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Archivio per la categoria: ‘News dalle aziende & Comunicati stampa’

Concours mondial de Bruxelles Sono aperte le iscrizioni al Concours Mondial de Bruxelles 2018

L’Asia suscita un vivo interesse, tra sfide logistiche e innovazioni tecnologiche

Il 2018 si profila come un anno storico per il Concours Mondial de Bruxelles: per la prima volta il concorso varcherà le frontiere europee e giungerà a Pechino.
Ma questa è solo una delle “prime assolute” della 25ª edizione del concorso.

Dal punto di vista tecnologico, l’edizione 2018 sarà la prima con un sistema di valutazione interamente digitale. Le schede di degustazione classiche saranno, infatti, sostituite da tablet che permetteranno ai degustatori, e soprattutto ai presidenti di giuria, di operare in maniera più efficace focalizzandosi sulla degustazione, senza dover più badare al supporto cartaceo. Questa tecnologia è già stata testata da alcune commissioni nel 2017, a Valladolid, con risultati molto positivi. Il sistema di valutazione digitale è più sicuro, più rapido e più semplice.

Dal punto di vista logistico, nel 2018, per la prima volta, i campioni saranno spediti da Bruxelles a Pechino in aereo. Il Concours Mondial de Bruxelles ha riservato la metà di un Boeing, il peso stimato dei campioni e dell’attrezzatura tecnica da trasportare è di circa 75 tonnellate. Per garantire lo sdoganamento in tempo utile, i campioni saranno spediti cinque settimane prima dell’inizio del concorso. La data di chiusura delle iscrizioni è stata, dunque, leggermente anticipata al 1° marzo 2018.

Nonostante la nuova dimensione logistica dell’evento, le tariffe d’iscrizione restano invariate. I costi aggiuntivi legati alla spedizione e alla procedura di sdoganamento in Cina resteranno, infatti, a carico dell’organizzazione.

Dopo aver raggiunto il record di 9.080 campioni iscritti nel 2017, gli organizzatori attendono, per l’anno prossimo, un risultato simile se non addirittura superiore, benché la crescita non rappresenti il principale obiettivo del Concours Mondial de Bruxelles. “Cerchiamo di mantenere un livello qualitativo”, commenta Thomas Costenoble, direttore generale del CMB. E aggiunge: “Una volta raggiunti i 9.000 campioni, ci riserviamo la possibilità di chiudere le iscrizioni, anche prima della data ufficiale”.

Il team del CMB giungerà sul posto dieci giorni prima rispetto al consueto planning, per assicurarsi che tutti i preparativi siano terminati nei tempi impartiti e che tutto si svolga come previsto. Nel 2018 gli organizzatori avranno bisogno del più grande sostegno locale mai sollecitato per il concorso: verranno reclutati circa 200 studenti della scuola alberghiera che, insieme ai loro responsabili, presteranno manforte durante i preparativi e durante lo svolgimento delle sessioni di degustazione a Pechino.

Il CMB ha suscitato un fortissimo interesse nel settore vitivinicolo cinese.
Gli organizzatori hanno ricevuto oltre 1.000 candidature da parte di esperti di vini cinesi che desiderano far parte del panel di degustatori. Per gestire questa forte domanda, il Concours Mondial de Bruxelles prevede di allestire un rigoroso processo di selezione, unico in tutta la storia del concorso, poiché solo una sessantina di candidati potranno integrare la giuria. La prima fase delle selezioni sarà gestita da un team locale, secondo un protocollo del CMB, mentre la fase finale sarà gestita dagli organizzatori stessi. I candidati ammessi seguiranno una formazione teorica e pratica durante la quale impareranno a degustare, valutare e apprezzare le qualità organolettiche di vini provenienti da tutto il mondo.
I 60 degustatori cinesi selezionati saranno sottoposti a un’ultima prova il giorno prima dell’inizio concorso.

Analogamente, nell’ambito delle attività di supporto all’evento, sono previste delle degustazioni di vini cinesi. Esse consentiranno ai degustatori stranieri di familiarizzarsi con le specificità della produzione locale. Per la prima volta, il Concours Mondial de Bruxelles organizzerà ugualmente un simposio durante il quale gli esperti occidentali condivideranno la loro visione dei vini cinesi e della filiera locale. Infine, diverse visite turistiche e culturali andranno a completare il già ricco programma dei degustatori.

