Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza

Archivio per la categoria: ‘Succede in Città e Dintorni’

Trattoria dell'Oca

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

“I FuoriCORSO

Cena di Fine Corso Primo Livello N.48

Hotel Renaissance

Trattoria dell’Oca

Via S.Teresa a Chiaia n.11 (angolo via Bausan)

Ticket di partecipazione: euro 25

Info e Prenotazioni: 3922675405 gabriele.pollio1@gmail.com

Vi aspettiamo, Lunedi 14 Aprile alle ore 20.00 presso la Trattoria dell’Oca, per una serata dedicata ai racconti dei momenti più singolari del Corso. I partecipanti potranno, come di consuetudine, proporre ai colleghi l’assaggio di un vino a loro caro che presenteranno nel corso della serata. Amici, sommelier, aspiranti sommelier, docenti e appassionati potranno intervenire. In apertura serviremo, giusto per calmare la sete, champagne Thienot in jeroboam (a proposito…avete studiato? quanti litri sono?)  per poi passare alla formula del BYOB (bring your own bottles).

Menù

Alici e calamaretti fritti

Bocconcini di provola fritti

Crocché di patate

Conetti di bresaola con ricotta di cestino

Risotto zucchine e taratufi

Lo Scarpariello

Arista in agrodolce con prugne

Pastiera

I FuoriCorso: incontri informali all’insegna della convivialità e del piacere di stare assieme recuperando un (in)sano rapporto con il vino. Durante i nostri corsi nascono, sulla base della comune passione per il mondo del vino, sincere e “trasversali” amicizie. Abbiamo voluto dare continuità a questi legami promuovendo questi appuntamenti in modo da consolidare i gruppi che spontaneamente si formano all’interno di ogni corso. La formula è quella della cena accompagnata dal BYOB (bring your own bottles) che consente attraverso la condivisione ed il confronto di fare qualche bella sorpresa etilica…

DSCN2458Di Mauro Illiano

Lo spazio è quella dimensione in grado di accogliere l’intero universo. Ma lo spazio è anche quella dimensione talmente piccola da non riuscire a fermare la sua crescita. E’ nello spazio che viviamo, ed è in esso che ogni giorno ci perdiamo. Come scintille di una fiamma ingovernabile scoppiamo in tutte le direzioni senza sapere come, uniti dal calore di un’origine comune. Tutti abbiamo pianto, tutti prima o poi ameremo, e tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato di poter arrivare alle stelle.

DSCN2454Chi è passato da Quarto lo sa. Sa che lì un gruppo di ragazzi è riuscito a mettere in bacheca un piccolo firmamento. Stella dopo stella, Rosa, Francesca Adelaide e Dario, fondatori del Quartum Store, fiore all’occhiello delle Cantine Di Criscio, hanno iniziato a scrivere la loro storia nel mondo dell’eno-gastronomia. Il loro è un racconto senza punti, un poema di sole virgole, poiché una virgola concede più spazio al dopo, mentre un punto, dopo tutto, è come una fermata.

Ricordo di questa storia ogni singolo momento, poiché come pochi altri ho avuto l’onore di testimoniarne la stesura. Ricordo delle fresche notti in bottaia a disquisir di mitili, delle gioiose fritture ai bordi della piscina, delle alici, delle battute di Scarallo. Ricordo della difesa dei prodotti della nostra terra, e dei manicaretti da applausi firmati da autorevoli interpreti. Ricordo l’autorevolezza di Laura, la cultura di Giustino, la purezza di Adelaide. Ricordo del tutto la parte migliore.

DSCN2471Ed ora che tra le stelle siamo giunti a quella che per me è sempre stata la Polare, sento il bisogno di andare oltre il racconto di una sola sera. Perciò, piaccia o meno, questo scritto “esiste” così com’è.

Con il sorriso sulle labbra è arrivata l’ultima stella, ovvero il Maestro di tanti allievi, Chef Peppe Guida, vero generale del ristorante stellato “Antica Osteria Nonna Rosa” di Vico Equense. La sua presenza in terra flegrea, ancora una volta, è stata opera dell’ineguagliabile lavoro di Laura Gambacorta. La regina degli eventi d’autore, in esecuzione della sua opera “Una stella in cantina”, ha regalato al pubblico al contempo un gran finale ed il migliore inizio possibile di Aprile, una magica serata intitolata “Pesce d’Aprile”, che al di la delle coincidenze temporali rischia di diventare un vero scherzo, se è vero che si vocifera che è già in cantiere un fuori programma astrale..

