Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 30 set 2016 al 30 set 2016 alle ore:20:30

      30 Settembre, I vini di Tenuta Scuotto all’Enopanetteria

      Mancano: 2 giorni e 19:27 ore.
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    Giochi Chic all’ Aquapetra Resort&Spa di Telese Terme

    Pubblicato da aisnapoli il 19 - settembre - 2016 Commenta

    IMG_20160912_115807Di Fosca Tortorelli

    Quest’anno l’associazione Chic (Charming Italian Chef), nell’ambito del circuito BtoB In the Kitchen Tour destinato a operatori del settore della ristorazione, ha scelto il Sannio come luogo di incontro per l’appuntamento campano del 2016.

    Il 12 settembre, produttori, chef e diversi maestri pizzaioli – campani e non – si sono incontrati nella meravigliosa oasi dell’Aquapetra Resort & Spa di Telese Terme, per scambiarsi idee e giocare con gusto.

    La giornata è stata intensa e fonte d’intriganti novità, durante la mattinata la sala interna dell’Aquapetra Resort, si è trasformata in un ampio e ordinato mercato, dove chef e pizzaioli, lavorando in coppia, hanno dato sfogo alla loro creatività, rendendo il disco di pizza un vero e proprio piatto gourmet.

    La stampa e i blogger presenti hanno avuto la possibilità di seguire i protagonisti del food nel loro gioco creativo e di improvvisazione, deliziandosi occhi e palato e provando i numerosi prodotti in esposizione. Particolarmente interessanti i diversi formaggi e latticini presenti, i preziosi e saporiti legumi, lo Zafferano di Pietravairano, le delicate e saporite carni dell’azienda Bifulco, le ostriche di Fish Lab Market e il baccalà di Norge. Non potevano ovviamente mancare prodotti legati al mondo del beverage, tra le diverse referenze erano presenti, le birre artigianali di Karma, la nuova birra di Napoli, la Natavot di KBirr,  nella sua versione lager dedicata a San Gennaro e le eleganti birre dell’azienda romagnola Amarcord. Diverse referenze anche nel campo vino prevalentemente legate all’areale sannita, quali l’ azienda Torre a Oriente, l’antica Masseria Venditti, la Cantine del Taburno, Capolino Perlingieri e la Fattorie La Rivolta.

    Dopo tanti profumi e sapori, come preziosa conclusione della mattinata, è arrivata la fresca ventata dei leggiadri gelati della maestra gelatiera Pina IMG_20160912_192831_1Molitierno, di Vanilla Ice Lab di Caserta, che per l’occasione ha presentato ben quattro gusti diversi, spaziando tra le note fresche del limone alla speziata intensità dell’uva fragola unita armonicamente a porto e cannella.

    Dopo una rilassante pausa pomeridiana, la serata ha avuto inizio a bordo piscina, aprendo le porte anche al pubblico, e focalizzando l’attenzione sul binomio pizza e champagne.

    Un semplice e ben fatto aperitivo di benvenuto, composto da tre piccoli bocconi (Pallina di baccalà, ceci e limone; Frollino al parmigiano con mousse di barbabietola; Cannolo farcito con carne alla pizzaiola) e due deliziose coppe martini, dove mare e terra si sono fusi armonicamente insieme (Palamita, patate e soia la prima, Burrata, scampi, alici e lattuga la seconda), è stato firmato dal resident chef Luciano Villani.

    Ad accompagnarlo la duplice scelta tra la Riserva Speciale di Birra Amarcord e lo champagne Veuve Clicquot Rich, da servire rigorosamente con ghiaccio e da abbinare a seconda del proprio gusto a frutta e verdura all’insegna dell’attuale Mixology.

    La cena vera è propria ha visto Enzo Coccia come primo protagonista, che ha presentato due appetitose pizze fritte, l’Ippolito Cavalcanti, farcita con pomodorini del piennolo saltati in padella, alici fresche, origano e la Scapece a base di zucchine alla scapece, mozzarella affumicata di bufala, lardo di Colonnata e pepe, alleggerite dalle bollicine del “R” De Ruinart brut. E’ stato poi il turno di Franco Pepe, che si è alternato con i due pizzaioli fuori casa, il veneto Renato Bosco e il romano Giancarlo Casa.