Nonostante le numerose novità previste nella 25ª edizione del Concours Mondial de Bruxelles, gli aspetti fondamentali del concorso restano invariati. “La qualità e la diversità dei degustatori saranno identiche a quelle degli anni precedenti. La comunicazione internazionale prima, durante e dopo il concorso si rivolgerà allo stesso target di distributori, di giornalisti e di influencer delle edizioni precedenti”, spiega Thomas Costenoble che sottolinea, inoltre, alcuni dei principali vantaggi legati alla scelta di un anfitrione come Pechino: “Fare tappa in Asia permetterà ai partecipanti di creare nuovi contatti di lavoro, di scoprire un mercato dinamico e, ovviamente, vini molto interessanti”.

La 25ª edizione del CMB si svolgerà dal 10 al 13 maggio 2018 nel distretto di Haidian a Pechino, con il sostegno dell’Amministrazione comunale di Pechino, del Distretto di Haidian a Pechino e del Beijing International Wine and Spirit Exchange (BJIWSE).

Contatti stampa: Valentina Phillips
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T: +32 2 533 27 66 | M: +32 478 21 27 33

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I ministri del G7 al Grand Hotel Punta Molino

Pubblicato da aisnapoli il 17 - ottobre - 2017Versione PDF

thumbnail-10ACCOGLIENZA E CUCINA ISCHITANA AL PUNTA MOLINO PER I MINISTRI DEL G7

Le eccellenze del territorio dell’isola verde e la loro valorizzazione: sono questi i principi di fondo del percorso enogastronomico che caratterizzerà il vertice del G7 a Ischia del 19 e 20 ottobre. Ai Ministri dell’Interno riuniti al Grand Hotel Punta Molino, sarà servito un menù di mare durante la cena di gala del 19 che avrà luogo nel Salone rotondo dell’albergo. Il 20 invece, per il lunch buffet sarà servito un menù di terra nel ristorante O’ Rangio Fellone, lo storico locale ideato e realizzato dall’architetto Sandro Petti e animato da Ugo Calise negli anni ’50 e ‘60. Si pranzerà sulla mitica rotonda sul mare cantata da Fred Bongusto.
C’è tanta storia negli speciali piatti ideati per il summit da Chef Alfonso Arcamone, che punta innanzitutto a raccontare la tradizione della cucina campana e ischitana, come il maialino nero a rappresentare l’importante e forte impronta agricola della regione e i mezzi paccheri di Gragnano al sugo di pint’ ‘rre (dal napoletano: dipinto da re, per la bellezza dei colori). La donzella, tipico pesce da scogliera, viene pescato nei pressi della Baia di Punta Molino, proprio davanti al Castello Aragonese. L’isola e il suo mare dunque serviranno diversi piatti a base di pesce fresco: una bella sfida per soddisfare gusti e palati d’alto rango con l’ottimo pescato dell’isola verde. Sapori e ricordi della tradizione in forma contemporanea.
A fare la differenza – spiega lo Chef – le materie prime impiegate, dal vino alle spezie e i prodotti a Km zero, con un’attenzione particolare rivolta al modo in cui il maialino è stato allevato e il pesce pescato proprio nel nostro mare“.
Un percorso enogastronomico che abbraccia tutti i prodotti che riassumono la ricchezza dell’isola e della regione. Non mancheranno infatti i simboli del territorio campano come la mozzarella di bufala dop, che sarà servita in ben tre consistenze e un legume molto particolare e di antichissima tradizione come la cicerchia, le nocciole di Giffoni, i taralli napoletani, gli asparagi selvatici dell’isola e il liquore Rucolino. Gli ospiti non potranno resistere ai dessert: babà e sfogliatella.
L’ebbrezza della cucina ischitana sarà accompagnata dai vini dei vignaioli dell’isola: il vino rosso è il Per’ E Palumbo cantine Tommasone, per il bianco la scelta è caduta su Villa Campagnano Cantine Antonio Mazzella e Pithecusa Bianco Cantine Tommasone.

