Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

...eventi aisnapoli
Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 03 set 2014 al 03 set 2014 alle ore:18:00

      3 Settembre Aspettando Malazè, L’impronta geologica del Piedirosso nei Campi Flegrei: per un’enologia consapevole

      Mancano: 10 giorni e 22:18 ore.
      Leggi maggiori dettagli »
  • Video

    Tags

    21 luglio a Villa Caracciolo “Chef and Party”

    Pubblicato da aisnapoli il 12 - luglio - 2014 Commenta

    Chef and partyIl 21 luglio a Villa Caracciolo “Chef and Party”, 

    tutto il bello e il buono dell’estate

    Sette brillanti chef della gastronomia campana insieme a Villa Caracciolo di Napoli lunedì 21 luglio (ore 20,30) per una serata in allegria all’insegna della buona cucina e della migliore musica del ‘600 e ‘700 napoletano. Protagonisti della serata saranno il maestro pizzaiolo Gianfranco Iervolino di Villa Giovanna di Ottaviano e gli chef Fabio Ometo resident di Villa Caracciolo, Michele Grande de La Bifora e Roof&Sky di Bacoli, Paolo Gramaglia de Il President di Pompei, Maurizio de Riggi del Markus di San Paolo Belsito, Ilaria Aulicino de Il Ristorantino Da Ninì di Baia e Imma Gargiulo del Femmena di Sorrento.

    Apertura sulla terrazza della splendida struttura posillipina con l’aperitivo a base di fritti accompagnati dal Cloudy cider Addlestones, il primo dei due sidri selezionati da Gma Import Specialità. A seguire i piatti degli chef a cui saranno abbinati i vini Petranera Greco di Tufo Docg e Nerè Falanghina Campania Igt della Cantina Le Otto Terre di Tufo seguiti dal secondo sidro Newtons Vale Gaymers. I pani farciti proposti durante la cena saranno realizzati dal Panificio Malafronte di Gragnano. Post dessert a cura della Pasticceria Daniela di Portici i cui finger food dolci saranno serviti insieme ai liquori della Distilleria Amato di San Giuseppe Vesuviano.

    Menu

    Fritti napoletani del ‘600 (maestro pizzaiolo Gianfranco Iervolino)

    Il Manicaretto di Donnanna (Fabio Ometo, chef resident, insieme agli Ometo’s boys)

    In tre bocconi (chef Michele Grande)

    Un tuffo dal Vesuvio verso Posillipo (chef Paolo Gramaglia)

    Non è Milano (chef Maurizio de Riggi)

    La bufala acida (chef Ilaria Aulicino)

    Melanzanaciok (chef Imma Gargiulo)

    Finger food dolci della Pasticceria Daniela

    I pani farciti sono realizzati dal Panificio Malafronte

    In abbinamento:

    Cloudy cider – Addlestones

    Petranera Greco di Tufo Docg – Cantina Le Otto Terre

    Nerè Falanghina Campania Igt – Cantina Le Otto Terre

    Newtons Vale – Gaymers

    Liquori della Distilleria Amato

    Tichet di partecipazione: 35 euro (bevande incluse)

    Info e prenotazioni (prenotazione obbligatoria):

    Villa Caracciolo

    Via Posillipo 16/C

    Napoli

    Tel. 081 5757257

    Ufficio stampa evento:

    Laura Gambacorta

    Email: laugam@libero.it

    Mob: 349 2886327

     

    Te le do io le bollicineASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di NAPOLI

    “Te le do io le bollicine 6° edizione “

    Nabilah, via Spiaggia Romana n.15 Bacoli (Na)

    Mercoledi 23 Luglio dal tramonto fino a notte fonda

    Ticket di partecipazione: 30 Euro (25 in prevendita)

    Bicchiere a disposizione con cauzione di 5 euro

    Info info@nabilah.it Fabrizio 333.7267080

    Punti Prevendita a partire da Venerdi 11 Luglio

    Roof & Sky – Lago Miseno Bacoli (Na) 333 2761608

    Babette, Via Caravaglios n.21 081 2391292

    Nabilah, Via Spiaggia Romana n.15 Bacoli(Na) 081 8689433

    Mascagni Ristorante-Pizzeria, Via P. Mascagni n.42 081 5602900

    Enoteca I Coloniali Vino e Cioccolato via F.Giordani n.32 081.7618478

    EnoPanetteria i Sapori della Tradizione, Corso Europa n.127 Melito (Na) 081.7117410

    Si rinnova la tradizionale maratona etilica che celebra la chiusura della stagione estiva delle attività della delegazione di Napoli dell’Associazione Italiana Sommelier… Appuntamento al Nabilah, esclusivo beach club che anima le notti più cool della movida partenopea, per salutare i tanti soci, amici e simpatizzanti: bollicine e sfizi gourmet, pizze, mozzarella di bufala campana Dop, musica live con Aurelio Fierro Jr. & Capri Selection Band e Dj set by Nabilah.

