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    #PizzAward: ecco i numeri record del primo mese di gara

    Pubblicato da aisnapoli il 10 - giugno - 2018 Commenta

    post-100-pizze#PizzAward: ecco i numeri record del primo mese di gara

    Primo straordinario bilancio per la terza edizione del contest internazionale #PizzAward – Oscar della Pizza, promosso da MySocialRecipe.

    100 le pizze in gara che arrivano, e non soltanto dall’Italia: sono infatti tantissimi già i pizzaioli stranieri o italiani all’estero che hanno voluto registrare le loro pizze.

    Dall’Australia, dalle Filippine, dalla Francia, dal Belgio, dall’Ungheria, dall’India e dallo Sri Lanka: la partecipazione internazionale si annuncia anche quest’anno importante. Così come lo è quella dei pizzaioli che da tutta Italia stanno facendo arrivare le loro ricette: dalla Sardegna e dalla calda Sicilia fino alla Liguria e al Veneto, passando per la Calabria, la Puglia, l’Abruzzo, la Toscana, l’Emilia Romagna, hanno raccolto la sfida e hanno messo le mani in pasta per creare le loro pizze da Oscar.

    Come da tradizione del contest, anche il coinvolgimento femminile è molto importante: in un mondo per tradizione maschile, sono già numerose anche le pizzaiole che hanno fatto sentire la loro voce e iscritto le loro creazioni.

    Dopo i numeri eccezionali dello scorso anno, la terza edizione del contest #PizzAward si annuncia altrettanto partecipata, restiamo in attesa di scoprire quali e quanti saranno i pizzaioli dall’Italia e dall’estero, che vorranno sfidarsi per stupire il mondo del web e la giuria presieduta da Anna Scafuri (giornalista Rai), e composta da Giorgio Calabrese (medico nutrizionista), Antonio Puzzi (antropologo dell’alimentazione), Patrizio Roversi (conduttore televisivo “Linea Verde”), Antonio Scuteri (responsabile di Repubblica Sapori), e Scott Wiener (foodblogger americano), coordinata da Tommaso Esposito (medico e giornalista enogastronomico).

    C’è tempo fino al prossimo martedì 7 agosto 2018 per partecipare e registrare gratuitamente sul sito MySocialRecipe.com le proprie ricette di “pizze d’autore” provando ad aggiudicarsi il #PizzAward2018 e i premi per il Pizzaiolo Chef, Migliore Pizza dall’estero, Migliore Pizza Healthy, Migliore Pizza Senza Glutine e Migliore Pizza in Rosa.

    Tra i 10 finalisti selezionati per la gara live sarà nominato il vincitore del #PizzAward 2018, che sarà annunciato durante il Gran Galà della “Notte degli Oscar della Pizza”, previsto per il prossimo 16 ottobre, a Napoli.
    A una speciale commissione, denominata Pizza Academy, costituita da un panel di esperti del settore, spetterà invece il compito di attribuire gli Oscar delle altre categorie con un sistema di punteggi che determinerà delle nomination e quindi un vincitore. Nella serata di premiazione, saranno assegnati, quindi, anche gli Oscar al Pizzaiolo Protagonista dell’Anno, alla Carriera, alla Pizza dagli Effetti Speciali e alla Migliore Pizza in Teglia.
    Importanti, infine, anche le menzioni speciali attribuite dai main sponsor del contest: Molino Caputo, Ferrarelle, La Fiammante, Olitalia, Parmigiano Reggiano, Scugnizzo Napoletano, Sorì. Tra gli sponsor anche la Birra Baladin.
    L’iniziativa ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, della Regione Campania, del Comune di Napoli, della Camera di Commercio di Napoli, dell’Associazione Italiana Sommelier, dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e dell’EcoMuseo della dieta Mediterranea di Pioppi.
    Sponsor tecnici sono Event Planet Food, Gi-Metal e partner API (Associazione Pizzerie Italiane), la Scuola Dolce&Salato, Scuola di Pizzaiolo, Sicilian School of pizza, Unione Pizzerie Storiche Napoletane “Le Centenarie”.

    ugo-acampora-piccolaPresentati i cinque cocktail che saranno serviti alla 72a edizione del Premio Strega, il prossimo 5 luglio a Roma.
    Tra i finalisti il barman napoletano Ugo Acampora

