Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Archivio per la categoria: ‘News dalle aziende & Comunicati stampa’

22-gennaio-mannaia-bufali-e-dintorniIl 22 gennaio da Mannaia Hamburgeria & Braceria “Bufali e dintorni”,
serata di degustazione con salumi di bufalo, burger, fritti e sfizi

Apertura dell’anno per Mannaia Hamburgeria & Braceria di Marcianise (Ce) con tante novità in carta che vanno ad affiancarsi ad alcuni classici già consolidati nel menu. Più spazio alle tipicità campane, in particolare a quelle casertane. Fanno il loro ingresso, infatti, i salumi di bufalo con un poker d’eccezione: mortadella, bresaola, speck e salame. Tra le altre novità che verranno presentate lunedì 22 gennaio (ore 20,00) in occasione di “Bufali e Dintorni”, evento realizzato con la regia di Laura Gambacorta, ci saranno anche i piccanti roll di cheddar con cuore di ‘nduja e panatura alla cipolla croccante, il panino con salsiccia di suino nero di razza casertana, diversi prodotti dei presìdi Slow Food e la cheesecake al cioccolato fondente.
Partner dell’evento saranno Buffalo Beef per le carni e i salumi di bufalo e Loco for Drink per il beverage con tre tipologie di birra Antoniana e l’Amaro del Birraio del birrificio Grado Plato.

Il locale
Mannaia nasce nel 2016 ad opera di Pasquale Cascone, della moglie Isabella e dei figli Alfonso e Andrea. In un ambiente moderno e accogliente burger buoni e ricercati, preparati con carni selezionate, verdure di stagione e condimenti genuini sono in grado di soddisfare nella giusta misura carnivori convinti, ma anche vegetariani e vegani. Ai burger e alle ottime carni si accompagna un’ampia selezione di birre artigianali alla spina e in bottiglia di birrifici italiani ed esteri e una variegata proposta di vini.
La qualità di Mannaia ha conquistato l’attenzione di Eccellenze Italiane, brand che promuove lo sviluppo del Made in Italy, che l’ha certificata come Eccellenza del Territorio per il 2018.

Menu
Il Tris di fritti (pacchero ripieno, mozzarella in carrozza e roll di cheddar)
Il Club sandwich
I mini burger (bufalo, angus americano e suino nero casertano)
I salumi di bufalo (speck, bresaola, mortadella e salame)
La Cheesecake al fondente

In abbinamento:
La Torlonga – Birra Antoniana
Ponte Molino – Birra Antoniana
Borgo della Paglia – Birra Antoniana
Amaro del Birraio – Grado Plato

Ticket di partecipazione: euro 20

Ingresso solo su prenotazione

Info e prenotazioni:
Mannaia Hamburgeria & Braceria
Viale Evangelista, 128
Marcianise (Ce)
Tel. 0823 155 0369

Contatti stampa:
Laura Gambacorta
349 2886327
lauragambacorta@gmail.com

First Dates Hotel ad Aquapetra Resort&Spa

Pubblicato da aisnapoli il 10 - gennaio - 2018Versione PDF

First Dates Hotel ad Aquapetra Resort&Spa
Il celebre reality inglese accende i riflettori su Telese Terme e il Sannio

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L’ 8 gennaio Channel 4 ha tramesso nel Regno Unito la prima attesa puntata di First dates hotel, il reality inglese girato integralmente ad Aquapetra Resort&Spa di Telese Terme membro della Small luxury hotel of the world ed eccellenza indiscussa nel Sannio.
Per la prima volta il reality dedicato agli appuntamenti al buio sceglie una location del Sud Italia per le riprese: dal 29 settembre al 17 ottobre scorso Aquapetra Resort&Spa è stato il set privilegiato e blindatissimo della celebre produzione inglese che ne ha apprezzato l’autentico italian style.

Adam Chapman, Series Editor, ha infatti dichiarato: “Siamo molto entusiasti di questa magnifica destinazione nel sud d’Italia. L’hotel ha la combinazione perfetta di lusso e fascino old style in quella che è probabilmente la nazione più romantica al mondo”. La produzione ha scelto Aquapetra per il fascino antico del borgo diffuso in pietra, tipicamente italiano, circondato dagli ulivi, con le stradine lastricate, la cappella privata con il campanile, il paesaggio mediterraneo e la cura dei dettagli. I partecipanti al reality hanno vissuto per tre settimane negli spazi dell’albergo: nelle suite, nel ristorante La Locanda del Borgo, nella Spa con piscina affacciata sul verde.
Nella trasmissione i protagonisti vivono un primo appuntamento al buio ai tavoli del ristorante e, se l’appuntamento va bene, le coppie hanno la possibilità di rimanere in albergo e vivere un secondo appuntamento.

