Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 20 apr 2013 al 01 giu 2013 alle ore:

      Ais Campania a Napoli, Master sulla Campania del Vino

      Mancano: 00:00 ore.
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    • dal 24 mag 2013 al 24 mag 2013 alle ore:20:00

      24 Maggio Enolaboratorio Special Edition, Samuel Cogliati e lo Champagne

      Mancano: 2 giorni e 23:44 ore.
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  • Video

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    Di Karen Phillips

    Via Potito Petrone 42 – Largo Pasquale Uva … 85100, Potenza (PZ). Google MapsBingTom Tom!

    Non importava dove inserissi questo indirizzo, mi ha dato sempre lo stessa risultato: il tempo di guida, due ore, più o meno. Quelle due ore mi avrebbero portato fuori dalla “mia” regione Campania, per portarmi in Basilicata, direzione Potenza. Due ore per un pranzo non così tipico da Chef Frank Rizzuti di Cucina del Sud. Un viaggio che ero molto felice di fare per la neo stella Michelin Rizzuti nel suo nuovo ristorante inaugurato nel mese di marzo 2012. Un viaggio che avrebbe continuato la mia formazione in progress dedicata alla Lucania, un viaggio che ha avuto inizio non più di un anno fa, per gentile concessione dello chef. E che mi ha regalato un assaggio della cucina del Sud – Basilicata sytle.

    Sono stato accolto con un sorriso da Rizzuti e mi ha mostrato il suo nuovo posto. Un elegante interno in bianco e nero con tocchi di brillanti ed accoglienti colori qua e là. Un piccolo anticipo di quello che sarebbe stato il mio pranzo… eleganti e delicati sapori assieme a colori vibranti. Ho aperto il menu e ho letto la frase seguente : ”Venite per stare bene…

    Un invito ad entrare, a stare bene, a sentirsi come a casa propria. Un invito che ero pronta ad accettare quando lo chef mi ha fatto servire i suoi antipasti. Inizio con uno dei suoi tardizionali piatti d’autore … un classico della Basilicata.  Acquasale: Uovo, cime di rapa e peperoni di Senise.

    O il suo Sottobosco lucano… un delizioso piatto di sapori del bosco e sapori della terra. Tartufi, funghi, patate, carote e asparagi. Tutt’intorno un magnifico uovo di quaglia a cottura lenta.

    Ancora un assaggio a completare l’antipasto… Rizzuti mi ha mandato un hamburger di agnello con ketchup di peperoni di Senise. Un peperone che ho ritrovato in molti dei suoi piatti. Su di un lato, gnummariedd  (interiora di agnello) gelato.

    I miei primi piatti erano pronti. Ho provato quattro specialità diverse a cominciare dai sapori leggeri e delicati dei ravioli freschi con crema di bufula in brodo di carne.

    Poi un piatto di fusilli con le cime di rapa (ora in piena stagione) e acciughe. Rizzuti ha leggermente spruzzato un po’ di polvere di immancabili peperoni di Senise sulla parte superiore.

    Ho notato un aumento dell’intensità di sapori man mano che procedevo nel pranzo. Come nel mio terzo(!) piatto di pasta…tortelli di agnello con caciocavallo podolico grattugiato.

    Ed infine (forse) il mio preferito della giornata: cavatelli di semolina con gamberi di Porto Santo Spirito, fagioli di Sarconi, e foie gras.

    Restando con il delicato e allo stesso tempo saporito fil rouge, Rizzuti ha scelto per me i secondi da provare. Un piatto che non avevo mai provato prima. Il piccione arrosto con contorno di cime di rapa, carote e olive di Ferrandina.

    Dessert? Certo! A partire da un pre-dessert di crema di latte, pomodori e vaniglia

    Per poi continuare con …millefoglie…variazione di cioccolato…limone assoluto…millefoglie con gelato..e piccoli dolci.

    Un afternoon ricco di sapori del sud. Qualcuno dalla intensità più sfumata… altri invece di grande intensità e personalità. Ma tutti però in perfetto equilibrio. Tutti a rappresentare con orgoglio il Sud … Rizzuti’s SudFrank Rizzuti di Cucina del Sud.

    E tutto vale due ore in macchina in un pomeriggio di domenica

    Frank Rizzuti Cucina Del Sud

    Via Potito Petrone 42 – Largo Pasquale Uva

    85100, Potenza (PZ).