 

foto-tavolo-relatoriTRADIZIONE, QUALITA’ E PROFESSIONALITA’ INNOVATIVA:
COSI’ LA RISTORAZIONE CAMPANA SI DISTINGUE IN ITALIA

Presentata a Napoli una ricerca MET Bocconi dedicata al settore in regione:
i prodotti a denominazione di origine e la fama di meta enogastronomica trainano la ristorazione di qualità in Campania, con 258 ristoranti censiti nelle guide più famose.
Dal 20 al 24 ottobre il settore al centro di HostMilano, manifestazione internazionale
dedicata all’ospitalità professionale

Si è tenuto ieri a Napoli l’incontro “L’ospitalità incontra il Business – Dal Sud al Nord alla ricerca di eccellenze” organizzato da APCI, Associazione Professionale Cuochi Italiani, e Fiera Milano. Nell’occasione è stata presentata HostMilano, la principale manifestazione dedicata al mondo della ristorazione e dell’hotellerie, a stampa e operatori del Centro e Sud Italia e si è approfondito l’impatto del settore Ho.Re.Ca. in queste regioni. La giornata ha visto la partecipazione di Nino Daniele, Assessore a Cultura e Turismo del Comune di Napoli, Sonia Re, direttore generale APCI, Simona Greco, Exhibition Director di Host e BIT, Magda Antonioli, direttrice del Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi, Sal De Riso, pasticcere Maestro AMPI, Alfonso Iaccarino, chef del Don Alfonso e Roberto Carcangiu, presidente APCI.
Per il nostro Paese la ristorazione è stato un asset fondamentale negli anni di crisi e in particolare per Napoli – ha osservato l’Assessore Cultura e Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele – che ha visto un aumento del 49% di turisti nel 2016, anno in cui a livello nazionale è aumentato del 6%, secondo i dati della Banca d’Italia. In questo settore la tecnologia, che oggi garantisce il buon vivere, si è messa al servizio di antichi saperi, realizzando le due sfide del futuro: progresso tecnologico e sostenibilità”.
LA RISTORAZIONE IN CAMPANIA: CUORE E PROFESSIONALITA TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Secondo i dati di MET Bocconi, se la tecnologia guida le nuove generazioni, qualità e tradizione rimangono centrali in modo trasversale ai target: un interessante caso studio è quello di Napoli e della Campania. Con le sue oltre 30mila imprese attive, la Campania è terza nel settore dei servizi di ristorazione, così come per la popolazione (terza regione più popolata dopo Lombardia e Lazio). Il settore è cresciuto nell’ultimo triennio di poco meno del 2,5% annuo e le imprese campane della ristorazione rappresentano circa il 10% del totale nazionale (Fonte: FIPE 2016). Senza contare prodotti iconici come pasta o pizza (per cui recentemente è stata avanzata anche una candidatura a patrimonio dell’umanità), la tradizione gastronomica campana è particolarmente ricca e ben riconoscibile. Numerose sono le produzioni che possono vantare una denominazione di origine (DOP, IGP, STG) ed altrettanti i piatti conosciuti ed imitati in ogni parte del mondo; questo contribuisce a caratterizzare ulteriormente il territorio e a rafforzare la reputazione della Campania, anche a livello internazionale, tanto in campo agroalimentare, quanto come meta di turismo enogastronomico.
Lo conferma anche la presenza di locali campani nelle tre guide più autorevoli, Guida Michelin, I Ristoranti d’Italia di Espresso e Ristoranti d’Italia di Gambero Rosso. Sugli 8.804 ristoranti censiti in Campania da FIPE sono 258 i locali citati: 59 in tutti e 3 i volumi, 59 solo su Michelin, 47 solo su Gambero Rosso e 44 su Espresso. Michelin è la guida che ne annovera il maggior numero (146, pari al 56,6%), di poco inferiori le altre due (Gambero Rosso 55,1%) ed Espresso 51,2%). Rispetto alla precedente indagine EBNT-FIPE del 2010 il numero complessivo di locali menzionati è rimasto pressoché stabile (256 quelli rilevati in precedenza). Sono 76 (pari al 29,5% di quelli considerati) i ristoranti che hanno ricevuto un riconoscimento da almeno una delle guide. Invece 33 (il 12,8%) hanno ricevuto un riconoscimento da tutte e tre le testate.

I ristoranti di qualità sono presenti in tutte le province campane — confermando la maggiore rilevanza di concept e prodotto offerto rispetto alla location –, ma si notano quattro aree dove questi si concentrano: le isole (Ischia, seguita da Capri e quindi Procida, oltre il 15,5%), seguite a pari merito dalla città di Napoli e dalla Costiera Amalfitana con il 14,3% e quindi dalla Costiera Sorrentina (12,4%) Nonostante la maggioranza sia costituita da ristoranti è interessante notare altre tipologie di locali, in particolare trattorie e pizzerie. Il forte legame con tradizione e territorio si nota anche nei menu: il 21,7% dei locali presentati offre infatti una cucina di tipo classico ed un altro 20,5% piatti della cucina campana. A cui vanno poi aggiunti un altro 20,5% di locali che presentano un menu in prevalenza a base di pesce ed un altro 14,7% che presenta una carta con piatti di cucina italiana.