First dates hotel è uno dei programmi di punta del canale pubblico Britannico Channel 4 con migliaia di telespettatori in tutto il Regno Unito e Irlanda: il Sannio è protagonista di questa stagione e le ricadute sul territorio – in termini di incoming turistico ed interesse – si faranno sentire già dalla prossima primavera.

Aquapetra Resort&Spa è a Telese Terme, nel cuore del Sannio: nasce dal recupero attento di un borgo in pietra di fine Ottocento circondato da 25 ettari di bosco intatto. Con 40 camere e suite, una Spa con percorso benessere, piscina immersa tra gli ulivi e il ristorante La Locanda del Borgo, nuova Stella Michelin, è l’hotel che negli ultimi dieci anni ha rivoluzionato il concetto di accoglienza in questa parte della Campania ancora ai margini dei grandi flussi turistici.

A lezioni di pasticceria con il maestro Sal De Riso

Pubblicato da aisnapoli il 8 - gennaio - 2018Versione PDF

lezione-sal-de-risoA grande richiesta, tornano le lezioni di pasticceria del maestro Sal De Riso.
Quattro giornate, da gennaio ad aprile, nelle quali sarà possibile apprendere “Ricette, tecniche e segreti di 30 anni di attività del pasticcere della Costa d’Amalfi
Queste le date e i temi:
13 gennaio – Dolci al cioccolato, torte moderne e monoporzioni
10 febbraio – I dolci dell’amore…combinazioni e variazioni di frutta e cioccolato
10 marzo – Aspettando la primavera. I dolci di Pasqua classici, fiori e cioccolato
14 aprile – Dolci alla frutta di stagione classici e moderni. Millefoglie al cioccolato e all’arancia
Nel corso delle lezioni, che inizieranno alle 10.00 e dureranno fino alle 16.00, è prevista una pausa pranzo presso il bistrot “Sal De Riso Costa d’Amalfi”, sul lungomare di Minori, in compagnia di De Riso.
Al termine degli incontri, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione e tutte le ricette dettagliate.
Ai corsisti, cadeaux offerti da: Pavoni Italia, Mulino Caputo e Agrimontana oltre a un originale grembiule voluto per l’occasione da De Riso e appositamente creato per i suoi allievi.
Per prenotazioni e informazioni: 089. 85.64.46 oppure info@deriso.it

Paisà, un forno contadino a via Chiaia

Pubblicato da aisnapoli il 20 - dicembre - 2017Versione PDF

paisa_5“PAISÀ”
Forno contadino

Pizza al taglio con prodotti premium e ‘O panzarotto

In via Chiaia il fast food recupera il sapore della tradizione e si presenta alla stampa e al pubblico con un abbinamento delle pizze con i vini delle Cantine Alois

Nel rispetto dell’epoca contemporanea, con i suoi tempi rapidi e frenetici, Paisà, in via Chiaia 83, cerca e propone una conciliazione con la tradizione e i suoi sapori.

“Paisà nasce da una ricerca di due anni, impiegati per centrare la ricettazione dei prodotti, sia sotto il profilo del processo produttivo che delle materie prime da utilizzare – spiega Ciro Ienco, amministratore unico di Paisà Srl –. Il punto di partenza, per la realizzazione di questo progetto, è la constatazione che la pizza al taglio non ha beneficiato dell’attenzione che merita. Così si è pensato di dare dignità a questo prodotto, offrendo alla stregua delle buone pizzerie, una pizza caratterizzata dal ridottissimo contenuto di lievito e da una lievitazione molto lenta (24 ore a una temperatura controllata, con una percentuale di idratazione pari al 65%), che contribuisce a sfornare una pizza leggera e digeribile”.

Paisà, che le persone impareranno ad apprezzare anche per il sorriso di Angela Sorrentino, è un luogo che esprime la sua artigianalità, attraverso un’esperienza multisensoriale: dal profumo tipico dei prodotti panificati, al gusto genuino, alla vista di elementi storici degli antichi forni. Il bancone è realizzato in legno, che richiama alla mente la Madia del pane, il mobile più caratteristico della cucina nelle modeste famiglie contadine di un tempo. Sul ripiano della Madia si usava impastare il pane, che poi veniva conservato nel mobile, insieme a fiaschi di vino, olio, lievito, farina, avanzi di cibo e sacchi di granaglie.

