal De Riso Costa d’Amalfi”, sul lungomare di Minori, in compagnia di De Riso.
Al termine degli incontri, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione e tutte le ricette dettagliate.
Ai corsisti, cadeaux offerti da: Pavoni Italia, Mulino Caputo e Agrimontana oltre a un originale grembiule voluto per l’occasione da De Riso e appositamente creato per i suoi allievi.
Per prenotazioni e informazioni: 089. 85.64.46 oppure info@deriso.it

Paisà, un forno contadino a via Chiaia

Pubblicato da aisnapoli il 20 - dicembre - 2017Versione PDF

paisa_5“PAISÀ”
Forno contadino

Pizza al taglio con prodotti premium e ‘O panzarotto

In via Chiaia il fast food recupera il sapore della tradizione e si presenta alla stampa e al pubblico con un abbinamento delle pizze con i vini delle Cantine Alois

Nel rispetto dell’epoca contemporanea, con i suoi tempi rapidi e frenetici, Paisà, in via Chiaia 83, cerca e propone una conciliazione con la tradizione e i suoi sapori.

“Paisà nasce da una ricerca di due anni, impiegati per centrare la ricettazione dei prodotti, sia sotto il profilo del processo produttivo che delle materie prime da utilizzare – spiega Ciro Ienco, amministratore unico di Paisà Srl –. Il punto di partenza, per la realizzazione di questo progetto, è la constatazione che la pizza al taglio non ha beneficiato dell’attenzione che merita. Così si è pensato di dare dignità a questo prodotto, offrendo alla stregua delle buone pizzerie, una pizza caratterizzata dal ridottissimo contenuto di lievito e da una lievitazione molto lenta (24 ore a una temperatura controllata, con una percentuale di idratazione pari al 65%), che contribuisce a sfornare una pizza leggera e digeribile”.

Paisà, che le persone impareranno ad apprezzare anche per il sorriso di Angela Sorrentino, è un luogo che esprime la sua artigianalità, attraverso un’esperienza multisensoriale: dal profumo tipico dei prodotti panificati, al gusto genuino, alla vista di elementi storici degli antichi forni. Il bancone è realizzato in legno, che richiama alla mente la Madia del pane, il mobile più caratteristico della cucina nelle modeste famiglie contadine di un tempo. Sul ripiano della Madia si usava impastare il pane, che poi veniva conservato nel mobile, insieme a fiaschi di vino, olio, lievito, farina, avanzi di cibo e sacchi di granaglie.

In quest’atmosfera di forno contadino, viene servita una pizza al taglio preparata con farine macinate a pietra e a bassa raffinazione e in tante varietà che si affiancano alle classiche e immancabili marinara e margherita, fatte con farina 0. I prodotti utilizzati per la farcitura sono tutti premium. La farina integrale ai 5 cereali è utilizzata per la pizza con crema di zucca e pistacchi e cacio cavallo a julienne, la ciambotta arrostita (con melenzane, zucchine, peperoni e fior di latte), la pizza con pere e formaggio, la pizza con speck e melenzane arrostite, la pizza con crema di cavolo. La farina di Chia è utilizzata per la pizza verza trifolata con salsiccia e la pizza con scarole e noci. Completa la rosa di proposte la farina di zucca, con cui vengono preparate le pizze con mousse di ceci e broccoli e la pizza ortolana (con melenzane, zucchine, peperoni rossi e gialli, funghi trifolati e fior di latte).

Un menu ricercato, dove il must diventa ’O Panzarotto, un crocchè di 100 grammi, in 5 varietà: crocchè con 100% patate dell’Avezzano, ripieno con fior di latte di Agerola DOP e impanato con pangrattato; crocchè con 100% patate, ripieno con fior di latte di Agerola DOP e impanato con pangrattato e granella di pistacchi; crocchè con 100% patate, ripieno con fior di latte di Agerola DOP e impanato con pangrattato e mandorle; crocchè con 100% patate, ripieno con fior di latte di Agerola DOP e spinaci, impanato con pangrattato; crocchè con 100% patate, ripieno con fior di latte di Agerola DOP, salsicce e friarielli e impanato con pangrattato. Il pangrattato è ottenuto dalla tostatura del pane ed è arricchito, nelle diverse variabili, con granella di pistacchi, granella di mandorle, granella di nocciola.

Qui, il sapore della pizza al taglio incontra gli aromi dei vini delle cantine Alois, che propongono abbinamenti con il Caulino, una Falanghina di colore giallo-verde, minerale e luminoso, con una vivace acidità, poi mela appena tagliata, pera e sapori di agrumi maturi; il Settimo, un Casavecchia-Pallagrello rosso chiaro, in cui Il carattere di ciliegia si sposa a moderati tannini con intensità buona e fresca sul lungo finale; il Trebulanum (2010), un Casavecchia, dove grasso, liquirizia, fumo, catrame e incenso sono alcune delle note che esplodono dal bicchiere in questo ricco, esuberante rosso; il Cunto, un Pallagrello nero, rosso dalla luminosità scintillante, che vanta sapori minerali sul finale lungo e costante, dove un terroso piacevole esalta il fruttato con sentori di nucleo di ciliegia e mora.

