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    Guglielmo Vuolo lascia Eccellenze Campane

    Pubblicato da aisnapoli il 22 - novembre - 2017 Commenta

    guglielmovuolo_ritrattoGUGLIELMO VUOLO LASCIA ECCELLENZE CAMPANE
    Concluse le nozze tra il maestro napoletano e il gruppo di Paolo Scudieri

    Si conclude la collaborazione del Maestro pizzaiolo napoletano Guglielmo Vuolo con Eccellenze Campane, il Polo enogastronomico che fa capo all’imprenditore Paolo Scudieri, presidente del gruppo internazionale Adler.
    “E’ stato un periodo intenso di lavoro, quello inaugurato nel 2014 quando Paolo Scudieri mi scelse con ‘eccellente’ per rappresentare la pizza nel nuovissimo Polo di via Brin” racconta Vuolo. “Lascio – conclude il Maestro pizzaiolo – con la certezza di aver fatto un ottimo lavoro e di aver difeso sempre con determinazione I valori che contraddistinguono la mia carriera: passione e integrità, per una pizza che parli di me e della mia tradizione familiare”.

    In questi anni Ia pizzeria di Eccellenze Campane a via Brin, e poi quella del Mare, avviate sin dalla creazione del Polo nel 2014, da Vuolo con il supporto in cucina di sua moglie Stefania, hanno raccolto il consenso unanime degli addetti al settore e sono state premiate nelle migliori guide di settore e citate in svariati lavori editoriali sulla pizza napoletana.

    Guglielmo Vuolo, in questi giorni a in Svezia – in rappresentanza dell’Associazione Verace pizza Napoletana (AVPN) della quale è Consigliere nazionale, Fiduciario regionale e Capo Istruttore – per una iniziativa a favore dell’inserimento dell’Arte della pizza napoletana nella lista del Patrimonio Unesco, sarà nei prossimi mesi impegnato in svariate missioni internazionali.
    Mentre è imminente la apertura del suo Guglielmo Vuolo a Verona, in zona Fiera, che lo vede partner dell’imprenditore Marco Dolci e del suo Assaporito.
    La pizza napoletana del Maestro arriva in Veneto con I grandi prodotti di artigianato alimentare che ha selezionato in questi anni.
    Su tutti I pomodori della sua Carta dei Pomodori o l’acqua di mare con cui ha creato il primo impasto iposodico amico della salute verace italiano. E molti altri.

    GUGLIELMO VUOLO. PROFILO
    Classe 1960, napoletano, Guglielmo Vuolo è un pizzaiolo che vanta 40 anni di esperienza nella lavorazione della pizza napoletana. In questi anni ha collezionato innumerevoli start up di successo nel mondo, Pizza cooking, laboratori, test di prodotti, corsi e, soprattutto, milioni di ore di lavoro su impasti e farciture. Tra i suoi ultimi studi, la pizza con impasto all’acqua di mare 100% Made in Italy, amica della salute. A basso contenuto di cloruro di sodio, ma ricca in potassio, e lievitato dalle 12 alle 20 ore a temperatura ambiente. E’ Consigliere nazionale, Fiduciario regionale e Capo Istruttore della Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN).

