Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 20 apr 2013 al 01 giu 2013 alle ore:

      Ais Campania a Napoli, Master sulla Campania del Vino

      Mancano: 00:00 ore.
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    • dal 24 mag 2013 al 24 mag 2013 alle ore:20:00

      24 Maggio Enolaboratorio Special Edition, Samuel Cogliati e lo Champagne

      Mancano: 23:12 ore.
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    Quando la pizza diventa eleganza, raffinatezza e passione

    Pubblicato da aisnapoli il 18 - novembre - 2012 Commenta

    Di Luca Bellettini

    In uno stretto vicolo del caratteristico centro storico di Caiazzo sventola l’insegna di “Pepe In grani” nome nato da un simpatico gioco di parole col cognome del maestro pizzaiolo Franco, i tre tipi di pepe in grani cioè nero, bianco e rosa, i tre grani usati per la combinazione delle farine utilizzate per l’impasto e i tre comandamenti del pizzaiolo onorati ogni giorno: pizza, ricerca e accoglienza!

    La pizzeria ospitata in una antico palazzo del ’700 di tufo grigio completamente ristrutturato è uno spettacolo, fuori una terrazza all’aperto e l’orto delle piante aromatiche, due piani a diposizione della clientela per ben 92 coperti, tavoli di marmo quadrato e sedie di legno, servizi igienici completamente nuovi, al secondo piano un laboratorio azzurrino per la sperimentazione e la ricerca e in più al terzo piano una terrazza con panorama mozzafiato sui monti, accessibile solo previa prenotazione dove poter gustare la pizza al chiaro di luna nelle calde sere d’estate!

    La pizza qui non è improvvisazione come spesso e volentieri accade, ma uno studio attento delle farine, della lievitazione e degli ingredienti usati, nulla è lasciato al caso. Franco Pepe come un matematico che arriva al tanto sperato risultato dopo estenuanti calcoli e correzioni, ha trovato l’incognita della sua equazione: farina, lievitazione, cottura!

    L’impasto è realizzato a braccia nella madia di legno, senza l’ausilio di macchine impastatrici e lasciato lievitare naturalmente per dodici ore a temperatura ambiente.

    L’ elemento più impressionante è l’alta digeribilità dell’impasto, che insieme agli ingredienti stagionali rendono questo prodotto un risultato ben riuscito, insomma qui la pizza rappresenta davvero la ricerca estenuante della perfezione!

    Una bella iniziativa è la pizza a libretto o più comunemente chiamata a portafoglio, che Franco Pepe ha voluto riscoprire per riproporla alla clientela piegata su se stessa o meglio a quattro e conservata calda nella stufa d’acciaio nel rispetto della più antica tradizione napoletana, “la pizza è nata come un alimento del popolo e tale deve rimanere” mi ha confidato Franco Pepe “ ecco perché ho voluto riscoprirla e riproporla anche la sera, per consentire a tutti di conoscerla e apprezzarla a un modico prezzo”.

    Il menù è composto da pizze originali e creative, prima di tutte la regina delle pizza la margherita DOP con pomodoro San Marzano DOP, mozzarella di bufala DOP, olio extra vergine caiazzano, a seguire la pinsa conciata del ’500, meglio conosciuta a Napoli come Mastunicola impreziosita dalla sugna di maiale nero casertano, dal conciato romano del “Le Campestre” e dalla confettura di fichi del cilento, il calzone con scarola riccia cruda, olive caiatine, capperi e acciughe di cetara, la pizza con salsiccia di nero casertano, pomodoro, fiordilatte e scamorza affumicata, i calzoni fritti e al forno,e tante altre sorprese da scoprire!

    Pepe offre anche qualche stuzzicheria in attesa della pizza: bruschette, tagliere del territorio composto da salumi locali e formaggi dell’alto casertano, in sperimentazione delle giornate dedicate non solo agli amanti della pizza ma anche a quelli della cucina povera come baccalà,soffritto e pancotto.

