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    Pizza & Birra made in Petronio

    Pubblicato da aisnapoli il 29 - maggio - 2019 Commenta

    thumbnail-94“Pizza & Birra made in Petronio”
    All’alberghiero di Pozzuoli manifestazione conclusiva di “Scuola Viva” con la “School Beer”
    Il dirigente Filippo Monaco: “una scuola attenta al mercato del lavoro che punta sulla qualità”
    L’evento giovedì 30 maggio a Monterusciello

    Giovedì 30 maggio (ore 20) si terrà l’evento conclusivo dei progetti “Scuola Viva” che si sono svolti nell’Ipseoa Petronio di Pozzuoli. L’evento si terrà nei locali dell‘Istituto in via Matilde Serao, nel quartiere Monterusciello.

    Il progetto “Scuola Viva”, alla sua terza annualità, ha come intento generale interventi volti a rafforzare la relazione tra scuola, territorio, imprese e cittadini trasformando le scuole in luoghi d’incontro e favorendo l’integrazione nella didattica tradizionale di esperienze positive acquisite con il coinvolgimento delle famiglie e delle aziende, in linea con la programmazione del POR Campania FSE 2014/2020.

    Gli alunni dell’alberghiero di Pozzuoli hanno portato avanti, con l’aiuto dei docenti e degli esperti, un modulo relativo alla produzione della birra artigianale. Il modulo Intitolato “Cheers!” – esclamazione anglosassone che invita ed un brindisi solitamente fatto con un boccale di birra – si è svolto nei locali dell’istituto ed è stato dedicato a tutti coloro che vogliono muovere i primi passi nell’affascinante mondo della birra.

    Gli obbiettivi sono stati quelli di conoscere i processi fondamentali per avvicinarsi con maggior consapevolezza al processo produttivo; l’utilizzo delle materie prime e di attrezzature per la produzione di un prodotto che è sempre più presente nella ristorazione moderna. Il corso ha coinvolto un gruppo di 24 allievi appartenenti classi terze, quarte e quinte dell’indirizzo di “Enogastronomia” e “Sala e Vendita”. Il gruppo di partecipanti ha eseguito interamente -, coadiuvati del mastro birraio Bruno Indiveri dell’azienda “Birrificio Partenopeo” e del docente Sandro Barletta – tutto il processo produttivo per la preparazione di una birra artigianale. Il prodotto ottenuto dopo circa tre mesi di meticolosa preparazione sarà offerto agli ospiti della manifestazione. Le birre prodotte saranno degustate insieme alle pizze preparate dal corso “Pizzaioli… alla riscossa”. Gli allievi oltre ad offrire agli ospiti dei prodotti artigianali di qualità daranno informazioni sui vantaggi e i pericoli derivanti dal consumo di questo prodotto.

    La nostra scuola – dichiara il dirigente scolastico, professor Filippo Monaco – con questi progetti, con le attività curriculari ed extracurriculari si prefigge di raggiungere gli obiettivi di una scuola professionale che accompagna alla crescita dei nostri giovani per avviarli al mondo del lavoro. Stavolta abbiamo puntato sulla formazione nel settore della birra e della pizza. Si tratta di due settori importanti dell’enogastronomia che se da un lato hanno radici nella tradizione, dall’altro, richiedono competenze e innovazione continue. I nostri percorsi formativi hanno l’intento di sviluppare nei nostri ragazzi creatività e know how”.

    Settima edizione di Una "Pizza per l'Estate" by Mulino Caputo.Quali saranno le pizze in voga quest’estate? A suggerire una serie di proposte molto convincenti è stata la nuova leva di giovani e giovanissimi pizzaioli campani, chiamati a dare la loro interpretazione della pizza per l’estate, nel corso dell’omonimo appuntamento di inizio stagione, voluto da Mulino Caputo e arrivato alla settima edizione.

    La kermesse, che si è svolta in uno dei luoghi più suggestivi di Napoli, a Posillipo, presso Palazzo Petrucci, ha dato spazio agli under 30 dell’arte bianca. Giovani artigiani che scommettono sulla qualità e sull’originalità delle farciture ma che mettono al primo posto gli impasti e la competenza nella lavorazione. Forti della vasta gamma di farine firmate Mulino Caputo, quest’anno una delle referenze preferite dai giovani pizzaioli è stata Nuvola.