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    Di Roberta Porciello
    Giovane e appassionato, competente e disponibile, la nuova generazione della macelleria Pastore ci apre le porte della Braceria: è Luca, 27 anni, con anni di gavetta accanto al padre e tanta voglia di migliorarsi. Siamo al civico 58 di via Michelangelo da Caravaggio per una serata tra carni di qualità e oli pregiati: “Dalla Puglia alla Prussia tra oli e carni”, organizzata dalla giornalista enogastronomica Laura Gambacorta. Un intenso e inebriante odore d’olio, un olio pugliese che racconta un territorio e la storia dalla produttrice Maria Francesca Di Martino dall’azienda Schinosa di Trani. Nella Masseria Schinosa si produce olio extra vergine d’oliva fin dal 1647 ma è dal 1995 che Maria Francesca e Ludovica Di Martino hanno ereditato dai nonni questa tradizione oltre al grande amore per la terra e gli olivi di Puglia. Degustazione tecnica per appassionati e addetti ai lavori, si parte riscaldando l’olio per apprezzarne l’aspetto olfattivo, un intenso sentore di foglia di pomodoro accompagna le prime olfazioni, per poi effettuare il cd. “strippaggio”, e valutare il gusto: un gradevole equilibrio tra amaro e piccante, un “sorso” piacevole, che ha convinto anche i più scettici, non abituati a degustare l’olio con questa modalità. Un olio, certo delicato, ma che non difetta di carattere, e che si è trovato a suo agio nell’abbinamento con la bruschetta con il semidry di Corbarino Rare Bontà e ricotta. Insomma un ottimo inizio… “bagnato” anche dal vino Gelso Bianco di una piccola e giovane azienda giovane, il Podere 29 di Borgo Tressanti, situata alle porte di Cerignola nel Foggiano. Si tratta di un fiano minutolo in purezza dagli immediati profumi di frutta a polpa bianca intrisa di ricordi esotici; molto “femminile” nelimg_20171106_233813 suo muoversi sinuoso nel palato. Lo abbiniamo all’ottima tartare di Fassona piemontese con lingue di suocera. Finalmente le piastre sono pronte e altrettanto lo è Luca per cuocere la carne e mettere a confronto l’ entrecôte di Black Angus con la costata di Manzetta Prussiana per un incontro-scontro di gusto. Particolarmente tenera, l’entrecôte con tutta la scioglievole dolcezza del grasso di marezzatura, ovvero le infiltrazioni di grasso nei muscoli che sono indice di alto valore qualitativo della carne. E poi la Manzetta dell’azienda Jolanda De Colò, con la carne proveniente dai piccoli allevamenti nel nord della Polonia, dove vengono allevati animali che, alimentati in modo specifico, danno vita ad una carne dalla marezzatura più intensa, ovvero di più elevata qualità e un sapore che non si dimentica. Verdure grigliate per contorno e un bel bicchiere di Puglia con il Nero di Trois Gelso d’Oro, Podere 29, un bouquet variegato e complesso, profumi di confettura di ciliegie abbracciano rintocchi floreali e un finale di bocca, morbido e strutturato, ingentilito da nitide e persistenti note speziate. Un finale con i fiocchi con un dolce preparato ad hoc dal pasticcere Mario di Costanzo con olio, cioccolato e sale di maldon, gusto e bellezza che si fondono in una creazione di un artigiano della pasticceria moderna.

    Sensazioni, emozioni, e bontà in una serata che si chiude con tutti i protagonisti davanti a un torta con fragoline e crema chantilly.