DSCN2480Una vera opera classica ha avuto inizio nel momento in cui l’arte del Maestro ha assunto le sembianze di portate. Fingendosi in un teatro, i presenti, avranno potuto apprezzare la sinfonia rappresentata dai primi due piatti ovvero Zeppola al cavolfiore, burro e alici, seguita da Battuto di gamberi, ricotta e mandarino, susseguitesi come note di ottavino e flauto traverso, coperte dalle fresche note acide di un Asprinio Spumante Brut, estremamente concilianti. Via via salendo, la musica è divenuta acuta, Briciola di grano, succo di crostacei e lime, raggiunta da Zuppa di pesce azzurro, patate, limone e camomilla, come l’amore tra violino e viola, sono state unite dalla solerzia della nuova arrivata Falanghina Campi Flegrei Doc 2013, battezzata all’assaggio dal Delegato AIS Napoli Tommaso Luongo. Il final dell’opera non poteva che essere un valzer sublimemente eseguito, ritmo ternario con protagonisti La Pastiera, salsa di agrumi, ed un Amaro Vivese, prodotto dell’antica ricetta della famiglia Costagliola – Vivese, onorevole quanto elegante chiusura.

Tale fu l’opera del grande Chef Peppe Guida, tale quella dei vini Cantine Di Criscio. Seguirono meritati applausi.

Si chiude così la storia di …come fecero tre ragazzi audaci a raggiungere le stelle, con una immenso bagliore, con la più grande stella, con una virgola, poiché la loro storia, in realtà, è appena iniziata, “,” virgola.

Durante la serata ho avuto l’occasione di rivolgere alcune domande allo Chef Peppe Guida

Come si insegna l’arte di cucinare?

Ognuno ha la sua tecnica. Personalmente procedo con un periodo di 10 – 15 giorni di vero esame psico-fisico. Sono giorni di inferno, in cui gli aspiranti chefs scoprono chi sono veramente e se sono adatti a fare questo mestiere. Dopo questo periodo, ammesso che si superi, si ha la strada spianata..

Quale ingrediente la rappresenta di più e perché?

Ammetto di avere una passione per il pesce azzurro, non a caso ne sono anche Ambasciatore. La cosa che più mi piace di questo ingrediente è che esso è molto versatile, e se lavorato nella giusta maniera consente di raggiungere risultati brillanti, talvolta superiori anche a quelli ottenibili con pesci bianchi più ambiti. Detto ciò, ritengo che in cucina il vero protagonista sia l’olio. Da due anni ho iniziato anche a produrne personalmente, con una filosofia biologica, quello che un tempo chiamavamo “olio paesano”.

Cosa manca alla cucina italiana delle cucine del resto del mondo e viceversa?

Alla nostra cucina, come a quasi tutte le altre, manca la convinzione dei propri mezzi. Spesso si snobbano prodotti straordinari, o semplicemente non si conoscono. Altrove ho trovato questa dote solo nella cucina spagnola tradizionale. Quanto alle mancanze delle altre cucine, direi senz’altro l’olio, a mio avviso se hai l’olio hai tutto, e noi per fortuna ce lo abbiamo.