LA RISTORAZIONE IN ITALIA: PROSPETTIVE DI CRESCITA
In generale – sempre secondo i dati presentati oggi – gli italiani mangiano sempre più fuori casa, oltre un terzo della spesa alimentare delle famiglie, circa il 35% pari a 75 miliardi di euro. Un dato che, a differenza dei consumi domestici, è rimasto stabile durante la crisi e ha ricominciato a crescere negli ultimi tre anni. E che si riflette nella densità unica al mondo delle imprese di ristorazione in Italia: sono oltre 325 mila, per oltre la metà (53,1%) ristoranti ma anche attività di ristorazione mobile, a conferma della crescita del fenomeno street food. A sua volta, il 64,3% di questi ultimi sono attività con somministrazione, pari a circa 111 mila imprese. La regione che concentra più ristoranti è la Lombardia (13.9%) seguita da Lazio (11.3%) e Campania (9,3%), podio che si ripete anche nello street food. Anche nel fuori casa, come nell’imprenditoria italiana in generale, dominano le PMI: il numero medio di dipendenti è 5,6 per un totale di 376 mila dipendenti (Fonte: FIPE, 2016).
Nel contesto europeo l’ospitalità italiana riveste un ruolo di primo piano. Con circa 51 miliardi di euro nel 2014, di cui il 40% riconducibile ai soli ristoranti, le imprese italiane rappresentano da sole quasi un settimo di tutto il fatturato del settore nella UE-28 (375 miliardi) e più di un decimo di tutto il valore aggiunto (18 miliardi di euro su 152), il 37,4% dovuto ai ristoranti. In Italia il settore è complessivamente cresciuto nel quinquennio 2008-2014 e le stime per il 2015 sono di un ulteriore aumento del 2,8% (Fonte: elaborazioni su dati Eurostat, 2016).

APCI
L’Associazione Professionale Cuochi Italiani è l’Ente Nazionale di categoria dei Cuochi italiani, legalmente costituita e con sede a Milano, che annovera migliaia di Cuochi professionisti e ristoratori, tutti rigorosamente in attività e con mansioni direttive. Opera su tutto il territorio nazionale con 20 Delegazioni Regionali, ed è rappresentata da Chef nei principali capoluoghi di provincia italiani. Vanta una significativa presenza di Chef delegati anche nelle principali capitali europee e mondiali. Collabora con prestigiosi marchi italiani, ma soprattutto conta sulla significativa presenza di Partner Istituzionali.
Migliaia di autorevoli chef, affiancati da validi colleghi ristoratori, con il supporto logistico e operativo di un team selezionato di professionisti, una presenza dinamica e frizzante a garanzia del successo dei più importanti format ed eventi enogastronomici. Sono questi gli ingredienti della famiglia delle berrette bianche dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani.
L’Associazione svolge prevalentemente attività di valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano, ma soprattutto dei Cuochi italiani, per assicurare una difesa unitaria degli interessi morali, sociali e professionali, con lo scopo di elevare l’immagine ed il prestigio della categoria quale testimonial del nostro Bel Paese e ambasciatrice delle nostre produzioni, in Italia e nel mondo. L’Associazione vanta un nutrito calendario di eventi: Concorsi a tema, Rassegne Nazionali e Regionali di cucina e pasticceria, Cooking e Master show nelle principali fiere e contest, Corsi di aggiornamento professionale, Eventi di promozione dei prodotti e territori italiani all’estero, B2B con i principali player della ristorazione, Ricerca e Sviluppo prodotto. Tra le manifestazioni più importanti Il Giro d’Italia, Les Toques Blanches d’Honneur e Le Stelle della Ristorazione.
Ruolo dell’associazione è anche quello di offrire un valido supporto agli chef nella conoscenza e interpretazione delle nuove tecnologie del mondo Ho.Re.Ca, con grande attenzione a quanto offre il mercato in termini di attrezzature e servizi correlati. Percorso reso possibile grazie alla presenza nei principali contesti professionali che affrontano il tema a 360°, quale HostMilano, la sede preferita dai ristoratori per incontrare i top player e le loro anteprime.
A rappresentare l’APCI in Italia e nel mondo è APCI Chef Italia, la Squadra Nazionale composta da alcuni tra i cuochi associati che si fanno portabandiera delle molte e versatili attività svolte dal gruppo di berrette bianche che rappresentano. Proprio in occasione dell’evento di Napoli, il 25 settembre, avverrà la selezione degli chef senior che vogliono entrare a far parte del team APCI Chef Italia.
L’Associazione è inoltre fortemente impegnata in molti progetti dedicati al tema della formazione professionale delle giovani leve, attraverso accordi con i principali organi istituzionali e il sistema scolastico italiano.

