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Al via il contest Pomorosso d’Autore – Sani e Mediterranei

Pubblicato da aisnapoli il 19 - febbraio - 2019Versione PDF

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Al via il contest Pomorosso d’Autore – Sani e Mediterranei

MySocialRecipe e La Fiammante insieme per promuovere

la cucina della salute e del benessere.

Fuoco alle idee! Torna Pomorosso d’Autore col suo carico di novità e riparte la sfida ai fornelli per professionisti e appassionati del Food.

Al passo con l’attenzione crescente alle materie prime e alle filiere, all’equilibrio e alla leggerezza dei piatti, al recupero del modello mediterraneo per una sana alimentazione, tema della quarta edizione del contest di MySocialRecipe e La Fiammante è il valore nutrizionale della buona cucina, condensato nel titolo “Sani e Mediterranei”, che è anche lo storico payoff dell’azienda conserviera.

Pomorosso d’Autore – Sani e Mediterranei perché oggi più che mai la cucina migliore è legata al benessere, alla salute e alla prevenzione. Un tema che conferma e rilancia l’approccio innovativo del format, che coniuga la promozione dell’autentico made in Italy e delle migliori filiere italiane con la necessaria creatività di procedimenti, tecniche di cottura e abbinamenti.

Bando alla mortificante “cucina del senza”, largo alla bellezza di piatti sani e, insieme, appetitosi! Cerchiamo ricette accessibili, piatti POP, perché la salute riguarda tutti e tutti – rustici o raffinati, ricchi o poveri, esperti o neofiti – “siamo quello che mangiamo”.

Come ogni anno, MySocialRecipe – unica piattaforma che certifica l’originalità delle ricette – garantirà la tutela e la diffusione delle proposte autoriali; La Fiammante – marchio di punta di una filiera etica certificata ed eccellenza conserviera a Buccino (SA) – offrirà ai finalisti la straordinaria opportunità di partecipare al “Viaggio del Pomodoro”, un itinerario dai campi alle cucine alla scoperta dell’universo dell’oro rosso italiano, tra antichi tesori da riscoprire e avanguardie del gusto, con le ricerche condotte dall’Università “Federico II” di Napoli.

Per partecipare al contest è necessario ideare e realizzare RICETTE ORIGINALI che impieghino POMODORO IN CONSERVA quale INGREDIENTE PRINCIPALE: sono ammesse tutte le varietà (Tondo, S. Marzano dell’Agro Sarnese Nocerino, Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, Corbarino, Pachino, Pomodorino Giallo, ecc.) e tutte le tipologie di lavorazione, purché in conserva (al naturale, passata, polpa, pelato, ecc.).

A differenza che negli altri vegetali, infatti, la cottura (indispensabile nella conservazione) aumenta l’apporto nutrizionale del pomodoro: il LICOPENE, principale responsabile della sua azione antiossidante, risulta maggiormente “biodisponibile” (disponibile all’assimilazione) dopo la cottura, perché le sue molecole hanno bisogno di essere spezzate per attivarsi e combattere i radicali liberi.

La conserva di pomodoro è, dunque, la massima espressione del potere salutistico del pomodoro, grande alleato nella prevenzione dei tumori e delle patologie car­diovascolari e, più in generale, nella protezione delle cellule dall’invecchiamento.

Per partecipare, come ogni anno, è necessario iscriversi a MySocialRecipe e registrare gratuitamente le proprie creazioni.

Due le CATEGORIE di accesso al contest: CUOCHI e PROFESSIONISTI -FOODBLOGGER e APPASSIONATI che si sfideranno lungo due percorsi paralleli, che porteranno i finalisti di entrambe le categorie alla finale.

Due le FASI web del contest con un limite massimo di 2 RICETTE ORIGINALI per ogni partecipante, sia nella prima che nella seconda fase, e l’obbligo di esprimersi in 1 ricetta dolce e 1 ricetta salata.

Il vincitore assoluto per la categoria CUOCHI e PROFESSIONISTI e il vincitore assoluto per la categoria FOODBLOGGER e APPASSIONATI saranno scelti mediante una GARA di cucina nel corso del tour dedicato ai finalisti.

Novità assoluta di quest’anno, la campagna “PORTA UN AMICO”: tra gli iscritti che avranno invitato un amico ad iscriversi al contest sarà estratto a sorte in DIRETTA Facebook il fortunato che, indipendentemente dal punteggio ottenuto, avrà la possibilità di partecipare al Viaggio del Pomodoro assieme ai finalisti e ai giurati.

