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Archivio per la categoria: ‘Vino in Libreria: Letture ad Alta Gradazione’

19 Marzo, Presentazione XXL di Paolo Marchi a Caiazzo

Pubblicato da aisnapoli il 14 - marzo - 2015Versione PDF

11050827_724451914319298_7640069164872474721_nGiovedì 19 Marzo, presentazione a Caiazzo di XXL, 50 piatti che hanno allargato la mia vita.

L’appuntamento con Paolo Marchi sarà alle ore 18 presso la Sala Consiliare del Comune di Caiazzo, Piazzetta dei Martiri, Caiazzo (Ce).

Modererà l’intervento Albert Sapere con il coordinamento di Barbara Guerra.

A seguire, serata speciale da Pepe in Grani dove sarà possibile degustare le pizze del Patron e Maestro Pizzaiolo Franco Pepe.

Prezzo €38 (+Libro). Serata a numero chiuso, solo 40 posti. 
Per info e prenotazioni +39 0823862718.

guida-alle-trattorie-di-napoli-e1382772177239E’ disponibile in libreria dal 15 novembre la Guida alle Trattorie di Napoli, storie, luoghi e ricette della tradizione di Giulia Cannada Bartoli con la prefazione di Luciano Pignataro per Edizioni dell’Ippogrifo, nella Collana Mediterranea, prezzo: euro 15,00. Si tratta di una guida – racconto, una sorta di trasposizione rivisitata e approfondita degli articoli della rubrica dedicata alle osterie e trattorie napoletane pubblicata su lucianopignataro.it dal settembre 2010. Un lavoro durato tre anni alla ricerca dell’autenticità del cibo e delle persone, per riscoprire quanto di vero e straordinario è rimasto di Napoli. Dopo la prefazione di Luciano Pignataro, giornalista del Mattino e l’introduzione dell’autrice, seguono i cinquanta capitoli, ciascuno dedicato ad ognuna delle osterie visitate. L’ultimo capitolo è dedicato ad un ricettario delle trattorie contenente quasi tutti i piatti della tradizione napoletana classica. La narrazione, di quasi 500 pagine, non si limita a descrivere le pietanze, il costo e le indicazioni anagrafiche, ma disegna il vissuto e la storia di ogni singolo quartiere, completa di aneddoti, curiosità e ‘biografia’ dei ‘protagonisti’, si tratta quasi sempre di osterie a gestione familiare che, oltre alla tradizione e genuinità, riescono a garantire anche un costo decisamente contenuto; il che di questi tempi non guasta. La Guida prende in esame la città di Napoli con qualche sconfinamento nei vicini Campi Flegrei. Ancora una volta un’opera che ‘migra’ dal web alla carta per il piacere tangibile di avere un libro tra le mani, pagine vissute, ricche di passione e desiderio di veder rinascere la propria città, attraverso il passato e il ritorno alla semplicità e autenticità dei rapporti umani. Uno strumento godibile e prezioso da regalare ad amici, parenti e ai tanti napoletani che vivono in tutto il mondo, che ricordano ancora la città di una volta, generosa, ironica, fatalista e allo stesso tempo concreta e ricca d’ingegno.
Un libro senza sponsor, per conservare la limpidezza della scrittura. Dedicato a mia madre Pinella e al mio compagno Claudio.
Per chi non vuole attendere il 15 novembre il volume è prenotabile qui http://slowbooks.it/guida-alle-trattorie-di-napoli.html .

Novità in libreria: Niente finisce mai

Pubblicato da aisnapoli il 22 - ottobre - 2012Versione PDF


La videointervista a Franco De Luca per la presentazione del romanzo “Niente finisce mai