Per la presentazione alla città di Paisà, ai sapori buoni e genuini e al gusto del vino ricercato, si è unita la musica di Mediterranean Duo, ovvero Carmine Scialla (chitarra, chitarra battente, mandolino, bouzouki greco) e Alessandro De Carolis (flauti), che hanno proposto un repertorio di musica popolare del bacino mediterraneo. In scaletta, tra le altre esecuzioni, la tarantella napoletana del ’600, la pizzica di Santu Paulu e Aide Jano.

Ufficio stampa
Francesca Scognamiglio Petino | francesca.sco@gmail.com | 3493553036
Antonia Fiorenzano | antoniafiorenzano@gmail.com | 3392648704

Concours mondial de Bruxelles Sono aperte le iscrizioni al Concours Mondial de Bruxelles 2018

L’Asia suscita un vivo interesse, tra sfide logistiche e innovazioni tecnologiche

Il 2018 si profila come un anno storico per il Concours Mondial de Bruxelles: per la prima volta il concorso varcherà le frontiere europee e giungerà a Pechino.
Ma questa è solo una delle “prime assolute” della 25ª edizione del concorso.

Dal punto di vista tecnologico, l’edizione 2018 sarà la prima con un sistema di valutazione interamente digitale. Le schede di degustazione classiche saranno, infatti, sostituite da tablet che permetteranno ai degustatori, e soprattutto ai presidenti di giuria, di operare in maniera più efficace focalizzandosi sulla degustazione, senza dover più badare al supporto cartaceo. Questa tecnologia è già stata testata da alcune commissioni nel 2017, a Valladolid, con risultati molto positivi. Il sistema di valutazione digitale è più sicuro, più rapido e più semplice.

Dal punto di vista logistico, nel 2018, per la prima volta, i campioni saranno spediti da Bruxelles a Pechino in aereo. Il Concours Mondial de Bruxelles ha riservato la metà di un Boeing, il peso stimato dei campioni e dell’attrezzatura tecnica da trasportare è di circa 75 tonnellate. Per garantire lo sdoganamento in tempo utile, i campioni saranno spediti cinque settimane prima dell’inizio del concorso. La data di chiusura delle iscrizioni è stata, dunque, leggermente anticipata al 1° marzo 2018.

Nonostante la nuova dimensione logistica dell’evento, le tariffe d’iscrizione restano invariate. I costi aggiuntivi legati alla spedizione e alla procedura di sdoganamento in Cina resteranno, infatti, a carico dell’organizzazione.

Dopo aver raggiunto il record di 9.080 campioni iscritti nel 2017, gli organizzatori attendono, per l’anno prossimo, un risultato simile se non addirittura superiore, benché la crescita non rappresenti il principale obiettivo del Concours Mondial de Bruxelles. “Cerchiamo di mantenere un livello qualitativo”, commenta Thomas Costenoble, direttore generale del CMB. E aggiunge: “Una volta raggiunti i 9.000 campioni, ci riserviamo la possibilità di chiudere le iscrizioni, anche prima della data ufficiale”.

Il team del CMB giungerà sul posto dieci giorni prima rispetto al consueto planning, per assicurarsi che tutti i preparativi siano terminati nei tempi impartiti e che tutto si svolga come previsto. Nel 2018 gli organizzatori avranno bisogno del più grande sostegno locale mai sollecitato per il concorso: verranno reclutati circa 200 studenti della scuola alberghiera che, insieme ai loro responsabili, presteranno manforte durante i preparativi e durante lo svolgimento delle sessioni di degustazione a Pechino.

Il CMB ha suscitato un fortissimo interesse nel settore vitivinicolo cinese.
Gli organizzatori hanno ricevuto oltre 1.000 candidature da parte di esperti di vini cinesi che desiderano far parte del panel di degustatori. Per gestire questa forte domanda, il Concours Mondial de Bruxelles prevede di allestire un rigoroso processo di selezione, unico in tutta la storia del concorso, poiché solo una sessantina di candidati potranno integrare la giuria. La prima fase delle selezioni sarà gestita da un team locale, secondo un protocollo del CMB, mentre la fase finale sarà gestita dagli organizzatori stessi. I candidati ammessi seguiranno una formazione teorica e pratica durante la quale impareranno a degustare, valutare e apprezzare le qualità organolettiche di vini provenienti da tutto il mondo.
I 60 degustatori cinesi selezionati saranno sottoposti a un’ultima prova il giorno prima dell’inizio concorso.

