Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...corsi sommelier in partenza
Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 16 dic 2017 al 16 dic 2017 alle ore:19:00

      16 Dicembre, Gran Galà di Natale dell’Ais Campania al Royal Continental

      Mancano: 3 giorni e 07:00 ore.
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    Cinque giorni in Borgogna: Il primo giorno

    Pubblicato da aisnapoli il 20 - ottobre - 2017 1 Commento

    vosne-romanee-e-rue-de-la-tacheDi Federica Palumbo

    Borgogna: ma davvero?!

    A volte la distanza che separa un sogno dalla sua realizzazione, può essere comodamente colmata con l’acquisto di un biglietto aereo. “Prenotato!” è stata la parola più romantica che ci siamo pronunciati negli ultimi 6 mesi e l’abbiamo capito solo dopo aver visto la stampa dei biglietti aerei per Lione, direzione Beaune capitale della Borgogna vitivinicola.
    Insomma è fatta, due sommelier Ais che partono per la Borgogna. Nessuna pianificazione, un mese di tempo per contattare i produttori ed ottenere una visita in cantina (molti buchi nell’acqua ma anche sorprese inaspettate)…
    Tra allarmi terroristici e paura degli aerei (di Federica) raggiungiamo la tanto agognata meta: Beaune, borgo medievale, residenza preferita dei Duchi di Borgogna e da oggi, anche nostra.
    Veniamo a delle informazioni preliminari di importanza fondamentale:
    1. prendere l’auto a noleggio costituisce imperativo categorico se uno degli scopi del viaggio è visitare le leggendarie vigne;
    2. bisogna essere di madrelingua francese…. misura che, purtroppo, i nostri coraggiosi viaggiatori hanno totalmente ignorato!;
    3. in tutta la Borgogna non esiste un benzinaio… munitevi di grande pazienza ed esercitatevi con i self service!;
    4. un senso dell’orientamento sviluppato vi aiuterà ad evitare di spendere un capitale in internet per la geolocalizzazione in mezzo alle vigne!;
    5. se avete paura degli insetti (come noi), in Borgogna farete un po’ di terapia d’urto!;
    6. numerosi sono i cimiteri immersi nelle vigne, quasi a voler sottolineare che tra le viti l’eterno riposo è sì più lieve…;
    7. trattenete la sorpresa quando fermandovi sul ciglio della strada, anche solo per consultare la cartina, scoprirete di essere con le ruote all’interno di un Grand Cru… capita di continuo!

    Giorno 1: Vosne Romanée – Gevrey Chambertin
    Ci dirigiamo a nord, in direzione della Cote de Nuits, luogo di elezione del pinot nero, il più elegante al mondo (anche il più costoso…).ecco-dove-abbiamo-lasciato-lauto
    Malgrado le nostre intenzioni siano di percorrere la stupenda Route des Grand Crus, che taglia in due i magici vigneti della Côte d’Or, il navigatore satellitare ci dirotta in autostrada e da lì su per una stradina che conduce ai vigneti. Lasciamo l’auto a ridosso di un filare (non ci giudicate: eravamo in coda ad altri tre campioni!), che solo usciti dall’auto si rivelerà appartenere alla Grand Cru Romanée St.-Vivant “la grande seduttrice”, cosiddetta per la sua attitudine a regalare vini dotati di profumi avvolgenti e seducenti (così ci hanno raccontato… purtroppo non assaggiato!).
    A questo punto i ricordi sono confusi, la sindrome di Stendhal incombe: a destra e sinistra Romanée St.-Vivant, dinanzi a noi campeggia la Romanée Conti, alle sue spalle si intravede la Romanée (il più piccolo Grand Cru della Borgogna con poco meno di 1 ha), individuiamo un po’ più su Richebourg e ci tremano le ginocchia. Sappiamo di essere circondati dalle leggende del pinot nero e, tuttavia, la cosa più disarmante che si presenta ai nostri occhi consiste in una sobrissima, quanto efficacissima, richiesta di non oltrepassare i muretti che delimitano le vigne, affidata ad un cartello posto poco a lato della croce de la Romanée-Conti. Riprendiamo l’auto e scatta la ricerca de la Tache, mitico monopole di poco più di 6 ha, che fatichiamo ad individuare data la frapposizione di alcuni altri Crus (La Grand Rue Grand Cru, Aux Malconosortes 1er Cru); alla fine ci riusciamo, semplicemente percorrendo la Rue de la Tache (a saperlo prima!).

