Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Archivio per la categoria: ‘Visite in Azienda’

TDV-27-2-16ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazioni dei Comuni Vesuviani e Napoli

in collaborazione con

Cantine BARONE e Azienda agricola CASEBIANCHE

presentano

LA TERRA DEI … VINI!

degustando nel nostro territorio n.12

Filari sistemati ordinatamente sui poggi sinuosi, disegnano straordinarie coreografie, immersi tra le colline, le montagne, ed il mare. Luoghi incontaminati, sospesi tra passato e progresso, facenti parte della Riserva della Biosfera Unesco. Tenaci viticoltori, con il costante impegno di gestire, conservare, e sviluppare le infinite risorse di questo territorio, allo scopo di ottenere una produzione di qualità. Per l’EnoGiro del 27 febbraio 2016 l’appuntamento è alle ore 08.30, presso il parcheggio Brin di Napoli, con trasferimento in pullman gran turismo e rientro previsto in serata; il ticket di partecipazione è di € 27, comprende degustazione di vini e prodotti tipici di produzione propria.

Info e prenotazioni Ernesto Lamatta tel. 3287033333 mail: ernesto@lamatta.net

Prenotazione obbligatoria ed impegnativa, si raccomanda la massima puntualità, è richiesta la buona predisposizione artistica ;-)

28-11-15Associazione Italiana Sommelier Delegazioni dei Comuni Vesuviani e Napoli

in collaborazione con le aziende
CASALE DEL GIGLIO
e
MARCO CARPINETI
presentano:
LA TERRA DEI…VINI!
Degustando nel nostro territorio n.11

il 28 novembre 2015, partenza con pullman gran turismo alle ore 8.30.
Appuntamento presso Parcheggio Brin Napoli, rientro ore 19,30 circa, il ticket di partecipazione è di € 26. Posti limitati

info e prenotazioni Ernesto Lamatta tel. 3287033333 mail: ernesto@lamatta.net
Prenotazione obbligatoria ed impegnativa

Nel cuore dell’Agro Pontino un territorio che ha acquisito notorietà a partire dalla seconda metà dell’ultimo secolo, grazie alle scelte intelligenti e coraggiose di alcuni viticoltori che hanno saputo dapprima sperimentare poi valorizzare, ma anche riscoprire, alcuni vitigni. La caparbietà, la tenacia, hanno fatto elevare questoterritorio, a rango di eccellenza e riferimento della intera regione.

Il ticket comprende degustazione di vini e di prodotti tipici di produzione propria – si raccomanda la massima puntualità

Di Valeria Avara

San Felice del Molise, un paesino di circa 664 abitanti, in provincia di Campobasso.
Subito veniamo immersi nella fantastica vegetazione di questa terra, caratterizzata dalla grande varietà delle piante e dei suoi colori così affascinanti che sembra di guardare un quadro.
Qui ci aspetta Claudio Cipressi, professione vignaiolo, che stringe la mano ad ognuno di noi, presentando la sua azienda che da quest’anno è certificata BIO.
Subito si percepisce l’ entusiasmo per la sua terra, è infatti l’amore per essa che lo ha spinto a dedicarsi ogni giorno ai suoi 16 ettari vitati con piante autoctone:
11 di Tintilia, 3 di Montepulciano, 2 di Falanghina, 1 di Trebbiano.
Iniziamo la visita proprio nelle sue vigne, partendo dalle più “antiche” del 1998, alle più recenti, toccando con mano i piccoli grappoli acerbi della ormai nota Tintilia, che Claudio con tanta dedizione è riuscito a recuperare.
La “Tintilia” è un vitigno autoctono molisano, introdotto probabilmente durante il regno borbonico, nella seconda metà del settecento. Quando alla fine degli anni ’60 la viticoltura molisana si spostò dalle zone collinari più interne alle zone pianeggianti litoranee, si puntò prevalentemente sulla quantità, a scapito soprattutto della Tintilia. Negli ultimi 10-15 anni anche in Molise si è compresa l’importanza di ricercare e promuovere la qualità, da qui il recupero della Tintilia.
Passiamo da un vitigno all’altro attraversando campi sterminati di spighe, di prugne, mandorli, ginestre e sulla, restando inebriati dai molteplici profumi tipici solo di questa terra, che ci accompagnano fino alla sua cantina.
Claudio ci presenta alcune delle sue “emozioni” : Le Scoste, Collequinto e Macchiarossa, ovvero il suo Trebbiano, il rosato Tintilia e il rosso Tintilia.