    IMG_20160912_201336Franco Pepe si è esibito in due suoi classici caratterizzanti il suo territorio, La Margherita Sbagliata a base di mozzarella di bufala DOP, riduzioni a crudo di pomodoro riccio e basilico, olio extra vergine d’olive caiazzane e I profumi del Matese con fiordilatte, formaggio del Matese, funghi porcini, origano del Matese, pomodorino al forno aromatizzato. Renato Bosco ha invece deliziato i palati con una doppia versione del suo Doppio Crunch, una sorta di focaccia alta e croccante, la prima farcita con Monte veronese e mortadella di Prato, mentre la seconda con ricotta di bufala e porchetta di Ariccia. Anche qui la fresca bevibilità e la profondità del Moët & Chandon Impérial ha reso leggiadre e gradevolissime le pizze proposte. Giancarlo Casa, ha dato riconoscibilità alle sue due pizze con la Pizza “Romana” a base di pacchetelle di San Marzano, fior di latte di Morolo del Caseificio Scarchilli fatto a mano a latte crudo, filetti di acciughe del Cantabrico e origano e la Pizza “Krug per Roma” con raclette, verza e patate stufate nel forno a legna, salsa carbonara e lardo picato “Re Norcino”, che hanno visto in abbinamento lo champagne Rosé della nota Maison Veuve Clicquot.

    Non poteva mancare la dolce conclusione, che ha rivisto la grintosa e gioviale maestra gelatiera Pina Molitierno protagonista di questo momento, deliziando gli ospiti con i suoi gelati al gusto Fichi e mandorle, Uva fragola con porto e cannella, Cioccolato con nocciola e rum e l’intramontabile Limone, accompagnati dai liquori dell’Antica Distilleria Petrone e da una selezione di miscele di caffè Nespresso.

    Un doveroso ringraziamento va a tutti i protagonisti della intensa giornata, con una particolare nota di merito ai sommelier dell’A.I.S. che hanno brillantemente gestito la serata, al direttore della chic Raffaele Geminiani, per l’idea di questo divertente e condiviso laboratorio creativo in movimento e alla efficace e puntuale gestione comunicativa della giornalista Laura Gambacorta.

     

    22 Settembre, Pizzerie d’Italia 2017 on tour

    Pubblicato da aisnapoli il 19 - settembre - 2016 Commenta

    imageIl Palazzo Caracciolo – MGallery by Sofitel ospita l’evento Aperi-DIVO, Il Gusto protagonista di Pizzerie d’Italia 2017.

    In occasione della presentazione della guida Pizzerie d’Italia 2017 del Gambero Rosso, Napoli celebrerà la vera protagonista della giornata del 22 settembre, la pizza, con “Aperi-DIVO”, un evento glamour e gourmet realizzato da Città del gusto Napoli nella prestigiosa location di Palazzo Caracciolo.

    Dedicato ad un vasto pubblico di appassionati ed esperti, l’Aperi-DIVO sarà un aperitivo esclusivo che metterà a confronto un parterre dei migliori maestri pizzaioli, selezionati dal Gambero Rosso, che delizieranno i palati con pizza napoletana, pizza fritta, pizza a metro e pizza all’ italiana, proponendo un vero e proprio viaggio nel mondo dell’arte bianca ed un percorso di degustazione d’eccellenze. La serata è stata ideata con l’intento di permettere ai partecipanti di assaggiare differenti tipologie di pizza, esaltate dal Chiaretto del Consorzio Tutela del vino Bardolino Doc, l’abbinamento ideale per la pizza nelle sue varie espressioni e per accompagnare un appuntamento all’insegna del gusto e della qualità, quale l’Aperi-DIVO.

    L’evento avrà inizio alle ore 19:00 e costituirà uno dei momenti più rappresentativi di una giornata in cui la città diventerà il punto di incontro dei curiosi, dei professionisti e di tutti coloro che apprezzano uno dei vanti del made in Italy nel mondo, la pizza, mettendo d’accordo lo stivale da nord a sud Italia nell’ottica di una condivisione di emozioni e suggestioni e ovviamente del gusto.