    qui-comincia-chambertinPuntiamo verso Gevrey-Chambertin, percorrendo finalmente la Route des Grands Crus (strada a doppio senso di marcia dove il più lento va a 120 km/h!) con un unico pensiero fisso: Clos de Bèze, mitico Grand Cru di 14,67 ha, nonché vigneto più antico al mondo essendo apparso per la prima volta nella storia nel 640 d.C., grazie ai monaci dell’Abbazia di Bèze! Un po’ di curiosità: i suoi confini sono intatti dal Medioevo; il vino di Clos de Bèze era l’unico consumato da Napoleone.
    Seguiamo il navigatore satellitare e ovviamente sbagliamo strada. Senza dubbio la ricerca più estenuante di tutta l’avventura. Con somma sorpresa è Facebook (e le geolocalizzazioni degli utenti) a portarci esattamente dinanzi alla più fotografata “cabotte” (capanna del vigneron) di Borgogna!

    Pienamente rispettosi di ciò che ci circonda, resistiamo alla tentazione di profanare le la-cabotte-di-pierre-damoy-clos-de-bezevigne. Tuttavia registriamo, con sommo disappunto, che un gruppo di cicloamatori francesi, dopo aver abbandonato le bici proprio ai piedi della cabotte, fanno incetta di acini di Clos de Bèze… poi dicono gli italiani!
    Curiosità del giorno: a cena al bancone della Dilettante, fantastico bar à vin di Beaune con centinaia di etichette “rock” provenienti da tutta la Francia (niente Italia e resto del mondo: qui sono integralisti – per essere buoni!), incontriamo un gruppo di italiani (che sollievo!) con cui parliamo ininterrottamente di vini, formaggi, massimi sistemi e terroirs. Tra questi un esperto di Borgogna, selezionatore di vini per importanti cataloghi di distribuzione di vini francesi in Italia, il quale ci ospita all’1 di notte nel domaine in cui risiede a Pommard per degustare un magnum di Rosso di Montalcino Le Potazzine: la più pazza serata dell’intero viaggio… Qui apprendiamo alcune importanti dritte per visitare Corton l’indomani… Grazie Filippo!

    20 Ottobre, Uno…Due…Tre…Stella! a Villa Trabucco

    Pubblicato da aisnapoli il 20 - ottobre - 2017 Commenta

    22366323_10212587828523705_245454019282943199_n“UNO…DUE..TRE..STELLA!!”
    Venerdì 20 ottobre ore 20.30 presso Villa Trabucco di Torre del Greco NA, si svolgerà “Uno…Due…Tre…STELLA!!” cena-evento con l’eccezionale partecipazione di tre chef stellati campani.

    L’executive chef Fabio Ometo e lo chef Antonio Borriello in collaborazione con lo chef Antonio Tecchia, ospiteranno nelle cucine della meravigliosa struttura del ’700 situata tra il Vesuvio e il golfo di Napoli, gli chef Stella Michelin: Paolo Gramaglia del Ristorante President di Pompei, Giovanni De Vivo del Ristorante Il Mosaico di Ischia e Peppe Aversa del Ristorante Il Buco di Sorrento.
    “Uno…Due…Tre…STELLA!!” organizzata in collaborazione con Angela Merolla, che introdurrà e modererà la serata.

    Cena che permetterà di delineare le espressioni delle individuali filosofie di cucina; ogni chef presenterà il suo piatto agli ospiti di Villa Trabucco, raccontandone l’ispirazione, la tecnica adottata e l’amore nel creare il piatto perfetto, quello che ancora può emozionare i sensi.

    Menu

    Chef Antonio Borriello

    Aperitivo – finger food:

    -Violetta di mare, la mortadella e il croccante su passatina di zucca al peperoncino

    -Grattachecca di bollicine con tartufo di mare e la sua schiuma al sentore di limone

    -Simbiosi… il cannello e l’asparago in panino ai cereali con provola e lattughino

    Vino Spumante in abbinamento:
    Tenuta Cavalier Pepe Luogosano AV

    Oro Spumante – Metodo Martinotti da uve autoctone a bacca bianca

    Oro Rosè – Metodo Martinotti da uve autoctone a bacca rossa

    Chef Stella Michelin Paolo Gramaglia

    “La Satura”

    Zuppetta fredda di farro, orzo, bacche di goji, mirtilli rossi, passion fruite e gamberi rossi del Cilento