    Un sorso di Sicilia da Cap’Alice per Storie di Vino e Vigne

    Pubblicato da aisnapoli il 17 - novembre - 2017 Commenta

    dsc_1657Di Roberta Porciello
    In una bella serata d’ottobre da Cap’Alice riprendono con un sorso di Sicilia le cene di approfondimento e di gusto: per “Storie di Vino e Vigne” Mario Lombardi e Marina Alaimo ospitano Paolo Caciorgna, marchigiano per nascita, siciliano per amore. Dal 2005, grazie all’amico Marc De Grazia, proprietario dell’azienda etnea Tenuta delle Terre Nere, conosce e si innamora del paesaggio scolpito da questo maestoso vulcano. Approfittando del clima conviviale della serata ci racconta i suoi primi approcci, lo studio, l’amore per quell’uva che i siciliani chiamano niuriddu mascalisi e la ricerca ossessiva del giusto appezzamento per trasformare il suo pensiero, la sua visione nel suo vino. Trova finalmente un posticino sulle pendici del versante nord del gran vulcano, un gioiellino con vigne di oltre 100 anni…e il nome vien da sè: N’anticchianu pucurill diremmo noi, a identificare un vino che sappia esaltare quell’intimo legame tra il nerello mascalese e questi terreni, dopo una saggiadsc_1664 maturazione in piccole botti e un affinamento in bottiglia come avviene per i grandi vini d’Oltralpe; cercando di far convivere la finezza dell’espressione aromatica, con una buona struttura e un’ottima bevibilità. Sei calici, sei bottiglie [di cui 5 magnum], per un excursus temporale che va dal 2007 al 2013. Come di consueto partiamo dalla più datata… La 2007, è stata un’annata equilibrata con una buona vendemmia di inizio ottobre che ha regalato un vino di grande complessità dal naso espressivo, ricco di spiccate note terziarie che avvolgono nuance di frutta rossa e di sottobosco, e con un tannino che mostra il suo carattere al palato. L’annata 2008 ha esaltato, ai massimi livelli,  il frutto che si offre pieno e disponibile con accenni tropicali, grazie a una vendemmia di fine ottobre, con un turbinio di sensazioni, odori e ricordi, figli di un territorio vivo e vitale; il sorso è nobilitato dal perfetto equilibrio tra i tannini setosi e la giusta acidità. La 2009 soffre di un andamento climatico bizzarro, prima con temperature elevate e poi da piogge di lunga durata, si avvicina un po’ alla 2007, restituendo un vino di nerbo e personalità, e un palato reso vibrante da un’energica acidità. La 2010 è una grande annata, che ha “prodotto” un vino piacevole nel tatto e armonico nell’insieme, che avrà ancora da raccontare per molti anni a venire: con gelso e mora che giocano a rincorrersi al naso e una bocca calibrata e puntuale. Vigoroso il sorso della 2011, che mostra forza e vivacità, preciso nel gusto, immediato e riconoscibile; con frutti rossi e ribes nero e mora che si intrecciano a tabacco, liquirizia e nuance balsamiche. La 2013, annus horribilis, ma c’è stata una grande selezione in vigna; ed dsc_1632ecco un sorso molto centrato sul frutto, dai toni dolci, e con una grande corrispondenza tra naso e bocca. Probabilmente proprio a causa di un’annata piovosa ci ritroviamo un calice più scarico con tannini più impalpabili. Abbiamo fatto un percorso “etilico” assai divertente, in un continuo saliscendi, grazie a sei vini che raccontano l’identità di un territorio ma adesso dobbiamo lasciare spazio alla tavola e Mario è sempre pronto e all’altezza, ma questa volta si è superato con la regina della cucina napoletana, sua maestà la Genovese, con una cottura degli ziti assolutamente perfetta, e poi continuare con il baccalà ai pomodorini gialli e rossi del Vesuvio dell’azienda Giolì.

    Alla prova della tavola il gioco degli abbinamenti ha visto prevalere su tutti la 2010 seguita, a un’incollatura, dalla 2008. Terminiamo la serata con un tocco di autunno: un tortino di cioccolato fondente con castagne, panna e cacao.

    Vi segnaliamo intanto il prossimo appuntamento 30 novembre con Barolo Borgogno, ne vedremo delle belle.

    “Ci sono allori qui, cipressi snelli l’edera oscura, l’uva dal dolce frutto e l’acqua fresca, divina ambrosia che il boscoso Etna fa scorrere per me dalla sua neve candida”

    Nave Errante, salpa al FICO la pescheria-ritrovo

    Pubblicato da aisnapoli il 17 - novembre - 2017 Commenta

    la-nave-errante-_-2San Gregorio Ristorazione e LPA Group
    Dal “porto” di Eatalyworld Fico è salpata la Nave Errante.
    Una pescheria-ritrovo dove scoprire e assaggiare il mondo del mare con un calice di DUBL