Coerentemente con il focus della quarta edizione del contest, l’equilibrio nutrizionale della ricetta si aggiunge ai criteri di valutazione: un punteggio “bonus” assegnato da Francesca Marino andrà a sommarsi ai giudizi ottenuti in Giuria dalle ricette.

Nuova anche la Giuria presieduta da Luigi Franchi (fotografo, giornalista di enogastronomia, direttore di “Sala & Cucina”) e composta da Christian Torsiello (enfant prodige campano, chef stellato Osteria Arbustico di Paestum), Lara De Luna (giornalista Repubblica Sapori) Francesca Marino (biologa nutrizionista, giornalista, Ceo di Mysocialrecipe), Riccardo Melillo (graphic and food photographer, Italia a Tavola), Shamira Gatta (food e travel blogger, vincitrice uscente del Pomorosso d’autore – In sugo veritas nella categoria Foodblogger e Appassionati) e Fabio Gallo (cuoco pluripremiato, vincitore uscente del Pomorosso d’autore – In sugo veritas nella categoria Cuochi e Professionisti).

Media Partner dell’iniziativa Luciano Pignataro WineBlog, Italia a Tavola.

5 Novembre, Il pomodorino giallo di Rofrano

Pubblicato da aisnapoli il 30 - ottobre - 2018Versione PDF

thumbnail-48Lunedì 5 novembre alle ore 11:00, presso Palazzo Mainenti, sede dell’Ente Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, si parlerà del recupero e della valorizzazione del “pomodorino giallo di Rofrano”. A raccontare il percorso che ha portato alla rinascita di questo frutto antico e unico nel suo genere saranno i due giovani agricoltori che lo hanno recuperato, Giovanni Cavallo e Giovanni Speranza, insieme ad alcuni degli attori della filiera che sostiene il progetto: Tommaso Pellegrino, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Cilento – Vallo di Diano e Alburni, i fondatori di DaZero – Pizza e Territorio, Paolo Ruggiero della Coooperativa Gustarosso, il maestro pizzaiolo Enzo Coccia ( La Notizia – Napoli), il sindaco di Rofrano, Nicola Cammarota, e quello di Vallo della Lucania, Antonio Aloia.
L’incontro, attraverso immagini e testimonianze dirette, racconterà il percorso di recupero di un prodotto che sembrava scomparso e che ora invece è stato reinserito nell’elenco della biodiversità campana, come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), grazie a un esempio di sinergia tra privati, enti locali e dinamiche realtà del territorio che ne hanno fermato l’inesorabile estinzione.
La filiera è andata definendosi dopo i primi raccolti dando contemporaneamente vita al progetto di sviluppo che oggi è una realtà. A credere nel lavoro dei due giovani rofranesi ci sono stati da subito i fondatori di DaZero, Giuseppe Boccia, Paolo De Simone Carmine Mainenti, che seguendo la propria filosofia di valorizzazione e recupero delle eccellenze del Cilento, hanno provato il pomodorino e iniziato a lavorare su nuove pizze.
A loro fin da subito si è affiancata la cooperativa di produttori Gustarosso, nota per gli ottimi risultati avuti con il rilancio del pomodoro San Marzano, che si è proposta di mettere a disposizione le proprie esperienze che porteranno alla trasformazione in conserve del buonissimo pomodorino.
Le qualità del frutto giallo di Rofrano hanno conquistato anche Enzo Coccia della pizzeria “ La Notizia ” di Napoli, il primo maestro pizzaiolo ad aver posto l’attenzione sulla ricerca di prodotti di qualità, e gli chef cilentani Davide Mea e Alessandro Feo.
A sostegno di questo circuito virtuoso ci sono anche gli Enti locali, il comune di Rofrano che intende agevolare lo sviluppo della produzione del pomodorino e il Parco Nazionale che con l’istituzione del Marchio apre alla valorizzazione dei prodotti tipici locali.
Ognuno ricoprirà un ruolo che contribuirà alla crescita del progetto negli anni.
Alla fine del racconto dell’esperienza sul campo si aggiungerà quella diretta che i partecipanti potranno sperimentare spostandosi da “Palazzo Mainenti” alla sede della pizzeria DaZero di Vallo della Lucania. Qui si approfondirà la conoscenza del pomodorino che matura conservando in sé il sapore dell’estate nei mesi invernali. Le caratteristiche organolettiche di questo frutto antico saranno esaltate dalle pizze ideate dal Enzo Coccia e Paolo De Simone che comporranno lo speciale menù con cui si concluderà l’evento.