    Vino in abbinamento: Castello di Buttrio -Buttrio UD

    Sauvignon Doc Friuli Colli Orientali annata 2016

    Chef Stella Michelin Giovanni De Vivo

    “Uovo a 62°, il Provolone del Monaco e il Mare”

    Uovo cotto a 62° su fonduta di Provolone del Monaco con calamaro, alici di Cetara e caviale di tartufo nero

    Vino in abbinamento: Cantine Cennerazzo Torrioni AV

    Greco di Tufo DOCG annata 2015

    Chef Stella Michelin Peppe Aversa

    “Linguina con scorfano marinato a limone, salsa di bottarga e pomodoro secco”

    Vino in abbinamento:Cantine Fontanarosa Frasso Telesino BN

    Rosato Sannio Aglianico DOC annata 2015

    Chef Antonio Tecchia

    “La lampuga…consistenze e sapori”

    -Il tortino di broccoli e patate, sfoglie di pesce e schiuma di caciocavallo

    -Il crudo, salsa di sedano, chips croccanti di riso e cozze

    -L’arancino, su zabaione di cuori di mare

    Vino in abbinamento: Castel Sallegg Caldaro BZ

    Pinot Nero Doc Alto Adige annata 2016

    Chef Fabio Ometo

    “Babà”

    Cuore di bufala al profumo di limone

    Degustazione cioccolato Baltom Blend 75% e Single Origin Careneo 80%

    Liquore: Amarè – Distilleria Petrone Mondragone CE

    Amaro di erbe, piante e agrumi provenienti dall’orto botanico della Reggia di Caserta

    Mastro Panificatore Filippo Cascone Lettere NA

    Tris di panini: mirtillo, saccottino, segale e limone

    Mastro Panificatore Domenico Fioretti Carinaro CE

    Grissini artigianali: sesamo, finocchietto, curcuma

    Crackers artigianali

    Partner:

    AIS -Associazione Italiana Sommelier

    Delegazione Comuni Vesuviani

    Istituto IISSS “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco NA

    Allievi delle classi III A – III B – III C IPSEOA (indirizzo enogastronomico e ospitalità alberghiera, in supporto delle attività di cucina, sala e ricevimento).
    Pastificio Arte & Pasta di Boscoreale NA

    Consorzio di tutela provolone del Monaco Dop

    Frantoio Muraglia BT-Olio extravergine di oliva – Coratina

    Eurofish Napoli Srl – Prodotti ittici, di pesca in mare, laghi, fiumi

    Lineablu CSM – Centro Spedizioni Molluschi NA

    Az.Agricola Sammartino Giulio Selezione erbe aromatiche NA

    Baltom – Cioccolato artigianale MI

    TICKET DI PARTECIPAZIONE: euro 70 (vini inclusi)

    Prezzo per la sola giornata promozionale

    Ingresso su prenotazione

    PER INFO E PRENOTAZIONI:

    Villa Trabucco Relais
    Via Giacomo Leopardi 3 – Torre del Greco NA

    Cell. 335 627 36 67

    Cell. 320 861 98 20

    Contatti stampa:

    Angela Merolla

    meroangela@libero.it

    cell. 320 861 98 20

    22339338_1733304296704517_485521873041695399_oMartedì 24 ottobre il grande appuntamento
    per tutti gli appassionati del mondo del vino
    CITTÀ DEL GUSTO NAPOLI PRESENTA
    “TRE BICCHIERI 2018”
    Napoli ospita per il settimo anno consecutivo l’evento più importante dedicato ai
    top wines italiani premiati TRE BICCHIERI dal Gambero Rosso