    Brinderanno con noi anche i neo-sommelier AIS per la consegna dei diplomi di sommelier del corso N.23 che si è concluso a Marzo presso l’hotel Mediterraneo Renaissance.

    Antonio Molfetta, chef resident del Nabilah ospiterà: La Bifora, Old Friends, Chicco di Grano, A Scirocco e SUD  che allieteranno con le loro fantasiose preparazioni tutti i partecipanti di questa spumeggiante serata. Poi il crostone di Babette, le pizze dell’EnoPanetteria i Sapori della Tradizione, le pizze fritte di Family Nest, i salumi e i formaggi di Sciardac, il cacio stagionato del Mini Caseificio Costanzo e la Mozzarella di Bufala Campana DOP offerta dal Consorzio di Tutela. Come extra a disposizione Champagne BAR by Marguerite Guyot.

    In abbinamento una lunga lista di bollicine in progress: Borgo Molino, Monte Rossa, Feudi di San Gregorio, Ca’ del Bosco, Firriato, Ferrari, Villa Raiano, Bellavista, Contadi Castaldi, Olivella, Bellenda, Cantina del Taburno, Casa Setaro, Berlucchi, Monsupello, I Favati, I Borboni , Grotta del Sole, Astroni, Cantine del Mare, Costadilà, Vestini Campagnano, Altemasi, Fattoria La Rivolta, Cantine Babbo…

    (Seguirà comunicato con il dettaglio delle aziende presenti: lista in progress, stay tuned su www.aisnapoli.it)

    Un consiglio: per godersi il tramonto venite già dalle 19 (chi tardi arriva male alloggia…). Astenersi astemi, graditi perditempo!

    Interventi Gastronomici

    Antonio Molfetta Chef Resident

    Old Friends ‘O père e ‘o musso, Trippa con Michele e Adolfo

    A Scirocco Ristorante Cozze , Alici e Baccalà con Giovanni Costagliola

    Family Nest Pizzeria Pizza fritta con Federico Guardascione

    Chicco di Grano con Liana Enzini

    La Bifora con Michele Grande

    Mangiafoglia con Marco Rispo

    SUD  Ristorante con Marianna Vitale

    Babette con Ugo e Anna Torre

    Sciardac Salumeria Prodotti Caseari  e  Salumi con Giuseppe Scamardella

    Pizze e Pane a canestrella di Stefano Pagliuca Enopanetteria I Sapori della Tradizione

    Mini Caseificio Costanzo con il Cacio Costanzo stagionato

    Supporter

    Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP

    Special guest

    Champagne BAR a prezzi “politici” con Marguerite Guyot

    Birra Agrado

    Live music Aurelio Fierro Jr. & Capri Selection Band

    Dj set resident Nabilah

    La Scaletta (!)

    Ore 19-21

    Il Benvenuto con

    ‘O Bellill…

    Versione flegrea dell’italico Bellini

    A’ Sciantosa by Vineria 51

    ‘A Birrr

    La cotta della birra,  produzione  e tracanno (!)

    Ore 21

    Apertura banchi d’assaggio bollicine

    Apertura banchi d’assaggio culinari

    Ore 22

    Consegna diplomi

    Ore 23

    Inizio danze

    Ore 00.30

    Dulcis in fundo: Pasta e Fagioli con le Cozze

    Ais Campania, Presentazione della Guida ai vini

    Pubblicato da aisnapoli il 11 - luglio - 2014 Commenta


    Presentazione della guida alle aziende vinicole e vitivinicole campane a cura dell’Associazione Sommelier della Campania in collaborazione con Regione Campania.

    Napoli, 23 giugno 2014.
    Servizio di Simone Savoia.

