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    5 Novembre, Il pomodorino giallo di Rofrano

    Pubblicato da aisnapoli il 30 - ottobre - 2018 Commenta

    thumbnail-48Lunedì 5 novembre alle ore 11:00, presso Palazzo Mainenti, sede dell’Ente Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, si parlerà del recupero e della valorizzazione del “pomodorino giallo di Rofrano”. A raccontare il percorso che ha portato alla rinascita di questo frutto antico e unico nel suo genere saranno i due giovani agricoltori che lo hanno recuperato, Giovanni Cavallo e Giovanni Speranza, insieme ad alcuni degli attori della filiera che sostiene il progetto: Tommaso Pellegrino, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Cilento – Vallo di Diano e Alburni, i fondatori di DaZero – Pizza e Territorio, Paolo Ruggiero della Coooperativa Gustarosso, il maestro pizzaiolo Enzo Coccia ( La Notizia – Napoli), il sindaco di Rofrano, Nicola Cammarota, e quello di Vallo della Lucania, Antonio Aloia.
    L’incontro, attraverso immagini e testimonianze dirette, racconterà il percorso di recupero di un prodotto che sembrava scomparso e che ora invece è stato reinserito nell’elenco della biodiversità campana, come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), grazie a un esempio di sinergia tra privati, enti locali e dinamiche realtà del territorio che ne hanno fermato l’inesorabile estinzione.
    La filiera è andata definendosi dopo i primi raccolti dando contemporaneamente vita al progetto di sviluppo che oggi è una realtà. A credere nel lavoro dei due giovani rofranesi ci sono stati da subito i fondatori di DaZero, Giuseppe Boccia, Paolo De Simone Carmine Mainenti, che seguendo la propria filosofia di valorizzazione e recupero delle eccellenze del Cilento, hanno provato il pomodorino e iniziato a lavorare su nuove pizze.
    A loro fin da subito si è affiancata la cooperativa di produttori Gustarosso, nota per gli ottimi risultati avuti con il rilancio del pomodoro San Marzano, che si è proposta di mettere a disposizione le proprie esperienze che porteranno alla trasformazione in conserve del buonissimo pomodorino.
    Le qualità del frutto giallo di Rofrano hanno conquistato anche Enzo Coccia della pizzeria “ La Notizia ” di Napoli, il primo maestro pizzaiolo ad aver posto l’attenzione sulla ricerca di prodotti di qualità, e gli chef cilentani Davide Mea e Alessandro Feo.
    A sostegno di questo circuito virtuoso ci sono anche gli Enti locali, il comune di Rofrano che intende agevolare lo sviluppo della produzione del pomodorino e il Parco Nazionale che con l’istituzione del Marchio apre alla valorizzazione dei prodotti tipici locali.
    Ognuno ricoprirà un ruolo che contribuirà alla crescita del progetto negli anni.
    Alla fine del racconto dell’esperienza sul campo si aggiungerà quella diretta che i partecipanti potranno sperimentare spostandosi da “Palazzo Mainenti” alla sede della pizzeria DaZero di Vallo della Lucania. Qui si approfondirà la conoscenza del pomodorino che matura conservando in sé il sapore dell’estate nei mesi invernali. Le caratteristiche organolettiche di questo frutto antico saranno esaltate dalle pizze ideate dal Enzo Coccia e Paolo De Simone che comporranno lo speciale menù con cui si concluderà l’evento.