    Sono stati presentati nomi, ricette e libri a cui si sono ispirati dei cinque cocktail del Premio Strega Mixology. Novità assoluta del format, la possibilità, per i cinque barman di servire i propri cocktail originali agli oltre mille partecipanti della settantaduesima edizione del Premio Strega letterario, che si terrà giovedì 5 luglio 2018, a Roma,nella consueta, splendida, cornice del Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Tra i cinque finalisti, il barman napoletano Ugo Acampora del Twins, cocktail, wine, coffee cocktail bar di Napoli, che si è ispirato al libro Il desiderio di essere come tutti, di Francesco Piccolo, Einaudi, vincitore Premio Strega 2014 per creare il cocktail Testa Dura, composto da 4,5 cl di Liquore Strega, 1,5 cl di Amaro Braulio, 1,5 cl di Sherbet limoni e camomilla home made, 1,5 cl di succo di limone e 3 cl di ginger beer. La preparazione del cocktail prevede di versare tutti gli ingredienti, eccetto la ginger beer, in un boston shaker. Shakerare per 10 secondi poi versare il tutto in una mug e colmare con ghiaccio a cubi, per terminare il drink con fill di ginger beer e con la guarnizione di un ciuffo di menta fresca e una rondella di lime disidratato.

    “Tradurre un libro in cocktail – sottolinea Ugo Acampora – è stata secondo me la ricerca più curiosa è stimolante che abbia mai fatto! Io per il cocktail Testa Dura ho tratto ispirazione dal libro “Il desiderio di essere come tutti”, di Francesco Piccolo per parla del passato e del presente, dell’eterna lotta che vede l’uomo alla ricerca di assomigliare a qualcuno o a qualcosa. Una testardaggine che ho tradotto in dialetto beneventano, in “cap e mul” ovvero “testa d’asino” o “testa dura”. Da qui sono passato per associazione mentale al classico drink “Moscow Mule” è stato un lampo: cambiando gli ingredienti della ricetta base, sostituendo la vodka con il liquore Strega e l’amaro Braulio e il succo di lime con succo di limone, con l’aggiunta di uno sciroppo di limoni e camomilla, ingrediente caratteristico del Liquore Strega e una spruzzata di ginger beer. Un drink semplice, facilmente replicabile , fresco e servito in una mug accattivante!”.

    Classe 1988, Ugo Acampora gestisce con i fratelli a Piazza Sannazzaro a Napoli il Twins cocktail-wine-coffee cocktail bar. Ha iniziato la sua carriera lavorativa nel mondo della ristorazione dopo aver conseguito il diploma di scuola alberghiera nell’istituto I.P.S.S.A.R di Vico Equense. Per oltre dieci anni lavora in giro per l’Italia e da un’esperienza estiva in un Grand Hotel a 5 stelle di Capri come bar back, inizia a coltivare la sua passione per il bartending. Nel 2013 inizia la sua prima esperienza formativa, all’interno dell’FBS di Napoli, dove inizia a muovere i miei primi passi tra tin, mixing glass e tantissime ricette. Poco dopo si trasferirà a Roma per approfondire conoscenze ed esperienze, con successive iscrizioni a corsi di formazioni come quella di Bar Manager dell’FBS di Roma, merceologico della Whisky school di Whisky & Co. Ha frequentato gli Educational Program del Jerry Thomas speakeasy di Roma. Nella capitale diventa vice barmanager del Ristorante & cocktail bar Baccano, nei pressi della Fontana di Trevi. La sua parola d’ordine è sperimentazione, in una costante ricerca di ispirazioni alla vita quotidiana, ai viaggi e i libri.