    Le nuove proposte sono state accompagnate dai cocktails realizzati da Francesco Fontana, barman di Palazzo Petrucci.

    Ecco quali sono le pizze per l’estate 2019, realizzate dai magnifici otto, e dove sarà possibile assaggiarle:

    Vincenzo Capuano – Parmigiana fresca: base di parmigiana di melanzane rossa napoletana. In uscita, stracciata affumicata e basilico sferificato. (Pizzeria Vincenzo Capuano –Napoli) [Farina: Nuvola Super]

    Marco D’Elia – Fior di menaica: vellutata di fiori di zucca, burrata, alici di menaica, fiori di zucca essiccati, polvere di olive e limone – (Pizzeria Pignalosa – Salerno) [Farina: Nuvola Super]

    Alessandro Esposito – Carmela d’estate: ricotta di bufala, Fior di latte dei Monti, scaglie di pecorino. Salsa di provola affumicata, zeste di limone e menta. (Pizzeria Carmela e i suoi fratelli – Napoli) [Farina: Nuvola]

    Vincenzo Iannucci –Nuvola a pacchetelle: mousse di mozzarella di bufala, pacchetelle di pomodorini carbone semidry rossi e gialli, ravanelli e basilico. [Farina: Nuvola]

    Salvatore Lionello – Scapece di melanzane: scapece di melanzane, peperoncini verdi, burrata affumicata e bottarga di tonno – (Pizzeria Lionello – Gli artigiani della pizza dal 1989 – Succivo (CE) [Farina: Caputo Rossa]

    Sara Palmieri – Fresca 2.0: focaccia con carpaccio di manzo, bufala, zest di limone, confettura extra di pomodorino del Piennolo del Vesuvio dop, basilico e olio evo – (Pizzeria 10 Diego Vitagliano – Napoli) [Farina: Fiore Glut]

    Davide Ruotolo – Eva: fior di latte, fagiolini, cipollotto arrostito. Dressing acciughe: limone salato, erbe aromatiche del mediterraneo. (Palazzo Petrucci Posillipo – Napoli) [Farina: Caputo Blu, Rossa, Celeste]

    Ciro Urzitelli – Sapori del sud: ripieno di ricotta e fior di latte. In superficie 2 gusti: pomodorino corbarino giallo, basilico, provola e speck /pomodorino corbarino rosso e provola e basilico e olio extra vergine d’oliva

    Al centro: rucola, bocconcino di mozzarella di bufala speck e scaglie di grana padano. (Pizzeria “Add’ò Guaglione – Napoli) [Farina: Caputo Rossa]

    Foto di Stefano Renna

    30 Maggio, a Napoli i migliori maestri gelatieri d’Italia

    Pubblicato da aisnapoli il 28 - maggio - 2019 Commenta

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    A Napoli i migliori maestri gelatieri d’Italia

    Giovedì 30 maggio sulla terrazza del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo
    l’evento di Città del gusto di Napoli con i Tre Coni 2019 del Gambero Rosso

    Il gelato mette tutti d’accordo, piace a grandi e piccini, può sostituire un pasto, essere light, per celiaci e ora anche gourmet. E con l’estate alle porte, i migliori maestri gelatieri d’Italia si riuniranno a Napoli per celebrarlo, per raccontare le ultime novità, i gusti di tendenza. Un prodotto oramai destagionalizzato che vede consumi in crescita ogni anno con circa kg 7 di consumo pro capite.

    Giovedì 30 maggio, a partire dalle ore 19, sulla Terrazza Angiò del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo (via Ponte di Tappia 25 – Napoli) andrà in scena la seconda edizione di Tre Coni 2019 a cura della Città del gusto Napoli, il network di divulgazione enogastronomica e grandi eventi del Gambero Rosso. L’evento vedrà sfilare i Maestri del brivido premiati col massimo punteggio dalla guida Gelaterie d’Italia 2019 del Gambero Rosso.