    thumbnail-47Questa mattina, presso l’azienda agricola sperimentale regionale Improsta, a Eboli, è stato inaugurato il caseificio sperimentale regionale, nell’ambito delle attività previste dal protocollo di intesa tra l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e il CRAA (Centro per la ricerca applicata in agricoltura), associazione che annovera, tra i suoi soci, la Regione Campania, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi del Sannio, l’Università degli Studi di Salerno e l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
    Nella struttura si effettueranno attività di ricerca e di sperimentazione sui prodotti agroalimentari tradizionali campani, attraverso il controllo e la validazione delle diverse tecniche di lavorazione impiegate. Le tecnologie saranno studiate sia presso il caseificio sperimentale, sia presso le aziende in collaborazione con il Cripat (Centro di riferimento regionale per la sicurezza della ristorazione pubblica e collettiva e delle produzioni agroalimentari tradizionali).
    “I formaggi tradizionali campani hanno origine nei sistemi produttivi tradizionali, che ne determinano peculiarità e che rappresentano esempi di biodiversità. Sono caratterizzati dall’impiego di latte crudo e di attrezzature tradizionali. Con l’avvio di queste attività, l’IZSM si può finalmente avvalere di una struttura pubblica in cui condurre ricerche che mettano i produttori nelle condizioni di proiettarsi verso sfide nazionali ed internazionali, puntando non solo sul rispetto delle tradizioni, ma anche sulla messa a punto di procedure di caseificazione innovative e nuovi studi, volti a ottenere nuovi prodotti o a migliorare quelli già presenti. L’obiettivo è quello di definire un percorso tecnologico che garantisca la sicurezza alimentare dei nostri formaggi creando dei protocolli virtuosi da applicare nelle aziende di trasformazione presenti sul territorio regionale”, ha dichiarato Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
    “L’Asl, attraverso il dipartimento di Prevenzione, si occuperà di effettuare i controlli nelle aziende del territorio per verificare la salubrità dei nostri prodotti e cercherà di semplificare quelle che sono le deroghe a livello europeo che interessano i nostri prodotti tradizionali, realizzati, quindi, secondo antiche metodiche produttive. Con queste attività si potrà dare un riscontro ai produttori delle nostre aree interne tutelando non solo i produttori, ma anche i consumatori, garantendo il rispetto della tradizione e della sicurezza alimentare”, ha dichiarato Mario Iervolino, commissario straordinario dell’Asl di Salerno.
    “Con il protocollo di intesa siglato con l’Izsm, mettiamo a disposizione il caseificio sperimentale dell’Azienda Improsta per una straordinaria attività di ricerca rivolta a tutto il mondo produttivo della Campania. Da questo punto di vista, la scommessa e la sfida della competitività dell’agroalimentare campano, a livello nazionale ed internazionale, passa attraverso le nuove tecniche produttive e la sperimentazione. In questo contesto, l’Improsta ha un ruolo fondamentale rispondendo alla sua mission istituzionale di ricerca applicata in agricoltura e di supporto a tutti gli operatori del comparto agroalimentare” ha dichiarato Luca Sgroia, presidente del CRAA-Azienda Improsta.
    “Con l’avvio delle attività creiamo un momento di formazione fondamentale per la ricerca applicata, avere una struttura sperimentale è estremamente importante per fornire un supporto scientifico ai produttori del comparto e per fornire loro nuovi strumenti che gli consentano di essere competitivi in Europa e nel mondo”, ha spiegato Nicoletta Murru del dipartimento di Medicina Veterinaria e delle Produzioni Animali della Federico II.
    “Oggi si concretizza ulteriormente la sinergia tra Regione, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Asl, mondo universitario e Azienda Improsta. L’Azienda Improsta, infatti, diventa un centro di riferimento per il comparto con l’apertura di un laboratorio sperimentale in cui condurre attività di ricerca sui prodotti caseari e sulla mozzarella di Bufala, una delle nostre produzioni di punta. L’obiettivo principale è quello di innovare le produzioni per rafforzare questo settore all’insegna della sicurezza alimentare. Vogliamo che queste produzioni d’eccellenza conquistino quote sempre più significative sui mercati nazionale e internazionali”, ha concluso Franco Alfieri, capo della segreteria del Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, per il quale segue le politiche agricole.