    Il varo ieri mercoledì 15 novembre. Tavoli, vasche, librerie, bottiglie e un vero e proprio equipaggio in un’atmosfera magica e leggera. La Nave Errante è un ristorante, è una pescheria, è un approdo nel grande mare gastronomico di F.I.CO ed è un posto dove appassionarsi ad un alimento prezioso come il pesce. Il pescato freschissimo è quello che la ciurma di LPA Group seleziona, esclusivamente dalle acque del Mar Mediterraneo, e porta ogni mattina sul banco della Nave Errante. Qui in un percorso didattico e gustativo, i pesci vengono spiegati e lavorati a vista dagli chef del ristorante e possono essere gustati sotto forma di veri propri piatti – o in versione street food – dove è semplicemente la materia prima a essere protagonista.
    Nei bicchieri – quasi a suggerire le spumeggianti onde del mare – le bollicine DUBL, lo spumante che declina i vitigni campani Greco di Tufo, Falanghina e Aglianico, in cinque eleganti metodo classico: DUBL Brut, DUBL Rosato, DUBL + Millesimato, DUBL ESSE e DUBL ESSE Rosato, offrendo l’abbinamento perfetto per ogni fantasia dello chef.

    Tutti a bordo, si parte!

    San Gregorio Ristorazione.
    San Gregorio Ristorazione (www.sangregorioristorazione.it), è il ramo di Feudi di San Gregorio che si dedica all’arte della gastronomia. Ha ideato e realizzato diversi format di successo come il San Gregorio Ristorante e il DUBL Bar all’aeroporto di Capodichino, il DUBL Ristorante sul lungomare di Salerno e il Bistrot presso la Rinascente di Roma. Il filo conduttore di questi locali è l’amore per la qualità delle materie prime e, naturalmente, la passione per il vino. L’abbinamento fra vini e cibo è al centro di tutti i format, che si tratti di locali dedicati agli spumanti Metodo Classico DUBL o ai vini Feudi di San Gregorio.

    LPA Group, leader di mercato nel settore dell’ittico fresco, alleva e commercializza da oltre 20 anni i migliori pesci del Mar Mediterraneo e in particolare orate e branzini. LPA Group, guidato dalla famiglia Scauzillo, ha creato allevamenti unici nel loro genere, realizzati in acque incontaminate come “RiservAzzurra” nel Parco Nazionale del Cilento, “Maristanis” nel Golfo di Oristano e “SikelíAlleva” nei mari Siciliani e garantisce ogni giorno una straordinaria qualità e sostenibilità del proprio pescato.

    2-3 Dicembre, RE PANETTONE® al Grand Hotel Parker’s

    Pubblicato da aisnapoli il 17 - novembre - 2017 Commenta

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    DIECI VOLTE RE PANETTONE®
    La prima e più autorevole kermesse dedicata al Panettone compie 10 anni

    A Milano X edizione, 25 e 26 novembre 2017
    A Napoli III edizione, 2 e 3 dicembre 2017

    Un traguardo importante per Re Panettone quest’anno: Decima edizione milanese e Terza napoletana. Per due fine settimana, il 25 e il 26 novembre a Milano, e il 2 e il 3 dicembre a Napoli, torna la più autorevole kermesse dedicata al Panettone, ideata da Stanislao Porzio. Entrambi gli appuntamenti prevedono, come è ormai tradizione, esposizione e vendita, momenti di degustazione, incontri con i pasticcieri, approfondimenti tematici e laboratori sensoriali. Saranno quaranta e più i pasticcieri a Milano e venticinque a Napoli, selezionati secondo regole rigorose, ciascuno con il proprio banco espositivo e il proprio ventaglio di proposte: dal Panettone tradizionale a quello più innovativo. Un’occasione unica per degustare e acquistare il meglio della produzione artigianale nazionale.

    La Decima Edizione Milanese si svolgerà il 25 e 26 novembre nella nuova sede, la Fabbrica Orobia 15, sita in via Orobia 15, uno spazio che ha tutto il fascino dell’archeologia industriale e tutti i metri necessari alle tante attività previste. La Fabbrica si trova nel nuovo distretto arte-cultura-moda di Milano, a due passi dalla Fondazione Prada. Il programma della due giorni è ben assortito: una giuria di esperti assegnerà il Premio al miglior panettone e al miglior lievitato innovativo; spazio anche al panettone “fatto in casa” con la Classifica dei migliori panettoni casalinghi con giuria di maestri pasticcieri; infine prove d’Artista, show cooking con maestri pasticcieri che si esibiranno nella preparazione di pasticceria lievitata con i forni di Moretti Forni; i Laboratori Crescendo, rivolti ai più piccoli e tenuti da maestri pasticcieri. In particolare la decima edizione meneghina presenta due novità importanti: il lancio della Certificazione Re Panettone® e La Notte Bianca del Panettone. La Certificazione Re Panettone® è un’iniziativa pensata per offrire agli amanti del dolce milanese prodotti freschi, naturali e artigianali non solo durante l’evento, ma tutto l’anno, presso le sedi dei pasticcieri aderenti. L’elemento distintivo dei prodotti certificati tutto l’anno sarà un bollo con ologramma. La Notte Bianca del Panettone prevede il prolungamento dell’orario di apertura di sabato 25 novembre fino alle 2.00 di domenica 26, per dare spazio ad aperitivi, cena e cocktail, accompagnati da panettoni salati e altre specialità.