HOST MILANO
HostMilano è la manifestazione internazionale dell’ospitalità professionale, al via da venerdì 20 a martedì 24 ottobre con la 40esima edizione. Una manifestazione che nel corso degli anni è diventata leader mondiale per le filiere Ho.Re.Ca., foodservice, retail, GDO e hôtellerie.
A Fieramilano saranno esposte le ultime soluzioni in fatto di macchinari, materie prime, semilavorati, servizi, ma anche nuove tendenze.
La manifestazione si svolge su cinque giorni ed è organizzata in tre macro-aree: Ristorazione professionale con Pane, Pizza e Pasta; Caffè Tea con Bar, macchine da caffè e vending e Gelato Pasticceria; Arredo, Tecnologia e Tavola. Per la prima volta quest’anno, per permettere ai visitatori di toccare con mano le mille sfaccettature della parola ibridazione, gelato pasticceria e caffè – ai padiglioni 10 e 14 – saranno unite idealmente e fisicamente da The Experience Gallery. Ponte di collegamento ma anche luogo a sé, pensato per offrire a chi l’attraverserà un percorso all’insegna dei cinque sensi capace di mettere in contatto i mondi del Gelato Pastry e del Caffè.
A un mese dal taglio del nastro, i numeri di HostMilano – International Hospitality Exhibition parlano già di un successo rispetto alla passata edizione: in totale, infatti, sono 2.081 le aziende che hanno confermato la propria presenza, di cui 1.255 italiane (60,3%) e 826 estere (39,7%, in crescita dell’11% rispetto alla scorsa edizione) in rappresentanza di 51 Paesi. Cifre che indicano una crescita generalizzata della manifestazione rispetto all’edizione 2015, chiusasi con 2.010 aziende.
Provenienti da tutto il mondo saranno anche gli hosted buyer. Selezionati grazie al crescente investimento sulla profilazione e alla collaborazione sempre più stretta con ITA – Italian Trade Agency: si tratta di più di 1.500 buyer in arrivo da Europa (10%), Mediterraneo (6%), Medio Oriente (15%), Nord America (23%), Centro e Sud America (8%), Russia (18%), Sudafrica (1%), Asia e Oceania (19%).
Sono inoltre più di 500 gli eventi previsti tra workshop, occasioni di formazione, tavole rotonde e show-cooking per la 40esima edizione di HostMilano – International Hospitality Exhibition. Un’opportunità da non perdere considerato che tutti gli eventi, supervisionati da HostMilano, potranno essere seguiti liberamente dai visitatori professionali, indipendentemente dal settore di appartenenza, e avranno come oggetto i temi “caldi” del momento.

Ufficio Stampa Fiera Milano
Rosy Mazzanti – Simone Zavettieri
Tel. +39 02.4997.7457 e-mail press.host@fieramilano.it
Flaviana Facchini Relazioni Pubbliche
Mob. +39 3396401271 e-mail flavianafacchini@gmail.com 