    Il premio Tre Coni 2019 è assegnato, dopo una serie di valutazioni sensoriali e tecniche, a tutti quei maestri che abbracciano la filosofia della produzione d’eccellenza: dalle materie prime alle tecniche di lavorazione alle nuove frontiere in fatto di gusti. I gelatieri al pari di cuochi, pasticceri e pizzaioli studiano sempre più ingredienti e caratteristiche organolettiche, si confrontano su ricette ed ingredienti e si riuniscono in associazioni per tutelare un gelato artigianale buono e sano che tutto il mondo ci invidia. Il gelato sempre più sta diventando complice e co-primario di esperienze gastronomiche a tutto tondo ed è importante aumentare la conoscenza del pubblico e stimolare il settore.

    Durante l’evento i Maestri del brivido prepareranno per l’occasione un percorso di degustazione con gelati artigianali di qualità tutti da scoprire, attraverso rivisitazioni e grandi classici che stupiranno il pubblico per la ricercatezza dei sapori e la bontà del gusto.

    Attesi a Napoli Alberto Marchetti dal Piemonte, Fabio e Monia Solighetto, Candida Pelizzoli dalla Lombardia, Cinzia Otri, Gianfrancesco Cutelli dalla Toscana, Claudio Zanette e Antonio Mezzalira dal Veneto, Mattia Cavallari, Stefano Guizzetti, Stefano Roccamo dall’Emilia Romagna, Paolo Brunelli dalle Marche, Dario Benelli, Dario Rossi, Davide Frainetti, Marco Radicioni, Veronica Fedele dal Lazio, Raffaele Cuomo, Raffaele Del Verme dalla Campania, Emilio Panzardi dalla Basilicata, Alessandro Scian e Giancarlo Timballo dal Friuli Venezia Giulia, Francesco Dioletta dell’Abruzzo, Giulio Rocci e Emanuele Monero, Marco Serra dal Piemonte, Maurizio Profumo dalla Liguria.

    Tra le novità che si potranno assaporare c’è il gusto alla carbonara e al vitello tonnato, quello ispirato alla spiaggia nera di Maratea, quello al chinotto candito, ai fiori d’arancio, la crema al timo e limone, e poi asparagi e mandorle, ed ancora il Sorbetto allo Yuzu, con chips di polenta croccante, menta selvatica e gin spruzzato, fino alla mandola e mandarino.

    La parte espositiva sarà affidata alle con vetrine refrigerate di Orion, ideate e create sotto il segno della ricerca tecnologica dell’innovazione e dell’affidabilità. Ad affiancare i maestri nella produzione ci sarà Ice Team Cattabriga con la sua tecnologia, sinonimo di innovazione in grado di assicurare nuovi standard nell’alta gelateria.

    Non solo gelato, ma abbinamenti di eccellenza: le famose amarene Fabbri 1905, prelibatezza italiana nel mondo, dalla consistenza croccante tuffata in uno sciroppo dolce e aromatico, che il pubblico potrà liberamente abbinare ai tanti gusti dei Maestri gelatieri, oppure il cioccolato Valrhona e le cialde Bussy. Il viaggio nel gusto proseguirà con una degustazione di fragole dell’azienda D’Avino, nelle sue varietà Sabrina, Candonga, Rabida, Fortuna, presenti in freschi sorbetti e in un’altra delizia dolce.
    La serata di divulgazione del gelato sarà anche accompagnata da liquori dolci, amari, vini liquorosi e bollicine con un banco d’assaggio curato dai sommelier dell’Ais Napoli.
    Tra cui la Distilleria Amato che dal 1881 si sono tramandati la passione per gli alambicchi, producendo, con passione e operosità, liquori artigianali nel rispetto della tradizione.
    I liquori Alma De Lux sono figli di un’idea, che ha messo insieme l’autenticità della sostanza con l’originalità della forma: l’autenticità dei sapori di una terra incontaminata racchiusi nell’originalità di bottiglie, tanto eleganti da trasformarsi anche in regali di grande pregio.