    0971 45506 / 320 6665608

    Versione in Inglese

    Msc Fantasia accoglie a bordo la Franciacorta

    Pubblicato da aisnapoli il 11 - novembre - 2012 Commenta

    Di Fosca Tortorelli

    La Crociera MSC Fantasia è partita il 21 ottobre 2012 dal porto di Genova, ed il 22 ha effettuato la prima tappa nel porto di Napoli accogliendo a bordo giornalisti e operatori del settore enogastronomico per condividere e far conoscere i vini ed i territori della Franciacorta.

    Dopo il pranzo che si è svolto nel ristorante della nave, si è tenuta una breve conferenza stampa ed una degustazione guidata dai produttori presenti e dal giornalista Riccardo Lagorio.

    Oltre Napoli, la stessa esperienza si ripeterà sia nei porti di Palermo, La Goulette (Tunisia), Barcellona e Marsiglia, sia in navigazione.

    Infatti, durante tutta la durata della crociera, gli ospiti della nave potranno conoscere i vini di Franciacorta attraverso degustazioni ed eventi collaterali seguiti dal giornalista enogastronomico, Riccardo Lagorio, che sarà a disposizione degli ospiti pronto ad illustrarne le caratteristiche.

    Anche gli spazi interni della nave sono stati “griffati”con i marchi delle cantine presenti e, in ogni cabina, è stato previsto un canale televisivo interamente dedicato a questa splendida area del territorio lombardo.

    E’ ammirevole lo sforzo sostenuto da queste piccole aziende che credono nel loro territorio e nel vino, proprio per testimoniare che dietro e dentro ogni bottiglia si nasconde l’anima di ciascun produttore.

    Ben ventisei le cantine che [Tenuta Ambrosini (Cazzago San Martino), La Fiorita (Ome), Le Marchesine (Passirano), Elisabetta Abrami (Provaglio d’Iseo), Bredasole Franciacorta (Paratico), La Fiòca (Corte Franca), La Boscaiola (Cologne), Azienda Agricola Monzio Compagnoni (Adro), Castello di Gussago Franciacorta (Gussago), Azienda Agricola San Cristoforo (Erbusco), La Valle Franciacorta (Rodengo Saiano), Santus (Cellatica), Riva di Franciacorta (Provaglio d’Iseo), Le Cantorie (Gussago) e la Riccafana Fratus (Cologne)] hanno aderito a questo progetto, tutte con produzioni piuttosto contenute e che proprio per questo motivo hanno scelto di unirsi in questa bella iniziativa collettiva, con il comune obiettivo di illustrare le peculiarità di questa spumeggiante produzione italiana, che non ha nulla da invidiare ai più noti cava e champagne.

    Va anche apprezzata la partnership che vede la Msc già alla sua seconda edizione di questa interessante iniziativa, che è stata organizzata dal tour operator bresciano UT Point e dalle diverse cantine della Franciacorta, in collaborazione con il portale di turismo Itinerari Brescia, la BCC di Pompiano e Franciacorta, Lucaffé e il portale enogastronomico Cantine & Sapori.

    Foto di Anna Ciotola

    Merano Wine Festival 2012

    Prima uscita ufficiale dell’Associazione

    dei Vini delle Piccole Isole

    Nel mese di giugno del 2012 è nata ufficialmente l’Associazione dei Vini delle Piccole Isole.

    Avevamo fatto una prova generale con un gruppo di produttori che si è presentato nell’edizione del Vinitaly dello scorso anno. Ha funzionato. Ora il “gruppo” è diventato un “sistema” siamo pronti per far sentire una delle voci più dolci, più tenaci, più territoriali, più intense del panorama vitivinicolo italiano.

    L’Associazione per ora è composta da produttori delle Isole di Capraia, Elba, Giglio, Ischia, Ponza, Salina, San Pietro, ma ne stiamo aspettando molte altre.

    Questa edizione del Merano Wine Festival ci da l’occasione per mostrarci insieme, siamo

    Isola d’ Elba

    Acquabona

    Cecilia

    Isola del Giglio

    Altura Vigneto nell’Isola del Giglio

    Fontuccia

    Isola di Ischia

    Cenatiempo

    D’Ambra Vini Isola d’Ischia

    La Pietra di Tommasone

    Isola di San Pietro

    U Tabarka Tanca Gioia Carloforte

    Isola di Capraia

    La Piana

    Abbiamo portato alcuni dei nostri vini.