    La scelta delle birre è sapientemente curata; in carta le birre artigianali del birrificio “Karma” di Alvignano e quelle della birreria “Del borgo” della provincia di Rieti, dello stesso birrificio infine c’è la “Triticum” una spina studiata appositamente per Pepe, in abbinamento alla pizza ancora qualche etichetta di vino della terra di Lavoro e il locale Pallagrello!

    Che dire di più complimenti e auguri a Franco Pepe che ha stupito tutti col suo nuovo locale ma soprattutto con la sua pizza e buon appetito a tutti coloro che lo andranno a trovare!

    Pepe In Grani

    Vico S. Giovanni Battista, 3,

    Caiazzo (CE) 81013

    Tel: 0823 862718

    E-mail: Info@pepeingrani.it

    Sito web: www.pepeingrani.it

    Il 26 novembre alla PizzAria La Notizia di Napoli

    “Sette spose per sette fratelli”,

    7 diverse versioni di margherita in un’unica serata

     

    La margherita come non l’avete mai vista, in sette versioni diverse proposte in un’unica serata! Tutto questo il 26 novembre alle ore 20,00 alla PizzAria La Notizia di via Caravaggio,53 a Napoli in occasione di “Sette spose per sette fratelli”, l’originale serata interamente dedicata alla regina delle pizze che il maestro pizzaiolo Enzo Coccia ha organizzato in collaborazione col birrificio marchigiano Collesi e con la giornalista enogastronomica Laura Gambacorta.

    Si andrà dalle versioni più tradizionali come quella con pomodorino del piennolo del Vesuvio e mozzarella di bufala fino a proposte più ardite come la margherita con pomodoro San Marzano essiccato e scamorzetta fresca di Agerola in una escalation irresistibile per gli amanti della pizza.

    Ad accompagnare le sette meraviglie del maestro Coccia saranno tre birre della “collezione” Collesi: Alter, Ego e Fiat Lux.

    Il momento dolce sarà appannaggio della cioccolateria artigianale Theobroma di Sant’Anastasia (Na) che accanto al Moncatalì, pralina ripiena di uva catalanesca sotto spirito, versione vesuviana del più noto Mon Cheri, proporrà un assaggio di altre sue specialità.

    Ecco le 7 pizze della serata:

    - Pomodorino del piennolo del Vesuvio e mozzarella di bufala campana Dop

    - Corbarino Danicoop e mozzarella affumicata (provola) di bufala

    - Datterino Danicoop e fior di latte

    - Ciliegina alla brace con provola di latte vaccino

    - San Marzano essiccato Danicoop con scamorzetta fresca di Agerola;

    - Pachino con stracciata di Andria;

    - Pomodoro San Marzano D.O.P. pelato Danicoop con un latticino a sorpresa

    Moncatalì e altre delizie by Theobroma cioccolateria

    In abbinamento:

    Alter, Ego e Fiat Lux del birrificio artigianale Collesi

    Ticket di ingresso: 25 euro (birre incluse)

    Ingresso solo su prenotazione

    Info e prenotazioni:

    Laura Gambacorta

    349 2886327

    laugam@libero.it

    Il prossimo 14 dicembre si svolgerà presso il Castello di Susans a Majano (UD) la finale della prima edizione del “Master of Friulano – Trofeo Miglior Sommelier del Friulano” (le semifinali avranno luogo a Udine nella stessa giornata).

    Il concorso è organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier ed è riservato ai sommelier degustatori ufficiali e ai sommelier professionisti.

    Scarica qui il MASTER OF FRIULANO 2012 regolamento e scheda adesione

    Per ulteriori informazioni potete contattare l’ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER DEL FRIULI VENEZIA GIULIA (tel. 0432-204688 / info@aisfvg.it).