    Vi aspettiamo al Palazzo Caracciolo, Via Carbonara 112 – Napoli
    Giovedì 22 Settembre 2016 dalle ore 19:00

    Prezzo € 20,00 per persona (Ingresso, degustazione di pizze e vini)

    Per info e prenotazioni:
    Palazzo Caracciolo: Tel. 081 0160111 – 081 0160601 – h5565-sl@accor.com

    Gambero Rosso: Tel. 0813119800 – 3381691727 – napoli@cittadelgusto.it

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    Fenomeno “le Charcutier”

    Pubblicato da aisnapoli il 16 - settembre - 2016 Commenta

    14199443_10210888813400777_7460896465994392448_nDi Michela Guadagno
    Stasera un privilegio per chi c’era, assistere in diretta davanti ai propri occhi ad un quadro degno del teatro classico napoletano, solo svolto ai giorni nostri, ah se ci fosse stata una telecamera portatile… Sarà forse che la data era una cabala venerdì 9/9, sarà che il pianeta benefattore Giove entra così beneagurante nel segno benefico della Bilancia, si assiste a quello che definiamo “street food” – “originally very well” dice Lello Tralice, nell’accezione più sincera del termine.

    14322634_10210888814280799_1525805508425233994_nDunque, il fatto: Aperitivo Gourmet BUONO da Salvatore Cautero in Napoli, Caseari Cautero sas Via Matteo Renato Imbriani 1, dice Google Map,  per chi è verace affezionato è l’incrocio dove via Salvator Rosa si trasforma da una parte in piazzetta Pontecorvo e dall’altra sale verso Mater Dei. Stasera erano in menu (copio testualmente dall’evento su FB) mozzarella mozzata a mano del caseificio Agnone di Cancello Arnone, mortadella di suino Mangalica, ‘e purpettt ‘e mamma’, allardiat ‘e papà, e in degustazione Vigna Segreta Falanghina Mustilli, Fontanavigna Pallagrello bianco Terre del Principe; in start Blanquette de Limoux e poi tanto per gradire Pallagrello nero Casolare Divino  e Pinot noir de Bourgogne.

    14184394_10210888813560781_614087982930555276_nPassa un terzetto di persone: «scusi ma qui si mangia?», «sì certo, accomodatevi», attratto dalla padellata di polpette al sugo che pippiava sulla piastra a induzione. Dopo un po’ arriva una coppia, diretta ad un concerto a Materdei di Peppe Servillo: «avevamo un desiderio del tipo “ambrogio ferrero rocher”, sarei andato dal senegalese a mangiare un piatto di riso ma ho visto le polpette irresistibili, possiamo?», «certamente». Altro giro altra corsa, il terzo gruppetto arriva più tardi, l’allardiat’ ‘e papà andava che era una bellezza, e anche i signori si fermano, compiacente anche il loro cane Margot.

    Finale: estemporanea spontaneità, roba che solo a Napoli, ai tavolini su un marciapiede con luci da atmosfere bohémiennes da bistrot a Montmartre, io l’ho visto, lieta di esserci e contenta di raccontarlo.
    ah ps, Salvatore emozionato, scrivetelo ad Alessandro Scrivo.

    275f46_5a0e91a17e3642829eadf182948edb4c“Vigna Madre. All’Origine del piede franco”

    Venerdì 16 settembre 2016, nell’ambito della XI edizione di Malazè, la famiglia Di Meo, vignaioli da generazioni, vi attende per attraversare insieme vigneti storici e nuovi impianti.
    Guidati da Vincenzo Di Meo, degusteremo dalla versione tradizionale del Campi Flegrei Piedirosso, ad una selezione di Vigna Madre. Quest’ultima porta in bottiglia il segreto di un fazzoletto di terra ricco di viti centenarie, a piede franco, censite come storiche dalla Regione Campania.
    In abbinamento, i gustosi e semplici manicaretti di Salvatore Di Meo, preparati secondo le ricette della tradizione contadina flegrea, opportunamente rivisitate.
    Ad intrattenere gli ospiti, sarà “Napoli Express”, spettacolo tra musica e teatro con Michela Guidone, Placido Frisone e Mario Cangiano, con cui faremo tappa nei luoghi in cui è nata l’arte napoletana, avvolti dal brio del varietà di inizio ‘900.