    Evento su prenotazione a posti limitati
    Costo ingresso: €25

    Sconto online per soci ais https://store.gamberorosso.it/it/eventi/555-1928-tre-coni-2019.html#/26-sede-napoli/564-data-30_05_19 con codice sconto: TRECONINAPOLI2019

    Tre Coni 2019
    Giovedì 30 maggio, dalle ore 19 alle 23
    Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, Ponte di Tappia 25 – Napoli

    Per informazioni e prenotazioni:
    Città del gusto Napoli
    Tel.: 0813119800/13
    Email: eventi.na@cittadelgusto.it, comunicazione.na@cittadelgusto.it, napoli@cittadelgusto.it

    UFFICIO STAMPA EVENTO | Alessandro Savoia | info@alessandrosavoia.it | +39 328 91 59 817

    Don Vincenzo Capasso compie 90 anni

    Pubblicato da aisnapoli il 28 - maggio - 2019 Commenta

    thumbnail-93Uno dei più anziani pizzaioli viventi di Napoli. Don Vincenzo Capasso
    Il 31 maggio 2019, Don Vincenzo Capasso compirà 90 anni.
    Il felice evento, di per sé traguardo personale del quale felicitarsi, coincide con un primato nell’ambito della pizzeria napoletana e quindi mondiale.
    Vincenzo Capasso, diventa di fatto il secondo pizzaiolo più anziano vivente.
    Fino a poche settimane or sono questo primato spettava a Umberto Del Buono allora novantaduenne. Con la sua dipartita, oggi, Vincenzo Capasso diviene il secondo più anziano in assoluto.
    Nato pressoché dietro il banco dell’attuale Pizzeria Capasso di Porta San Gennaro, e zio di Ugo Cafasso della Pizzeria Cafasso di Fuorigrotta solo per un errore di trascrizione anagrafica non con lo stesso cognome, Vincenzo Capasso discende da una delle due più antiche famiglie di pizzaioli napoletani ancora operanti.
    Vincenzo Capasso è forse anche tra i pizzaioli con attualmente la più lunga gavetta se si pensa che una volta si iniziava ad aiutare a casa verso i 9-10 anni.
    Ottant’anni di attività svolta attraverso eventi storici anche drammatici o straordinari che hanno percorso la nostra storia dal secolo scorso ad oggi.
    Una sintesi del mondo pizza che va dalla seconda guerra mondiale, attraverso l’uomo sulla luna, sino ai giorni nostri.
    Ma anche un uomo che appartiene ad una generazione di pizzaioli che nel corso dei secoli, e se vogliamo, della storia della pizza, si è tramandata gesti, saperi e conoscenze.
    Ben 7 generazioni ad oggi che, prendendo le mosse da Raffaele Lieto nella seconda metà del settecento si intersecano con i Capasso per via femminile.
    Il 31 maggio la famiglia Capasso a Porta San Gennaro festeggerà il compleanno del Patron Vincenzo, che siamo certi comparirà dietro al banco, offrendo la mattina pizze a portafoglio a tutti coloro che passeranno in pizzeria per gli auguri.

    da-sx-salvatore-esposito-rosario-russo-e-dario-peruccaDi Maria Grazia Narciso

    Il progetto prende il nome dai Colauri, nobile famiglia della città, che, alla fine del sec XIII, si sposta fuori dalle mura qui nel “Rione dei Calori di sopra e di sotto” per sfuggire alla tassazione angioina, ma nasce in un’altra famiglia, quella di Rosario Morra e Salvatore Esposito, figli di due sorelle, che nel 2007 aprono Tavernetta Colauri, in via Comunale Margherita 245.

    Un posto caldo e accogliente, dallo stile rustico ma con dettagli raffinati, una cantina di oltre 800 etichette e una tradizione di carne, la cui proposta spazia dalla Waygu giapponese, al Cuberoll neozelandese, passando per il Black Angus made in U.S.A senza trascurare il filetto di marchigiana e il controfiletto di scottona prussiana, solo per citarne alcune.

    Oggi l’offerta si arricchisce di una chicca dalle Langhe: i bovini di razza piemontese, la più magra e digeribile tra tutte (96% contro il 70% delle altre razze).

    Anche quella di Dario Perucca è una storia di famiglia. Quattro generazioni di allevatori con la passione per il “lavoro”, come lo chiama lui, e la qualità.
    Questa carne, spiega, è il risultato della alimentazione e della cura degli animali che contraddistingue la sua azienda, la Cerutti Laura Maria di Trinitàbattuta-al-coltello-di-carne-di-razza-piemontese-web (CN).