    28 Ottobre, Tre Bicchieri 2019 a Napoli

    Pubblicato da aisnapoli il 27 - ottobre - 2018 Commenta

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    Tre Bicchieri 2019:
    il gotha del vino italiano arriva a Napoli.

    Torna l’evento più atteso dell’anno
    Domenica 28 Ottobre dalle ore 18.00

    In una sola serata i top wine italiani premiati dal Gambero Rosso con il prestigioso riconoscimento Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2019.

    Una selezione di vini Tre Bicchieri provenienti da tutta Italia in degustazione.

    Non solo il gotha italiano del vino, la migliore selezione food e la location più accogliente.

    Costo del biglietto:
    €35 intero, €30 ridotto

    per info e prenotazioni:
    081 3119800/13 – 338 1691727
    eventi.na@cittadelgusto.it

    pasquale-palamaro_ph-paola-tufo-per-archivio-storico-333Cucina Borbonica “di classe” all’Archivio Storico di Napoli
    Lo chef stellato Pasquale Palamaro firma il nuovo menù del ristorante

    Se è vero che il cibo è un aggregatore di persone, anche se di culture diverse, è altrettanto vero che la cucina napoletana lo fa ancora di più! Questa importante funzione del cibo era già nota all’epoca dei Borbone, quando sia “O’ Scarpariello” (il ciabattino) che il “Monzù” (il cuoco di corte) preparavano i pasti utilizzando ingredienti comuni ma in ambienti diversi (il primo per strada, il secondo nelle spaziose cucine patrizie). Infatti gli ingredienti più conosciuti sono essenzialmente quelli semplici e genuini, che venivano poi maggiormente elaborati per le pietanze destinate ad imbandire le tavole dei nobili. Coesisteva, quindi, una cucina assai raffinata che si era sviluppata soprattutto grazie ai Borbone, che favorirono una fusione fra la cucina napoletana e quella francese concretizzando dei risultati spettacolari e di gran gusto. E’ dedicato alla cucina napoletana borbonica il ristorante dell’”Archivio Storico”, locale napoletano che omaggia la cultura borbonica in ogni suo angolo: le sale principali sono dedicate ai Re Borbone delle Due Sicilie Carlo, Ferdinando I, Francesco I, Ferdinando II e Francesco II (con le rispettive Regine) ed all’ultimo pretendente al trono, l’erede legittimo, Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone, Duca di Castro e Gran Maestro di tutti gli Ordini Dinastici. Da più di un anno il locale – tra i più frequentati di Napoli, essendo tra l’altro collocato in uno dei quartieri più inn della Città, ovvero il Vomero – divulga un patrimonio culinario che Luca Iannuzzi – ideatore del progetto, attento conoscitore della storia del Regno delle Due Sicilie e Cavaliere di Merito del Sacro Militare ordine costantiniano di San Giorgio – ha riscoperto indagando nei testi dell’epoca e riproposto con l’ausilio di professionisti del gusto del calibro di Pasquale Palamaro, chef stellato che ha firmato il nuovo menù “di classe” dell’Archivio.