Ufficio Stampa APCI –Associazione Professionale Cuochi Italiani Nazionale
Francesca Bodini
Mob. +39 3357384230 – e-mail press@cucinaprofessionale.com
Laura Gambacorta
Mob.+39 349 2886327 – e-mail laugam@libero.it

delizia-al-limone-sal-de-risoLa principessa Reem aveva tanto sentito parlare di due dolci speciali: la Torta Ricotta e pere e le Delizie al limone del maestro pasticcere di Minori, Sal De Riso. Così l’altro giorno ha fatto stazionare appositamente in rada a Salerno il suo panfilo, Il Kingdom 5KR, definito la “barca più spettacolare del mondo”. Uno yacht di 86 metri acquistato nel ’91 dal padre, il principe saudita al-Walīd bin Ṭalāl, membro della famiglia reale e nipote di Abd al-Aziz, fondatore del Regno dell’Arabia Saudita. Lui, multimiliardario, presidente e amministratore delegato della Kingdom Holding Company, è un uomo eclettico.
Così, di prima mattina, le sono state consegnate le torte e le delizie e i beninformati hanno fatto sapere a Sal De Riso che i dolci sono stati molto graditi e chissà che la principessa non torni o se li faccia inviare.
Sono felice che siano piaciuti” dice Sal “le Delizie al limone sono una specialità che ho portato alla ribalta nazionale, concentrandomi sempre sull’altissima qualità della materia prima. E, nel ventesimo anniversario della creazione della Torta ricotta e pere, una simile dimostrazione di apprezzamento per questo mio dolce è il premio più ambito”.

logo-don-salvatore-social-01Il 30 agosto apre a Napoli, in zona Fuorigrotta, “Mr Panuozzo”, un nuovo punto di riferimento per i buongustai napoletani e non. Il locale è gestito da Salvatore Di Napoli, veterano della ristorazione (da oltre 30 anni è “con le mani in pasta”) e da suo figlio Daniele. Grazie alla loro abilità si potranno gustare panuozzi, panozzetti (lunghi 25 cm, la metà del panuozzo classico, destinati al consumo per una sola persona) e panini fragranti e soffici, mai pesanti (perché l’impasto viene ben lievitato ed idratato, come vuole la tradizione gragnanese), farciti con prodotti di altissima qualità, nominati e assemblati in modo tale da celebrare la cultura, le tradizioni, il folklore napoletano (c’è, ad esempio, il panino intitolato ad Eduardo De Filippo, quello dedicato a Pino Daniele, a Vincenzo Salemme, a Biagio Izzo, a Pulcinella, a Massimo Troisi). Il tutto “condito” da un servizio di sala accogliente, divertente, “poco convenzionale” e gratuito! Il personale “urla” le ordinazioni in cucina, parla napoletano, si esibisce in divertenti sketch e parodie, e in alcune sere ci scappa anche uno “spettacolino”… Magari qualche intervento di Carmine Migliaccio, giovane youtuber e rapper giuglianese, meglio conosciuto come “Carolina”, che attraverso la sua ironia e il suo talento analizza la società moderna realizzando divertenti video che gli hanno fatto guadagnare centinaia di migliaia di follower sui social.
Anche i nomi di alcuni panuozzi fanno ridere, come “Il Porcellino” (il classico panuozzo con porchetta, provola e patatine) o “Il Ricottaro” (con ricotta, pepe, porchetta e provola).

Il panuozzo
Nato a Gragnano, il panuozzo è una delle eccellenze gastronomiche “made in Campania” più particolari. Si tratta di un panino realizzato con la pasta della pizza e preparato al forno in due fasi: dopo una prima cottura viene tagliato, farcito e nuovamente infornato, per ottenere un prodotto morbido e fragrante. Ideale per un pasto veloce ed economico, ad esempio una pausa dal lavoro, una merenda o una cena informale.
A Napoli lo si può gustare da Mr Panuozzo, moderna insegna che lo propone in quaranta versioni (che diventano centinaia se si considera che i diversi ingredienti possono essere assemblati a piacimento), tutte accomunate dai sapori veraci e dall’utilizzo di prodotti artigianali italiani (campani soprattutto).