    Sfida la Wagyu questa carne se le confrontate a crudo”, dice Dario, definendola “onesta”.

    La sicurezza è garantita dai controlli di filiera imposti ai clienti attraverso prelievi e confronti del DNA dell’animale e processi di monitoraggio delle bilance che consentono di tracciare consumi e approvvigionamenti.

    Non ci sono integratori, oli e grassi vegetali nella dieta dei bovini, ma solo alimenti pregiati come mais, orzo, fava fioccata, germa di grano, carruba, pisello proteico, fieno dei prati polifiti e semi di lino, che rendono la carne tenera e ricca di Omega3.

    La battuta al coltello prevista come entrée è studiata apposta per esaltare le qualità della carne, che non perde appeal e gusto nella tagliata servita successivamente con annessa pietra ollare per proseguire eventualmente la cottura secondo il proprio gusto.

    Il menù della casa propone sempre una ampia selezione di carni, formaggi e salumi, interpretati dallo Chef Rosario Morra e corredati da una ricca carta di oli d’oliva provenienti da tutta Italia.

    In pairing stasera, dalla cantina curata da Salvatore Esposito:

    Arturo Bersano Brut
    Bersano Pas Dosè
    Fiano DOP 2018, Cantina del Taburno
    Cesco dell’Eremo 2017, Cantina del Taburno
    Barolo Badarina Riserva 2011, Bersano
    Ruscolo, IGP Passito, 2004, Cantina del Taburno

    La squadra di Tavernetta Colauri è composta da 13 persone perfettamente affiatate.

    “Andate via?” ci saluta così uno di loro.

    Sì, ma torniamo”.

    Sashi beef finlandese e Rubia Gallega protagoniste da Mannaia

    Pubblicato da aisnapoli il 27 - maggio - 2019 Commenta

    61136013_2906758102669483_960611032508661760_nDi Maria Grazia Narciso

    SASHI BEEF e RUBIA GALLEGA: le interpretazioni di Venerando Valastro per MANNAIA Hamburgeria e Braceria.

    Un management giovane, Alfonso e Andrea Cascone, due fratelli imprenditori che nel 2016 lanciano il progetto “MANNAIA, Hamburgeria e Braceria” a Marcianise, affiancati e sostenuti da papà Pasquale e mamma Isabella, che noterete muoversi con discrezione all’interno del locale mentre Andrea si esibisce con coltelli e mannaia al banco.

    Colonna portante della proposta gastronomica da circa un anno Venerando Valastro, noto come “Il re della griglia” dopo la sua partecipazione al format di DMAX, una autorità quando si parla di BBQ, non importa quale sia l’ingrediente da grigliare, fossero anche spaghetti (saliti alla ribalta i suoi con cozze e pomodorino al barbecue!).

    E’ lui che racconta il menù di stasera, mentre flamba con gesti plastici i maki-rolls di carpaccio di fassona serviti come entrée dopo le mini tartare con salsa di pesca e mango.

    “Guardate i vostri piatti – dice Venerando - vi abbiamo servito la carne al sangue ma non ce n’è traccia sul fondo”, segno di una perfetta gestione dei liquidi in cottura, ottenuta calibrando le temperature. In più non c’è quasi bisogno di coltello per tagliarla.

    Protagoniste del menù estivo di Mannaia la Sashi beef finlandese e la Rubia Gallega.

    Il termine giapponese “sashi” indica il grado di marezzatura, quindi l’infiltrazione di grasso tra le fibre, motivo per il quale viene definita “la Wagyu europea”. Il grasso all’ interno delle fibre infatti, sciogliendosi durante la cottura, conferisce alla carne succulenza e tenerezza, rendendola particolarmente prelibata.

    La Rubia Gallega, originaria della Galizia, viene macellata in età adulta quando ha acquisito un cappotto di grasso cremoso e dorato (rubia in spagnolo significa bionda), che le regala l’inconfondibile sapore.