    17 novembre, ExpoTour a Napoli alla Rotonda Diaz

    Pubblicato da aisnapoli il 17 - novembre - 2012 Commenta

    “Nutrire il Pianeta”
    Arriva a Napoli l’ExpoTour: il roadshow con cui Expo Milano 2015 si presenta all’Italia.
    La mattinata si aprirà alle 10 e 45 alla Sala delle Sirene di Castel dell’Ovo con il dibattito “Expo 2015: una grande opportunità per l’Italia, una grande opportunità per il Mezzogiorno” a cui parteciperanno tra gli altri il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il sindaco di Milano e Commissario straordinario del governo per Expo Milano 2015 Giuliano Pisapia, l’Amministratore Delegato di Expo 2015 S.p.A. Giuseppe Sala, gli Assessori alle Attività Produttive del Comune di Napoli Marco Esposito e della Regione Campania Fulvio Martusciello ed il Presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni.
    Nel corso dell’incontro saranno illustrate agli operatori economici e culturali le attività messe in campo da Expo 2015 e alcuni tra i principali operatori del Mezzogiorno presenteranno i propri progetti per contribuire allo sviluppo del tema dell’esposizione di Milano.
    A partire dalle 12, alla Rotonda Diaz, sarà allestita la “Tavola Planetaria”, l’appuntamento caratterizzante dell’ExpoTour. Momento di aggregazione e di incontro tra culture, la “Tavola” porterà sul lungomare migliaia di persone per assaggiare gratuitamente le ventisette mila mini porzioni di specialità preparate dalle comunità straniere residenti a Napoli (Cina, Costa D’Avorio, Pakistan, Senegal, Marocco, Ucraina) e i piatti tipici della cucina mediterranea realizzati grazie al supporto del Consorzio mozzarella di bufala campana D.O.P., dell’Associazione Pizzaioli Napoletani, di Slow Food e dell’Unione Industriali Napoli.
    A dare suggestioni ai cittadini sui temi e sulle sfide di Expo Milano 2015 sarà la struttura realizzata da Michele De Lucchi. Con la tappa di Napoli l’ExpoTour si arricchisce di nuovi elementi. Nel capoluogo campano saranno presentate per la prima volta Fornaro ed Enolo. Le due imponenti statue (3,50/4,00 metri), omaggio dello scenografo Dante Ferretti al pittore milanese Giuseppe Arcimboldo, segnaleranno l’arrivo in città dell’ExpoTour.

    La mia arancia si chiama “zi Maria” e la tua?

    Pubblicato da aisnapoli il 16 - novembre - 2012 Commenta

    Di Piero Parisi*

    Da una semplice arancia può nascere qualcosa di importante. In questi giorni seppur in modo lieve iniziano ad arrivare i primi freddi, questo significa che arriva la frutta della stagione autunnale, gli agrumi, dipinti di un pò di giallo e verde insieme, un bellissimo colore della natura non artefatto, arance dalle dimensioni tutte diverse, piccole, grandi, con delle foglie verde scuro,vederle così tutte insieme vi garantisco che sono dei colori bellissimi. Ieri ho avuto il piacere di incontrare “zi Maria“, nel suo aranceto, mi mostra due quintali di arance appena raccolte, mi racconta che un commerciante della zona vedendole di colore non omogeneo e di dimensioni diverse, le ha classificate di seconda scelta, e voleva comprarle a 20 centesimi al kilo, Maria sapendo che sono un suo sostenitore ha deciso di creare qualcosa con le sue arance attraverso me, io le ho prese tutte e ho iniziato la trasmormazione, ho creato la spremuta di zi Maria, la marmellata di zi Maria, un liquore di zi Maria, con le bucce ho preparato delle scorzette in vasetto, ho preparato dei canditi per i dolci, le foglie le uso intorno ai primi sali, aromatizzano. Nei banchi della grossa distribuzione rimaniamo colpiti dalle grosse arance tutte arancione, mi chiedo ma sono tutte italiane e da dove provengono? Il mio invito è sempre quello di sostenere i nostri produttori. In Sicilia purtoppo i contadini devono misurare i loro prodotti con quelli delle altre nazioni e non sempre riescono a mantenere i prezzi. Di solito sui banchi della grande distribuzione noi non notiamo la differenza, vi assicuro che i grandi mediatori hanno un’utile elevato. Ma è sempre giusto pensare ad un utile a discapito della qualità e distruggendo il mercato ai nostri contadini, martorizzandoli. Ecco perchè vi chiedo di dare un volto ai prodotti che comprate e a porvi domande. Se si acquistano delle arance da un produttore locale, prodotti sani, si aiutano i nostri produttori a vendere arance italiane, si sostengono contadini che di solito lasciano incolta la terra perchè i loro prodotti non hanno una remunerazione adeguata. Provate a fare una ricerca e vedrete che in Sicilia ci sono interi campi di scarto, nonostante la scelta delle politiche agricole di far aumentare la percentuale di succo di arancia da mettere nei prodotti a base di arance. Credo che per anni abbiamo pensato troppo a fare business penalizzando il nostro territorio e la nostra identità agricola, oggi ne paghiamo le conseguenze. Pensiamo come da un semplice acquisto sosteniamo i nostri contadini, e possiamo far ripartire una grande e soprattutto sana economia. Le tradizioni, rafforzano la nostra identità, le tradizioni devono avere ali per nostri produttori. Purtoppo a malincuore in giro per il web e sui giornali vedo piatti e ricette ma non vedo mai il volto chi fà arrivare quei prodotti sulle nostre tavole, vedo sempre di più sponsorizzazioni di selezionatori di prodotti che fanno alzare i costi ai prodotti, e vedo persone che non pensano.

