Associazione Italiana Sommeliers

AIS – delegazione di Napoli

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Gli eventi dell'AIS Napoli
    • dal 24 set 2014 al 24 set 2014 alle ore:19:00

      24 Settembre, Extraordinary Night al Grand Hotel Parker's

      Mancano: 5 giorni e 14:16 ore.
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    Antonio Mastroberardino, il nome scolpito nel Vino

    Pubblicato da aisnapoli il 2 - febbraio - 2014 Commenta

    Antonio e Piero MastroberardinoDi Michela Guadagno

    Se ne va un Grande, il nome scolpito nel Vino. Antonio Mastroberardino non è più. Se ne va in un giorno di fine gennaio, in silenzio come se ne vanno gli Uomini che hanno il clamore in un nome importante. L’Enologia campana ma anche quella del resto nel mondo del vino è scossa nel lutto per un Signore che rappresenta la storia. Non esisterebbe e non esisteremmo nessuno di noi che si occupa di vino a vario titolo se non ci fosse la famiglia Mastroberardino. Ovunque è sinonimo di Irpinia, Campania, Italia. La folla dell’ultimo saluto all’uomo schivo, la storia di chi ha vissuto e visto crescere, gli anni del dopoguerra con la ricostruzione e soprattutto del dopoterremoto dell’80, di chi ha impostato mercato e regole, le responsabilità che pesano di uno stile da mantenere alto, la  produzione di quelle “Radici” che parlano, come l’etichetta di un paio dei vini storici del marchio.

    Un abbraccio caro ai figli Piero e Carlo, al fratello Walter, alla famiglia tutta.

    movimento_turismo_vinoNuova tappa per le bottiglie d’artista del MTV della Campania
    Da sabato 1 febbraio in mostra alla stazione di Mergellina
    c/o Bancaidea Comunication network – Associazione idee in transito
    dalle 16.00 elle 22.00

    Parte con un brindisi la nuova tappa della mostra itinerante delle Bottiglie d’artista del Movimento Turismo del Vino della Campania, la collezione delle creazioni di 23 artisti che comunicano attraverso le loro opere lo scambio e la contaminazione tra cultura del vino ed espressione creativa. Succede sabato 1 febbraio dalle 16 alle 22 negli spazi della stazione ferroviaria di Mergellina a Napoli in concomitanza con l’inaugurazione dello spazio e laboratorio creativo Bancaidea Comunication network – Associazione idee in transito. Ad accompagnare la mostra e le performance multisensoriali che metteranno in scena diverse forme dell’arte e della cultura, dalla pittura alle sculture, dalle letture alla musica, ci saranno i vini delle aziende aderenti al Movimento campano presieduto da Emanuela Russo.
    Bottiglie d’Artista” è un progetto del Movimento Turismo del Vino della Campania e di Sabina Albano ModartGallery avviato a maggio 2012. Gli autori delle opere:
    Marco Abbamondi, Cristina Ascarelli, Gianni Abbamondi, Antonello Ascione, Maurizia Biasibetti, Maurizio Bonolis, Giustino Calibè, Salvio Capuano, Riccardo Conte, Peppe D’Angelo, Paola Del Prete, Roberto De Landro, Carmine Dello Ioio, Rebecca Harp, Loredana Mariani, Antonio Mele, Antonio Minervini, Schatzy Mosca, Gloria Pastore, Maurizio Rodriguez, Marco Salerno, Attilio Sommella, Ettore Testaverde.

    Associazione Movimento Turismo del Vino Campania
    campania@movimentoturismovino.it

    Ufficio stampa Dipuntostudio
    www.dipuntostudio.it
    Tel. 081 6781505

    gg vini d italiaGrandi vini d’Italia, il nuovo volume di Federico Graziani e Marco Pozzali arriva a Napoli

    Presentazione da Grangusto – giovedì 6 febbraio ore 18.00

    Sarà Grangusto ad ospitare la presentazione partenopea di Grandi vini d’Italia, il nuovo libro di Federico Graziani e Marco Pozzali (edito da Gribaudo-Idee Editoriali Feltrinelli), già autori di Grandi vini di piccole cantine, premiato nel febbraio 2013 come miglior libro del mondo nella categoria Wine Tourism Book al Gourmand Word Cookbook Awards di Parigi. Grangusto, l’unico spazio di Napoli che è ristorante, pizzeria, mercato gourmandise ed enoteca, ospiterà dunque quella che si preannuncia non solo come la presentazione di un libro, ma come una grande festa del vino in un clima di partecipazione e condivisione, in compagnia degli autori e dei produttori, assaggiando grandi vini. Giovedì 6 febbraio alle 18.00 presso l’Enoteca e Ristorante di Grangusto entrambi gli autori racconteranno le tappe della costruzione del volume, che è un vero e proprio viaggio alla scoperta dei migliori vini d’Italia.