    Nessuna chance per la birra stasera, facciamo appello invece alle 50 etichette della Carta dei Vini, (curata in collaborazione con l’Enoteca “Il Torchio”),61243920_2906758276002799_4510584678712868864_n prevalentemente Campane e Toscane, rivendicando al territorio la parte beverage dell’evento. In esclusiva ai tavoli Cantina Sclavia con i due vitigni storici e autoctoni del Casertano, Pallagrello e Casavecchia. In abbinamento:

    Montecardillo Pallagrello nero Terre del Volturno Igp 2015 – Sclavia
    Granito Casavecchia Terre del Volturno Igp 2015- Sclavia

    Il dessert varca i confini regionali attraverso i Monti Dauni, affidandosi alla pasticceria Casoli di Troja (FG) con la tradizionale “Passionata di Troja”, delizia tipica del luogo realizzata con tre tipi di ricotta (da latte di mucca, pecora e bufala), avvolta da un delicato strato di marzapane fatto con mandorle pugliesi. L’accompagna ancora “u pallarell”, come veniva chiamato tradizionalmente dalla gente del luogo, ma anche “Vino del Re” da quando Ferdinando IV di Borbone lo fece impiantare nella Vigna del Ventaglio.
    Obbligatoriamente in versione passito: Pallarè Pallagrello bianco passito Terre del Volturno Igp 2015 – Sclavia.

    Insomma, non solo grill ma anche burger, sul territorio ma con confini aperti, attenzione alla tradizione ma voglia di sperimentare, giovani talenti e un mentore d’eccezione: gli ingredienti ci sono tutti!

    Foto di Gabriella Imparato

    per vedere tutte le foto clicca qui

    50 Top Pizza 2019, Classifica Europa e candidature estere

    Pubblicato da aisnapoli il 26 - maggio - 2019 1 Commento

    curatori50 TOP PIZZA 2019:
    50 KALÒ DI CIRO SALVO A LONDRA
    È LA MIGLIORE PIZZERIA D’EUROPA FUORI DAI CONFINI ITALIANI

    Inghilterra, Francia e Germania
    i Paesi con il maggior numero di locali di qualità inseriti
    nella classifica di 50 Top Europa.
    Presentate anche le candidature delle insegne più buone di
    Oceania, Africa, Asia e Giappone.
    Ben 50 le nomination per la Migliore Pizza napoletana fuori dall’Italia.