    Più di 200 le ricette giunte da tutta Italia, oltre il 10 percento delle quali provenienti da barlady, con un sostanziale incremento della partecipazione femminile: la storica azienda Strega Alberti Benevento richiedeva ricette originali a tecnica libera con almeno 3 cl di Liquore Strega e ispirate a uno dei 71 libri vincitori delle passate edizioni del Premio Strega. Gli altri quattro drink – tra questi la creazione di una barlady – sono: Ancora una volta (Liquore Strega, Tanqueray Ten Gin, succo di limone, honey mix Dzenevrà e foglie di menta) di Jonathan Bergamasco del Caffè Imperiale di Vercelli, ispirato a La strada per Roma, di Paolo Volponi, Einaudi, vincitore Premio Strega 1991; Ottovolante (Liquore Strega, Vermouth al Pop Corn homemade, Fernet, ginger ale e twist d’arancia) di Gianluca Di Giorgio del Bocum Mixology di Palermo, ispirato a Vita, di Melania Gaia Mazzucco, Rizzoli, vincitore Premio Strega 2003; Cosmo Stregato (Liquore Strega, Vodka Torrone Mix, succo di limone, spuma di bacche e fiori di sambuco con yuzu) di Solomiya Grytsyshyn del Chorus Cafè di Roma, ispirato a Microcosmi, di Claudio Magris, Garzanti, vincitore Premio Strega 1997 e Il compositore stregato (Liquore Strega, whisky torbato, succo di limone, uovo aromatizzato, acqua sciroppata camomilla e menta, grattata di noce moscata) di Edoardo Nervo del Les Rouges di Genova, ispirato a I bei momenti, di Enzo Siciliano, Mondadori, vincitore Premio Strega 1998.

    Il Liquore Strega
    Nel lontano 1860 nasce in Campania, a Benevento, lo stabilimento in cui ancora oggi si produce il liquore Strega. Lo Strega é un prodotto completamente naturale ottenuto dalla distillazione di circa 70 tra erbe e spezie, provenienti da varie parti del mondo. Con le sue intense note aromatiche, con il suo inconfondibile profumo, questo liquore crea, con gli altri ingredienti, un sorprendente contrasto fra elementi speziati ed erbacei, corposi e leggeri, senza perderne l’anima raffinata.

    Per maggiori informazioni
    https://stregamixology.strega.it
    stregamixology@strega.it
    www.facebook.com/StregaAlberti/

    Trofeo Caputo:Antonio Mezzero campione del mondo dei PizzaiuoliE’ Antonio Mezzero, trentaseienne di origine casertana, che vive e lavora in Portogallo, il nuovo Campione del Mondo dei Pizzaiuoli.
    Mezzero si è imposto su centinaia di concorrenti, conquistando il XVII Trofeo Caputo.
    Un titolo molto ambìto che lo proietta immediatamente nell’universo dei big.
    Se lo scorso anno lo scettro è stato conquistato da un pizzaiolo del Sud, un lucano di Venosa, il nuovo Campione del Mondo è nato a Francolise, in provincia di Caserta, ma si è trasferito in Germania, ancora bambino, assieme alla sua famiglia.
    A 25 anni parte in macchina dalla Germania, per dare un passaggio al fratello, che vive e lavora in Portogallo, e il suo viaggio si rivelerà di sola andata; dopo aver conosciuto il Portogallo e i portoghesi, Antonio decide che questa sarà la sua casa.
    Apre una piccola pizzeria a Porto, con soli 12 posti a sedere, e si fa subito apprezzare per la sua passione e la professionalità.
    Nel 2016 fonda la nazionale Portoghese dei Pizzaioli, che conquista la coppa delle nazioni a Napoli.
    Nel 2017 decide di cambiare il nome del suo ristorante che da Pulcinella diventa Pizzeria Antonio Mezzero – Passione, Arte e Qualità
    Quello di Campione del Mondo è il riconoscimento più prestigioso del Trofeo Caputo, la tre giorni fitta di competizioni, nel corso della quale si disputano ben 9 categorie di gara e che premia la migliore pizza S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita).
    Al secondo posto, nella categoria S.T.G., si è qualificato Antonio Esposito, mentre sul terzo gradino del podio, è salito Takumi Nakamura.
    Una grande soddisfazione per Antimo Caputo, Ad del Mulino Caputo, che alla presentazione del Campionato, da buon napoletano, ha scherzato sul valore scaramantico del numero dell’edizione 2018, la dicessettesima.
    Un’edizione fortunata, vista l’altissima partecipazione di professionisti provenienti da tutto il mondo, con una prevalenza, come di consueto, di pizzaioli orientali.
    Vale la pena di sottolineare come questa competizione, oltre a incoronare i migliori maestri pizzaioli dell’anno, abbia una missione molto importante: diffondere l’arte del pizzaiuolo (con la u) in ogni parte del mondo.
    Per questa ragione, il Campionato è preceduto dalla Caputo Cup, una sorta di girone internazionale di qualificazione che consente ai vincitori di ciascuna tappa di partecipare di diritto alla finale partenopea.
    Da sempre Mulino Caputo sottolinea come la qualità della materia prima vada di pari passo con la maestria dei pizzaiuoli e con la loro capacità di utilizzare tecniche e saperi antichi. Tutto questo ha contribuito, nel 2017, a far sì che l’Arte del pizzaiuolo napoletano rientrasse, 58esimo bene tutelato nel Belpaese, nella prestigiosa lista del Patrimonio immateriale dell’Unesco. “E’ stato un percorso intrapreso anni fa e condotto in sinergia con l’APN, l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, presieduta da Sergio Miccù, che ci ha molto inorgogliti. Ma la nostra più grande soddisfazione è quella di aver raggiunto un livello qualitativo eccellente in molte pizzerie in tutto il globo. Uno degli obiettivi del Campionato e del Pizza Village è proprio quello di suggerire ai consumatori e agli appassionati i criteri per riconoscere gli ingredienti di qualità, attraverso le ricette e la passione dei grandi pizzaioli” ha dichiarato Antimo Caputo.
    Le gare si sono svolte in simultanea su 6 forni ai quali si sono alternati, nel corso di oltre 1200 competizioni, i 600 partecipanti, accompagnati dalla instancabile “voce narrante” di Enzo Calabrese.
    Nove le categorie in cui si sono espressi i pizzaiuoli, confermando anche il grande seguito di cui gode la Pizza fritta che, dallo scorso anno, è ritornata alla ribalta più forte che mai. Quest’anno nella categoria si è imposto Raffaele Giustiniani (2129 punti), seguito da Vincenzo Angillotti (1850) e da Bon Know Chang (1750).
    Sul podio delle altre categorie sono saliti rispettivamente:

    • Pizza Classica:
    1. Crescenzo Capuozzo (punti 2050)
    2. Zheng Gino (2040)
    3. Mario Kim (2010)

    • Pizza di stagione:
    1. Ciro Magnetti (2240)
    2. Antonio Della Volpe Antonio (2195)
    3. Davide Amabile (2130)

    • Pizza in teglia:
    1. Denis Job (2230)
    2. Vincenzo Gagliardi (2123)
    3. Maria Tofani (1920)

    • Pizza metro/pala:
    1. Claudio Bono (2150)
    2. Maurizio Negri (2000)
    3. Maurizio Iannicelli (1955)

    • Pizza senza glutine:
    1. Attilio Albachiara (2402)
    2. Vincenzo Fotia (2268)
    3. Salvatore Lionello (2259)

    • Pizzaiolo juniores: Carmine Argenziano

    • Pizza acrobatica:
    1. Pizza più larga: Saverio Labate
    2. Pizza più veloce: Said Vidal
    3. Freestyle: Giorgio Nazir

    [Foto di Renna/De Maddi]

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    Dall’ 8 al 10 giugno ritorna nel Parco della Reggia di Caserta la Challenge Cup 2018, la competizione sportiva che vede i magnifici “otto” di Oxford e Cambridge sfidarsi nello specchio d’acqua della Fontana dei Delfini all’interno del Parco Reale. È una riedizione della storica sfida che si disputa nelle acque del Tamigi; una sfida spettacolare, che si gioca allo sprint sui 350 metri, e che è resa singolare dal contesto storico e artistico della reggia vanvitelliana, patrimonio Unesco.
    Saranno tre giorni di canottaggio ad altissimo livello, con un corollario di gare riservate ai master, ai giovani e agli atleti del Comitato Italiano Paraolimpico. Villa Matilde, l’azienda casertana della famiglia Avallone, leader nella produzione di Falerno nel mondo, da sempre attenta al territorio è orgogliosamente wine partner dell’evento.

    L’AZIENDA. Fondata nei primi anni Sessanta da Francesco Paolo Avallone, Villa Matilde lega il proprio nome al Falerno del Massico, vino leggendario, celebrato dai grandi poeti dell’antichità, riscoperto e riportato in produzione proprio dalla famiglia Avallone. Oggi l’azienda è guidata da Salvatore e Maria Ida Avallone, figli di Francesco Paolo, che proseguono il progetto di valorizzazione dei vitigni storici della Campania. Dalle terre del Massico, in provincia di Caserta, Villa Matilde ha esteso la propria area produttiva con vigneti nel Sannio beneventano e nell’Irpinia delle Docg. I vini di Villa Matilde sono espressione della migliore enologia campana.