    Al termine della presentazione, in collaborazione con Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli, saranno degustati alcuni dei vini recensiti in abbinamento ai finger food ideati dagli chef di Grangusto.

    In degustazione con banchi d’assaggio.

    Extreme Brut, Cave de Morgex et de La Salle/Prosecco Brut Puro Fol, Zucchetto/Eretiq, Quadra/ Pinot Grigio Sialis, Terpin/Falanghina CrunaDeLago, La Sibilla/ Furore Fiorduva, Marisa Cuomo/ Frappato, Arianna Occhipinti/ Fiano Exultet, Quintodecimo/ Pruno, Tenuta Palazza/ Paleo, Le Macchiole/ Barbera d’Asti Bricco Dell’Uccellone, Braida/ Etna Bianco Superiore, Barone di Villagrande/ Soave Otto, Prà/ Verdicchio Gli Eremi La Distesa/ Vigna del Lume, Mazzella/ Basilisco, Basilisco/ Serpico Feudi San Gregorio/ Taurasi Radici Mastroberardino/ Montevetrano, Silvia Imparato/ Acini Nobili Maculan

    A seguire, chi lo desidera potrà fermarsi al ristorante di Grangusto dove, a partire dalle ore 20, sarà proposto un itinerario gastronomico tra i migliori pomodori campani.

    Pummarò è infatti il nome del menu speciale proposto per la cena: 4 portate con variazioni sul tema pomodoro. Dal Corbarino al Datterino rosso cilentano, fino al San Marzano Dop, ogni piatto avrà come protagonista uno dei pomodori ambasciatori dell’eccellenza della Campania.

    Di seguito il menu completo: PUMMARO’ Itinerario gastronomico tra i migliori Pomodori Campani

    Stratificazione Di Caprese Gelato Di Bufala Gazpacho Di Corbarino Basilico Croccante

    Vermicellone “Gentile” Al Datterino Rosso Cilentano

    Quadrati Di Filetto Di Fassona, San Marzano D.O.P. Biologico Ed Origano Fresco

    Dessert Al Cucchiaio

    Le Mongolfiere a San Bruno- Fattoria La Rivolta Rosè

    Degustazione: ingresso libero

    Cena: 30 euro per persona vino incluso

    GRANDI VINI D’ITALIA

    Grandi vini d’Italia è un viaggio alla ricerca delle migliori etichette del nostro paese, come un appassionato itinerario alla scoperta degli angoli più suggestivi e affascinanti della nostra penisola. Un seducente e coinvolgente diario narrativo di terre, colline, vigneti e uve che racconta con verità e passione la storia e il lavoro dell’uomo verso il vino. Il piacere di un incontro: quello con i grandi vini d’Italia, dalla Val d’Aosta a Pantelleria, dal Friuli alla Sardegna, dalla Liguria alla Puglia toccando le regioni italiane e i terroir più significativi. Sono 100 i Grandi vini d’Italia selezionati e recensiti dagli autori. Il volume è organizzato come un’originale carta dei vini, con una chiara ed esauriente suddivisione tematica in 10 capitoli (dieci vini per capitolo). 1. I vini della Gioia 2. I vini della Montagna 3. I vini del Vento 4. I vini del Mare 5. I vini del Sole 6. I vini del Fuoco 7. I vini della Terra 8. I vini della Tradizione 9. I vini degli Uomini 10. I vini della Meditazione Ogni scheda racconta la storia del produttore, le peculiarità della terra su cui nasce, il lavoro in vigna e in cantina, i segreti e le curiosità che rendono così suggestive e prestigiose queste etichette. Ogni vino è stato acquistato e degustato in più occasioni dagli autori. Corredano le descrizioni organolettiche i migliori abbinamenti cibo-vino, le migliori annate da acquistare, oltre a pratiche notizie di servizio sulle aziende.