    *Chef Era Ora

    Via Circumvallazione, 182, Palma Campania (Na)

    Degustazioni di Mauro Illiano

    Ed eccoci giunti all’ennesimo appuntamento con le schede di degustazione della rubrica “Espressamente Napoletano”. Oggi andiamo ai quartieri di Napoli Piazza Garibaldi, Centro Direzionale, Poggioreale e Capodichino.
    E’ importante evidenziare che tutte le schede contenute in questo articolo ed in quelli che verranno saranno disponibili sulla Google Map posta nella colonna di destra della presente pagina, nonché sulla pagina iniziale del sito dell’Ais Napoli.
    Buona lettura, ed occhio alla Mappa, il prossimo caffè potrebbe essere proprio il vostro preferito!

    Bar: Mille Stelle – Via Nuova Poggioreale n. 55
    Data di degustazione: 25/01/2012
    Prezzo: 0,90 €
    Miscela: Kenon
    Colore: Marrone Ocra
    Aroma: Tostatura molto fine
    Densità: Media
    Acidità: Media, ben percettibile, penetrante
    Sapore: Tostatura percettibile e lunghissima, persistente
    Tazzometro: 3 Tazzine +
    Opinione Bar: Posizione strategica, sala minimalista arredata alla men peggio. Personale gentile, tazzine particolareggiate Kenon con occhiello a forma di K. Sedute interne disponibili.
    M.I.

    Bar: Il chicco di caffè – Via Serafino Biscardi n. 1
    Data di degustazione: 26/01/2012
    Prezzo: 0,90 €
    Miscela: Toraldo
    Colore: Marrone bronzo / rame
    Aroma: Tostatura grossolana, pungente
    Densità: Leggera
    Acidità: Alta sebbene tollerabile, pungente
    Sapore: Gusto forte ma esorbitato dalla tostatura
    Tazzometro: 2 Tazzine
    Opinione Bar: Posizione ombelicale, gli spazi sono ridotti ma allegri, la luce c’è. Il personale è molto rapido.
    M.I.

    Bar: Marotta – Interno Palazzo di Giustizia – Centro Direzionale – Napoli
    Data di degustazione: 01/02/2012
    Prezzo: 0,50 €
    Miscela: Greco
    Colore: Marrone Bronzo con chiazze chiare
    Aroma: Sentori blandamente amarostici
    Densità: Media
    Acidità: Molto accentuata, pungente, scomposta
    Sapore: Tostatura esasperata ed intensa
    Tazzometro: 1 Tazzina
    Opinione Bar: Posizione invidiabile, gli spazi del bar al piano terra sono minimalisti e stretti considerata la mole di visitatori, quelli del bar sito al primo piano sono invece in stile mensa aziendale, il personale è abilissimo e straordinariamente rapido. Sedute disponibili nel bar sito al piano 1.
    M. I.