Mr Panuozzo – Don Salvatore 1968
Il brand è stato lanciato il 18 marzo 2015 con l’apertura del primo punto vendita in via Cavalleggeri d’Aosta, al civico 44. Il 30 agosto sarà festeggiata l’apertura del nuovo punto vendita al civico 44 di via Filippo Illuminato (in zona Fuorigrotta): un sogno per Don Salvatore che – innamorato della terra che dal 1968 lo ha visto nascere, crescere a maturare – ha voluto creare uno spazio che la ricordasse in toto.
Abbiamo messo su un concept che esalta la napoletanità in tutte le sue forme“, spiega il figlio Daniele.
Il nuovo locale avrà circa 40 posti a sedere.
Fra i panuozzi best seller della “casa” il “Mr Chianina” (con hamburger di chianina 180 gr, provola e patatine) e il “Mr Black” (con hamburger di maialino nero 180 gr, provola e patatine). Tra le tante proposte c’è anche il panuozzo vegetariano farcito con melanzane, provola e friarielli. Ad affiancarlo ricette interessanti e audaci come il “Mr Mammà” con parmigiana, provola e polpette. Le carni utilizzate (porchetta, salsicce, pollo, hamburger fatti in casa con carni di chianina, scottona, maialino nero casertano, etc.) per comporre panuozzi e panini sono tutte certificate. Le polpette sono preparate dalla nonna di Daniele (ovvero la mamma di Don Salvatore) secondo un’antica ricetta che viene tramandata da generazioni e che custodisce gelosamente. La parmigiana al ragù, proposta tra i contorni oppure come “sfizio”, è invece preparata – sempre come vuole la tradizione napoletana – dalla mamma di Daniele e, quindi, moglie di don Salvatore, il quale – tra l’altro – è anche pasticcere, quindi delizia i suoi clienti con dolci sempre nuovi (non mancano mai cheese cake e profitteroles, i suoi preferiti).

Hashtag ufficiali: #donsalvatore #mrpanuozzo

Mr Panuozzo Pub
via Filippo Illuminato, 42 – 44
Napoli (zona Fuorigrotta)
Tel. 0810361462
Pagina Facebook e profilo Instagram: Mr Panuozzo Pub

sal-de-riso-presenta-i-cabochon-di-amalfiPiccoli, tondi, preziosi, realizzati in 12 versioni. Il nuovo dolce di Sal De Riso ora ha un nome: Cabochon D’Amalfi.
A guadagnarsi la soddisfazione di battezzare la nuova bontà nata a luglio dalla creatività del maestro pasticcere di Minori, sono state in realtà due donne. La prima è Giulia Balconi, una ventiquatrenne di Valmadrera (Lecco), studentessa di architettura e attualmente in Cile per un master. Lei, appena partito il contest, il 31 luglio, ha inviato una email, indicando in Cabochon la sua proposta. Tantissimi i partecipanti (oltre 1500) che hanno mandato suggerimenti dall’Italia e dall’estero. Tutti molto carini, alcuni veramente originali. Il 12 agosto ecco arrivare quello della signora Serena Diana di Roma, che suggerisce di chiamarli “Cabochon D’Amalfi”. Ed è questo il nome che convince tutti. Ma Sal De Riso premierà entrambe le signore con una cena per due persone presso il bistrot Sal De Riso Costa d’Amalfi di Minori. “Il nome è piaciuto a tutto il nostro staff” fa sapere De Riso “I dolcetti possono essere degustati in monoporzioni, assemblati in confezioni regalo o anche realizzati come torte. Ottimi come souvenir, in assenza di creme, possono viaggiare senza frigo e sono disponibili in tanti gusti: tra gli altri, limone d’Amalfi, caffè, nocciole di Giffoni, noci di Sorrento, pinoli, lamponi, mirtilli, zenzero.”
“Quella di affiancare il famoso taglio utilizzato per le pietre preziose ai nuovi dolci ci è sembrata subito un’idea vincente” ci spiega De Riso “entrambi hanno una superfice curva e sono di colorazione intensa. Piccoli gioielli della pasticceria ai quali ci è piaciuto venisse accostato il nome di Amalfi”. Ora tutti i golosi e i creativi che sono stati sollecitati dal contest potranno finalmente recarsi a Minori, presso il bistrot “Sal De Riso Costa d’Amalfi”, per degustare i Cabochon D’Amalfi. Al momento saranno disponibili solo lì poi, da fine autunno, saranno reperibili in tutti i punti vendita Sal De Riso.
Tanti auguri al nuovo nato che si aggiunge alle altre 60 creazioni di questo effervescente esponente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. E’ nel suo laboratorio, e grazie alla sua creatività, che sono nati in questi anni dolci ormai diventati dei must come “Ricotta e Pera”, “Anastasia”, il “Dolce di Amalfi”, tanti lievitati e dolci da forno come i “Pan” e i “Panzuppati”, solo per citarne alcuni.