    Gli autori:

    Federico Graziani

    Nato a Ravenna nel 1975 e sommelier professionista a 19 anni, è il miglior sommelier d’Italia nel 1998. Dopo esperienze prestigiose (Gualtiero Marchesi, Bruno Loubet, The Halkin Restaurant, Cracco-Peck), è stato capo sommelier presso Il Luogo di Aimo e Nadia per 8 anni e dal 2012 ne cura la carta dei vini. Laureato nel 2007 in Viticoltura ed Enologia a Milano, ha scritto Grandi Vini di piccole cantine nel 2007 e Vini d’Autore nel 2008, libri a quattro mani con Marco Pozzali; il primo volume è stato completamente rivisitato nel 2012 e ripubblicato con Gribaudo Editore. Dal 2009 ha iniziato il corso formativo presso l’Institute of Masters of Wine a Londra. Dal 2009 è autore ed editore della rivista Pietre Colorate, insieme a Francesco Orini e allo stesso Pozzali e dal 2012 lavora come ambasciatore aziendale e responsabile commerciale per una importante azienda italiana. Cura la rubrica enologica sul sito di Davide Paolini “Il Gastronauta” e infine custodisce una piccola vigna centenaria sull’Etna, da cui ottiene il vino Profumo di Vulcano. Nel febbraio 2013 a Parigi Grandi vini di piccole cantine è stato premiato come miglior libro del mondo nella categoria Wine Tourism al prestigioso Gourmand Cookbook Awards.

    Marco Pozzali

    Nato a Parma nel 1972 è giornalista professionista e sommelier. Per 11 anni nel Gruppo Food è stato caporedattore e condirettore di riviste a diffusione nazionale di enogastronomia, come Bar Business, Buon Appetito e Mangiarsano. Ha realizzato gli abbinamenti vino-cibo per numerose collane di libri sia per la libreria che in allegato ai principali quotidiani nazionali, La Repubblica, La Gazzetta dello Sport, La Stampa e molti altri. È Chevalier de l’Ordre de Coteaux de Champagne e ha scritto a quattro mani, insieme a Federico Graziani, Grandi Vini di piccole cantine (2007, Food Editore) e Vini d’Autore, le 111 migliori etichette d’Italia, con prefazione di Gianni Mura (2008, Food Editore). Ha pubblicato un breve romanzo, Il profumo degli aghi di pino (Fedelo’s Editrice, 2009), con il quale ha vinto il contrassegno della microeditoria di qualità e il premio Cogeme alla rassegna della Microeditoria di Chiari nel 2011. È editore e direttore del trimestrale Pietre Colorate, creato con gli amici Graziani e Orini. Nel 2012 ha pubblicato due libri: Grandi vini di piccole cantine (Gribaudo) in una nuova edizione, completamente ripensata e riscritta ancora assieme a Federico Graziani; e l’Enciclopedia del Vino (Baldini Castoldi Dalai), insieme al campione del mondo dei sommelier Luca Gardini, e con Andrea Grignaffini e Piero Gorgoni. Sempre nel 2012 ha realizzato, insieme al regista Luca Mazzieri, curandone l’ideazione e la sceneggiatura, un lieve film, Simbiosa alle radici del vino.

    Grangusto: Via Nuova Marina 5, 80133 Napoli |Tel. 081 563 6377 www.gran-gusto.it

    Aperto tutti i giorni con i seguenti orari:

    bar: dal lunedì al venerdì 07:00/ 23:30; sabato e domenica 08:00/ 23:30

    ristorante/pizzeria: 12:00/15:30 e 19:30/23:30

    supermercato: dal lunedì al venerdì 8:30- 22:00; sabato e domenica 9:00-22:00

    Ufficio stampa: Dipunto studio |Tel. 081 681505 | www.dipuntostudio.it

    comunicato-11-02-2013Guida alle aziende vitivinicole e vinicole della Campania | Calendario riunione commissione di degustazione

    A tutti i degustatori ufficiali dell’Associazione Italiana Sommelier sezione territoriale della Campania.