    Ci sono quelli rari, che non si trovano al di fuori del territorio di produzione.

    Alcuni sono troppo preziosi per non condividerli con il produttore, perché solo lui vi saprà raccontare la storia di queste terre così difficili da coltivare, la passione e la dedizione che richiede ogni pezzo di vigna inerpicato su colline a strapiombo sul mare o su terreni che si raggiungono a fatica, la cura e la conservazione di vecchi vitigni, ormai scomparsi altrove.

    Alcuni sono semplicemente da bere per sentire il sapore del mare, il rumore delle onde, la luce dei tramonti, il profumo di erbe magiche e di spezie trasportate dal vento.

    Ci trovate nella tensostruttura Culinaria al tavolo 15. Vi aspettiamo.

    Rosanna Ferraro

    “O uomini che avete una mente sana, bevete il caffè e non curatevi dei calunniatori che lo denigrano con sfacciate menzogne. Bevetelo, prendete generosamente, perchè nel suo aroma si dileguano le preoccupazioni e il suo fuoco incenerisce i torbidi pensieri della vita quotidiana”.

    (Hajdjibud di Medina 
(giurista arabo))

    Di Fosca Tortorelli

    Ci troviamo nel quartiere San Lorenzo di Napoli, che insieme ai quartieri Poggioreale, Zona Industriale e Vicaria forma la quarta municipalità del comune.

    Il quartiere San Lorenzo è in genere considerato il cuore storico della città, poichè, sin dai tempi della fondazione greca sorgeva qui l’Agorà, fulcro delle dinamiche sociali ed economiche, nei pressi di quella che attualmente è la basilica di San Lorenzo Maggiore; inoltre è vero pure che ancora oggi, San Lorenzo, concentra gli elementi tipici della tradizione napoletana e alcuni degli aspetti caratteristici che hanno reso la nostra città celebre nel mondo.

    Stavolta la ricerca si è orientata maggiormente su un’arteria di confluenza di più quartieri e ci si sposta leggermente dal nucleo più stretto e conosciuto, proprio per poter raccordare un’area più vasta che arriva fino alla zona nuova del Centro Direzionale.

    Ci troviamo sul Corso Garibaldi, connotato da un’architettura che consta di storici edifici neoclassici e liberty ed è parte confinante del quartiere San Lorenzo, unendo nella sua estensione, piazza Carlo III e piazza Guglielmo Pepe, attraversando la più nota Piazza Garibaldi.

    Non è stato facile individuare un bar che avesse ancora un suo carattere identitario e una sua storia, viste le trasformazioni subite dall’area orientale della città, ma per fortuna dopo una lunga ricerca, ho scoperto al numero 169 del Corso Garibaldi il Bar Brasil.

    Questo bar ha quasi cinquant’anni di storia, infatti è nel marzo del 1959 che il proprietario, il signor Sebastiano, acquista la prima macchina da caffè; con il passare del tempo il Bar Brasil, si è fatto strada ed è diventato un punto di  riferimento importante sul centralissimo Corso, sia come un luogo di ritrovo sia come ambiente ideale per una pausa relax o per una semplice chiacchierata davanti ad una  tazza di caffè.

    Attualmente sono i quattro figli di Sebastiano che continuano a gestire il bar di famiglia, cercando sempre di utilizzare come ingredienti fondamentali per il loro lavoro,  tradizione e genuinità.

    Pur presentandomi in un orario mattutino, in cui i clienti entrano ed escono affollando il bar, il simpatico Michele (uno titolari del bar) e il barista Enzo, mi accolgono e cercano di accontentare la mia curiosità sulla preparazione del caffè.

    Inizio come di consueto con qualche domanda meno tecnica che riporto in forma di botta e risposta:

    - Cosa rappresenta il caffè a Napoli? Come viene visto da Turisti e cittadini?

     Per Michele: “Il caffè a Napoli è come la pizza, ha un forte valore simbolico e rappresenta un momento in cui ci si può incontrare”.

    Analogamente Enzo sposa la stessa tesi.

     

    - Quali difetti non deve mai presentare un caffè?

     “Non deve assolutamente essere acquoso, al contario è fondamentale che sia cremoso e abbia un bel colore biondo”.