    Il menù

    4 antipasti, 5 primi piatti, 6 secondi, due zuppe, 4 dolci, due menù degustazione: tutte pietanze ispirate alla cucina napoletana di corte, riscoperte neithumbnail-46 testi che parlano della storia dei Borbone e sapientemente reinterpretate dallo chef. Ad esempio la “Parmigiana”, piatto le cui origini sono contese da Napoli, Parma e Sicilia: l’etimologia del nome deriverebbe dal termine siciliano “parmiciana” (le parmiciane sono le aste di legno che sovrapposte formano le persiane); tuttavia la ricetta di questo piatto è contenuta nel “Cuoco Galante” di Vincenzo Corrado (1733), che utilizzava le zucchine come ingrediente principale, e poi ripresa Ippolito Cavalcanti che utilizzava invece le melanzane per assemblare la pietanza. Perciò nel menù dell’Archivio questo piatto diventa “Parmigiana di melanzane vista nell’Orto di Ippolito Cavalcanti”. Altro esempio, le zuppe: in particolare durante il regno di Ferdinando I si diffusero molto le zuppe di mare essendo il re goloso di pesce, che pescava egli stesso nelle acque sotto Posillipo; tuttavia questo piatto era spesso anche sulle tavole dei più poveri, veniva preparato con il pesce rimasto invenduto dai pescatori. Inoltre presso la corte borbonica era in uso uno gnocco realizzato con mandorle tritate, latte e mollica di pane (gli gnocchi di patate arrivarono solo dopo le importazioni di patate dall’America; furono Alessandro Volta a portare la nuova ricetta nei salotti del re e Vincenzo Corrado a convincere i Borbone a investire nella diffusione della coltura del tubero per sfamare la popolazione dopo la carestia della rivoluzione del 1799). Dunque, la zuppa di “mare” e gli gnocchi di patate sono due capisaldi della tradizione napoletana che formano un connubio perfetto nel piatto ideato dallo chef Palamaro, ovvero la “Zuppa di scampi con gnocchi di patate ripieni di mozzarella”. Ancora, un altro esempio di ingrediente comune alla cucina di corte e a quella popolare: il pollo. Il “Pollo alla Marengo” (che nel menù dell’Archivio diventa “Pollo ruspante e gamberi rossi laccati su mais piccante ed erbe amare “) era un ricco e prelibato secondo piatto, le cui origini risalgono al 1800 quando Napoleone Bonaparte sconfisse l’esercito austriaco a Marengo e chiese a Dunand, il suo cuoco, di creargli un piatto che fosse buono e nutriente. Non avendo materie prime a disposizione, improvvisò una pietanza con ciò che riuscì a reperire nelle vicine campagne: un pollo, dei gamberi di fiume, qualche pomodoro, delle uova, del pane raffermo e del cognac. Napoleone, soddisfattissimo, richiese questo piatto a Dunand dopo ogni battaglia e divenne per il condottiero un portafortuna.

    foto_cover_8È dedicata a una donna giovane la collezione Fall/Winter 18-19 di Enrico Rubinacci, che vede protagonisti capi “teen” come le giacche in denim, quasi sempre wash, la pelliccia che si incastona in maniera più libera, i mini bomber e i piumini reversibili: casual da un lato perfetti per il giorno ed eleganti dall’altro per la sera. La presentazione della nuova “Star collection” è in programma venerdì 26 ottobre alle 18 a Napoli, nell’atelier di Via Crispi. Ospiti speciali tre Lady azzurre: Jessica Ziolek fidanzata di Milik, Thais Valentim moglie di Allan e Jessica Sterling moglie di Ospina. Le tre ragazze sono anche note web influencer seguite da migliaia di follower. Appassionate di moda, durante il party indosseranno i capi della nuova collezione.
    L’inverno in città è a tutto fur: le pellicce sono declinate in mille varianti, colorate, total white, ottanio, rosa, grigio e marron glace e anche nella stagione fredda non si rinuncia alle stelle, che decorano le giacche. Sfilano in passerella gilet in volpe blu night e muticolor, pellicce di visone, zibellino e cashmere.
    La pelle è sempre sotto i riflettori, come nel trench di visone con inserti di nappa e nel cappotto in visone e denim. Must della nuova collezione è la pelliccia “Cinderella” decorata con scarpette da sera. Glamour, divertenti e morbidi gli accessori come le mini bagsy in visone golden e denim, le borse in pvc, i manicotti, i cappelli rasta in cashmere e le lunghe cinture intrecciate da legare ben strette in vita per un effetto bathrobe, ma con stile. Insomma la pelliccia è sempre più materiale da usare come meglio si crede. Può prendere le forma di una borsetta, di un bracciale o di una fusciacca. La donna che indossa i capi di Enrico Rubinacci è grintosa e moderna, l’imperativo è sfoggiarli con classe. I capi di pelliccia diventano concettualmente di utilizzo sempre più semplice. Non sono pesanti, complicati, troppo eleganti o delicati, ma l’esatto contrario. Si indossano con ogni tipo di abbigliamento e in ogni dove. In passerella un tocco glam in più con i bijoux handmade Ei.El., dal carattere deciso e ricercato, disegnati da Alessandra Laviano. Durante il party organizzato da Mia Communication le ospiti potranno indossare i capi della nuova collezione e diventare così modelle per un giorno. Avranno un angolo tutto per loro con tanto di back drop, accessori e fotografo professionista. Parola d’ordine: fashion con l’hair stylist Vincenzo Sammarruco e la make up artist Dalila Gambardella. Durante la sfilata: musica live con il violino elettrico di Stella Manfredi, finger food a cura di Pikara, flower design Fly High e brindisi con i vini delle Cantine Famiglietti.