    A Napoli Re Panettone si svolgerà nei giorni 2 e 3 dicembre nei saloni del Grand Hotel Parker’s al Corso Vittorio Emanuele 135. Giunto al Sud, grazie all’intuizione di Donatella Bernabò Silorata, Re Panettone Napoli si conferma appuntamento di riferimento per tanti pasticcieri e cultori del grande lievitato delle feste. Venticinque i pasticcieri che parteciperanno a questa terza edizione provenienti da varie regioni italiane. Accanto alla mostra mercato nella Sala Ferdinando dello storico hotel sarà allestita una postazione con i forni di Moretti Forni per lo svolgimento delle Prove d’Artista e le preparazioni live di alcune chicche della pasticceria lievitata. Anche quest’anno verrà assegnato da una giuria di esperti addetti ai lavori e con la collaborazione degli studenti dell’Istituto Alberghiero Elena di Savoia di Napoli il Premio Re Panettone® Napoli ai migliori panettoni innovativi. Come di consueto a cornice della manifestazione ci sarà il wine bar curato dall’Associazione Italiana Sommelier, Delegazione di Napoli, e Wine&Thecity dove sarà possibile degustare, in abbinamento ai panettoni, una selezione di vini dolci, passiti e spumanti del Consorzio di Tutela dei Vini del Sannio e le grappe di Distilleria Marzadro. Per la prima volta quest’anno a re Panettone ci saranno anche tre laboratori in cui i Sommelier dell’Ais – Associazione Italiana Sommelier guideranno una degustazione di tre assaggi in abbinamento ad altrettanti panettoni. I laboratori che si svolgeranno in una saletta del Grand Hotel Parker’s allestita con appositi banchetti saranno riservati ad un max di 20 persone per volta.
    Si conferma sia per Milano che per Napoli la formula di ingresso libero alla kermesse con la possibilità di acquisto di panettone al prezzo bloccato di 25 euro al kg.

    MILANO X Edizione
    Date: 25-26 novembre 2017
    Orari: Sabato 25 novembre dalle 10,00 alle 2,00 – Domenica 26 novembre dalle 10,00 alle 19,00
    Sede: Fabbrica Orobia 15, via Orobia 15
    Ingresso: su invito scaricato gratuitamente dal sito www.repanettone.it
    Sponsor:
    Associazione Amici del Panettone
    Molino Dallagiovanna
    Moretti Forni, che sosterrà le Prove d’Artista fornendo i suoi forni
    Giuso
    Caffè Toraldo
    Comieco
    DRG Systems

    Organizzazione:
    Amphibia di Stanislao Porzio

    NAPOLI III Edizione
    Date: 2-3 dicembre 2017
    Orari: Sabato 2 dicembre dalle 11,00 alle 21,00 – Domenica 3 dicembre dalle 11,00 alle 19,00
    Sede: Grand Hotel Parker’s, Corso Vittorio Emanuele, 135
    Ingresso: libero
    Sponsor:
    Molino Dallagiovanna
    Moretti Forni, che sosterrà le Prove d’Artista fornendo i suoi forni
    Giuso
    DRG Systems

    Organizzazione:
    Amphibia di Stanislao Porzio e Dipunto studio

    Per informazioni: 02 2048 0319, 349 8469 856.
    Ufficio stampa Dipunto studio www.dipuntostudio.it – 081 681505.