In quest’atmosfera di forno contadino, viene servita una pizza al taglio preparata con farine macinate a pietra e a bassa raffinazione e in tante varietà che si affiancano alle classiche e immancabili marinara e margherita, fatte con farina 0. I prodotti utilizzati per la farcitura sono tutti premium. La farina integrale ai 5 cereali è utilizzata per la pizza con crema di zucca e pistacchi e cacio cavallo a julienne, la ciambotta arrostita (con melenzane, zucchine, peperoni e fior di latte), la pizza con pere e formaggio, la pizza con speck e melenzane arrostite, la pizza con crema di cavolo. La farina di Chia è utilizzata per la pizza verza trifolata con salsiccia e la pizza con scarole e noci. Completa la rosa di proposte la farina di zucca, con cui vengono preparate le pizze con mousse di ceci e broccoli e la pizza ortolana (con melenzane, zucchine, peperoni rossi e gialli, funghi trifolati e fior di latte).

Un menu ricercato, dove il must diventa ’O Panzarotto, un crocchè di 100 grammi, in 5 varietà: crocchè con 100% patate dell’Avezzano, ripieno con fior di latte di Agerola DOP e impanato con pangrattato; crocchè con 100% patate, ripieno con fior di latte di Agerola DOP e impanato con pangrattato e granella di pistacchi; crocchè con 100% patate, ripieno con fior di latte di Agerola DOP e impanato con pangrattato e mandorle; crocchè con 100% patate, ripieno con fior di latte di Agerola DOP e spinaci, impanato con pangrattato; crocchè con 100% patate, ripieno con fior di latte di Agerola DOP, salsicce e friarielli e impanato con pangrattato. Il pangrattato è ottenuto dalla tostatura del pane ed è arricchito, nelle diverse variabili, con granella di pistacchi, granella di mandorle, granella di nocciola.

Qui, il sapore della pizza al taglio incontra gli aromi dei vini delle cantine Alois, che propongono abbinamenti con il Caulino, una Falanghina di colore giallo-verde, minerale e luminoso, con una vivace acidità, poi mela appena tagliata, pera e sapori di agrumi maturi; il Settimo, un Casavecchia-Pallagrello rosso chiaro, in cui Il carattere di ciliegia si sposa a moderati tannini con intensità buona e fresca sul lungo finale; il Trebulanum (2010), un Casavecchia, dove grasso, liquirizia, fumo, catrame e incenso sono alcune delle note che esplodono dal bicchiere in questo ricco, esuberante rosso; il Cunto, un Pallagrello nero, rosso dalla luminosità scintillante, che vanta sapori minerali sul finale lungo e costante, dove un terroso piacevole esalta il fruttato con sentori di nucleo di ciliegia e mora.

Per la presentazione alla città di Paisà, ai sapori buoni e genuini e al gusto del vino ricercato, si è unita la musica di Mediterranean Duo, ovvero Carmine Scialla (chitarra, chitarra battente, mandolino, bouzouki greco) e Alessandro De Carolis (flauti), che hanno proposto un repertorio di musica popolare del bacino mediterraneo. In scaletta, tra le altre esecuzioni, la tarantella napoletana del ’600, la pizzica di Santu Paulu e Aide Jano.

Ufficio stampa
Francesca Scognamiglio Petino | francesca.sco@gmail.com | 3493553036
Antonia Fiorenzano | antoniafiorenzano@gmail.com | 3392648704

Concours mondial de Bruxelles Sono aperte le iscrizioni al Concours Mondial de Bruxelles 2018

L’Asia suscita un vivo interesse, tra sfide logistiche e innovazioni tecnologiche

Il 2018 si profila come un anno storico per il Concours Mondial de Bruxelles: per la prima volta il concorso varcherà le frontiere europee e giungerà a Pechino.
Ma questa è solo una delle “prime assolute” della 25ª edizione del concorso.

Dal punto di vista tecnologico, l’edizione 2018 sarà la prima con un sistema di valutazione interamente digitale. Le schede di degustazione classiche saranno, infatti, sostituite da tablet che permetteranno ai degustatori, e soprattutto ai presidenti di giuria, di operare in maniera più efficace focalizzandosi sulla degustazione, senza dover più badare al supporto cartaceo. Questa tecnologia è già stata testata da alcune commissioni nel 2017, a Valladolid, con risultati molto positivi. Il sistema di valutazione digitale è più sicuro, più rapido e più semplice.