Grande successo per l’asta di beneficenza pro Santobono

Pubblicato da aisnapoli il 2 - aprile - 2014Versione PDF

1926058_626037274151505_819216466_oDi Emanuela Capuano

Più di 45.000 € raccolti sabato 29 marzo alla casa d’Asta Blindhouse-Blindarte e “sold out” per i 100 quadri del medico e artista napoletano Luigi Manzi, messi all’asta dai suoi eredi per sostenere il progetto “monitori alta definizione per la camera operatoria integrata del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli”. L’evento: un vero successo. Entusiasmo, allegria, belle10010712_626035390818360_588395707_o persone, ottima accoglienza, grande generosità e solidarietà hanno permesso di raccogliere, oltre ai fondi necessari al finanziamento del progetto, ulteriori fondi, che saranno destinati al completamento del progetto Piastra Neonatale, che regalerà entro pochi mesi alla città di Napoli uno dei reparti di patologia e terapia intensiva neonatale più all’avanguardia d’Europa, terzo in Italia ed unico del Sud. Oltre ai generosi donatori, il meritato successo della raccolta va agli eredi della famiglia Manzi, ai proprietari della casa d’asta Blindhouse- Blindarte, compreso tutto lo staff di quest’ultima, che si è prodigato affinchè tutto funzionasse alla perfezione, ma anche agli sponsor che hanno creato una fantastica atmosfera al cocktail party che si è 1781205_626034010818498_1704298430_osvolto durante tutta l’asta: Torre del Saracino con Vittoria Aiello, Gennaro Esposito e tutto il loro staff, sempre al nostro fianco negli venti più importanti per i bambini, Roof&Sky bar galleggiante del lago Miseno, di Michele Grande e Antonio Illiano, che oltre che dare un assaggio brioso del loro cocktail al mandarino flegreo, hanno supportato tutta l’organizzazione, Carmen Vecchione di Dolciarte, il tocco dolce della serata, Cantine Astroni, che ha deliziato gli ospiti con i vini migliori della sua cantina, falanghina, piedirosso, Strione e Astro, Feudi di San Gregorio che ha accoppiato i piatti di Torre del Saracino con il pinot grigio di Sirch, Ferrarelle, sempre dalla parte dei bambini, AIS Associazione Italiana Sommelier1921150_626036730818226_1093942392_o delegazione di Napoli rappresentata dal Sommelier Riccardo Calone, l’azienda Un Altro Caffè che ha dato un gustoso break all’atmosfera briosamente incandescente, e tanti altri che hanno collaborato come Luigi Acquaviva, l’azienda Profumi di Napoli che ha riservato alle signore un regalo sofisticato alle signore mentre Giorgio Napoli ha riservato alcune cravatte agli ospiti più generosi. Infine un grazie a chi ha accompagnato con una musica stupenda il party: il Maestro Francesco Sorrentino e il sassofonista Salvatore Montano che hanno accompagnato la calda voce della cantante Federica Illuminato.

Foto di Marina Sgamato

230709567-08c7a97c-583e-4304-9a07-a6ffd3bd2c41-2ASTA DI BENEFICENZA PER IL SANTOBONO – OPERE DI LUIGI MANZI

SABATO 29 MARZO 2014

ORARI: ESPOSIZIONE: ORE 17.00 | ASTA: 18.30 |COCKTAIL PARTY A CURA DI TORRE DEL SARACINO: 18-22

presso sede BLINDHOUSE – BLINDARTE – Via Caio Duilio 10, 80125 Napoli

Informazioni BLINDARTE: tel +39 081 2395261- email info@blindarte.com  www.blindarte.com

Informazioni SANTOBONO: email info@sostenitorisantobono.it  www.santobono.it

Ingresso gratuito con documento d’identità

Oltre 100 opere di Luigi Manzi, donate dagli eredi dell’artista, saranno battute all’asta sabato 29 marzo 2014 alle 18.30 da Blindarte in Via Caio Duilio 10 a Napoli, per raccogliere fondi per finanziare il progetto “camera operatoria integrata” destinato al reparto di Neurochirurgia dell’ospedale pediatrico napoletano Santobono. L’iniziativa, promossa dall’Associazione S.O.S. Sostenitori Ospedale Santobono Onlus e patrocinata dall’Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, si preannuncia una kermesse ricca di appuntamenti ed incontri. A partire dalle 17,00 saranno esposti tutti i lotti in asta; dalle 18.00 cocktail party a cura dello chef Gennarino Esposito di Torre del Saracino, da sempre vicino all’ospedale napoletano: musica e sorprese intratterranno gli ospiti fino a tarda serata. Oltre a Blindarte e Torre del Saracino, sostengono generosamente l’iniziativa: Carmen Vecchione Dolciarte, Cantine Astroni, Feudi di San Gregorio, Ferrarelle, AIS Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli, Roof&Sky Lounge bar, Comer-a Eventi, Maurizio Marinella, Grafica Nappa, Pietro Di Domenico, L’Associazione Cittadino di Napoli, Giorgio Ricciardi. Le donazioni liberali a sostegno del progetto per l’ospedale Santobono e le donazioni per l’assegnazione dei lotti aggiudicati all’asta, potranno avvenire con assegno o bonifico bancario intestato a: Associazione S.O.S. Sostenitori Ospedale Santobono Onlus, San Paolo Banco di Napoli, IBAN: IT 18 L 01010 03400 100000011633