    Gentilissimi degustatori ufficiali, l’Associazione Italiana Sommelier Campania su invito della Regione Campania Assessorato all’Agricoltura, sarà impegnata nella stesura di una Guida alle aziende vitivinicole e vinicole della Campania edizione 2014, pertanto vi comunico il calendario delle sessioni di degustazione:

    Sabato 8/02/14 ORE 9,00
    Giovedì 13/02/14 ORE 9,00
    Sabato 15/02/14 ORE 9,00
    Giovedì 20/02/14 ORE 9,00
    Sabato 22/02/14 ORE 9,00
    Giovedì 27/02/14 ORE 9,00

    Sede:
    ENOTECA LA BOTTE – VIA NAZIONALE APPIA – CASAGIOVE (CE)

    Indispensabile comunicare la vostra conferma di partecipazione per ogni singola sessione in calendario al seguente indirizzo di posta elettronica:

    info@aiscampania.it, entro e non oltre il 3 febbraio 2014.

    La presidente AIS Campania
    Nicoletta Gargiulo

    Addio Antonio, Signore del vino campano

    Pubblicato da aisnapoli il 29 - gennaio - 2014 Commenta

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    Addio Antonio, Signore del vino campano.

    lutto
    Ci ha lasciato il cav. Antonio Mastroberadino, orgoglioso baluardo del vino campano in Italia e nel mondo.

    Una vita intera dedicata alla difesa e alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo della Campania. Sit tibi terra levis…

    Alla famiglia le nostre più sentite condoglianze. (T.L.)

    Vitigni minori: tra tipicità e business

    Pubblicato da aisnapoli il 27 - gennaio - 2014 Commenta

    DebatingTerroir[lg]Di Giuseppe Rea
    La modernizzazione globale che ha investito la viticoltura italiana, già dagli anni ‘90, ha portato all’abbandono di molti vitigni autoctoni per le più blasonate varietà francesi, in grado di produrre vini più importanti e maggiormente apprezzati sui mercati internazionali, quali Cabernet-Sauvignon, Merlot, Chardonnay e Sauvignon Blanc, per citare le più conosciute.
    Ciò si è verificato non solo nel nuovo mondo vitivinicolo ( Australia, Cile Sudafrica, California) ma anche nell’area mediterranea, antica e ricca di varietà storiche locali.
    Il territorio di produzione si è sempre rivelato fondamentale nella determinazione della qualità finale ed è sempre stato il “ comunicatore” indiscusso, trasferendo alle uve, le proprie uniche caratteristiche (climatiche, geologiche, topografiche e culturali) definendo il così detto sapore di “terroir”.
    Il gusto del vino, in quanto risultato di una fermentazione naturale, viene quindi caratterizzato dal terroir, dalla materia prima ma anche dall’azione dei lieviti indigeni, che determinano sfumature di gusto uniche ed inimitabili.
    Al momento attuale, la causa della saturazione del mercato, da parte di vini molto simili,deve essere ricercata nello sviluppo di un’enologia dove imperversano lieviti selezionati, additivi e pratiche di cantina invasive che, diffuse in tutto il mondo, hanno determinato l’uniformità del gusto dei così detti vini di qualità.
    Ma nel caso in cui non venga “condizionato” il mosto iniziale con tecniche stressanti, solo ed unicamente il binomio terroir-vitigno, conferisce un particolare sapore al vino, rendendolo originale in un mercato globale affollato sempre più da vini omologati.
    In questo caso, il termine terroir, scevro da abusi dettati dal marketing del vino, riacquista il suo significato originale ed i vitigni autoctoni minori, frutto della selezione massale e dell’adattabilità della vite ai vari luoghi di produzione, diventano elemento essenziale e determinante, conferendo al vino la sua veritiera espressione.
    I vitigni autoctoni minori, di cui il mediterraneo è molto ricco, rappresentano un elemento essenziale per promuovere questa originalità nel mondo del vino e la loro promozione, rappresenta una concreta azione di salvaguardia della biodiversità.
    L’Italia ,in primis ha tutte le potenzialità per potersi distinguere con vini unici, molto caratterizzati, frutto di un’enologia sostenibile e ricchi di valori etici ed ambientali, vini da fruire con la consapevolezza di un ecologista e la passione di un sommelier.