Onnivori Opportunisti – Trattatello di fisiognomica culinaria
Nuove speranze, nuovi desideri, nuovi sogni. Volere, fare… Elogio del sarchiapone gastronomico… Un O.O. è senza spigoli, tondo tondo, innocuo, “deficiente”: il deserto cresce, statue in bocca, cani di legno colorati, lampadari immaginifici. L’ignoranza assume caratteri di competenza. Il sentire i gusti chiaramente è un esercizio fondamentale! Ogni scontro è la logica matematica di ogni confronto e la conferma di ogni incontro. Solo così raddrizziamo, e forse organizziamo, il destino e solo amandoci per quello che siamo sapremo apprezzare quello che abbiamo!
Mario Avallone: Autarchico. Autodidatta. Anarcoide. Sono le altre tre “A” di Mario Avallone, cuoco. “Che bella parola”, direbbe Totò, intuendo che quella commestibilissima U è avvolta da secoli di golose aspettative. Inventore della Stanza del Gusto, esperimento di cucina creativa in anticipo sui tempi [...].
«Lavoravo in banca, smisi quando decisi di andare a vivere in campagna. Per dieci anni mi sono trasferito a Noto, in Sicilia. Lì cominciò la curiosità per il cibo e le tradizioni. Ma la voglia di cucinare nacque quando mi stancai di mangiare in giro. Sono un pigro che si è svegliato». Un cuoco napoletano, si sente così. «Sono in prima linea, ma non usufruisco della napolitudine». Napoli nel bene e nel male, con tutto quel che ne consegue, è un argomento di conversazione internazionale. Ma porta sempre alle medesime conclusioni. Ed è a questo che Avallone non dà l’adesione. «I privilegi di essere napoletani sono pochissimi. Paghiamo quasi la colpa di questo status, vivendo in pieno il nonsense che rappresenta [...]».
E dopo la cucina creativa che cosa viene? «Quella del “togliere”. Considero la semplicità il mio compito per il futuro [...]. Dare maggiore importanza all’ingrediente e nella maniera più elegante possibile. Fare una pasta al pomodoro servendosi dell’eccellenza».

Da: Stella Cervasio, I volti di Napoli: Mario Avallone – La storia di un pigro che si è svegliato in cucina, 16 Settembre 2007, Napoli la Repubblica.it
(Trattatello di fisiognomica culinaria)

È vero che Greci e Romani bevevano il vino solo se tagliato con acqua? O aromatizzandolo con scaglie di formaggio e miele? Il nostro Falerno è il Falerno celebrato da Orazio? In definitiva, quanto è rimasto del mondo antico nelle nostre vigne e nelle nostre bottiglie?

Archeologia dei vini in Campania” è un affascinante e documentatissimo viaggio nella storia più lontana del vino alla ricerca delle tracce archeologiche della sua nascita e diffusione tra Grecia e Italia. Un’opera prima che colma un vuoto nel quale, nel corso del tempo, si sono radicati talvolta falsi miti o – peggio – false storie. Mancava alla copiosa saggistica sul mondo del vino il libro di Flavio Castaldo, che di questo argomento se ne occupa da archeologo e al contempo da produttore di vini – o, come ama definirsi lui stesso, un vignaiolo –. Con il rigore di studioso che lo contraddistingue e con la scorrevolezza dei migliori saggi divulgativi, Flavio Castaldo ci guida attraverso i primi secoli di storia della bevanda che, letteralmente, ha conquistato il Mediterraneo (e oggi il mondo). Esplora il mondo di Ulisse alla ricerca dei termini che Omero usa per definire i vari tipi di vini allora in uso, dimostrando che un “mercato” del vino esistette già in epoche molto lontane; ci mostra il ruolo di quest’ultimo nella vita quotidiana della Grecia arcaica e classica attraverso il racconto di poeti e prosatori; sfata luoghi comuni e falsi miti – talora in voga nell’industria enologica moderna –, e infine approda sulle coste della Magna Grecia per seguire il progressivo diffondersi della vigna e della vinificazione in Italia raccontandoci il progredire delle tecniche, lo specializzarsi ed ampliarsi delle fattorie e realizzando un prezioso “atlante” ragionato delle qualità di vini e vitigni antichi che copre tutto l’arco della storia repubblicana di Roma. Le fonti antiche, così, diventano una sorta di guida enologica all’Italia antica, una preziosa voce che, se seguita con l’esperienza di chi conosce dall’interno il lavoro nella vigna e nella cantina, ci permette di ricostruire con esattezza quello stesso lavoro nel passato. Non ultimo, il pregio di questo volume è di far luce sul ruolo essenziale che gioca in questo quadro la Campania, l’area produttiva più importante e dove ancora oggi, grazie ad una serie di fortunate concause, si può cogliere l’eredità di duemilacinquecento anni di cultura della “bevanda di Dioniso”.

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