    Martedì 24 ottobre Città del gusto Napoli animerà la città con l’evento più atteso per gli appassionati e stimatori dal mondo vitivinicolo, suggellando ancora una volta la sinergia con la città e celebrando la pubblicazione della Guida Vini d’Italia 2018 che premia i migliori vini della Penisola e quest’anno celebra i trentuno anni di età.
    La Guida Vini d’Italia è la più autorevole e nota pubblicazione di settore che ogni anno assegna gli ambitissimi “Tre Bicchieri”, garanzia di eccellenza produttiva e simbolo di qualità dei vini italiani.
    L’evento avrà luogo nell’esclusivo Palazzo Caracciolo MGallery By Sofitel dove l’antica arte enoica italiana si fonderà con la bellezza architettonica di una delle location più prestigiose del capoluogo campano.
    Tre Bicchieri Napoli si conferma come l’appuntamento più importante del panorama vitivinicolo campano dove, in un’unica serata, i migliori produttori di vino potranno confrontarsi e far conoscere prodotto e azienda attraverso un esclusivo parterre di etichette.
    Alle ore 19.00 l’evento si apre al pubblico dei wine lovers con un viaggio tra le eccellenze dell’Italia enologica abbracciando grandi spumanti, vini rossi, vini bianchi e da dessert premiati nella Guida Vini d’Italia 2018 e presentati nei banchi d’assaggio curati da produttori e dai sommelier dell’AIS Campania.
    “Tre Bicchieri” Napoli non è solo vino. Le eccellenze vinicole saranno abilmente abbinate ai momenti dedicati al food, sia dolce che salato, per offrire una serata all’insegna del gusto e della convivialità; grandi chef, pizzaioli premiati dal Gambero Rosso, maestri panificatori come Massimiliano e Daniele Malafronte, Gigi Muroli di Sogni di Latte, il pizzaiolo Michele Croccia tra gli insegnanti della Gambero Rosso Food&Wine Academy ed esperti dell’arte dolciaria napoletana come il maestro Mario Di Costanzo.
    La serata vedrà la partecipazione di altri grandi interpreti premiati nelle guide del Gambero Rosso: lo Chef Executive Marco C. Merola, di Hakert a Caserta, nuovo premiato Tre Chicchi e Tre Tazzine secondo la guida Bar d’Italia del Gambero Rosso, condurrà i partecipanti verso un’esperienza sensoriale fatta di cioccolato e praline. I giovani fratelli Di Lelio della Pizzeria Sancho di Fiumicino, nuovo premio Tre Rotelle nella guida Pizzerie d’Italia 2018 del Gambero Rosso, delizieranno il pubblico presente con la loro creazione di punta: una pizza speciale con porchetta in crosta di patate. Tra i protagonisti di Tre Bicchieri lo chef contadino Pietro Parisi di “Era Ora” a Palma Campania, portavoce dell’imprenditoria locale e ricercatore degli autentici sapori del territorio è tra i premiati del Gambero Rosso per aver fatto della tradizione culinaria un punto innovativo da scoprire.
    Direttamente in anteprima nazionale solo per l’evento Tre Bicchieri 2018, sarà la presentato il nuovo modello automobilistico di casa Porsche: la Nuova Panamera Sport Turismo.
    Un esemplare singolare, presentato nel 2012 come concept ma che ora è pronto a conquistare la strada. Sportività pronunciata, elevata idoneità all’uso quotidiano e un design che definisce nuovi standard, sono gli elementi che la caratterizzano. Una spinta verso il progresso garantita anche dai potenti motori di nuova generazione da 550CV.
    E’ un’auto costruita per chi non si arrende. Per chi fa le cose piuttosto che aspettare. Per chi ha il coraggio di avventurarsi” – queste le parole di Giuseppe Del Priore, amministratore unico della Concessionaria Del Priore, titolare dei Centri Porsche Napoli e Salerno; che prosegue: “L’evento Tre Bicchieri avrà come protagoniste aziende vinicole che hanno dimostrato coraggio nel portare avanti caparbiamente le loro idee fino a raggiungere l’eccellenza. Una filosofia che sposa pienamente lo stile Porsche. Infatti, così come avviene nell’arte enoica, anche le innovazioni in ambito automotive sono il frutto di continue sperimentazioni di prodotto e di processo. Una sfida continua alla ricerca della perfezione. Il valore aggiunto però continua ad essere rappresentato dall’inventiva umana, dalle doti che appartengono ai rivoluzionari. Se quest’auto fosse un vino lo definirei “armonico”.
    A sottolineare ulteriormente la rivoluzione scatenata dalla Panamera Sport Turismo è Remo Carnevale, Brand Manager Porsche delle concessionarie Del Priore: “La nuova Panamera Sport … è la Porsche che mancava”.

    A sugellare la serata, le atmosfere lunari realizzate dal DjSet internazionale Lunare Project, con special guest in consolle Roberto Barone, art director di Radio Yacht.
    Un evento che celebra la ricchezza produttiva di alta qualità del nostro Paese – afferma Serena Maggiullie che conferma il ruolo strategico di Città del gusto Napoli come importante player in Campania e nel Sud per la diffusione della cultura del cibo e del vino“.