    Appuntamento alle 19:00
    Per info e prenotazioni rivolgersi ai numeri 329.6007442 – 081.8688778
    Ticket di partecipazione:
    € 25.00 a persona
    € 15.00 bambini

    La Sibilla
    www.sibillavini.it
    accoglienza@sibillavini.it
    Via Ottaviano Augusto, 19
    Bacoli – Napoli

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    L’eroico viticoltore

    Pubblicato da aisnapoli il 14 - settembre - 2016 Commenta

    14040180_1097860106949018_1542814048076678946_nDi Dario Buonfantino
    Sono davvero tanti anni che villeggio ad Ischia ma soltanto negli ultimi sto iniziando a capire di cosa é fatta realmente quest’isola grazie ai racconti di chi ci vive da generazioni. Un’isola innanzitutto contadina e poi, soltanto dopo, di pescatori.
    Ieri al tramonto, quasi per caso, ho provato a bussare alla porta di una cantina di Campagnano per provare qualche buon vino e curiosare in un mondo che conosco pochissimo ma che trovo indiscutibilmente affascinante; un buon vino, infatti, non è mai frutto di casualità ma è un’insieme di elementi naturali (terreno, acqua, umidità, altitudine, latitudine…) e di intervento umano (le braccia del viticoltore, i consigli dell’enologo…) che, fondendosi sapientemente, riescono talvolta a dar vita a sapori davvero raffinati.
    Insomma, mi ha accolto con indescrivibile ospitalità Antonio Mazzella, un piccolo grande uomo di 70 anni dalla forma fisica invidiabile (di bassa statura e tonico come un ventenne), dalla grande tempra e dalla inimmaginabile saggezza. Un uomo che ama parlare, conoscere, farsi conoscere e che mi ha offerto uno spaccato della vita di un viticoltore appassionato che rispetta la terra (basti pensare che fissa le viti ai pali di legno soltanto con lacci di canapa o rametti flessibili per evitare poi di inquinare il terreno con plastica e porcherie varie) e che la coltiva con metodi antichi producendo uno dei vini migliori dell’isola e, secondo me, di tutti i Campi Flegrei. Basti pensare al bianco Vigna del lume. Ieri sera, dopo una verticale dei suoi vini prelibati, c’ho provato e gli ho chiesto se fosse stato possibile visitare la vigna e lui mi fa: “Guaglio’ volentieri ma ti ‘a scetá presto… ‘e ssei ja sta’ accá!”. Penso: “Queste sono occasioni che vanno prese al volo” e accetto volentieri coinvolgendo anche mio padre in questa passeggiata.
    14089155_1096780850390277_2447736710847805106_nPassa la notte e suona la sveglia. Un caffè al volo, 3 biscotti mangiati all’impiedi e siamo già in auto e, dopo 10 minuti, incontriamo Antonio. Lungo la strada resto sedotto da quello che da anni considero lo squarcio panoramico più bello di tutto il Golfo di Napoli. Da Campagnano mi si para dinanzi un sole rosa che inizia timidamente a scaldare l’aria sorgendo alle spalle del Vesuvio. Il mio sguardo si perde tra gli scogli di Sant’Anna, il Castello Aragonese, l’isolotto di Vivara e poi Procida, Capo Miseno e Sua Maestà il Vesuvio che da lontano tutto abbraccia mentre una piccola barca solca per prima le acque di un caldo mare di fine agosto.

    Si comincia. Antonio ci saluta e ci porta subito nella cantina dove invecchiano buona parte dei suoi nettari. Ci spiega l’importanza di essere affiancati da un bravo enologo per fare un buon vino. Ci dice che il suo, il prof. Luigi Moio, un giorno gli disse: “Antó, se vuoi fare un vino buono, tu pensa all’uva che io penso al vino“.
    Dopo poco saliamo sul suo piccolo e sgarrupato furgoncino e ci inoltriamo su per una strada assai ripida. Quando l’asfalto cede il passo alla terra, solo allora parcheggiamo. Dopo aver aiutato Antonio a fare manovra in uno spazio davvero troppo angusto, lasciatogli da un vicino noncurante che ha provocato la sua repentina, netta e quasi indecifrabile ira, si calma e ci fa: “Iammunì!”.