Dal punto di vista logistico, nel 2018, per la prima volta, i campioni saranno spediti da Bruxelles a Pechino in aereo. Il Concours Mondial de Bruxelles ha riservato la metà di un Boeing, il peso stimato dei campioni e dell’attrezzatura tecnica da trasportare è di circa 75 tonnellate. Per garantire lo sdoganamento in tempo utile, i campioni saranno spediti cinque settimane prima dell’inizio del concorso. La data di chiusura delle iscrizioni è stata, dunque, leggermente anticipata al 1° marzo 2018.

Nonostante la nuova dimensione logistica dell’evento, le tariffe d’iscrizione restano invariate. I costi aggiuntivi legati alla spedizione e alla procedura di sdoganamento in Cina resteranno, infatti, a carico dell’organizzazione.

Dopo aver raggiunto il record di 9.080 campioni iscritti nel 2017, gli organizzatori attendono, per l’anno prossimo, un risultato simile se non addirittura superiore, benché la crescita non rappresenti il principale obiettivo del Concours Mondial de Bruxelles. “Cerchiamo di mantenere un livello qualitativo”, commenta Thomas Costenoble, direttore generale del CMB. E aggiunge: “Una volta raggiunti i 9.000 campioni, ci riserviamo la possibilità di chiudere le iscrizioni, anche prima della data ufficiale”.

Il team del CMB giungerà sul posto dieci giorni prima rispetto al consueto planning, per assicurarsi che tutti i preparativi siano terminati nei tempi impartiti e che tutto si svolga come previsto. Nel 2018 gli organizzatori avranno bisogno del più grande sostegno locale mai sollecitato per il concorso: verranno reclutati circa 200 studenti della scuola alberghiera che, insieme ai loro responsabili, presteranno manforte durante i preparativi e durante lo svolgimento delle sessioni di degustazione a Pechino.

Il CMB ha suscitato un fortissimo interesse nel settore vitivinicolo cinese.
Gli organizzatori hanno ricevuto oltre 1.000 candidature da parte di esperti di vini cinesi che desiderano far parte del panel di degustatori. Per gestire questa forte domanda, il Concours Mondial de Bruxelles prevede di allestire un rigoroso processo di selezione, unico in tutta la storia del concorso, poiché solo una sessantina di candidati potranno integrare la giuria. La prima fase delle selezioni sarà gestita da un team locale, secondo un protocollo del CMB, mentre la fase finale sarà gestita dagli organizzatori stessi. I candidati ammessi seguiranno una formazione teorica e pratica durante la quale impareranno a degustare, valutare e apprezzare le qualità organolettiche di vini provenienti da tutto il mondo.
I 60 degustatori cinesi selezionati saranno sottoposti a un’ultima prova il giorno prima dell’inizio concorso.

Analogamente, nell’ambito delle attività di supporto all’evento, sono previste delle degustazioni di vini cinesi. Esse consentiranno ai degustatori stranieri di familiarizzarsi con le specificità della produzione locale. Per la prima volta, il Concours Mondial de Bruxelles organizzerà ugualmente un simposio durante il quale gli esperti occidentali condivideranno la loro visione dei vini cinesi e della filiera locale. Infine, diverse visite turistiche e culturali andranno a completare il già ricco programma dei degustatori.

Nonostante le numerose novità previste nella 25ª edizione del Concours Mondial de Bruxelles, gli aspetti fondamentali del concorso restano invariati. “La qualità e la diversità dei degustatori saranno identiche a quelle degli anni precedenti. La comunicazione internazionale prima, durante e dopo il concorso si rivolgerà allo stesso target di distributori, di giornalisti e di influencer delle edizioni precedenti”, spiega Thomas Costenoble che sottolinea, inoltre, alcuni dei principali vantaggi legati alla scelta di un anfitrione come Pechino: “Fare tappa in Asia permetterà ai partecipanti di creare nuovi contatti di lavoro, di scoprire un mercato dinamico e, ovviamente, vini molto interessanti”.

La 25ª edizione del CMB si svolgerà dal 10 al 13 maggio 2018 nel distretto di Haidian a Pechino, con il sostegno dell’Amministrazione comunale di Pechino, del Distretto di Haidian a Pechino e del Beijing International Wine and Spirit Exchange (BJIWSE).