    28 Ottobre, Tre Bicchieri 2019 a Napoli all’Hotel Excelsior

    Pubblicato da aisnapoli il 25 - ottobre - 2018 Commenta

    Tre Bicchieri 2019, a Napoli
    I migliori vini italiani

    Domenica 28 ottobre all’Eurostars Hotel Excelsior l’evento organizzato
    dalla Città del gusto Napoli con i vini premiati Tre Bicchieri dal Gambero Rosso

    Evento su prenotazione a posti limitati
    Costo ingresso:
    Intero €35
    Ridotto per soci AIS €30

    Questo il link dedicato esclusivamente alla vendita dei biglietti Ingresso AIS :

    http://213.182.82.150/tolonline/frmrepliche.aspx?idman=5084&idpv=137

    Tre Bicchieri 2019

    Domenica 28 ottobre, dalle ore 18
    Eurostars Hotel Excelsior (Via Partenope 48 Lungomare di Napoli)

    Per informazioni e prenotazioni:
    Città del gusto Napoli
    Tel.: 0813119800/13-3381691727
    Email: eventi.na@cittadelgusto.it, comunicazione.na@cittadelgusto.it, napoli@cittadelgusto.it

    thumbnail-45Domenica 28 ottobre, a partire dalle ore 18, presso l’Eurostars Hotel Excelsior (Via Partenope 48 Lungomare di Napoli) avrà luogo l’ottava edizione di Tre Bicchieri a cura della Città del gusto Napoli, il network di divulgazione enogastronomica e grandi eventi del Gambero Rosso. Un evento dedicato ai top wine italiani con l’obiettivo di mettere in contatto i migliori produttori di vino con un pubblico di esperti e amatori del buon bere.

    Saranno presenti le etichette premiate Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2019, che da oltre 30 anni racconta lo scenario vitivinicolo d’Italia più autorevole e d’élite, spaziando tra le zone che da sempre sono maggiormente vocate alla produzione di vino e il nuovo scenario enoico.

    E da quella prima edizione datata 1988, in un momento molto difficile della storia recente del vino italiano, molto è cambiato. A cominciare dai numeri: oggi sono oltre 2500 produttori censiti (tra loro 129 new entry per l’edizione 2019) e quasi 23mila vini in un panorama sempre più ricco, fatto di mille terroir diversi, di mille e più uve della tradizione e internazionali. La guida, tradotta ogni anno in inglese, tedesco, cinese e giapponese, è diventata un riferimento internazionale per addetti ai lavori e appassionati del settore. Quest’anno sono 54 i produttori che debuttano con i Tre Bicchieri (in totale 447 le etichette che ottengono il massimo riconoscimento), ma la guida segnala anche i Tre Bicchieri Verdi, quelli prodotti da aziende biologiche o biodinamiche certificate, che quest’anno sono ben 102. E i vini premiati reperibili in enoteca entro la fascia dei 15 euro, che sono ben 92, oltre il 20% di quelli premiati.
    Ai banchi d’assaggio i sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier con la delegazione di Napoli.
    Durante l’evento, in linea con il mood della serata, tutta la proposta food avrà modo di avvalorare il concetto cardine dell’evento: garanzia di qualità ed eccellenze delle migliori realtà vitivinicole italiane.