    Bar: Caffè Ciampa – Centro Direzionale Isola E 4 n. 24
    Data di degustazione: 15/02/2012
    Prezzo: 0,80 €
    Miscela: Centro Brasil
    Colore: Marrone rame
    Aroma: Leggero, sfuggevole
    Densità: Più che media
    Acidità: Lieve, accennata
    Sapore: Cioccolatoso, abbastanza persistente
    Tazzometro: 3 Tazzine
    Opinione Bar: Posizione discreta, stile classicheggiante francese con tavoli a vista, bello e capiente il bancone, luce discreta. Professionale il personale. Sedute comode poste all’interno e, talvolta, all’esterno.
    M. I.

    Bar: Caffè Max – Via Nuova Poggioreale 43/a
    Data di degustazione: 17/02/2012
    Prezzo: 0,90 €
    Miscela: Oscar Caffè
    Colore: Marrone terra di Siena con nuances nocciola
    Aroma: Tostatura intensa
    Densità: Molto buona
    Acidità: Media, ai limiti del penetrante
    Sapore: Caramello netto e mediamente lungo
    Tazzometro: 3 Tazzine +
    Opinione Bar: Bar storico sito in buona posizione, l’arredo è autentico e risalente alla Napoli degli anni ’60, con bancone ad incorporare vani d’acciaio originariamente usati per stipare il cordial, specchi retro posti al barman, e mensole di legno a fare da poggia bottiglie. Un tuffo nel passato. La gestione è familiare.
    M.I.

    Bar: Autogrill – Aeroporto di Capodichino Zona oltre il Chech-in 0541
    Data di degustazione: 21/02/2012
    Prezzo: 1,00 €
    Miscela: Lavazza
    Colore: Marrone cioccolato tendente al nocciola
    Aroma: Tostatura fine, impercettibile
    Densità: Decisamente leggera
    Acidità: Alta, al punto di essere pungente
    Sapore: Tostato ma sbilanciato
    Tazzometro: 2 Tazzine
    Opinione Bar: Posizione stratosferica, il bar si presenta come un’isola intorno alla quale si sviluppano vetrine e sedute, lo stile è moderno. Il personale è disponibile. Tavolini in stile moderno.
    M.I.

    Bar: Gran bar Sabato – Piazza Nazionale 47
    Data di degustazione: 27/02/2012
    Prezzo: 0,90 €
    Miscela: Passalacqua
    Colore: Marrone ocra con striature tendenti al rame
    Aroma: Tostatura ben percettibile e persistente
    Densità: Media/Piena
    Acidità: Media, bilanciata
    Sapore: Cioccolatoso, persistente. Note di tostatura un po’ in eccesso
    Tazzometro: 4 Tazzine
    Opinione Bar: Posizione invidiabile, l’ambiente è elegante e spazioso, le luci sono ben posizionate. Gli interni superano di gran lunga gli esterni, minimi e modesti. Il personale è preparato e molto abile. Sedute esterne.
    M.I.

    Bar: Hanny Coffee – Centro Direzionale Isola E 2
    Data di degustazione: 29/02/2012
    Prezzo: 0,80 €
    Miscela: Moreno
    Colore: Marrone Bronzo tendente al Rame
    Aroma: Tostatura netta e pungente
    Densità: Media/Piena
    Acidità: Leggera
    Sapore: Tostatura netta ed in sovra dimensione
    Tazzometro: 2 Tazzine +
    Opinione Bar: Posizione defilata, spazi piccoli e racchiusi in un rettangolo, bancone insufficiente considerata l’affluenza. Personale molto cortese.
    M.I.