    Pompei antica: Coltura Cultura Vitae

    Pubblicato da aisnapoli il 10 - luglio - 2014 Commenta

    Foro BoarioDi Fosca Tortorelli

    Ciò che si cerca nel vino: la bellezza, il colore, la cultura, il piacere e il sogno. (G. Jacquenot)

    L’antica Pompei è paragonabile a una metropoli di cultura, attività, mercanti e commercio; infatti, prima dell’eruzione del Vesuvio, era un importante nodo commerciale tra Roma e le province romane. Vigneti e cantine abbondavano nella città e nelle zone limitrofe come fornitori principali di ottimo vino, che svolgeva un ruolo fondamentale nella cultura pompeiana. Ed è così che con il suo indiscutibile fascino ci apprestiamo a entrare all’interno di questa profonda realtà, guidati da Antonio Capone, uno degli agronomi di Mastroberardino. Vi starete sicuramente domandando cosa hanno in comune Mastroberardino e Pompei scavi; ebbene, a partire dal 1996, si è creata una solida partnership tra la Sovrintendenza per i Beni Archeologici di Pompei e la suddetta azienda, con il fine di condurre delle ricerche in un laboratorio a cielo aperto. L’obiettivo iniziale era quello di indagare e riscoprire le varietà di uva usate in origine, le tecniche di produzione del vino nella Pompei antica esplorandone le potenzialità odierne.

    IMG_7584In seguito, attraverso la lettura degli scritti di Plinio il Giovane e degli affreschi ritrovati sulle pareti sono state individuate le varietà specifiche, mentre tramite diverse indagini botaniche e l’analisi di alcuni calchi dei pali di supporto e delle radici delle viti si è capito il come e il dove venivano coltivate le viti.

    Ma entriamo nel vivo della nostra visita (efficacemente organizzata da Michela Del Sorbo, che insieme al marito Gerardo Esposito gestiscono da ben 15 anni il loro ristorante “Pompeo Magno”), che ha preso inizio da Piazza Anfiteatro, breve sosta all’interno dell’anfiteatro stesso per poi inoltrarci in uno dei dodici vigneti (tutti piuttosto piccoli, che nella loro totalità raggiungono circa un ettaro) presenti all’interno dell’area archeologica pompeiana.

    Nello specifico entriamo nel vigneto denominato “Foro Boario” (il più ampio), situato vicino alla palestra grande, al cui interno si trova l’antica cella vinaria, ossia la zona destinata alla trasformazione e lavorazione delle uve, in cui ritroviamo la ricostruzione dell’antico torchio e le canalette originarie che portavano il succo nei 10 otri (dolia)  interrati, che venivano utilizzati per la raccolta del mosto.

    Nell’impianto del vigneto è stato seguito il suo originale posizionamento effettivo al momento dell’eruzione del 79 d.C., rilevato dall’individuazione dei calchi delle radici, messe in luce dagli scavi. Sempre attraverso i calchi è stata ricostruita anche la distanza dei filari, dove il metodo di allevamento utilizzato in questo vigneto, era ed è quello delle viti sorrette da pali di legno di castagno.

    Infatti, attraverso gli studi effettuati, i principali sistemi di allevamento erano cinque, così suddivisi:

    1. Vite legata al palo di castagno (utilizzata prevalentemente per le colture di scaiscinoso e piedirosso)
    2. la Pergola romana
    3. L’Alberello (utilizzato prevalentemente per l’aglianico)
    4. A Giogo
    5. Alberata aversana

    IMG_7624Le prime tre colture erano utilizzate all’interno della città, le altre due esternamente.

    In successione abbiamo visitato il vigneto chiamato “Casa del Triclinio Estivo”, caratterizzato da due bellissime fontane decorate con piccoli mosaici e da un grande triclinio dove gli antichi romani erano soliti consumare l’uva moscato e in cui la coltura è quella del Piedirosso. Poi è stata la volta della “Casa Nave Europa”, in cui oltre al Piedirosso troviamo anche la coltura dello Sciascinoso.

    In seguito ci siamo diretti verso i vigneti impiantati a partire dal 2009, tutti dedicati alla coltura dell’aglianico. Riscontrato il buon esito di tale accordo sperimentale, la Soprintendenza Archeologica nel 2009 ha ampliato le aree in concessione, passando dalle 5 iniziali alle 12 attuali.

    In questi ultimi vigneti è evidente il sistema di allevamento ad alberello, tra essi  va menzionato quello dell’“Orto dei Fuggiaschi”, dotato anch’esso di un triclinio estivo con letti in muratura. Durante due diverse fasi di scavo (1961-62 e 1973-74), furono ritrovati i corpi di 13 vittime dell’ eruzione del 79 d.C., sopraffatte mentre cercavano di porsi in salvo, i cui calchi sono stati ricollocati nella posizione originale di ritrovamento.