Contatti stampa: Valentina Phillips
valentina.phillips@vinopres.com
T: +32 2 533 27 66 | M: +32 478 21 27 33

Verislava Benova
verislava.benova@vinopres.com
T: +359 2 470 4731 | M: +359 888 71 70 23

I ministri del G7 al Grand Hotel Punta Molino

Pubblicato da aisnapoli il 17 - ottobre - 2017Versione PDF

thumbnail-10ACCOGLIENZA E CUCINA ISCHITANA AL PUNTA MOLINO PER I MINISTRI DEL G7

Le eccellenze del territorio dell’isola verde e la loro valorizzazione: sono questi i principi di fondo del percorso enogastronomico che caratterizzerà il vertice del G7 a Ischia del 19 e 20 ottobre. Ai Ministri dell’Interno riuniti al Grand Hotel Punta Molino, sarà servito un menù di mare durante la cena di gala del 19 che avrà luogo nel Salone rotondo dell’albergo. Il 20 invece, per il lunch buffet sarà servito un menù di terra nel ristorante O’ Rangio Fellone, lo storico locale ideato e realizzato dall’architetto Sandro Petti e animato da Ugo Calise negli anni ’50 e ‘60. Si pranzerà sulla mitica rotonda sul mare cantata da Fred Bongusto.
C’è tanta storia negli speciali piatti ideati per il summit da Chef Alfonso Arcamone, che punta innanzitutto a raccontare la tradizione della cucina campana e ischitana, come il maialino nero a rappresentare l’importante e forte impronta agricola della regione e i mezzi paccheri di Gragnano al sugo di pint’ ‘rre (dal napoletano: dipinto da re, per la bellezza dei colori). La donzella, tipico pesce da scogliera, viene pescato nei pressi della Baia di Punta Molino, proprio davanti al Castello Aragonese. L’isola e il suo mare dunque serviranno diversi piatti a base di pesce fresco: una bella sfida per soddisfare gusti e palati d’alto rango con l’ottimo pescato dell’isola verde. Sapori e ricordi della tradizione in forma contemporanea.
A fare la differenza – spiega lo Chef – le materie prime impiegate, dal vino alle spezie e i prodotti a Km zero, con un’attenzione particolare rivolta al modo in cui il maialino è stato allevato e il pesce pescato proprio nel nostro mare“.
Un percorso enogastronomico che abbraccia tutti i prodotti che riassumono la ricchezza dell’isola e della regione. Non mancheranno infatti i simboli del territorio campano come la mozzarella di bufala dop, che sarà servita in ben tre consistenze e un legume molto particolare e di antichissima tradizione come la cicerchia, le nocciole di Giffoni, i taralli napoletani, gli asparagi selvatici dell’isola e il liquore Rucolino. Gli ospiti non potranno resistere ai dessert: babà e sfogliatella.
L’ebbrezza della cucina ischitana sarà accompagnata dai vini dei vignaioli dell’isola: il vino rosso è il Per’ E Palumbo cantine Tommasone, per il bianco la scelta è caduta su Villa Campagnano Cantine Antonio Mazzella e Pithecusa Bianco Cantine Tommasone.

 

foto-tavolo-relatoriTRADIZIONE, QUALITA’ E PROFESSIONALITA’ INNOVATIVA:
COSI’ LA RISTORAZIONE CAMPANA SI DISTINGUE IN ITALIA

Presentata a Napoli una ricerca MET Bocconi dedicata al settore in regione:
i prodotti a denominazione di origine e la fama di meta enogastronomica trainano la ristorazione di qualità in Campania, con 258 ristoranti censiti nelle guide più famose.
Dal 20 al 24 ottobre il settore al centro di HostMilano, manifestazione internazionale
dedicata all’ospitalità professionale