    Villa Matilde – S.S. Domitiana, 18 Cellole (CE) www.villamatilde.it

    Atmosfera retrò e cucina raffinata: a Nola apre Habitué

    Pubblicato da aisnapoli il 6 - giugno - 2018 Commenta

    dsc_0777ATMOSFERA RETRÒ E CUCINA RAFFINATA: A NOLA APRE HABITUÉ

    Il nome “Habitué” esprime bene l’ambizione di un nuovo ristorante, che promette di portare a Nola piatti ricercati, vini pregiati, avvolti da un’atmosfera retrò. Nel centro storico, in un palazzo settecentesco vicino Piazza Duomo apre un elegante locale dove il design e la cucina raffinata aspirano a farlo diventare un nuovo punto di riferimento cittadino e non solo: “Habitué” appunto. Il progetto ispirato ai salotti parigini, è stato ideato da Fabio Coppola, Giuseppe Vetrano e Vincenzo Cangemi.

    Alta cucina, crudi, ostriche. C’è grande tecnica e grande ricerca nei piatti ideati dallo Chef Raffaele Dell’Aria. Trent’anni, riconosciuto fuoriclasse, originario di Quarto, in cucina sotto il suo occhio vigile: Francesco Angri, Giuseppe Gargiulo Antonio Pedana. Al centro di tutto: le materie prime, per una cucina corale di altissimo livello, che parte dall’Italia per arrivare in Francia e in Giappone.
    Alcuni piatti in menù: il battuto di manzo con foie gras, gel di agrumi e mayonese di senape, gli gnocchi con salsa di peperoncini verdi, crudo di gamberi rossi, aglio nero di Voghiera, gli spaghettoni alla Nerano con sashimi di capasanta, il petto d’anatra con marmellata di kumquat, cipollotto nocerino alla griglia e asparagi croccanti, il tiramisù rivisitato con choco ball al cioccolato fondente, crumble al savoiardo, spuma al marsala, caffè espresso.
    L’obiettivo è portare nel cuore di Nola una nuova ristorazione che non c’è, di respiro internazionale e con incursioni mai scontate: trecento etichette per una cantina doc con i migliori vini del mondo, altissima gastronomia, serate speciali con ostriche, crudi e champagne.
    Questo ambizioso progetto trova spazio in un appartamento di un antico palazzo nobiliare del ‘700, dove si respira un’atmosfera chic da salotto parigino. Dal design degli interni al concept di cucina, la trasformazione architettonica realizzata da Studio Archo ha saputo coniugare perfettamente antico e moderno, conferendo razionalità distributiva e visiva.

    Red Sunset Sakura, Cocktail al Pomodoro San Marzano

    Pubblicato da aisnapoli il 6 - giugno - 2018 Commenta

    Red Sunset SakuraLa grande passione di Ciro Di Giovanni per i pomodori della Campania, terra di eccellenza nella produzione dei pomi dorati, è diventata il leitmotiv della sua pizzeria Magma a Torre del Greco. Quasi una mania che si traduce nella ricerca accurata delle migliori produzioni di pomodorino del piennolo del Vesuvio, proprio sul suo territorio, così come di san marzano, pomodori gialli di diverse varietà, corbarini, pomodori tigrati o di Sorrento. E come dargli torto? Il suolo vulcanico rende straordinario il sapore dei pomodori insieme al sole del quale hanno necessità in grandi dosi. Il Pomodoro San Marzano gode di una posizione da leader nel menù della pizzeria Magma, è il re dei pomodori, il protagonista della pizza più buona e più famosa al mondo, la margherita. Da questo principio di base viene interpretato in più versioni sia di tipo classico che innovativo. La pizzeria Magma è stata inaugurata ad inizio del mese di maggio sulla terrazza panoramica della piscina Sakura, un luogo di relax molto frequentato sia dai torresi che da numerose persone provenienti da altre province della Campania. Da qui l’idea di offrire anche una carta dei cocktails preparati con i prodotti della terra campana, da poter consumare sia in terrazza che ai tavoli della pizzeria. Nasce così Red Sunset Sakura, il primo cocktail di una lunga serie, dedicato al re dei pomodori, il San Marzano. Viene mixato on the rock insieme alla vodka, al ginger beer ed a qualche ingrediente segreto, ritrovandosi complice in un mix di sapori e profumi mediterranei molto piacevoli. Il San Marzano richiama nel bicchiere i colori del tramonto che da questa incantevole terrazza cade tra l’orizzonte del mare e l’isola di Capri. Viene proposto sia nel servizio cocktail bar, che in sala in abbinamento alla pizza montanara, quella classica fritta con pomodoro san marzano e mozzarella di bufala campana dop, e alla pizza Raggio di Sole, ideata dal pizzaiolo Vincenzo Veneruso, con mozzarella di bufala, pomodorino giallo del Vesuvio Giagiù, alici di Cetara, buccia di limone e timo. La mixology è un’arte ritornata in voga, per fortuna, che in passato ha visto i bar tender italiani ideatori di ricette cult ancora famose in tutto il mondo. Ogni barman ha la sua ricetta del cuore o una novità da proporre, proprio come accade per gli chef o i pizzaioli. Sono un grande divertimento anche a tavola se si è attenti nell’abbinamento con il piatto o la pizza.