Le Scoste: DOP Molise Trebbiano, dal colore giallo verdolino, con profumi intensi e fruttati, fresco, sapido, al naso sembra ritrovare quei profumi sentiti passeggiando per le sue vigne e i campi fioriti.

Collequinto: il rosato Tintilia ottenuto da una macerazione a freddo per circa 10-12 ore, a 6-8 °C, segue la pressatura e la decantazione del mosto a basse temperature per circa 12 ore, quindi la fermentazione. Dal colore rosa tenue, difficile da dimenticare, fruttato con sentori di cantalupo e fragola, dal gusto secco e avvolgente.

E infine Macchiarossa: DOP Tintilia del Molise, ottenuto da uve con macerazione di circa 12 giorni ad una temperatura costante, con maturazione per 24 mesi in acciaio e 6 mesi in bottiglia.
Stupisce il colore di questo vino che per noi è una vera scoperta, dal brillante rosso granato, ci emoziona sia al naso che al gusto, con note balsamiche e speziate, con nuance di frutta dolce, al palato è avvolgente e morbido tanto da desiderarne subito un altro sorso.

Il tutto è stato deliziosamente accompagnato dalla succulenta cucina dello chef Carlo, cuoco di un agriturismo della zona, con della fantastica pasta fresca al sugo di cinghiale e spezzatino di cinghiale preparato come si faceva in passato, il tutto coronato da pane casareccio.
La nostra giornata nella Terra dei Vini, prosegue verso Acquaviva Collecroce, sempre in provincia di Campobasso, uno dei tre comuni del Molise di origine croata, a seguito di una migrazione che risale al XV e XVI secolo, di circa mille abitanti, presso l’azienda Cianfagna, di Vincenzo Cianfagna.
L’ azienda è nata nel 1860, Vincenzo fa parte della sesta generazione ed è con lui, nel 1999, che è iniziata la produzione di vino, insieme al padre Pasquale e poi anche con la moglie Filomena.
Si parla di 4 ettari: 3 di Tintilia e 1 di Aglianico che visitiamo con tanta attenzione, camminando per questi terreni prevalentemente argillosi, tra i filari a cordone speronato. La zona è sempre ben ventilata e il clima presenta una forte escursione termica, anche di 15 gradi tra il giorno e la notte, ciò evita possibili attacchi da funghi e parassiti.
Vincenzo ci racconta la sua storia, affermando che “un buon vino nasce in vigna” e infatti trascorriamo molto tempo tra le vigne, dove ci mostra non solo le differenze tra i vitigni, ma anche come viene effettuata la potatura e la raccolta delle uve, spiegandoci l’utilizzo di trattamenti con solo rame e zolfo e successivamente livelli di solfiti in quantità inferiori a quelli consentiti dal biologico.
Arriviamo nel sua azienda, dove ci accoglie la sua famiglia e sua moglie Filomena, con un banchetto ricco di prodotti locali, anche di loro produzione e naturalmente i loro vini:

Degustiamo “Rosator”, un rosato di Tintilia in purezza, da raccolta anticipata. Il suo colore, caratteristico, è ottenuto dal contatto con le bucce di circa 24/36 ore, fino ad ottenere la colorazione desiderata e ad una temperatura costantemente bassa. Un vino profumato, fresco e abbastanza persistente, di facile beva.

Militium Christi, ovvero Milizia di Cristo, prodotto da uve Aglianico in purezza, voluto da Vincenzo per la sua passione per l’Aglianico.
Arriva in bottiglia solo come riserva e si distingue già dall’etichetta: un sigillo templare in rilievo, color oro, che raffigura due cavalieri armati sullo stesso cavallo, una raffigurazione che incuriosisce  per le  molteplici interpretazioni del suo significato.
Il vino è di un rosso rubino vivace, il naso è intenso con in risalto i frutti rossi di amarena sotto spirito e le spezie. E’ un vino che al gusto racconta del suo affinamento e del passaggio in tonneau, anche per i suoi tannini arrotondati, abbracciati da una buona presenza alcolica.