Gourmeet diventa il palcoscenico di Made in Sud

Pubblicato da aisnapoli il 6 - aprile - 2017Versione PDF

20170404_121611-collageDi Fosca Tortorelli

Il ristorante Gourmeet di via Alabardieri è sempre in fermento e dopo l’ultima proposta messa in campo, dove la musica jazz si abbina alle armoniche composizioni culinarie della resident chef Antonella Rossi, entra in scena il cabaret.
Il locale infatti, vista la sua filosofia, che lo vede uno spazio orientato a coniugare i diversi momenti della giornata facendo convivere al suo interno la ristorazione di qualità, momenti di degustazione, vendita e formazione, ha deciso di dare un’ulteriore opportunità ai suoi fruitori. Il piacere della tavola sarà allietato e accompagnato dalla simpatia dei personaggi di Made in sud, la trasmissione di cabaret nata a Napoli nel 2008 al teatro Tam e che viene trasmessa in prima serata su RaiDue in diretta dall’auditorium Rai.
Diversi i comici che si alterneranno, come Paolo Caiazzo, Mariano Bruno, Ciro Giustiniani, Enzo e Sal, Maria Bolignano, Mino Abbacuccio, e che caratterizzeranno i mesi che andranno da Aprile a Giugno, allietando gli ospiti con momenti distensivi all’insegna del relax.
Per ogni appuntamento è previsto uno spettacolo dal vivo con una consumazione minima di 25 euro, il che lascerà libera scelta di poter tanto cenare quanto semplicemente sorseggiare un buon calice di vino o un drink. L’offerta delle proposte gastronomiche vedranno due ulteriori eccellenze come protagonisti delle serate, la pasta di Gragnano IGP del Pastificio Di Martino e Guappa, il liquore cremoso prodotto con latte di bufala.
Inoltre come segno di omaggio per la presenza della quota rosa in cucina, il primo incontro spetterà alla simpatica Maria Bolignano, un’occasione da non perdere per rendere le serate infrasettimanali meno monotone e trascorrere qualche ora in modo diverso, coniugando, come suggerito dalla stessa Maria in occasione della conferenza stampa, comicità e cucina; binomio vincente visto che la cucina come la risata creano felicità.

Di seguito il calendario:

07 aprile Maria Bolignano,
21 aprile Mariano Bruno,
27 aprile Enzo & Sal,
05 maggio Mino Abbacuccio,
12 maggio Paolo Caiazzo,
19 maggio Peppe Laurato
26 maggio Enzo Fischetti,
09 giugno Antonio D’Ausilio

Info Gourmeet:
www.gourmeet.it – Via Alabardieri, 8 – Tel. 081 7944131 – 3663366654

carmine-e-vincenzo-altamura-con-la-pigna-pasqualeNon solo pastiere napoletane e colombe in diversi gusti ma anche tanti casatielli dolci, conosciuti in alcune zone come “pigne pasquali”, per chiudere adeguatamente i pranzi delle imminenti festività pasquali. Sono queste le specialità che in questi giorni riempiono gli ampi banchi della pasticceria Altamura di Volla, piccolo comune alle falde del Vesuvio.
Il casatiello dolce, che ha origini molto antiche, veniva preparato la sera del sabato santo per essere donato, avvolto con un nastro di raso, dalle giovani fanciulle alle mamme dei loro promessi sposi. Carmine e Vincenzo Altamura, titolari e pasticcieri, si rifanno alla versione diffusasi nella zona di Marcianise dove questo dolce dal profumo particolare, alto, asciutto, ricoperto di glassa e confettini, e che richiede una preparazione di circa 3 giorni, prende il nome di “pigna pasquale”.
Per quanto riguarda le colombe, disponibili in diversi gusti, si continua con la filosofia “on demand”, già adottata per i panettoni, grazie alla quale la colomba viene realizzata su richiesta del cliente. In pratica il cliente sceglie il gusto della colomba, la prenota e quando è pronta va a ritirarla o la riceve a casa. La consegna viene effettuata gratuitamente in tutta la città di Napoli mentre è a pagamento per il resto d’Italia.
Inoltre Carmine e Vincenzo hanno pensato anche ai bambini, notoriamente amanti del cioccolato, per i quali hanno ideato gli “Altamurini”, uova di cioccolato al latte con sorpresa personalizzabile che, decorate con pasta di zucchero e coloranti naturali, danno vita a tanti divertenti soggetti come le faccine di Facebook, la coniglietta “Carotina” e il cagnolino “Teo”.

Pasticceria Altamura
Via Lufrano, 25
Volla (Na)
Tel. 081 7746822

Contatti stampa
Laura Gambacorta
Mob. 349 2886327
Email: laugam@libero.it

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