     

    - Quale può essere la “sposa ideale” del caffè? (a quale dolce, della tradizione o non, vi piace accompagnarlo)

     Anche in questo bar va precisato che il caffè viene servito zuccherato, ma sia Michele che Enzo, affermano con decisione che: “il caffè va assaporato da solo e senza zucchero. Rigorosamente amaro e in tazza bollente.

    Ad ogni modo va rispettato il gusto di tutti e va bevuto così come piace”.

     

    - Quale deve essere la filosofia del vostro caffè?

     Michele senza battere ciglio risponde in maniera rapida e ferma: “Cerchiamo di offrire un buon caffè sia dal punto di vista qualitativo, sia per quanto riguarda il portafogli, creare un ambiente familiare, senza mai scavalcare la soglia di confidenza”.

    Anche Enzo concorda e sottolinea  che il bello di questo lavoro è dato anche dal poter coccolare i clienti e dal poter comunicare con loro.

     

    Per ciò che attiene, invece, l’aspetto dell’approfondimento più tecnico, ho pensato di rivolgere le seguenti domande:

    -  La macchina (la tipologia, il settaggio, il lavaggio, la manutenzione)

     “Abbiamo una macchina artigianale di Attilio Bosco a leva e con doppia caldaia, in modo da poterne gestire l’utilizzo in base al tipo di consumo.

    La pulizia viene effettuata a giorni alterni con sale marino grosso, senza uso di additivi. Oggi si cerca di usare macchine automatiche, che però portano ad un prodotto privo di carattere.

    Altro aspetto fondamentale riguarda la pulizia del Macinadosatore che avviene settimanalmente, mentre per la pulizia delle tazzine utilizziamo uno scaldatazze a vapore”.

    - La mano del Barista incide?

     “Decisamente, a monte è fondamentale saper scegliere la giusta miscela – noi personalmente la miscela la compriamo, e ne abbiamo cambiate almeno un paio nel corso dei quasi cinquant’anni di attività- ma senza l’esperienza e la professionalità di chi svolge questo mestiere è difficile ottenere risultati qualitativi adeguati.

    Purtroppo però oggi si tende sempre più ad utilizzare macchine automatiche perché lo staff di un bar cambia spesso, perdendo in tal modo professionalità e competenza.”.

     

    - Che tipo di acqua utilizzate?

     “Acqua depurata con filtri a carbone”.

     

     

    - Umidità (incidenza e condizioni ideali)

     “L’umidità incide notevolmente, per questo motivo è fondamentale regolare il macinadosatore giornalmente”.

     

    - Miscela e tostatura (segreti, difficoltà, parametri di ottimizzazione)

     “La miscela che utilizziamo oggi è la Moreno espresso bar (busta gialla)”.

    - Tazzina (quanto incidono tipo, temperatura, pulizia)

     “Usiamo solo la classica tazzina di porcellana perché solo la porcellana con il suo spessore ci garantisce la giusta temperatura e riesce a resistere agli shock termici, mantenendo la consistenza della crema”.

     

    Conclusa la proficua intervista ho ringraziato Michele e Enzo per il tempo dedicatomi.

    Enoteca La Botte | Casagiove, 9 novembre 2012 ore 18,30

    Presentazione
    Le ricette di Napoli, Edizione dell’Ippogrifo e Degustazione dei 44 vini del cuore di Luciano Pignataro

    in collaborazione con
    Alberghiero I.S.I.S. FERRARIS – I.P.S.S.A.R.T. di Centurano, Caserta
    l’Associazione Cuoche a Domicilio

    Per la prima volta insieme il volume che raccoglie sette anni di ricette napoletane e campane pubblicate sul blog e i vini selezionati in quasi vent’anni di viaggio e scrittura.

    Con le pizze a libretta di Franco Pepe
    Il conciato romano di Manuel Lombardi
    Il panettone e la pastiera malorca de Il Giardino di Ginevra
    Il pane e la pizza di Stefano Pagliuca
    La mozzarella e il latticini del Casolare di Alvignano