    Attesi a Napoli grandi nomi dell’enologia italiana, importanti produttori nazionali, pubblico attento conoscitore delle eccellenze eno-gastronomiche, curiosi scopritori delle novità riguardanti food & wine costantemente alla ricerca di realtà esclusive e prestigiose da aggiungere al proprio lovemarks.

    Fra le aziende aderenti ad oggi:
    ABRUZZO Villa Medoro
    CAMPANIA Donnachiara Alois Marisa Cuomo Antonio Caggiano Nanni Copé Cantine Astroni Tenuta del Meriggio La Pietra di Tommasone Cantine dell’Angelo La Guardiense Terre Stregate San Salvatore Contrade di Taurasi Villa Raiano Montevetrano Mustilli Casebianche Fontanavecchia Feudi di San Gregorio Ettore Sammarco
    FRIULI VENEZIA GIULIA Tiare Tenuta Luisa Jermann La Tunella
    LAZIO Antiche Cantine Migliaccio
    LIGURIA Cantine Lunae Bosoni
    LOMBARDIA Ferghettina Monsupello Lantieri de Paratico Contadi Castaldi Bellavista Ca’ di Frara
    MARCHE Marotti Campi Velenosi
    PIEMONTE Gaggino Vite Colte Nicola Bergaglio Montalbera Marchesi di Barolo Tenuta Tenaglia Pico Maccario Gianni Doglia
    PUGLIA Felline Coppi Tenute Rubino
    SICILIA Feudo Maccari Donnafugata
    TOSCANA Piaggia Podere Sapaio Orma Tenuta Sette Ponti Frescobaldi Tenuta La Parrina Petra
    TRENTINO Ferrari Moser
    UMBRIA Tenuta Castelbuono
    VENETO Masi Leonildo Pieropan Canevel Sorelle Bronca Andreola

    Un parterre educato alla qualità, all’eccellenza, al valore della produzione che ama viaggiare e scoprire i territori che segue i grandi eventi di Città del gusto Gambero Rosso Napoli per l’eccellenza degli attori selezionati.
    Durante l’evento, in linea con il mood della serata, tutta la proposta food avrà modo di avvalorare il concetto cardine dell’evento: garanzia di qualità ed eccellenze delle migliori realtà vitivinicole italiane.

    Il percorso dedicato al food è capitanato dallo Chef Giovanni Pastore, chef della Gambero Rosso Napoli ma attualmente coinvolto in esperienze internazionali alle Maldive e in Tanzania insieme agli allievi della Gambero Rosso Academy Napoli.
    Gli ospiti dell’evento verranno deliziati dalla sua cucina e dall’eccellenza delle materie prime, come le primizie dell’azienda ortofrutticola Calviati insieme a prodotti della panificazione dei fratelli Malafronte, in abbinamento ai prodotti caseari di Sogni di Latte.
    A seguire i fratelli Malafronte proporranno al pubblico i loro panettoni natalizi di cui presenteranno l’intera collezione. Con loro il Gelatiere Emilio Panzardi dell’omonima gelateria di Maratea noto per i suoi gelati preparati con ingredienti di altissima qualità (fra cui numerosi presidi Slow Food) e innovative ricette.