Si è tenuto ieri a Napoli l’incontro “L’ospitalità incontra il Business – Dal Sud al Nord alla ricerca di eccellenze” organizzato da APCI, Associazione Professionale Cuochi Italiani, e Fiera Milano. Nell’occasione è stata presentata HostMilano, la principale manifestazione dedicata al mondo della ristorazione e dell’hotellerie, a stampa e operatori del Centro e Sud Italia e si è approfondito l’impatto del settore Ho.Re.Ca. in queste regioni. La giornata ha visto la partecipazione di Nino Daniele, Assessore a Cultura e Turismo del Comune di Napoli, Sonia Re, direttore generale APCI, Simona Greco, Exhibition Director di Host e BIT, Magda Antonioli, direttrice del Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi, Sal De Riso, pasticcere Maestro AMPI, Alfonso Iaccarino, chef del Don Alfonso e Roberto Carcangiu, presidente APCI.
Per il nostro Paese la ristorazione è stato un asset fondamentale negli anni di crisi e in particolare per Napoli – ha osservato l’Assessore Cultura e Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele – che ha visto un aumento del 49% di turisti nel 2016, anno in cui a livello nazionale è aumentato del 6%, secondo i dati della Banca d’Italia. In questo settore la tecnologia, che oggi garantisce il buon vivere, si è messa al servizio di antichi saperi, realizzando le due sfide del futuro: progresso tecnologico e sostenibilità”.
LA RISTORAZIONE IN CAMPANIA: CUORE E PROFESSIONALITA TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Secondo i dati di MET Bocconi, se la tecnologia guida le nuove generazioni, qualità e tradizione rimangono centrali in modo trasversale ai target: un interessante caso studio è quello di Napoli e della Campania. Con le sue oltre 30mila imprese attive, la Campania è terza nel settore dei servizi di ristorazione, così come per la popolazione (terza regione più popolata dopo Lombardia e Lazio). Il settore è cresciuto nell’ultimo triennio di poco meno del 2,5% annuo e le imprese campane della ristorazione rappresentano circa il 10% del totale nazionale (Fonte: FIPE 2016). Senza contare prodotti iconici come pasta o pizza (per cui recentemente è stata avanzata anche una candidatura a patrimonio dell’umanità), la tradizione gastronomica campana è particolarmente ricca e ben riconoscibile. Numerose sono le produzioni che possono vantare una denominazione di origine (DOP, IGP, STG) ed altrettanti i piatti conosciuti ed imitati in ogni parte del mondo; questo contribuisce a caratterizzare ulteriormente il territorio e a rafforzare la reputazione della Campania, anche a livello internazionale, tanto in campo agroalimentare, quanto come meta di turismo enogastronomico.
Lo conferma anche la presenza di locali campani nelle tre guide più autorevoli, Guida Michelin, I Ristoranti d’Italia di Espresso e Ristoranti d’Italia di Gambero Rosso. Sugli 8.804 ristoranti censiti in Campania da FIPE sono 258 i locali citati: 59 in tutti e 3 i volumi, 59 solo su Michelin, 47 solo su Gambero Rosso e 44 su Espresso. Michelin è la guida che ne annovera il maggior numero (146, pari al 56,6%), di poco inferiori le altre due (Gambero Rosso 55,1%) ed Espresso 51,2%). Rispetto alla precedente indagine EBNT-FIPE del 2010 il numero complessivo di locali menzionati è rimasto pressoché stabile (256 quelli rilevati in precedenza). Sono 76 (pari al 29,5% di quelli considerati) i ristoranti che hanno ricevuto un riconoscimento da almeno una delle guide. Invece 33 (il 12,8%) hanno ricevuto un riconoscimento da tutte e tre le testate.

I ristoranti di qualità sono presenti in tutte le province campane — confermando la maggiore rilevanza di concept e prodotto offerto rispetto alla location –, ma si notano quattro aree dove questi si concentrano: le isole (Ischia, seguita da Capri e quindi Procida, oltre il 15,5%), seguite a pari merito dalla città di Napoli e dalla Costiera Amalfitana con il 14,3% e quindi dalla Costiera Sorrentina (12,4%) Nonostante la maggioranza sia costituita da ristoranti è interessante notare altre tipologie di locali, in particolare trattorie e pizzerie. Il forte legame con tradizione e territorio si nota anche nei menu: il 21,7% dei locali presentati offre infatti una cucina di tipo classico ed un altro 20,5% piatti della cucina campana. A cui vanno poi aggiunti un altro 20,5% di locali che presentano un menu in prevalenza a base di pesce ed un altro 14,7% che presenta una carta con piatti di cucina italiana.