    Una vera e propria mappatura globale della pizza di qualità, come non era mai stata fatta in precedenza. È questo l’intento dell’edizione 2019 di 50 Top Pizza, la prima e più importante guida on-line delle migliori pizzerie d’Italia, d’Europa e del mondo.
    All’ormai consueta e seguitissima classifica italiana, che giunge quest’anno alla sua terza pubblicazione, è stata infatti aggiunta quella riguardante i migliori 50 locali del vecchio continente. 50 Top Europa. Prima classificata, vincitrice dunque del Premio Fior d’Agerola 50 Top Europa, è stata 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London (insegna gemella dell’omonima pizzeria napoletana, al n.3 di 50 Top Pizza Italia 2018) che, grazie al talento del pizzaiolo campano, sta letteralmente conquistando a suon di impasti la capitale inglese. Seguono, sul podio, la parigina Bijou, di Gennaro Nasti, altro fuoriclasse di origini partenopee, e Bæst, a Copenaghen, del siculo-danese Christian Puglisi. Inghilterra (a quota 10), Francia (8) e Germania (5) sono risultati essere i Paesi con il maggior numero di locali inseriti in classifica, che vede comunque rappresentate ben 23 diverse nazioni.
    Sono state inoltre presentate le candidature estere relative ai seguenti riconoscimenti: Premio S.Pellegrino & Acqua Panna migliore pizzeria in Asia, Premio Prosecco DOC migliore pizzeria in Oceania, Premio Solania migliore pizzeria in Africa, Premio Olitalia migliore pizzeria in Giappone. Tutte le categorie (ad eccezione di quella riguardante il continente africano) hanno visto raddoppiare, da 5 a 10, le rispettive nomination, mentre ha raggiunto quota 50 la lista delle pizzerie in lizza per il Premio Città di Napoli migliore pizza napoletana nel mondo. Un lungo elenco che vede gareggiare realtà presenti nel mondo intero, a testimonianza di quanto sia celebre e amato lo stile classico napoletano, capostipite di tutte le altre scuole.
    Saranno invece svelate nel corso di una speciale serata a New York, il 27 giugno, le candidature riguardanti la Migliore pizzeria in Sud America e la Migliore Pizzeria in Brasile, nonché la classifica di 50 Top Nord America, altra importante novità del 2019, il cui panel è stato coordinato da Mitchell Davis, Chief Strategy Officer della James Beard Foundation (organizzazione no profit che promuove la cultura alimentare americana in chiave sostenibile).
    Quest’anno – sottolineano i tre curatori del progetto editoriale, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapereabbiamo deciso di moltiplicare gli sforzi con l’intento di dare ai lettori, e ai consumatori, una guida sempre più esaustiva e completa, con un raggio d’azione quanto mai ampio. La pizza è un fenomeno globale che, senza rinunciare mai alla sua anima popolare, sta compiendo un’importante crescita in termini qualitativi. Pensiamo dunque sia giusto omaggiare e porre sotto i riflettori tutti quei nomi che, nel mondo, riescono a distinguersi per lo standing della loro offerta. Punto nevralgico dell’universo pizza rimane chiaramente l’Italia, a cui il progetto dedica le sue principali attenzioni, con un totale di oltre 1.000 pizzerie presenti in guida”.
    E di questi ultimi, sono già presenti on-line, sul sito www.50toppizza.com, oltre 500 pizzerie “da non perdere”, insignite del simbolo del “forno”, mentre, a partire dai primi giorni del mese di giugno verranno comunicate le 350 insegne “eccellenti” (“2 forni”). Proseguirà poi l’emozionante countdown web, fino ad arrivare alla gran finale in programma il 23 luglio nello storico e suggestivo Teatro Mercadante di Napoli, quando verranno finalmente rese note le migliori 50 pizzerie d’Italia e consegnati gli ambiti premi speciali e tutti i riconoscimenti esteri.
    I principi di 50 Top Pizza: https://www.50toppizza.it/i-nostri-principi/
    Partners dell’iniziativa:
    Pastificio Di Martino S.Pellegrino & Acqua Panna, Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, Olitalia, D’Amico, Birrificio Valsugana, Fior d’Agerola, Solania, Kimbo, Mandara, Scugnizzo Napoletano.
    Ufficio Stampa: Mg Logos – comunicazione@mglogos.it

    Flower Plower Pacha Ibiza al Nabilah

    Pubblicato da aisnapoli il 26 - maggio - 2019 Commenta

    ibiza_video_03Ibiza al Nabilah
    FLOWER POWER PACHA IBIZA
    Lo spirito felice dell’isola bianca il 2 giugno invaderà il litorale flegreo

    Il party “Flower Power” ideato dal Pacha festeggia quest’anno il 39° compleanno: un format che si rinnova diventando sempre più spettacolare. Non esiste festa al mondo così datata!
    La trentanovesima edizione del format sarà inaugurata il 29 maggio ad Ibiza e il 2 giugno al Nabilah, unico club italiano ove questa festa è ufficialmente autorizzata ed organizzata dal Pacha con “peace and love”. La direzione artistica è di “Made in Italy Ibiza”, l’agenzia di eventi musicali italiana più famosa dell’isola spagnola, rinomata a livello internazionale per le sue produzioni e le feste che organizza.
    Il famoso locale napoletano, recensito dal “The Guardian” come uno dei più belli d’Europa, sarà ancora più colorato e creativo, ed animato da effetti scenografici mozzafiato in occasione dell’evento (che si svolgerà a partire dalle 11 del mattino). Tutti i partecipanti saranno trascinati per più di dodici ore tra le note e le sensazioni che hanno ascoltato e provato gli hippie negli anni ‘60, ritmi che faranno battere i cuori come lo facevano battere a loro!
    Troviamo che l’espressione ‘flower power’, coniata ormai cinquantaquattro anni fa, possa oggi essere un messaggio quanto mai attuale – afferma Luca Iannuzzi, promotore dell’evento e tra i proprietari del Nabilah -, che la moda e il mondo del clubbing, fantastica cassa di risonanza, devono contribuire a rilanciare. Spetta a noi cogliere e fare in modo che i fiori restino nei nostri cuori e nelle nostre menti”.
    Con l’anteprima esclusiva direttamente da Ibiza della festa Flower Power by Pacha il Nabilah si conferma così come una delle location più cool della movida campana, dando la possibilità ai suoi frequentatori di vivere esperienze uniche.