    Ne parleremo Venerdi 31 Gennaio a La Grotta Hostaria

    Piccolo ritratto di Borgogna – La mia Côte de Nuits

    Pubblicato da aisnapoli il 24 - gennaio - 2014 Commenta

    DSCN1434Di Mauro Illiano

    Svegliarsi all’alba di una Dijon impallidita da una fittissima bruma mattutina, provarne a indovinare i tratti partendo dalle guglie svettanti quel muro biancastro, attraversare lo spazio che divide il capoluogo della Borgogna dalla straordinaria naturalezza della Côte de Nuits, contarne i chilometri, poi i metri, accelerare nell’intento di  schiacciare il tempo che divide dalla grande emozione per poi volerlo fermare per sempre nell’atto di riscoprirsi circondati da una natura parlante.

    Questo e tanto altro è approdare al Regno della grande uva.

    DSCN1426Tutto ha inizio quando il paesaggio urbano lascia il passo a pianure e colline, che dal verde persiano mutano il cromatismo sino ad assumere una tonalità marrone bistre. I nomi dei luoghi aumentano di misura come di musicalità, passando da Marsannay a Gevrey Chambertin, poi Vosne-Romanée e ancora Nuit Saint Georges.. villaggi i cui nomi esercitano un fascino indiscutibile al solo pronunciarli. Picchetti perfettamente allineati dividono zolle di terra ordinatissime, isolate strisce incolte consentono il passaggio dell’uomo tra un terreno e l’altro, e castelli in pietra fungono da baluardi dei borghi vinicoli sparpagliati nel fazzoletto di terra della Bourgogne più autentica. Divise tra un’esistenza sotto e sopra la terra vivono le incontrastate dominatrici della regione, le delicatissime e preziosissime viti di Pinot Noir.

    DSCN1404Sulla strada, la famigerata Route des Grands Crus, di tanto in tanto campeggiano botti di rovere, sistemate in gruppetti di due o tre fuori dai cancelli delle Maisons du vin. Qui la simbologia ha un solo significato; le parole dégustation, domaine, chateau, cave, caveau, vins… ogni freccia, ogni cartello, ogni arnese, ogni che abbia una forma, sistemato fuori da un ingresso, vuole dire “entrate e venite ad assaporare la grandezza dei nostri vini”. Ed in effetti tali sono i prodotti di quelle meravigliose viti aggrappate alle colline.

    Nell’aria un solo profumo d’uva riempie ogni spazio, un profumo tanto più intenso quanto vicino è il luogo in cui il vino riposa, così che indovinare l’indirizzo di un vigneron risulta più semplice affidandosi al naso che alle migliori mappe.

    L’imbarazzo della scelta, l’istinto e la predilezione di un vigneto ad un altro, sono gli elementi che indirizzano il passo verso uno o un altro varco. Si effettua una scelta, poi ci si lascia guidare in un viaggio sensoriale senza eguali.

    DSCN1442Scale e cunicoli nascondono migliaia di bottiglie indisturbate, sistemate su scaffali polverosi posti in stanze in cui regna perennemente il silenzio. Un mosaico di antri forma il labirinto sotterraneo di ogni domaine, ognuno di esso stipa una particolare riserva o una particolare annata. Poi, quando la gamba è stanca e la lingua non trova pace, è il tempo della degustazione, che sovente avviene seduti ad un rozzo tavolaccio di legno posto nel cuore del cuore di ogni Cave.

    Bourgogne Rouge, Village, Premier Cru e Grand Cru si susseguono con una rapidità impressionante. Piccolissime variazioni di terroir rappresentano al palato trasformazioni totali di quanto percepito. Qui un solo metro può fare la differenza, le lezioni di enologia e degustazione sembrano trovare la loro dimensione ideale, ed anche i più scettici alla fine sono costretti ad ammettere la straordinaria varietà di sfumature esistenti tra le molteplici micro aree vinicole appartenenti ad ogni Appellation.

    Ed una volta chiarita la differenza tra un Pinot Noir riferito ad un dato appezzamento ed uno proveniente dal terreno posto proprio di fianco, è il momento di andare in profondità sull’incidenza delle annate sul prodotto finale. Prontezza, longevità, spessore e persistenza sono scientificamente provate dal maestro degustatore. Il ritmo della degustazione è scandito dagli intervalli esistenti tra il momento di ogni mescita e quello dell’esame di ogni vino. Il maestro versa, il maestro parla, silenzio. Poi di nuovo la stessa sequenza.

    Tempo di andare, i calici si svuotano e si è di nuovo in strada. Un’altra degustazione è già nell’aria, ed il naso è già pronto ad indovinare dove essa avrà luogo…