Sator, prodotto dalle sole uve Tintilia, con il mosto fiore. E’ un vino che è stato definito “ruffiano”per la sua piacevolezza, ed esibisce una etichetta importante, che sta a rappresentare un’iscrizione in latino incisa su una pietra di origine templare, ritrovata nel comune di Acquaviva Collecroce.
Cinque parole di cinque lettere che possono essere lette in entrambi i sensi e su ogni lato del quadrato.
Una probabile traduzione, diventata il simbolo dell’azienda Cianfagna è la seguente :
 il seminatore ( Sator) decide (tenet) i suoi lavori quotidiani (Opera) ma il tribunale supremo ( Arepo) decide (Tenet) il suo destino” (Rotas).
Quando si “respira” Sator nel bicchiere subito risaltano le note fruttate di mora e amarena, su uno sfondo di sottobosco, il gusto è elegante ed avvolgente, piacevole da sorseggiare per notare come nel tempo cambiano i profumi e sapori.
Sator Riserva che nasce come edizione limitata, con le bottiglie numerate perchè prodotte solo in annate importanti e  in pochi esemplari. Un vino nato da uve Tintilia selezionate in vigna, pochi grappoli scelti lasciati sulla pianta ad appassire. Ha un affinamento in acciaio di minimo 30 mesi per poi riposare in tonneaux francesi per altri 6 mesi prima si essere imbottigliato. Dal colore rosso intenso, con un profilo olfattivo abbastanza complesso, con evidenti sentori di frutta matura e in confettura, con note speziate e tostate, il gusto lungo e persistente.

E infine Pietrafitta, ottenuto dal pigiato di uve tTntilia, il suo nome deriva semplicemente dalla contrada del paese dove sono situati i vigneti. Una grande sorpresa è quella di avere la possibilità di confrontare sia il Pietrafitta del 2005, che il Pietrafitta 2009, notando inevitabilmente, in tutti i suoi aspetti, l’evoluzione che ha subito quest’uva non facile da coltivare. Dal colore rosso rubino, intenso e cristallino, dai profumi intensi e fruttati di prugna rossa, e poi spezie e pepe nero, evidente la presa tannica senza essere invadente.

Sul finale la famiglia Cianfagna ci offre una crostata preparata in casa, con confettura di uva tintilia e amarena: eccezionale l’equilibrio tra i due gusti, impossibile non passare al secondo assaggio.
Anche questa volta la Terra dei Vini ci ha permesso di arricchire i nostri sensi emozionandoci; ospiti di persone eccezionali che comunicano pienamente l’amore per la loro terra, per il loro lavoro, senza far quasi trapelare i grandi sacrifici che la natura e la qualità richiede per avere vini di qualità.

tdv ncvASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione Comuni Vesuviani e Napoli

in collaborazione con

Azienda CLAUDIO CIPRESSI e Azienda agricola CIANFAGNA

Presentano

L A  T E R R A  D E I . . . V I N I !

degustando nel nostro territorio n.08

Appuntamento il 30 maggio 2015 alle ore 08.00, presso il parcheggio Brin di Napoli, trasferimento in pullman gran turismo, con rientro in serata

Ticket di partecipazione € 27 (comprende degustazione di vini e prodotti tipici di produzione propria)

Per info e prenotazioni Ernesto Lamatta tel. 3287033333 mail: ernesto@lamatta.net

Prenotazione obbligatoria ed impegnativa

Si raccomanda la massima puntualità

[ed è richiesta la buona predisposizione artistica… ;-) ]

Un viaggio nell’entroterra molisano tra colline incontaminate che dominano un terroir caratterizzato da grandi escursioni termiche e forte ventilazione, alla scoperta della misteriosa” Tintilia”, vitigno autoctono, custodito e sottratto all’oblio grazie a ostinati viticoltori con un solo e unico obbiettivo: ottenere una uva sana e realizzare una vinificazione priva di sofisticazioni con una cura maniacale e il rispetto degli equilibri naturali sia nella conduzione dei vigneti che nelle pratiche di produzione.