    In degustazione
    AVELLINO
    Vigna della Congregazione, Villa Diamante
    Fiano di Avellino, Clelia Romano
    Fiano di Avellino, Ciro Picariello
    Fiano di Avellino, Vadiaperti
    Greco di Tufo, Torricino
    Vigna Cicogna Greco di Tufo, Benito Ferrara
    Selvetelle Greco di Tuffo, Centrella
    Bianco di Bellona, Tenuta Cavalier Pepe
    Coda di Volpe, Perillo
    Campanaro, Feudi di San Gregorio
    Rasott, Bocella
    Salae Domini, Antonio Caggiano
    Nude, Cantina Giardino
    Poliphemo Taurasi, Luigi Tecce
    Vigna Quintodecimo, Luigi Moio
    Campoceraso Riserva, Struzziero
    Don Ciriaco, Mier Vini
    Taurasi, Contrade di Taurasi
    Taurasi Riserva, Di Meo
    Radici Riserva Taurasi, Mastroberardino

    BENEVENTO
    Amineo Coda di Volpe, Cantina del Taburno
    Coda di Volpe, Fattoria La Rivolta
    2001 Beneventano igt, Fontanavecchia
    Falanghina del Sannio, Mustilli
    Marraioli Aglianico Sannio doc, Venditti
    Vigna Cataratte Aglianico del Taburno, Fontanavecchia

    CASERTA
    Le Serole Pallagrello bianco, Terre del Principe
    Vigna Caracci, Villa Matilde
    Sabbie di Sopra il Bosco, Nanni Copé
    Cecubo, Villa Matilde
    Terra di Lavoro, Fontana Galardi
    Falerno del Massico, Masseria Felicia
    Moio 57, Moio

    NAPOLI
    Scala Fenicia, Scala Fenicia
    Vigna di Chignole, Pietratorcia
    Gragnano, Grotta del Sole
    Piedirosso Campi Flegrei, La Sibilla

    SALERNO
    Kratos, Maffini
    Tresinus Fiano, San Giovanni
    A’ Scippata, Apicella
    Montevetrano
    Naima, De Conciliis
    Getis Rosato, Reale
    La Matta, Casebianche

    9 novembre a Quarto (Na) apre Bir Sciò, birroteca con mescita

    Pubblicato da aisnapoli il 8 - novembre - 2012 Commenta

    Bir Sciò: uno spettacolo di birre (Beer Show) o semplicemente l’intercalare napoletano per scongiurare la cattiva sorte? Da buoni napoletani un po’ di scaramanzia di certo non può mancare. E poi lo slogan “c’è arte nel gusto” richiama lo spettacolo e allo stesso tempo anche un modo di concepire il locale come luogo di incontro per la diffusione della cultura brassicola e non solo.
    Il locale parte con circa 100 etichette di birre, divise tra belghe, tedesche, inglesi ed americane; uno scaffale, invece, è totalmente dedicato ai prodotti artigianali italiani.

    Il numero di etichette è indicativo perché c’è una scelta ben precisa: percorrere un cammino insieme al cliente, inserendo un po’ alla volta prodotti più particolari e più caratterizzati, in modo da creare costante interesse per chi è alla ricerca di cose nuove.
    Oltre alle birre in bottiglia è possibile consumare birra alla spina scegliendo tra le quattro spine a rotazione.
    Ma le novità non finiscono qui: circa 20 i posti a sedere per accogliere chi ha piacere di consumare una birra con qualche stuzzichino mentre scambia due chiacchiere con un amico.
    Chi c’è dietro la birroteca? La titolare, Mena D’Avino, nasce come tecnologo alimentare; segue, poi, diversi percorsi degustativi attraverso i quali approfondisce in particolar modo le tematiche legate alle birra artigianale e agli oli vergini di oliva. Ha le idee ben chiare sul suo locale: vorrebbe renderlo un riferimento per attività di educazione al gusto, avvicinando il cliente attraverso piccoli passi al mondo delle birre artigianali. Il cliente curioso non va spaventato, ma guidato, coccolato e consigliato; insomma deve sentirsi a casa.

    La D’Avino ha le idee ben chiare; ha, infatti, già in programma l’organizzazione a breve di una serie di eventi. Il primo in ordine cronologico è il minicorso di avvicinamento agli oli vergini di oliva che partirà il 20 novembre; seguiranno, poi, a gennaio corsi di degustazione per le birre artigianali e approfondimenti sugli stili birrari.

    L’inaugurazione in programma venerdì 9 novembre alle ore 19,30 è aperta al pubblico.

    Per info e contatti
    Bir Sciò
    Corso Italia 233
    Quarto (Na)
    08119252970
    info@birscio.it
    www.birscio.it

    L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania attraverso il Settore SIRCA in collaborazione con AIS Campania ha intenzione di produrre una guida delle aziende vitivinicole e vinicole campane.