    Con Red Sunset Sakura e gli accostamenti in pizzeria le cose sono andate bene. Vediamo cosa accadrà ancora.

    8 Giugno …minimo alto!!! a La Grotta Vineria

    Pubblicato da aisnapoli il 4 - giugno - 2018 Commenta

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    Una finale per veri campioni

    Pubblicato da aisnapoli il 4 - giugno - 2018 Commenta

    32861040_2146553982023236_1063316065766866944_nDi Mauro Illiano

    Lunedi 14 Maggio 2018 l’Hotel Royal Continental di Napoli ha ospitato due eventi di caratura assoluta per il mondo dell’enologia: il primo rappresentato dalla finale che ha eletto, all’esito di un’estenuante gara, Roberto Adduono miglior sommelier AIS per la Campania per l’anno corrente, il secondo consistente nella rarissima opportunità di degustare i vini delle Aziende Fox Run VineyardsAnthony Road Wine Company e Forge Cellars, battenti bandiera americana.

    L’Ais ha dunque avuto l’onore e l’onere di presentare al selezionatissimo pubblico della serata degli esemplari di vino mai giunti prima in degustazione, la cui traversata è stata il frutto del lavoro di Sally Semeria, rappresentante delle aziende statunitensi.

    Cinque i campioni in degustazione, raccontati dal neo eletto miglior sommelier Ais per la Campania 2018 Roberto Adduono, e da Roberto Anesi, miglior sommelier Ais d’Italia, coadiuvati dalle note dei taccuini di Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli e Franco De Luca, Vice Delegato Ais Napoli.

    32740266_2146556158689685_3383193464735793152_nUn territorio difficile quanto affascinantissimo quello di Finger Lakes, che ha messo in luce vini dalla spiccata finezza interpretativa, figli di un lavoro tanto caparbio quanto sagace, in grado di sfidare il tempo ed il retaggio mentale di un pubblico non sempre disposto ad assumere la prospettiva, per altro affascinante, dei vini del nuovo continente. Traminette Fox Run, Chardonnay Fox Run, Riesling Classique Forge, Pinot Noir Forge, Cabernet Franc Lemberger Anthony Road W.C., questa la sequenza dei campioni in degustazione, escalation di strutture e sapidità, che muovendosi da nasi di frutta fresca hanno condotto i presenti ad interessantissime sfumature gusto-olfattive, in un viaggio bellissimo, raccontato con enfasi dai maestri del calice. Storia e geografia dei luoghi hanno ripreso vita nei bicchieri dei pochi fortunati in sala, che hanno avuto l’onore di provare i risultati del sapiente lavoro delle aziende Fox Run Vineyards, Anthony Road Wine Company  e Forge Cellars, destinate a conquistare nuove quote di quel mercato dei vini d’oltre oceano, che da diversi anni oramai rappresentano una realtà di assoluto rilievo.

    Lungi dal voler deflettere dagli autorevolissimi pareri espressi a caldo dai rispettivi campioni, mi limiterò ad evidenziare l’impresa di queste aziende, in grado di dare lustro e visibilità ad un’area vitivinicola per troppi anni inesplorata, ed oggi invece pronta a mostrarsi e mostrare al mondo la qualità e la potenza espressiva dei propri mosti.

    Foto di Gabriella Imparato

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