LA RISTORAZIONE IN ITALIA: PROSPETTIVE DI CRESCITA
In generale – sempre secondo i dati presentati oggi – gli italiani mangiano sempre più fuori casa, oltre un terzo della spesa alimentare delle famiglie, circa il 35% pari a 75 miliardi di euro. Un dato che, a differenza dei consumi domestici, è rimasto stabile durante la crisi e ha ricominciato a crescere negli ultimi tre anni. E che si riflette nella densità unica al mondo delle imprese di ristorazione in Italia: sono oltre 325 mila, per oltre la metà (53,1%) ristoranti ma anche attività di ristorazione mobile, a conferma della crescita del fenomeno street food. A sua volta, il 64,3% di questi ultimi sono attività con somministrazione, pari a circa 111 mila imprese. La regione che concentra più ristoranti è la Lombardia (13.9%) seguita da Lazio (11.3%) e Campania (9,3%), podio che si ripete anche nello street food. Anche nel fuori casa, come nell’imprenditoria italiana in generale, dominano le PMI: il numero medio di dipendenti è 5,6 per un totale di 376 mila dipendenti (Fonte: FIPE, 2016).
Nel contesto europeo l’ospitalità italiana riveste un ruolo di primo piano. Con circa 51 miliardi di euro nel 2014, di cui il 40% riconducibile ai soli ristoranti, le imprese italiane rappresentano da sole quasi un settimo di tutto il fatturato del settore nella UE-28 (375 miliardi) e più di un decimo di tutto il valore aggiunto (18 miliardi di euro su 152), il 37,4% dovuto ai ristoranti. In Italia il settore è complessivamente cresciuto nel quinquennio 2008-2014 e le stime per il 2015 sono di un ulteriore aumento del 2,8% (Fonte: elaborazioni su dati Eurostat, 2016).

APCI
L’Associazione Professionale Cuochi Italiani è l’Ente Nazionale di categoria dei Cuochi italiani, legalmente costituita e con sede a Milano, che annovera migliaia di Cuochi professionisti e ristoratori, tutti rigorosamente in attività e con mansioni direttive. Opera su tutto il territorio nazionale con 20 Delegazioni Regionali, ed è rappresentata da Chef nei principali capoluoghi di provincia italiani. Vanta una significativa presenza di Chef delegati anche nelle principali capitali europee e mondiali. Collabora con prestigiosi marchi italiani, ma soprattutto conta sulla significativa presenza di Partner Istituzionali.
Migliaia di autorevoli chef, affiancati da validi colleghi ristoratori, con il supporto logistico e operativo di un team selezionato di professionisti, una presenza dinamica e frizzante a garanzia del successo dei più importanti format ed eventi enogastronomici. Sono questi gli ingredienti della famiglia delle berrette bianche dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani.
L’Associazione svolge prevalentemente attività di valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano, ma soprattutto dei Cuochi italiani, per assicurare una difesa unitaria degli interessi morali, sociali e professionali, con lo scopo di elevare l’immagine ed il prestigio della categoria quale testimonial del nostro Bel Paese e ambasciatrice delle nostre produzioni, in Italia e nel mondo. L’Associazione vanta un nutrito calendario di eventi: Concorsi a tema, Rassegne Nazionali e Regionali di cucina e pasticceria, Cooking e Master show nelle principali fiere e contest, Corsi di aggiornamento professionale, Eventi di promozione dei prodotti e territori italiani all’estero, B2B con i principali player della ristorazione, Ricerca e Sviluppo prodotto. Tra le manifestazioni più importanti Il Giro d’Italia, Les Toques Blanches d’Honneur e Le Stelle della Ristorazione.
Ruolo dell’associazione è anche quello di offrire un valido supporto agli chef nella conoscenza e interpretazione delle nuove tecnologie del mondo Ho.Re.Ca, con grande attenzione a quanto offre il mercato in termini di attrezzature e servizi correlati. Percorso reso possibile grazie alla presenza nei principali contesti professionali che affrontano il tema a 360°, quale HostMilano, la sede preferita dai ristoratori per incontrare i top player e le loro anteprime.
A rappresentare l’APCI in Italia e nel mondo è APCI Chef Italia, la Squadra Nazionale composta da alcuni tra i cuochi associati che si fanno portabandiera delle molte e versatili attività svolte dal gruppo di berrette bianche che rappresentano. Proprio in occasione dell’evento di Napoli, il 25 settembre, avverrà la selezione degli chef senior che vogliono entrare a far parte del team APCI Chef Italia.
L’Associazione è inoltre fortemente impegnata in molti progetti dedicati al tema della formazione professionale delle giovani leve, attraverso accordi con i principali organi istituzionali e il sistema scolastico italiano.