Per info su come donare: info@sostenitorisantobono.it 1980421_10202720259079846_1859023058_o —————————————————————————–

“Luigi Manzi (1895-1985) è stato un ginecologo – professore universitario – ma soprattutto un appassionato d’arte. Dotto conferenziere, ricco di una cultura umanistica fuori dall’ordinario, fine scrittore, studioso e saggista, è stato tra l’altro l’autore di alcune (ormai introvabili) monografie su alcuni pittori napoletani dell’Ottocento (Irolli, Ragione, Villani e Ricchizzi). Si è sempre definito un pittore della domenica… un autodidatta, ma Lui la pittura l’ha seriamente e responsabilmente studiata in tutti i suoi valori, dal tecnico al coloristico, dal grafico al compositivo. Questo gli ha reso tanta libertà e tanta padronanza ma soprattutto una precisa personalità artistica. Ha lasciato una vasta produzione personale. Oltre 100 di queste opere vengono donate dagli eredi alla divisione di neurochirurgia dell’ospedale Santobono (diretta dal prof. Giuseppe Cinalli) per l’asta di beneficenza”. Da articoli di Emilio Maria Avitabile e Piero Girace La Blindhouse-Blindarte, società leader nelle attività di custodia valori e beni e nella compravendita di opere d’arte e di oggetti di valore, da sempre attenta alle tematiche sociali ed impegnata nella promozione di iniziative a scopo umanitario, contribuisce con sostegno etico e finanziario a questo importante progetto di solidarietà. I clienti e gli amici della Blindarte hanno l’opportunità di dare un concreto contributo alle iniziative umanitarie svolte dall’Associazione S.O.S. Sostenitori Ospedale Santobono O.N.L.U.S. partecipando all’evento benefico e manifestando con l’acquisto di opere d’arte la propria generosa sensibilità. L’Associazione S.O.S. Sostenitori Ospedale Santobono ONLUS è stata fondata dai medici del polo pediatrico napoletano. Dal 2004 raccoglie fondi per il migliorare le condizioni di degenza dei bambini e dei loro familiari e per assicurare l’eccellenza delle prestazioni mediche attraverso l’acquisto di apparecchiature all’avanguardia.

Fantastic Four Cooking – A Night for Superheroes Only

Pubblicato da aisnapoli il 19 - marzo - 2014Versione PDF

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Di Karen Phillips
Posso scommettere che non ci sono molti di noi che non hanno messo il naso nei fumetti da bambino. Ricordo di essere stata particolarmente affezionata ai superhereos… Abbiamo avuto tutti i nostri preferiti: X-Men , Spiderman , Superman, Batman… e The Fantastic Four. Chi non voleva essere uno di loro? Una squadra super, a team, ognuno con i propri super poteri e “fantastiche” super abilità. Questo può essere certo il (primo) motivo per cui, insieme a una folla di curiosi napoletani, ho contribuito ad affollare Villa Caracciolo a Posillipo per partecipare a una super idea messa in piedi dai giornalisti Laura Gambacorta e Michele Armano. Una cena con quattro chef …anzi mi correggo, quattro chef “fantastici”. La parte divertent ? Gli ospiti non sapevano nulla sull’identità dei i cuochi e conoscevano solo il menu della serata. Nelle settimane precedenti l’evento, sui social network circolavano tante indiscrezioni ma nessuna “fuga di notizie” e molti provavano a indovinare l’identità di Mr Fantastic, la Torcia Umana, La Cosa, o la Donna Invisibile. Quando sono arrivata, i cuochi erano in rigorosa clandestinità. L’unico che abbiamo potuto conoscere prima che l’ evento è stato lo chef resident di Villa Caracciolo, Fabio Ometo che ha preparato un grande buffet di finger food mentre saliva la tensione e la curiosità su chi potessero essere i quattro chef in incognito. Poi, con un bicchiere di  Asprinio spumante brut  dell’azienda Quartum Cantine Di Criscio è venuto il momento di assaggiare una serie di, scusate il gioco di parole, piatti fantastici come…

fantastic4 005Rollatina di alici con carciofi marinati e pomodorino

Baby crudo di tartare di tonno trancetto di ricciola e gambero rosso polvere di cappero e scorzetta di agrumi