thumbnail-47Questa mattina, presso l’azienda agricola sperimentale regionale Improsta, a Eboli, è stato inaugurato il caseificio sperimentale regionale, nell’ambito delle attività previste dal protocollo di intesa tra l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e il CRAA (Centro per la ricerca applicata in agricoltura), associazione che annovera, tra i suoi soci, la Regione Campania, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi del Sannio, l’Università degli Studi di Salerno e l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
Nella struttura si effettueranno attività di ricerca e di sperimentazione sui prodotti agroalimentari tradizionali campani, attraverso il controllo e la validazione delle diverse tecniche di lavorazione impiegate. Le tecnologie saranno studiate sia presso il caseificio sperimentale, sia presso le aziende in collaborazione con il Cripat (Centro di riferimento regionale per la sicurezza della ristorazione pubblica e collettiva e delle produzioni agroalimentari tradizionali).
“I formaggi tradizionali campani hanno origine nei sistemi produttivi tradizionali, che ne determinano peculiarità e che rappresentano esempi di biodiversità. Sono caratterizzati dall’impiego di latte crudo e di attrezzature tradizionali. Con l’avvio di queste attività, l’IZSM si può finalmente avvalere di una struttura pubblica in cui condurre ricerche che mettano i produttori nelle condizioni di proiettarsi verso sfide nazionali ed internazionali, puntando non solo sul rispetto delle tradizioni, ma anche sulla messa a punto di procedure di caseificazione innovative e nuovi studi, volti a ottenere nuovi prodotti o a migliorare quelli già presenti. L’obiettivo è quello di definire un percorso tecnologico che garantisca la sicurezza alimentare dei nostri formaggi creando dei protocolli virtuosi da applicare nelle aziende di trasformazione presenti sul territorio regionale”, ha dichiarato Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
“L’Asl, attraverso il dipartimento di Prevenzione, si occuperà di effettuare i controlli nelle aziende del territorio per verificare la salubrità dei nostri prodotti e cercherà di semplificare quelle che sono le deroghe a livello europeo che interessano i nostri prodotti tradizionali, realizzati, quindi, secondo antiche metodiche produttive. Con queste attività si potrà dare un riscontro ai produttori delle nostre aree interne tutelando non solo i produttori, ma anche i consumatori, garantendo il rispetto della tradizione e della sicurezza alimentare”, ha dichiarato Mario Iervolino, commissario straordinario dell’Asl di Salerno.
“Con il protocollo di intesa siglato con l’Izsm, mettiamo a disposizione il caseificio sperimentale dell’Azienda Improsta per una straordinaria attività di ricerca rivolta a tutto il mondo produttivo della Campania. Da questo punto di vista, la scommessa e la sfida della competitività dell’agroalimentare campano, a livello nazionale ed internazionale, passa attraverso le nuove tecniche produttive e la sperimentazione. In questo contesto, l’Improsta ha un ruolo fondamentale rispondendo alla sua mission istituzionale di ricerca applicata in agricoltura e di supporto a tutti gli operatori del comparto agroalimentare” ha dichiarato Luca Sgroia, presidente del CRAA-Azienda Improsta.
“Con l’avvio delle attività creiamo un momento di formazione fondamentale per la ricerca applicata, avere una struttura sperimentale è estremamente importante per fornire un supporto scientifico ai produttori del comparto e per fornire loro nuovi strumenti che gli consentano di essere competitivi in Europa e nel mondo”, ha spiegato Nicoletta Murru del dipartimento di Medicina Veterinaria e delle Produzioni Animali della Federico II.
“Oggi si concretizza ulteriormente la sinergia tra Regione, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Asl, mondo universitario e Azienda Improsta. L’Azienda Improsta, infatti, diventa un centro di riferimento per il comparto con l’apertura di un laboratorio sperimentale in cui condurre attività di ricerca sui prodotti caseari e sulla mozzarella di Bufala, una delle nostre produzioni di punta. L’obiettivo principale è quello di innovare le produzioni per rafforzare questo settore all’insegna della sicurezza alimentare. Vogliamo che queste produzioni d’eccellenza conquistino quote sempre più significative sui mercati nazionale e internazionali”, ha concluso Franco Alfieri, capo della segreteria del Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, per il quale segue le politiche agricole.