HOST MILANO
HostMilano è la manifestazione internazionale dell’ospitalità professionale, al via da venerdì 20 a martedì 24 ottobre con la 40esima edizione. Una manifestazione che nel corso degli anni è diventata leader mondiale per le filiere Ho.Re.Ca., foodservice, retail, GDO e hôtellerie.
A Fieramilano saranno esposte le ultime soluzioni in fatto di macchinari, materie prime, semilavorati, servizi, ma anche nuove tendenze.
La manifestazione si svolge su cinque giorni ed è organizzata in tre macro-aree: Ristorazione professionale con Pane, Pizza e Pasta; Caffè Tea con Bar, macchine da caffè e vending e Gelato Pasticceria; Arredo, Tecnologia e Tavola. Per la prima volta quest’anno, per permettere ai visitatori di toccare con mano le mille sfaccettature della parola ibridazione, gelato pasticceria e caffè – ai padiglioni 10 e 14 – saranno unite idealmente e fisicamente da The Experience Gallery. Ponte di collegamento ma anche luogo a sé, pensato per offrire a chi l’attraverserà un percorso all’insegna dei cinque sensi capace di mettere in contatto i mondi del Gelato Pastry e del Caffè.
A un mese dal taglio del nastro, i numeri di HostMilano – International Hospitality Exhibition parlano già di un successo rispetto alla passata edizione: in totale, infatti, sono 2.081 le aziende che hanno confermato la propria presenza, di cui 1.255 italiane (60,3%) e 826 estere (39,7%, in crescita dell’11% rispetto alla scorsa edizione) in rappresentanza di 51 Paesi. Cifre che indicano una crescita generalizzata della manifestazione rispetto all’edizione 2015, chiusasi con 2.010 aziende.
Provenienti da tutto il mondo saranno anche gli hosted buyer. Selezionati grazie al crescente investimento sulla profilazione e alla collaborazione sempre più stretta con ITA – Italian Trade Agency: si tratta di più di 1.500 buyer in arrivo da Europa (10%), Mediterraneo (6%), Medio Oriente (15%), Nord America (23%), Centro e Sud America (8%), Russia (18%), Sudafrica (1%), Asia e Oceania (19%).
Sono inoltre più di 500 gli eventi previsti tra workshop, occasioni di formazione, tavole rotonde e show-cooking per la 40esima edizione di HostMilano – International Hospitality Exhibition. Un’opportunità da non perdere considerato che tutti gli eventi, supervisionati da HostMilano, potranno essere seguiti liberamente dai visitatori professionali, indipendentemente dal settore di appartenenza, e avranno come oggetto i temi “caldi” del momento.

Ufficio Stampa Fiera Milano
Rosy Mazzanti – Simone Zavettieri
Tel. +39 02.4997.7457 e-mail press.host@fieramilano.it
Flaviana Facchini Relazioni Pubbliche
Mob. +39 3396401271 e-mail flavianafacchini@gmail.com 

Ufficio Stampa APCI –Associazione Professionale Cuochi Italiani Nazionale
Francesca Bodini
Mob. +39 3357384230 – e-mail press@cucinaprofessionale.com
Laura Gambacorta
Mob.+39 349 2886327 – e-mail laugam@libero.it

delizia-al-limone-sal-de-risoLa principessa Reem aveva tanto sentito parlare di due dolci speciali: la Torta Ricotta e pere e le Delizie al limone del maestro pasticcere di Minori, Sal De Riso. Così l’altro giorno ha fatto stazionare appositamente in rada a Salerno il suo panfilo, Il Kingdom 5KR, definito la “barca più spettacolare del mondo”. Uno yacht di 86 metri acquistato nel ’91 dal padre, il principe saudita al-Walīd bin Ṭalāl, membro della famiglia reale e nipote di Abd al-Aziz, fondatore del Regno dell’Arabia Saudita. Lui, multimiliardario, presidente e amministratore delegato della Kingdom Holding Company, è un uomo eclettico.
Così, di prima mattina, le sono state consegnate le torte e le delizie e i beninformati hanno fatto sapere a Sal De Riso che i dolci sono stati molto graditi e chissà che la principessa non torni o se li faccia inviare.
Sono felice che siano piaciuti” dice Sal “le Delizie al limone sono una specialità che ho portato alla ribalta nazionale, concentrandomi sempre sull’altissima qualità della materia prima. E, nel ventesimo anniversario della creazione della Torta ricotta e pere, una simile dimostrazione di apprezzamento per questo mio dolce è il premio più ambito”.

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