    Bar: Gran Caffè Giacobbe – Via Arenaccia 77
    Data di degustazione: 29/02/2012
    Prezzo: 0,90 €
    Miscela: Toraldo
    Colore: Marrone Russet
    Aroma: Tostatura intensa con sentori di cioccolato
    Densità: Piena
    Acidità: Alta e leggermente invadente
    Sapore: Tostatura con note cioccolatose
    Tazzometro: 2 Tazzine +
    Opinione Bar: Posizione centrale, spazi ampi e luminosi, vetrine e marmi in vista. Grande e comodo il bancone. Personale educato.

    Bar: Vinarium 2 – Piazza G. Porzio, Isola F 10 – Centro Direzionale
    Data di degustazione: 02/03/2012
    Prezzo: 0,80 €
    Miscela: Kenon
    Colore: Marrone Cioccolato
    Aroma: Tostatura fine
    Densità: Leggera
    Acidità: Leggera ma percettibile
    Sapore: Cioccolatoso e leggera tostatura
    Tazzometro: 3 Tazzine +
    Opinione Bar: Posizione ottima e soleggiata, interni spaziosi, stile da bistrot e vetrine colorate. Grande affluenza e personale esperto. Sedute interne disponibili.

    ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

    Sul Vino e sull’Arte

    Percorsi contemporanei dal gusto creativo

     

    Visita alla mostra di Salvatore Emblema

     Trasparenza e Colore

    con Personal Sommelier e Critico d’Arte

    Mercoledì 21 novembre 2012

    Ore 19.00-20.00-21.00

    Nea

    Via Costantinopoli 53 / Piazza Bellini 59 – Napoli

    Tel. 081 033 23 99 – Email:info@spazionea.it – www.spazionea.it

    Torna allo Spazio Nea di Napoli l’appuntamento con Sul Vino e sull’Arte – Percorsi contemporanei dal gusto creativo, evento organizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier di Napoli e con il supporto delle Cantine Olivella. Dopo la mostra dedicata a Pollock, Mirò e Fontana, stavolta saranno le opere di Salvatore Emblema, raccolte nella personale Trasparenza e Colore, ad essere le protagoniste della speciale visita – degustazione in programma mercoledì 21 novembre 2012 nella galleria del centro antico partenopeo.

    Ad ogni tela “sfilata” del Maestro di Terzigno, sarà associato uno dei vini delle Cantine Olivella selezionati dall’Ais Napoli per coinvolgere i visitatori in un percorso di ricerca di “creative assonanze”. In particolare tra i vini proposti c’è l’Emblema, un vino dedicato espressamente all’artista, che ne riporta sull’etichetta una delle sue opere, Fiore del Vesuvio, datata 1981. Il verde è il cuore vivo dell’immagine, un colore che ricorda l’erbaceo dei bianchi, ma anche la generosità della natura dei luoghi d’origine del pittore. Si tratta di un Caprettone, vitigno che possiede elementi genetici in comune con il Coda di Volpe. Vinificarlo in purezza ha significato per Cantine Olivella un’ulteriore sfida in nome della valorizzazione del territorio. Vipt è, invece, l’acronimo di Vino Piedirosso Tipico, che rappresenta per Olivella il primo esperimento importante e che si ispira al nome d’arte di Carla Viparelli che ha concesso l’utilizzo di una sua opera per quest’etichetta. Passito di IGT Catalanesca del Monte Somma,il VO deve, infine, il nome all’acronimo di Verso Ovest ed è un  vino da dopo pasto che mantenga il più possibile le coordinate gusto-olfattive della versione base (il Katà). Ma arricchite dei poteri energetici e ammalianti del sole vesuviano

    Ad accompagnare la visita-degustazione, che terminerà con un piatto d’autore creato da Mario Avallone, chef de La Stanza del Gusto, ci sarà un sommelier dell’Ais Napoli. Sono previsti tre turni (ore 19.00 – 20.00 – 21.00 ; degustazione dei tre vini: 5 euro).