    Chiuse le iscrizioni per il Corso Sommelier n.118

    Pubblicato da aisnapoli il 16 - novembre - 2017 Commenta

    soldout1-5-2Chiuse le iscrizioni!
    Abbiamo raggiunto il numero massimo di partecipanti per il Corso Sommelier n.118 di Primo Livello, organizzato dall’Ais Napoli, che inizierà il 30 Novembre all’Hotel Reinassance Mediterraneo Naples. Ci dispiace per le persone interessate che stavolta non siamo riusciti ad accontentare. A breve pubblicheremo la lista degli ammessi: tutti quelli che dovessero trovarsi nella spiacevole situazione di aver già versato il bonifico previsto per la partecipazione al corso di primo livello ma non sono riusciti ad iscriversi possono scegliere l’immediata restituzione del bonifico ovvero ritenersi già iscritti al prossimo corso che partirà tra Gennaio e Febbraio.

    piennoliIl clima temperato della nostra Campania ci concede ancora di godere di un tempo accogliente e di vivere giornate meravigliose lungo la costa. Così mercoledì 15 novembre al bellissimo San Pietro Bistrot del mare a Torre del Greco, dalla terrazza in stile mediterraneo si è svolto il pranzo “A Tavola con i pomodorini Giolì e il Birrificio VentiTRE di Grottaminarda”. Il ristorante è proprio sulla spiaggia nera e a pochi passi dalla scogliera che nei colori ricorda la lava del Vesuvio acquisendo un fascino particolare, trattegiato con colori insoliti. La cucina di mare di Antonio e Mariano Panariello è già ben conosciuta per il loro ristorante del porto Fenesta ‘e Mare, e di recente hanno voluto replicare con il bistrot che offre ottimi crudi, la brace a vista nella sala, piatti con il pescato favoloso che il porto di Torre del Greco mette a disposizione giornalmente. Qui la pesca è una tradizione antica e ha sviluppato una ristorazione che accoglie da sempre gli appassionati della cucina di pesce. Non manca la pizza secondo la tradizione napoletana, con qualche variazione personale legata alla passione per il mare e la pesca. In questa occasione lo chef Alfonso ha reso protagonista di ogni piatto di pesce i pomodorini del Vesuvio gialli e rossi dell’azienda agricola Giol’ di Angelo Di Giacomo, ormai noto per il sapore straordinario dei suoi piennoli. A raccontare le peculiarità dei pomodorini vesuviani al social table è stata l’agronoma e ricercatrice Patrizia Spigno, responsabile del centro ARCA 2010, banca del germoplasma delle varietà orticole e frutticole della Campania. La loro forza si è sviluppata nel corso dei secoli attraverso il lavoro altamente specializzato dei contadini del territorio che li hanno selezionati con cura e competenza. La capacità poi dei pomodorini vesuviani di resistere in arido coltura rende la polpa soda e la buccia coriacea, fattori che consentono loro di durare sui piennoli dalla raccolta estiva fino a febbraio. Angelo Di Giacomo, a San Sebastiano al Vesuvio, è alla quarta generazione di contadini in famiglia e si tramandano i semi , oltre che ai saperi preziosi, di generazione in generazione. Il packaging curato e divertente ha favorito l’inserimento dei suoi piennoli nelle gastronomie di qualità, diventando spesso un oggetto di regalo molto gradito. L’aspetto scientifico e nutrizionale dei pomodorini, della pasta, della birra ed altri prodotti degustati in questa fortunata e allegra tavola è stato affrontato dal professor Michele Scognamiglio, sfatando un po’ di credenze popolari su certi alimenti, con competenza e ironia, come è nel suo stile.linguine-granchio-2
    Il dottor Scognamiglio è autore di pubblicazioni scientifiche e di articoli a carattere divulgativo su aspetti della Biochimica della Nutrizione e Nutrigenomica, sommelier “per dispetto”, biochimico , specialista in Scienza dell’Alimentazione e Nutrizione Applicata, Specialista in Patologia e Biochimica Clinica presso il Dipartimento Immunoematologia Università della Campania Luigi Vanvitelli. Le birre artigianali del Birrificio VentiTRE si sono fatte ampiamente apprezzare in abbinamento ai piatti di mare. Anche questa è una bella storia di giovani che a piccoli passi conquistano il mercato con presenze sempre più frequenti in ristoranti e pizzerie attente alla qualità e alle espressioni territoriali. Jacopo, Jenni e Clementina a Grottaminarda hanno dato spazio alla loro passione per il mondo brassicolo ed in breve tempo da homebrewers si sono trasformati in produttori. Acqua delle sorgenti irpine, pregiata, abbondante e stabile nel tempo sono un valore aggiunto importante. La birra VentiTRE, realmente artigianale, è prodotta nel modo più naturale possibile, nel rispetto del prodotto e delle materie prime utilizzate, del consumatore e dell’ambiente. Per questi motivi le birre non subiscono processi di filtraggio o pastorizzazione e sono realizzate impiegando esclusivamente prodotti selezionati quali malti e luppoli di assoluta qualità. All’interno del laboratorio il 100% del ciclo produttivo avviene utilizzando esclusivamente fonti energetiche ecosostenibili. Perchè 23? 23 litri è stato il volume della prima cotta.
    23 è il numero civico del birrificio a Grottaminarda nelle verde Irpinia
    23 è il giorno in cui da appassionati homebrewers diventano birrificio. A questo punto 23 sembra essere diventato un numero fortunato visto il successo di queste birre che sanno mantenere un timbro elegante e gustoso allo stesso tempo, differenziandosi dalle proposte comuni con una interpretazione personale dovuta alla ricerca accurata delle materie prime da utilizzare e ad una giusta tecnologia indispensabile per raggiungere tali standard qualitativi.