    Tale guida verrà redatta attraverso notizie fornite dalle stesse aziende e con la presentazione di due dei vini aziendali.
    Preferibilmente i due vini saranno quello di punta dell’azienda e un vino legato al territorio produttivo.
    I due vini saranno inviati all’assaggio e sottoposti ad un giudizio da parte di una commissione di assaggio composta da sommelier dall’AIS Campania.
    I l livello qualitativo dei vini sarà espresso in * e potrà essere di:
    1* (punteggio da 70 a 79 punti)
    2* (punteggio da 80 a 89 punti)
    3* (punteggio superiore a 90  punti).

    La valutazione dei  vini con punteggio inferiore ai 70/100 non verrà pubblicata e le aziende non inserite nella guida, con garanzia di anonimato.
    Le aziende enologiche interessate dovranno far pervenire, entro le ore 10,00 del 5 dicembre 2012, al SeSIRCA  - fax: 081 7967330 e all’indirizzo e-mail: portaleagroalimenta@regione.campania.it la domanda correttamente compilata.

    Scarica qui la domanda per la selezione guida AIS_modello

    Sono ammesse a partecipare le aziende vinicole e vitivinicole campane, produttrici di  vino IGT (IGP), DOC o DOCG (DOP) della  Campania.
    La consegna dei campioni da esaminare, in numero di 3 bottiglie per tipologia, dovranno essere inviate alla sede dell’AIS Campania.:
    SEDE AIS CAMPANIA Viale delle Querce 6 – Parco Casa Caserta 1 81023.

    La presentazione della guida, prevista nella prossima primavera, avverrà con una degustazione dei vini a banchi di assaggio in data e località da definire.

    La guida sarà a distribuzione gratuita su richiesta.

    Per ulteriori informazioni rivolgersi a

    Regione CampaniaLuciano D’Aponte 081/7967367 Antonio Capuano 0817967350    Vivien Bonocore 0817967353 
    AIS  Campania: 0823/34.51.88.

    14 Novembre, La Svizzera nel piatto alla Città del Gusto

    Pubblicato da aisnapoli il 7 - novembre - 2012 Commenta

    Città del gusto  Napoli  e Formaggi dalla Svizzera

    presentano

    “La Svizzera nel piatto”

    I formaggi elvetici protagonisti di eventi, corsi di cucina e degustazioni

    Continua la stagione dei grandi eventi della Città del gusto Napoli. Questa volta protagonisti dolci, aromatici, stagionati, intensi o con i caratteristici buchi: sono i Formaggi dalla Svizzera, un universo di sapori genuini e tradizionali amato da secoli. Con l’autunno 2012 l’occasione di conoscerli meglio si fa ghiotta alla Città del gusto di Napoli, dove i formaggi, per quattro settimane, saranno protagonisti di una full immersion nel gusto svizzero. Un grande evento di apertura  e poi nel corso del mese altri  3 cheese lab per la degustazione e 3 corsi Swiss kitchen per scoprire ed apprezzare “La Svizzera nel piatto” .

    Si parte mercoledì 14 Novembre con un grande evento-degustazione: “La Svizzera nel piatto”, aperto dalle 19 alle 22 a tutto il pubblico di buongustai e appassionati. Una maxi degustazione in cui sarà possibile scoprire da vicino una selezione di 6 formaggi svizzeri: Emmentaler DOP, Le Gruyère DOP, Tête de Moine DOP, Sbrinz DOP, Appenzeller, Alpentilsiter. Durante la serata alla degustazione dei prodotti in purezza sarà affiancata una selezione di finger food  a base di formaggi svizzeri realizzati dagli chef della Città del gusto nelle cucine delle aule a vista. Gli chef realizzeranno 3 ricette a base di Emmentaler DOP, Le Gruyère DOP, Sbrinz DOP in abbinamento a prodotti rigorosamente locali. Una selezione di vini ad hoc accompagnerà la serata. E un ospite d’eccezione: il blogger vincitore del contest “La Svizzera nel piatto”, organizzato da Formaggi dalla Svizzera in collaborazione con il blog Peperoni e Patate (www.peperoniepatate.com). Il fortunato si esibirà in un esclusivo show cooking

    Prezzo intero 18 Euro Cral ed enti convenzionati 15 Euro

    info e prenotazioni 081 19808900 napoli@cittadelgusto.it