    L’evento Tre Bicchieri 2018 è a posti limitati e quest’anno sarà possibile partecipare tramite prenotazione o acquisto preventivo del biglietto di ingresso sul sito: https://goo.gl/onVDE8

    Ingresso al pubblico:
    35 euro
    30 euro per Soci AIS, FISAR, ONAV e Wine club convenzionati con la Città del Gusto Napoli

    Informazioni e prenotazioni:
    Napoli Tel. 0813119800-15-13
    email: eventi.na@cittadelgusto.it

    Markus Wine Experience, Il Vesuvio di Sorrentino

    Pubblicato da aisnapoli il 20 - ottobre - 2017 Commenta

    markus-wine-experienceIL VESUVIO CHE NON TI ASPETTI: SORRENTINO AL MARKUS WINE EXPERIENCE

    VENERDI’ 27 OTTOBRE

    Il Vesuvio che non ti aspetti e sa sorprenderti in maniera coinvolgente sta certamente tra i filari della cantina Sorrentino. A Boscotrecase in via Fruscio, dove soffia sempre il vento. La famiglia è alla quarta generazione di produttori che sono riusciti a salvaguardare l’identità territoriale dei vini del Vesuvio con un attento lavoro di recupero dei vitigni autoctoni e puntando ad una qualità delle loro etichette. Catalanesca, Caprettone e Piedirosso qui hanno avuto sempre il loro spazio privilegiato e la giusta cura. I vigneti sono immersi in un paesaggio di rara bellezza, guardano il golfo di Napoli e la costa di Sorrento con Capri in posizione centrale. Il Vesuvio alle spalle sembra seduto in tutta la sua imponenza sui vigneti avvolti dai boschi di pini ad ombrello e da una ricchezza di biodiversità unica, che favorisce l’espressività dei vini.
    Sarà Benny Sorrentino, insieme alla giornalista Marina Alaimo, a raccontare tutto questo. Benny è produttrice ed enologa dell’azienda di famiglia che vive un momento felice anche nel settore dell’enoturismo. Arrivano da tutto il mondo per ammirare la bellezza del podere e per conoscere i vini vesuviani. Venerdì 27 ottobre i vini Sorrentino saranno protagonisti di Markus Wine Experience, nella sala degustazione del ristorante Markus a San Paolo Bel Sito. La sala è intima e favorisce la convivialità. Solo dieci posti per poter vivere questa esperienza in un’atmosfera di complicità e del tutto rilassata. Ad ogni vino saranno abbinati i piatti dello chef Maurizio De Riggi che nel nuovo ristorante nel centro storico di San Paolo Bel Sito sta raccogliendo molto seguito con una cucina giovane, mediterranea, di grande attualità ed apertura.
    In degustazione ci saranno:
    Catalò 2016 (100% catalanesca).
    Natì 2012 (100% caprettone),
    7 Moggi 2016 ( 100% piedirosso),
    Vigna Lapillo Lacryma Christi rosso 2014 .
    Frupa 2012 (100% piedirosso)

    Il costo della serata è 40 euro. ASHTAG #MARKUSWINEXPERIENCE
    Per Info&Prenotazioni – 081 18540847- info@ristorantemarkus

    Un piatto, un vino

    Pubblicato da aisnapoli il 20 - ottobre - 2017 Commenta

    cibo e vinoDi Giuseppe Rea

    Commisurare la struttura di un piatto a quella di un vino è un concetto e un momento importante nell’ elaborazione di una giusta logica dell’abbinamento.
    Infatti, molte sono le varianti in gioco con tutte le possibili combinazioni degli ingredienti con le diverse tecniche di cottura della medesima materia prima.
    Entrano “in lizza”: la bellezza cromatica, la persistenza aromatica, la lunghezza gustativa, la sapidità, tutte caratteristiche che dovranno essere proporzionate tra loro, al fine di creare un piatto equilibrato e , allo stesso tempo, ricco di contrasti e sfumature.
    Veniamo dunque al nostro piatto…
    Spaghettoni di grano duro, in crema di formaggio di capra stagionato, adagiati su vellutata di rape rosse, guarniti con cetriolini e basilico.
    Senza dubbio l’asse del piatto si orienta sulla carica aromatica e sulla persistenza gustativa del formaggio , che ha una consistenza più liquida proprio perché sciolto in parte a bagnomaria; il sapore complessivo manifesta grassezza e sapidità e si lega, in ultimo, alla moderata succulenza richiamata dalla pasta, con una spiccata tendenza dolce che si interagisce nel finale con una soffusa tendenza amarognola.
    La vellutata di rape rosse, sostenuta da un naturale brodetto vegetale, costituisce il “ guanto di velluto” su cui l’allungo del formaggio viene avvolto e affievolito.
    Le note aromatiche legate al basilico accompagnano la delicata freschezza del cetriolino, donando una lieve e rinfrescante pausa alle papille e rendendo la lettura degli ingredienti più percettibile per il palato.
    L’abbinamento è quello con un vino rosso, dall’intonazione morbida, e dall’effetto avvolgente tale da foderare il gusto accompagnandoci fino in fondo.
    Scegliamo dunque, un vino dal colore rosso acceso, simile a quello dei semi di melagrana, di buona struttura, garbato nel tocco, e con un misurato e congruo tenore alcolico ( 13%), con un naso che ancora sprizza freschezza e intensità.
    La scelta è ricaduta su un vino del  Trentino, da uve Teroldego 100% 2007 dell’Azienda Foradori.
    Si avvertono al naso fiori rossi appassiti, frutti maturi, cacao in polvere e tabacco dolce, pulito e lineare nel suo sviluppo gustativo, con tannini nobili e di radici antiche, fiero, maturo e gagliardo…non a caso si chiama “ Granato”. (piccola divagazione calcistica da “vecchio”e appassionato cuore granata ;-) )