Zeppola con ricotta limonata e crostacei in salsa mediterranea

Trancetto di orata con scamorza e basilico in crosta di zucchine su guazzetto di mare

Provoletta affumicata alla pizzaiola

Dopo aver soddisfatto gli stomaci, è giunto il momento di mettersi al lavoro. Era il tempo di provare ogni piatto, in abbinamento ai vini di “territorio” e provare a fare del nostro meglio per scoprire finalmente chi fosse  la fantastica personalità che si celava dietro ogni piatto …

Antipasto : Mr Fantastic , che Wikipedia definisce come un genio scientifico e il leader del gruppo, che può allungare il suo corpo in lunghezze e forme incredibili. Quella notte Mr Fantastic è stato Il piatto di Michele Grandeinterpretato dallo chef Michele Grande de La Bifora a Bacoli ( Na ): Polpo e gambero all’acqua di mare, crema di patate al rosmarino, chips di riso al nero di seppia, profumo di arance e sale di Maldon

Servito con Colle Imperatrice 2012 Falanghina Campi Flegrei Doc – Cantine Astroni.

Il prossimo era la Torcia Umana – che può generare fiamme, e avvolto nel fuoco volare nel cielo… La Torcia Umana era lo chef Maurizio De Riggi del ristorante Markus a San Paolo Bel Sito. Il suo piatto è stato la “Pasta bruciata ripiena di ricotta di bufala e caffè macinato, gelatina soffiata piccante, cialda croccante bruciata all’uovo, salsa di cipolla di Montoro cotta sotto cenere“.

Servito con Vigna Lapillo Prodivi 2012 Lacryma Christi del Vesuvio bianco Doc – Sorrentino Vini.

Poi era il turno di, The Thing – il loro burbero ma benevolo amico, ex star del football universitario e compagno di stanza del college di Mr. Fantastic, così come un buon pilota, che possiede una forza sovrumana e la resistenza a causa della natura della sua carne come la pietra. Questa sera, era lo chef Giuseppe Di Martino de La Torre del Saracino a Seiano (Na). La Cosa ha presentato quello che potrebbe essere stato il piatto della notte, Coniglio in umido con cipolla caramellata da Nocerino biscotti di mais e olive nere.

Servito con uno, anzi due vini…il Tintore 2007 e 2005 dell’azienda tramontina Monte di Grazia.tintore Monte di Grazia

Il dessert ci ha sorpresi. Era tempo de la Donna Invisibile, che può rendere se stessa invisibile e poi irradiare potenti campi di forza potente per mostrare se stessa. Ed era la chef Faby Scarica di Terrazza Bosquet a Sorrento (Na). Il suo piatto: l’aria del mare, basilico cremoso e salicornia con note di muschio , Vaniglia limone e olio d’oliva.

Questo è stato accoppiato con Elixir Falernum dell’Antica Distilleria Petrone.

Una serata fantastica? Credo di sì. Una fantastica idea che ha tenuto il pubblico incuriosito per tutta la serata wntire. Una fantastica opportunità per conoscere quattro chef giovani campani a base di solo loro piatti. E una possibilità fantastica per tutti noi di sentire un po’supereroi…anche se solo per una notte.