    Da tutto questo studio e questa interessante sperimentazione, l’azienda ha dato vita anche a un prodotto unico e ricco di fascino chiamato Villa dei Misteri, la cui prima annata prodotta è stata la 2001 e di cui ne sono state prodotte appena 1.721 bottiglie; una sorta di omaggio ad uno dei siti dell’area archeologica di Pompei, per rappresentare ma soprattutto per valorizzare la difesa del nostro territorio, della nostra storia e della nostra cultura.

    Da questa interessante esperienza si riscontra che, come nel mondo antico il valore del vino era universalmente conosciuto e riconosciuto sia dal punto di vista economico sia come aspetto di identità territoriale, anche oggi bisognerebbe tutelare e diffondere in maniera sempre più costruttiva e consapevole questo prezioso prodotto.

     

    Il 14 luglio a Riardo (Ce) “Premio Masseria delle Sorgenti”

    Pubblicato da aisnapoli il 9 - luglio - 2014 Commenta

    Premio FerrarelleUn Premio inedito per sottolineare il legame fra acqua, cibo e territorio, tema del concorso: si apre così la prima edizione del Premio Masseria delle Sorgenti Ferrarelle, coordinato dalla giornalista enogastronomica Laura Gambacorta.
    A concorrere al Premio, studenti ed ex studenti dell’Università Suor Orsola Benincasa, invitati a realizzare un articolo sul tema, sottoposto al giudizio di 5 membri di spicco del mondo dell’enogastronomia, del giornalismo e della cultura: Helga Sanità, antropologa e ricercatrice MedEat Research, Tommaso Esposito, scrittore e giornalista, Antonio Pace, Presidente Associazione Verace Pizza Napoletana, Enzo Coccia, maestro pizzaiolo, Michele Pontecorvo, Responsabile Comunicazione e CSR Ferrarelle SpA.

    Quale miglior sfondo per la cerimonia di consegna del Premio, lunedì 14 luglio, la splendida cornice del Parco Sorgenti di Riardo: la vasta area incontaminata che sovrasta e custodisce le fonti delle acque minerali Ferrarelle, Natia e Santagata nella quale il FAI ha patrocinato un’importante opera di valorizzazione. Un progetto, quello alla base del Parco Sorgenti Ferrarelle, che riassume ed esprime con i suoi elementi valoriali le ragioni più profonde di questa prima edizione del Premio, il cui scopo è evidenziare l’importanza dell’interazione dei tre fattori acqua, cibo e territorio sull’economia, la storia, la cultura, le tradizioni e il benessere di una popolazione. L’opera di valorizzazione del Parco Sorgenti Ferrarelle insieme al FAI ha infatti consentito di mettere il Parco a disposizione della collettività attraverso visite guidate, passeggiate, attività ludico-didattiche e servizio di ristorazione di qualità e ha incentivato l’interesse collettivo nei confronti della risorsa acqua e le potenzialità turistiche dell’area; la creazione dell’azienda agricola Masseria delle Sorgenti Ferrarelle, figlia di questo progetto, concorre invece alla conservazione delle biodiversità e delle colture tradizionali di queste terre. L’acqua Ferrarelle è inoltre da più di 120 anni marchio d’eccellenza e simbolo dell’alto casertano nel mondo, le cui radici affondano in questo territorio e ne permeano la storia e lo sviluppo.

    Ad esprimere la più reale e tangibile commistione fra buon cibo e territorio, durante la cerimonia di premiazione, ci sarà tutta l’arte culinaria dei maestri pizzaioli Attilio Bachetti, Eleazzaro Bonafiglia, Raimondo Cinque, Enzo Coccia , Ciro Coccia , Franco Pepe e Antonio Starita, con le loro pizze di alta qualità e la passione per un’arte di lunga tradizione, divenuta simbolo per eccellenza del territorio campano.

    Partners tecnici dell’evento:
    Stefano Ferrara Forni
    Contadi Castaldi Winery
    Antica Distilleria Petrone