    Diventa assaggiatore di formaggio con l’Onaf Napoli

    Pubblicato da aisnapoli il 18 - ottobre - 2017 Commenta

    ONAF napoli

    Gocce di Luna

    Pubblicato da aisnapoli il 17 - ottobre - 2017 Commenta

    sa40Di Luca Massimo Bolondi

    La caldaia emette grugniti e gorgoglii, come la pancia di una grassa signora, in subbuglio. Della pancia ha tutto l’aspetto, dalla forma come una grossa pera al cerchio chiodato lungo il diametro come una cintura; nel buio solo il colore di lucente rame, reso disuniforme da colature verdastre, impedisce alla metafora di realizzarsi in pieno.

    Il nero della notte tropicale, sotto la volta del cielo saturo di punti brillanti, sono interrotte solo da un lontano lampione solitario, il giallo lume immerso in una nube di moscerini. Niente case visibili intorno, solo il profilo dei monti aguzzi intorno allo spiazzo dell’adega. L’unica luce disponibile é il fuoco acceso sotto all’alambicco, che manda vivaci bagliori e un calore infernale.

    Gli addetti alla foguera si muovono lenti, a torso nudo, lucidi di sudore, portando i fasci di stoppie di canna per alimentare il fuoco. Le volute di fumo profumano di zucchero bruciato e di terra calda, si alzano verticali nell’assenza di vento. Questa notte é stata scelta proprio per l’aria quasi ferma, perché il fuoco possa essere controllato, la temperatura nell’alambicco salga piano, la distillazione sia seguita lento passo per lento passo.

    Il mastro di caldaia aveva caricato la cotta in serata, facendo attenzione che non vi fossero impuritá nel mosto di canna, fermentato nei giorni precedenti. Ora segue il termostato come una bussola e la tabella di distillazione come una carta nautica, consulta regolarmente l’orologio e appunta lo stato dell’operazione con una matita. Ad un suo ordine, l’assistente va spedito a sostituire il contenitore che riceve lo zampillo alla fine del lungo tubo di condensazione.

    Quando la temperatura interna era giunta a settantasette gradi, il mastro aveva fatto un cenno all’assistente ed egli aveva cominciato a porre il sa42contenitore in un luogo riparato, chiudendone l’imboccatura e marcandone con un gessetto la sequenza. Dopo un tempo che stava fuori del tempo, accompagnato solo dal magnetismo delle fiamme che ipnotizzavano gli sguardi e scandito dagli ordini di ricambio, una fila di recipienti numerati si allineava su una lunga panca di legno.

    É giunta mezzanotte e da poco il mastro ha ordinato di tornare a separare i contenitori che ricevono, giá, uno zampillo esiguo, ridotto a grosse gocce pesanti, di lasciare il fuoco calmarsi senza piú alimentarlo, di sistemare nella baracca al sicuro i contenitori numerati e di rimuovere le braci per porle in un basso paiolo, sul quale é giá pronta una griglia di ferro che imprigiona una breve batteria di spiedini. É ora di lasciare che il calore della foguera sia assediato piú da vicino dal fresco della notte e le membra stanche possano rifocillarsi di carne e di acquavite.