    14117967_1097860286949000_2395969582068609981_nIl sentiero é irto e scivoloso ma lui lo affronta con ai piedi dei sandali. Per noi, invece, scarpe da trekking e mani ben strette a delle corde ancorate sui lati di una parete a dir poco friabile. Dopo poco mi rendo conto di quanto sia difficoltoso l’accesso a questo vitigno per via dei suoi sentieri impervi e per cui bisogna essere dotati non solo di smisurata passione ma anche di un tocco di sana follia se lo si vuole coltivare. Come la definisce Antonio, qui si tratta di viticoltura eroic”. L’unica acqua a disposizione é quella che piove dall’alto. L’uva raccolta durante la vendemmia, che Antonio preferisce fare in un solo giorno con l’aiuto di circa 30 persone, viene caricata tutta su un piccolissimo carretto cingolato che deve necessariamente fare più viaggi. Si sale e si scende, si sale e si scende tra sentieri in aperta campagna finché non ci si para dinanzi lo spettacolo nello spettacolo: una vista mozzafiato dall’alto dell’insenatura che precede la Punta San Pancrazio e poi ancora vitigni in espansione verticale che sfruttano ogni fazzoletto di terra sfidando la forza di gravità.

    Antonio ci spiega le immense difficoltà da affrontare quando le Istituzioni non fanno nulla per darti una mano e quando anche i concittadini isolani (che appella serenamente come “brutta razza”) non collaborano mettendo insieme le forze per portare in alto la Doc Ischia. Inoltre ci dice che: “Nisciun chhiù vo’ zappá ‘a terra” per cui, a momenti, teme di dover portare con sé i segreti di un lavoro fatto di tanti piccoli accorgimenti e che certo non si può tramandare in qualche mese. I figli, Nicola e Vera, hanno un ruolo fondamentale in cantina e per l’aspetto commerciale. Ma al di là dei tanti aneddoti che ci racconta è dietro il suo ripetere: “Dottó, je non so gghiuto a scola ma non so strunz…” che si nasconde tutta la verità su quest’uomo che é stato plasmato dalla terra e con lei e per lei vive rispettandola profondamente! E la terra rispetta lui regalandogli un’ottima uva Biancolella, dei fichi strepitosi e tanto altro ancora. Un uomo tutto d’un pezzo, saggio, che nel suo passato ha saputo cedere la responsabilità di alcuni passi importanti ai figli, che sa consigliare ma sa farsi da parte. Un uomo che sgrana gli occhi ed il cuore quando passeggia in quel terreno tanto impervio quanto spettacolare dove realizza se stesso in armonia con tutto il resto.
    14102326_1097860416948987_7574630112268955647_nAd un certo punto, decide di cogliere dei fichi e un po’ d’uva da tavola per regalarcela. Sale su un albero con una dimestichezza tale da ricordarmi a tratti l’uomo primitivo.
    Nel silenzio di quel momento eravamo così vicini eppure così lontani perché provenienti da mondi completamente diversi. Lo guardo, lo ascolto, lo ammiro e un po’ lo invidio perché, chi, come me, vive in città, troppo spesso non ha quel necessario contatto con la Natura che da solo basterebbe a farti uomo. Vedevo da una parte mio padre e dall’altra Antonio! Quanto erano diversi, anche nell’aspetto, eppure quanto erano simili perché ad entrambi la vita, attraverso percorsi differenti, aveva insegnato le stesse cose. Due uomini fatti! Così tosti eppure così teneri. Si, perché Antonio si é improvvisamente “sciolto” quando, per un attimo, ha parlato della moglie che non gode più di ottima salute mentre gli occhi gli si gonfiavano di lacrime.

    Certe passeggiate cominciate così, per caso, finiscono con l’essere già parte dei tuoi ricordi diventando quelle esperienze che ti insegnano più di tanti libri. Non ho ringraziato abbastanza Antonio che si è congedato con un: “Scusate le chiacchiere!” perché purtroppo a volte freno le mie emozioni ma non saprei ringraziarlo mai abbastanza per avermi concesso di entrare per qualche ora nel suo piccolo, semplice, grande mondo e gli auguro, dentro di me, quella pioggia di fine stagione che più volte ha invocato per un’ottima annata.

    29 ottobre, Guida Vini 2017 si presenta a Milano

    Pubblicato da aisnapoli il 13 - settembre - 2016 Commenta

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