Versione in inglese

I Luoghi del Vino – Gran Caffè Gambrinus

Pubblicato da aisnapoli il 6 - marzo - 2014Versione PDF

piero mastroberardinoDi Antonella Orsini
Una bella occasione per parlare della nostra terra,della cultura enogastronomica ad essa legata e dell’orgoglio dei nostri prodotti, questa l’introduzione al primo evento dedicato alla storia e alla cultura del vino, svoltasi nell’elegante salotto del Caffè Gambrinus ieri sera, con Romina Sodano squisita ospite e Marina Alaimo sommelier narrante e nostra guida alla degustazione.
Piero Mastroberardino si è presentato con una sana voglia di ” far emergere tutto quanto di positivo il nostro territorio sa esprimere”
La Mastroberardino, storica cantina di Atripalda (AV),nasce alla metà del Settecento grazie al trisavolo di Piero, il Cav. Angelo Mastroberardino. Dieci generazioni dedicate alla coltivazione di vitigni autoctoni per la produzione di vini di qualità.Marina Alaimo e Romina Sodano
Una presentazione davvero efficace di alcune slide che riprendevano foto e lettere della famiglia, ci ha proiettati indietro nel tempo, in quell’Irpinia aspra, fredda, una delle poche vigne innevate durante l’inverno, dove a novembre l’uva veniva ammassata su carretti e percorrendo sentieri impervi raggiungeva le cantine per la pigiatura. Proprio questo microclima particolare con sbalzi di temperatura anche di 20° tra giorno e notte, ha reso possibile produrre grandi vini come il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo ed il Taurasi. “I grandi vini d’Irpinia – continua Piero – esaltano, con i loro toni minerali e le freschezze tipiche di un clima di montagna, i caratteri della cucina tipica delle zone costiere“. Gli si affianca lo chef Paolo Gramaglia che con la sua squadra di Chef della Costiera, per l’occasione ha creato due piatti di alta cucina utilizzando i due vini in degustazione : il Fiano ed il Radici Taurasi.
-Risotto alla cipolla ramata di Montoro con Fiano e una fonduta di Silano.
-Costoletta di maiale nero casertano con salsa di cavolo pompeiano, Taurasi e friariello croccante.

Carmelo Esposito e Paolo GramagliaPaolo Gramaglia ha introdotto Carmelo Esposito del panificio Esposito di Pompei, su ricetta dell’antica Pompei, hanno presentato una magnifica e fragrante composizione di vari tipi di pane sia per forma che per il sapore: un pane povero, duro, simile a una galletta, e quello dei ricchi con frutta candita e miele, pane con crusca e quello con il lardo.
Una sfogliatella frolla offerta dal pasticcere del Gambrinus ed un elegante passito bianco di muffa nobile, il Melizie Mastroberardino, hanno salutato gli ospiti.

Il Gran Caffè Gambrinus si sta evolvendo verso una nuova dimensione gastronomica di cui abbiamo avuto segnali certi a Natale con l’evento dedicato ai grandi panettoni Campani.

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10202512946887929&type=1&l=d9a558aa38

Massimiliano Rosati, i fratelli Antonio e Arturo Sergio, stanno impegnandosi in un progetto curato da Romina Sodano, un format che renderà il Gambrinus un vero e proprio Teatro del Gusto, fra storia, arte e passione gastronomica.

Datè speciale, appuntamento in chiesa

Pubblicato da aisnapoli il 25 - febbraio - 2014Versione PDF

datè 3Di Donatella Bernabò Silorata, The Wine Insider
Circa un anno fa abbiamo raccontato su questo sito la prima cena nomade di Datè, gli esperimenti di cucina temporanea in case di architetti e designer. Poteva sembrare un qualcosa di effimero, l’ennesima moda stravagante, un divertissement del momento. Invece, un anno dopo, il format ideato da Fabiana Longo con la collaborazione di una squadra affiatata che vede insieme cuochi, grafici, architetti, designer e fotografi, continua. Siamo allora tornati a provare. L’appuntamento del 15 febbraio era presentato in calendario come un “Datè speciale”. E lo è stato. L’indirizzo comunicato non anticipava molto. Arrivati al numero civico Datèindicato, ci siamo trovati davanti non una casa, ma una chiesa: la chiesa di Santa Caterina da Siena, capolavoro del barocco napoletano, sede della Fondazione di Musica Antica Pietà dei Turchini. Entriamo in punta di piedi. Inizia il viaggio Datè per trenta commensali ignari di tutto. La navata ci accoglie col suo sfarzo di ori e stucchi. Sugli altari delle cappelle laterali lo chef Datè, Carlo Olivari, prepara un’acqua santa che è un brodetto di cozze. Sull’altare maggiore è pronto il vino: nei calici c’è il Terre Cerase di Villa Matilde. Silenzio, inizia la performance di Maria Luisa Firpo, da datè 4sempre voce narrante di Datè, accompagnata questa volta da Diego Nuzzo. Ma siamo in un luogo di musica e a ricordarcelo arriva il duo Ausonia, Gennaro Cardaropoli e Piercarmine Garzillo, violino e piano. La cena viene finalmente servita nella sacrestia al lume fioco delle candele. Un’unica lunga tavola per 30 persone, è stata apparecchiata da una decina di designer. Il mio posto è una cornice barocca riempita di acini d’uva, bella installazione di Carla Giusti. Il menu gioca col sacro e il profano: millefoglie di ostie per iniziare, mezzi paccheri alla puttanesca redenta (in bianco con filetto di seppia piastrata), il vitello d’oro. Nei bicchieri il Fiano d’Avellino Docg delle Tenute d’Altavilla di Villa Matilde e il Falerno del Massico Rosso, vino emblema dell’azienda casertana. Per il dessert ci alziamo, percorriamo gli ambienti del convento, saliamo al piano superiore fino a raggiungere il coro ligneo del 1700 date 2che si affaccia sulla navata. Emozione pura. Mangiamo seduti dove un tempo si sedevano le monache a cantare: ile flottante con crema calda alla vaniglia bourbon del Madagascar e nel bicchiere l’Eleusi, passito da uve falanghina, di Villa Matilde. Abbiamo cenato, ascoltato, scoperto, osservato. E dopo un anno possiamo ribadirlo: le cene Datè non sono cene clandestine (anche se ne mutuano alcune modalità di comunicazione); non sono supper club o pop up restaurant. Sono molto di più, un mix di gastronomia nomade, teatro, arte, design, viaggio. Sono contenitori mobili e nomadi che si aprono e accolgono, di viaggio in viaggio, nuove esperienze.