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Di Valeria Avara
Una passeggiata tra le colline poste a 600 mt sul livello del mare, le più alte in questa zona, che sembrano non finire mai, il sole e il vento che ci ha accompagnati con grande entusiasmo tra le vigne che guardano il Monte Vulture: siamo a Barile, in Contrada Solagna del Titolo, con l’appassionata Elena Fucci e il padre Salvatore, con i quali abbiamo condiviso questa esperienza unica, immersi tra i vigneti allevati a guyot corto, e in parte,  anche con il tradizionale capanno vulturino, su di un terreno vulcanico e fortemente minerale.
Un terroir storico, contraddistinto da vigneti antichi condotti dal nonno Generoso e da un terreno segnato da più fasi eruttive che hanno creato un substrato composto da strati di argilla alternati a strati di colate laviche, lapilli e ceneri, stratificazioni che abbiamo ammirato passeggiando lungo i fianchi scoperti della vigna.
Giunti in cantina, abbiamo degustato Titolo, l’Aglianico del Vulture di Elena Fucci, che prende il nome dalla contrada Solagna del Titolo: fermentazione in rosso con temperature non maggiori ai 22-24°C, cui segue la maturazione in barriques nuove per circa 12 mesi, e infine l’ affinamento in bottiglia per 12 mesi.
Un vino dal colore rosso rubino con riflessi granato, dal profumo ampio e accogliente, con nuance dal timbro fruttato e speziato, sentori di rosmarino, tabacco e cannella. Grande personalità ed eleganza, di cui subito ci si innamora.
10562555_10206347110457846_5227925483732258548_oGustosi prodotti locali accompagnano Titolo, coronando la genuina e impeccabile accoglienza di Elena e di Salvatore Fucci.
Uno sguardo infine alla cantina, in costruzione, che sarà realizzata utilizzando solo materiale di recupero e tecnologici a impatto zero, riducendo i consumi energetici.
Con la promessa di ritornare quanto prima, li salutiamo con calore per proseguire la nostra giornata verso il nord-est del paese, alle spalle delle cantine, dove c’é il sheshë, un massiccio collinare caratterizzato da una miriade di grotte scavate nel tufo ed adibite, nel passato ed oggi in misura minore, a depositi per la conservazione del vino, in quanto assicurano una temperatura costante di 16-18°C.
10924828_10206347181619625_7123157236811736511_oIn questo scenario meraviglioso arriviamo in via delle Cantine, presso l’azienda Basilisco, 25 ettari di vigneto a conduzione biologica, disposte dai 450 e i 600 metri dal livello del mare.
Ad accoglierci Viviana Malafarina, che gestisce con passione l’azienda, con la quale il nostro cammino inizia.
Tra i vigneti di questa azienda che nasce all’inizio degli anni novanta, ci lasciamo affascinare non solo dalle cura delle bellissime vigne, ma anche dalla ricchezza della natura con rigogliosi alberi da frutto e ulivi, e un territorio incontaminato che ci mostra la varietà del terreno dovuta alle eruzioni passate del Vulcano ormai spento, le grandi pendenze e il tradizionale allevamento a capanno tipico della zona lucana che Basilisco sta recuperando in grande stile.
Ci aspetta ancora la cantina in un favoloso palazzo del XVI secolo, dove gli spazi dedicati alle fasi di vinificazione e di affinamento, sono ricavati all’interno delle grotte di tufo scavate a mano dai primi profughi albanesi insediatesi a Barile verso la fine del 1500.
Visitiamo affascinati la cantina, la barricaia e il caveau storico dell’azienda!
10914958_10206347159059061_3022198705373117334_oNel cortile esterno, ampio e accogliente degustiamo i vini  Sophia, Teodosio e Basilisco.
Sophia è un fiano, che ha seguito la maturazione in serbatoi di acciaio inox con permanenza sulle fecce. Luminoso giallo paglierino. Profumo intenso di fiori freschi, con una sfumatura di rosa che arriva facilmente al naso. Gusto avvolgente e sapido.
E subito dopo i due Aglianico del Vulture, Teodosio e Basilisco.
Teodosio che prende il nome da un imperatore bizantino la cui effigie è riportata su una moneta del V secolo, che è il simbolo dell’azienda. Questo Aglianico fermenta in acciaio per 15/30 giorni, segue l’affinamento in barrique per circa un anno e infine 10/12 mesi in bottiglia. Ciò che sorprende è il colore cristallino di un rosso rubino dai riflessi violacei, con profumi di frutti di bosco e dal gusto gradevole e persistente.
Il vino di punta, Basilisco, dal greco “piccolo Re”, svolge una fermentazione in acciaio per 15/30 giorni ed un affinamento di 13/15 mesi in barrique di rovere francese e un anno in bottiglia.
Dal colore rosso rubino intenso con eleganti sfumature di viola. Potente all’olfatto, incipit balsamico, prevalgono poi i frutti di bosco assieme a prugna e ciliegia. Lunghezza infinita.
Ringraziamo Viviana per averci guidato e accolto nella sua “casa”,ma ci lasciamo ancora coccolare un po’ dalla tranquillità del luogo, dalla bellezza del panorama, prima di fare ritorno da queste bellissime terre del vino ricche di tanta storia.