2 Febbraio, Una sera con Mauro Fermariello

Pubblicato da aisnapoli il 31 - gennaio - 2018Versione PDF

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perrusioIl caseificio Perrusio conquista l’ambito “Trofeo De Gennaro”
Ecco i produttori di eccellenza superiore del Provolone del Monaco Dop

Qualità superiore certificata dall’Onaf. Due titoli su tre sono finiti al Caseificio Perrusio di Meta ed uno a Ruocco di Agerola. Questo il risultato finale della kermesse, organizzata dal Consorzio di Tutela Provolone del Monaco Dop, che ogni anno intende premiare le aziende che si sono messe in evidenza realizzando prodotti di qualità superiore all’eccellenza stessa rappresentata dal formaggio stagionato più famoso della regione Campania.
Il caseificio Perrusio si è imposto nella categoria dei prodotti che vantano dai 6 agli otto mesi di stagionatura e in quella superiore ai dodici mesi. La leadership in questa categoria consente di sollevare l’ambito trofeo intitolato a “Fernando De Gennaro” Perrusio subentra così a Ruocco, che tiene comunque alta la scuola agerolese, imponendosi nella categoria dagli 8 ai 12 mesi.
Con questo risultato si è conclusa anche la tappa di Vico Equense del tradizionale Gran Galà di fine anno. Prossima tappa a Sant’Agnello. Martedì 5 dicembre a partire dalle ore 16.30 appuntamento al Grand Hotel Parco del Sole di Sant’Agnello.
Via Gerani 1, Sant’Agnello NA

2 Dicembre, Storie dal Rione Terra…racconti in movimento

Pubblicato da aisnapoli il 29 - novembre - 2017Versione PDF

23754795_1971834079694934_177823378924700713_nSabato 2 dicembre 2017, dalle ore 9:00 alle 13:00, il Liceo Virgilio di Pozzuoli, nell’ambito delle Mattinate FAI d’Inverno, leggerà brani tratti da Storie dal Rione Terra di Gemma Russo, raccolta frutto di un anno di impegno della giornalista flegrea puteolana con la Pro Loco Pozzuoli al Percorso Archeologico del Rione Terra. L’incontro con chi ha vissuto direttamente o indirettamente la rocca tufacea ha dato vita ad una pubblicazione con storie che dipingono la natura bradisismica della terra, l’importanza archeologica e storica, la quotidianità che non c’è più, fatta di usi e i costumi, anche gastronomici.
I ragazzi della V G, dislocati lungo le stradine della rocca, primo nucleo abitato della città di Pozzuoli, daranno vita a dei Racconti in Movimento tornando a far rivivere il borgo che, nel corso dei secoli, è stato teatro di eventi, storici e naturali, apportanti cambiamenti importanti nella stessa morfologia dei Campi Flegrei. Nonostante ciò, esso è sempre rimasto abitato, conservando al suo interno memoria dello scorrere dei secoli.
Ad insediarsi per primi sulla rocca furono, probabilmente, un gruppo di esuli provenienti da Samo che fuggivano la tirannide di Policrate. Questi fondarono verso il 530 a.C. Dicerchia, di cui lo scavo archeologico non ha rivelato sostanziali resti. È stato dopo essere divenuta colonia romana, nel 194 a.C., che Pozzuoli e il Rione Terra conobbero il periodo di maggiore splendore. Puteoli divenne per secoli il porto di Roma, primato che conservò sino alla nascita del porto di Ostia e, comunque, fino alla fine dell’Impero Romano d’Occidente, avvenuta nel 476 d.C. Il nucleo abitativo fu ricostruito in seguito alla nascita del Monte Nuovo, avvenuta nel 1538, per volontà di Pedro Álvarez de Toledo, al tempo viceré di Napoli, che diede incentivi fiscali alla nobiltà e al clero se avessero scelto di costruire i propri palazzi sull’acropoli del Rione Terra. Fu così che la città romana divenne una specie di unitaria piattaforma su cui sono stati costruiti gli edifici seicenteschi, oggi in corso avanzato di restauro e abitati fino al 2 marzo 1970, data in cui la popolazione fu sottoposta ad evacuazione forzata a causa dell’intensificarsi del fenomeno del bradisismo.
A dar voce a chi non vive più al Rione Terra saranno i giovani puteolani del Liceo Virgilio, rendendolo resiliente al cambiamento e offrendo al visitatore un punto di vista diverso, fatto di suggestioni semplici e autentiche di una quotidianità che non esiste più.

Faby Scarica è la vincitrice di Top Chef Italia

Pubblicato da aisnapoli il 10 - novembre - 2017Versione PDF

Fabiana Scarica

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