    Ingresso solo su invito

    pomodorino del piennoloNella prima settimana di luglio comincia tradizionalmente la raccolta del pomodorino del piennolo del Vesuvio, prodotto DOP dal 2010. Quest’anno gli agricoltori vesuviani in campagna preferiscono non andarci nemmeno, per non piangere. L’annata era partita molto male con un mese di aprile freddo e piovoso e le giovani piantine di pomodorino, trapiantate in campo aperto tra fine marzo e inizio aprile, ne avevano risentito. Ai primi di maggio erano in ritardo di crescita e non mancavano i problemi fitosanitari. Poi, finalmente, all’inizio della seconda decade di maggio, il tempo si era messo al bello e le piantine si presentavano a metà giugno in splendida forma. Avevano recuperato alla grande il gap iniziale e si prospettava un raccolto ricco e di qualità. Il pomodorino del piennolo sembrava averla vinta ancora una volta sulle avversità climatiche confermando la sua fama di pianta resistente e tenace e il suo proverbiale spirito di adattamento. Ma nulla il pomodorino ha potuto contro il vortice di vento, acqua e grandine che in pochi minuti ha flagellato le campagne e i centri urbani da Ercolano a San Giuseppe Vesuviano, provocando danni gravissimi anche al bosco della Reggia di Portici e all’orto botanico del Dipartimento di agraria della Federico II.
    Non è rimasto più niente da raccogliere e quel poco che c’è è segnato dalla grandine e andrà lavorato per fare conserve, ma non la tradizionale conserva vesuviana, quella a “pacchetelle”, al massimo per la passata. Improponibile, invece, la conservazione al “piennolo”.

    Il danno economico. Le aziende produttrici di pomodorino del piennolo sono per lo più aziende a conduzione familiare. Sono aziende piccole e poco capitalizzate. La loro ricchezza è la manodopera qualificata costituita dai familiari, parenti e qualche operaio specializzato. Il costo di produzione del pomodorino del piennolo oscilla tra gli ottanta centesimi e un euro al kg. Le rese sono molto basse, tra i 150 e i 300 quintali per ettaro. Coltivare 10000 mq a pomodorino comporta una spesa intorno ai 20 – 25 mila euro.

    Il danno commerciale. Brutta storia in un momento in cui il piennolo invece stava attraversando una fase di espansione e si stava facendo conoscere sulle tavole di mezzo mondo. Ora toccherà disdire gli ordini e augurarsi che i clienti sappiano aspettare per un anno e più.

    Gli aiuti. Il Governo non ha soldi. Al Ministero c’è la fila … Piemonte, Toscana … Danni per milioni e milioni di euro. Chi si ricorderà degli agricoltori del Parco nazionale del Vesuvio?

    Il nostro auspicio è che, una volta decretato lo stato di calamità da parte del Governo, anche la Regione Campania voglia verificare nelle pieghe del bilancio regionale, se non ci sia qualche voce di spesa non proprio indispensabile, qualche fondo non speso (penso per esempio ai Fondi PIRAP – i fantomatici Progetti Integrati per le Aree Protette), per aiutare gli agricoltori vesuviani a risalire la china.

    Conferenza Stampa
    Dal disastro alla rinascita: come risollevare l’agricoltura vesuviana
    Mercoledì 9 luglio 2014 – ore 10,00
    Biblioteca comunale – Massa di Somma (NA)

    Consorzio di Tutela del pomodorino del piennolo del Vesuvio dop
    piazza della Meridiana 47 80040 San Sebastiano al Vesuvio (Na)
    tel. 0810606007

    Greco di Tufo“Alle origini del Greco di Tufo, eccelsa espressione vinicola italiana”, è la prima iniziativa culturale lanciata dallo staff del ristorante “Markus” da tempo intento a studiare e valorizzare il territorio in cui opera, la sua tradizione e la sua storia, mirando così a recuperarne e promuoverne l’identità culturale e sociale.

    Aula consiliare comunale San Paolo Belsito (Na)

    11 Luglio 2014 ore 17.30

    10 Luglio, Pesce fritto al Chiostro Mediterraneo

    Pubblicato da aisnapoli il 8 - luglio - 2014 Commenta

    chiostro mediterraneoL’Isola delle Passioni della mostra d’Oltremare è nato il Chiosco Mediterraneo, una piattaforma voluta dalla creatività del dipartimento di architettura e disegno industriale della Seconda Università di Napoli. L’idea è quella di riscoprire il nostro modo di mangiare scomponendo la stessa parola «alimentazione» che sembrerebbe essere formata da «ali» e cioè la creatività nel cucinare, «mente» che indica la parte scientifica e infine «azione» da cui nasce, appunto, il progetto d’educare al cibo e all’alimentazione.

    Giovedì la prima serata “PESCE FRITTO AL CHIOSCO” per gustare, sulla fresca terrazza, la frittura di sano pesce azzurro in abbinamento a buon vino e cruditè di verdure di stagione a km0. Con sottofondo di buona musica. Prenotatevi al numero 329 344 50 26.
    il costo è di 19 euro.
    Scoprite la Mostra d’Oltremare Official di sera, un luogo unico e suggestivo.