    Da Cap’Alice i Vignaioli FIVI con la presidente Matilde Poggi

    Pubblicato da aisnapoli il 25 - ottobre - 2018 Commenta

    44621720_10217864918680727_1765691992035033088_nDi Roberta Porciello
    Riprendono i consueti appuntamenti di Storie di Vino e Vigne, ideati e organizzati dalla giornalista Marina Alaimo, presso l’osteria napoletana Cap’Alice. Giovedì 18 Ottobre erano di scena i vini e la filosofia della FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, con la presenza graditissima della presidente Matilde Poggi. Sono oltre mille i vignaioli che hanno scelto di promuovere la qualità e l’autenticità dei vini italiani; “scarpe grosse e cervello FIVI“, questo il motto a cui si ispirano le aziende che si riconoscono in questa sigla associativa, seguendo fedelmente il decalogo del bravo vignaiolo che si basa su tre punti principali: il vignaiolo deve essere un coltivatore diretto; il vino è prodotto con le proprie uve; imbottigliare e vendere il vino a proprio nome esponendolo in etichetta. Il nostro viaggio alla scoperta di territori, vitigni  e vini parte dal Vesuvio con il Lacrima Christi 2015 di Andrea Matrone, con la sua prorompente carica olfattiva, un vino ampio e profondo, figlio di un blend di caprettone e falanghina. Un sorso di vulcano, caldo e sapido, mai invadente e perfettamente integrato. La versione 2016, nasce da un’estate fresca, un’interpretazione diversa del territorio vesuviano, con meno grinta all’olfatto ma una significativa e coinvolgente spinta nel palato. Passiamo in Cilento con i vini di Luigi Maffini, presidente FIVI Campania Luigi Maffini, con il Pietraincatenata, un fiano in purezza, un signor fiano… Dalla 2014 alla 2016 esprime sempre un sapiente bilanciamento tra il legno di rovere francese e il frutto, modificandolo tale rapporto a seconda dell’annata ma conservando proporzione e carattere, facendo presagire un equilibrio destinato a durare nel tempo. Da questo contatto sinergico tra vigna e vino, nasce una bocca avvolgente e morbida, con sapidità e freschezza che si abbracciano in una lunga persistenza. Passiamo al territorio del Bardolino con la cantina Le Fraghe di Matilde Poggi. Un’azienda che da oltre trent’anni coltiva corvina, rondinella e garganega; abbiamo degustato Brol Grande un Bardolino DOC, nelle44701838_10217864917320693_2223519214977679360_n annate 2015 e 2016. Partiamo, come di consueto dalla più “vecchia”, la 2015 che fa un passaggio in legno grande e si mostra strutturato, morbido e rotondo, con un’ avvincente freschezza e tannini perfettamente integrati. La 2016, che non fa legno è per me il vino della serata, profondo e avvincente, dall’austera ed elegante  femminilità: dalla irresistibile beva. Finiamo con il Taurasi Padre e l’ Aglianico Passione di Enza Saldutti della Cantina di Enza di Montemarano. Il Taurasi Padre 2011, dal naso balsamico e speziato, solcato da una vena di ribes e alloro; mineralità e freschezza del frutto si contendono la scena gustativa con un tannino che fa sentire la sua presenza. Maturazione in botti grandi di castano esausto, a valorizzare i profumi e i colori della terra irpina che vanno dall’amarena ai frutti rossi maturi. L’Aglianico Passione 2013 è un vino coinvolgente, frutto di una vendemmia “tardiva” arrivata fino al 7 dicembre, in cui note fumé si accompagnano ai sentori invitanti di mora e frutti di bosco; un tannino energico e vitale anticipa un finale lungo in cui la sapidità si alterna alle note di ciliegia. Ben otto vini, una interessantissima carrellata di profumi, sensazioni e gusto raccontata con amore e passione da coloro che seguono i loro vini dalla vigna alla bottiglia. Mario Lombardi, l’oste di Cap’Alice, come sempre non è mai da meno e ci ha deliziato con un tortino di baccalà e papacelle, strepitosi gnocchetti con zucca e salsiccia di Castelpoto e un favoloso tiramisù al bicchiere. Prosit!