    Il menù
    Welcome
    Mini Babà al basilico con acqua di pomodorino giallo del vesuvio Giagiù e fonduta di provolone del monaco
    calamaro scottato con pizzaiola fredda di pomodorino giallo del Vesuvio Giagiù
    Insalata di pomodorino giallo Giagù pelato con mozzarella di bufala
    Montanara con pomodorino rosso del vesuvio confit e alici di cianciola
    In abbinamento Esperia witbier

    Antipasto
    Baccalà appena scottato con chutney di pomodorino giallo del Vesuvio Giagiù su crumble al basilico e limone
    In abbinamento Esperia witbier
    Primo
    Linguine con granchio fellone e pomodorini rossi del Vesuvio (tipico piatto torrese)
    In abbinamento Aura belgian strong golden ale
    Secondo
    Palamita su pizzaiola fredda di pomodorino rosso del Vesuvio e spuma di provola
    In abbinamento Aura belgian stron golden ale
    Dessert
    Pomodorini gialli e rossi canditi della pastry chef Anna Chiavazzo su cioccolato fondente e sale Maldon
    In abbinamento Uranianoatmeal stout

    Comunicazione e organizzazione
    Marina Alaimo
    Alaimo.marina@libero.it
    Mob. 3401815881

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    Una lezione con Pasquale Palamaro, chef stellato di Indaco, nell’ambito di un percorso esperienziale con i docenti dell’Associazione Italiana Sommelier finalizzato alla conoscenza del metodo di abbinamento Cibo-Vino con l’approfondimento delle tematiche legate alla stagionalità delle materie prime e del mercato di prossimità grazie a incontri “ravvicinati” con il pescatore e la partecipazione, come special guest dello chef del ristorante de L’Albergo della Regina Isabella di Ischia.

    Martedi’ 14 Novembre ore 20.45

    Il Mare di Pasquale Palamaro

    Lo spumeggiante mondo delle bollicine: Metodo Classico e Metodo Martinotti a cura di Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli

    Tema: Lo Chef stellato va al mercato del pesce, l’incontro con il pescatore di Posillipo.

    Abbinamento: La Rana pescatrice con due vini in degustazione.

    Villa Volpicelli Via Ferdinando Russo n.23
    Info e prenotazioni 3201513845