    La storia
    Flower Power è un’espressione tipica del movimento Hippy, che significa letteralmente “potere dei fiori” (una leggenda metropolitana racconta che tale slogan fu coniato nel 1965 dal poeta Allen Ginsberg). Il movimento hippy è nato alla fine degli anni ’60 come azione simbolica di contrasto alla guerra in Vietnam, contro il governo USA . Esso, totalmente pacifico, utilizzava mettere fiori nei cannoni, bruciare le lettere del richiamo alle armi o la distribuzione dei fiori come azioni – metafora dell’utilizzo dell’amore come chiave di dialogo per evitare guerre e conflitti e poter dare a tutti un mondo sicuro dove vivere. Ispirato allo stile di vita e ai valori di questo periodo e di questa corrente socio – culturale, della quale Ibiza ne rappresentava uno dei “capoluoghi” accanto a San Francisco e Goa, il primo Flower Power del Pacha si è tenuto nell’estate del 1980 grazie a un’idea originale del DJ resident Piti. Ibiza negli anni ’70 era popolata di hippie e persone culturalmente “avanti”, nello stesso anno iniziano a nascere le prime discoteche importanti e ad arrivare copiosi flussi di turisti. Al timone della cabina di comando del Pacha, DJ Piti riuscì a “contrabbandare” dischi e a portare negli altoparlanti del club un ampio repertorio di musica d’avanguardia che in quel periodo era raro ascoltare.
    In questi 39 anni, il Flower Power ha portato in pista al Pacha Ibiza diverse generazioni unite dall’amore per la musica e dallo spirito di pace e gioia degli anni ’60. Una festa unica che si rinnova ogni estate senza perdere la sua essenza, senza mutazioni del suo DNA. Trasmettere energia positiva, l’energia alla base del sano divertimento, è questa la mission del Flower Power del Pacha: una festa di celebrazione, di comunione, di gioia! Con il sigillo indiscusso del “Club delle ciliegie” e la grande direzione artistica de “I Productions Events”.

    La festa
    Il Flower Power si svolge ogni settimana al Pacha. Inizialmente era stato pensato come un unico appuntamento estivo, poi il suo successo ha “costretto” gli organizzatori a renderlo un appuntamento settimanale. Il tutto inizia al mattino quando lungo le spiagge più famose dell’isola sfila un gruppo di hippie con chitarre e tamburi, giovani che cantano dal vivo e rendono da subito l’atmosfera allegra e festevole. Si tratta del “carretto” del Flower Power che per tutta la giornata gira l’isola.
    Chi vi ha partecipato, afferma con convinzione che “non esiste un party bello come il Flower Power”. Di fatto, a prescindere dai gusti musicali degli amanti della dance, è vero: nessun party ad Ibiza riproduce l’atmosfera, il clima e quel “feeling” di amore tipici del Flower Power.

    Dress code “hippie chic”
    Anni ’60: peace and love, entusiasmo, musica, libertà e “chi se ne importa di tutto il resto”! Agli hippie dei “sixties” andava stretto tutto: perciò indossavano ampie gonne lunghissime, pantaloni a zampa, maxi dress, sandali, occhialoni da sole, camicie in denim…
    Vestiti bianchi, colorati in modo sgargiante o a fiori (è assolutamente vietato il nero), ghirlande nei capelli e una montagna di accessori: è questo il dress code richiesto per il “Flower Power” che si svolgerà domenica 2 giugno al Nabilah. Esempi cui ispirarsi? Le femminucce possono cercare su Instagram le immagini degli outfit gitani di Paris Hilton. I maschietti possono spulciare tra le foto degli anni ’70 di David Bowie.

    Per ulteriori info:
    www.nabilah.it
    Pagina FB – Nabilah Beach Club

    www.pacha.com
    @flowerpowerpacha

    Foto di Paola Tufo