Foto di Anna Ciotola

Da Raffele Palma con il Corso Sommelier n.62

Pubblicato da aisnapoli il 2 - aprile - 2015Versione PDF

11021487_386337451571537_3293827130613091656_o-2Carissimi corsisti del n.62,

Per la visita in azienda l’appuntamento è per domenica 29 Marzo alle ore 9.00 presso l’Area di Servizio Torre Annunziata OVEST ( km.21) dell’Autostrada Napoli-Salerno.

Poi raggiungeremo tutti assieme il ristorante Il Faro di Capo d’Orso a Maiori dove lasceremo alcune macchine per poi organizzare al meglio il trasferimento verso l’azienda agricola biologica Raffaele Palma. L’arrivo è previsto alle ore 10.00.

In programma c’è la visita guidata ai vigneti terrazzati e alla “micro” cantina in compagnia dell’enologo Vincenzo Mercurio e del proprietario Raffaele Palma.

Seguirà la degustazione tecnica dei vini in abbinamento a un assaggio di prodotti tipici del territorio.

Rientro previsto intorno alle 14.00.

E’ consigliato un abbigliamento sportivo e delle scarpe comode.

Le previsioni meteo sembrano buone e vi ricordo che domenica scatterà l’ora legale: quindi aggiornate i vostri orologi.

Confermate la vostra presenza via mail a tommasoluongo@yahoo.it

A domenica mattina.

Tommaso Luongo
Delegato Ais Napoli

Azienda Agricola Biologica Raffaele Palma
Via Arsenale, 8 – 84010 Maiori (SA)
Tel +39 335 76 01 85
8

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ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazioni Comuni Vesuviani e Napoli
in collaborazione con le aziende

CASA SETARO e CANTINE VILLA DORA

Presentano

L A  T E R R A  D E I . . . V I N I !
degustando nel nostro territorio n.06

Save the date, 7 MARZO 2015 alle ore 09.00, l’appuntamento è presso il parcheggio Brin di Napoli, con trasferimento A/R in pullman Gran Turismo, con rientro in serata
il ticket di partecipazione è di € 22.00, comprende degustazione di vini e prodotti tipici di produzione propria.

Per info e prenotazioni Ernesto Lamatta tel. 328.7033333 mail: ernesto@lamatta.net
Prenotazione obbligatoria ed impegnativa, si raccomanda la massima puntualità

E’ gradita la buona predisposizione artistica per le “tradizionali” esibizioni canore durante il tragitto.

All’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, abili viticoltori, ci guideranno tra le vigne e nelle cantine per mostraci il valore e l’importanza dell’interazione tra colture, tecniche di intervento e ambiente.

Ci condurranno alla scoperta di tradizioni tramandate da generazioni, per l’allevamento della vite e non solo, in questa terra che ha sempre ha regalato buoni frutti.

Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 30 ott 2015 al 18 giu 2016 alle ore:19:30

      Ais Campania, Master Borgogna con Armando Castagno:

      Mancano: 00:00 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 12 feb 2016 al 12 feb 2016 alle ore:20:30

      12 Febbraio, Il Pinot Nero, l’uva del sogno. Borgogna contro Italia: 12 vini alla cieca con Ais Napoli

      Mancano: 2 giorni e 06:44 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
    • dal 15 feb 2016 al 19 apr 2016 alle ore:20:00

      Sommelier della birra in otto lezioni da Babette

      Mancano: 5 giorni e 06:14 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
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