Analogamente, nell’ambito delle attività di supporto all’evento, sono previste delle degustazioni di vini cinesi. Esse consentiranno ai degustatori stranieri di familiarizzarsi con le specificità della produzione locale. Per la prima volta, il Concours Mondial de Bruxelles organizzerà ugualmente un simposio durante il quale gli esperti occidentali condivideranno la loro visione dei vini cinesi e della filiera locale. Infine, diverse visite turistiche e culturali andranno a completare il già ricco programma dei degustatori.

Nonostante le numerose novità previste nella 25ª edizione del Concours Mondial de Bruxelles, gli aspetti fondamentali del concorso restano invariati. “La qualità e la diversità dei degustatori saranno identiche a quelle degli anni precedenti. La comunicazione internazionale prima, durante e dopo il concorso si rivolgerà allo stesso target di distributori, di giornalisti e di influencer delle edizioni precedenti”, spiega Thomas Costenoble che sottolinea, inoltre, alcuni dei principali vantaggi legati alla scelta di un anfitrione come Pechino: “Fare tappa in Asia permetterà ai partecipanti di creare nuovi contatti di lavoro, di scoprire un mercato dinamico e, ovviamente, vini molto interessanti”.

La 25ª edizione del CMB si svolgerà dal 10 al 13 maggio 2018 nel distretto di Haidian a Pechino, con il sostegno dell’Amministrazione comunale di Pechino, del Distretto di Haidian a Pechino e del Beijing International Wine and Spirit Exchange (BJIWSE).

Contatti stampa: Valentina Phillips
valentina.phillips@vinopres.com
T: +32 2 533 27 66 | M: +32 478 21 27 33

Verislava Benova
verislava.benova@vinopres.com
T: +359 2 470 4731 | M: +359 888 71 70 23

I ministri del G7 al Grand Hotel Punta Molino

Pubblicato da aisnapoli il 17 - ottobre - 2017Versione PDF

thumbnail-10ACCOGLIENZA E CUCINA ISCHITANA AL PUNTA MOLINO PER I MINISTRI DEL G7

Le eccellenze del territorio dell’isola verde e la loro valorizzazione: sono questi i principi di fondo del percorso enogastronomico che caratterizzerà il vertice del G7 a Ischia del 19 e 20 ottobre. Ai Ministri dell’Interno riuniti al Grand Hotel Punta Molino, sarà servito un menù di mare durante la cena di gala del 19 che avrà luogo nel Salone rotondo dell’albergo. Il 20 invece, per il lunch buffet sarà servito un menù di terra nel ristorante O’ Rangio Fellone, lo storico locale ideato e realizzato dall’architetto Sandro Petti e animato da Ugo Calise negli anni ’50 e ‘60. Si pranzerà sulla mitica rotonda sul mare cantata da Fred Bongusto.
C’è tanta storia negli speciali piatti ideati per il summit da Chef Alfonso Arcamone, che punta innanzitutto a raccontare la tradizione della cucina campana e ischitana, come il maialino nero a rappresentare l’importante e forte impronta agricola della regione e i mezzi paccheri di Gragnano al sugo di pint’ ‘rre (dal napoletano: dipinto da re, per la bellezza dei colori). La donzella, tipico pesce da scogliera, viene pescato nei pressi della Baia di Punta Molino, proprio davanti al Castello Aragonese. L’isola e il suo mare dunque serviranno diversi piatti a base di pesce fresco: una bella sfida per soddisfare gusti e palati d’alto rango con l’ottimo pescato dell’isola verde. Sapori e ricordi della tradizione in forma contemporanea.
A fare la differenza – spiega lo Chef – le materie prime impiegate, dal vino alle spezie e i prodotti a Km zero, con un’attenzione particolare rivolta al modo in cui il maialino è stato allevato e il pesce pescato proprio nel nostro mare“.
Un percorso enogastronomico che abbraccia tutti i prodotti che riassumono la ricchezza dell’isola e della regione. Non mancheranno infatti i simboli del territorio campano come la mozzarella di bufala dop, che sarà servita in ben tre consistenze e un legume molto particolare e di antichissima tradizione come la cicerchia, le nocciole di Giffoni, i taralli napoletani, gli asparagi selvatici dell’isola e il liquore Rucolino. Gli ospiti non potranno resistere ai dessert: babà e sfogliatella.
L’ebbrezza della cucina ischitana sarà accompagnata dai vini dei vignaioli dell’isola: il vino rosso è il Per’ E Palumbo cantine Tommasone, per il bianco la scelta è caduta su Villa Campagnano Cantine Antonio Mazzella e Pithecusa Bianco Cantine Tommasone.

 

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