    Chiude la serata Elena Pugliese, che presenta la performance teatrale Viaggio della trasparenza, un racconto vivo, intimo e familiare, che rende omaggio al genio di Salvatore Emblema. L’autrice accompagna lo spettatore in un viaggio da Terzigno a Roma, per raggiungere New York, con le testimonianze di Carlo Giulio Argan, Rothko, Pollock, Fellini, Rockfeller. Sarà, però, solo nella terra d’origine, quella vesuviana, a prendere il via quel percorso nella sperimentazione vera, che ha portato Emblema a privare la tela del colore, e a tesserla, denudarla, sospenderla fino a raggiungere l’essenzialità.

    Ufficio Stampa  Fiorella Taddeo – Tel. 335 24 04 65 – Email: fiorella.taddeo@gmail.com


    il Friariello gentile e la zuppa

    Pubblicato da aisnapoli il 14 - novembre - 2012 3 Commenti

    Di Pietro Parisi*

    I friarielli di tutte le province della Campania, in particolare della zona nord-est di Napoli, del basso casertano, dell’agro nocerino sarnese e, in maniera marginale, della Piana del Sele e delle aree interne della Campania sono noti nella cucina napoletana soprattutto per la possibilità di essere abbinati ad altri ingredienti. La salsiccia, ad esempio, ha nobilitato nel tempo questo piatto, ma nella tradizione i friarielli erano consumati con scagliuozzi di polenta bianca, perché purtroppo la pasta per i contadini – in epoche lontane – era un vero lusso e se c’era si trovava solo sotto forma di “ramasuglia”, qualcosa di simile alla pasta mista di oggi, ma composta da tutte le parti rotte della pasta. I friarielli erano molto noti ai contadini ed erano importanti perché potevano essere utilizzati per ridare vitalità al terreno; non avendo fertilizzanti, infatti, i contadini facevano il “pascone”, che era costituito da broccoli di rape ed erbe selvatiche. Esistono tre tipi di friarielli, i quarantini, i sessantini e i novantini. I cafoni facevano la semina mista a settembre così con i primi freddi avevano già qualcosa di caldo con cui affrontare l’inverno e a marzo il tutto veniva zappato per concimare la terra. Una volta i friarielli non erano molto noti nel resto della nostra regione perché, producendo un grande quantitativo di gas, si infiammavano facilmente e ciò ne determinava un veloce ingiallimento. Per questo, di solito, i cafoni li trasportavano sempre bagnati all’interno di sacchi di iuta umidi. Oggi, invece, si riescono a trovare un po’ ovunque e, grazie ai più recenti metodi di confezionamento, la durata della loro vita si è notevolmente allungata. Nei periodi di grande abbondanza venivano anche conservati sott’olio per essere poi consumati in estate nelle cosiddette “Marenne” degli operai che venivano impiegati nella lavorazione dei terreni. La ricetta della zuppa di friarielli con tozzetti di scagliuozzi di granone bianco è veramente semplice. È sufficiente pulire i friarielli dalla parte delle coste e farli soffriggere per circa due minuti in olio, aglio e un pizzico di peperoncino e poi aggiungere due bicchieri di acqua piovana (spiegherò a breve perché i cafoni utilizzavano proprio l’acqua piovana). Intanto confezionate gli scagliuozzi, che vanno prodotti con 500 grammi di acqua e 200 di farina. Fate bollire il tutto e immergete a pioggia la farina girando sempre per una quindicina di minuti. Ricordate di salare e pepare l’acqua prima di immergere la farina. Dopo aver ottenuto un bel composto omogeneo e di una bella consistenza mettetelo in teglia e fatelo raffreddare, tagliatelo a forma di triangolo e friggetelo. Durante l’inverno è possibile anche arrostirlo sulla brace. A questo punto i friarielli belli umidi vanno messi in una fondina accompagnati dalla polenta e da una bella grattugiata di formaggio. È un piatto povero, ma di grande ricchezza.

    *Chef Era Ora, 

    Via Trieste, 147  Palma Campania (NA)