Foto di Francesco Semmola

Campania GusMed Festival

Pubblicato da aisnapoli il 25 - febbraio - 2014Versione PDF

1902965_10203110619469370_1314712396_nInaugurata sabato 22 febbraio, presso l’Hotel Giulia a Qualiano, la Terza edizione del Tour Gastronomico Campania GusMed Festival dei sapori Mediterranei, organizzata e diretta da Edoardo Lanza che ha dichiarato: “Ho voluto iniziare dalla provincia di Napoli, così bistrattata, per rivalutare un territorio così maltrattato evidenziandone luoghi, tradizioni e cultura, particolarmente legati a peculiarità culinarie ricche di genuinità
Il Direttore Salvatore Varriale ed il titolare Massimiliano Ferrara, ci hanno accolti nella elegante , curatissima ed eclettica struttura dell’Hotel, dove era possibile ammirare una bella mostra del Maestro Carlo Postiglione. Un raffinatissimo finger food di benvenuto, accompagnato da un Greco Brut delle Cantine Montesole ha dato il via al brindisi inaugurale.
Una Kermesse enogastronomica rigorosamente Made in Sud con i piatti di un giovane ed emozionatissimo chef, Domenico Pennacchio, valutati da una giuria tecnica così composta :
Cav. Giuseppe Di Napoli, cav. Alberto Alovisi, Chef Nicola Ricci, lady chef Rosaria Vaccaro, Michele Trimarco, degustatore, il giornalista Giuseppe Giorgio, l’avv. Sergio Sbarra.
Aspic di aranceLa giuria aveva il compito di valutare non solo la parte gastronomica ma anche l’accoglienza, la presentazione e l’efficienza della struttura, compreso il personale.
Un menù di ben sei portate, dalla cocottina di ceci di Acireale all’agnello speziato con lasagnetta di patate, tubetti con cozze e vellutata di rapa rossa ed altre delizie …
un finale con un freschissimo Aspic di arance con zabaglione al moscato e profumo di anice.
Questi i vini in abbinamento:
Pompeiano Piedirosso – La Mura
Fiano di AV- Vigna Acquaviva Az. Montesole
Taurasi – Vinicola Guerriero
Aglianico -Az. Agricola Capolupo
Lacryma Christi Rosso -Cantine Mediterranee

La serata ha avuto anche bei momenti musicali, con la voce e la chitarra del Maestro Carlo Missaglia ,che ha magistralmente interpretato brani famosissimi della canzone napoletana. La poesia di Di Giacomo, “Era de maggio”, del 1885, messa in musica da Mario Pasquale Costa, ha trovato la giusta vibrazione per regalare a tutti i presenti una grande, intensa emozione.

Il tour gastronomico toccherà varie città della provincia campana dove nelle ricette
e nelle tradizioni sono conservati i valori del nostro territorio.
Aziende ed artigiani per la diffusione dei prodotti, anche biologici, hanno aderito sotto il marchio Saporì, sponsor ufficiale, che dal prossimo anno si occuperà della distribuzione dei prodotti a domicilio. Una nuova sfida, ma anche un atto d’amore per la nostra terra, perché la Campania non resti sempre e soltanto “ La terra dei fuochi”.

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