    Sette ore piú tardi, con le luci del giorno che sorgono e i raggi del sole che calano dal profilo dei monti, arriva un pick-up che si ferma sotto il lampione e dal quale si avvia di buon passo all’adega un uomo in camicia recante un giornale. Il governo ha approvato la legge sulla produzione del grogue e l’MdR inizia oggi stesso a porre i sigilli agli alambicchi, i delegati del ministero sono giá in riunione a Porto Novo e in giornata li si vedrá percorrere l’isola, ospiti silenziosi a bordo delle camionette ufficiali, per portare fogli e bande adesive in tutti gli spiazzi dove vi sia una foguera e una caldaia. La lista é nota, i destinatari sono gli stessi coi quali l’ispettore si ritrova sovente alla casa do pasto o a condividere i piccoli fatti della vita, battesimo, raccolto della canna, nozze, condoglianze, visita di cortesia o per un consiglio sui fertilizzanti. Non ci saranno proteste organizzate ma molti commenti da scambiare davanti all’ultimo bicchiere di aquavite ufficiale, la stessa che da domani diverrá ufficiosa, per tutto l’anno di vacatio legis, in attesa di divenire ufficialmente fuorilegge, e che dio benedica chi ha inventato questa commedia nella quale un oggetto che ieri era bianco oggi é grigio e domani sará nero. E, cosí naturalmente come un oggetto cambia colore per decreto, vi sará qualcuno che accoglierá il delegato come un amico che divenuto un nemico si coprirá di ingiurie se non partirá qualche sassata, a ricordare che l’ambasciator non porta pena ma se porta cattive notizie con qualcuno bisogna pure pigliarsela. Non sempre fare l’impiegato statale rappresenta un privilegio.

    sa37In attesa che lo stato faccia la sua parte, nella persona del delegato suo ambasciatore, l’uomo in camicia gioca la ben piú comoda parte dell’araldo, sventolando il giornale fresco di stampa, leggendo ad alta voce le parole altisonanti del ministro ad una platea dagli occhi arrossati per il fumo la veglia e i bicchieri della notte, aggiungendo il suo parere a voce piú bassa, battendo di tanto in tanto la mano sulla pagina aperta per evidenziare il commento. Il teatro delle dichiarazioni, nella capitale, sulla carta stampata, davanti al gruppo. Il mastro, che si é tenuto in disparte, guarda senza parlare e lo sguardo é fermo, mentre il pensiero scorre le cifre dell’ultima produzione e quanto é nei fusti per la vendita nell’anno e quanto é nelle botti per fare l’invecchiamento. Il primo é al sicuro, potrá essere proposto senza nuovi crucci nelle bottiglie rimediate come sempre, solo l’etichetta di carta il tappo e la capsula uguali per tutte, a ricordare che siamo su un’isola rurale di un paese povero, il lotto da invecchiare invece propone un enigma, ed é l’imprevedibile risultato pratico della novitá, che si tradurrá in regolamenti, e vedremo se saranno scritti bene, a chi spianeranno la strada per l’esportazione, chi invece prima di poter etichettare dovrá dannarsi per divincolarsi dalla rete delle burocrazie, novello Disinganno in una Cappella Sansevero tropicale. Il mastro non ha un’espressione serena in volto. Sa che il beneficio di pochi coincide sempre col disagio di molti, e guarda caso i pochi sono coloro che possono e i tanti sono destinati a tentare, tentennare e toppare. E lui é solo un agricoltore senza diplomi, la scuola é quella del nonno, e senza attestati di frequenza, solo trentasette anni di pratica.

    Nel frattempo il sole ha finito di scavalcare il monte, ha percorso il pendio roccioso, raggiunge il ruscello, si tuffa e fa brillare le acque tra le canne. Gli a23084f08933cd6f3bd815ef81a00a6e-cabooperai si asciugano il sudore sotto i cappelli e tutti si avviano verso casa, percorrendo la strada dove il ritorno del pick-up ha sollevato una polvere fina e bianca che il vento sta portando lontano. E adesso cosa farai, dice il figlio al padre, capofamiglia, erede unico della piantagione, dello spiazzo, della foguera e degli alambicchi, degli annessi e connessi per la distillazione, l’imbottigliamento o l’invecchiamento. Cosa faró, é semplice, accoglieró il delegato, saggeremo insieme il prodotto nuovo, gli lasceró i campioni per la delegazione e attenderó i sigilli. Ma perché, sei cosí sicuro che metteranno i sigilli, il grogue tu lo sai fare bene, non ci metti lo zucchero e butti via le code, se fermano te devono fermare l’isola. É quello che faranno, fermeranno l’isola e sara’ meglio per noi, perché se facessero una selezione e ne venisse fuori anche uno solo idoneo allora sarebbe il finimondo, monterebbe una rivolta e nessuno si fermerebbe e potrebbero anche far saltare la delegazione. Pausa. Questo il delegato lo sa. E quanto tempo staremo fermi, il governo é capace che tra regolamenti e commissioni lascia che passino anni senza mettere mano. Sguardo eloquente del delegato, a dire ecco il punto, se questa riforma prende tempo chi ci va per mezzo saremo noi, mica loro, perche’ noi siamo qui e chi come te attende risposte certo non se le aspetta da un ente invisibile ma dal suo interlocutore, e’ il gioco della burocrazia che usa le persone come schermo e le norme come ostacolo, e con quale scopo, quello di stancare, di lasciare ferme le usanze e di fermare le iniziative, quaeta non movere et mota quaetare, José quando parli cosí sembri un avvocato.

    La fine é nota, come nel racconto di Holiday Hall: si comprerá tutti una licenza a caro prezzo; i controlli saranno affidati a nuovi funzionari che non ne sanno nulla oppure agli attuali che ne sanno abbastanza, e sarebbe un miracolo; di tanto in tanto arriverá un’ispettore dalla Capitale e si fará un po’ di teatro, che ci vuoi fare anche a Cabo Verde la vita é una commedia, e testimonia la distanza dal continente, visto che nel resto d’Africa la povertá rende la vita una tragedia; chi faceva un buon grogue continuerá a farlo, alla luce del sole o a quella delle stelle, e la differenza tra chi ne capisce e gli illusi sará come nel resto del mondo, affidata al bicchiere e alle etichette.

    Foto di Helena Resende

    I ministri del G7 al Grand Hotel Punta Molino

    Pubblicato da aisnapoli il 17 - ottobre - 2017 Commenta

    thumbnail-10ACCOGLIENZA E CUCINA ISCHITANA AL PUNTA MOLINO PER I MINISTRI DEL G7

    Le eccellenze del territorio dell’isola verde e la loro valorizzazione: sono questi i principi di fondo del percorso enogastronomico che caratterizzerà il vertice del G7 a Ischia del 19 e 20 ottobre. Ai Ministri dell’Interno riuniti al Grand Hotel Punta Molino, sarà servito un menù di mare durante la cena di gala del 19 che avrà luogo nel Salone rotondo dell’albergo. Il 20 invece, per il lunch buffet sarà servito un menù di terra nel ristorante O’ Rangio Fellone, lo storico locale ideato e realizzato dall’architetto Sandro Petti e animato da Ugo Calise negli anni ’50 e ‘60. Si pranzerà sulla mitica rotonda sul mare cantata da Fred Bongusto.
    C’è tanta storia negli speciali piatti ideati per il summit da Chef Alfonso Arcamone, che punta innanzitutto a raccontare la tradizione della cucina campana e ischitana, come il maialino nero a rappresentare l’importante e forte impronta agricola della regione e i mezzi paccheri di Gragnano al sugo di pint’ ‘rre (dal napoletano: dipinto da re, per la bellezza dei colori). La donzella, tipico pesce da scogliera, viene pescato nei pressi della Baia di Punta Molino, proprio davanti al Castello Aragonese. L’isola e il suo mare dunque serviranno diversi piatti a base di pesce fresco: una bella sfida per soddisfare gusti e palati d’alto rango con l’ottimo pescato dell’isola verde. Sapori e ricordi della tradizione in forma contemporanea.
    A fare la differenza – spiega lo Chef – le materie prime impiegate, dal vino alle spezie e i prodotti a Km zero, con un’attenzione particolare rivolta al modo in cui il maialino è stato allevato e il pesce pescato proprio nel nostro mare“.
    Un percorso enogastronomico che abbraccia tutti i prodotti che riassumono la ricchezza dell’isola e della regione. Non mancheranno infatti i simboli del territorio campano come la mozzarella di bufala dop, che sarà servita in ben tre consistenze e un legume molto particolare e di antichissima tradizione come la cicerchia, le nocciole di Giffoni, i taralli napoletani, gli asparagi selvatici dell’isola e il liquore Rucolino. Gli ospiti non potranno resistere ai dessert: babà e sfogliatella.
    L’ebbrezza della cucina ischitana sarà accompagnata dai vini dei vignaioli dell’isola: il vino rosso è il Per’ E Palumbo cantine Tommasone, per il bianco la scelta è caduta su Villa Campagnano Cantine Antonio Mazzella e Pithecusa Bianco Cantine Tommasone.